domenica 30 settembre 2012

Carrie - Lo sguardo di Satana

Altro giro, altra proposta di film horror o thriller da parte di Dario Argento, per la serie "100 pallottole d'Argento", che per me hanno un certo valore, foss'anche semplicemente per il fatto che sono proposte di quel mio genio adorato di Dario Argento.


USA 1976
Titolo Originale: Carrie
Regia: Brian DePalma
Cast: Sissy Spacek, Piper Laurie, Amy Irving, William Katt, Betty Buckley, Nancy Allen, John Travolta, P.J. Soles, Priscilla Pointer, Sidney Lassick
Genere: Horror, Drammatico


La trama in breve: Carrie Whyte è una ragazza molto timida che frequenta l'ultimo anno delle superiori, capace di spostare gli oggetti con la sola forza della mente. Siccome la madre è un'integralista cristiana, ha passato la sua intera vita segregata in casa, motivo per cui ha grosse difficoltà a relazionarsi con le coetanee. Tutte le compagne di classe la odiano, mentre Sue tenta di aiutarla, convincendo il suo ragazzo Tommy Ross ad invitarla al ballo di fine anno.


Questo è il primo film tratto da un racconto di Steven King. Non sono un grande appassionato di Steven King, anzi, non mi piace proprio, visto che dei quattro libri che ho tentato di leggere, ne ho finito uno, mentre gli altri sono stato costretto ad abbandonarli per eccessiva noia. Nonostante questo mio rifiuto verso la sua scrittura i film tratti dai suoi romanzi hanno tutto un altro effetto, basti pensare a "Shining" o a "1408" o a "Il Miglio Verde", che apprezzo moltissimo.


Brian DePalma firma dunque la prima trasposizione cinematografica tratta da un libro di King e lo fa in un modo assolutamente coinvolgente. Mentre il film è probabilmente il primo esempio di "teen movie" in salsa horror, egli riesce a creare, da una situazione abbastanzaq disagevole, un piccolo gioiellino. Non è un horror di quelli che fanno paura, è più un horror da situazione.


L'emarginazione in cui vive Carrie, l'ossessione della madre per la religione Cristiana e la sua paura di peccare, un crocifisso a cui Carrie è costretta a pregare, contribuiscono in maniera decisiva a creare una certa inquietudine. Inoltre, la sua capacità di spostare gli oggetti, che nella prima parte della pellicola si verifica quasi sempre all'improvviso ed apparentemente senza motivo creano alcuni momenti di piccolo spavento.


Ma il vero capolavoro di questo film è secondo me la parte finale, che non vi posso svelare se non avete visto il film, ma che vi assicuro mi ha rapito in una maniera incredibile. Lo sguardo di Carrie, che è probabilmente lo sguardo di Satana a cui allude il titolo, è il vero capolavoro del film. Penso di non aver mai visto uno sguardo così tanto penetrante in vita mia. E' stata di certo la bravura di Sissy Spacek a creare questo sguardo, aiutata anche dal suo viso, che nonostante la sua carineria si presta molto. Uno di quegli sguardi che, ti entra dentro e, nonostante la "mediazione" dello schermo, è destinato a rimanerti dentro.


Da notare anche come la fotografia attenta, diretta dall'italiano Mario Tosi, e le musiche, curate sempre dall'italiano Pino Donaggio, contribuiscano in maniera decisiva a rendere questo film un vero e proprio gioiello. E' comunque un horror degli anni settanta. Non ottiene più lo stesso effette che avrà ottenuto ben 36 anni fa. Ma le mani che lo hanno creato sono delle grandi mani e se la "paura" cambia col passare del tempo, la "bravura" non cambia mai.


Voto: 8,5

sabato 29 settembre 2012

Magic Mike

Non sono diventato gay dopo aver guardato questo film. E' l'unica introduzione che mi sento di fare. Non sono diventato gay dopo aver visto questo film. Ma magari lo ero prima e lo sono tuttora ma non me ne sono ancora reso conto. Perchè escluderlo?


USA 2012
Titolo Originale: Magic Mike
Regia: Steven Soderbergh
Cast: Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matthew McConaughey, Cody Horn, Olivia Munn, Joe Manganiello, Matt Bomer, Adam Rodriguez, Kevin Nash, Gabriel Iglesias, Riley Keough
Genere: Drammatico, Commedia


La trama in breve: Mike Lane è un trentenne che per mantenersi svolge diversi lavoretti: di giorno lava le auto, fa il costruttore, di notte diventa uno spogliarellista del clu Xquisite, sua massima fonte di guadagno. Quando conosce Adam, diciannovenne senza lavoro, Mike deciderà di introdurlo al mondo dello spogliarello, nel quale Adam andrà incontro ad un grande successo.



Il film funziona. Molti erano quasi riusciti a farmelo odiare, ma il film funziona (non mi piacciono particolarmente le cose che diventano presto dei tormentoni assurdi ed apparentemente senza motivo). Per questo il fatto che non mi aspettassi niente da questo film contrapposto al fatto che invece ci ho trovato qualcosa di serio e profondo al suo interno, mi ha obbligato a ricredermi.


Oltre la trama, che va ben oltre il semplice vedere dei corpi nudi (non guardo mai un film apposta perchè c'è la Jessica Alba o la patana di turno che si spoglia, figurarsi se lo facessi per quel gran figone bravo attore che è Channing Tatum) e si concentra soprattutto su un'ottima caratterizzazione di tutti i personaggi principali. E sono solo due quindi questo è doveroso. Apprezzabilissima è anche l'ironia con cui si trattano i protagonisti, per un film che vuole essere serio ma non vuole vedersi sul serio.


Scelta altrettanto azzeccata è quella di far rimanere tutti gli altri ballerini come dei ballerini. Non sappiamo e non vogliamo sapere niente di loro e il film non ci fa sapere niente di loro. Bene, benissimo. Scelta coraggiosa ma assolutamente giusta, sarebbe venuto fuori un mischione incredibile.


Voto: 7

venerdì 28 settembre 2012

Weekend al Cinema! - 28.09.2012

Ecco che, nel mio ultimo weekend prima che ricomincino le lezioni universitarie, arrivano al cinema alcune visioni, più o meno interessanti, per questo weekend cinematografico. Spiccano su tutte "Reality" di Matteo Garrone e "L'era glaciale 4" che si spera seriamente non sia una ciofeca.


Reality di Matteo Garrone.
Vincitore del Gran Prix all'ultimo Festival di Cannes, questo film potrebbe segnare un leggero risollevamento per il cinema italiano, che in questa stagione ha sfornato il peggio del peggio, con registi pressochè sconosciuti e trame quanto mai ripetitive. La storia di uno che vuole entrare al Grande Fratello potrebbe essere una storia di assoluto interesse.


