martedì 31 luglio 2012

To Rome with Love

Italia, USA, Spagna 2012
Titolo Originale: To Rome with Love
Regia: Woody Allen
Cast: Woody Allen, Roberto Benigni, Penélope Cruz, Alec Baldwin, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwig, Ellen Page, Alessandro Tiberi, Alessandra Mastronardi, Ornella Muti, Antonio Albanese, Flavio Parenti, Sergio Solli, Alison Pill
Genere: Commedia


La trama in breve: Nel film vengono raccontate quattro storie, ambientate a Roma. Jack che tenta di non innamorarsi di Monica, amica della sua compagna; Jerry e la moglie Phyllis che giungono a Roma per conoscere Michelangelo, il fidanzato della loro figlia Hayley; Leopoldo che si ritrova senza alcun motivo al centro della scena mediatica; Antonio e sua moglie Milly, di Pordenone, che per un malinteso non si vedranno mai durante la loro permanenza a Roma.


Woody Allen ormai fa uscire un film all'anno. Non si sa perchè ma io l'ho sempre particolarmente snobbato e dopo l'Oscar di Midnight in Paris, che devo ancora riuscire a recuperare, il ritorno al cinema, stavolta nella nostra capitale. Con un cast di attori italiani, tra cui spicca Benigni nei panni di Leopoldo, forse il personaggio più riuscito dell'intera storia, e qualche illustre volto americano, ciò che ne viene fuori è un risultato abbastanza confusionario.


Mentre nella prima mezz'ora il film risulta piuttosto noioso, con tanto di luoghi comuni su noi italiani messi qua e là durante tutta la durata del film, c'è una risalita nella parte centrale, in cui ci vengono strappate alcune risate, mentre la risoluzione finale delle vicende appare scontata e alquanto banale.


Delle quattro storie raccontate da sottolineare particolarmente quella interpretata da Benigni. Particolarmente apprezzabile l'ironia di fondo che è presente in questa storia. Benigni è tagliato dal sarto per un ruolo del genere, d'altronde è risaputo che lui nei suoi film dell'ultimo periodo non recita, ma è veramente così come appare sullo schermo.


Per il resto un'occasione mancata per creare una commedia piacevole e divertente. Un grosso passo falso da parte di Woody Allen e contando che è uno dei miei primi approcci... Chi ben comincia...


Voto: 5

Olimpiadi 2012 - Giornata 3

Giornata piuttosto scialba quella di ieri. Soltanto una medaglia d'argento e molte delusioni dai nostri atleti, alcuni non riuscendo a confermarsi ed altri andando peggio del previsto.


Intanto subito subito in mattinata la Pellegrini si riscatta della brutta prestazione nei 400m qualificandosi per la semifinale con il primo tempo della sua batteria. In serata, confermerà la buona prestazione, in una disciplina in cui non perde da 5 anni, vincendo la sua batteria delle semifinali e ottenendo il quarto posto complessivo.


Altro risultato positivo arriva dalla pallavolo femminile, che vince 3-1 col Giappone, portandosi in testa alla classifica del proprio girone con 2 vittorie e zero sconfitte. Buon risultato anche per Clara Giai Pron nelle (noiosissime) gare di Canoa e Kayak. Secondo posto nelle eliminatorie e semifinale assicurata grazie ad un risultato che fa ben sperare per il proseguimento della competizione.


Per parlare invece di risultati deludenti, l'arciere Marco Galiazzo viene eliminato al primo turno del tiro con l'arco. Dopo aver vinto la medaglia d'oro a squadre, essendo comunque il peggiore dei tre della squadra arriva una pesante eliminazione. Attenderemo oggi i risultati degli altri due nostri arcieri impegnati nel tiro con l'arco individuale. Delude anche la pallanuoto femminile, che all'esordio nel girone perde 10-8 contro l'Australia. Risultati magri anche dalla scherma, specialità spada femminile, con la migliore delle italiane che non riesce ad andare oltre ai quarti di finale. Rossella Fiamingo viene eliminata dalla cinese Sun Yuje dopo il minuto supplementare perdendo 14-15. Delude anche Giulia Quintavalle nel Judo che non riesce ad arrivare oltre al quarto posto.



Unica medaglia nella carabina ad aria compressa 10m. Il nostro Niccolò Campriani però, dopo aver guidato a lungo la gara ed essere stato anche a +1 sul secondo, sbaglia clamorosamente l'ottavo e il nono tiro e si fa raggiungere dal rumeno Moldoveanu. Un argento che fa leggera amarezza perchè poteva essere oro.

lunedì 30 luglio 2012

La leggenda del cacciatore di vampiri

Io sapevo con quasi assoluta certezza che sarei andato incontro ad una vera e propria stupidata. Però, vuoi per l'assonanza del titolo originale con quello del re dei film di serie B "Jesus Christ Vampire Hunter", ho dovuto provare a vederlo, sperando di trovare qualche cosa di buono. Invece no. Questo oltre che un film abbastanza inutile è anche veramente tanto stupido.


USA 2012
Titolo Originale: Abraham Lincoln Vampire Hunter
Regia: Timur Bekmambetov
Cast: Benjamin Walker, Dominic Cooper, Anthony Mackie, Mary Elizabeth Winstead, Rufus Sewell, Marton Csokas, Jimmi Simpson
Genere: Horror, Thriller, Fantasy



La trama in breve: La madre di Abraham Lincoln muore per una strana malattia quando egli è ancora un bambino. Scoperto che la malattia della madre fu provocata dal morso di un vampiro. Da quel giorno Abraham Lincoln decide di dedicare la sua vita alla caccia e alla distruzione dei vampiri.


Se avessero fatto un film con questa trama con un protagonista qualsiasi si starebbe parlando di un film normale. Anzi, di un film che non avrebbe certo brillato in originalità, ma sono cose che comunque si potrebbero accettare. Se però per ottenere l'originalità si fa diventare protagonista di questa storia Abraham Lincoln, facendo risultare la trama sì anche qualcosa di originale, ma alquanto stupida, preferisco rinunciare al colpo di genio e vedermi il solito film.


Dunque già l'idea che sta alla base della costruzione di questa pellicola è qualcosa che, nel momento della sua visione risulta terribilmente stupido. Ma molto stupido. Il film, partendo dalla giovinezza di Lincoln, prima ipotizza un periodo in cui egli si dedica completamente alla caccia ai vampiri, successivamente fa vedere il suo ingresso in politica come arma per sconfiggerli.


E tutte le decisioni che egli prenderà in quanto Presidente degli Stati Uniti d'America saranno funzionali alla sua battaglia contro i vampiri, che nel film vengono visti come i più strenui sostenitori della schiavitù (che fu appunto abolita negli Stati Uniti da Abraham Lincoln).


Tra le altre cose gli attori non risultano all'altezza, a parte un Rufus Sewell che già avevo amato nella miniserie "I pilastri della Terra" e che qui offre comunque una prestazione mediocre nel ruolo dell'antagonista principale.


Voto: 4

Olimpiadi 2012 - Giornata 2

Dopo l'orgia di medaglie della prima giornata, chiusa al secondo posto nel medagliere, ecco che la giornata di oggi, che vedeva i nostri impegnati più o meno nelle stesse discipline di ieri, ci regala meno medaglie, qualche risultato deludente, ma per certi versi godurioso, e l'inizio del torneo di pallacanestro. Ora non venitemi a dire che il torneo di pallacanestro è iniziato ieri con le donne, perchè quella è una pallacanestro minore, o per drla con termini da simil-maschilismo o simil-xenofobia, una pallacanestro DIVERSA.



Delude l'arco a squadre femminile con l'eliminazione agli ottavi contro la Cina, in maniera clamorosa e rocambolesca, per un solo punto di distacco. Delude, allo stesso modo, la nazionale di pallavolo maschile, impegnata nel match contro la Polonia, perso 3-1 in maniera piuttosto schiacciante e disonorevole. Così come Stefano Cipressi, presto eliminato dalle (noiosissime) gare di canoa. Così come delude ancora più clamorosamente il duo di tuffi sincronizzati Cagnotto-Dellapè, che sbagliando l'ultimo tuffo scivola al quarto posto di una gara in cui sembrava aver ipotecato quanto meno la medaglia d'argento (anche perchè il duo cinese era obiettivamente inarrivabile.


Molte le soddisfazioni negli sport solitamente meno seguiti ma nessuna medaglia inaspettata: Chiara Cainero arriva in finale nello Skeet, ma non riesce ad arrivare oltre al quinto posto; Fabio Scozzoli arriva in finale nei 100m rana, ma non riesce a strappare qualcosa di meglio di un settimo posto, così come Arianna Barbieri, che prima, nella batteria dei 100m dorso, batte il record italiano qualificandosi per le semifinali, poi si scioglie come neve al sole e non riesce ad approdare alla finale.


Delusione anche per la staffetta 4x100 maschile che arriva in finale ed anche lei arriva settima, ma soprattutto per Federica Pellegrini. Allora, sia chiaro. Io se vince Federica Pellegrini sono contento perchè vince un'italiana, ma se perde Federica Pellegrini son contento perchè perde Federica Pellegrini. Il quinto posto di oggi nella finale dei 400 stile libero, delude per il risultato italiano ma mi fa godere per quanto odi il personaggio mediatico che lei stessa si è voluta costruire.


