mercoledì 30 maggio 2012

The Woman

Film scoperto assolutamente per caso, mandato in onda da Rai 4 per ben due volte nelle ultime due settimane. Allora si va ad indagare. Presentato al Sundance Festival del 2011, accolto da varie indignazioni e malori da parte di alcuni stomaci deboli (azzarderei dire debolissimi visto cosa fa vedere) e additato da qualcuno come un film profondamente maschilista. DI sicuro da quelli che hanno abbandonato la sala per i vari malori, perchè di sicuro il film non lo hanno visto.


USA 2011
Titolo Originale: The Woman
Regia: Lucky McKee
Cast: Pollyanna McIntosh, Lauren Ashley Carter, Sean Bridgers, Marcia Bennett
Genere: Thriller


La trama in breve: Chris Cleek è il padre di una numerosa famiglia. Vive in una villa isolata con la moglie e i tre figli, un maschio e due femmine. Un giorno mentre è a caccia, trova nel bosco una donna, che vive come una selvaggia, quasi fosse un animale. Decide di catturarla e imprigionarla con l'intento di addestrarla a vivere come un essere umano. Ben presto i suoi intenti si riveleranno altri, con il figlio che decide di seguire le orme, bestiali, del padre.


Beh le critiche ricevute dal film al Sundance Festival non hanno nè capo nè coda. Il film non è affatto misogino e maschilista, anzi, il regista vuole esplorare la condizione della donna, sia la donna "animale", sia le tre donne della famiglia Cleek, completamente assoggettate ad un uomo che contrapposto alla donna che cattura, fa emergere tutto il suo lato bestiale.


La trama è per molti versi lineare, non ha grandi doti innovative nè altro, ma questo film si contraddistingue alla grande per la fotografia, la scenografia e i personaggi, che, a parte il figlioletto della famiglia, non evolvono in corso d'opera. Anche se in realtà per il figlio si può pensare che tutto fosse già dentro di lui, cresciuto come è cresciuto in quella famiglia.


Il finale è tutto da comprendere. Non ve lo rivelo perchè non si fa, però è quanto di probabilmente più giusto e vero ci possa essere.


Voto: 7

martedì 29 maggio 2012

Men in Black III

Dieci anni. Dieci anni dal secondo episodio di una saga che pareva, giustamente, interrotta dopo un secondo episodio piuttosto deludente, che sta all'ombra dell'originalità creativa del primo. Dieci anni per riesumare questa saga con un terzo capitolo che puzza di inutilità da lontano un miglio. Di film inutili ne ho visti e ne vedrò ancora a bizzeffe, questo sicuramente, ma mai lo erano già in partenza. E quindi questo film lo vedo, ovviamente per proseguire la saga, che spero che a questo punto abbia un arresto definitivo.


USA 2012
Titolo Originale: Men in Black III
Regia: Barry Sonnenfeld
Cast: Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Emma Thompson, Alice Eve, Jemaine Clement
Genere: Fantascienza, Commedia


La trama in breve: Boris L'Animale, criminale intergalattico, fugge dalla prigione di LunarMax, facendosi trasportare indietro nel tempo, nel 1969, per uccidere l'agente K, reo di avergli fatto perdere il braccio. Alterato il normale scorrere degli eventi, l'agente J è costretto a intraprendere un viaggio nel tempo per salvare l'amico e collega K.


Al centro di tutto c'è un viaggio nel tempo. Un viaggio nel tempo nel periodo del lanco dell'Apollo 11 sulla Luna. Un viaggio nel tempo in un periodo in cui in America i neri non erano proprio ben accetti. Su questo fatto vi è solo un accenno all'inizio del viaggio, poi il tutto viene inspiegabilmente lasciato correre.


Invece che soffermarsi sulla trama, che di certo è esilissima, quasi di più dei due episodi precedenti, è il caso di soffermarsi soprattutto sui clichè ormai scontati e ripetitivi creati per questi film. Will Smith non ne ha più. Io non lo sopporto più e non mi fa più ridere. E soprattutto insistere continuamente, continuamente e ancora continuamente sulla poca espressività e sull'incapacità di provare emozioni dell'agente K è quanto meno stancante, se non irritante.


I mostri, come nei due episodio precedenti, sono assolutamente inverosimili. Il che ci starebbe anche, se non fosse che anche loro, nel primo film facevano un po' ridere, ora proprio non vengono quasi mai utilizzati, se non per fare qualche citazione estemporanea. Le battute di spirito non funzionano quasi per niente, giocando su un tipo di comicità che personalmente a me non piace neanche un po'. E poi ormai i Men in Black non fanno più parte di questo periodo. Nel 1997 il film ebbe un giusto successo. Ora, 15 anni dopo, ce li eravamo quasi dimenticati.


Ma a farceli ricordare ci hanno pensato Barry Sonnenfeld & co. creando una storia che a fatica sta in piedi e che non è nemmeno coinvolgente. E la scena con Andy Warhol, che voleva essere comica, dissacrante verso uno dei più famosi artisti moderni (che a me non piace tra l'altro), è stata quanto mai odiosa e mal riuscita.


Voto: 4,5

lunedì 28 maggio 2012

La fuga di Martha

Film della settimana, appena uscito, tra i pochi che mi ispiravano tra le uscite di questo weekend, di cui ho parlato in questo articolo, anche se molto brevemente. Storia difficile quella narrata, particolarmente difficile soprattutto da digerire, tanto che il risultato è stato abbastanza ambiguo e la parziale delusione sarà difficile da lenire.


USA 2011
Titolo Originale: Martha Marcy May Marlene
Regia: Sean Durkin
Cast: Elizabeth Olsen, John Hawke, Sara Paulson, Hugh Dancy
Genere: Drammatico, Thriller


La trama in breve: Fuggita da una casa in cui sono gli uomini a comandare e le donne trattate come schiave, Martha cercherà di rifarsi una vita a dalla sorella maggiore Lucy e dal cognato Ted. Ben presto si scoprirà che Martha viveva con una setta religiosa in cui venivano praticate violenze sulle donne, comandata da Patrick. L'esperienza nella setta però ha segnato gravemente la psiche di Martha, che ben presto dovrà fare i conti con il suo passato.


Come già detto in apertura questo è un film difficilissimo da digerire. Pesante come pochi sia per il tema che viene trattato, il chè potrebbe non essere cinematograficamente un male, sia per i ritmi con cui viene trattato, che secondo me sono eccessivamente lenti e discorsivi. Sarebbe forse stato meglio giocare un po' di più sulla fotografia e sulle immagini, come ad esempio fatto in Hunger, a volte più efficaci delle parole dette dagli attori in scena.


La storia di Martha ci viene narrata tramite il parallelismo tra la vita con la sorella maggiore e quella precedentemente vissuta nella setta. La sua psiche è fortemente turbata, tanto da far sembrare normali alcuni atteggiamenti assolutamente condannabili. Molte cose tra l'altro non ci vengono spiegate affatto e lasciate all'immaginazione dello spettatore.


E se da una parte all'inizio sia Lucy che Ted accettano la condizione della ragazza, prima o poi entrambi dovranno fare i conti con i problemi che lei crea loro. Emblematicissimo il fatto che Martha durante tutta la durata del film non parlerà mai con Lucy di ciò che le è successo, lasciandolo però talvolta trasparire tramite alcuni atteggiamente assolutamente strani ed inspiegabili. La sorella però sembra non volerla ascoltare nè capire a fondo ciò che è veramente accaduto.


E' un film su cui si potrebbero tirare fuori tantissime riflessioni e tantissimi temi, lascia fortemente l'amaro in bocca per la realizzazione e per la pesantezza con cui viene trattato il tutto. Un finale assolutamente aperto ad ogni possibilità che non funziona tanto quanto il finale, allo stesso modo aperto, ma splendido, di Another Earth, in un contesto in cui di capire se lei è diventata paranoica o qualcuno la sta veramente cercando per portarla indietro non è di certo la cosa importante su cui giocare per creare un finale del genere.


Voto: 6-

sabato 26 maggio 2012

Quella casa nel bosco

Altra uscita della scorsa settimana, un film che mi faceva paura, semplicemente per il fatto che ormai gli horror americani dell'ultimo fanno paura, ma non in quanto horror, ma in quanto film. Non hanno nè capo nè cosa, farebbe più paura andare da un macellaio e vederlo squartare un pollo, che poi è la stessa cosa che succede in questi film, solo che invece dei polli ci sono le persone. Convinto da recensioni piuttosto positive e dalla presenza di Joss Whedon alla sceneggiatura (il recente The Avengers e il meno recente Buffy - L'ammazzavampiri) mi appresto a vederlo, con il dovuto scetticismo.


USA 2011
Titolo Originale: The Cabin in the Woods
Regia: Drew Goddard
Cast: Richard Jenkins, Bradley Whitford, Jesse Williams, Chris Hemsworth, Fran Kranz
Genere: Horror


La trama in breve: Cinque studenti universitari partono per una vacanza, in una casa nel bosco, in cui due tecnici di un'importante impianto industriale hanno installato delle telecamere nascoste. Da semplice luogo disperso e misterioso la casa si trasformerà in un luogo tetro e angusto, pieno di insidie e di misteriose creature, risvegliate da loro stessi leggendo una misteriosa formula da un diario trovato nella cantina della casa.


