lunedì 31 dicembre 2012

Buon anno!

Il 2012 è iniziato con me che decido di aprire questo blog dopo essermi guardato due stagioni e mezza di Glee nel giro di due settimane. Quest'anno si chiude con un breve ringraziamento e un piccolissmo commento sul film che ho visto ieri sera, il mio film preferito: "Shining".

Dove sta la potenza di Shining? Nel suo clamoroso regista, nei suoi interpreti, nella capacità di creare tensione in maniera magistrale. Un grande Jack Nicholson che con le sue espressioni facciali ti dà proprio l'idea di essere davvero spostato mentalmente. Una Shelley Duvall più angosciata che mai, che urla, strepita e ha paura come poche persone al mondo. E, ultimo ma non ultimo, un Danny Lloyd che con la sua luccicanza ci fa da accompagnatore in questo capolavoro.


E ora, per curiosità vostra, vi lascio con qualche statistica su questo blog e un ringraziamento per avermi letto durante il mio primo anno di attività! Un buon anno a tutti!

Appuntamento nei prossimi giorni con la classifica dei (miei) migliori film del 2012! state connessi!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.



Ecco un estratto:
19,000 people fit into the new Barclays Center to see Jay-Z perform. This blog was viewed about 110.000 times in 2012. If it were a concert at the Barclays Center, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

domenica 30 dicembre 2012

The Artist

Francia 2011
Titolo Originale: The Artist
Regia: Michel Hazanavicius
Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Missi Pyle, Joel Murray, Ed Lauter, Malcolm McDowell, Beth Grant
Genere: Commedia


La trama in breve: 1927. George Valentin è un grande divo del cinema muto. Successivamente alla proiezione di un suo film viene fotografato in compagnia di Peppy Miller, una sua ammiratrice. Poco tempo dopo Valentin riincontrerà Peppy sul set di un film in cui lei lavora come comparsa. Tra i due nascerà una forte attrazione.


Scusate il ritardo, ma questo film non sono riuscito a vederlo fino a pochi giorni fa. Vincitore di vari premi Oscar, tra cui quello di miglior film del 2011, ho creduto, soprattutto nei mesi iniziali di questo anno, che il film fosse nient'altro che una ruffianata, in grado di vincere premi solo per la particolarità di essere un film muto nell'epoca del sonoro e del digitale.



Ruffianata o meno, il film riesce, attraverso un percorso molto particolare, a fare entrare gli spettatori di oggi in quello che fu il mondo del cinema nell'epoca del muto. Questo film è un grandissimo omaggio, al cinema, alla sua storia e alla sua evoluzione, capace di commuovere e di far divertire.


Si vede il passaggio da muto a sonoro e tutto ciò che la rivoluzione comportò. Si vede molto bene come la fama sia un qualcosa di effimero e come un artista possa cadere in declino nel giro di poco tempo a causa di una sua scelta personale. Le musiche fanno entrare molto bene nell'atmosfera e la bravura di Jean Dujardin, che ha la faccia perfetta per una produzione dal sapore così retrò, è un tocco d'arte clamoroso.


Voto: 8,5

venerdì 28 dicembre 2012

Un sapore di ruggine e ossa

Dopo una pausa un po' scelta, un po' obbligata dallo scarso tempo di scrivere qualcosa e dalla scarsa voglia di mettermi a scrivere qualcosa durante le feste, ecco che ritorno con un film, che è riuscito nell'impresa di prendere, per buona parte della sua durata, la mia anima e il mio corpo. E perchè no, anche le ossa!


Francia, Belgio 2012
Titolo Originale: De rouille et d'os
Regia: Jacques Audiard
Cast: Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure, Céline Sallette, Corinne Masiero, Bouli Lanners, Jean-Michel Correia
Genere: Drammatico



La trama in breve: Il film segue le vite di Stephanie e di Alain. La prima, una giovane addestratrice di orche, che in seguito ad un incidente durante un'esibizione si ritrova senza gambe e costretta su una sedia a rotelle. Il secondo, che vive dalla sorella e con un figlioletto di cinque anni, è appassionato di boxe e combattimenti e fatica a trovare una propria dimensione nel mondo del lavoro. Le vite dei due si incroceranno presto , ma gli obiettivi di entrambi nella loro relazione non sempre saranno concordi.


Come può un film così non entrare nell'anima dello spettatore? Io non ce l'ho fatta, ho provato a rimanere freddo per molto tempo ma alla fine ho ceduto anche io all'emozione. Dapprima per il tragico incidente di cui è vittima Stephanie, interpretata da una sempre magistrale e sempre molto molto bella Marion Cotillard, poi per come evolve la storia di Alain, dapprima padre triste e distaccato che fatica a trovare una propria dimensione, per poi darsi ai combattimenti e riscoprire che ha sicuramente di meglio da dare a chi lo circonda.


E la storia d'amore tra i due è lo specchio di ciò che sono. Distaccata (anche se Alain ha molte attenzioni per Stephanie, dovute soprattutto alla sua condizione) e mirata all'inizio, emozionante e coinvolta alla fine dopo innumerevoli problematiche.


Audiard gioca con le nostre emozioni creando inquadrature che si concentrano soprattutto sui primi piani e sulle espressioni dei volti del protagonista. Marion Cotillard ne esce benissimo in un ruolo non semplice e che comunque sarebbe potuto sembrare alquanto ruffiano, creato per dare emozioni facili. Un Matthias Schoenaerts in stato di grazia contribuisce ancor di più a dare quel senso di disagio allo spettatore in un film che difficilmente riuscirò a dimenticare.


Voto: 8+

venerdì 21 dicembre 2012

Dexter - Season Finale: "Surprise, Motherfucker"

Sette anni. Sette anni son passati dalla prima puntata di questo show in cui abbiamo conosciuto un serial killer, esperto ematologo della Omicidi di Miami, che uccide le sue vittime seguendo un codice. Il suo personaggio si è evoluto nel corso degli anni, attraverso serie che tra alti e bassi hanno saputo farci apprezzare appieno il personaggio. Una serie altalenante se ce n'è una, per quanto riguarda la qualità delle sue stagioni. Dopo le prime due stagioni scoppiettanti, una terza scialba, una quarta che ritorna su livelli davvero buoni, quinta e sesta abbastanza noiose e scontate.


La trama in breve: Dopo aver visto Dexter pugnalare Travis Marshall, il killer dell'Apocalisse della sesta stagione, Debra decide di coprire il fratello, inscenando un suicidio per mezzo di un incendio. Nel corso della prima puntata però verranno a galla molti lati del vero Dexter e ben presto Debra dovrà fare i conti con la sua natura da serial killer.


Il cliffhanger della sesta stagione è stato qualcosa di pazzesco. Prima o poi sarebbe dovuto succedere, era normale che Debra avrebbe scoperto Dexter commettere una delle sue malefatte. E, se la sesta stagione è servita per apparecchiare per bene la trama per la settima, rivelandosi una stagione di transizione, il lavoro fatto fin qui è stato certamente buono.


Nonostante questo, la settima stagione vive su due fronti che fanno fatica ad incastrarsi per bene. Dal primo lato c'è Dexter, ovviamente, sempre più braccato, prima dalla sorella, poi da LaGuerta, che inizierà a credere che il Macellaio di Bay Harbor (vi ricordate il cattivo della seconda stagione? ah già, era proprio Dexter) sia ancora in attività. Dexter instaurerà una relazione con la bella Hannah (Yvonne Strahovski, uno dei più bei capolavori del genere femminile secondo me), a sua volta serial killer, attraverso la quale Dexter prenderà più coscienza di sè e della sua natura.


Si evolverà anche il rapporto con Debra. Dall'innamoramento della scorsa stagione, che lasciava presagire risvolti brutti e decisamente evitabili, si è passati ad una certa rivalità, che però si affinerà appunto nel finale di questa stagione. Non c'è neanche un vero e proprio cattivo: se a dare pensieri al protagonista ci sarà il capo della koshka ucraina Isaak, questo non sarà certo ciò che contraddistinguerà le puntate che abbiamo visto quest'anno. Saranno una componente che ruberà gran parte dello show, ma non la componente fondamentale.


Nel finale di questa stagione succedono molte molte cose. Preferisco non dirle e dare solo un giudizio, per evitare ai lettori possibili spoiler. Vi dico solo:




  • Godo all'inverosimile per come finisce la puntata.

  • Puntata comunque un po' confusionaria in cui succedono molte cose, tra cui un assolutamente inverosimile rapimento in un parco.

  • L'ottava e ultima stagione dello show è stata apparecchiata abbastanza bene attraverso le storie che si sono venute a creare. Sarà interessante l'apporto futuro di Batista.


Voto alla stagione: 7+
Voto al season finale: 6/7

giovedì 20 dicembre 2012

Weekend al Cinema! - 20.12.2012

Siamo ormai giunti alla settimana delle uscite pre-natalizie ed ecco che i cinema, giusto per non rendermi affatto più buono, ci propinano una cagata bestiale talmente odiosa che più odiosa non si può, due cartoni animati di cui uno si preannuncia l'esaltazione della noia e una storia abbastanza interessante che mi interessa particolarmente. Mi scuso in anticipo se su alcuni film dovessi risultare di poche parole, ma non riesco a far sprecare troppa energia ai muscoli delle mie dita.


I 2 soliti idioti di Enrico Lando.
NO!


Ernest & Célestine di Stéphane Aubier, Benjamin Renner, Vincent Patar.
Ho visto il trailer di questo film d'animazione made in France, e, a dirla tutta, mi sono annoiato solamente a guardare quei due o tre minuti. Già la grafica non è per niente accattivante e non promette nulla di buono. La storia poi non mi preannuncia niente di buono, e sarebbe una cosa di un sentimentalismo esagerato.


La regola del silenzio - The Company You Keep di Robert Redford.
Primo film dal clima non natalizio della settimana ed effettivamente anche il primo film interessante di questa settimana. Non penso che come film abbia da offrire qualcosa di nuovo al genere, ma si potrebbe comunque rivelare una visione piacevole, rispetto al piattume cinematografico di questi giorni.


Love is All You Need di Susanne Bier.
Ecco che a Natale non poteva mancare la commedia romantica, per giunta con un titolo preso da un verso di una canzone dei Beatles (o per lo meno, io ho pensato a quello, anche se ci saranno milioni di film che si chiamano in questo modo). Alcune commedie romantiche devo ammettere che mi piacciono e mi sono abbastanza piaciute, ma questa sarà l'esaltazione del vecchio e del già visto.


Ralph Spaccatutto di Rich Moore.
Film Disney basato sui vecchi videogiochi che hanno saputo emozionarci da bambini e disegnato in stile videogioco che potrebbe regalare qualche soddisfazione. Si preannuncia una commedia divertente.


