lunedì 2 luglio 2012

Blue Chips - Basta vincere

Come forse non saprete, tra le tante cose che mi piacciono ce n'è una sopra tutte che è la pallacanestro. Da ormai 6 anni seguo e scrivo nel forum "Basket Connection" e da questa estate inizio a collaborare con il blog correlato Slam Basket, tenendo una rubrica sui film che parlano di pallacanestro. La rubrica, di nome "Film a rimbalzo", viene inaugurata oggi e vi consiglio caldamente se siete interessati di seguire il blog di Slam Basket. Vi riporto la recensione scritta per la rubrica con tanto di introduzione ad essa.


E' estate e chiaramente di pallacanestro giocata si parla davvero poco, anche perchè diversamente dal calcio, gli europei si giocano in anni dispari e la nostra nazionale non è sempre detto che si qualifichi. Inoltre nel basket non siamo inondati di tutte le innumerevoli amichevoli come nel calcio che verranno trasmesse in televisione, ma le poche che verranno fatte, saranno giocate in palazzetti piccoli e semivuoti. Per fortuna che ci sono le Olimpiadi quest'anno, così potremo goderci qualche partita della Spagna o degli Stati Uniti, in maniera totalmente anticonvenzionale, visto che per chi non ha Sky le Olimpiadi sono mandate in maniera ridotta e dubito fortemente ci faranno vedere tanto basket.


Ecco perchè, in mancanza di pallacanestro, quella bella da vedere, bisogna andare a recuperare qualche film, antico o più recente, sull'argomento. Per questo primo episodio della rubrica "Film a rimbalzo" ho deciso di vedermi per la prima volta nella mia vita e di parlarvi di un film a detta di molti imprescindibile, ma che io ho scoperto solo a 21 anni.


USA 1994
Titolo Originale: Blue Chips
Regia: William Friedkin
Cast: Nick Nolte, Mary McDonnel, J.T. Walsh, Ed O'Neill, Alfre Woodard, Bob Cousy, Matt Nover, Shaquille O'Neal, Anfernee "Penny" Hardaway
Genere: Sportivo


La trama in breve: Pete Bell è coach di pallacanestro della squadra dei Dolphins della Western University. Dopo aver chiuso la stagione senza l'accesso ai playoff per la prima volta nella sua storia, Pete trova degli elementi validi per rinforzare la sua squadra, ma per ingaggiarli è combattuto tra il rispettare le severissime regole della NCAA o il fatto di restare per gli anni a venire in una squadra destinata a perdere.


Non sono un grande esperto di NCAA, anzi a dir la verità non l'ho mai seguita nella mia vita, e negli ultimi anni sto anche perdendo un po' troppo di vista la NBA. Per questo motivo non sapevo assolutamente della presenza delle regole di cui parla il film anche se probabilmente, visto che si parla di college, sono regole abbastanza logiche.


Il problema che si pone questo film è l'annoso problema sportivo, che anni e anni e anni fa non si sarebbe mai posto probabilmente, ma ora sembra essere diventato l'unica ragione per fare sport ad un certo livello: è preferibile vincere usando ogni mezzo o continuare a perdere ed essere puliti?


E' chiaro che tra l'altro, in un mondo come quello della NCAA, in cui molti dei giocatori veramente forti sono lì per avere una grande rampa di lancio verso la NBA, il problema potrebbe anche non porsi: vincere è il modo migliore per mettersi in mostra davanti agli innumerevoli scout che ti guardano. Per questo motivo i giocatori protagonisti del film pretendono bei soldoni prima di iscriversi alla Western University, college che nella finzione filmica sta vivendo una grossa crisi cestistica e probabilmente l'appeal, per chi poi punterà a qualcosa di meglio, è piuttosto scarso.


Il nostro allenatore, interpretato tra le altre cose da un bravo, senza infamia e senza lode, Nick Nolte, è il tipico allenatore che se fossi avversario o arbitro (e se un giorno lo diventerò sarò l'uomo più bastardo del pianeta), sarebbe o da prendere a pallonate in faccia (da avversario) o da sbattere fuori dopo 3 minuti di gioco (da arbitro). Bravo nell'interpretare un uomo combattuto tra le sue convinzioni morali e l'odio verso la sconfitta, con una moglie, interpretata da Mary McDonnel, a fargli da consigliera (tra le altre cose assomiglia in modo impressionante a David Coverdale).


Nelle scene di basket si vede un gioco di un buon livello, complici anche le presenze nel cast di Penny Hardaway e Shaquille O'Neal, coloro che nei due anni successivi avrebbero fatto innamorare i tifosi degli Orlando Magic, portandoli ad una finale NBA e ad una finale di Eastern Conference persa contro i Bulls di Michael Jordan.


Nel cast figura anche un Bob Cousy, nel ruolo di Vic, il rettore dell'Università, che avevo faticato a riconoscere se non nel momento in cui piazza una serie impressionante di tiri consecutivi, tirando sia di destro che di sinistro. Comparsata di livello anche per il grandissimo Larry Bird, nel ruolo di se stesso.


Voto: 7,5

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