Quello che a leggere soltato la trama potrebbe sembrare un semplicissimo slasher, in cui i protagonisti sono destinati a morire uno ad uno tramite atroci sofferenze, altro non è che un semplicissimo slasher in cui i protagonisti sono destinati a morire ad uno ad uno tramite atroci sofferenze. Perchè alla fine questo è il film ed è questo quello a cui vuole arrivare.


Ha però un gran bel merito. Quello di non ridursi alla creazione della solita trama banale, in cui c'è un assassino che li ammazza tutti, ma sotto c'è un qualcosa di originale, di nuovo e di mai visto, soprattutto nella costruzione dei mostri e nel mistero che si cela sulla loro presenza all'interno della casa nel bosco. L'idea che tutto venga controllato da un impianto industriale, in grado di cambiare e manipolare l'umore dei ragazzi, è qualcosa che mai si era visto prima e che sicuramente da ora in poi verrà abusato all'inverosimile.


Che poi il risultato finale non mi sia piaciuto particolarmente è tutto un altro discorso. Il film non fa paura, non mette angoscia e sai già più o meno quello che deve succedere, ma l'idea di fondo è apprezzabile, sperando in un futuro più roseo per il genere. Il cast tra le altre cose è il tipico cast da commedia/horror adolescenziale, col solo Chris Hemsworth già visto in qualcosa di leggermente più serio (Thor), e non se la cava nemmeno male.


Voto: 5,5

venerdì 25 maggio 2012

Weekend al cinema! - 25.05.2012

Eccoci giunti alla rubrica settimanale sulle uscite del weekend cinematografico, alcune delle quali sono state, sapientemente o meno, anticipate a mercoledì. Se però settimana scorsa buona parte delle uscite si rivelava abbastanza interessante (tra cui il bellissimo Another Earth passato di recente sui miei schermi), quelle di questa settimana sono abbastanza scialbe, tra cui qualche film inutile di cui certamente non ne sentivamo il bisogno.


Men in Black III di Barry Sonnenfeld
Uscito già da due giorni nei cinema italiani, dieci anni dopo l'ultimo capitolo, usando la tecnologia 3D e l'iMax. Ci si chiede che bisogno ci sia di tirare fuori un terzo capitolo dieci anni dopo il secondo, quando questi ormai hanno fatto il loro tempo e di certo non sono dei film superbi. E poi Will Smith ha abbastanza rotto le palle. Potrei vederlo giusto per stroncarlo potentemente. Questo viaggio nel tempo si prospetta uno dei peggiori nella storia del cinema.


Cosmopolis di David Cronenberg
Considerando che il mio unico approccio con Cronemberg è stato eXistenZ (scritto con la X e la Z maiuscole), da un certo punto di vista sono limitato io, da un altro la cosa bella della prima impressione è che è solo una. Non mi fido assolutamente ma lo vorrò vedere, per ricredermi o per odiarlo definitivamente. E poi vediamo se il vampirello bello bello di Twilight dopo il disastro di Bel Ami (non l'ho visto ma per me è un disastro a priori) potrà far dire a qualcuno "oh si questo è un attore decente" e si leverà dal ruolo odiatissimo di "vampirello bello bello".


Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry
Altro film un po' lecchino ma che forse forse potrebbe riuscire ad emozionare un po'. Solito film post 11 settembre di cui di certo non se ne sente così tanto il bisogno ma che ogni tanto va tirato fuori per far piangere lacrime facili. Lo so, sono cinicissimo, ma ne hanno fatti passare talmente tanti di film del genere che ormai mi sono un po' rotto le palle.  Tratto dal romanzo di Jonathan Safran Foer, ci racconta la storia di un bambino che ha una chiave per aprire qualcosa. La chiave è stata trovata per caso nel magazzino del padre, scomparso negli attentati dell'11 settembre. Un buon cast di sicuro, non so quanto io sia pronto per questo film


Silent souls di Aleksei Fedorchenko
A dirla tutta non ho alcunissima conoscenza del cinema russo. Vivo col mito de "La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca" (e non ditemi che è scritto sbagliato per favore, visto che Paolo Villaggio in "Il secondo tragico Fantozzi" ha dovuto dirlo così per problemi con l'acquisizione dei diritti) e con gli annessi 92 minuti di applausi. E per me il cinema russo si ferma qui, con la credenza che i loro film siano tutti dei gran mattonazzi. E visto che sono un signore non vi dico appoggiati dove. Che sia la volta buona che tento un approccio più serio verso il genere? Può darsi, ma se dormo dopo un minuto di film è la fine.







Operazione vacanze di Claudio Fragasso
Se "La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca", "Giovannona coscialunga", "L'esorciccio" e "La polizia si incazza" lo sono ancora di più. E se "all'alba del terzo giorno, la polizia si incazzò per davvero", io rischio di incazzarmi subito, ora, dopo nemmeno un minuto di trailer. Ma molto molto di più. E consideriamo che questo film, con un Jerry Calà che mai come ora e come nessun altro mi sta sulle palle, è a livelli certamente inferiori dei tre film citati (tra cui il terzo non esiste, il che è tutto dire). Poi c'è Valeria Marini, potevano prendere una gnocca veramente gnocca invece che quel gommone che mi ispira meno sesso di un tavolo da salotto non credete? Film da evitare come la peste bubbonica, che a confronto si può paragonare ad una vacanza di salute.


Fallo per papà di Ciro Ceruti e Ciro Villano
Altro film italiano, che ormai sta quasi diventando sinonimo di pessimo, in sala. In realtà di solito queste commedie famigliari le trovo abbastanza piacevoli, peccato che in questo film non ci sia De Luigi, altrimenti lo avrei guardato di sicuro. Invece qua il cast lascia parecchio a desiderare. O meglio. Chi li ha mai visti questi?


Bad Habits Stories di Umberto Del Prete, Egidio Ferrara, Giulio Reale, Enrico Tubertini
Io odio i film a episodi. Mi fanno schifo. Quasi tutti. Ci sono riusciti col primo "Manuale d'amore", anche "Fantozzi" molto alla larga lo si può considerare un film a episodi, ma ora anche basta. Se guardo un film voglio che duri come minimo un'ora e venti o un'ora e mezza. Se devo guardarmi tre o quattro episodi da venti minuti che messi assieme fanno un'ora e mezza, mi sparo quattro puntate di seguito del mio telefilm del momento, non vado di certo al cinema.


Dietro il buio di Giorgio Pressburger
E' stranissimo che un film italiano, a pelle, mi ispiri. Questo mi ispira abbastanza, visto il trailer e il tema che tratta è tra i miei preferiti. Vedremo come sarà reso. Poi io che sono esterofilo, se questo film si fosse chiamato "Behind the Dark" sarei andato a vederlo di corsa probabilmente. Anche se altrettanto probabilmente sarebbe stato un horroretto in cui prima si scopa e poi arriva il mostro di turno a fare l'ammazzatore. Però si chiama "Dietro il buio", non è un horror, eppure mi ispira.


La fuga di Martha di T. Sean Durkin
Esordio alla regia per Durkin, film che mi ispira parecchio, forse quello che mi ispira di più tra quelli che passa il convento questa settimana.

giovedì 24 maggio 2012

Another Earth

Ne avevo già parlato nell'articolo sulle uscite al cinema della settimana di quanto attendessi con assoluta impazienza questo film. L'attesa è finita e quello che avevo bollato come film più interessante della settimana non è assolutamente stato da meno rispetto alle attese.


USA 2011
Titolo Originale: Another Earth
Regia: Mike Cahill
Cast: Brit Marling, William Mapother, Matthew-Lee Erlbach, Diane Ciesla
Genere Drammatico, Fantascienza


La trama in breve: Rhoda è una ragazza diciassettenne, ammessa all'MIT dopo aver conseguito il diploma. Tornando da una festa, sente alla radio della scoperta di un nuovo pianeta, speculare alla Terra e sua replica esatta. Distratta nel guardare fuori dal finestrino per ricercare il pianeta nel cielo provoca un incidente in cui uccide moglie e figlio di cinque anni del compositore John Burroughs. Uscita dal carcere quattro anni dopo, cercherà il compositore e non riuscendo a dirgli la verità chiedendogli perdono, decide di passare del tempo con lui, come donna delle pulizie.


Premettiamo subito che questo non è assolutamente il film che può sembrare. Tutto quello che dicono le trame su internet, scritte prima della visione del film, può essere mal interpretato. Questo non è un vero e proprio film di fantascienza, anzi, la parte fantascientifica è solo un contorno minimale, quasi metafisico.


A cosa guarda questo film? Certamente guarda con uno sguardo del tutto personale alla ricerca della redenzione da parte di Rhoda ed al rapporto che si viene a creare tra lei e John. Questo pianeta-doppione in cui anche le persone che ci vivono sarebbero delle nostre "copie" fa da sfondo alla vicenda, in quanto sogno impossibile della ragazza, ormai alla ricerca di una felicità che potrà ottenere soltanto in un modo, per un finale che di certo deluderà molti, perchè lascia le cose molto in sospeso, ma di certo non ha deluso me.


Una sceneggiatura ottima, la si vede già nella prima, spettacolare, sequenza. Delle interpretazioni che difficilmente si vedono in determinati film indipendenti, conditi da una colonna sonora, quasi tutta formata da brani di solo pianoforte, che sono lo specchio reale dell'atmosfera che si respira durante tutto il film (ed in questo caso non è l'altra Terra a fare da specchio).