L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva di Steve Martino, Mike Thurmeier.
Dopo l'esilarante terzo capitolo ecco che il brand che si occupa de "L'era glaciale" sforna un altro capitolo, cercando probabilmente di ritornare alle risate di puro gusto fatte col primo capitolo e a quelle comunque sonanti fatte con il terzo. Poi però, sarebbe ora di chiudere la saga.


Elles di Malgoska Szumowska.
Non so se fidarmi o meno di questo film. La trama pare interessante ed alquanto pesante, e proprio per la sua preannunciata probabile pesantezza che non so se fidarmi di questo film. Non conoscendo nemmeno la regista nè alcuno degli interpreti non posso fare affidamento nemmeno su quelli.


Resident Evil: Retribution di Paul W.S. Anderson.
Nonostante mi interessassero sempre discretamente non sono mai riuscito a vedere nemmeno un film della saga di "Resident Evil". Se mi promettono che questo sarà l'ultimo potrei tentare il recuperone impossibile.


Appartamento ad Atene di Ruggero Dipaola.
Altra proposta italiana per questo weekend cinematografico che pare molto ma molto ma molto meno interessante di quell'altra basata sul Grande Fratello. A questo aggiungiamoci il fatto che il cinema in cui vado di solito non lo trasmette e siamo a cavallo (speriamo che trasmetta "Reality" almeno...).


The Five-Year Engagement di Nicholas Stoller.
Le commedie romantiche non fanno per me. Punto. Non sono così tanto disposto ad accostarmi ad una visione del genere. Punto.

giovedì 27 settembre 2012

The Shock Labyrinth

Altra proposta della saga "100 Pallottole d'Argento" passata sui miei schermi consigliata da quel genio che è Dario Argento.


Giappone 2009
Titolo Originale: 戦慄迷宮
Regia: Takashi Shimizu
Cast: Yūya Yagira, Misako Renbutsu, Ryo Katsuji
Genere: Horror, Drammatico


La trama in breve: Un gruppo di giovani con un misterioso passato incontra, dopo dieci anni in cui hanno creduto fosse morta, l'amica Yuki. A seguito di un incidente occorsole, i quattro la portano in un ospedale, che presto si rivelerà essere un inquietante labirinto che li metterà davanti alle loro paure più recondite.


E' molto difficile riuscire a parlare o a scrivere di questo film. Perchè questo film è una mazzata. Di qualsiasi tipo. Sa creare molta ansia in molti frangenti, anche se mai per tutta la sua durata è riuscito a farmi sobbalzare. E' registicamente e fotograficamente ben curato, non gli si può appuntare niente da questo punto di vista.


Ma Shimizu, il regista famosissimo in occidente per la saga di "Ju-On: The Grudge", fa mancare qualcosa in questo suo film, così come secondo me mancava qualcosa ai, seppur carini, "Ju-On". L'idea di fare un horror basandolo sul misteriosissimo passato dei protagonisti e sulle loro paure più recondite (che però in un modo o nell'altro riguardano quel passato che fa loro tanta paura) viene sviluppata attraverso visioni psichedeliche e simbolismi che un occhio normale fatica a capire (e io sono andato a cercare qualcosa su internet, perchè ci ho capito poco).


Sarà forse colpa dei personaggi ai quali non ci si riesce ad accostare nel dovuto modo, sarà perchè si guarda tutta la storia con un certo distacco, sarà perchè questo film, per quanto tecnicamente ben realizzato, non riuscirà mai a entrare dentro di me.


Voto: 5,5

mercoledì 26 settembre 2012

Ribelle - The Brave

Non sono un grande fan della Pixar. Nonostante gli innumerevoli film prodotti, a parte l'assoluto capolavoro che è stato "WALL-E" e i godibilissimi "Monsters & Co." e "Alla ricerca di Nemo", non sono mai riuscito ad apprezzare appieno la produzione della casa cinematografica nata dalla costola della Disney. Eh si, nemmeno con "Toy Story" riuscite a convincermi. Per cui mi accosto a questa nuova produzione con un po' di scetticismo e un po' di prevenzione.


USA 2012
Titolo Originale: Brave
Regia: Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell
Doppiatori Originali: Kelly Macdonald, Julie Fowlis, Julie Walters, Billy Connolly, Emma Thompson, Kevin McKidd, Craig Ferguson, Robbie Coltrane, Steve Purcell, John Ratzenberger
Doppiatori Italiani: Rossa Caputo, Noemi, Arianna Vignoli, Anna Mazzamauro, Ugo Maria Morosi, Emanuela Rossi, Shel Shapiro, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta


La trama in breve: Merida è una principessa scozzese, figlia di Re Fergus e della Regina Elinor. Non le piace dedicarsi ai riti e alle tradizioni del regno, ma preferisce di gran lunga esercitarsi con l'arco. Non volendo scegliere per lei un futuro marito si rivolgerà ad una strega, che le darà una pozione in grado di cambiare il suo destino.


Bisogna ammetterlo: il film ha una partenza folgorante, parte proprio a razzo. Scene divertenti, gag mai scontate ed una trama che pare svilupparsi in un modo assolutamente fantastico. Le gag create dagli sceneggiatori per la prima parte mi hanno fatto pensare che fossimo potenzialmente davanti ad un crack per la Pixar. Risate di gusto proprio, soprattutto nei momenti in cui il protagonista sulla scena era Re Fergus, padre totalmente succube della Regina e che talvolta, proprio come molti uomini fanno, pare assecondarla solo per non crearsi problemi ulteriori.


A questa prima parte assolutamente creativa, veloce, dinamica e divertente, si contrappone la seconda. Era ovvio fin dall'inizio che il film non potesse mantenere un ritmo così per tutta la sua durata, ma non mi sarei mai aspettato un calo del genere. Risate ridotte al lumicino, che quasi sempre poi si trasformano in sorrisetti e non in vere e proprie risate, scene abbastanza prevedibili e scarso interesse mio verso lo sviluppo della trama.


Dal punto di vista tecnico i disegni sono bellissimi, ma su questo non è che ci fosse tanto da discutere, visto che è da sempre il punto di forza della Pixar, e le voci italiane fanno la loro bella figura (tranne Noemi, che è una cantante che generalmente apprezzo, che nelle parti cantate della protagonista non mi ha detto niente di che).


Voto: 6+

martedì 25 settembre 2012

Detachment - Il distacco

USA 2011
Titolo Originale: Detachment
Regia: Tony Kaye
Cast: Adrien Brody, James Caan, Christina Hendricks, Lucy Liu, Marcia Gay Harden, Bryan Cranston, William Petersen, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, Isiah Whitlock Jr.
Genere: Drammatico


La trama in breve: Henry Bates è il supplente di un liceo frequentato da ragazzi non proprio di facile gestione. Inoltre è prigioniero di un passato nel quale da bambino ha "assistito" al suicidio della madre e si prende cura del nonno, che dopo l'evento, ha perso la testa.