Vita di Pi di Ang Lee.
Film pubblicizzato e megapubblicizzato in tv, radio, giornali e chi più ne ha più ne metta. Si rivelerà o meno un film all'altezza della tanta pubblicità che sta ricevendo? Con Ang Lee ho un rapporto di amore e odio. Mentre mi piace tantissimo il suo "La tigre e il dragone", ho odiato come non mai il suo più recente "Hulk". Vedremo da che parte dovrò stare per questo film.

lunedì 17 dicembre 2012

Hotel Transylvania

USA 2012
Titolo Originale: Hotel Transylvania
Regia: Genndy Tartakovsky
Doppiatori Originali: Adam Sandler, Selena Gomez, Andy Samberg, Steve Buscemi, Kevin James, David Spade, Fran Drescher, Molly Shannon, Jon Lovitz, Cee Lo Green, Brian George, Luenell Campbell, Brian Stack, Chris Parnell, Jackie Sandler
Doppiatori Italiani: Claudio Bisio, Cristiana Capotondi, Davide Perino, Luca Dal Fabbro, Paolo Marchese, Mino Caprio, Graziella Polesinanti, Stefanella Marrama, Marco Mete, Luigi Ferraro
Genere: Animazione


La trama in breve: Dracula è proprietario di Hotel Transylvania, un hotel a cinque stelle che ospita ogni tipo di mostro, in modo da stare il più possibile lontani dagli umani. Nel giorno del centodiciottesimo compleanno della figlia Mavis Dracula invita i mostri più famosi, ma per puro caso si intrufola nella festa anche un umano. Scopertolo, Dracula cercherà in tutti i modi di nasconderlo agli altri mostri.



Anno abbastanza soddisfacente per la Sony Pictures Animation, che, dopo il discreto successo di pubblico di "Pirati - Biganti da strapazzo", che si rivela più che mai essere una solidissima e divertensissima produzione di animazione, ecco il ritorno, nello stesso anno, con "Hotel Transylvania". Una pellicola d'animazione che si rivela anch'essa sopra la media delle altre produzioni, riuscendo a creare un'atmosfera di ribaltamento delle situazioni che non può far altro che far riflettere.


Infatti, da quando in qua sono i mostri, Dracula, Frankenstein, il lupo mannaro, ad avere paura degli umani? Da quando sono i mostri a dover fuggire dagli umani rifugiandosi tutti in un'unica struttura che li possa accogliere. Eppure nel cinema siamo abituati a vedere tutto il contrario, anche nei film d'animazione, che spesso e volentieri per creare l'atmosfera giusta devono basarsi sul grottesco e sul ribaltamento dei ruoli.


A tutto questo aggiungamoci un umorismo semplice, ma quanto mai efficace, che riesce a far ridere di gusto in molte scene. Una storia solida quella che ci viene raccontata, pochi fronzoli, pochissime parti di sentimentalismo gratuito e in quelle poche si riesce comunque a sentire un certo coinvolgimento emotivo.


Voto: 7,5

giovedì 13 dicembre 2012

Weekend al Cinema! - 13.12.2012

Dopo due settimane di assenza della rubrica sulle uscite settimanali al cinema, causa mancanza di tempo per scriverle, mancanza di ispirazione sui film in uscita, eccoci qui a parlare della settimana in cui esce il terzo film evento dell'anno, dopo "The Avengers" e "Il cavaliere oscuro - Il ritorno". Questo è il turno del primo capitolo della trilogia de "Lo Hobbit" (mi sono sempre chiesto perchè si scriva "lo" e non la "l" con l'apostrofo, poi mi sono risposto che probabilmente si pronuncia con la "h" aspirata e quindi è giusto "lo").


Colpi di Fulmine di Neri Parenti.
Una persona normale legge l'introduzione a questo articolo e pensa: "Mi parli de "Lo Hobbit" e poi mi metti per primo "Colpi di Fulmine"?". Sapete bene che in qualsiasi ambito il piatto forte viene per ultimo, quindi, concedetemi, di iniziare dalle cagate. Ennesimo cinepanettone di cui non sentivamo il bisogno, ennesimo film con attori (?) insopportabili quali Christian De Sica, e persone insopportabili che si improvvisano attori quali Arisa.


Tutto tutto, niente niente di Giulio Manfredonia.
Io sono un grande estimatore di Antonio Albanese e dei suoi personaggi. Ma da grande estimatore quale sono e ammettendo che i suoi personaggi mi fanno abbastanza ridere, sono abbastanza convinto che gli stessi non siano adatti per un film di un'ora e mezza, ma debbano rimanere confinati ai loro sketch. Memore ancora della visione assolutamente noiosa e con zero risate di "Qualunquemente", questo film lo passerò senza alcun rimorso, e magari mi rigodrò una pellicola come "E' già ieri", in cui Albanese non interpreta uno dei suoi personaggi e riesce a far divertire molto ma molto di più.


L'innocenza di Clara di Toni D'Angelo.
In realtà leggendo la trama di queste pellicole rimango sempre molto affascinato e un pochino di interesse devo ammettere che me lo suscitano. Poi solitamente quando riesco a recuperarli e a vederli si rivelano dei mattoni, però non posso farne a meno. Non assicuro niente.


Sammy 2 di Ben Stassen.
Film d'animazione di origine belga, seguito di un primo capitolo di cui ignoravo assolutamente l'esistenza, mi sembra quasi un cartone troppo troppo bambinesco. I film d'animazione devo ammettere che solitamente mi interessano molto, ma questo penso lo lascerò passare inosservato, anche perchè ignoro completamente il primo capitolo.


La parte degli angeli di Ken Loach.
Film franco-britannico che racconta una storia complicata ma assai interessante. Non conosco a dovere nè il regista nè tanto meno gli interpreti, ma la trama è interessantissima e il trailer sembra essere ben girato.


Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato di Peter Jackson.

Riuscirà Peter Jackson a ripetere il successo avuto con la sua trilogia su "Il signore degli anelli" con questa nuova trilogia su un altro romanzo di Tolkien, "Lo Hobbit"? Trilogia poi per modo di dire, visto che come la sua precedente opera, il film è già stato girato per intero, solo che per esigenze di durata e cinematografiche verrà spezzettato in tre capitoli. C'è anche grande curiosità verso la tecnica dei 48 frame per secondo, che raddoppiano i più tradizionali 24, rendendo l'immagine più nitida, più scorrevole, ma che sembra non aver avuto questo grande successo da parte dei critici. Io non mi esprimo a priori perchè non ho mai avuto modo di vederne la differenza. Spero solo che i critici che hanno tanto devastato questa tecnica siano dei vecchi tromboni non ancora pronti all'innovazione!

mercoledì 12 dicembre 2012

Sinister

USA 2012
Titolo Originale: Sinister
Regia: Scott Derrickson
Cast: Ethan Hawke, Juliet Rylance, Fred Thompson, James Ransone, Clare Foley, Michael Hall D'Addario, Vincent D'Onofrio
Genere: Horror


La trama in breve: Ellison Oswalt è uno scrittore che per scrivere i suoi romanzi indaga su crimini realmente accaduti e tuttora irrisolti. Giunto con la sua famiglia in una casa in cui poco tempo prima è stata uccisa l'intera famiglia tranne una bambina, ora scomparsa, scopre, mentre indaga sull'accaduto, dei vecchi video girati su pellicole Super 8, in cui sono incisi degli agghiaccianti omicidi.


Sapete quanto io sia scettico sugli horror. Eppure sono convinto che per fare il vero horror non c'è sempre bisogno dell'idea geniale o di qualcosa di assolutamente originale e nuovo. Constatato che "The Blair Whitch Project", grazie al filone che ha creato, ha letteralmente rovinato il cinema horror grazie a Oren Peli e "Paranormal Activity", sono sempre stato convinto che per fare un buon horror basti riuscire a padroneggiare quelle tecniche che riescano a fare paura. Poi se la trama del film si è già vista e rivista fa niente.


E' questo il caso di "Sinister", un film che dal punto di vista della trama e della sceneggiatura non è che abbia qualcosa di nuovo da offrire. C'è la casa stregata in cui sono successi degli omicidi. C'è la bambina scomparsa. C'è un mostro presente su ogni scena del crimine. Eppure questo film, pur non dicendo niente di nuovo, ha quel qualcosa che deve avere ogni film horror: fa paura! Ma davvero.


A partire dai videotape girati in pellicola Super 8, che pur non mostrando niente di così particolari, risultano, grazie ad una colonna sonora che crea una tensione assurda e grazie all'effetto "vecchio" che si viene a creare con quella particolare pellicola, agghiaccianti, da lasciarti letteralmente paralizzato davanti allo schermo.


Il punto forte del film è appunto la colonna sonora firmata da Christopher Young. Un monumento alle colonne sonore dei film horror. Musica da tensione pura, tre quarti del merito della paura provocatami da questo film va alla sua musica, azzeccata, in ogni momento.


Purtroppo la pellicola abusa a volte di quella tecnica dello spavento improvviso con volume alzato all'inverosimile che a me non piacciono per niente. Fanno sì fare dei grossi salti sulla sedia, ma il problema delle emozioni forti e improvvise è che scemano in altrettanto poco tempo. Mr. Boogie, che poteva risultare un cattivone assolutamente credibile, poteva anche rimanere nell'ombra. Un trucco non riuscito alla perfezione invece fa calare un bel po' la tensione, che sarebbe stata alta se appunto il cattivo fosse rimasto un'entità e non un qualcosa di corporeo e visibile.


Voto: 7,5

martedì 11 dicembre 2012

Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore

USA 2012
Titolo Originale: Moonrise Kingdom
Regia: Wes Anderson
Cast: Jared Gilman, Kara Hayward, Bruce Willism, Bill Murray, Edward Norton, Frances McDormand, Jason Schwartzman, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Bob Balaban, Seamus Davey-Fitzpatrick
Genere: Avventura, Commedia


La trama in breve: Nel 1965, su un'isola del New England, una coppia di ragazzi dodicenni, Sam e Suzy, si innamorano e decidono di scappare. Vengono però inseguiti da una squadra di ricerca capitanata dallo sceriffo e dai genitori di Suzy.



Se avessi visto questo film qualche anno fa non so quanto mi sarebbe piaciuto. Sicuramente, senza alcuna ombra di dubbio, lo avrei apprezzato molto meno rispetto ad oggi. Non so perchè, ma quando avevo l'età dei protagonisti (ad occhio e croce seconda media) ero in quel periodo in cui iniziavo ad avere i primi pensieri cupi riguardo all'esistenza e non so quanto avrei potuto apprezzare una pellicola così ottimista.


Merito di Wes Anderson e della combriccola di attori che si è scelto per interpretare un gruppo di scout che si ritrova a dover ricercare il loro membro meno apprezzato, perchè considerato strambo e pazzo. Ed in realtà lo è. Talmente pazzo da mantenere per più di un anno una relazione epistolare con una ragazza della sua età e pianificare una fuga d'amore con lei. Tanto pazzo da combattere contro tutto e tutti per poter portare avanti la loro storia.


Per entrambi i ragazzi la situazione è tutta una novità. Sicuramente non hanno mai baciato nessuno nella loro vita, ma sanno come si fa perchè il bacio è la cosa più naturale del mondo. Sam si comporta con lei da vero galantuomo d'altri tempi, per tutto il tempo gli viene naturale comportarsi così e non smetterà mai di farlo. Suzy dal canto suo è affascinata, è quella dei due con razionalità ma mantiene comunque quel pizzico di pazzia che la porta a pugnalare (non provocandogli una ferita grave) uno scout con delle forbici per difendere Sam.