Per parlare di cose belle, iniziato il torneo di basket che subito ci ha mostrato di che pasta è fatto il Team USA (scusate ma io di chiamarlo Dream Team, finchè non vedo quanto meno i tre cloni di Michael Jordan, Larry Bird e Magic Johnson mi rifiuto), mostrandoci un buon gioco di squadra e demolendo, per poi passare sopra i corpi dei cadaveri morti in battaglia, la squadra francese guidata da Tony Parker. Il risultato finale è di 98-71. Schiacciati. CI offre una buona prestazione anche la Spagna di Sergio Scariolo che batte 97-81 la Cina del mio personalissimo anti idolo Jianlian (mi sta sulle palle, ed è un raccomandato strapippone), con 21 punti del porta bandiera Pau Gasol e 17 di Ibaka.


Buon risultato anche per la squadra di pallanuoto maschile, all'esordio nel girone, vincete per 8-5, non senza correre qualche rischio, contro l'Australia.


Le medaglie di oggi sono arrivate dal Judo, con Rosalba Forciniti che nella finale per il bronzo pareggia 0-0 nel tempo a disposizione, ma vince per decisione unanime dei giudici, aiutati probabilmente dalla manovra andata a segno fuori tempo massimo. L'altra medaglia, questa volta d'argento, arriva allo sciabolista Occhiuzzi, che, dopo aver battuto agli ottavi nel derby italiano il rivale Montano, ha la strada spianata per la finale, dove incontrerà però il carichissimo Szilagy che lo batterà in maniera piuttosto schiacciante. Peccato per Tarantino, che complice un'ingenuità che gli costa il punto decisivo, viene eliminato agli ottavi giocandosi la possibilità di combattere per una medaglia.


domenica 29 luglio 2012

Postal

"Un uomo microscopico dovrà essere stuprato da mille scimmie!!!".


Assecondando il mio bisogno di trash mi sono fatto convincere da un amico a guardare questo film. E per fare di più l'ho guardato con lui, in modo da apprezzarlo in maniera molto più profonda. Ogni tanto c'è proprio quel bisogno di trash che non si può non assecondare e quindi un film del genere è il meglio che possa capitare.


USA, Canada, Germania 2007
Titolo Originale: Postal
Regia: Uwe Boll
Cast: Zack Ward, Dave Foley, Chris Coppola, Jackie Tohn, J.K. Simmons, Ralf Moeller, Seymour Cassel, Verne Troyer, Chris Spencer, Larry Thomas, Brent Mendenhall
Genere: Azione, Commedia nera


La trama in breve: Un ragazzo disoccupato, con una moglie bruttissima, chiede aiuto allo zia Dave per uscire dalla sua condizione di emarginazione. Lo zio, approfittando di lui, vuole tramite una truffa racimolare i soldi per pagare le tasse allo stato, vendendo delle bambole su ebay. Nel frattempo un gruppo di talebani vuole rubare le stesse bambole per diffondere l'antrace in tutti gli Stati Uniti.


Siamo davanti ad un film assolutamente geniale nella sua trashosità. Sparatorie, scene comiche, la presenza del solito nano e quant'altro fanno di questo film uno spettacolo assolutamente divertente e a cervello sotto zero che può rallegrare infinitamente un a serata d'estate.


Ed anche il fatto che i personaggi siano davvero tanti, tante storie secondarie che si incontrano tutte alla fine per una Apocalisse condita da una bellissima e divertentissima sparatoria. Si fanno scoperte assurde sui personaggi e si ride, si ride davvero tanto. Basti pensare che per la frase che ho citato all'inizio dell'articolo sono andato avanti a ridere per almeno 4 minuti, e mentre nel film succedevano tantissime altre cose, io continuavo a ridere!


Voto: 7,5

Olimpiadi 2012 - Giornata 1

Avevo promesso che avrei analizzato col solito spirito giocherellone ogni giornata di queste Olimpiadi del 2012, anche solo per discostarmi per un po' da quello che è il tema portante di questo blog. La giornata di ieri passerà alla storia come la giornata in cui per la prima volta si sono visti sullo stesso podio nelle prime tre posizioni tre atleti di nazionalità italiana. Ma ovviamente non solo per questo...


Andiamo con ordine. Tra gli eventi importanti della giornata uno era di sicuro la gara di ciclismo in linea maschile. Nonostante le buone prove, italiani che non vanno a medaglia, con Pinotti che tenta una prima fuga col gruppo ma dovrà arrendersi con il passare dei minuti e dei chilometri, e Nibali che riesce a rimanere per molto tempo nel gruppo di testa, mettendo i bastoni tra le ruote allo strafavorito Cavendish e consegnando di fatto la vittoria al kazako Vinokurov.


Nazionale italiana che ci regala forti emozioni con il Judo, che nelle ultime Olimpiadi ci ha dato qualche soddisfazione. Seguendo la prestazione di Elio Verde nella categoria 60 Kg, si aveva l'impressione della sua solidità, Arrivato in semifinale dopo aver battuto il judoka armeno però, le speranze su di lui si sono sgonfiate, prima facendosi battere clamorosamente e in maniera davvero molto secca dal giapponese Hiraoka, non potendo per nulla opporsi nel minuto supplementare nella finale per il bronzo contro il brasiliano Felipe Kitadai.


Ecco però che la prima medaglia delle nostre Olimpiadi arriva da chi non ti aspetti, in una disciplina in cui un te lo aspetti. Luca Tesconi, che si qualifica alla finale della pistola ad aria compressa 10 metri quasi per caso, riesce con una straordinaria manche finale, tirando quasi sempre per primo, a portare a casa un argento assolutamente insperato.


Nel frattempo nella scherma sta per succedere l'incredibile. Così come successe a Pechino 4 anni fa, le tre italiane iscritte al fioretto individuale, riescono ad arrivare tutte e tre in semifinale. Valentina Vezzali, dallo stile molto calcolatore, si scontra con Arianna Errigo, molto più offensiva ed "ignorante", mentre Elisa Di Francisca se la dovrà vedere contro la forte sudcoreana Nam.


Intanto però è tempo del tiro con l'arco, con i nostri tre arcieri che prima riescono ad arrivare alla semifinale contro il Messico battendo la forte Cina, poi in semifinale, complici alcuni errori evitabili da parte degli avversari, riescono ad avere la meglio in rimonta, mentre nella finale contro gli Stati Uniti guidano per tutta la gara, salvo poi avere un calo clamoroso nel finale, col deludente Galiazzo, che però viene salvato in corner dal tiro da 10 di Frangilli, che ci regala la medaglia d'oro all'ultimo tiro. Uno sport che se seguito con interesse e tifando per qualcuno riesce a mantenerti in tensione per tutta la durata della gara. Ci sono riusciti benissimo Galiazzo, Frangilli e Nispoli facendomi sudare freddo per tutta la semifinale e nelle battute finali della finalissima per l'oro.



Qualche piccola delusione arriva dal nuoto. La 4x100 stile libero femminile, guidata da Federica Pellegrini, non riesce a qualificarsi alle finali, facendo comunque registrare il record italiano, mentre Marin, qualificatosi alle finali nei 400 misti facendo registrare un tempo migliore del pluricampionissimo Michael Phelps, si scioglie completamente nella gara che conta ed arriva ottavo.


Ma si parlava di capolavori. Mentre nella semifinale tutta italiana tra la Errigo e la Vezzali riesce, sorprendentemente ma nemmeno tanto, a vincere la Errigo, nell'altra semifinale si soffre enormemente. La DI Francisca, sotto nel punteggio per lunghi tratti contro la Nam, riesce grazie ad una rimonta clamorosa a vincere di un punto nel minuto supplementare e a qualificarsi per la finale, assicurando all'Italia la medaglia d'oro e la medaglia d'argento.


Ma la Vezzali non ci sta e nella finale per il bronzo dimostra a tutti perchè lei è un vero e proprio fenomeno. Sotto per tutto l'incontro contro la Nam, si trova a meno 4 a 11 secondi dalla fine, riuscendo a recuperare in maniera clamorosa e portandosi al pareggio. Ovviamente la tattica che io avevo proposto, ovvero quella di brandire la spada a modi Samurai e di attaccarla correndo a 100 all'ora non avrebbe funzionato, però sarebbe certamente stato un siparietto divertente. Vince il bronzo nel minuto supplementare e ci assicura il podio tutto italiano, che viene completamente definito dalla vittoria di Elisa Di Francisca nell''altrettanto emozionante incontro con Arianna Errigo.


sabato 28 luglio 2012

Diaz - Don't Clean Up this Blood

All'inizio di questo 2012 sono usciti, più o meno nello stesso periodo, ben due film riguardanti la storia del nostro paese. Il primo, Romanzo di una strage, riguardava un evento di fine anni 60 su cui ancora non è stata fatta totalmente luce, mentre il secondo, Diaz, è una ferita ancora fresca, accaduta nel 2001, durante il G8 a Genova.