La storia che ci vuole raccontare il film è una storia veramente troppo complicara per essere compresa a fondo, non lo è di certo abbastanza per non essere apprezzata. Come può un professore che ha vissuto quello che ha vissuto nella sua vita, riuscire a trasmettere qualcosa di positivo ai suoi alunni.


E' questa la domanda che mi sono posto per praticamente tutta la durata del film e che tuttora mi pervade. Perchè sì, la scuola dove si trova ad insegnare il nostro protagonista non è certo una di quelle scuole per ragazzi che vivono la loro vita senza alcun problema. Posto tra l'altro che tutti nella nostra vita abbiamo dei problemi e che si tratta solo di ammettere a se stessi che ci sono dei problemi più gravi di altri.


A me il protagonista del film non sembra fare una grossa evoluzione. Lui, col suo modo di fare distaccato, sembra volere evitare di provare sentimenti. Ma ce la può fare? Apparentemente no, perchè il suo interesse verso i suoi alunni, ma soprattutto verso una ragazza conosciuta in un autobus mentre si prostituiva, sono entrambi molto sinceri e spontanei. I rapporti che egli ha con queste persone sono bilaterali, entrambi ne devono in qualche modo ottenere giovamento, ma a lui interessa solo dare giovamento.


La tecnica usata dal regista è molto simile all'intervista. Innumerevoli sono gli interventi del professore che parla da solo con la telecamera (e con gli spettatori) di ciò che prova e di come le sue sensazioni sono evolute. Adrien Brody interpreta il suo ruolo in maniera sublime, riuscendo a farsi accompagnare egregiamente da tutto il resto del cast.


Voto: 7+

lunedì 24 settembre 2012

Go On

Go on
(serie tv, stagione 1, ep. 1-3)
Rete Americana: NBC
Creatore: Scott Silveri
Cast: Matthew Perry, Laura Benanti, Julie White, Suzy Nakamura, Tyler James Williams, Brett Gelman, Khary Payton, John Cho
Genere: Sit-com


La trama in breve: Ryan King è un giornalista sportivo. Dopo aver perso la moglie in un incidente stradale viene obbligato dal suo capo ad unirsi ad un gruppo di terapia per l'accettazione del dolore.


Non sono un grandissimo appassionato di sit-com, nè tanto meno di quelli che io tendo a chiamare "show accentratori", in cui un solo personaggio fa da carro da traino per tutti gli altri. Questo fu il caso del più recente Anger Management, che era sì riuscito a farmi ridere ma che col suo essere "accentratore" perdeva molto del suo potenziale non esprimendolo a dovere.



Ora, dopo aver visto i tre episodi mandati in onda di questa serie posso dire che il risultato è qualcosa di più compiuto. Non ancora molto ma le basi sono assolutamente buone e la sua realizzazione nei primi tre episodi è sembrata molto solida. Un approccio alla Scrubs è quello di questa serie, in cui il protagonista si trova immerso tra la serietà della condizione in cui si trova, cercando però di superare il suo dolore in maniera assolutamente esilarante.


Matthew Perry, famoso per il ruolo di Chandler in "Friends, è l'"accentratore" dello show. Qualche riserva la metto tuttora sugli altri personaggi, che però in questi primi epiosodi sembrano accompagnarlo abbastanza bene, cercando anche loro di fare ridere e talvolta riuscendovi.


Voto: 6,5

sabato 22 settembre 2012

Phenomena

E' da inizio Agosto che il canale del Digitale Terrestre Rai Movie propone, ogni Martedì e Giovedì sera, un film thriller o horror con il commento di Dario Argento. L'iniziativa, che si chiama 100 pallottole d'argento, può anche essere vista come pretesto per far vedere e spiegare i suoi film, visto che già in questi due mesi ne sono stati fatti vedere una buona parte. Lo scorso Giovedì era il turno di Phenomena, che non sono riuscito a guardare su Rai Movie, ma che, per fortuna, sono riuscito a trovarlo nell'hard disk.


Italia, Svizzera 1985
Titolo Originale: Phenomena
Regia: Dario Argento
Cast: Jennifer Connelly, Daria Nicolodi, Donald Pleasence, Tanga, Fiore Argento, Dalila Di Lazzaro, Patrick Bauchau, Michele Soavi, Federica Mastroianni, Gaspare Capparoni, Fiorenza Tessari, Fulvio Mingozzi, Mario Donatone, Davide Marotta
Genere: Horror, Thriller


La trama in breve: Jennifer Corvino, mandata dal padre in un collegio in Svizzera, durante un attacco di sonnambulismo assiste casualmente all'omicidio di una ragazza. La ragazza è solo la prima di una serie di vittime che il "mostro" mieterà, e la ragazza, che ha anche una strana empatia con gli insetti, che sembrano amarla in un modo molto particolare.


Prima o poi il mio obiettivo è quello di recuperare uno ad uno tutti i film di Dario Argento. Semplicemente per un motivo, pur avendone vista una piccola parte di essi, mi sono piaciuti tutti tantissimo. Questo film è dichiaratamente il preferito di Dario Argento ma, tra quelli che ho visto, non il mio. Comunque è una visione che merita moltissima attenzione.


Argento è noto per la sua cura dei dettagli, quasi maniacale, le sue inquadrature mirabolanti: nell'introduzione a Suspiria nello stesso programma che sta tenendo su Rai Movie spiega che il suo obiettivo è quello di fare molte inquadrature senza averne mai due uguali. Stratagemma che quasi sicuramente viene usata anche in questa pellicola e che contribuisce in maniera decisiva a creare quel senso di ansia e di tensione che si prova per buona parte della sua durata.


Spenderei anche due paroline sulle musiche: le colonne sonore originali sono firmate dai soliti Goblin, che hanno contribuito e non poco al successo dei film di Dario Argento, ma ci sono due o tre chicche messe nel punto giusto come "Flash of the Steel" degli Iron Maiden e "Locomotive" dei Motorhead.


E se nella protagonista vi sembra di riconoscere qualcuno, ma molto molto più giovane, non vi sbagliate. Presente in "C'era una volta in America" del 1984, questo ruolo da protagonista in Phenomena è stato il lancio della sua carriera, che culmina nel 2001 in un Oscar come miglior attrice non protagonista per "A Beautiful Mind".


Voto: 8,5

venerdì 21 settembre 2012

Weekend al Cinema! - 21.09.2012

Eccoci arrivati ad un altro fine settimana e, come al solito, non può mancare la rubrica sulle uscite che ci attendono al cinema. Se devo proprio essere sincero poche sono le uscite veramente interessanti e , tra le poche, una di queste ho pure già avuto modo di vederla sottotitolata in italiano.