Voto: 8,5

mercoledì 23 maggio 2012

Aparecidos

Film scoperto di recente grazie alla segnalazione di un paio di blog di cinema che seguo, questo horror spagnolo, mai arrivato in Italia e che mai arriverà, meritava una visione particolare. Avrò visto si e no un film spagnolo in vita mia (mi ricordo solo La habitaciòn del niño) e diciamo che l'impressione è stata davvero tanto buona, non fosse che la Spagna è la terra delle telenovelas che sono a loro volta la rovina della recitazione, quindi ero come sempre un po' scettico, come ogni volta che provo qualcosa di nuovo.


Spagna, Argentina, 2007
Titolo Originale: Aparecidos
Regia: Paco Cabezas
Cast: Ruth Diaz, Javier Pereira, Pablo Cedrón, Leonora Balcarce, Isabella Ritto
Genere: Horror, Drammatico


La trama in breve: Chiamati a recarsi in Argentina per firmare i documenti che permetteranno ai medici di staccare la spina alle macchine che tengono in vita il padre morente, Pablo e Malena, prima di prendere una decisione definitiva, decidono di intraprendere un viaggio, per tornare nella casa in cui nacque Pablo. Scoperto un diario sotto il parafango della macchina su cui viaggiano, i due incominciano a rivivere le vicende scritte in quel diario, che parlano di un misterioso omicidio avvenuto vent'anni prima.


Questo horror non è un semplice horror. E' difficile quanto riduttivo vederlo solo sotto questo aspetto. Ma è uno degli aspetti, quindi va considerato. Un horror che cerca poco l'effetto sorpresa tipico degli ultimi anni, ma si basa su atmosfera e ritmi lenti, che fanno alzare la tensione all'inverosimile. Si cerca nel passato per, magari, scoprire qualcosa di nuovo sul presente.


L'aspetto horror secondo me è solo un contorno in questo film, rilevante sì, ma non di certo l'aspetto fondamentale. Il regista ha voluto dare un'impronta drammatica al film, raccontando la storia della famiglia del diario con una cura nel farci sapere piano piano tutti i risvolti portati da quel triplice omicidio. Non si limita a dirci cosa è successo, ma scava nei sentimenti di chi ci è passato venti anni prima e in quelli di chi, come i due fratelli, lo sta rivivendo ora.


E aggiungiamo anche l'impronta da road-movie data alla pellicola. Sì perchè i due protagonisti intraprendono un viaggio di tremila chilometri per scoprire il loro passato, per tentare di salvare la famiglia che loro vedono morire pian piano, anche se tutto è già accaduto venti anni prima. Nella strada verso casa scopriamo anche l'intento "politico", trattato talvolta con ironia, talvolta con le pinze, senza mai farne un riferimento chiaro. Riferimento chiaro che c'è però nel titolo, ricordando i Desaparecidos del regime militare argentino dei primi anni ottanta. Critiche e ricordi velati, durante tutta la durata del film, che diventano chiarissimi nella spettacolare inquadratura finale.


Questo film vince su tutti i fronti, probabilmente il film horror più emozionante che ho visto negli ultimi tempi, una carica pazzesca, la cura dei particolari, le interpretazioni dei protagonisti che si immergono completamente nella vicenda della famiglia sterminata. Questo film racchiude tutto ciò che manca aii film horror americani dell'ultimo periodo che, tanto pubblicizzati, continuano a non funzionare.


Voto: 8

martedì 22 maggio 2012

Telefilm Chart 2011/2012 - Premi Speciali

Finita la rassegna dei telefilm della stagione, è ora tempo di dare qualche, anche questa volta personalissimo, premio speciale. Ma prima, il riepilogo definitivo della classifica!




  1. American Horror Story

  2. Once Upon a Time

  3. Homeland

  4. The Walking Dead (Stagione 2)

  5. Game of Thrones (Stagione 2)

  6. The Vampire Diaries (Stagione 3)

  7. Touch

  8. New Girl

  9. Spartacus: Vengeance (Stagione 2)

  10. Pretty Little Liars (Stagione 2)

  11. Dexter (Stagione 6)

  12. The Big Bang Theory (Stagione 5)

  13. Glee (Stagione 3)

  14. Supernatural (Stagione 7)

  15. The River

  16. Alcatraz

  17. Awake

  18. Ringer

  19. Terra Nova


E ora... I premi speciali!!!


Miglior attore protagonista: Kiefer Sutherland (Touch)
Un po' perchè ho visto poche serie in cui il protagonista assoluto è maschile un po' perchè la sua prova in questa prima serie di Touch è daverro buonissima. Non ai livelli di 24, ma la migliore tra tutte quelle che ho visto.


Miglior attrice protagonista: Claire Danes (Homeland)
Molto difficile la scelta, ma alla fine è ricaduta sulla protagonista di Homeland, bravissima nell'interpretare il suo ruolo di "sola contro tutti".


Miglior attore non protagonista: Robert Carlyle (Once Upon a Time)
Qui non ho avuto dubbi. Il mio personaggio preferito dell'anno, quel Mr.Gold/Tremotino di Once Upon a Time che ci regala il suo carattere subdolo, pazzo e calcolatore.


Miglior attrice non protagonista: Jessica Lange (American Horror Story)
Anche qui pochi dubbi e poco da dire. Personaggio fondamentale in tutta la storia, interpretazione magistrale di un personaggio che mi resterà nel cuore a lungo.


Miglior sigla iniziale: American Horror Story, Game of Thrones
Qui la vittoria va a pari merito alle due sigle. La prima angosciante e tetra, la seconda un capolavoro di grafica.


AMERICAN HORROR STORY





GAME OF THRONES





Miglior canzone eseguita dagli attori: Boogie Shoes (Glee), Do The Know it's Christmas? (Glee), Take on Me (Chuck)
Qui ne vanno tre a pari merito perchè non so proprio quale scegliere. La prima eseguita alla perfezione da Unique, personaggio che diventerà un cult della serie Glee, la seconda perchè è una canzone che mi ha sempre emozionato particolarmente, eseguita molto bene dal cast di Glee, la terza, pur non avendo seguito la quinta serie di Chuck, che mi resterà nel cuore come l'ultima esibizione dei Jeffster!


BOOGIE SHOES





DO THEY KNOW IT'S CHRISTMAS?





TAKE ON ME





Miglior inquadratura: Hershel che, di spalle, spara da solo a un'orda inferocita di Zombie (The Walking Dead)
Questa inquadratura mi ha gasato. Dura pochi secondi, ma racchiude tutta la tensione del season finale di The Walking Dead!

Telefilm Chart: Le migliori serie TV della stagione 2011/2012 - Il podio!

Ed eccoci finalmente arrivati al momento decisivo. Più atteso della notte degli Oscar, più atteso della finale di Champions League e della finale NBA, più atteso persino del Super Bowl. E' arrivato il momento di svelare il (personalissimo) podio delle serie TV di questa stagione appena trascorsa. Se vi foste persi gli episodi precedenti non dovete fare altro che seguire questi link:
Pos. 19/13
Pos. 12/8
Pos. 7/4


3° Posto: Homeland
Di cosa parla: Otto anni dopo essere stato dato per disperso in Iraq, Nicholas Brody viene ritrovato e riportato in pompa magna negli Stati Uniti. Tutti lo accolgono come un eroe di guerra, tranna l'agente Carrie Mathisen, che ritiene che la sua ricomparsa improvvisa sia un po' sospetta, pensando che Brody sia passato dalla parte del nemico. Piccola particolarità, Carrie è pazza! Soffre di un disturbo bipolare che potrebbe crearle dei problemi nel suo lavoro alla CIA.
Motivazione: Una delle serie rivelazione dell'anno. Ben costruita come trama, sceneggiatura, attori, tutto! Una serie al limite della perfezione, non fosse solo per qualche brevissimo momento in cui potrebbe risultare noiosa, ma questi cali nel ritmo solo molto ma molto ma molto rari. Trama intefressantissima su un tema abbastanza difficile, sviluppata con una grandissima cura per i dettagli.


2° Posto: Once Upon a Time 
Di cosa parla: Pensate a tutti i personaggi delle fiabe che avete conosciuto da bambini. Pensate che questi personaggi esistano veramente, imprigionati in una cittadina chiamata Storybrooke, a causa di una maledizione ordita dalla Regina cattiva. Emma Swan, contattata dal figlio Henry, dato in adozione al momento della nascita, è chiamata a salvare i cittadini dalla maledizione e a far loro ricordare la loro vera identità.
Motivazione:Una serie veramente affascinante, che mi ha colpito sin dal primo episodio per l'originalità dell'idea che stava alla base, che poteva essere sviluppata malissimo facendola diventare assai banale oppure in un modo molto interessante. E certamente in questo caso si è verificata la seconda possibilità. Ottimo parallelismo (quasi in stile Lost) tra la vita dei personaggi a Storybrooke e il loro passato nel mondo delle fiabe, a volte rivisitato in maniera originale soprattutto per esigenze di trama. Unico difetto le puntate riempitivo, alcune delle quali con storie poco interessanti, ma comunque con una carica emotiva fuori dal comune.