Una storia di un ottimismo sorprendente nonostante i punti di partenza dei due protagonisti. Sam è orfano e Suzy odia la sua famiglia. Nonostante questo la storia ci viene raccontata con la tipica leggerezza di una storia per ragazzi, che però non può e non deve essere considerata tale tout court. Anche io che ormai ho più di 20 anni, e non solo io, posso imparare molto da una coppia di dodicenni.


Voto: 8

lunedì 10 dicembre 2012

Ruby Sparks

USA 2012
Titolo Originale: Ruby Sparks
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Cast: Paul Dano, Zoe Kazan, Antonio Banderas, Annette Bening, Chris Messina, Deborah Ann Woll, Steve Coogan, Elliott Gould, Alia Shawkat, Toni Trucks, Aasif Mandvi, Wallace Langham
Genere: Commedia


La trama in breve: Calvin è uno scrittore che, dopo aver avuto successo con il suo primo romanzo, ha avuto il famoso blocco dello scrittore, non riuscendo più a pubblicarne un secondo. La sua crisi non è solamente lavorativa ma anche sentimentale. A seguito di un sogno, Calvin riesce a superare il blocco dello scrittore descrivendo la donna apparsagli nel sogno e creando il personaggio di Ruby Sparks. Quando il personaggio però gli si presenta a casa sua in carne ed ossa la vita di Calvin viene sconvolta dal pensiero di aver "creato" la sua ragazza.


Un film quasi autobiografico per la coppia, nella vita e nel lavoro, dei registi Jonathan Dayton e Valerie Faris, che, sei anni dopo il successo e l'acclamazione ottenuti con "Little Miss Sunshine", ritornano con la loro seconda opera. Chissà se anche loro, come il protagonista del film Calvin, hanno vissuto il problema del blocco dello scrittore. D'altronde si sa, l'opera seconda è sempre una delle più difficili, soprattutto se si ha avuto successo con la prima. Probabilmente questa opera seconda non verrà acclamata quanto la prima, ma contiene grossi spunti di riflessione ed è assolutamente soddisfacente e coinvolgente.



Ma il film non è solo una bellissima indagine su com'è la vita di chi scrive (nel film si parla di uno scrittore di romanzi, ma la cosa si può applicare in qualsiasi ambito, dalla musica ai film) e sulle difficoltà che deve affrontare. La componente romantica apre a riflessioni che nella maggior parte delle commedie romantiche vengono banalizzate.


La ricerca della persona giusta con cui condividere la propria vita, ad esempio, che da Calvin viene vista come un grosso problema, lo porta prima a crearsi un personaggio immaginario, poi, quando si rende conto che il suo personaggio è diventato reale, inizia a giocare col fatto che può comandarla a suo piacimento, soddisfando ogni suo desiderio e dandogli l'illusione di poter risolvere la sua profonda solitudine.


Metaforicamente la creazione di Ruby Sparks può essere vista come l'idealizzazione di quel qualcosa che non tutti riescono a trovare con facilità.
Tra parentesi, Zoe Kazan, che interpreta Ruby, dal punto di vista fisico non è neanche questa bellezza oggettiva. Ha un fascino molto particolare, oserei dire ricercato, che non è detto colpisca subito. Scelta azzeccata per interpretare un personaggio che vuole essere molto più che un giocattolino nelle mani di Calvin.


Voto: 8,5

venerdì 7 dicembre 2012

Green di Kerstin Gier

Tre libri in tre settimane non ero mai riuscito a leggerli. L'avevo sempre ritenuta un'impresa impossibile. Ora, invece, ho finito la "Trilogia delle gemme", di Kerstin Gier, ed avevo già parlato dei primi due libri della saga "Red" e "Blue". Dovendo obbligatoriamente fare riferimenti alla trama dei primi due libri, se state leggendo la saga e siete indietro, oppure se avete intenzione di leggerla e non avete ancora iniziato, vi consiglio, mio malgrado, di non continuare a leggere quello che sto scrivendo.


Titolo Originale: Smaragdgrün
Autore: Kerstin Gier
1° Edizione Originale: 2010
1° Edizione Italiana: 2012
Genere: Fantasy

La trama in breve: Dopo aver scoperto che l'innamoramento verso di lei da parte di Gideon era una manipolazione, Gwendolyn, triste, inizia ad indagare in solitaria sui piani del conte di Saint Germain e sugli effetti che avrà, su di lei e sulle altre persone, la chiusura del cerchio.

Quando si finisce una saga che ti è riuscita ad appassionare in questo modo, nonostante sia una saga spiccatamente ed inequivocabilmente femminile (anche se lo è in un modo che non te lo fa pesare), si dice che tutti abbiano un po' quella sensazione del "e adesso cosa faccio?". Per me è parzialmente vero, nel senso che mentre da un certo punto di vista se ti affezioni a una storia e a dei personaggi dopo la fine della storia inizi a sentirne la mancanza, ma da un altro punto di vista è bene che una storia si concluda, in un modo o nell'altro, senza dover necessariamente portarla avanti trascinandosi su idee che pian piano diventano logore.

E' qui che sta secondo me la potenza di questa trilogia. Intanto si vede sin dal primo libro che la storia non doveva essere autoconclusiva, ma che già nelle idee della scrittrice doveva essere una storia a puntate, di quelle che in televisione vengono chiamate "miniserie". Tanto studiata che, proprio come nelle serie televisive, vi è l'introduzione di un personaggio nuovo nella seconda puntata ad esempio, per ravvivare un po' la cosa.

I personaggi alla fine della storia risultano simpatici e accattivanti. Menzione particolare per il doccione Xemerius, che in quanto fantasma impiccione e invadente, riesce a regalare momenti di assoluta ilarità a volte ad evidenziare i modi impacciati e goffi della protagonista. Anche se la trama secondaria (quella amorosa) alla fine della fiera va nel modo più classico che ci si aspetti.

Voto: 6/7

mercoledì 5 dicembre 2012

Ballata dell'odio e dell'amore


Spagna, Francia 2010
Titolo Originale: Balada triste de trompeta
Regia: Álex de la Iglesia
Cast: Carlos Areces, Antonio de la Torre, Carolina Bang, Manuel Tallafé, Alejandro Tejerías, Manuel Tejada, Enrique Villén, Gracia Olayo, Sancho Gracia, Paco Sagarzazu, Santiago Segura, Fernando Guillén Cuervo
Genere: Drammatico


La trama in breve: Durante la Guerra Civile spagnola l'esercito repubblicano irrompe in un circo durante uno spettacolo di due pagliacci, costringendoli ad arruolarsi. Il figlio di uno di loro, Javier, ormai cresciuto e deciso a seguire le orme del padre, diventando un pagliaccio (triste), decide di organizzare un attentato, ma, nello scoppio, muore anche il suo stesso padre. Ormai adulto viene assunto in un circo come pagliaccio triste, affiancato da Sergio, pagliaccio felice, con il quale condividerà l'amore per la bella Natalia, amore che condurrà entrambi verso un reciproco tunnel di violenza e autodistruzione.


Premi, premi su premi per questo film spagnolo che da un punto di vista ci fa vedere un pezzo, un gran brutto pezzo, della storia spagnola, quella sotto la dittatura di Franco, dall'altra parte, quasi come fosse un suo riflesso, ci fa vedere la spirale di autodistruzione e di odio in cui si calano due persone, costrette inizialmente a lavorare fianco a fianco.


Premi meritati soprattutto per la regia di de la Iglesia, che in un'ottima prima parte di film riesce a farti entrare per bene nella storia che vuole raccontare, senza lasciarsi andare a troppi fronzoli e facendolo con un crudo e devastante realismo. La seconda parte cala un po' e si lascia andare a scene d'azione troppo hollywoodiane e talvolta inverosimili.


Merito massimo va ad una parte finale in cui il regista e gli attori sulla scena riescono in maniera quasi impeccabile a farci entrare nelle loro emozioni. Fa paura la capacità dei due pagliacci di farti venire proprio un grosso, enorme groppo in gola alla fine del film.


Voto: 7,5

martedì 4 dicembre 2012

When the Lights Went Out

http://cdn.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2012/12/When-The-Lights-Go-Out-recensione-in-anteprima-2.jpgGran Bretagna 2012
Titolo Originale: When the Lights Went Out
Regia: Pat Holden
Cast: Kate Ashfield, Nicky Bell, Alan Brent, Claire Catterson, Jacob Clarke, Hannah Clifford, Martin Compston
Genere: Horror


La trama in breve: La famiglia Maynard riesce dopo grandi sacrifici a trasferirsi nella casa dei loro sogni. Ben presto la figlia Sally inizierà ad avvertire strane presenze che infestano la casa.


Seguendo il filone horror a cui appartengono i due successoni "Poltergeist - Demoniache presenze" e "Amityville Horror" Pat Holden riesce a costruire un film che, pur non aggiungendo niente di nuovo al genere "case infestate dai fantasmi", riesce a farsi guardare per tutta la sua (breve) durata, senza mai stancare.


Le produzioni britanniche sono note soprattutto per la cura della confezione e per il perfezionismo con il quale si contraddistinguono rispetto ad altro. Solitamente uno dei loro più grandi difetti è la mancanza di anima, cosa in cui non incorre questa pellicola (anche perchè, non essendo un film drammatico metterci l'anima non è detto che sia proprio necessario).


La parte horror del film è basata su una creazione della tensione che io ho trovato abbastanza buona, non eccelsa e niente affatto impeccabile, ma quanto meno stai bello fisso davanti allo schermo. Purtroppo c'è nelle parti in cui si vuole fare paura un uso troppo preponderante dello spavento improvviso, anche se in realtà i balzi sulla sedia sono abbastanza sostenuti.


Peccato per il finale piuttosto sbrigativo che sembra rovinare quanto di dignitoso fatto in precedenza.


Voto: 6,5

lunedì 3 dicembre 2012

Il peggior Natale della mia vita

Italia 2012
Titolo Originale: Il peggior Natale della mia vita
Regia: Alessandro Genovesi
Cast: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Antonio Catania, Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Dino Abbrescia, Andrea Mingardi, Alessandro Besentini, Francesco Villa
Genere: Commedia


La trama in breve: Paolo deve raggiungere il castello di Alberto Caccia, nel quale è stato invitato assieme a Margherita (al nono mese di gravidanza) e alla famiglia a trascorrere il Natale. Paolo ne combinerà di ogni, arrivando addirittura a far credere a tutti che Alberto sia morto per colpa sua.


http://static.vivacinema.it/vivacinema/fotogallery/625X0/33011/il-peggior-natale-della-mia-vita-fabio-de-luigi-e-cristiana-capotondi.jpg


Io adoro Fabio De Luigi. Io ho sempre adorato Fabio De Luigi, ritenendolo uno dei migliori comici "disimpegnati" che abbiamo in Italia, capace di farti ridere anche solo guardandolo in faccia o sentendo solo la sua voce. Il primo film, "La peggior settimana della mia vita", mi era discretamente piaciuto e ritenevo che il suo successo e il fatto che mi fosse piaciuto fosse merito proprio di De Luigi.