Candidato a sorpresa di Jay Roach.
Commedia "parlamentare" in cui tra i protagonisti figura uno degli attori che negli ultimi anni è riuscito a farmi ridere maggiormente, più di chiunque altro. Questa volta però non vestirà i panni di un fattone idiota ed imbecille, ma di direttore dell'Ufficio del Turismo della Carolina del Nord. Sarà in grado di vestire questi panni per lui inediti o sarà una delusione? Al film l'ardua sentenza.


I bambini di Cold Rock di Pascal Laugier.
Ecco qui il film che ho già visto. E' un thriller più che decente, che ti tiene teso per buona parte della sua durata, ma che secondo me cala inesorabilmente nella parte finale. Una regia sopra la media per un genere ormai abbastanza banale, ma che in questo caso riesce a tirare fuori una pellicola per niente scontata. Leggi la mia recensione.


Magic Mike di Steven Soderbergh.
Il film più atteso nelle sale italiane da una mandria di ragazzine/ragazze inferocite e già inesorabilmente calde per l'evento. Beh, non si possono biasimare, visto che la maggior parte dei casi da questo punto di vista si fanno più film per uomini che per donne. Quindi, lasciamoglielo vedere. Anche se, a quanto detto da alcuni ospiti al Festival del cinema di Locarno, in cui il film è stato presentato in concorso, pare che il film sia molto di più che spogliarelli e corpi seminudi. Lo vedrò il giorno in cui non produrrano più nessun film.


The Words di Brian Klugman, Lee Sternthal.
Questo film mi ricordo dovesse uscire nelle sale almeno un paio di mesi fa, ma poi alla fine pare la sua uscita sia stata rimandata a oggi. Sembrava un film moderatamente interessante e potrebbe, ovviamente, continuare ad esserlo. Potrebbe scapparci una visione risicata, anche se si preannuncia come un film lento e quasi privo di ritmo.


Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni.
Tendenzialmente, essendo ornitofobico, un film diretto da uno che di cognome fa "Piccioni", non lo vedrei mai. Aggiungiamoci poi che è un film italiano. Però, nonostante la sua provenienza, potrebbe rivelarsi un buon film, quanto meno intrigante, anche se parla di un ambiente ormai a me lontano quale è quello del liceo.


Una donna per la vita di Maurizio Casagrande.
Mi sono ripromesso, non so quando in realtà visto che non ne ho mai visto uno, che mai nella vita avrei guardato un film con Maurizio Casagrande. A voi le conclusioni su questo film, in cui non solo "recita" ma vuole anche fare il regista.


Woody di Robert B. Weide.
Documentario su Woody Allen che può essere interessante, soprattutto per gli appassionati del regista. Non sarà certo un film nè una visione imprescindibile.

giovedì 20 settembre 2012

Margin Call

L'avevo già indicato molto tempo fa, in una dei primi appuntamenti con la rubrica settimanale "Weekend al Cinema!", di quanto questo film fosse interessante. Ricordo anche, che uscì nella settimana d'oro in cui uscirono quel capolavoro di "Another Earth" e "Quella casa nel bosco", che attendevo con impazienza ma che mi ha leggermente deluso. Dopo qualche mese mi sono finalmente convinto a vederlo e non ne sono affatto rimasto interdetto.


USA 2011
Titolo Originale: Margin Call
Regia: J.C. Chandor
Cast: Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker, Mary McDonnellm, Demi Moore, Stanley Tucci, Aasif Mandvi, Ashley Williams, Susan Blackwell
Genere: Thriller, Drammatico


La trama in breve: Il film segue le vicende che riguardano gli impiegati di una banca di investimento che nel giro di sole 24 ore vedono materializzarsi davanti ai loro occhi ciò che presagisce il collasso finanziario.


Posto che per me la finanza è un mondo pressochè sconosciuto, riuscire a fare un film che parli in modo chiaro e completo di ciò in cui ci siamo invischiati dal 2007 a questa parte è cosa assai difficile. Riuscire a farlo coinvolgendo anche gli spettatori, o per lo meno io che di finanza non so niente, è impresa ancor più difficile.


Per questo il regista e gli sceneggiatori hanno, in maniera assolutamente azzeccata, puntato sull'approccio in stile thriller al film. Nulla ci viene spiegato all'inizio, tutto è avvolto in una grosse nube di mistero e non si sa se la colpa è di uno, di tanti o che cos'altro. Dunque, per quanto i temi trattati siano abbastanza complicata, l'approccio del regista al film riesce a superare la barriera degli spettatori (tra cui mi ci metto anche io) ignoranti in materia.


Ovviamente oltre all'approccio thriller del film bisogna vedere anche la parte drammatica. Il tracollo finanziario, che inizialmente sembra qualcosa a noi estraneo, colpisce prima di tutti gli impiegati della banca. Che c'entrano o non c'entrano. Ciò che succede dopo non ci viene fatto vedere, ma la partenza di tutto è ben chiara e precisa, grazie anche ad una spiegazione nella fase centrale, che farebbe invidia a migliaia di libri di economia moderni.


La fase finale della pellicola, in cui ormai è tutto deciso, ci fa vedere benissimo come il tracollo si sia materializzato in così poco tempo e come tutto è iniziato. Al film non interessa ciò che avverrà in seguito. Quello è compito nostro.


Il cast, tra cui spiccano un Kevin Spacey abbastanza sopra le righe, un Zachary Quinto (che recentemente abbiamo visto in serie tv come "Heroes" o "American Horror Story" e nela produzione Abramsiana "Star Trek") e Simon Baker, che tutti o quasi conoscono per il ruolo di Patrick Jane nella serie tv "The Mentalist". Un cast in cui ognuno sembra trovarsi a proprio agio e riesce a renderci partecipi di tutta la scala di emozioni provate dai protagonisti.


Voto: 8

mercoledì 19 settembre 2012

The Client List

The Clint List
(serie tv, stagione 1, ep. 1-4)
Rete Americana: Lifetime
Creatore: Jordan Budde
Cast: Jennifer Love Hewitt, Loretta Devine, Naturi Naughton, Kathleen York, Alicia Lagano, Rebecca Field, Colin Egglesfield, Cybill Shepherd
Genere: Drammatico


La trama in breve: Riley è la madre di due bambini che, abbandonata dal marito, trova lavoro in un centro benessere. Un lavoro all'apparenza normale si rivelerà poi essere un lavoro in cui i clienti, tutti uomini, richiedono "servizi extra" alle massaggiatrici. Inizialmente riluttante perchè ancora fedele al marito, Riley dovrà cedere alla cosa per l'estremo bisogno di soldi della sua famiglia.


