martedì 17 luglio 2012

Chernobyl Diaries - La mutazione

Il mio pessimismo cosmico verso i film horror dell'ultimo periodo non accenna a fermarsi. Sarà che amo talmente tanto Shining, Nightmare e Suspiria, film ormai ultra trentenni, che non riesco più a guardare un horror che sia uno, di quelli mega-sponsorizzati, senza annoiarmi, sbadigliare, dormire. E sì che i film horror dovrebbero incutere negli spettatori ben altre emozioni.


Eppure, nonostante questo pessimismo cosmico, certi film ci provo lo stesso a guardarli, cercando di estraniarmi, di pensare che Kubrick non abbia mai diretto Shining, che Wes Craven non abbia mai diretto il primo Nightmare e che Dario Argento non abbia mai diretto Suspiria. Non ce la faccio quasi mai. Per me sono paragoni troppo troppo forti, pietre miliari dalle quali prendere esempio, in un modo o nell'altro.



USA 2012
Titolo Originale: Chernobyl Diaries
Regia: Bradley Parker
Cast: Ingrid Bolsø Berdal, Dimitri Diatchenko, Olivia Dudley, Devin Kelley, Jesse McCartney, Nathan Phillips Jonathan Sadowski
Genere: Horror


La trama in breve: Durante un viaggio in Europa, tre ragazzi americani, Chris, Amanda e Natalie, convinti dal fratello di Chris, Paul, decidono di intraprendere un viaggio estremo nella città di Pripjat', diventata una città fantasma dopo la tragedia di Chernobyl (è così anche nella realtà). Ignorando i segnali di divieto e di pericolo entrano col furgone nella cittadina guidati dalla guida turistica Uri. Successivamente a un guasto al motore del furgone scopriranno che la cittadina non è disabitata.


Allora, questo film mi interessava. Davvero, al momento della scoperta della sua uscita al cinema ne ero preso abbastanza bene, nonostante fossi sicuro che nella narrazione si sarebbe incappati nel cattivo gusto, giocando troppo su una tragedia di proporzioni bibliche. Sventato il rischio di scadere nel cattivo gusto il film però non è che offra questo gran numero di spunti interessanti per parlarne. Anche perchè, succede poco e niente.


Non si trema, neanche un po'. Il film è girato con una tecnica molto simile al mockumentary e la fotografia non è neanche tanto male secondo me. Dico molto simile perchè, differentemente dal mockumentary, non è uno dei protagonisti a tenere in mano la telecamera, ma essa usa delle inquadrature che sembrano quasi in soggettiva, fatte da qualcuno all'interno della vicenda. Buona scelta, a mio modo di vedere, visto che come sapete, ho una paura folle dei mockumentary. Partono con mille punti in meno ai miei occhi.


Un altro pregio che riesco a trovare al film è che i protagonisti non sono lì per sesso e carnazza come in ogni santissimo/maledettissimo film horror dell'ultimo periodo e non ostentano la loro voglia di farlo.


Altri pregi... Fondamentalmente nessuno, visto che la trama è più esile di un foglio di carta velina, i mutanti non fanno paura neanche un po' e nemmeno i cani randagi, pronti a sbranare anche un orso fanno paura. Poi però capisci perchè in un film del genere non succeda niente. Infatti se andrete su Wikipedia e guarderete alla voce "Produttore" ci troverete quell'odiatissimo cane che è Oren Peli. Sì, proprio lui, il maestro dei film in cui non succede niente. Paranormal Activity non vi dice niente? Ecco a me si, e da quel giorno sogno di dare un pugno sulle palle a Oren Peli per avermi fatto sprecare un'ora e mezza della mia vita con un film totalmente inutile.


Non lo odio più di prima per questo film, solamente per i pregi che vi ho trovato, altrimenti sarebbero stati due i pugni nelle palle.


Voto: 5

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