Questo seguito è effettivamente un enorme, enormesco passo indietro nella sua carriera. Poche, pochissime sono le scene comiche, basate quasi tutte su gag trite, ritrite, talvolta addirittura scontate e assolutamente telefonate almeno 15 minuti prima che avvengano. Ancora si gioca sulla incapacità del protagonista di non combinare qualche guaio, anche se in questa seconda pellicola c'è la variante che le sue gaffe sono ben apprezzate da Caccia, interpretato da un Abatantuono che è l'unico che riesce a farmi sorridere e l'unico protagonista dell'unica scena che mi ha fatto ridere di gusto.


Una scena che mi faccia veramente ridere in un film dichiaratamente comico è un po' poco non vi pare? Il problema di questo film non è forse il fatto che non faccia ridere, quanto il fatto che le scene sono prevedibili, scontate e soprattutto di bassissima lega. "Ti presento i miei", film da cui chiaramente viene presa molta ispirazione, fa sorridere molto di più. Questo si limita a copiare qualche gag e a farlo anche abbastanza male.


Voto: 4,5

sabato 1 dicembre 2012

Argo

USA 2012
Titolo Originale: Argo
Regia: Ben Affleck
Cast: Ben Affleck, John Goodman, Bryan Cranston, Kyle Chandler, Victor Garber, Michael Cassidy, Clea DuVall, Alan Arkin, Rory Cochrane, Tate Donovan, Kerry Bishè, Bob Gunton, Philip Baker Hall, Chris Messina, Adrienne Barbeau, Tom Lenk, Titus Welliver, Richard Kind, Michael Parks, Željko Ivanek, Keith Szarabajka
Genere: Drammatico, Thriller


http://static.blogo.it/cineblog/0/039/argo-poster-280x413.jpgLa trama in breve: Nel corso della rivoluzione islamica a Teheran del 1979, alcuni militanti iraniani irrompono nell'ambasciata americana, prendendo 52 ostaggi. Riescono a sfuggire sei persone, che si rifugiano nell'abitazione dell'ambasciatore canadese Ken Taylor. Il governo statunitense, timoroso del fatto che prima o poi i militanti iraniani avrebbero rintracciato i fuggitivi e li avrebbero uccisi, incarica l'agente Tony Mendez di organizzare un piano per il loro recupero.Da qui l'idea di far passare i sei fuggitivi per una troupe cinematografica, recatasi in Iran per produrre un film di fantascienza di nome "Argo".


Se il Ben Affleck attore, pur recitando in alcuni film assolutamente di primo livello non mi aveva mai convinto appieno in passato, una cosa da constatare nell'ultimo periodo della sua carriera è che è riuscito a migliorarsi. Qualche avvisaglia del suo talento extra-recitativo la si era avuta nel momento dell'Oscar vinto per "Will Haunting - Genio ribelle", per cui firmò la sceneggiatura originale. Talento che ora, nell'ultimo periodo, si concretizza anche e soprattutto nella regia.


Questo film è una specie di simbolo. Dopo una prima parte spionistica, in cui la forza sta nei dialoghi e nell'interesse che viene suscitato nello spettatore dall'intrigo in cui stiamo immergendoci, la seconda parte diventa sia un grande omaggio ad Hollywood, sia un gran ricettacolo di ironia e, soprattutto di autoironia.


Nel cast figurano attori venuti alla ribalta soprattutto grazie alle serie tv. Tra i tanti spiccano l'ottimo Bryan Cranston, già visto in "Breaking Bad" e in "Malcolm", che ricopre sì un ruolo relativamente marginale, ma che riesce comunque a darsi una certa importanza. Buona anche la prova di Tate Donovan, ex "The O.C.", di Michael Cassidy e di Clea DuVall.


La bravura di Ben Affleck nel dirigere questo film sta soprattutto nella cura e nell'essere riuscito a dare in maniera impeccabile un ritmo al film. Dall'inizio dialogato, a una seconda parte quasi commediale fino ad arrivare ad un finale assolutamente concitato e intenso. Per non parlare poi dell'ottima fotografia e dei costumi, che ricreano quelli che nell'immaginario sarebbero stati gli anni settanta, anche e soprattutto nelle pettinature.


"Argo vaffanculo!!!"


Voto: 8,5

mercoledì 28 novembre 2012

3, 2, 1... Frankie Go Boom

USA 2012
Titolo Originale: 3,2,1... Frankie Go Boom
Regia: Jordan Roberts
Cast: Charlie Hunnam, Chris O'Dowd, Lizzy Caplan, Nora Dunn, Whitney Cummings, Ron Perlman, Chris Noth
Genere: Commedia


La trama in breve: Frankie è un ragazzo a cui il fratello, per colpa della sua passione per la regia e per i filmini amatoriali, ha rovinato la vita, filmandolo mentre faceva una sfuriata il giorno del suo matrimonio e pubblicando il video su internet. Dopo tre anni in cui i due fratelli non si sono parlati, Bruce esce da una clinica per la disintossicazione da droghe e alcool e troverà il modo per incasinargli di nuovo la vita.


Nonostante avessi letto che questo film facesse molto molto ridere e mi sia fidato abbastanza del commento da parte dei traduttori che hanno fornito i sottotitoli il risultato mi ha abbastanza deluso. La trama si presta certamente alla creazione di una commedia che possa fare divertire appieno i suoi spettatori, ma forse ci vuole la bocca e lo sguardo giusto per guardarla e ridere di vero e proprio gusto.


Essendo tutta la comicità del film basata fondamentalmente sull'irruenza di Bruce nella vita di Frankie e sulla sua intromissione, per mezzo di una videocamera e di filmini fatti nei momenti più assurdi ed improbabili, probabilmente mi aspettavo qualcosina di più divertente. Invece, tutto l'equivoco centrale della storia non è tanto basato su continue umiliazioni, ma sul tentativo di rimediare a un danno provocato da parte di Bruce.


Si ride, ci sono scene in cui si ride abbastanza, ma probabilmente registi e sceneggiatori avrebbero potuto spingersi un po' oltre, ma forse non hanno voluto rischiare di andare incontro al martello della censura. Alla fine il film risulta un filmetto sì guardabile, sì divertente a tratti, ma ha quel non so che di incompiuto.


Un finale tra le altre cose assolutamente sbrigativo contribuisce a darmi questa sensazione. Nel cast vediamo un Charlie Hunnam che non è riuscito a impressionarmi in maniera particolare, un bravo Chris O'Dowd e la bella Lizzy Caplan, che riesce addirittura a risultare sexy in più di un paio di scene.


Voto: 5,5

martedì 27 novembre 2012

Hunted

La serie tv di cui sto per parlarvi è andata in onda dal 4 Ottobre fino al 22 Novembre, per otto episodi. Io, in ritardo, ho visto soltanto ieri sera il primo e ho serissime intenzioni di guardarmela tutta, ora che sono in ballo. Non essendo avvezzo allo spionaggio devo dire, già in anticipo, che la serie mi ha sorpreso abbastanza positivamente.


Hunted
(serie tv, stagione 1, ep. 1)
Rete Inglese: BBC
Creatore: Frank Spotnitz
Cast: Melissa George, Adam Rayner, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Stephen Dillane, Morven Christie, Lex Shrapnel, Patrick Malahide, Stephen Campbell Moore
Genere: Azione, Spionaggio


La trama in breve: Sam Hunter è un agente operativo dell'agenzia investigativa privata "Byzantium". Vittima di un tentato omicidio si ritira dall'agenzia tanto che i suoi colleghi la credono morta. Convinta che l'attentato ai suoi danni fosse opera di qualcuno interno alla squadra, dopo un anno torna operativa per l'agenzia, decisa a scoprire chi ha organizzato l'attentato.


La serie ha un inizio abbastanza folgorante. Un'introduzione alla vicenda lunga ben 15 minuti non è cosa che si vede in tutte le produzioni televisive e sembra quasi essere un'introduzione da film. Costruita tra l'altro con una precisione quasi impeccabile e una bella, davvero bella fotografia.


Azione e spionaggio si mischiano in maniera abbastanza intrigante per creare una trama che sin dalla prima puntata promette risvolti molto interessanti. Nulla appare scontato e l'interesse nel proseguire la serie è, di conseguenza, abbastanza alto.


Nel cast figurano Melissa George, che abbiamo visto nel bel "Mulholland Drive" di David Lynch e nelle serie tv "Alias" e come comparsa per tre episodi in "Lie to Me", Adewale Akinnuoye-Agbaje, visto nei recenti "Killer Elite" e "La cosa", ma ricordato soprattutto per il suo ruolo di Mr Echo in "Lost". Tutti sembrano trovarsi a proprio agio nel ruolo che interpretano.


Voto: 7

lunedì 26 novembre 2012

Blue di Kerstin Gier

Dopo aver letto ed essere rimasto piacevolmente sorpreso dal primo libro della "Trilogia delle Gemme", "Red" di Kerstin Gier, ecco che in un battibaleno arriva, poco tempo dopo la sua conclusione, la mia personalissima recensione del secondo libro della trilogia.

Titolo Originale: Saphirblau
Autore: Kerstin Gier
1° Edizione Originale: 2010
1° Edizione Italiana: 2011
Genere: Fantasy

La trama in breve: Gwendolyn e Gideon, subito dopo gli eventi narrati nell'ultimo capitolo di Red, avvenuti nel 1912, ritornano nel presente e si trovano a dover affrontare i sospetti di tutti quelli che stanno loro intorno, riguardanti l'aggressione avvenuta nel 1912 da parte degli alleati di Lucy e Paul.

Un secondo capitolo coi fiocchi. Se il primo mi aveva preso e trasportato tutto me stesso all'interno della storia (purtroppo non ho nessun personaggio con cui immedesimarmi, anche se chi lo ha già letto mi ha affibbiato un ruolo che ancora non ho ben compreso a fondo), il fatto di vedere il tutto senza immedesimazione e come fossi uno spettatore esterno mi piace molto, nonostante la narrazione in prima persona serva al proposito contrario di solito. Ma, essendo la protagonista e narratrice una ragazza sedicenne, per me è comunque difficile immedesimarmi con il narratore.

In questo secondo capitolo entra in gioco un personaggio a noi prima sconosciuto, il simpaticissimo Xemerius, demone doccione che può essere visto solo da Gwen e contribuisce clamorosamente a rendere la storia affascinante. Essendo egli un fantasma, l'effetto da lui creato riesce talvolta a risultare comico, attraverso alcune battute di spirito di assoluta simpatia.

In ultima analisi è bella l'evoluzione del rapporto tra Gwendolyn e Gideon, che avrà risvolti assolutamente imprevisti nel finale della storia (anche se per essere questo un secondo capitolo a pensarci bene è uno schema abbastanza classico di come le cose debbano andare). E in questa alternanza tra la vita nel presente e ciò che i due ragazzi devono compiere tramite i loro viaggi nel passato, la storia scorre via in assoluta scioltezza e piacevolezza.

Ora non mi resta che leggere il terzo e ultimo capitolo della trilogia, "Green", con il quale tutte le mie domande, spero, riceveranno una risposta!

Voto: 7,5

venerdì 23 novembre 2012

The Apparition

USA 2012
Titolo Originale: The Apparition
Regia: Todd Lincoln
Cast: Ashley Greene, Sebastian Stan, Tom Felton, Julianna Guill
Genere: Horror


La trama in breve: Kelly e Ben sono una coppia di fidanzati appena trasferitisi in una villetta. La casa è però infestata da una presenza terrificante, che inizia a perseguitare entrambi. La presenza è stata causata dall'evocazione avvenuta anni prima per un esperimento universitario.