Oggi vi parlo di una serie tv. Una serie tv che è andata in onda tra Aprile e GIugno scorsi ma i cui sottotitoli stanno arrivando, comunque con cadenza settimanale, solo ora. Per tale motivo, pur essendo la serie già andata in onda nella sua interezza, nella scheda ho "dichiarato" di aver visto solamente 4 episodi.


La serie, ideata da Jordan Budde, prende spunto dal film omonimo, risultando essere in tutto e per tutto una trasposizione televisiva dello stesso film. A firmarne la produzioni c'è, tra gli altri, la protagonista della serie, Jennifer Love-Hewitt, che interpreta il ruolo do Riley.


Perchè guardare una serie così se si è uomini? Nonostante il cast quasi interamente al femminile, che di solito non lascia presagire a serie che un uomo guarderebbe ben volentieri (trame da soap opera, poca azione...) uno dei motivi fondamentali è sicuramente Jennifer Love Hewitt, che interpreta un ruolo più sexy che mai nel fare il lavoro che fa per mantenere i propri figli dopo che è stata abbandonata dal marito.


Perchè guardare una serie così se si è donne? Perchè, pregiudizi a parte, la trama e gli sviluppi della serie non possono fare altro che piacervi, in quanto vengono raccontate principalmente storie di donne e delle loro vite, un po' strane e probabilmente fuori dall'ordinario.


Motivi unisex per guardare questa serie: perchè è davvero ben girata, le trame dei singoli episodi hanno davvero molta presa (è una di quelle serie in cui non guardo mai quanto manca alla fine della puntata) e, ad una trama orizzontale molto molto interessante (che fine ha fatto il marito di Riley? Perchè se ne è andato così misteriosamente?) si aggiungono delle trame di puntata assolutamente non da meno rispetto a quella principale.


Voto: 7+

martedì 18 settembre 2012

Il pescatore di sogni

Regno Unito 2011
Titolo Originale: Salmon fishing in the Yemen
Regia: Lasse Hallström
Cast: Ewan McGregor, Emily Blunt, Kristin Scott Thomas, Amr Waked, Tom Mison, Rachael Stirling, Conleth Hill, Catherine Steadman
Genere: Commedia, Drammatico


La trama in breve: Alfred Jones è un esperto di ittica, contattada da Muhammed, uno sceicco dello Yemen, con la richiesta di introdurre il salmone nelle acque del paese.


Quando ti appresti a guardare un certo film ti fai subito, senza alcuna via di scampo, delle idee. Per me il più delle volte si tratta di pregiudizi che, spesso e volentieri, vengono confermati. Difatti il film non è che abbia una trama interessantissima, ma in un'annata in cui al cinema mandano tre uomini a cui piace guardare gli uccelli (Jack Black, dopo quel capolavoro di "School of Rock", che cavolo mi hai combinato!?!?), ci voleva anche un film sulla pesca del salmone.



E' chiaro che la storia della pesca al salmone, seppur nel film venga trattata con la massima concretezza, in un posto in cui il salmone pare non possa vivere, ma che, con i soldi di uno sceicco, pare che chiunque possa trovare un modo per realizzare la cosa. Così come per rendere il film più interessante non basta un Ewan McGregor che mi è sempre piaciuto ma che ho trovato abbastanza insopportabile in questo ruolo.


Anche perchè è chiaro. Il personaggio interpretato dal buon McGregor, senza i suoi idealismi e le sue poetiche metafore, se gli aggiungete un po' di senso dell'umorismo (poco, abbastanza cinico e apprezzato da pochi), sono io. Ma sono proprio io in tutto e per tutto, ed è forse per questo che odio la caricatura di me fatta dal protagonista di questo film.


Non ce n'è, dopo 45  di pellicola in cui non riesce a dare del "tu" alla donna con cui lavora a strettissimo contatto lo avrei voluto uccidere. E c'è sempre il discorso che "lui" è "me". Ma davvero, non sto scherzando. Lui però crede nella possibilità di un miracolo ed è un inguaribile ottimista quando gli fa comodo (ovvero quando Harriett decide di seguirlo nello Yemen... beh son bravi tutti a cambiare idea e a diventare ottimisti così. E rimane il fatto che quel personaggio sono io!).


In questa "recensione" ho parlato molto di me. Del film non c'è moltissimo da dire. Canovaccio e trama molto classici, film pieno di buoni sentimenti che non offre molti spunti ulteriori al di là del passare un'oretta e mezza in completa spensieratezza. Ed un pochino, forse forse, ci riesce.


Voto: 5,5

lunedì 17 settembre 2012

La talpa

Regno Unito, Francia 2011
Titolo Originale: Thinker, Tailor, Soldier, Spy
Regia: Tomas Alfredson
Cast: Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, Mark Strong, Ciarán Hinds, Benedict Cumberbatch, Toby Jones, John Hurt, David Dencik, Stephen Graham, Simon McBurney, Kathy Burke
Genere: Spionaggio, Thriller


La trama in breve: Il film parla delle indagini all'interno del "Circus" per scovare la talpa, una spia doppiogiochista al soldo dei sovietici, infiltratasi nei servizi segreti britannici e riuscita ad arrivare ai piani alti.



In Italia quando viene nominata "La Talpa", l'appartenente al pubblico televisivo medio si ricorderà quel reality show in cui c'era uno che giocava contro il gruppo ( e tutti, ma proprio tutti, avevano già capito in anticipo che si trattava di Franco Trentalance). Ora, come è ovvio e spero abbiate capito, non vi vorrò parlare di quel programma televisivo, ma del film che è uscito in Italia all'inizio di quest'anno.


Vi confesso che questo film l'ho preso in mano due volte. La prima, non so per quale motivo, forse ero stanco, forse chissà che cosa, dopo venti minuti sono crollato clamorosamente come fossi sotto l'effetto di Rohypnol. E chissà cosa mi hanno fatto nel periodo di tempo in cui ero addormentato. Quindi mi sono ripromesso, un giorno o l'altro, che avrei ripreso in mano questo film. E forse ho capito bene bene chi è stato a darmi il Rohypnol quella sera.


Intendiamoci eh, il film tecnicamente è impeccabile, come ormai le produzioni della Gran Bretagna ci hanno abituato da un po'. Thomas Alfredson, regista della pellicola che avevo già avuto modo di vedere nell'ottimo "Lasciami entrare", ha grande padronanza del mezzo e ci tiene a farlo vedere. Gli interpreti, tra cui spiccano Colin Firth e Gary Oldman, ci offrono delle buonissime prove recitative, ma il film ha qualcosa che lo rende difficile, davvero troppo difficile forse.


Cosa ha che non va questo film? Beh, l'avrete capito dall'introduzione penso. E' immensamente troppo troppo lento. Ok, la lentezza è funzionale al racconto che viene narrato, all'ambiente di spionaggio e al clima noir che si vuole dare all'intera pellicola. Questo è spionaggio vero, non di quelli che ci vengono fatti vedere di solito (007 non lo considero neanche), qui si devono indagare tutte le parti e le controparti, noi dobbiamo vedere tutto e essere al corrente di tutto quello che viene fatto dai protagonisti.