1° Posto: American Horror Story
Di cosa parla: La famiglia Harmon si trasferisce da Boston a Los Angeles per risolvere i loro problemi di coppia, derivanti da un tradimento di Ben Harmon con una studentessa. La casa in cui si trasferiscono però è stata teatro di innumerevoli morti strane dei precedenti proprietari e i segreti che nasconde sono moltissimi. Inoltre, in un modo o nell'altro, tutti i nodi verranno al pettine.
Motivazione:Questa serie ho iniziato a guardarla per caso. Non sapevo sarebbe arrivata nè di cosa avrebbe parlato. Sapevo solo che terminata la sessione d'esami di settembre cercavo qualcosa da fare e qualcosa da guardare. E' stato letteralmente amore a prima vista. Un episodio pilota che in 40 minuti racchiude tutto il cinema horror degli ultimi anni, da Shining, a The Others, a La Casa. Angosciante al punto giusto, a partire da una sigla straordinaria. Riesce, per dodici puntate, a mantenere la tensione altissima, a livelli devastanti, per raccontare, oltre che una American Horror Story la drammatica storia della famiglia Harmon e di tutti quelli che precedentemente sono passati per la casa. Incredibile la prova di Jessica Lange, come misteriosissima proprietaria della casa dei vicini degli Harmon.


Eccoci arrivati alla fine di questa classifica, nella speranza di aver accontentato, quanto meno, i gusti di qualcuno, visto che quelli di tutti è praticamente impossibile. Ovviamente il solito invito a commentare per esprimere i vostri assensi o dissensi, o per propormi qualche capolavoro che mi potrei essere perso!

lunedì 21 maggio 2012

Telefilm Chart: Le migliori serie TV della stagione 2011/2012 - Pos. 7/4

Penultimo appuntamento con la classifica dei migliori telefilm della stagione, le scelte iniziano a diventare difficili, ora sono i gusti personali a farla da padrone, perchè la mia sesta per qualcuno potrebbe essere la prima e viceversa. Ovviamente non voglio essere un'autorità in materia, per cui se siete d'accordo o non lo siete commentate questo e gli scorsi articoli, in modo da poterci confrontare. Se vi foste persi i primi due episodi eccovi i link agli articoli precedenti:
Pos. 19/13
Pos. 12/8


7° Posto - Touch
Di cosa parla: Martin Bohm è un ex giornalista. La moglie è morta durante gli attentati dell'11 settembre e deve occuparsi da solo del figlio Jake, autistico e muto. Presto scoprirà che il figlio ha delle innate ed incredibili capacità nella lettura dei numeri, del loro significato e dei collegamente interpersonali che essi comportano, in modo quasi da prevedere il futuro. Così, all'inizio quasi inconsapevole, inizia la sua missione, in cui ogni volta dovrà decifrare cosa vuole dirgli Jake attraverso i numeri.
Motivazione: La nuova serie con Kiefer Sutherland (che ha interpretato Jack Bauer in 24) è tutt'altro rispetto al suo precedente capolavoro. C'è raramente dell0'azione, ma non è il fulcro centrale della narrazione. Una serie che basa tutto sull'emozione, tramite episodi quasi sempre autoconclusivi all'interno dei quali evolve grandemente il rapporto tra Martin e Jake. L'emozione è proprio il motivo per cui la serie mi ha preso in maniera particolare sin dal primo episodio. Qualche assaggio di trama orizzontale solo nelle ultime puntate ma per ora è veramente abbastanza così.


6° Posto: The Vampire Diaries (Stagione 3)
Di cosa parla:Dopo la morte di Jenna e l'addio da parte di Stefan, che segue le orme di Klaus, sarà Damon ad occuparsi di Elena. Stefan intanto tornerà ad essere il bastardo succhiasangue che è sempre stato, Jeremy vede i morti e si crea un intreccio che vede protagonisti i vampiri originali.
Motivazione:Per come l'ho descritta nella trama può sembrare che questa stagione sia stata un immenso casino. Beh è vero, un casino bellissimo però. Una serie tv che cresce alla distanza, migliorando di stagione in stagione, le storie di Mystic Falls sono clamorosamente belle, si vanno ad esplorare tutti i tipi di mostri che abitano la cittadina e gli originali a fare quasi da burattinai (tra cui la bellissima Rebekah). Cliffhanger finale un po' telefonato durante tutta la stagione, vedremo a che cosa porterà nella prossima.


5° Posto: Game of Thrones (Stagione 2)
Di cosa parla:Riassumere la trama di questo show in poche righe come ho fatto per tutte le altre serie è impossibile. La trama è troppo complicata per essere ridotta in così poco spazio. Vi basti sapere, nel caso non lo sappiate già, che la serie è basata sul ciclo di romanzi "Cronache del ghiaccio e del fuoco" di George R.R. Martin.
Motivazione: Così come nella prima stagione si conferma l'altissima qualità realizzativa di questa serie. Ottimi interpreti, ottime sceneggiature ed ottime scenografie, per l'impresa di rendere la trama accessibile a tutti. Ottima la presenza del solito divertentissimo Tyrion Lannister, che in questa serie è pure diventato Primo Cavaliere. Solite troppe sottotrame che si fanno talvolta fatica a seguire, ma la serie vince su tutti i fronti.


4° Posto: The Walking Dead (Stagione 2)
Di cosa parla:I nostri superstiti, radunatisi in un autostrada, devono decidere il da farsi per sfuggire all'orda infernale di zombie che prima o poi infesterà ogni angolo del pianeta. Smarrita Sophia, durante le ricerche Karl rimane ferito a causa di un incidente di caccia. Ciò permette al gruppo di conoscere Hershel, un vecchio veterinario che vive in una fattoria con la sua famiglia, un luogo tuttora incontaminato e apparentemente skicuro, in cui verranno ospitati Rick, Shane e i loro compagni.
Motivazione: Dopo una prima serie basata molto sull'azione e sugli zombie, questa seconda serie attua una svolta, in cui gli zombie si vedono molto di meno e ci si basa molto di più sullo sconvolgimento che la nuova situazione ha portato nelle vite di tutti. Cambiamento che rende la serie molto più lenta negli sviluppi della trama, ma che la rende anche assai più intrigante, attraverso dialoghi studiati e riflessioni morali obbligatorie (talvolta un po' scontate). I veri morti che camminano non sono gli zombie, ma sono quelli rimasti in vita!


Eccoci giunti alla fine di questa terza parte della classifica delle migliori serie tv della stagione. A domani per l'attesissimo podio!

domenica 20 maggio 2012

Telefilm Chart: Le migliori serie TV della stagione 2011/2012 - Pos. 12/8

Ed eccoci pronti per il secondo appuntamento con la classifica dei migliori telefilm di questa stagione televisiva. Come sempre siete invitati a commentare nel caso non foste d'accordo con la mia classifica o con le mie motivazione, visto che sono ovviamente opinabili. Se vi foste persi il primo episodio con le posizioni dalla 19 alla 13 potete visitarlo cliccando sul link:
Pos. 19/13


Ed ora tenetevi forte, perchè iniziamo ad avviarci verso i piani alti, soprattutto contando il fatto che dalla settima in poi (che vedrete nel prossimo episodio) si parla di tutte serie secondo me validissime, che avrebbero potuto meritare i primi posti quasi allo stesso modo!


12° Posto: The Big Bang Theory (Stagione 5)
Di cosa parla: Continuano le disavventure dei nostri nerd preferiti. Tre di loro si sono fidanzati e il quarto non è Sheldon! Clamoroso! Intanto Howard e Bernadette si preparano al matrimonio.
Motivazione: E' difficile e duro ammetterlo, ma questa sit-com non fa più ridere come prima. I personaggi si sono evoluti, tre di loro si sono fidanzati, ma l'aumento di donne in questa serie, cosa che sarebbe potuta sembrare positiva, l'ha resa una sit-com normale, che perde di quell'originalità che l'aveva caratterizzata nelle prime serie. Non a caso nella puntata che fa più ridere, in cui c'è tra l'altro la guest star Stephen Hawking, Bernadette si vede solo in una scena e Amy non compare per niente. Altra perla assoluta la puntata di Halloween.


11° Posto: Dexter (Stagione 6)
Di cosa parla: Un nuovo killer fa capolino nella scena di Miami. E' il killer dell'Apocalisse, che nei suoi delitti riproduce gli avvenimenti del famosissimo ultimo libro della Bibbia. Intanto Dexter deve occuparsi del figlioletto Harrison, con l'aiuto della sorella di Batista che gli farà da baby-sitter.
Motivazione: Forse una delle peggiori stagioni per Dexter che ha a che fare sicuramente con un periodo di stanca da parte degli autori. Il cattivo convince poco e si rischia di essere più interessati alle storie secondarie rispetto che a quella principale. Ma soprattutto il cattivone, interpretato da Colin Hanks, non fa assolutamente paura e la sua apparente debolezza lo rende ancor meno credibile. Serie che inizia molto bene nella prima parte, ma che si affloscia inesorabilmente dopo la morte di Fratello Sam.