Vediamo in qualche modo, prima di tutto di parlare di cose serie. Poi, quando so che finirò presto le cose serie, inizieremo a parlare di cose secondarie. Nel film in questione non succede niente. Ma niente! Oltre ad essere un misto tra una lentezza estenuante e chissà che cos'altro, per una buona prima metà di questa pellicola gli eventi stanno quasi a zero.


"La presenza" che sta nella casa mi ha ricordato vagamente la presenza del primo capitolo di "Paranormal Activity" (di cui ieri è uscito il quarto capitolo che mi guarderò bene dal guardare, scusate il gioco di parole): "la presenza" in questione si diverte a fare gli scherzoni, senza fare nulla di eclatante. Mentre guardavo questo film e cosa fa "la presenza" per una buona ora (su un'ora e venti di film un'ora è un'eternità) mi sono venuti in mente gli scherzoni che ci facevamo alle superiori. Praticamente quando qualcuno andava in bagno, poi tornava e noi gli dicevamo "Non puoi sapere cosa ti abbiamo fatto! Ahah". In realtà il massimo che gli avevamo fatto era girargli il quaderno al contrario o tirargli una riga con la matita. Eravamo dei coglioncelli, come chiunque alle superiori, ma se un film ti fa tornare alla mente proprio queste cose è grave. Molto grave.


Allora visto che il film non ha niente da offrire nè dal punto di vista della trama, nè, ovviamente, dal punto di vista non dico della paura, ma almeno della tensione, ti rifugi nella bellezza della protagonista. La sua è una bellezza particolare, che però a me ispira molto. Il problema è che se il regista decide di fare una scena con la doccia, per altro tagliata, dopo soli venti minuti di film, l'interesse è inevitabile che cali, soprattutto considerando cosa (non) succederà nell'ora successiva.


Voto: 4

giovedì 22 novembre 2012

Weekend al Cinema! - 22.11.2012

Altro giro, altro regalo da parte dei nostri cinema. Beh, sempre se di regalo si può parlare visto che il biglietto lo paghiamo la profumata cifra di 8 euro (penso di dover iniziare a trovarmi un altro cinema se i prezzi continueranno ad aumentare in questa maniera). Settimana assolutamente piuttosto scialba dal punto di vista delle uscite. Solitamente parto con la mia analisi dall'uscita più interessante, mentre questa volta darò spazio per prima all'uscita meno interessante, se di spazio si può parlare. Capirete vedendo il commento.


Vasco Live Kom 011 - L'idimenticabile concerto di S.Siro
NEANCHE SE MI RIEMPITE LA CASA DI SOLDI, PIUTTOSTO LA MORTE. NON MI AVRETE MAI. SONO PRONTO ALL'HARAKIRI.


Dracula di Dario Argento.
Presentato come proiezione notturna all'ultimo Festival del cinema di Cannes, non ha riscosso un grandissimo successo e molti addetti ai lavori hanno storto il naso. Io d'altro canto non riesco a non dare fiducia al maestro Dario Argento e quindi penso proprio che questo sia un film che non posso perdere, essendo anche una trasposizione di uno dei miei romanzi preferiti.


E la chiamano estate di Paolo Franchi.
Effettivamente intelligente da parte di noi italiani far uscire un fil con questo titolo il 22 di Novembre, quando inizia a far veramente freddo e il tempo inizia a fare schifo. Presentato pochi giorni fa all'ultimo Festival di Roma, questo film è stato letteralmente ucciso dalla critica. Isabella Ferrari, l'attrice protagonista, è stata accolta da una bordata di fischi. Sinceramente visto che tra la giuria c'erano "I soliti idioti" (e non è un modo di dire, purtroppo c'erano proprio quei due, che sanno come far ridere... sì sì...) non so se fidarmi o meno. Propendo per non fidarmi.


End of Watch - Tolleranza zero di David Ayer.
Se da giovane mi piacevano molto quei film d'azione poca trama e tutto inseguimenti e sparatorie, ora, con l'età che avanza, è un genere che ho rivalutato in negativo. Purtroppo sono film che non mi divertono più. Non mi ispirano proprio più, non c'è niente da fare. Chissà se la presenza nel cast di Jake Gyllenhaal riuscirà a strapparmi una visione.


Il peggior Natale della mia vita di Alessandro Genovesi.
A me il primo episodio, "La peggior settimana della mia vita", aveva fatto ridere. Sarà che ho un'ammirazione quasi totale per la comicità di Fabio De Luigi, tra i miei comici preferiti, tale da annebbiarmi la vista ai suoi occhi, ma a me il primo capitolo era piaciuto. Non andrò di certo a guardarmelo al cinema, però una visioncina ci può scappare. Fabio De Luigi!


Un mostro a Parigi di Eric 'Bibo' Bergeron.
Chissà se i francesi sono riusciti a regalarci un buon e solido film anche nell'ambito dell'animazione, dove da sempre gli stati Uniti la fanno da padrone. Io faccio comunque un po' fatica ad accettare l'idea che nella versione italiana ci sia Arisa tra i doppiatori... Per il resto, trama molto interessante.


Il sospetto di Thomas Vinterberg.
La tama fornita da Coming Soon non spiega molto ma è capace di dare quell'alone di mistero e di interesse verso questa pellicola, che, visto il trailer, mi puzza già di capolavoro.


Paranormal Activity 4 di Henry Joost, Ariel Schulman.
Quarto capitolo per un franchise che, in quattro film, sembra essere riuscito a fare paura a ennemila miliardi di persone senza che in un singolo film succedesse nemmeno una cosa così eclatante da poter spaventare. Io tutta questa paura non l'ho vista. Anzi. Già dalla prima produzione io non ho visto neppure tutti questi motivi per chiamare questa cosa "film".

martedì 20 novembre 2012

Red di Kerstin Gier

E così dopo cinema, musica, serie tv e la parentesi sportiva nel corso delle Olimpiadi (tornerò a commentare qualche evento sportivo, non preoccupatevi), ecco che per la prima volta mi cimento col tentare di recensire o di proporre a chi mi legge qualche libro. Nell'ultimo periodo, grazie ad alcuni consigli sparsi qua e là e ad alcuni incarichi informatici ricevuti da parte di un'amica, mi sono ritrovato tra le mani questo libro di Kerstin Gier, primo di una trilogia sui viaggi nel tempo.

Titolo Originale: Rubinrot
Autore: Kerstin Gier
1° Edizione Originale: 2009
1° Edizione Italiana 2011
Genere: Fantasy

La trama in breve: Gwendolyn, in attesa che sua cugina Charlotte compia il suo primo salto nel tempo, si ritrova lei stessa nel passato. Con sorpresa di tutti i familiari si scopre che tutti i calcoli fatti sulla persona che avrebbe ereditato il gene del viaggio nel tempo erano sbagliati e la dodicesima viaggiatrice, quella in grado di chiudere il cerchio, è in realtà Gwendolyn.

Normalmente una persona si chiederebbe perchè una persona di 22 anni dovrebbe leggere un libro chiaramente indirizzato ad un pubblico molto più giovane e per giunta con una componente spiccatissimamente femminile. La presentazione o "copertina" del libro è nient'altro che questo, ma dentro c'è molto di più.

Intanto è una storia capace di catturarti sin dall'inizio, mettendoti addosso la voglia di continuare a leggerla e soprattutto di scoprire cosa si celi dietro ai vari segreti di cui si parla nella storia. D'altro canto il viaggio nel tempo è uno degli argomenti più affascinanti di tutta la letteratura fantasy e forse, proprio per questo motivo, usato, abusato e talvolta violentato, creando storie poco interessanti.

Il punto di forza del libro secondo me sta proprio in questo. Non si è creata una storia banale, l'autrice si concentra molto sui dialoghi rendendo la narrazione molto scorrevole e ci si concentra poco (forse troppo poco) sulle descrizioni. Altro punto di forza sono i personaggi. A partire da Gwendolyn, con la quale l'autrice vuole far immedesimare le sue lettrici, giocando moltissimo sulla sua "ignoranza" ma soprattutto sulla sua ingenuità.

Gideon, suo compagno, che nell'immaginario collettivo sarà diventato il ragazzo dei sogni. D'altronde è ovvio, in qualsiasi romanzo di questo periodo ci vuole un ragazzo spiccatamente stronzo, altezzoso ed arrogante che prima venga odiato o quanto meno stizzisca la protagonista e di cui poi ci si possa innamorare. E' forse il personaggio più "classico" (non voglio usare l'aggettivo banale stavolta) dell'intera storia. Leslie, migliore amica di Gwen, unica persona "normale" a conoscenza del suo segreto ed anche sua fidata consigliera ed aiutante. Inspiegabilmente viene abbastanza accantonata nelle sequenze finali del libro.

Personaggi più affascinanti a mio parere sono quelli di Paul e Lucy. Viaggiatori "ribelli" e quanto mai ambigui. Nascondono per mia certezza e di chi sta leggendo il libro "assieme" a me un segreto (per chi ha letto o leggerà il libro si inizia a capire, poi magari verremo tutti smentiti, ma a questo punto le convinzioni continuano a salire). Non vi anticipo di cosa si tratta ovviamente.

Voto: 7+

venerdì 16 novembre 2012

Red Lights

USA, Spagna 2012
Titolo Originale: Red Lights
Regia: Rodrigo Cortès
Cast: Cillian Murphy, Sigourney Weaver, Robert De Niro, Toby Jones, Joely Richardson, Elizabeth Olsen, Craig Roberts, Leonardo Sbaraglia, Adriane Lenox, Garrick Hagon, Burn Gorman
Genere: Thriller, Drammatico


La trama in breve: Margaret Matheson e Tom Buckley sono due dei più importanti ricercatori sul paranormale, che si occupano di smascherare coloro che si autoproclamano sensitivi ma nascondono grandi truffe. Nella sua carriera Margaret non ha mai confermato un evento paranormale, ma le rimane un unico cruccio, quello di non essere riuscita a mascherare Simon Silver. Chiunque negli anni abbia tentato di smascherarlo ha fatto una brutta fine e ora, 30 anni dopo la sua ultima apparizione, sta tornando per mettere in scena un ultimo spettacolo prima del ritiro.



Molte volte un cast stellare non è garanzia di buona riuscita di un film. Molte altre volte invece capita che un film senza alcuna pretesa si riveli una produzione solida, interessante e assolutamente intrigante fino al midollo. Il film in questione appartiene al secondo filone. Il cast riesce a mischiare e a far funzionare bene insieme quelle che sono le vecchie leve del cinema come Robert De Niro e Sigourney Weaver, che sanno ancora regalare molte soddisfazioni, assieme alle nuove, qui rappresentate da Cillian Murphy e da Elizabeth Olsen.


Se Cillian Murphy veniva sì da interpretazioni in produzioni piuttosto importanti, come quella in "Inception" o in "In Time" o in "Il cavaliere oscuro", non brillando moltissimo nel ruolo interpretato, qui riesce a regalare un'ottima interpretazione con un personaggio che vuole a tutti i costi essere intrigante e ci riesce fino in fondo.