Ecco perchè un film che dal punto di vista tecnico risulta assolutamente una visione quasi imprescindibile, risulta difficile per gli spettatori. Se vi piace lo spionaggio, ma quello vero vero, potete guardarlo. Altrimenti dormirete.


Voto: 5/6

domenica 16 settembre 2012

Prometheus

USA 2012
Titolo Originale: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Cast: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charlize Theron, Idris Elba, Guy Pearce, Logan Marshall-Green, Sean Harris, Rafe Spall, Emun Elliott, Benedict Wong, Patrick Wilson, Kate Dickie
Genere: Fantascienza


La trama in breve: Dopo aver scoperto che in tutte le produzioni artistiche di tutte le più grandi antiche civiltà si nasconde lo stesso messaggio riguardante la nascita dell'Umanità, la nave spaziale Prometheus, con uno staff di dottori, geologi e astronauti, viene mandata in missione su un pianeta lontanissimo, sul quale si ritiene abiti la razza aliena che ha dato origine alla vita sul nostro pianeta.


Il film, che nell'idea originale voleva essere una specie di prequel di Alien, precedente grande successo di Ridley Scott, alla fine, accantonato il progetto di fare un prequel, riesce a creare una storia a sè che non si può certo dire che non sia interessante. Pullulano infatti le teorie secondo cui l'umanità sia stata creata dagli alieni, ma non è certo su questioni religiose o scientifiche che bisogna concentrarsi per poter apprezzare questo film.


L'umanità è stata creata dalla morte di un alieno, che, letteralmente discioltosi all'interno di un corso d'acqua, ha dato origine alla vita sulla Terra. La ricerca di una risposta da parte di alcuni scienziati è il centro del film, che spero appunto non venga bollato come un film "eretico" o quant'altro, e del perchè, una volta arrivati alla meta per ottenerla, la natura pare ribellarsi a loro.


Dal punto di vista della sceneggiatura non è certo nuova come idea, ma è veramente buona la sua realizzazione (d'altronde Ridley Scott si chiama Ridley Scott per un motivo) e alcuni dei suoi personaggi. Sopra tutti il robot interpretato da Michael Fassbender, che quest'anno ha vissuto, almeno per quanto concerne le ritardatarie proiezioni italiane, il suo anno d'oro con "Hunger", "Shame" e questo "Prometheus", che io [SPOILER] nonostante il finale del film paia smentirmi[FINE SPOILER] ho ritenuto e continuo a ritenere un personaggio assolutamente ambiguo. Ciò cozza con la sua incapacità di provare alcun sentimento, ma continua a non quadrarmi qualcosa e spero che il personaggio non venga rimbuonito nel sequel che pare ovvio verrà prodotto.


Tra gli altri personaggi una buonissima Noomi Rapace (che precedentemente avevo visto solo in Smallville, durata per poche puntate), un Logan Marshall-Green che non ritengo e non ho mai ritenuto molto capace (Trey, il fratellone di Ryan Atwood in O.C. vi ricorda qualcosa?) e una Charlize Theron che non brilla particolarmente nel ruolo secondario che le viene affidato.


Voto: 6,5

sabato 15 settembre 2012

Copper

Per la prima serie tv originale firmata BBC America, bisognava per forza di cose partire in maniera quanto meno soddisfacente, per proporsi in futuro come creatore di nuove serie, visto che precedentemente i prodotti che venivano trasmessi sul canale erano esclusivamente di importazione dalla Gran Bretagna. Serie in costume, ambientata nel 1860, a seguito della Guerra Civile Americana, in un quartiere, Five Points, che ormai non esiste più.


Copper
(serie tv, stagione 1, ep. 1-4)
Rete Americana: BBC America
Creatore: Tom Fontana, Will Rokos
Cast: Tom Weston-Jones, Kyle Schmid, Ato Essandoh, Anastasia Griffith, Franka Potente, Kevin Ryan, Tessa Thompson
Genere: Investigativo, Drama


La trama in breve: Kevin Corcoran è un detective, immigrato irlandese negli Stai Uniti, nel quartiere di New York di Five Points, per cercare informazioni sulla scomparsa della moglie e sull'omicidio della figlia.


L'ambientazione retrò, quella di metà '800, non è mai stata tanto accattivante ai miei occhi, tanto che i molti film o telefilm prodotti che fanno riferimento a quell'epoca, non sono mai riusciti ad entusiasmarmi più di tanto. Era ovvio che, prima o poi, avrei trovato l'eccezione, anche se con qualche riserva.


Il cast di esordienti, per questa produzione che viene mandata in onda negli USA su un canale via cavo (anche perchè la maggior parte delle serie in costume di questo tipo viene mandata sulle tv via cavo), risulta abbastanza convincente. Piace molto il ruolo del protagonista, interpretato da Tom Weston-Jones, che, senza fare niente di straordinario dal punto di vista recitativo, riesce ad interpretare un personaggio abbastanza interessante.


La serie ha una fortissima componente verticale nelle trame, che propongono lo schema classico del crimine-indagini-risoluzione del crimine, ma comunque non ci fanno mai dimenticare la trama orizzontale, di cui talvolta ci viene dato qualche boccone, senza mai lasciarla cadere nel dimenticatoio come fanno molte altre serie.


Nei casi di puntata si fanno strada le problematiche legate a quell'epoca. L'odio razziale, i postumi della Guerra di Indipendenza, la presenza di una fortissima stratificazione sociale, in cui i più ricchi sembrano potersi permettere di tutto mentre i meno ricchi stanno alla loro mercè.


Voto: 6/7

venerdì 14 settembre 2012

Weekend al cinema! - 14.09.2012

Ed eccoci qui, pronti per un altro weekend cinematografico con (poche) uscite interessanti, ma comunque molte se se ne calcola la media rispetto alle uscite totali (quando mi imbatto in questi ragionamenti matematici saltate due righe a piè pari, sono (quasi) ingegnere, ho proprio bisogno di farli...). Purtroppo alle due uscite abbastanza interessanti se ne contrappongono quattro che si potrebbe normalmente lasciare passare inosservate, tanto nessuno ne sentirebbe la mancanza. Oggi si segue un ordine ben preciso (che poi è lo stesso seguito dal sito su cui mi informo, ComingSoon, guarda caso), ovvero si parla prima dei film meno interessanti e poi dei più interessanti.