Italia, Francia, Romania 2012
Titolo Originale: Diaz - Don't Clean Up this Blood
Regia: Daniele Vicari
Cast: Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou, Emilie De Preissac, Fabrizio Rongione, Renato Scarpa, Mattia Sbragia, Duccio Camerini, Antonio Gerardi, Paolo Calabresi
Genere: Drammatico, Storico



La trama in breve: Il film narra, quasi sotto forma di cronaca, gli eventi del G8 di Genova, concentrandosi sullo sgombero da parte della polizia della scuola Diaz, offerta dal comune di Genova durante il G8 come dormitorio per gente di età, nazionalità e cultura diversa. Durante l'irruzione, 350 poliziotti aggrediscono violentemente le persone che stavano dormendo in quella scuola, che non stavano opponendo resistenza, facendo riportare loro ferite, talvolta anche gravi.


Nel film si parla dell'evento come una delle più grandi violazioni dei diritti umani avvenuta nel nostro paese. Il film, diretto in maniera davvero buona da Daniele Vicari, si pone l'obiettivo di narrare i fatti, attraverso l'uso di personaggi fittizi, ma comunque in grado di rappresentare la condizione in cui si trovavano le persone in quel giorno.


E' di sicuro uno di quei film di cui si ha bisogno. Sì, perché bisogna sapere, essere informati su queste cose e, talvolta, il mezzo cinematografico è uno strumento importante per ricevere un certo tipo di informazione. Informazione che, ammetto, riguardo a questo evento io non ho mai avuto. Tra le altre cose avevo 10 anni quando c'è stato il G8 di Genova, quindi potete immaginare quanto a quella età capissi della situazione.


In questo periodo tra l'altro sono arrivate le sentenze sulla scuola Diaz. I fatti, come si sono svolti, vengono narrati con una crudezza assoluta, senza tentare delle enfatizzazioni spettacolari e senza lasciarsi andare alla polemica. Solo i fatti.


Voto: 7+

Olimpiadi 2012 - La cerimonia d'apertura

Questo blog nasce con l'intento di parlare a chi mi leggerà di cinema, musica e serie tv. Ogni tanto però è giusto discostarsi da quelli che sono gli argomenti principali di una discussione e cambiare argomento. Ecco perchè, in queste due settimane, oltre alle mie recensioni su film e quant'altro, seguirò e commenterò le Olimpiadi, specialmente le prestazioni degli italiani e le partite di basket del Team USA, che come sapete, è la mia passione.



Come tutti saprete ieri sera è iniziata ufficialmente la manifestazione con la cerimonia d'apertura. Una cerimonia sfarzosa, in uno stadio perfetto per l'occasione che segue con assoluta partecipazione la cerimonia. Spettacolo d'apertura curato tra le altre cose dal regista premio Oscar con "The Millionaire" Danny Boyle. Ad aprire il tutto, suonando la più grande campana mai costruita al mondo, è Bradley Wiggins, ultimo vincitore del Tour de France.


Lo spettacolo, intitolato "Isole della Meraviglia", differentemente da quanto fatto 4 anni fa nella cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Pechino, non parte dalla spiegazione delle origini del popolo inglese, ma si concentra prepotentemente nella sua parte iniziale sulla Rivoluzione Industriale, grazie alla partecipazione dell'illustre attore Shakespeariano Kenneth Branagh.


Poi, dopo un godibilissimo intermezzo con protagonista Daniel Craig nei panni di James Bond, che deve compiere la missione di portare la Regina in elicottero allo Stadio Olimpico, spazio alla comparsa di Mr Bean, che fa ridere tantissimo, suonando assieme all'orchestra in una maniera tutta sua, "Chariot of Fire", la colonna sonora di "Momenti di Gloria". Addormentatosi, vediamo il suo sogno. Correre assieme ai protagonisti del film e batterli in una gara di velocità... Ovviamente, imbrogliando!


Poi spazio ai miti della letteratura per ragazzi, con J.K Rowling che legge un passo da Peter Pan, in cui vediamo Harry Potter, Voldemort, Crudelia De Mon e tanti altri danzare in mezzo allo stadio. Spazio anche alla cultura musicale, con una colonna sonora composta mixando canzoni dei The Who, Beatles, Sex Pistols, Eurythmics, Bohemian Rapsody dei Queen e tante altre, mentre sullo sfondo, vediamo immagini dei più famosi film inglesi, nel momento culminante del bacio. Vediamo "Notting Hill", "Shrek", il bacio tra William e Kate (che palle...).


Finito lo spettacolo entrano, divisi per nazione, gli atleti. Poi ancora il discorso di Rogge, l'accensione del braciere in una maniera molto molto creativa. Ultimo tedoforo il canoista Redgrave, che passa il testimone a sette giovani atleti selezionati da altrettanti atleti illustri del passato, a testimoniare il passaggio di consegne. E, gran finale, Paul McCartney (che non è morto anni fa...) che canta in maniera spettacolare Hey Jude!


venerdì 27 luglio 2012

Take Shelter

E' una vita che lo devo vedere questo film. In barba alle uscite italiane che sono più lente di una lumaca e arrivano più in ritardo di una ragazza quando a cinque minuti dall'orario dell'appuntamento ti dice che deve ancora truccarsi e pettinarsi (e tante altre cose che ti tiene nascoste), me lo sarei visto anche sottotitolato, ma siccome alla fine ho continuato a rimandare e rimandare sono riuscito pure a vedermelo in italiano. Giusto per anticiparvi qualcosina sulla recensione in questa introduzione: questo film è una perla. No, no non sono io un pirla. Questo film è proprio una perla. Una perla preziosissima...


USA 2011
Titolo Originale: Take Shelter
Regia: Jeff Nichols
Cast: Michael Shannon, Jessica Chastain, Shea Whigham, Kathy Baker
Genere: Drammatico


La trama in breve: Curtis è un uomo che vive con la sua famiglia in una piccola cittadina dell'Ohio. Ha una figlia sordomuta, ha un buon lavoro, ma le spese per le cure della figlia sono sempre troppe. Ciononostante sono una famiglia felice. Finché Curtis non inizia ad avere degli incubi terribili, che riguardano una spaventosa tempesta. Pian piano questi incubi inizieranno ad entrare anche nella sua vita reale, facendogli avere delle allucinazioni e portandolo man mano alla paranoia.


Questo film è uscito nel 2011, è la seconda opera di Jeff Nichols, la prima sarà dura arrivi in Italia, ma si spera. Intanto il regista sta già lavorando a un film per il 2013, che si intitolerà Mud e avrà tra i protagonisti sempre Michael Shannon, che lo ha accompagnato praticamente per tutta la sua carriera. Chissà quando mai arriverà in Italia. E' inspiegabile anche come una perla del genere, una vera vera perla, non abbia ricevuto nemmeno una singola nomination all'Oscar. Neanche una!


La regia di Jeff Nichols è qualcosa di mirabolante. Egli ci fa vivere per tutta la durata del film la presunta pazzia o paranoia dell'uomo, trasportandoci in maniera magistrale sia nei suoi sogni, sia nelle sue allucinazioni nei momenti di vita reale. E la scelta di Michael Shannon come attore protagonista e interprete della paranoia e della pazzia descritta dal film è quanto mai azzeccata. Con la faccia che si ritrova Shannon, il ruolo del pazzo è decisamente il più indicato.


E anche nella scelta della moglie di Curtis, interpretata da Jessica Chastain, che oltre ad essere una bellezza sublime è anche un'attrice davvero pazzesca. Riesce a incarnare in sé tutto il disagio che prova nel vedere come si sta riducendo suo marito e lo fa in maniera semplicissima, con semplici cambi di sguardi, passando da un'emozione all'altra nel giro di pochi secondi.


Tra le altre cose questo film mi ha ricordato molto quel capolavoro "mio adorato" che fu, che è e che sempre sarà "Donnie Darko". Una specie di Donnie adulto è il protagonista del nostro film, che spero riuscirà ad entrare nel cuore di molti. Ed è anche riuscito a spaventarmi in alcune occasioni, più di quanto ci riescano la maggior parte dei film horror di oggi.


Voto: 9,5

Weekend al Cinema! - 27.07.2012

Se c'è una certezza nelle nostre vite è che il cinema non si ferma mai. In nessuna situazione e in nessun momento nel corso dell'anno il cinema si ferma. Certo, come in tutte le cose raggiunge dei punti molto molto bassi, anche più bassi dello zero assoluto, talvolta ha dei picchi clamorosi e talvolta, come accade spesso nel periodo estivo, le cui uscite lo rispecchiano alla perfezione, si attesta sulla mediocrità. E questa settimana, nonostante le numerose uscite, ben sette, a dispetto delle tre delle scorse due settimane, i film che si prospettano interessanti secondo me non saranno comunque dei capolavori da ricordare. Ma ora, pre-analizziamo una per una le pellicole che usciranno questo weekend, alcune delle quali sono uscite già mercoledì 25 luglio.


Contraband di Baltasar Kormákur.
Se c'è un genere che non mi ha mai e proprio mai attirato è quello dei thriller/film d'azione basati sul traffico di droga/diamanti/merce rubata, in cui i protagonisti sono i criminali stessi. Fu così come per "The Italian Job", "Blood Diamond" e moltissimi altri film del filone e il mio scetticismo verso questo film rimane. E' comunque uno dei film di questa settimana che mi interessano, viste anche alcune recensioni discordanti che potrebbero aprire un lungo dibattito interiore dopo che l'avrò visionato.