10° Posto: Pretty Little Liars (Stagione 2)
Di cosa parlaSpencer, Aria, Hanna e Emily continuano le indagini sulla morte della loro amica Alison, che dopo la scomparsa di Ian sembrano arenarsi. Proseguono anche le loro vicende amorose, che verranno sfruttate sicuramente da A.
Motivazione: Il merito principale di questa serie è quello di unire in maniera magistrale il thriller al teen drama. Le quattro protagoniste, una più bella dell'altra tra le altre cose, vengono caratterizzate molto bene dagli autori e interpretate ancora meglio dalle attrici. I personaggi di contorno sono tanti e molte volte si fa fatica a seguirli tutti ma sono tutti funzionali allo sviluppo del mistero. Nessuno non rimarrà coinvolto. Se devo proprio trovarle un difetto, il mistero si infittisce a tal punto d andare a prendere cose assurde talvolta, pur rimanendo sempre abbastanza credibile nell'ambito di una serie tv, in cui non deve mai valere il principio del rasoio di Occam


9° Posto: Spartacus: Vengeance (Stagione 2)
Di cosa parla:Dopo aver sterminato tutti i componenti della casa di Batiato, l'orda di schiavi ribelli, capitanata da Spartaco, cerca un rifugio sicuro continuando però ad attaccare sporadicamente l'esercito romano, con l'obiettivo di far tremare l'intera città 
Motivazione: Serie che parte a rilento, ma recupera decisamente ritmo con puntate finali decisamente strepitose. La recitazione è quel che è, ma la trama, romanzata al punto giusto, continua a funzionare molto bene. Liam McIntyre come sostituto del defunto Andy Whytfield nei panni di Spartaco è senza infamia e senza lode, ma viene perfettamente aiutato dalle sue spalle, Crisso e Agron. La serie decolla decisamente dall'ingresso in scena di Gannico, regalandoci tanta azione e tanto sangue (finto). Nell'episodio finale succede di tutto, comportanto praticamente l'azzeramento del cast che interpreta i romani.


8° Posto: New Girl
Di cosa parla: Jess, dopo aver terminato una relazione durata sei anni, è costretta a trasferirsi. Tramite internet troverà un loft già abitato da tre uomini. Inutile dire che questo nuovo ingresso scombussolerà fortemente le vite dei tre ragazzi.
Motivazione: Questa nuova sit-com, prodotta ed ideata dalla pazzissima Zooey Deschanel è la novità più divertente dell'anno. La protagonista è un uragano, fa ridere in maniera molto semplice, trascinando con sè i tre co-protagonisti. Partenza a razzo, accusa un po' di stanchezza verso la metà, fine a razzo. Attendo con impazienza la prossima, spero divertentissima, stagione.


E siamo arrivati alla conclusione di questa seconda parte della classifica dei migliori telefilm. Non perdetevi i prossimi appuntamenti, che ci porteranno dritti a scoprire quale serie TV di quelle andate in onda in quest'ultima stagione si troverà al primo posto!

sabato 19 maggio 2012

Telefilm Chart: Le migliori serie TV della stagione 2011/2012 - Pos. 19/13

La stagione televisiva si è praticamente conclusa e io, pur essendomi perso molte cartucce tra quelle sparate dalle varie televisioni americane (tra cui anche la quarta stagione di Fringe, molto molto male), ho contanto di aver visto in questo anno ben 19 serie tv, e, se considerassimo gli episodi pilota che ho visto, senza poi proseguire perchè la serie non mi ispirava, potremmo arrivare alla trentina. Quindi, premettendo che tutte le serie che sono scritte nella classifica sono quelle che ho visto, se mai vorrete commentare questo post fatelo per discutere la classifica, che ovviamente è opinabile, o per suggerirmi qualche serie da vedere, sapendo però che il motivo per cui non è inserita in classifica è semplicemente perchè non l'ho vista.
Ma ora... Cominciamo la nostra scalata alla scoperta della (mia) serie tv migliore dell'anno!!!


19° Posto: Terra Nova
Di che cosa parla: Nel 2149 la vita sulla Terra rischia di estinguersi a causa dell'inquinamento e del sovrappopolamento. Sfruttando una frattura spazio-temporale viene creato un portale in grado di trasportare le persone nella Preistoria, 85 milioni di anni fa, in un mondo popolato dai dinosauri. La famiglia Shannon (fuorilegge per avere tre figli, mentre al massimo se ne possono avere soltanto due per famiglia) è una delle famiglie "elette" per fare il grande salto con il "decimo pellegrinaggio" ed approdano in questa colonia, chiamata Terra Nova.
Motivazione: Per quanto la trama, l'ambientazione, il budget, Steven Spielberg, lascino uno strascico di grandissimi attese per uno show che deve per forza di cose andare alla grande, il risultato che ne viene fuori è la serie più deludente dell'anno. Non c'è una trama che coinvolga e, talvolta, risulta infinitamente noiosa. Poco credibile, nonostante il potenziale. L'unica nota buona è la costruzione dell'ambientazione, anche se va molto male con il rendering dei dinosauri. Un finale con un cliffhanger abbastanza spettacolare non è servito a salvare la serie, prontamente cancellata dalla FOX


18° Posto: Ringer
Di che cosa parla: Bridget è un ex tossicodipendente, testimone chiave di un omicidio. Ha una sorella gemella, Siobhan che scompare misteriosamente durante una gita in barca. La via più semplice per Bridget è assumere l'identità di Siobhan, per poi scoprire che la vita nei panni della sorella ricca non è tanto più facile della sua.
Motivazione: Il ritorno di Sarah Michelle Gellar sul piccolo schermo dopo la fine di Buffy è abbastanza disastroso. Anche in questo caso, la serie ha un gran potenziale a livello di trama, ma già da una delle prime scene si capisce il reale livello della produzione. Probabilmente la scena peggio resa è una delle poche in cui ci sono entrambe le gemelle sul set, in cui si vede chiarissimamente che il tutto è stato fatto, molto molto male, al computer. La trama si perde nei meandri della pomposità dell'intera serie, che risulta alla fine vuota. Gli ascolti parlano chiaro, nelle ultime settimane di messa in onda si è fatto fatica ad arrivare al milione di telespettatori (anche questa serie, soprattutto per gli ascolti deludenti, è stata cancellata dal palinsesto CW)


17° Posto: Awake
Di che cosa parla: A seguito di un incidente stradale in cui rimangono coinvolti anche moglie e figlio, il detective della polizia Michael Britten vive due realtà parallele: in una a seguito dell'incidente è morta la moglie, nell'altra è morto il figlio.
Motivazione: Avevo recensito in maniera decisamente positiva la prima puntata su questo stesso blog, perchè si rivelava una serie interessante. La stroncatura quasi totale è avvenuta già 3 puntate dopo, quando si è capito che la serie altro non era che un "doppio" poliziesco, in cui il detective indaga su due casi in parallelo. Andava sviluppata meglio l'idea della doppia realtà, invece il tutto si è ridotto ad un procedurale. In ultimo luogo, la serie si chiama Awake, che significa sveglio, ma nel corso di una singola puntata svegli ci si sta per molto poco. Ancora non è andato in onda il finale di stagione, ma si sa che le serie tendono a riprendersi sempre verso la fine per vari aumenti di tensione. Il giudizio rimarrà uguale qualunque sarà il finale di serie. Ennesimo telefilm che parte con grandissima pubblicità ma delude in termini di ascolti, anch'esso cancellato dal suo network, la NBC.


16° Posto: Alcatraz
Di che cosa parla: La serie ipotizza che la chiusura del carcere di Alcatraz, avvenuta nel 1963, sia stata causata da una misteriosa sparizione dei suoi detenuti. Detenuti che ricompaiono nel 2012, senza essere invecchiati di un giorno, ripercorrendo i crimini commessi in passato.
Motivazione: Posto basso per Alcatraz, non tanto perchè non mi sia piaciuta, tanto per le aspettative deluse. Va bene dichiarare che questa sarebbe stata una serie con preponderante trama verticale, ma eliminare totalmente per buona parte dello show la trama orizzontale, per poi riprenderla soltanto nelle tre o quattro puntate finali mi pare un filo eccessivo. Storia che di conseguenza si trasforma in una "caccia-al-criminale-di-cui-so-già-tutto-perchè-ha-già-fatto-le-stesse-identiche-cose-50-anni-fa". Forse una delle serie più pubblicizzate da un anno a questa parte, delude in termini di ascolti, andando sempre con trend negativo dal primo doppio episodio fino all'ultimo. Cancellata dalla FOX.


15° Posto: The River
Di che cosa parla: Il famoso esploratore e conduttore televisivo Emmet Cole è scomparso misteriosamente nel nulla in Amazzonia. Ricevuto sei mesi dopo un segnale dalla sua ricetrasmittente, la moglie e il figlio, seguiti da una troupe televisiva e da un gruppo di esperti, intraprende un viaggio per ritrovarlo.
Motivazione: Una sconfitta. Una sconfitta cocente. Questa era la serie su cui puntavo nella mid-season della ABC. Era intrigante, all'inizio, ma alla fine si è trascinata stancamente fino al finale, miglior episodio della stagione, corta, andata in onda. Le stori horror di ogni puntata mantengono, in me, una tensione accettabile, ma la storia in sè non è stata sviluppata per niente bene. Un gran peccato che il tutto sia stato sviluppato abbastanza superficialmente. Anche per questa serie ascolti deludentissimi e cancellazione da parte della ABC


14° Posto: Supernatural (Stagione 7)
Di che cosa parla: Dopo aver assorbito tutte le anime del Purgatorio, Castiel è diventato il nuovo Dio sulla Terra. Però l'angioletto non ha calcolato la presenza dei Leviatani, potenti a tal punto da non essere in grado di trattenerli. Essi vengono liberati e iniziano a mettere a ferro e fuoco il paese. Intanto Sam deve avere a che fare con l'abbattimento del muro che gli impediva di ricordarsi della gabbia di Lucifero.
Motivazione: Una delle mie delusioni annuali. La serie non ha retto per niente, i Leviatani da dover essere dei grandissimi cattivoni sono passati anche su RaiTre a "Chi l'ha visto?" visto come sono stati trattati durante tutta la serie. Finale ancora più deludente e sbrigativo. Non la abbandono soprattutto perchè memore dei capolavori che sono stati le prime cinque stagioni, sperando in una ripresa quanto meno accettabile per la prossima stagione.