Cosa aspettarsi quando si aspetta di Kirk Jones.
La mia capacità di bollare i film ancora prima di vederli è uno dei miei più grandi difetti, probabilmente. Difetto che mi porta a non voler vedere a priori determinate cose e che potrebbe farmi perdere delle perle. Non me ne frega niente, io questa potenziale perla (non ci credo neanche un po' a quello che ho appena scritto, leggete l'esatto contrario) voglio assolutamente perdermela. Ma proprio assolutamente, nessuno mai mi convincerà a guardare una commedia in cui ci sono Cameron Diaz e Jennifer Lopez. MAI! Senza poi considerare il fatto che saprà assolutamente di già visto, rivisto, stravisto ed anche stra-odiato.


E' stato il figlio di Daniele Ciprì.
In realtà, guardando il trailer e leggendo la trama su "Comingsoon", ancora non ho capito di cosa diavolo parli questo film. Sarà proprio per questo motivo che la cosa non mi interessa minimamente. Tanto ci penserà il mio cinema più vicino a non farmi nemmeno venire in mente di vederlo, visto che mi ci posso giocare qualsiasi cosa, non verrà nemmeno messo in programmazione. Anche se, in realtà, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia appena conclusa, sembra aver riscosso un discreto successo da parte della critica. Quindi, sono combattuto.


Gli equilibristi di Ivano di Matteo.
Ecco qui che passa al cinema la solita storia sulla vita quotidiana degli abitanti del nostro paese. Questa volta, il tema della pellicola è la separazione di una coppia sposata. Protagonista della vicenda interpretato da Valerio Mastrandrea, attore che non mi piace proprio per niente.


Pieta di Kim Ki-duk.
Eccolo qua, il vincitore del Festival del Cinema di Venezia, che, stranamente, viene mandato subito al cinema, senza aspettare qualche annetto come siamo consueti fare qui in Italia. Film assolutamente da vedere, perchè ha vinto un premio importante e anche per i commenti più che positivi che ha ricevuto. Il vincitore di un concorso cinematografico così importante è un film che non bisogna perdere per nulla al mondo.


Prometheus di Ridley Scott.
Il film evento di questa settimana cinematografica, che ho deciso di guardare anticipatamente e di cui, a breve, uscirà la mia recensione. Giusto per anticiparvi qualcosa, quello che nei progetti iniziali del regista voleva essere un prequel di Alien, è stato modificato e reso una storia a sè, che comunque mantiene le stesse basi del precedente capolavoro di Ridley Scott. L'argomento che tratta, tra le altre cose, secondo me è di assoluto interesse e non posso che consigliarvelo. Non aspettatevi niente di eccezionale però!


giovedì 13 settembre 2012

Pirati! Briganti da strapazzo

Gran Bretagna, USA 2012
Titolo Originale: The Pirates! Band of Misfits
Regia: Peter Lord, Jeff Newitt
Doppiatori Originali: Hugh Grant, Salma Hayek, Jeremy Piven, Imelda Staunton, David Tennant, Lenny Henry, Brendan Gleeson, Ashley Jensen, Brian Blessed, Russell Tovey, Martin Freeman
Doppiatori Italiani Christian De Sica, Claudia Catani, Roberto Pedicini, Luciana Littizzetto, Alessandro Quarta, Diego Suarez, Bruno Alessandro, Micaela Incitti, Alessandro Rossi, Corrado Conforti, Fabrizio Vidale
Genere: Animazione


La trama in breve: Per vincere il premio di Pirata dell'anno Capitan Pirata e la sua ciurma, su consiglio di Charles Darwin, viaggiano per Londra, in cui si tiene il premio di "Scienziato dell'anno".



Prodotto dalla Aardman Animation, la stessa casa produttrice del premio Oscar "Wallace & Gromit" e di "Galline in fuga", una nuova brillante avventura d'animazione, realizzata con la tecnologia stop-motion, marchio di fabbricadella Aardman.


Il film d'animazione si rivela fin dall prime battute sopra la media del genere negli ultimi anni. La trama accattivante, la colonna sonora un po' retrò (tra cui figurano i "The Clash" con "London Calling" e i "Ramones" tra i tanti) che riescono a rendere l'intera pellicola qualcosa di più che un cartone animato per bambini.


A contribuire al successo e all'originalità del film non possonocerto mancare il citazionismo di altre pellicole o di personaggi famosi che viene fatto. Esilarante è la scena in cui, alla gara per eleggero le scienziato dell'anno, la scimmia e un appartenente alla ciurma suonano la colonna sonora di "2001: Odissea nello spazio". Per non parlare poi di come è stato realizzato Charles Darwin, che accompagna i nostri eroi per tutta la durata del loro viaggio. Uno scienzato un po' sfigatello, che si fa cruccio del fatto che non ha mai avuto una ragazza per aver dedicato la sua vita alla scienza. Ed ancora una Jane Austen in versione debosciata, che potrebbe non andare giù a qualche fan incallito.


Una pellicola d'animazione originale e davvero simpatica, come non se ne riuscivano a produrre da molto tempo, che riesce ad arrivare a un pubblico di qualsiasi età grazie anche ad una comicità non sempre scontatissima.


Voto: 7,5

mercoledì 12 settembre 2012

Qualche consiglio musicale - Episodio 4

Linkin Park - Living Things
Genere: Rock Elettronico, Alternative Rock
Dopo l'uscita del singolo "Burn it Down" che sta riscuotendo un discreto successo, è arrivato l'album, il quinto in studio per i Linkin Park. Fin dal singolo che ne anticipava la sua uscita, ma anche fin dal quarto album, "A Thousand Suns", si era capito che i Linkin Park sono l'ombra pallidissima di quelli che furono quando uscirono "Hybrid Theory" e "Meteora". Le canzoni di questo album, comunque ascoltabile per la prima metà, mentre nella seconda diventa un manifesto bello e buono alla noia, appaiono senza anima, ma soprattutto senza la cazzimma che contraddistingueva il modo di cantare, urlato ed aggressivo, di Chester Bennington. Un album, questo, fatto di canzoni mediocri e "normali", che perdono l'originalità che aveva contraddistinto il gruppo agli inizi della loro carriera.
Canzone preferita: Burn it Down
Voto: 5


Metric - Synthetica
Genere: Indie Rock, New Wave
Questo album è un'esperienza. Un'esperienza da fare assolutamente? Questo non lo so, ma io l'ho fatta ed è stata un'esperienza bellissima. Io che di solito di una band ascolto con maggiore attenzione il cantante, in questo caso ho dovuto farmi trasportare per tutta la durata del disco dal sound, assolutamente psichedelico, che fa molto uso di sintetizzatori elettronici e strumenti di questo genere. Nonostante tutte le canzoni abbiano ritmi molto schematici e classici, la potenza sta nell'uso oculato ed attento di tutti gli strumenti. Una voce, femminile, non eccezionale, che passa in secondo piano e fa da buon accompagnamento alla componente musicale.
Canzone preferita: Breathing Underwater
Voto: 8