La memoria del cuore di Michael Sucsy.
Avevamo visto qualcosa di simile, anche se in salsa diversa, con Adam Sandler in "50 volte il primo bacio". In questo caso tra i protagonisti ci sarà Channing Tatum, che di recente abbiamo visto in "21 Jump Street" e del quale sono programmati altri due o tre film in uscita prossimamente. Il tema della perdita della memoria da parte di un componente della coppia è usato, abusato e ancora di più probabilmente nel cinema e nelle serie TV (anche nell'ultima stagione di Chuck, tanto per dirne una), quindi non so quanto possa ispirarmi. Si tratta comunque di un'opera prima per il regista Michael Sucsy e chissà che in questo periodo non ci scappi una visione.


Bed Time di Jaume Balagueró.
Questo è il film della settimana che più attendevo. Dopo aver approcciato e più volte elogiato il cinema horror spagnolo, del quale ho apprezzato davvero tantissimo "La stanza del bambino" e "Aparecidos", questa volta arriva un thriller psicologico che si preannuncia essere carico di tensione e di mirabolanti scherzi della mente. Questo film, dallo stesso regista dell'amato REC (unico mockumentary che mi abbia realmente convinto), sarà di certo pane per i miei denti e non me lo farò sfuggire per niente al mondo.


Il cavaliere del Santo Graal di Antonio Hernández.
Qualche libro sull'argomento e sul mito del Santo Graal l'ho letto, ma i film non sono mai riuscito a reggerli. I vari "Il mistero dei Templari" (tra l'altro in quel film recita il mio odiatissimo Nicolò Gabbia, quindi...) e così via non sono mai riuscito a vederli con un occhio serio e non sono mai riuscito ad apprezzarli in qualche modo. In ogni caso i registi spagnoli in questo periodo sembrano essere in grande forma, quindi non sia mai che questo film si riveli un'interessante sorpresa di questa estate cinematografica.


Travolti dalla cicogna di Rémi Bezançon.
Io le commedia sentimentali, vuoi per il mio assoluto cinismo sull'argomento, vuoi per altri innumerevoli motivi non le riesco più a reggere in nessun modo. Non ce la faccio, è più forte di me.


Un anno da leoni di David Frankel.
Io a Jack Black gli voglio bene. Ma davvero davvero tanto bene. Giusto per avermi regalato "Tenacious D e il destino del Rock" e il capolavoro "School of Rock". E secondo me è anche un bravino attore comico. Ma questo film si preannuncia essere una stronzata senza precedenti. Una commedia sul "Bird Watching" che sto imparando ad odiare grazie alle pubblicità estive della Wind firmate Aldo, Giovanni e Giacomo, arriva nel momento sbagliato per essere presa con la dovuta simpatia.

giovedì 26 luglio 2012

C'era una volta in Anatolia

Ormai è assodato, da noi i film importanti arrivano con infinito ritardo. E dopo l'indipendente capolavoro "Another Earth" e "Take Shelter" che di sicuro recupererò a breve, arriva in Italia "C'era una volta in Anatolia", film turco vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes del 2011.


Turchia, Bosnia 2011
Titolo Originale: Bir zamanlar Anadolu'da
Regia: Nuri Bilge Ceylan
Cast: Muhammet Uzuner, Yilmaz Erdogan, Taner Birsel, Ahmet Mümtaz Taylan, Firat Tanis, Ercan Kesal
Genere: Drammatico


La trama in breve: In Anatolia, un assassino sta conducendo la polizia a ritrovare un cadavere da lui seppellito. Egli però non ricorda bene, o non vuole ricordare, l'accaduto e quindi la ricerca si fa per le lunghe.


Io non vorrei essere altero e superbo nel dire certe cose, ma questo è certamente un film che non possono guardare tutti. Un po' per la a volte eccessiva lentezza, vuoi per i dialoghi prolissi ma molto curati, vuoi perchè il dare risposte non è l'obiettivo del film, questa pellicola non può essere guardata da tutti. E se siete tra quelli che si addormentano guardando i film, soprattutto se piuttosto lenti, ve lo dico, non guardatelo.


Diciamo che per un film del genere, che si svolge quasi tutto di notte, la location è assolutamente la più indicata. Durante la fase della ricerca, che occupa quasi tutta la durata del film, vediamo le steppe sconfinate dell'Anatolia, paesaggi assolutamente tanto fantastici quanto desolati e leggermente inquietanti, sulla cui bellezza la telecamera gioca davvero spesso, soprattutto nei momenti in cui i nostri protagonisti sono in viaggio.


Illuminante è anche la lunga scena della cena a casa del sindaco. Il convoglio, stremato dalla lunga notte e consapevole che la ricerca sarà ancora lunga, si reca in visita dal sindaco di un paese vicino che li ospita e offre a tutti la cena. In questa scena e nei dialoghi che sono presenti, vengono fuori i problemi della Turchia di oggi, legata al passato delle tradizioni, ma che tramite l'innovazione cerca di entrare nell'Unione Europea.


Nonostante la fase iniziale del film non sia delle più facili, se si riesce a farsi prendere poi il tutto scorre abbastanza linearmente e diventando anche abbastanza intrigante. Forse per gli eccessivi tecnicismi il film è più da ritenere importante, come una sorta di manifesto, che bello. Rimane il fatto che l'interesse non è mai calato durante tutta la sua durata.


Voto: 7,5

mercoledì 25 luglio 2012

La cosa

Uscito poche settimane fa, questo remake-prequel-omaggio a uno dei film più famosi di uno dei maestri dell'horror/slasher John Carpenter, colui che ha reso famoso il killer Michael Myers, arrivava nelle sale italiane con il solito notevole ritardo rispetto al resto del mondo accompagnato dal mio scetticismo.


USA 2011
Titolo Originale: The Thing
Regia: Matthijs van Heijningen Jr.
Cast: Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Eric Christian Olsen, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ulrich Thomsen
Genere: Horror, Fantascienza


La trama in breve: Kate Lloyd, una paleontologa, raggiunge in Antartide una squadra che crede di aver scoperto una navicella extraterrestre, rimasta sepolta tra i ghiacci per migliaia di anni. All'interno di essa scoprono una creatura morta. Isolato il blocco di ghiaccio e portato in laboratorio, "la cosa" prende vita e inizia a seminare il terrore all'interno dell'equipe. "La cosa" è in grado di clonare gli esseri umani, e ogni pezzo o arto della cosa, sembra avere vita a sé. Ciò porta ogni componente della squadra a sospettare di tutti gli altri.


Ero scettico su questo film. Già l'episodio originale di Carpenter non lo ritengo un grande capolavoro, ma è comunque costruito su basi solide, mentre questo prequel arriva con 30 anni di distanza dall'originale, forse decisamente troppo tardi per poter ottenere lo stesso effetto dell'originale. Il film comunque, oltre che essere un prequel girato come omaggio al film del 1982, riesce ad essere guardabile. Non certo una visione imprescindibile di questo 2012.


Un pregio inconfutabile che ha questo film è di spiegarci in maniera più chiara ciò che nell'originale ci veniva solo lasciato intendere, ma per il resto lo svolgimento dei fatti è molto simile all'originale. Bella l'idea di fare finire il film utilizzando la scena con cui inizia l'originale di Carpenter. Anche perchè ormai la maggior parte dei prequel viene fatta quasi completamente a caso senza basarsi minimamente sulla trama originale.


Le scene horror non mettono poi tutta questa paura. Qualche spavento improvviso (purtroppo marchio di fabbrica del cinema horror odierno, PORCO CANE!), un po' di sangue qua e là e il gioco è fatto.


Voto: 5,5

martedì 24 luglio 2012

17 ragazze

Eccomi giunto ad uno dei miei primi approcci con il cinema francese. Avevo visto forse un film a scuola durante i 5 anni di superiori, ma ora, finalmente convinto dalle recensioni entusiastiche di questo film e di "Quasi Amici" che prossimamente vedrò di sicuro, ho deciso di approcciare al cinema dei nostri cugini, che io ho sempre un po' visto con la puzza sotto al naso.


Francia 2011
Titolo Originale: 17 filles
Regia: Delphine Coulin, Muriel Coulin
Cast: Louise Grinberg, Roxane Duran, Esther Garrel, Juliette Darche, Yara Pilartz, Solène Rigot, Noémie Lvovsky, Florence Thomassin, Frédéric Noaille
Genere: Drammatico


La trama in breve: In un paesino della Francia occidentale, precisamente nella Bretagna, 17 ragazze adolescenti che frequentano la stessa scuola decidono deliberatamente di farsi mettere incinta, nello stesso periodo.


Un film con una trama del genere, riassumibile in nemmeno due righe, è capace di tirare fuori innumerevoli spunti di riflessione. Intanto, giusto per puntualizzare, il fatto che viene narrato nel film si ispira ad una storia realmente accaduta, con modalità simili, nel 2008. Un cast totalmente o quasi femminile a farla da padrone in questa pellicola carica come poche.