13° Posto: Glee (Stagione 3)
Di che cosa parla: Dopo la cocente delusione alle Nazionali il Glee Club ricomincia da capo, con nuovi ingressi e qualche dissiodio nel gruppo, ovviamente senza minimamente pensare al fatto che per la maggior parte dei componenti è l'anno del diploma. E' più divertente continuare a cantare no?
Motivazione: Serie recuperata nella sua interezza a tempo di record durante le vacanze di Natale. Vedendola tutta d'un fiato si nota il calo clamoroso già tra prima e seconda serie, mentre nella terza ancora di più. Mentre le esibizioni canore sono sempre molto molto piacevoli, la trama appare scontata, soprattutto nelle puntate in cui i nostri cantanti sono impegnati nelle competizioni. Pochi episodi veramente spettacolari tra cui da segnalare quello natalizio e quello dedicato a "Saturday Night Fever", in cui tra le altre cose conosciamo un personaggio che, se rimarrà, diventerà un mio personalissimo cult: Unique!


Termina qui la prima parte della mia personalissima rassegna telefilmica di questa stagione, nei prossimi giorni avrete modo di vedere i piazzamenti di tutte le altre serie! Miraccomando, non mancate!

venerdì 18 maggio 2012

Weekend al cinema! - 18.05.2012

[polldaddy poll=6240798]


Inauguro questa nuova rubrica settimanale sulle uscite al cinema. Cercherò di segnalare, senza averne visti la maggior parte, quelli probabilmente più degni di nota, sui quali ho più hype e quelli che sicuramente guarderò. Questa settimana è particolarmente interessante in ambito cinematografico. Molti i film in uscita, molti quelli che si preannunciano dei gioiellini,alcuni dei quali arrivano in Italia con un considerevole ritardo con la messa in onda originale.


Another Earth di Mike Cahill
Questo è decisamente il film della settimana che mi ispira di più. Seconda opera diretta da Cahill, un drama fantascientifico che già dal trailer promette una gran costruzione della storia ed una gran fotografia, senza lasciarsi prendere da inutili spettacolarismi. I personaggi saranno la chiave di lettura dell'intera pellicola, con l'altra Terra di cui parla il titolo che compare nel cielo a fare da sfondo all'intera vicenda. Ovviamente questo film negli USA è uscito ormai un anno fa, mentre qui nel Belpaese arriva solo oggi.


Damsel in Distress di Whit Stillman
Film presentato all'ultimo Festival del cinema di Venezia che ha avuto anche un discreto successo. Il regista Stillman torna dietro la macchina da presa 13 anni dopo il suo ultimo successo "The Last Days of Disco". Ho sempre fatto fatica a digerire questo tipo di commedie. Potrebbe rivelarsi interessante per l'uso delle musiche, ma non penso che riuscirei a reggere le varie considerazioni sulla moda di cui parla la trama. E poi Adam Brody dal post O.C. non riesco proprio più a guardarlo.


Quella casa nel bosco di Drew Goddard
Le infinite recensioni positive fatte a questo film mi hanno un pochino confortato, ma la paura non è passata. Non certo la paura di guardare questo horror in quanto film horror, ma la paura di guardare questo horror perchè troppe sono le delusioni recenti e il trailer non mi ispira neanche un po'. Un fortissimo pro per questo film è invece la presenza dietro le quinte di Joss Whedon, che ha recentemente firmato "The Avengers" e, anni orsono, la grandissima serie Buffy. Lo guarderò col dovuto scetticismo, convinto soprattutto dalle varie esaltazioni che potrebbero ereggerlo a film horror dell'anno.


Margin Call di J.C. Chandor
Altro film indipendente che arriva da noi con un considerevole ritardo. Questo Margin Call ci spiega con gli occhi di alcuni impiegati di banca come si è presentata la crisi finanziaria in cui siamo tuttora coinvolti. L'argomento è un po' rischioso e non è di certo dei più semplici per il pubblico però. Altro film assolutamente da vedere in questa bellissima settimana.


Roman Polanski: A Film Memoir di Laurent Bouzereau
Sinceramente. Chissene frega di vedere al cinema un'intervista-documentario a Roman Polanski? Per carità un grandissimo regista e tutto il resto dei convenevoli, ma per le interviste e i telegiornali ci sono le tv.


Il pescatore di sogni di Lasse Hallström
Altro film che mi ispira poco, più che altro per l'impressione di pesantezza e di eccessivo buonismo che mi dà. La presenza di Ewan McGregor potrebbe essere una dolce spinta verso una visione risicata, viste anche le ultime prove offerteci dall'attore, ma non è certo tra le mie priorità.


La fredda luce del giorno di Mabrouk El Mechri
Se ci sono due attori che faccio fatica a vedere sugli schermi ultimamente quelli sono Bruce Willis e Nicholas Cage, i quali messi assieme mi farebbero scaricare in un letamaio qualsiasi film. Diciamo che questo potrebbe essere un mezzo letamaio, visto che c'è solo il buon Bruce. Questo lo passerò di sicuro proprio.


A morte! di Gianluca Sulis
Il film italiano della settimana stranamente l'unico questa volta. Dico solo che dopo 30 secondi di trailer mi sono cadute le palle.

In/Sight

Ho già esternato in passato che ogni tanto dò uno sguardo ai cosiddetti B-Movie, talvolta per farmi spudoratamente e deliberatamente del male, altre volte magari per scoprire qualcosa di valido, validissimo o moderatamente valido. E perchè no questo film, probabilmente sconosciuto ai più perchè non è ancora arrivato in Italia e dubito ci arriverà, si potrebbe inserire nella terza categoria.


USA 2011
Titolo Originale: In/Sight
Regia: Richard Gabai
Cast: Sean Patrick Flanery, Natalie Zea, Angeline-Rose Troy, Adam Baldwin, Thomas Ian Nicholas, Veronica Cartwright, Christopher Lloyd, Juliet Landau, Max Perlich, Lesley-Ann Brandt
Genere: Thriller


La trama in breve: Kaitlyn, infermiera del Pronto Soccorso, nel soccorrere la vittima di un'aggressione, è vittima di un incidente: riceve per sbaglio una scarica dal defibrillatore che i medici stanno usando sulla paziente. A seguito di questo incidente Kaitlyn inizia a sperimentare le ultime memorie della donna, ormai morta, ma nessuno le crede. Lo scetticismo di tutti la convince ad indagare da sola sull'omicidio.


In questo film bisogna analizzare due piani diversi: il primo è quello degli interpreti, il secondo è quello della costruzione del film. Dal punto di vista degli interpreti il film mi fa piuttosto male. Gli attori sono di due tipi decisamente agli antipodi. O recitano troppo enfaticamente, rendendo il tutto con assoluta evidenza e facendolo sembrare senza passione o, al contrario, sono anonimi, non hanno espressioni del viso decifrabili e potrebbero fare la battuta più divertente del mondo e minacciare il suicidio gridando la loro disperazione con lo stesso tono.


Dal punto di vista invece della costruzione della trama il film si muove in un continuo crescendo. I colpi di scena non sono tantissimi ma quelli che ci sono sono studiati. Ottima scelta visto che molti colpi di scena rendono poco credibile la trama. Si parte con un ritmo lento dei primi minuti per poi crescere inesorabilmente ed arrivare al finale.


Di contro la costruzione ha qualche falla. Solitamente la bellezza di questi film è riguardare la pellicola una seconda volta sapendo già tutto e trovare gli indizi che lo avrebbero fatto presagire (come in The Others ad esempio). Ecco diciamo che visto il finale dubito che ne troverei. Questo per molti può essere un grossissimo pro, mentre per uno come me è un contro enorme. Vuol dire che il film passa e va via, senza la possibilità di lasciare alcun ricordo a lungo termine allo spettatore.


Sto molto più attento alla trama che agli interpreti di solito, in questo caso però non si può non tenerne conto.


Voto: 5/6

giovedì 17 maggio 2012

Chronicle

Negli ultimi anni la parola mockumentary, associata alla mania quasi ossessivo-compulsiva di produrre film del genere quando si hanno poche idee, mi fa sentire un'indicibile puzza di merda. La sento proprio eh, giuro. Anche perchè la delusione dopo quella cagata (appunto) di Paranormal Activity è cocentissima, tanto che sto ancora cercando il modo giusto per vendicarmi di quel maledetto di Oren Peli. Mi ha tirato su un odio quell'uomo!!! La visione di questo film parte da questa premessa, l'unica praticamente, anche perchè in realtà il prodotto mi ispirava abbastanza, è solo che ormai quello strano odore associato alla parola mockumentary farò molta fatica a non sentirlo più.


USA, Regno Unito 2012
Titolo Originale: Chronicle
Regia: Josh Trank
Cast: Dane DeHaan, Michael B. Jordan, Alex Russell
Genere: Fantascienza, Drammatico


La trama in breve: Andrew è un ragazzo molto difficile, sua madre è terminale e il padre alcolizzato. Dopo essersi comprato una telecamera, decide di vivere la sua vita alle spalle di essa, riprendendo ogni momento. Una sera, partecipando ad una festa con il suo unico amico Matt, i due conoscono Steve, che li accompagna a filmare un cratere all'interno del quale rinvengono un marchingegno che improvvisamente emana una fortissima luce. Poco tempo dopo i ragazzi scoprono di avere degli strani poteri telepatici e decidono di continuare a filmarne i risultati.