Dall'altro lato della medaglia c'è Elizabeth Olsen, la sorellina delle odiosissime e assolutamente poco talentuose delle gemelle Olsen. Questa qui a 23 anni, ha recitato in tre produzioni di un certo spessore e ha già dimostrato a sufficienza quanto sia elevato il suo talento. Vederla recitare è un vero piacere per gli occhi, ha un futuro enorme davanti a sè.


Il film ha il pregio di mantenere la tensione elevata dall'inizio alla fine. Per certi versi mi ha ricordato "The Prestige" di Christopher Nolan, ma siccome il paragone sarebbe decisamente al di là della sua portata mi fermo qua che è meglio. Abbastanza difettoso il finale, in cui si vengono a scoprire determinate cose, alcune delle quali vengono dette sbrigativamente e poi lasciate in sospeso.


Voto: 7+

giovedì 15 novembre 2012

Weekend al Cinema! - 15.11.2012

Settimana cinematografica irrimediabilmente segnata dall'uscita dell'ultimo capitolo della sega saga di "Twilight". Da un certo punto di vista c'è felicità perchè la saga finisce, dall'altro punto di vista c'è tristezza perchè i nostri cinema, per celebrare al meglio l'evento, hanno deciso di accompagnarlo a dei film che si preannunciano come delle totali ciofeche.


The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 di Bill Condon.
Cinema invasi, urla strepitanti di fan impazzite per quel bel pezzo di figo che è Robert Pattinson, capaci di una, forse due espressioni. Per non parlare poi di quanto diavolo è bello Taylor Lautner. Oh Bella, ma come si fa a scegliere nelle tue condizioni? Prenditeli tutti e due!!!! Che poi, attrice meno azzeccata per interpretare un personaggio che si chiama "Bella" non potevano sceglierla. Sarò stupido io, ma la bellezza di Kristen Stewart non riesco a coglierla. Penso mi ecciterei di più a guardare un muro verniciato che asciuga.


7 psicopatici di Martin McDonagh.
Questo film si preannuncia essere l'unico veramente interessante di tutta questa settimana. Un buon cast capitanato dal sempre buono Colin Farrel, una trama abbastanza intrigante e un regista che dopo la sua opera prima "In Bruges" mi aveva abbastanza affascinato. Ovviamente non c'è scelta. Andrò a vedere "Breaking Dawn"!


La sposa promessa di Rama Burshtein.
Mi è venuta addosso un'immensa tristezza soltanto a leggere la trama, di un film che appare come un inesorabile mattone difficile, molto difficile da digerire. Sarò salvato dal fatto che ben pochi cinema lo trasmetteranno qua intorno.


Acciaio di Stefano Mordini.
Non so di preciso cosa dire di questo film, una storia adolescenziala con un po' di impegno sociale ed anche una bella storia d'amore, col solito ragazzo megaseduttore che però non si accontenta e vuole l'unica ragazza che non gliela vuole (più) sganciare.


Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi.
Film presentato proprio in questo periodo al Festival del Cinema di Roma, potrebbe rivelarsi l'uscita italiana più interessante e meglio fatta di tutta la settimana. Se capiterà in un momento di stanca potrei anche riuscire a farci scappare un'occhiata.


Il sole dentro di Paolo Bianchini.
In un film con Giobbe Covatta, Angela Finocchiaro e Francesco Salvi tutti e tre assieme appassionatamente non c'è da riporre quasi alcuna fiducia.


Quell'estate di Guendalina Zampagni.
Altra uscita dai tempi scellerati per i nostri cinema, che oltre che propinarci degli ottimi film con mesi e mesi di ritardo ci mette tanto anche a mandare in onda un film italiano, prodotto nel 2008. Ma farlo uscire ad Agosto un film che si chiama "Quell'estate" pareva brutto?


VITRIOL di Francesco Afro De Falco.
Già i mockumentary mi fanno abbastanza cacare. Se poi anche noi italiani ci mettiamo a produrli...

martedì 13 novembre 2012

TV Series Moment

Dopo aver recensito un po' delle nuove serie che sto seguendo, ecco che arriva il mio personalissimo commento sulle serie che stanno proseguendo la loro avventura nei palinsesti americani. Vale la pena continuare a seguirle o iniziano a sentire tutte una certa stanchezza?


Supernatural (stagione 8, ep. 1/6)
Dopo la deludentissima settima stagione, lo show rock-horror con i due fratellini che combattono ogni tipo di mostro, demone, fantasma che viva abusivamente sul nostro pianeta, lo show sembra avere vagamente trovato una nuova linfa vitale. Dopo i primi tre episodi girati abbastanza bene e in cui ci viene presentato un buon canovaccio per creare una bella trama orizzontale però la serie si è di nuovo un po' persa in mezzo alle puntate riempitivo. Pregio rispetto alla scorsa stagione è il dare comunque in ogni puntata un boccone sulla trama orizzontale, che comunque si sta rivelando molto molto interessante.
Voto: 6/7


The Vampire Diaries (stagione 4, ep. 1/5)
Partenza abbastanza a rilento invece per questa serie. I vampiri e qualsiasi altra strana creatura vivente a Mystic Falls sembrano vivere un momento di stanca e forse la scelta di far diventare la stessa Elena un vampiro non sta pagando a dovere tutte le sue potenzialità. Mentre Damon continua a rimanere il personaggio cult dell'intera serie, Stephan sta diventando sempre più il fantasma di se stesso, il chè non è bellissimo, visto che è già morto. Interessante la storia dei nuovi cacciatori.
Voto: 6+


The Big Bang Theory (stagione 6, ep. 1/7)
La serie nelle ultime tre stagioni è calata inesorabilmente, complice l'ingresso in scena di due ragazze che sono riuscite a snaturare quasi completamente la natura dello show. Rimangono alcune puntate piacevoli ed alcune esilaranti in cui non smetti di ridere dall'inizio alla fine, ma lo smalto delle prime due e di parte della terza stagione è stato inevitabilmente perso.
Voto: 5,5


The Walking Dead (stagione 3, ep. 1/5)
Partita assolutamente alla grande questa nuova stagione sugli zombie e sui pochi superstiti rimasti sul pianeta. Pochi mica tanto, visto che man mano si scoprono nuovi ambigui e assurdi personaggi, tra i quali la ninja Michonne, che ad ora risulta assolutamente tra i nuovi la più intrigante. La serie è diventata in poco tempo molto ma molto più cattiva di quanto non fosse successo nella seconda stagione con alcune sorprese già dalle prime puntate. La recitazione purtroppo rimane quella che è...
Voto: 8


Once Upon a Time (stagione 2, ep. 1/7)
Dopo aver rotto la maledizione la serie sui nostri personaggi delle fiabe preferiti prosegue assolutamente a gonfie vele. Innumerevoli ormai sono i riferimenti e le somiglianze con il vero capolavoro nell'ambito telefilmico che sia mai esistito, Lost. E questa serie, in tutto e per tutto, nel modo in cui si sviluppa, ricorda quel capolavoro che fu. Molti nuovi personaggi delle fiabe introdotti, forse forse un po' troppi cattivi a questo punto, tanto che non si sa bene da che parte vogliano andare a parare, ma il fascino e il mistero rimangono di assoluto interesse.
Voto: 9


American Horror Story: Asylum (ep. 1/4)
Dopo la decisione di azzerare tutto e ripartire con una nuova trama ero davvero molto scettico. Scelta curiosa per una serie tv e soprattutto alquanto coraggiosa. Questa nuova trama mi sta veramente, se possibile, piacendo moltissimo di più rispetto alla prima. Un manicomio che più spaventoso non si può, gli attori che sono bene o male rimasti gli stessi della scorsa stagione e che quindi ci garantiscono comunque un certo mantenimento nella qualità. Spaventoso, interessante ed assolutamente intrigante.
Voto: 10


Momentaneamente accantonate per mancanza di tempo ma che comunque recupererò con piacere: Homeland, Fringe, Dexter, New Girl

lunedì 12 novembre 2012

ParaNorman

Nell'ultimo periodo raramente mi sto perdendo un film d'animazione tra le tante uscite che fanno capolino nei nostri cinema. Ritenendo questa uscita una delle più interessanti dell'intera annata non avrei potuto per niente al mondo perdermi questa pellicola.


USA 2012
Titolo Originale: ParaNorman
Regia: Sam Fell, Chris Butler
Doppiatori Originali: Kodi Smit-McPhee, Casey Affleck, Tempestt Bledsoe, John Goodman, Jeff Garlin, Bernard Hill, Jodelle Ferland, Alex Borstein, Anna Kendrick, Leslie Mann, Christopher Mintz-Plasse, Elaine Stritch, Tucker Albrizzi, Hannah Noyes, Jack Blessing
Doppiatori Italiani: Francesco Ferri, Alessandro Budroni, Marta Altiner, Paolo Marchese, Enzo Avolio, Gerolamo Alchieri, Giulia Franceschetti, Marzia Ubaldi, Lilian Caputo, Monica Ward, Alessio Nissolino, Ludovica Modugno, Federico Bebi, Joy Saltarelli, Roberto Fidecaro
Genere: Animazione



La trama in breve: Norman Babcock è un bambino di undici anni che vive in un quartiere malandato, viene preso in giro dai compagni di scuola e totalmente ignorato dai genitori, soprattutto per il dono che egli possiede: la capacità di parlare con i fantasmi. Un giorno, suo zio, anche lui in possesso di tale capacità, gli racconta della maledizione della strega, che si ripete ogni anno e che solo chi è in possesso del dono può fermarla.


Questo film mi è risultata una visione abbastanza strana: da una parte ha la capacità di immergerti nel mondo del protagonista in una maniera molto molto bella e ben riuscita, facendoti quasi entrare nel film, dall'altra parte delude in parte le attese su un film d'animazione un po' d'avventura, un po' horror e un po' commedia.


Un'altra idea piuttosto originale del film è quella di utilizzare zombie e fantasmi, mostri che normalmente vengono collegati a ben altri tipi di produzioni. Bella, bella idea, ma alla fine della fiera non riesce a lasciare del tutto il segno in me, spettatore.


Per quanto infatti la pellicola riesca a lunghi tratti a coinvolgere e addirittura a far ridere in alcuni momenti, l'aspettare che il tutto finisca e vederla solo per arrivare alla fine è un enorme punto a sfavore, per un film che, dopo il suo finale, finirà molto probabilmente nel dimenticatoio, non avendo avuto moltissimo da dirmi.


Voto: 6+

domenica 11 novembre 2012

Domenica Cult - "Poltergeist: Demoniache presenze"

Se c'è una cosa di cui nella mia vita mi sono sempre fidato sono gli horror degli anni '80. Per questo, dopo "Carrie - Lo sguardo di Satana", i vari "Nightmare" e tanti altri, mi mancava questa cartuccia, che mi sono visto con degli amici in una serata horror in cui avevo proposto (e abbiamo anche visto) il più recente "Silent House". Sarà stato che il primo film mi ha fatto veramente paura quando lo vidi e addirittura quando lo rividi, ma "Poltergeist" mi ha deluso su tutta la linea.