Sì perchè, mentre le ragazze decidono deliberatamente di farsi ingravidare, alcune addirittura chiedendolo spudoratamente a dei ragazzi della scuola, esse hanno già preso la decisione, un po' come forma di ribellione verso i genitori, un po' come aspirazione ad una vita migliore per gli adulti che le circondano. Ciò che contraddistingue questo film è la totale, totalissima ed assoluta inutilità degli uomini in tutta la questione.


I pochi uomini che si vedono durante il film sono il fratello della protagonista Camille, che la sostiene e la incoraggia, e il padre di una ragazza, che non accetta per niente la situazione della figlia. Nessuno dei ragazzi che ingravida le protagoniste viene poi menzionato dopo che la decisione è stata presa, nessuno ha più alcun potere sulle ragazze, che portano avanti da sole, confortandosi ed aiutandosi a vicenda, la propria gravidanza. Potere alle donne dunque in questa pellicola e, immagino, anche nella storia reale.


Un film realizzato bene dal punto di vista visivo, che però vive alcuni momenti di stanca nello sviluppo della trama. Le 17 ragazze ci vengono fatte conoscere abbastanza bene, qualcuna più dell'altra (ovviamente). Essendo uomo non posso dire di essere riuscito a immedesimarmi nei personaggi come magari mi può capitare con altri film, ma penso che comunque poche ragazze che conosco ne sarebbero in grado (penso addirittura nessuna).


Voto: 6/7

lunedì 23 luglio 2012

Un canestro per due

Ecco il nuovo articolo della rubrica "Film a Rimbalzo" che potrete anche leggere sul sito Slam Basket.


USA 1997
Titolo Originale: The Sixth Man
Regia: Randall Miller
Cast: Marlon Wayans, Kadeem Hardison, David Paymer, Michael Michele, Kevin Dunn
Genere: Commedia, Sportivo



La trama in breve: Anton e Kenny Tyler sono due fratelli che sin da piccoli hanno giocato insieme e condiviso la passione per il basket. La loro simbiosi continua fino al college, giocando entrambi per la squadra degli Huskies. Tra i due la vera stella è Anton, mentre Kenny si limita quasi sempre a fargli da spalla (in realtà il primo è il vero e proprio realizzatore, mentre il secondo sforna assist pazzeschi). Tutto fila liscio finchè durante una partita Anton ha un attacco di cuore e muore durante il viaggio in ospedale. Quando però tutto sembra perduto per la squadra degli Huskies, il fantasma di Anton ritorna, dando una mano non indifferente al fratello e all'intera squadra.


Il film ha una chiara impronta commediale. Ma come in tutti i film sullo sport c'è sempre e puntuale la riflessione su quanto valga la propria passione, sul credere in se stessi e sul vincere senza avere aiuti. E' chiaro che la figura del fantasma di Anton sia un espediente sia per far ritrovare fiducia al fratello, sia per far riflettere gli spettatori sui sogni che vengono spezzati in modo assurdo e inspiegabile (e in un periodo in cui sono morti molti sportivi sul campo il discorso è quanto mai attuale).


Dal punto di vista della commedia invece il film potrebbe risultare ripetitivo, visto che gioca quasi sempre, a volte anche banalmente, sul fatto che Anton è visibile solo da Kenny e non da tutte le altre persone, giocando su movimenti e gestualità che si fanno quando si ha a che fare con un'altra persona, che però in questo caso è invisibile agli occhi degli altri. Paradossalmente le scene che mi hanno fatto più ridere sono quelle in cui la mascotte degli Huskies tentava di fare una schiacciata durante l'intervallo delle partite.


Dal punto di vista tecnico il film è molto semplice e lineare. Non vengono usati strabilianti effetti speciali, mentre le inquadrature giocano spesso col fatto che i giocatori non sono dei professionisti (quindi molte volte non viene fatto vedere il momento del tiro, e tante altre volte viene fatta vedere solo la palla che entra nel canestro).


Proprio per la sua impronta è un film che può essere guardato da tutti, anche dai non appassionati di basket, visto che comunque si poteva fare un film molto simile su qualsiasi altro sport. Inoltre il basket giocato non è assolutamente di alto livello, alternando momenti di simil-playground a momenti in cui vi sono azioni assurde, per la presenza in campo del "Sesto Uomo" Anton.


Giusto per aprire una parentesi e chiuderla subito, ridicolo il titolo italiano, che non rende assolutamente la metafora a cui si vuole alludere veramente parlando di "Sesto Uomo" così come invece si fa nel titolo originale.


Voto: 6,5

domenica 22 luglio 2012

Shame

Regno Unito 2011
TItolo Originale: Shame
Regia: Steve McQueen
Cast: Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale
Genere: Drammatico


La trama in breve: Brandon è un uomo d'affari, affetto da dipendenza da sesso. Questo suo disturbo lo porta ad avere sempre rapporti occasionali e a continue masturbazioni anche nei momenti più impensabili. Inoltre la malattia lo porta al quasi totale azzeramento dei rapporti umani, in modo da allontanare da sè qualsiasi pericolo. Le cose sono destinate a peggiorare nel momento in cui va a vivere a casa sua la sorella minore Sissy.



Secondo film firmato Steve McQueen dopo il capolavoro Hunger, che vinse il premio come migliore opera prima al festival del cinema di Cannes nel 2008. Questa sua seconda opera, Shame, è arrivata in Italia prima dell'opera precedente, facendo conoscere ed apprezzare il regista, grazie al cui successo poi si decise di portare in Italia anche Hunger.


Il film racconta una storia piuttosto tragica, basata sull'incapacità di un uomo di provare alcun tipo di sentimento, basando tutta la sua vita sulla pulsione sessuale. Se è vero che è proprio l'anima e sono proprio i sentimenti a distinguerci dal resto degli animali, potrete immaginare quale sia la qualità della vita di quest'uomo.


La storia ci viene narrata facendoci capire man mano quale sia il problema del protagonista, attraverso una narrazione lenta ma lineare, accompagnata talvolta da delle ottime musiche. La maestria di McQueen la si vede in come vengono costruite le singole scene, nessuna sequenza è lasciata al caso, tutto ha una sua funzionalità all'interno di ogni scena e, a livello più alto, all'interno del film.


Michael Fassbender è inoltre uno degli attori più in voga del momento, infatti quest'anno al cinema lo abbiamo visto con questo Shame, con Hunger e lo vedremo a inizio settembre con Prometheus. Le sue prove sono entrambe di alto livello, riuscendo ad entrare sempre bene nella parte che gli viene proposta.


In questo è sicuramente bravo nel rispecchiare nel suo volto, nei suoi gesti e nelle sue parole, i problemi con cui deve convivere il protagonista, risultando talvolta quasi a livello di apatia.


Apatia che si respira per tutta la durata della pellicola. Il regista è bravo nel cercare di non fare provare emozioni allo spettatore e ci riesce. Forse fin troppo, facendo risultare l'apatia con cui è stata costruita l'opera quasi come un difetto agli occhi degli spettatori.


Voto: 8+

sabato 21 luglio 2012

The Amazing Spider-Man

Questa annata è stata senz'altro quella dedicata ai supereroi. Quindi, dopo il film "The Avengers" è arrivato il reboot di Spider-Man, dopo la fortunata e solida trilogia firmata Sam Raimi dedicata all'eroe spara-ragnatele, e a fine Agosto arriverà il piatto forte, "Il cavaliere oscuro - Il ritorno", firmato Christopher Nolan (che tra l'altro ieri alla prima negli USA è stato protagonista di una bruttissima tragedia in un cinema di Denver).


Da adoratore dello spara-ragnatele, questo primo capitolo del reboot firmato Marc Webb non avrei potuto perderlo per niente al mondo.


USA 2012
Titolo Originale: The Amazing Spider-Man
Regia: Marc Webb
Cast: Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Sally Field, Denis Leary, Martin Sheen
Genere: Azione, Supereroi



La trama in breve: Il film riprende gli inizi della carriera del supereroe Spider-Man, concentrandosi sul mistero riguardo la morte dei genitori di Peter Parker, la presa coscienza dei propri poteri da parte del protagonista, il suo rapporto con la bella Gwen Stacy e la lotta contro l'imminente pericolo rappresentato da Lizard, nato da una mutazione dovuta a un errore nella sperimentazione dell'incrocio delle specie sul proprio corpo.


La nuova saga del ragnetto nasce costellata di grandi dubbi. Uno su tutti l'estrema vicinanza con la precedenta saga firmata Sam Raimi, che si rivelava solidissima, soprattutto nei primi due episodi, per poi sbroccare abbastanza nel terzo, in cui sono stati inseriti decisamente troppi antagonisti. Il dubbio nasce dal fatto che è difficile affezionarsi tanto ad una nuova saga quando è piaciuta tanto quella precedente, riscuotendo grande successo di critica e pubblico, soprattutto se arriva a così pochi anni di distanza.


Questa ripresa della saga si rivelava dichiaratamente molto più cupa e tetra della precedente, mantenendo una buona dose di realismo e cercando di indagare maggiormente nei rapporti umani tra i protagonisti. E in questo capitolo la promessa sembra essere mantenuta (anche se pure nella precedente serie qualcosa c'era). Di veramente nuovo c'è il mistero sulla morte dei genitori di Peter Parker, sul quale i registi e gli sceneggiatori sembrano voler puntare molto, e a testimoniarlo c'è un'eloquente scena dopo i titoli di coda (che ovviamente ci preannuncia anche la presenza di un sequel).