Diciamo che l'idea di base di questo film non è certo un mostro di originalità. Per vari motivi, tra cui proprio l'uso della tecnica del mockumentary su cui mi sono già dilungato abbastanza direi. In secondo luogo la storia dei ragazzini "sfigati" che vengono "scelti" per avere i superpoteri non è che sia proprio nuova. Peter Parker è uno sfigato. Captain America (mamma mia quanto lo odio, lui e Chris Evans... FORZA LOKI!!!) era uno sfigato. Io sono uno sfigato, ma a me i superpoteri per fortuna non arrivano. Anche perchè questo film è l'esempio di quanto la frase dello zio di Peter Parker fosse azzeccata. Non ve la riscrivo sennò anche il mio post perderebbe di originalità, visto che, usata ed abusata, sta quasi diventando patetica e banale quanto "Vivi ogni tuo giorno come se fosse l'ultimo".


Ma torniamo al film. I tre ragazzi devono fare i conti con i nuovi poteri. Come diceva il buon zio di Peter Parker, "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità" (oh cazzo l'ho scritta... e adesso? Non mi leggerà più nessuno... piango...), e all'inizio i tre, irresponsabili come pochi, iniziano ad usarli come se fossero un giochino. Un bel giochino tra l'altro. Ovviamente tutti i giochini che i tre fanno sono documentati dalla famosa telecamera di Andrew. Ci si tirano palle da baseball in faccia, si fanno alzare le gonne alle ragazze, si impara a volare, si mandano le macchine fuori strada giù da un dirupo. Oh cavolo, ma questo è male!


Ecco, qui si ha il punto di svolta. Mentre qualcuno capisce che bisogna darsi una regolata, qualcun altro ha troppa rabbia dentro per controllare il vero potere che gli è stato affidato e alla lunga può combinare un grandissimo casino e prima o poi qualcuno potrebbe anche rimetterci le penne.


I tre attori principali danno una prova abbastanza convincente, anche perchè il genere mockumentary (sto iniziando ad odiarla questa parola) li aiuta un po'. Potrebbe bastare essere un pochino se stessi. Ma se interpretare Matt e Steve, soprattutto caratterialmente, può anche essere facile imitando se stessi, Andrew è certamente il personaggio più difficile e a DeHaan va molta della mia ammirazione.


Belle le scenografie e anche gli effetti speciali, con la giusta decisione di ridurli all'osso per poi esplodere nel finale. Non si grida al capolavoro, ma è un film che si fa vedere piacevolmente. Sa tantissimo di già visto, ma è una visione consigliata sicuramente, magari qualcuno potrebbe apprezzarla molto più di me.


Voto: 6,5

mercoledì 16 maggio 2012

Hunger

Torna in auge, almeno in Italia, il buon Steve McQueen, dopo il grande successo di Shame. Perchè dico almeno in Italia? Perchè, per chi non lo sapesse, questo Hunger è antecedente a Shame, è l'opera prima del regista in questione ed è anche relativamente datato. Il film infatti è stato girato nel 2008, ha vinto il premio come "Miglior Opera Prima" al 61° Festival di Cannes, ma qua in Italia non ce lo siamo filati fino a fine aprile/inizio maggio 2012. Perchè? E chi lo sa...


Regno Unito, Irlanda 2008
Titolo Originale: Hunger
Regia: Steve McQueen
Cast: Michael Fsssbender, Liam Cunningham, Stuart Graham, Brian Milligan
Genere Drammatico


La trama in breve: Il film si concentra sugli eventi antecedenti e sulla preparazione al secondo sciopero della fame, evento fondamentale nella storia irlandese, come protesta da parte dei carcerati repubblicani irlandesi del carcere di Long Kesh per l'ottenimento dello status di prigionieri politici. Il film si concentra in modo particolare sulla figura di Bobby Sands.


Mi è difficile fare considerazioni sulla trama del film, essendo un film storico che parla di una situazione che non ho mai conosciuto e che, sono convinto, a scuola nelle ore di storia non viene fatta studiare. Diciamo che l'effetto positivo che danno in me film del genere è quello di generare curiosità. Non è raro infatti che gente totalmente ignorante sull'argomento, dopo la visione di una pellicola che tratta un tema di un certo spessore vada ad informarsi su ciò che è avvenuto prima e dopo i fatti narrati.


Il film è, giustamente, un pugno nello stomaco. Inizialmente ci vengono raccontati i fatti con gli occhi di un nuovo detenuto del carcere di Long Kesh che, entrato nella sua cella ha subito a che fare con una realtà sconcertante. I detenuti stanno sostenendo da ormai quasi 4 anni uno sciopero dello sporco, vivono in cella nudi perchè non vogliono indossare la divisa carceraria, hanno decorato le pareti di ogni cella con le proprie feci e urinano in grossi secchi che una tantum vengono svuotati nel corridoio.


Oltre a tutta questa situazione, creata da loro stessi come protesta, sono costretti a subire le angherie delle guardie carcerarie, che ogni tanto prendono qualcuno a caso e lo costringono con la forza a lavarsi e gli tagliano capelli e barba, senza fare neanche tanta attenzione a ciò che viene tagliato. Inoltre ogni tanto, per non permettere l'arrivo di messaggi o aggeggi dall'esterno c'è l'ispezione, che avviene tramite un enorme pestaggio effettuato da guardie in tenuta antisommossa.


In un film in cui si parla veramente poco ha un'importanza capitale il lunghissimo discorso tra Sands e Padre Moran, in cui vengono spiegate le ragioni, le motivazioni, ciò a cui tutti quelli che aderiranno allo sciopero della fame andranno incontro. In questo discorso si vengono a scontrare i diversi punti di vista: quello di chi ne ha abbastanza e vuole, tramite un atto così eclatante, smuovere qualcosa, e quello di chi pensa che sia tutto un gesto irresponsabile per il numero di morti cui si potrebbe andare incontro.


Tecnicamente il film è realizzato in maniera magistrale, la fotografia è ottima, colonna sonora quasi inesistente per sottolineare l'assurdità della situazione. I protagonisti del film parlano pochissimo perchè l'intento è quello di far vedere allo spettatore, visto che in certi casi le parole sono inutili.


Voto: 9

martedì 15 maggio 2012

Dark Shadows

Tim Burton e Johnny Depp sono stati un'accoppiata che per anni ha dato grosse soddisfazioni, il primo con i suoi film assolutamente visionari, con atmosfere tra il dark e il gotico a rendere il tutto più accattivante, il secondo con prove recitative assolutamente magistrali. Purtroppo però per tutti inizia la fase calante e se Tim Burton accusa un po' di stanchezza (già Alice in Wonderland non aveva proprio convinto in pieno), Johnny Depp sono ormai un paio di film che non è in forma come ai tempi d'oro.


USA 2012
Titolo Originale: Dark Shadows
Regia: Tim Burton
Cast: Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Eva Green, Johnny Lee Miller
Genere: Commedia, Horror



La trama in breve: Nel 1760 la famiglia Collins, col figlioletto Barnabas, emigra in America e costruisce una città, Collinsport, edificando anche una maestosa magione, Collinswood. Cresciuto, Barnabas diventa un grande playboy. Tale dote verrà pagata a caro prezzo: egli seduce Angelique Brouchard, che essendo una strega ordisce la sua vendetta distruggendo ad uno ad uno la sua famiglia e la vita della sua fidanzata. Come ultima cosa trasforma Barnabas in un vampiro e i cittadini di Collinsport, terrorizzati da lui, lo chiudono e lo imprigionano in una bara. Centonovantasei anni dopo la bara viene aperta per errore e Barnabas può ritornare alla sua magione, scoprendo che la sua famiglia è caduta in disgrazia.


Diciamo che per questo film le mie aspettative non erano altissime. Riproporre al cinema una soap opera andata in onda negli USA nel 1970 non mi è sembrata questa grande idea nè tanto meno interessante. Però come sempre la possibil8ità all'accoppiata Tim Burton-Johnny Depp non si nega mai, viste le soddisfazioni degli anni passati.


Nella pellicola in questione abbiamo personaggi abbastanza odiosi: una ragazzina di 16 anni che odia chiunque in quella casa e vuole scappare, un piccoletto che vede i fantasmi e condividerà la sua capacità con la sua nuova insegnante privata, che inizierà a vedere i fantasmi in una maniera abbastanza ridicola la prima volta (coperti da un lenzuolo con due buchi sugli occhi, che originalità).


Inoltre la trama non viene sviluppata quasi per niente per i primi 40-50 minuti di film e dopo il tutto procede con una lentezza quasi disarmante. I personaggi non vengono mai sviluppati a dovere e si riduzono a delle macchiette o gag, tra l'altro assolutamente poco esilaranti. Inoltre Johnny Depp offre una prova assolutamente non esaltante nei panni del vampiro Barnabas, risultando talvolta stucchevole e fastidioso.


Unica nota di merito al film, che poi è sempre stata tra i punti forti delle opere di Burton, è la realizzazione delle scenografie. Tetre e cupe, ti permettono di entrare nel migliore dei modi nel mondo che egli vuole narrare. Peccato che in questo caso, lo narri piuttosto male.


Voto: 4,5

venerdì 11 maggio 2012

The Avengers

Vi ho scartavetrato i maroni con la mia rassegna di recensioni sui film che fanno da preludio al film del momento, millantando una rimonta storica, e ora, una settimana dopo aver completato il recupero, sono finalmente riuscito a vedere The Avengers. Carico a mille, ovviamente, perchè i personaggi mi piacciono tutti tranne uno, sperando di non rimanere deluso dalle spettacolari scene d'azione.