USA 1982
Titolo Originale: Poltergeist
Regia: Tobe Hooper
Cast: Craig T. Nelson, Jobeth Williams, Beatrice Straight, Dominique Dunne, Oliver Robins, Heather O'Rourke, Michael McManus, Virginia Kiser, Marty Casella, Richard Lawson, Zelda Rubinstein, Lou Perry, Clair Leucart, James Karen, Dirk Blocker, Allan Graf, Joseph R. Walsh, Helen Baron, Noel Conlon, Robert Broyles, Sonny Landham
Genere: Horror


La trama in breve: I Freelings sono una tranquilla famiglia che vive a Cuesta Verde, in California. La loro vita viene turbata quando la loro figlia più piccola, Carol Anne, viene sorpresa a parlare rivolta allo schermo del televisore. Da quel momento nella casa iniziano a manifestarsi strani fenomeni soprannaturali.


Questo film è certamente un cult. Per molti motivi, soprattutto ha avuto il merito di entrare nell'immaginario comune in maniera abbastanza prepotente, tanto da farlo parodiare in molte occasioni, tra cui cito una puntata horror dei "Simpson" e "Scary Movie 2". Il problema di questo film è secondo me la qualità, assolutamente bassa, sia degli interpreti sia dell'intero script.


Probabilmente il regista e gli sceneggiatori hanno voluto sin dall'inizio puntare sulla creazione di qualcosa che facesse un po' di paura e risultasse a tratti anche divertente. Il risultato è stato fondamentalmente che il film risulta divertente e grottesco anche nei momenti in cui dovrebbe fare più paura. I modi di fare paura dal 1982 ad oggi sono certamente cambiati, chissà se in meglio o in peggio, ed è ovvio che un film così non abbia ora lo stesso effetto che ha avuto nel periodo della sua uscita, ma era per me impensabile che riuscisse a non avere proprio alcun effetto.


Motivo per cui è stata una visione che oltre a non coinvolgermi praticamente quasi mai, tranne qualche scena piuttosto tesa nel finale, mi è addirittura risultata piuttosto ridicola, trattata probabilmente nel modo sbagliato. D'altronde il regista, Tobe Hooper, mi aveva già deluso moltissimo con l'originale "Non aprite quella porta" e in questa produzione ho trovato gli stessi difetti che mi avevano deluso in precedenza.


Voto: 5

venerdì 9 novembre 2012

Le belve

USA 2012
Titolo Originale: Savages
Regia: Oliver Stone
Cast: Taylor Kitsch, Aaron Johnson, Blake Lively, Salma Hayek, Sandra Echeverría, Benicio Del Toro, John Travolta, Emile Hirsch, Trevor Donovan, Joel David Moore, Schae Harrison, Demián Bichir, Mía Maestro
Genere: Azione, Drammatico


La trama in breve: Ben e Chon sono due amici di Laguna Beach, che coltivano la migliore marijuana dell'intera California. Vivono assieme a Ophelia, la ragazza di cui entrambi sono innamorati. L'attività dei due comincia a infastidire il cartello della droga della Mexican Baja che, guidato da Elena, rapisce Ophelia e inizia a ricattarli.



Oliver Stone non tradisce e anche in questa occasione non sbaglia a sparare la sua cartuccia. Una storia in cui i nostri protagonisti riescono a coinvolgerci sin dall'inizio, nella quale ci viene raccontato come, i due, riescano inconsapevolmente ad invischiarsi in qualcosa di più grande di quanto essi stessi immaginassero.


E il tutto ci viene fatto vedere dal regista con estremo realismo e la massima violenza possibile, violenza, al contempo, assolutamente plausibile e realistica visti i temi trattati. Ottima la storia d'amore dei due protagonisti maschili, Ben e Chon, con Ophelia. Entrambi la condividono e lei si concede ad entrambi. Entrambi la amano e lei ama entrambi.


E entrambi sono guidati da ciò che provano per lei. Si rispettano, non se la giocano. Gli attori, sia Taylor Kitsch che Aaron Johnson riescono bene ad entrare nella parte, aiutati da una buonissima Blake Lively. Al contempo anche Salma Hayek, che interpreta la cattivona Elena, è assolutamente credibile e riesce a mettere tensione.


Voto: 7+

giovedì 8 novembre 2012

Weekend al Cinema! - 08.11.2012

Dopo la mia prolungata assenza, causa ponte di Ognissanti, uscite e poco tempo per guardare film, ecco il mio ritorno con l'appuntamento settimanale con le uscite cinematografiche del weekend. Settimana piena, ma proprio piena, di uscite, alcune più, altre meno interessanti. Ma, vediamo nel dettaglio le ben undici uscite di questa settimana!


La collina dei papaveri di Goro Miyazaki.
Non so assolutamente per quale motivo, ma i film di Miyazaki non mi hanno mai ispirato nemmeno un po'. Eppure non ne ho visto nemmeno uno, quindi veramente, non riesco a capire il motivo di tanta indifferenza verso i suoi film. Per quanto si legga in giro che la tecnica e i disegni siano di prim'ordine non sono mai riuscito ad avvicinarmi in qualche modo a questo regista. Mi ha sempre dato l'idea di essere terribilmente noioso.


Argo di Ben Affleck.
Del Ben Affleck attore ho visto un solo film, "Pearl Harbour", e mi è assolutamente piaciuto. Del Ben Affleck regista non ne ho visto nemmeno uno, ma alcuni ne parlano davvero bene. Questo film nel film, in cui Ben Affleck figura anche tra i protagonisti, basato su un libro-inchiesta di Joshua Bearman, devo dire che mi ispira abbastanza. Vedremo se saprà confermare le aspettative che ripongo su di esso.


Ballata dell'odio e dell'amore di Alex de la Iglesia.
Una tamarrata firmata da un regista spagnolo? Un uomo armato di machete che stermina un intero plotone di guerriglieri durante la guerra civile spagnola? Può essere contemporaneamente una bestialata pazzesca oppure un qualcosa di talmente divertente da diventare in breve tempo un cult del genere. Quale sarà il suo destino?


Code Name: Geronimo di John Stockwell.
Questo film è un film da vedere, se non altro perchè parla di un evento che, nel bene o nel male, ha segnato lo scorso anno, il 2011. Sarà tutta da vedere la qualità del film e quanta propaganda su quanto sia bella l'America potrebbe aver inserito il regista, però in ogni caso si tratta di un film che nessuno dovrebbe perdere.


Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky.
Dopo "ParaNorman", che a breve vedrò e recensirò, arriva un altro film d'animazione dalle tinte horror-commediali. Sarà quasi certamente una visione divertente, non solo per bambini.


La nave dolce di Daniele Vicari.
Dopo "Diaz - Don't Clean up this Blood" che aveva avuto un discreto seguito ed era costruito piuttosto bene, arriva a distanza di pochi mesi un altro film di Daniele Vicari, stavolta basato sullo sbarco di una nave albanese nel porto di Bari del 1991. Anche qui quando si tratta di storia italiana è bene che questi film vengano prodotti e soprattutto vengano visti.


Paris-Manhattan di Sophie Lellouche.
Non so perchè, ma non apprezzando particolarmente Woody Allen, questo film, basato su una tizia a cui piace moltissimo Woody Allen non mi ispira nemmeno un po'. Un cinema francese molto in forma che può comunque riservare brutte sorprese.


Red Lights di Rodrigo Cortès.
Un cast stellare per un thriller che si preannuncia adrenalinico allo stato puro, con qualche indagine anche sul paranormale che per quanto mi riguarda non guasta mai. Tra i migliori film della settimana sicuramente.


Un milione di giorni di Emanuele Giliberti.
Me lo risparmierò senza alcuna pena e nessun pentimento. Nino Frassica poi...


Venuto al mondo di Sergio Castellitto.
I film di Castellitto a quanto pare in Italia sono discretamente apprezzati. Io sono da un'altra parte, totalmente. Nel senso che non ne ho visto manco uno. Ho visto il trailer di questa pellicola al cinema e devo dire che mi ha preso molto e fatto venire molta voglia di vedermelo. Quindi, appena mi sarà possibile, non me lo lascerò scappare.


Vicini del terzo tipo Akiva Schaffer.
Metti assieme quattro attori comici che a me non fanno proprio ridere e capisci cosa ne penso di questo film.

mercoledì 31 ottobre 2012

Alcuni validissimi motivi per scatenare i propri istinti omicidi

Questo post non è un post strettamente cinematografico, anche se nasce dopo la serata di ieri passata al cinema a vedere Ted (per la seconda volta, la prima volta l'ho visto in inglese, ma siccome ieri c'era l'offerta film a 3 euro ho approfittato per portarci i miei amici).


Ora, io non sono un purista del silenzio assoluto nelle sale cinematografiche, tanto che quando guardo anche un film serio un qualche commentino mi scappa sempre, cercando sempre però di mantenermi nei limiti dell'educazione e del buon gusto. Ora, vedendo un film come Ted è normale che dei commenti scappino, è normale che ci sia del rumore fragoroso in sala per le risate.


Poi, sfiga vuole, che quando vai al cinema ti becchi sempre costantemente le peggio persone che ti si possano sedere di fianco, dietro, davanti, dappertutto. Persone per le quali mi chiedo tuttora se ci siano delle eccezioni sulla illegalità dell'omicidio in Italia. Ma son disposto anche a farmi giustizia da solo eh, non c'è problema!


Vi riporto ora alcune frasi dei personaggi pessimi che mi sono trovato di fianco e dietro ieri sera al cinema, con situazione del film in cui si sono presentate. Da qui in poi, se qualcuno non avesse ancora visto Ted ci potrebbero essere degli spoiler, quindi, nel caso, smettete di leggere.


Prima che inizi il film
Commento: "Dopo sto film mi verrà sicuro una voglia matta di farmi una canna"
Beh, detto da una persona che nella sua vita, ne sono quasi sicuro, il massimo della trasgressione sarà stato vedere un film vietato ai minori di 14 anni alla tenera età di 13 anni e undici mesi. In quel momento, avendo già visto in precedenza il film, mi era appena venuta voglia di spoilerargli ogni cazzo di battuta!


John apre il pacco di Natale in cui troverà Ted
Commento: "Gli hanno regalato Ted!"
No, in realtà io pensavo che gli avrebbero regalato un pony o un videogioco e se fosse stato così mi sarei fatto delle domande sull'aver sbagliato o meno la sala del cinema. D'altronde il titolo del film "Ted" non si rifà al nome del protagonista, ma è stato dato a caso perchè sembrava che con un titolo così il film potesse funzionare ed attirare gente.


Entra in scena Mila Kunis, che interpreta la fidanzata di John
Commento: CHE GNOCCA!
Ammetto di averlo fatto anche io questo commento, mantenendo comunque un certo decoro. Ma quando odi così spudoratamente delle persone ti darebbero fastidio anche se ti dessero 20 euro senza motivo.