Come ho sempre pensato in film del genere è il cattivo a mandare avanti la baracca. "Il cavaliere oscuro" era un capolavoro per la magistrale interpretazione di Heath Ledger nei panni di Joker, "The Avengers" funziona alla grande anche perchè Loki è veramente un gran cattivo. In questo film invece Lizard non mi ha convinto più di tanto, anche se c'è da dire che rispetto al resto della storia ha un ruolo piuttosto secondario.


Per il resto veramente ben realizzate le scene d'azione, davvero bello il modo in cui è stato reso il costume di Spider-Man e la realizzazione di Lizard. Una scena finale che è un omaggio neanche troppo velato al 3D, peccato che io l'ho visto in 2D il film e quindi qualcosa me la sono persa di sicuro.


Andrew Garfield funziona bene nel ruolo sia del ragazzo insicuro e pieno di problemi all'inizio, sia nel momento in cui prende consapevolezza delle proprie capacità. Regge bene anche Emma Stone nel ruolo di Gwen Stacy, non facendoci rimpiangere assolutamente Mary Jane Watson interpretata da Kirsten Dunst nella precedente serie.


Voto: 7+

venerdì 20 luglio 2012

Weekend al cinema! - 20.07.2012

Weekend estivo magro, per non dire magrissimo, per non dire di carestia estrema, dal punto di vista cinematografico quello che si prospetta. Due sole le uscite settimanali, uno è un film che si prospetta essere una tamarrata talmente stupida che non si potrà assolutamente perdere, anche solo per stroncarla, e l'altra è il solito filmetto italiano pregno e strapregno di buoni sentimenti e di vita vissuta.


La leggenda del cacciatore di vampiri di Timur Bekmambetov.
Questo è la possibile tamarrata della settimana. Film in cui si pensa che in realtà il presidentissimo Abraham Lincoln fosse in realtà un grande cacciatore di vampiri. Sembra un'idea stupida e molto probabilmente lo sarà, potrebbe essere rivalutato se, al momento in cui lo vedrò (perchè lo vedrò) capirò che è un film che non si prende sul serio. Se invece tenterà di prendersi sul serio, per lui sarà la fine.


L'estate di Giacomo di Alessandro Comodin.
Su questo film non saprei come esprimermi. Vista la totale indifferenza che mi provoca. Come ho scritto nell'introduzione sembra tanto essere il solito filmetto trito e ritrito di buoni sentimenti, genere a cui purtroppo i registi italiani stanno andando troppo incontro. Sarà soltanto un film di pura retorica o cercherà di dirci qualcosa?

giovedì 19 luglio 2012

Bad Ass

Ogni tanto ho bisogno di trash. Sì, ogni tanto se ne sente proprio il bisogno di quei film spazzatura, talmente tamarri da far invidia a qualsiasi vero tamarro possa esistere sulla faccia della terra. E dopo la visione di Machete, che ho adorato in quanto uno dei film trash meglio riusciti degli ultimi anni, Danny Trejo è entrato di diritto tra i miei idoli.


USA 2012
Titolo Originale: Bad Ass
Regia: Craig Moss
Cast: Danny Trejo, Charles S. Dutton, Ron Perlman, Shalim Ortiz, Jillian Murray, Winter Ave Zoli, Richard Riehle
Genere: Azione


La trama in breve: Il veterano della guerra del Vietnam Frank Vega, dopo aver vissuto quarant'anni nell'ombra a causa dell'ostracismo verso i veterani, torna alla ribalta nella cittadina in cui abita per aver aggredito e picchiato due nazisti che tentavano di rubare il posto sul pullman a un vecchietto di colore. Soprannominato "Bad Ass" dalla stampa e riconosciuto per strada da tutti, la sua vita pare iniziare a diventare più facile. Non fosse che poco dopo dei gangster uccidono il suo migliore amico Klondike, allora lui, sfiduciato verso le forze dell'ordine, decide di farsi giustizia da solo, vendicando la sua morte.


Il film è costruito interamente giocando sulla figura di Danny Trejo, che a memoria d'uomo ricordo come protagonista solo in Machete (in cui era tra le altre cose quasi muto) e in questo film. Chiaro è che il ruolo da protagonista non gli calzi molto a pennello dato che la sua espressività è quanto di più carente possa offrire il panorama cinematografico internazionale. Questo però non gli impedisce di far diventare i personaggi da lui interpretati delle simil-icone, da cui difficilmente si riesce a discostare il cervello.


Detto questo, la storia è lineare quasi quanto un film con Steven Seagal, anche perchè non è che ci sia così tanto da dire su certi film. L'amico viene ammazzato, lui va dalla polizia, la polizia non fa niente, lui si incazza e picchia chiunque gli capiti a tiro. E nel farlo, di sicuro lo fa molto meglio di Steven Seagal (non c'è bisogno della cintura nera in una delle sue assurde arti marziali, per picchiare veramente bene la gente nei film bisogna saper fare finta).


Bellissima la sequenza finale, in cui scopriamo i retroscena dell'omicidio dell'amico e spettacolare l'inseguimento in pullman dei due.


Voto: 6+

mercoledì 18 luglio 2012

Lorax - Il guardiano della foresta

Eccoci qua. Dopo una grande carrellata di film seri, semi-seri, horror e quant'altro, ecco che recensisco per la prima volta un film d'animazione. Non l'ho mai fatto non tanto perchè sia un genere che mi è indigesto, anzi, al contrario. Il problema è che è una vita che non guardo un bel film d'animazione. A memoria l'ultimo che ricordo di aver visto è stato "Cattivissimo me".


E questo titolo, Lorax, è proprio realizzato dagli stessi produttori e dagli stessi disegnatori di quel "Cattivissimo me", ultimo film d'animazione che ho visto, che tanto mi era piaciuto e tanto mi aveva fatto ridere.



USA 2012
Titolo Originale: Dr. Seuss' The Lorax
Regia: Chris Renaud, Kyle Balda
Doppiatori Originali: Danny De Vito, Zac Efron, Taylor Swift, Betty White, Ed Helms
Doppiatori Italiani: Danny De Vito, Alessandro Ward, Rossa Caputo, Rita Savagnone, Marco Mengoni
Genere: Animazione


La trama in breve: Thneedville è una cittadina in cui tutto è finto: l'aria che le persone respirano, gli alberi che funzionano a batterie etc. Il protagonista del film è Ted che, innamoratosi di Audrey, scopre che per conquistarla basterebbe soltanto riuscire a farle vedere un albero vero. Deciso a compiere l'impresa Ted conoscerà Once-Ler, un vecchio scorbutico che vive in una casa isolata ai confini della città e che parla con Ted soltando attraverso le fessure nelle travi di legno. Once-Ler sarà disposto ad aiutarlo, raccontandogli la storia e il motivo per cui Thneedville è diventata come è ora.


Questo film dagli stessi produttori di "Cattivissimo me" ha certamente qualche caratteristica in comune con il suo predecessore. A livello di trama c'entra ovviamente poco ma i disegni sono assolutamente resi con la stessa grafica. Anche qualche personaggio come le due guardie del corpo sembrano riprendere, soprattutto nel fisico, Gru, il protagonista di "Cattivissimo me".


Un film dalla storia di impronta decisamente ecologista, con qualche critica velata o meno, tratta da un romanzo per bambini di Dr. Seuss, in cui i protagonisti sono costruiti per entrare nel cuore di tutti, non solo dei bambini. Infatti, nonostante la storia e i personaggi siano abbastanza infantili, il film risulta davvero piacevole e non mancano mai le risate.


Altra nota davvero positivissima è l'uso della musica e delle canzoni originali, cosa che nei cartoni che non sono della Disney è molto difficile trovare in questo ultimo periodo. Infatti, mentre la Dreamworks usa canzoni famose nella maggior parte dei film e i nuovi film Disney non riescono più a prendere con le loro canzoni come facevano un tempo, questo film, se i testi vengono ascoltati attentamente potrebbe anche diventare un cult dal punto di vista musicale.


Voto: 7,5

martedì 17 luglio 2012

Chernobyl Diaries - La mutazione

Il mio pessimismo cosmico verso i film horror dell'ultimo periodo non accenna a fermarsi. Sarà che amo talmente tanto Shining, Nightmare e Suspiria, film ormai ultra trentenni, che non riesco più a guardare un horror che sia uno, di quelli mega-sponsorizzati, senza annoiarmi, sbadigliare, dormire. E sì che i film horror dovrebbero incutere negli spettatori ben altre emozioni.


Eppure, nonostante questo pessimismo cosmico, certi film ci provo lo stesso a guardarli, cercando di estraniarmi, di pensare che Kubrick non abbia mai diretto Shining, che Wes Craven non abbia mai diretto il primo Nightmare e che Dario Argento non abbia mai diretto Suspiria. Non ce la faccio quasi mai. Per me sono paragoni troppo troppo forti, pietre miliari dalle quali prendere esempio, in un modo o nell'altro.