USA 2012
Titolo Originale: The Avengers
Regia: Joss Whedon
Cast: Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Chris Hemsworth, Chris Evans, Mark Ruffalo, Jeremi Renner, Tom Hiddleston, Gwyneth Paltrow
Genere: Azione, Supereroi


La trama in breve: Quando Loki, fratello di Thor, si fa vivo sulla Terra per rubare il Tesseract, il Cubo Cosmico in grado di aprire un portale tra la Terra e il resto dell'Universo, Nick Fury, a capo della S.H.I.E.L.D., è costretto a radunare in un'unica squadra i più grandi supereroi esistenti, formando così la squadra degli Avengers.


Adesso, scommetto con tutto il mio cuore che vorrete sapere subito subito il voto che do a questo film. Se volete saperlo proprio subito subito potete andare sul fondo dell'articolo, ma è comunque il caso di fare alcune premesse.


Innanzitutto, per gli amanti come me delle trame articolate, del mistero and so on, non aspettatevi questo mostro di film. Al contrario però, io amo particolarmente i supereroi, pur non essendo un cultore dei fumetti da cui sono stati estrapolati. E, quando proprio il mio cervello non ha voglia di funzionare, un film d'azione con tante esplosioni, tante botte e armi fantascientifiche è il meglio che ci possa essere. Cose che si vedono tutte già dalla sequenza iniziale del film, quella in cui compare Loki.


Ecco, Loki, io lo adoro. Non so perchè ma sono sempre stato convinto che è la bravura dell'attore che interpreta il cattivo, e la credibilità del cattivo stesso, a rendere davvero bello un film del genere (ho adorato per lo stesso motivo e con le dovutissime proporzioni Heath Ledger nei panni del Joker). Tom Hiddleston è tagliato dal sarto per questo ruolo, ci sguazza proprio, tanto che tra Loki e il solo Captain America (si, lo ammetto, ho un problema molto grosso con la tutina a stelle e strisce e soprattutto con Chris Evans, uno degli attori con meno cervello passati sugli schermi), tifo tutta la vita per Loki. Il suo sorriso demoniaco è ai limiti dell'illuminante.



Azzeccatissima inoltre la scelta di non fare un film d'azione duro e puro, ma di commedizzare un po' il tutto. Se i vari Chris Evans e Chris Hemsworth non è che ci riescano molto bene, il personaggio di Tony Stark (Robert Downey Jr.) è perfetto per far ridere. Le sue battute altezzose e argute, sono ciò che rendono di più nei momenti in cui il film accusa un po' di stanchezza. Se a questo ci aggiungiamo le situazioni che si vengono a creare quando è in scena Hulk possiamo ridere e anche molto durante il film. Sempre se poi quando vai al cinema non ti becchi gente che pende letteralmente dalle labbra di Robert Downey Jr. e ride persino quando dice "cestino" o "motosega". Che odio!


Dunque se ad una trama per forza di cose molto esile, in un film che va guardato per spegnere il cervello e se piacciono particolarmente i supereroi è un film decisamente da guardare. Poi, le scene d'azione, sono una certezza assoluta.


Voto: 8-

giovedì 10 maggio 2012

Carnage

Per le famiglie moderne difendere strenuamente i propri figli è ormai diventata una pratica diffusissima. Molti ragazzi vengono difesi di fronte a qualsiasi cosa e alcuni vengono anche visti come motivo di confronto tra diverse famiglie. E' questo il tema trattato dal film Carnage, diretto dal genio di Roman Polanski, che con pochi attori ed una scenografia molto semplice riesce a creare un vero e proprio gioiello.





Francia, Germania, Polonia, Spagna 2011
Titolo Originale: Carnage
Regia: Roman Polanski
Cast: Jodie Foster, Kate Winslet, Cristoph Waltz, John C. Reilly
Genere: Commedia


La trama in breve: Durante una lite, un ragazzino di 11 anni colpisce al volto un suo coetaneo con un bastone. I genitori dei due ragazzi decidono così di incontrarsi per discutere sull'accaduto. La discussione si trasformerà in molto di più di quanto si pensasse inizialmente e tra commenti e battibecchi si verranno a creare situazioni al limite dell'assurdo.


Un film dalla trama molto semplice. Anzi, la trama è sicuramente la cosa meno importante. Il film non ci vuole raccontare una storia nella maniera classica, ma ci vuole far comprendere e vivere una determinata situazione. Le due famiglie dopo l'accaduto si incontrano e cominciano a conoscersi. In tal modo si evidenziano le differenze tra le due coppie, differenze che si riflettono fortissimamente sul modo di vedere l'accaduto. Vengono evidenziati in maniera perfetta i diversi metodi educativi ed emergono i caratteri di tutti e quattro i personaggi.


Se da una parte la famiglia della vittima (Penelope-Jodie Foster e Michael-John C. Reilly) pare avere un atteggiamento pronto a giudicare negativamente il comportamento dell'aggressore, magari senza interessarsi di cosa sia realmente successo, dall'altra parte si scontra con l'apparente menefreghismo dei genitori dell'aggressore (Nancy-Kate Winslet e Alan-Christoph Waltz), soprattutto del padre Alan, che passa gran parte del tempo al telefono con i suoi clienti, creando dei clichè divertentissimi.


Dei quattro personaggi in scena i due che convincono maggiormente sono Michael e Alan. Il primo che spesso si introduce nel discorso con interventi e battute fuori luogo, il secondo con un'ironia piacevolissima, creata attraverso il tono giusto, la battuta giusta e soprattutto fatta al momento giusto sottolineandone l'assurdità.


Inevitabile anche il fatto che i conflitti fra famiglie alla lunga si trasformino in conflitti interni alla singola famiglia, creando anche l'assurdità di una specie di alleanza tra madri e tra padri.


La dimostrazione che con un'idea semplice si può rappresentare una realtà quotidiana con pochi mezzi in maniera originale e molto coinvolgente.


Voto: 8+

mercoledì 9 maggio 2012

Priest

Vampiri. Film tratto da Manhwa (fumetto coreano) ovviamente mai letto. Fa per me, pur non conoscendo niente riguardo al fumetto e pur sapendo che le mie aspettative sui vampiri spesso vengono deluse, dato che sono i miei esseri sovrannaturali preferiti. Questo invece ha i vampiri come antagonisti, una specie di contorno apprezzabile, anche se il fatto di essere vampiri non è rilevante. Basta pensare che nel fumetto sono angeli caduti gli antagonisti.


USA 2011
Titolo Originale: Priest
Regia: Scott Stewart
Cast: Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Karl Urban
Genere: Azione, Horror


La trama in breve: Successivamente ad una guerra secolare tra vampiri e uomini il mondo è oramai scomparso, sommerso da macerie. L'ultimo punto saldo dell'umanità è un Ordine religioso, che è riuscito grazie ai suoi Sacerdoti a combattere i Vampiri e a rinchiuderli in alcune fortezze. Tutto però cambia quando la nipote di Ivan Isaacs viene rapita da un gruppo di vampiri ribelli. Egli, contrariamente a quanto ordinatogli dall'Ordine, decide di andare alla ricerca della nipote scomparsa, iniziando una grande lotta contro i vampiri.


Sia chiaro che il film non ha grandi pretese. Quelle poche che ha però, tra le quali la rappresentazione del fumetto da cui è tratto, non vengono di certo disattese. Ciò che ne esce è un film che si fa guardare con un certo coinvolgimento, evidenziando alcuni punti di forza (non moltissimi) ed alcuni di debolezza. Innanzitutto il breve cartone animato che ci narra il preludio alla vicenda è un autentico gioiellino. Una grafica coinvolgente, con dei tratti alquanto spigolosi, che ci fanno entrare nella storia nel migliore dei modi possibili. In secondo luogo, l'ambientazione futuristica, ma simile ad un Vecchio West, in cui è ambientata la vicenda è resa in una maniera abbastanza piacevole.


Differente è la questione attori e personaggi rappresentati. Se Cam Gigandet è nella lista personale degli attori da me odiati (Volchek in O.C, colui che si permise di uccidere Marissa, e partecipazione in Never Back Down), che interpreta uno sceriffo, fidanzato della ragazza rapita, poco credibile agli occhi dell'intera popolazione. Anche Maggie Q, che invece adoro non tanto per particolari doti recitative, ma perchè mi piace tremendamente, nel film non ha nè un'acconciatura particolarmente sexy nè tanto meno si rivela particolarmente espressiva.


Nota di merito invece per Paul Bettany, che rende molto bene nei panni del tenebroso e mistetrioso Sacerdote ribelle e che già aveva dato modo di farsi vedere nel ruolo di cattivone ne "Il codice Da Vinci". Originale, mai vista e abbastanza carina la realizzazione dei vampiri, come bestie senza anima, senza volto e senza capacità di parola (tranne alcune rare eccezioni tra cui Black Hat, il cattivone di turno).


Una cosa particolarmente apprezzabile è la visione dell'Ordine Religioso protagonista della vicenda, come una specie di regime dittatoriale. Ininfluente invece la scelta dei vampiri come nemici, tanto che appunto, nell'originale del fumetto gli antagonisti sono gli angeli caduti. Film che si lascia guardare con discreto piacere, senza però di certo rimanere tra le migliori visioni cinematografiche dell'anno.


Voto: 6+

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...