Mila Kunis sta per ricucire Ted, che si era spezzato a metà
Commento: "Adesso lo cuce!"
Guarda, in una commedia del genere se c'è una cosa che proprio non mi aspetto è che il protagonista muoia, quindi probabilmente l'unico modo che mi verrebbe in mente per far tornare in vita un orsetto di peluche spezzato a metà è quello di ricucirlo. E poi, se non lo hai notato, sto guardando anche io il film, quindi non ho bisogno che tu mi faccia la telecronaca di quello che sta succedendo o sta per succedere. E, tra parentesi, io il film lo avevo già visto, quindi come aggravante hai il fatto che mi stai facendo sapere una cosa che già so e che sto per vedere per la seconda volta.

lunedì 29 ottobre 2012

Arrow

Arrow
(serie tv, stagione 1, ep. 1-3)
Rete Americana: The CW
Creatore Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg
Cast: Stephen Amell, Colin Donnell, Katie Cassidy, David Ramsey, Willa Holland, Jamey Sheridan, Susanna Thompson, Paul Blackthorne
Genere: Azione


La trama in breve: Oliver Quinn è un miliardario che, sopravvissuto ad un naufragio e dopo aver vissuto per cinque anni in un'isola deserta, torna a casa con l'intento di combattere il crimine, nei panni dell'eroe "notturno" Arrow (Freccia Verde in italiano).


E così, anni dopo la fine delle avventure di Superman, che con Smallville ci aveva presentato il personaggio di Arrow come un buon comprimario, ecco una serie interamente dedicata a lui. E' chiaro che un'idea del genere, che arriva dopo una serie che ci aveva abbastanza stracciato i maroni per ben dieci anni, può essere accolta con estremo scetticismo. Ma qui arriva la bella sorpresa. Intanto la decisione di tagliare completamente i ponti con il personaggio presentatoci nella vecchia serie, creandone uno con un volto nuovo e soprattutto presentandolo partendo dall'inizio.



Ed è così che grazie ad un episodio pilota assolutamente ben girato, sopra la media rispetto agli standard della rete su cui viene trasmesso, abbiamo un buonissimo protagonista, interpretato abbastanza bene da Stephen Amell, e dei buoni cattivi da combattere. E' chiaro che l'inizio punti prevalentemente sulla creazione di una trama piuttosto verticale, ma già qualche assaggio di trama orizzontale, che poi è quella che tiene attaccati allo schermo, ci è stato dato.


Come per ogni serie della CW che si rispetti ci vuole il sentimentalismo. Perchè in una rete guardata prevalentemente da un pubblico giovane c'è bisogno di mettere un po' di sentimentalismo a quanto pare (ho da poco compiuto 22 anni, sono giovane, ma non ne sento assolutamente il bisogno, però mi adatto a quello che vogliono i network). Ed è per questo che ci viene in aiuto la bella, secondo la mia opinione bellissima Katie Cassidy (per chi ha seguito "Supernatural", la Ruby bionda vi dice qualcosa?) in versione moretta. Che si, è un'attrice assolutamente anonima, ma mi dà comunque un motivo in più per continuare a guardare la serie (nonostante il guardare qualcosa solo perchè c'è l'attrice gnocca è una pratica che schifo nel profondo).


Nulla di nuovo come serie, ma riesce a coinvolgere fin da subito grazie a buone scene d'azione condite da rivedibili parti sentimentali. Comunque per ora una serie buona.


Voto: 6,5

domenica 28 ottobre 2012

Domenica Cult - "Nightmare - Dal profondo della notte"

Giunti all'ormai consueto appuntamento domenicale con il cinema di culto, ecco che oggi vi presento, oltre che un mio cult personale, un film che è diventato un cult generazionale e che ha saputo far innamorare milioni e milioni di spettatori, grazie soprattutto al suo personaggio principale, quel Freddy Krueger entrato ormai nell'immaginario collettivo come uomo dell'incubo.


USA 1984
Titolo Originale: A Nightmare on Elm Street
Regia: Wes Craven
Cast: Heather Langenkamp, Robert Englund, Amanda Wyss, Johnny Depp, John Saxon, Nick Corri, Charles Fleischer, Ronee Blakley, Joseph Whipp, Lin Shaye, Joe Unger, Mimi Meyer-Craven, Jack Shea, Ed Call, Sandy Lipton
Genere: Horror


La trama in breve: Tina Gray, una studentessa, è da tempo vittima di terribili incubi in cui un uomo con un maglione a strisce rosse e verdi e degli artigli lunghissimi la perseguita. Presto si renderà conto che questi sogni sono fin troppo reali per essere dei comuni e normali sogni.


Nel cinema horror/slasher ci sono tre capisaldi che non possono essere sottovalutati, tre capisaldi in cui il protagonista assoluto è un serial killer che, in un modo o nell'altro, uccide sempre un gruppo di ragazzi tutti più o meno in età da liceo. Il predecessonre Michael Myers, protagonista della saga di "Halloween", e le sue due costole Jason Voorhees della saga di "Venerdì 13" e Freddy Krueger di "Nightmare". Dei tre io preferisco senza ombra di dubbio il terzo.


Mentre i primi due tendono ad essere degli spietati killer, minimamente soprannaturali solo per il fatto che sono praticamente impossibili da uccidere, con il terzo viene inserito l'elemento paranormale sul fatto che Freddy può operare solo nei sogni delle sue vittime. Elemento paranormale che, tra i tre personaggi, è quello che lo rende anche il più terrificante.


In un film entrato nel mito appunto per il suo personaggio principale, interpretato da un Robert Englund, in un ruolo che lo rese così famoso da farlo associare direttamente al personaggio che egli interpretò. Nel primo film della saga abbiamo anche uno degli esordi cinematografici di Johnny Depp, protagonista di una delle scene più famose dell'intera saga, la cui fortunatissima carriera successiva è anche figli del ruolo da lui interpretato.


Wes Craven, regista di questo primo episodio della saga, non ha più partecipato a nessun altro capitolo se non al terzo come sceneggiatore e non come regista. Nei sei film che compongono l'intera saga di veri e propri capolavori secondo me non ce ne sono, tanto che dopo il primo, ovviamente il mio preferito, il secondo è abbastanza vergognoso e noioso, il terzo è uno dei più validi sequel, poi si cade nell'aver fatto diventare il personaggio di Freddy una macchietta quasi comica. Se nei primi episodi l'ironia che contraddistingueva il personaggio era un buon diversivo, alla lunga l'esagerazione nel voler ottenere l'effetto comico ha reso il personaggio una macchietta. Per questo, pur consigliando a chi non l'avesse mai fatto di vedersi tutta la saga, se proprio non volete farlo, guardatevi almeno i primi tre.


Voto: 8

venerdì 26 ottobre 2012

Paura

Ero convinto che questo film, horror italiano dei fratelli Manetti, avrebbe potuto soddisfarmi. Invece, a dispetto del titolo, del trailer assolutamente invitante e di moltissime altre cose questo film non fa assolutamente paura. Ma neanche un po', anzi.


Italia 2012
Titolo Originale: Paura
Regia: Manetti Bros
Cast: Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio
Genere: Horror, Thriller


La trama in breve: Marco, Giovanni e Ale sono tre giovani ragazzi di Roma che, venuti in possesso delle chiavi della lussuosa villa del marchese Lanzi, decidono di passare lì il weekend in assenza del padrone di casa. A causa di un guasto all'auto, il marchese è costretto a tornare in anticipo alla villa e, mentre i tre tentano di scappare, uno di loro scopre una inquietante verità: il marchese tiene una ragazza prigioniera in una stanza della villa.


Pochi commenti da fare su questo film, sinceramente. Non fa paura assolutamente, ma questo lo ho già detto, a dispetto di quanto dice il titolo. Anzi, un bel po' di paura ne fa, ma non nel senso che pensate. Fa proprio abbastanza pena come film. Un film che vuole tentare di imitare le atmosfere argentiane nei momenti di pura tensione ma, per un motivo o per l'altro, non ce la fa assolutamente.


Infatti, se la colonna sonora costituisce un contributo abbastanza decente nel creare tensione (non è affatto una colonna sonora buona, ma comunque non è da buttare in toto), quella poca che viene creata viene fatta scemare completamente dalla recitazione letteralmente da cani dei suoi protagonisti.


Gli attori che interpretano i tre ragazzi sono abbastanza sconosciuti, uno solo dei tre, Domenico Diele, che interpreta Ale, avevo già avuto modo di vederlo in "ACAB - All Cops are Bastards" e devo dire che lì si era comportato abbastanza bene. Qui un disastro eppure non è il più irritante della combriccola. Mentre Claudio Di Biagio interpreta un personaggio pressocchè inutile, la peggiore prestazione è quella di Lorenzo Pedrotti, che non fa altro che ripetere ossessivamente le stesse due o tre battute, recitandole anche malissimo.


Voto: 4

giovedì 25 ottobre 2012

Weekend al Cinema! - 25.10.2012

Ormai l'appuntamento del Giovedì con le uscite cinematografiche mi ha preso e sta riuscendo ad entrarmi nel cervello che i film al cinema non escono più di Venerdì, ma di Giovedì. Sono ormai quattro settimane che questo accade e questa è la prima volta che me ne ricordo con largo anticipo e non all'ultimo momento. Settimana piuttosto scialba quella che si prospetta, nonostante l'uscita di un possibile capolavoro.


Amour di Michael Haneke.
Il vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival del cinema di Cannes, arriva oggi in Italia. La trama, che racconta l'amore tra due anziani, potrebbe sembrare molto molto difficile e infatti, proprio per questo motivo ammetto che questa sarà una visione per palati fini che probabilmente non mi entusiasmerà più di tanto. Possibile capolavoro, comunque, che verrà mandato in onda da quattro/cinque sale in tutta Italia e che per noi figli del multisala sarà impossibile godere.


Io e te di Bernardo Bertolucci.
Primo dei due film italiani della settimana proposti, questo "Io e te", firmato da un regista che nella sua carriera ha firmato comunque dei successi di calibro internazionale come "Ultimo tango a Parigi" e "Novecento". Certo, nei suoi grandi capolavori aveva a disposizione attori del calibro di Marlon Brando e Robert De Niro, in questa occasione gli tocca fare i conti con Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco. Vi chiederete: "e chi sono?". Beh, non disperate, me lo sto chiedendo anche io...


Le belve di Oliver Stone.
Non conosco molto la produzione di Oliver Stone. Guardando la sua filmografia vedo però nomi altisonanti, di film che comunque, anche solo per fama, si conoscono pur non avendoli visti. Dunque, a parte il gasante "Ogni maledetta Domenica", non sono molto avvezzo ai suoi film nè tanto meno ferrato sull'argomento. Questo "Le bleve" però mi ispira abbastanza e penso che farò in modo di non perdermelo.


The Possession di Ole Bornedal.
Ormai prima di guardare un horror guardo se tra i produttori, sceneggiatori, addetti alle luci, spazzini del film figura il nome "Oren Peli", dato che LO ODIO. In questo horror il suo nome non figura e comunque non mi ispira. Una visione horrorifica a ridosso di Halloween però ci sta e può attirare molto pubblico, quindi penso che, prima o poi, una visioncina ci scapperà. Nel cast tra l'altro figura quel Jeffrey Dean Morgan che abbiamo già visto nelle prime due stagioni di Supernatural, la cui carriera cinematografica non è mai decollata e probabilmente non decollerà mai.


Viva l'Italia di Massimiliano Bruno.
Ecco la seconda proposta italiana di questa settimana, solita commediola classica e banale con magari anche qualche intento satirico. Dopo aver visto il brillante a metà "Candidato a sorpresa", anche se questo film non c'entra molto con la trama dell'altro, mi verrebbe da dire: "Cosa ci proviamo a fare... Non siamo capaci!".

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