USA 2012
Titolo Originale: Chernobyl Diaries
Regia: Bradley Parker
Cast: Ingrid Bolsø Berdal, Dimitri Diatchenko, Olivia Dudley, Devin Kelley, Jesse McCartney, Nathan Phillips Jonathan Sadowski
Genere: Horror


La trama in breve: Durante un viaggio in Europa, tre ragazzi americani, Chris, Amanda e Natalie, convinti dal fratello di Chris, Paul, decidono di intraprendere un viaggio estremo nella città di Pripjat', diventata una città fantasma dopo la tragedia di Chernobyl (è così anche nella realtà). Ignorando i segnali di divieto e di pericolo entrano col furgone nella cittadina guidati dalla guida turistica Uri. Successivamente a un guasto al motore del furgone scopriranno che la cittadina non è disabitata.


Allora, questo film mi interessava. Davvero, al momento della scoperta della sua uscita al cinema ne ero preso abbastanza bene, nonostante fossi sicuro che nella narrazione si sarebbe incappati nel cattivo gusto, giocando troppo su una tragedia di proporzioni bibliche. Sventato il rischio di scadere nel cattivo gusto il film però non è che offra questo gran numero di spunti interessanti per parlarne. Anche perchè, succede poco e niente.


Non si trema, neanche un po'. Il film è girato con una tecnica molto simile al mockumentary e la fotografia non è neanche tanto male secondo me. Dico molto simile perchè, differentemente dal mockumentary, non è uno dei protagonisti a tenere in mano la telecamera, ma essa usa delle inquadrature che sembrano quasi in soggettiva, fatte da qualcuno all'interno della vicenda. Buona scelta, a mio modo di vedere, visto che come sapete, ho una paura folle dei mockumentary. Partono con mille punti in meno ai miei occhi.


Un altro pregio che riesco a trovare al film è che i protagonisti non sono lì per sesso e carnazza come in ogni santissimo/maledettissimo film horror dell'ultimo periodo e non ostentano la loro voglia di farlo.


Altri pregi... Fondamentalmente nessuno, visto che la trama è più esile di un foglio di carta velina, i mutanti non fanno paura neanche un po' e nemmeno i cani randagi, pronti a sbranare anche un orso fanno paura. Poi però capisci perchè in un film del genere non succeda niente. Infatti se andrete su Wikipedia e guarderete alla voce "Produttore" ci troverete quell'odiatissimo cane che è Oren Peli. Sì, proprio lui, il maestro dei film in cui non succede niente. Paranormal Activity non vi dice niente? Ecco a me si, e da quel giorno sogno di dare un pugno sulle palle a Oren Peli per avermi fatto sprecare un'ora e mezza della mia vita con un film totalmente inutile.


Non lo odio più di prima per questo film, solamente per i pregi che vi ho trovato, altrimenti sarebbero stati due i pugni nelle palle.


Voto: 5

lunedì 16 luglio 2012

Coach Carter

E' un po' che non mi faccio vivo qui. Sarà che tra esami, partenze di corsa e quant'altro di film ne ho visti zero nell'ultimo periodo. Ed ecco che per il mio ritorno c'è per voi un appuntamento con la rubrica "Film a Rimbalzo", che, se siete interessati, potete seguire su Slam Basket (assieme a tante altre notizie riguardanti questo magnifico sport!!!!)



USA 2005
Titolo Originale: Coach Carter
Regia: Thomas Carter
Cast: Samuel L. Jackson, Rob Brown, Channign Tatum, Ashanti, Rick Gonzalez, Antwon Tanner
Genere: Sportivo

La trama in breve: Il film è ispirato alla vera storia del Coach di pallacanestro Ken Carter, ex giocatore ed allenatore della squadra degli Oilers del liceo Richmon High School. Arrivato alla guida della squadra, si trova a dover affrontare il problema di far apprezzare agli studenti lo studio , con l'intento, oltre che farli giocare a basket, di farli entrare alla fine del liceo in qualche college di prestigio.

Prendere in mano una squadra disastrata, rovinata dalle tensioni interne e quant'altro e riuscire a farla diventare grande è certamente una trama da film se ce n'è una. Riuscire ad inculcare nella testa nei giocatori che il Coach prenderà in consegna l'idea che i risultati sportivi contano se accompagnati ad un buon rendimento scolastico e ad un'idea di rispetto reciproco è si una trama da film, ma lo dovrebbe essere anche nella vita vera.

Ora, in questa pellicola riusciamo a conoscere bene la personalità, le qualità e le caratteristiche di ogni giocatore, ponendo particolare attenzione su quelli dell'ultimo anno, che Ken Carter vuole accompagnare fino al grande salto per il college. Da questo nasce l'idea di far firmare un contratto ai giocatori per far mantenere loro la media del 2,3, obbligandoli ad andare a lezione e a sedersi sempre in prima fila.

Ciò non è certo una scelta popolare agli occhi della squadra, ma presto l'etica del duro lavoro, del piegare le ginocchia e dell'impegno faranno breccia nel cuore dei giocatori. E' un film che per la sua descrizione abbastanza realistica della realtà riesce a commuovere e a divertire, attraverso scene piacevoli alternate ad altre con un tono molto più serio.

Ogni vittoria viene criticata, giustamente, dal coach, una volta per un motivo, una volta per l'altro, con l'intento di fare crescere i suoi ragazzi, sia per quanto riguarda strettamente l'ambito sportivo, sia per quanto riguarda la vita fuori dal campo da basket.

Voto: 8

venerdì 6 luglio 2012

Weekend al cinema! - 06.07.2012

Eccoci giunti all'arrivo di un altro weekend cinematografico, già iniziato col botto mercoledì 4 luglio con l'uscita di "The Amazing Spider-Man", questo reboot della trilogia di Sam Raimi. Per il resto le uscite della settimana non sembrano riservare grossi colpi, anche se qualcosina si può trovare. Insomma, questo weekend è Spiderman-centrico e immagino sarà anche quello che farà il botto al botteghino rispetto a tutti gli altri, abbastanza sconosciuti e dai nomi poco altisonanti.


The Amazing Spider-Man di Marc Webb.
Questa è decisamente l'uscita della settimana. La più attesa, la più sponsorizzata, la più tutto. Il reboot della trilogia di Sam Raimi, che vede come protagonista Andrew Garfield, si preannuncia più cupo e tetro della precedente trilogia, che si fondava su basi assolutamente solide dei primi due film, ma che ha sbroccato totalmente nell'ultimo. In tanti parlano di uno Spider-Man in versione Christopher Nolan, accostando questa nuova produzione ai due-quasi tre capolavori del regista di "Batman Begins", Il cavaliere oscuro" e "Il cavaliere oscuro - Il ritorno". Se questa produzione saprà reggere bene il paragone siamo a cavallo, di fronte, probabilmente a un nuovo capolavoro.


Quell'idiota di nostro fratello di Jesse Peretz.
Oltre a Spider-Man, anche questo film è già uscito il 4 luglio, ma penso che nessuno se ne sia accorto. In ogni caso solita commedia che sa di già visto, stravisto, rivisto e ancora visto. Potrebbe chiaramente strappare qualche risata, se si riesce a guardarlo come il film senza pretese che si dichiara essere, altrimenti sarà una di quelle visioni che passano, ma non rimangono.



Cena tra amici di Alexandre de la Patellière, Matthieu Delaporte.
Commedia che a quanto pare si svolge in un solo luogo, che forse dalla trama può sembrare una specie di ripresa di quel "Carnage" firmato Polanski che tanto si basava sull'assurdità di alcune discussioni. Questo film vive sicuramente sull'ottima scia del cinema francese (di cui ancora non sono riuscito a guardare un esemplare). Che sia questo il mio inizio?




The Way Back di Peter Weir.
Film basato sul libro "Tra noi e la libertà" di Slavomir Rawicz, racconta la storia del viaggio compiuto dall'autore verso un gulag siberiano e la sua successiva fuga da questo. Film storico sulla politica dell'URSS del periodo di Stalin, film per me di assoluto interesse, un po' per il tema e per la storia raccontata, un po' per gli interpreti, tra cui figura Colin Farrell.




Womb di Benedek Fliegauf.
Film drammatico di pseudo-fantascienza, dalla trama pare anche incestuoso. Niente di peggio per un film che non mi ispira assolutamente niente di buono.

giovedì 5 luglio 2012

21 Jump Street

Un film tratto da una serie tv di fine anni '80. La serie tv conosciuta per aver lanciato nel panorama internazionale il buon Johnny Depp (anche se prima ci aveva pensato Wes Craven con Nightmare, anche se lì non fa affatto una bella fine, ma quanto meno è il protagonista della scena più famosa di tutto il film).


USA 2012
Titolo Originale: 21 Jump Street
Regia: Phil Lord, Chris Miller
Cast: Jonah Hill, Channing Tatum, Brie Larson, Dave Franco, Rob Riggie, Ice Cube/i>
Genere Commedia, Azione


La trama in breve: Schmidt e Jenko sono due ex compagni del liceo, ora ritrovatisi all'Accademia di polizia. Mentre al Liceo i due erano agli antipodi, all'Accademia entrambi si rendono conto di aver bisogno l'uno dell'altro. Dopo aver sbagliato la lettura dei diritti durante il loro primo arresto, i due vengono spediti a 21 Jump Street, che infiltra i poliziotti tra gli studenti per smascherare e sgominare il traffico di droga nei licei.


Un film leggero, all'inizio senza alcuna pretesa, che pian piano si rivela comunque essere ben costruito, puntando su basi piuttosto solide. Quando ci sono di questi film che riescono a rivelarsi piacevoli è sempre una buona cosa. Contando che tra le altre cose non ho mai amato particolarmente le commedie ambientate nelle scuole, la sorpresa è ancora più grande.


Il film fa ridere, fa ridere decisamente, grazie ad alcune scene completamente trash e sconclusionate che riescono comunque a strappare grossi ma grossi sorrisi. La volgarità è presente si, ma non è certo un punto fondamentale e non è sempre quella che punta a far ridere.


Insomma, un film guardabile, soprattutto per questo periodo in cui i cinema fanno uscire solo film adatti per il periodo.


Voto: 6,5

martedì 3 luglio 2012

Rock of Ages

Se avrete visto qualcuna delle mie poche recensioni musicali in questo blog, avrete potuto aver modo di capire quanto io ami il rock anni '80. Lo amo, lo amo, lo amo. Bon Jovi, Poison, Whitesnake, Kiss, Journey. Io li amo. E sono anche di quei gruppi che fai fatica a non scordart e le cui canzoni si imparano a memoria dopo due o tre ascolti. Ecco che per questo motivo, un film basato su un musical, che prende il titolo da un album dei Def Leppard, la cui colonna sonora è composta da sole canzoni rock anni '80 per me è un film imperdibile. E' un'orgia di canzoni e di musica, è un concerto anticonvenzionale, è un'occasione per cantare, per l'ennesima volta, delle canzoni che già canticchio nella mia testa per tutto il giorno.



USA 2012
Titolo Originale: Rock of Ages
Regia: Adam Shankman
Cast: Diego Boneta, Julianne Hough, Tom Cruise, Russel Brand, Alec Baldwin, Brian Cranston, Catherine Zeta-Jones,Mary J. Blidge, Paul Giamatti
Genere: Musical


La trama in breve: Los Angeles, 1987. Sherrie, ragazza dell'Oklahoma, si è appena trasferita. Nel locale Bourbon, che rischia la chiusura, conosce l'aspirante cantante Drew Boley. I due si innamorano. Film costruito sulla scena musicale anni '80, dominata dal rock, nella quale si staglia la figura fittizia di Stacee Jaxx, rock-star in declino.


Come può un film dalla trama esile, esilissima come questa, riuscire a piacermi così tanto. Come posso io, che sono uno che ha sempre mal sopportato le cover, aver amato così tanto un film del genere. Beh, il motivo ve l'ho scritto nell'introduzione a inizio articolo. Quella di questo film è la musica che in assoluto preferisco, che continuerò ad ascoltare anche quando non capirò più niente, che i vari Club-Dogo o compagnia cantante di oggi si sognano di durare per così tanto tempo.


Questa musica vince su tutto e vincono, soprattutto, gli attori che la interpretano nel film. A partire da un magistrale Tom Cruise nei panni di Stacee Jaxx, che intanto entra alla perfezione nella parte, ma che sorprende tantissimo, ma davvero tantissimo, per le sue doti canore. Perfetta l'esecuzione di "Wanted Dead or Alive" dei Bon Jovi, così come quella di "Pour some Sugar on me" dei Def Leppard.







Bravissimo anche Diego Boneta, soprattutto nelle varie "I Wanna Rock" dei Twisted Sisters, "Every Rose has its Thorn" dei Poison e "Don't stop Believing", a fare da canzone da chiusura, che già io amo davvero tanto, dei Journey.


Questo film non si piglia un 10 solo perchè la trama è quanto di meno utile ai fini del film, ma il voto è tutto dovuto alla colonna sonora magistrale e costruita con una ottima logica, per la quale si ringrazia il genio dei gruppi che ce l'hanno regalata, e per le esecuzioni assolutamente sorprendenti degli interpreti in scena. Su tutti, Tom Cruise. E chi lo sapeva che aveva sta voce da rock-star?


Voto: 8+

lunedì 2 luglio 2012

Blue Chips - Basta vincere

Come forse non saprete, tra le tante cose che mi piacciono ce n'è una sopra tutte che è la pallacanestro. Da ormai 6 anni seguo e scrivo nel forum "Basket Connection" e da questa estate inizio a collaborare con il blog correlato Slam Basket, tenendo una rubrica sui film che parlano di pallacanestro. La rubrica, di nome "Film a rimbalzo", viene inaugurata oggi e vi consiglio caldamente se siete interessati di seguire il blog di Slam Basket. Vi riporto la recensione scritta per la rubrica con tanto di introduzione ad essa.


E' estate e chiaramente di pallacanestro giocata si parla davvero poco, anche perchè diversamente dal calcio, gli europei si giocano in anni dispari e la nostra nazionale non è sempre detto che si qualifichi. Inoltre nel basket non siamo inondati di tutte le innumerevoli amichevoli come nel calcio che verranno trasmesse in televisione, ma le poche che verranno fatte, saranno giocate in palazzetti piccoli e semivuoti. Per fortuna che ci sono le Olimpiadi quest'anno, così potremo goderci qualche partita della Spagna o degli Stati Uniti, in maniera totalmente anticonvenzionale, visto che per chi non ha Sky le Olimpiadi sono mandate in maniera ridotta e dubito fortemente ci faranno vedere tanto basket.


Ecco perchè, in mancanza di pallacanestro, quella bella da vedere, bisogna andare a recuperare qualche film, antico o più recente, sull'argomento. Per questo primo episodio della rubrica "Film a rimbalzo" ho deciso di vedermi per la prima volta nella mia vita e di parlarvi di un film a detta di molti imprescindibile, ma che io ho scoperto solo a 21 anni.


USA 1994
Titolo Originale: Blue Chips
Regia: William Friedkin
Cast: Nick Nolte, Mary McDonnel, J.T. Walsh, Ed O'Neill, Alfre Woodard, Bob Cousy, Matt Nover, Shaquille O'Neal, Anfernee "Penny" Hardaway
Genere: Sportivo


La trama in breve: Pete Bell è coach di pallacanestro della squadra dei Dolphins della Western University. Dopo aver chiuso la stagione senza l'accesso ai playoff per la prima volta nella sua storia, Pete trova degli elementi validi per rinforzare la sua squadra, ma per ingaggiarli è combattuto tra il rispettare le severissime regole della NCAA o il fatto di restare per gli anni a venire in una squadra destinata a perdere.


Non sono un grande esperto di NCAA, anzi a dir la verità non l'ho mai seguita nella mia vita, e negli ultimi anni sto anche perdendo un po' troppo di vista la NBA. Per questo motivo non sapevo assolutamente della presenza delle regole di cui parla il film anche se probabilmente, visto che si parla di college, sono regole abbastanza logiche.


Il problema che si pone questo film è l'annoso problema sportivo, che anni e anni e anni fa non si sarebbe mai posto probabilmente, ma ora sembra essere diventato l'unica ragione per fare sport ad un certo livello: è preferibile vincere usando ogni mezzo o continuare a perdere ed essere puliti?


E' chiaro che tra l'altro, in un mondo come quello della NCAA, in cui molti dei giocatori veramente forti sono lì per avere una grande rampa di lancio verso la NBA, il problema potrebbe anche non porsi: vincere è il modo migliore per mettersi in mostra davanti agli innumerevoli scout che ti guardano. Per questo motivo i giocatori protagonisti del film pretendono bei soldoni prima di iscriversi alla Western University, college che nella finzione filmica sta vivendo una grossa crisi cestistica e probabilmente l'appeal, per chi poi punterà a qualcosa di meglio, è piuttosto scarso.


Il nostro allenatore, interpretato tra le altre cose da un bravo, senza infamia e senza lode, Nick Nolte, è il tipico allenatore che se fossi avversario o arbitro (e se un giorno lo diventerò sarò l'uomo più bastardo del pianeta), sarebbe o da prendere a pallonate in faccia (da avversario) o da sbattere fuori dopo 3 minuti di gioco (da arbitro). Bravo nell'interpretare un uomo combattuto tra le sue convinzioni morali e l'odio verso la sconfitta, con una moglie, interpretata da Mary McDonnel, a fargli da consigliera (tra le altre cose assomiglia in modo impressionante a David Coverdale).


Nelle scene di basket si vede un gioco di un buon livello, complici anche le presenze nel cast di Penny Hardaway e Shaquille O'Neal, coloro che nei due anni successivi avrebbero fatto innamorare i tifosi degli Orlando Magic, portandoli ad una finale NBA e ad una finale di Eastern Conference persa contro i Bulls di Michael Jordan.


Nel cast figura anche un Bob Cousy, nel ruolo di Vic, il rettore dell'Università, che avevo faticato a riconoscere se non nel momento in cui piazza una serie impressionante di tiri consecutivi, tirando sia di destro che di sinistro. Comparsata di livello anche per il grandissimo Larry Bird, nel ruolo di se stesso.


Voto: 7,5

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