Tragedy - Darker Days Ahead
Genere: Crust Punk
Dite quello che volete, ma il mio primo approccio con questo genere di musica è stato disastroso. Ora, posto che io ho un problema con la gente che canta in growl, ma soprattutto ho un problema molto molto più serio quando non capisco una ceppa di quello che il cantante dice. Probabilmente ci sta un motivo dietro a questo modo di cantare, una chiave di lettura che quasi sicuramente non possiedo, ma non riesco proprio a capirlo. Le canzoni dell'album, tra le altre cose, sono tutte molto simili. Si contraddistinguono tra di loro per i pochi e brevi pezzi in cui il gruppo tenta di dare una melodia a quello che precedentemente sembra solo essere un'accozzaglia di strumenti suonati tutti nello stesso momento.
Canzone preferita: Non me ne è piaciuta particolarmente nessuna
VOto: 3

Quasi amici

Francia 2011
Titolo Originale: Intouchables
Regia: Olivier Nakache, Éric Toledano
Cast: François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaïa Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri, Grégoire Oestermann, Thomas Solivéres
Genere: Commedia, Drammatico

La trama in breve: Philippe, da anni paraplegico, è alla ricerca di un badante personale. Dopo averne visionati parecchi non soddisfacenti, si presenta alla sua porta Driss, immigrato senegalese, solo per farsi firmare la lettera di rifiuto per ottenere il sussidio di disoccupazione. Philippe decide di assumere Driss come badante, che col tempo riuscirà ad abituarsi al suo ruolo e a far vivere una nuova vita al suo datore di lavoro.

Il cinema francese ci offre questa pellicola, da noi uscita agli inizi del 2012, accolta molto positivamente dalla critica e che è riuscita a far commuovere tutta Europa grazie alla sua storia di speranza e di grande interesse umano. La vittoria principale di questo film sta nella scelta del protagonista della vicenda, una vicenda comunque non facilissima che grazie a Omar Sy (vincitore del Premio Cèsar come miglior attore e del premio Lumière per lo stesso merito)  viene vista con un'inconsueta leggerezza ed ilarità.


Grandissimo merito a lui, che, interpretando un personaggio spontaneo, fuori dagli schemi, non senza difficoltà nella vita di tutti i giorni, riesce a rendere gli spettatori partecipi della sua vicenda e del suo amico-datore di lavoro. E' una storia di grande speranza quella di cui ci parla questo film. E' una storia in cui una persona riesce a portare ad un'altra tutta la sua vitalità e a "contagiarla" con il suo sorriso.


Ed è proprio così che accade al personaggio Philippe, ben interpretato François Cruisette, costretto da anni su una sedia a rotelle, avendo perso la sensibilità e la capacità di movimento dal collo in giù. Ottima ed azzeccata anche la colonna sonora, che spazia dalla musica classica, alla disco un po' più moderna, fino ad arrivare ad un bel pezzo jazz.


Un piccolo difetto va nel non aver esplorato a dovere il rapporto tra Philippe e la figlia, lasciato un po' sbrigativamente ad una sgridata perchè lei non rispetta chi lavora nella casa e una delle poche scene importanti in cui è coinvolta ci viene lasciata in sospeso, senza mai indagare più a fondo.


Voto: 7/8

martedì 11 settembre 2012

Una notte da leoni 2

Ho visto e recensito il primo film molto tempo fa, promettendomi di vedere e recensire a breve anche il secondo capitolo. Promessa non mantenuta mi sono ritrovato, praticamente per caso, a vedermi questo film mesi e mesi dopo con alcuni miei amici e il risultato non è stato affatto quello che mi aspettavo.


USA 2011
Titolo Originale: The Hangover: Part II
Regia: Todd Phillips
Cast: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Ed Helms, Ken Jeong, Justin Bartha, Jeffrey Tambor, Paul Giamatti, Jamie Chung, Mason Lee, Sasha Barrese, Bryan Callen, Nick Cassavetes, Mike Tyson
Genere: Commedia


La trama in breve: Dopo due anni dalla notte folle di Las Vegas, Stu sta per sposarsi in Thailandia. Doug, riesce a convincere Stu ad invitare anche Alan al matrimonio, che il gruppo non vede da anni. Due giorni prima delle nozze i due si ritrovano sulla spiaggia a brindare assieme al fratello della sposa, il rampollo della famiglia, e le cose non andranno di certo per il verso giusto...


Perchè questo film non è quello che mi aspettavo? Perchè mi aspettavo una copia sputata del primo capitolo col rischio ovvio che non facesse ridere perchè sapeva tutto di già visto. Ora un po' è così, infatti molte scene vengono riproposte con qualche variante, ma la potenza del film secondo me sta proprio in questo: riuscire a far ridere tantissimo con l'esaltazione folle dell'assurdo.


Il personaggio interpretato da Zach Galifianakis è la vera star del film. E' certamente lui il più idiota di tutti e quello che combinerà i guai maggiori, non rendendosi mai pienamente conto di quale sia la situazione in cui lui e tutto il gruppo si sono appena cacciati.


Dunque, per quanto alcune scene siano praticamente già state viste nel capitolo precedente, il film riesce a mantenere quasi intatta la sua potenza, riuscendo comunque a regalarci alcune scene assolutamente geniali che non mancheranno di farci ridere.


Voto: 7+

lunedì 10 settembre 2012

The Tall Man

USA, Canada 2012
Titolo Originale: The Tall Man
Regia: Pascal Laugier
Cast: Jessica Biel, Jodelle Ferland, Stephen McHattie, Jakob Davies, William B. Davis, Samantha Ferris, Katherine Ramdeen
Genere: Thriller


La trama in breve: A Cold Rock da un po' di tempo i bambini scompaiono misteriosamente senza lasciare alcuna traccia. La colpa di ciò è addossata su un "leggendario" uomo alto, che entra nelle case dei bambini e li rapisce. Julia è un'infermiera che, accortasi della sparizione del figlio ed avendo visto l'uomo alto nella sua stanza, inizia una rincorsa disperata per riprenderselo.


Catalogato probabilmente in maniera erronea sotto il genere horror, questo film si rivela essere un thrillerino che, a dispetto di quanto mi aspettassi prima di vederlo, funziona anche abbastanza discretamente. Posto il fatto che veramente, io a metà film ancora non ci avevo capito niente di quello che era successo e che stava accadendo, posto che, a metà film, sono rimasto a bocca aperta, direi che il film ha abbastanza funzionato.


Eppure, dopo tutta la buona premessa della prima parte, la decisione da parte degli autori di risolvere il mistero già a metà film è un'arma a doppio taglio. Un po' perchè l'interesse cala inevitabilmente, un po' perchè la seconda parte non riesce a dare in maniera esaustiva le risposte che mancano all'appello.


"The Tall Man" rimane una figura, quasi mitologica, che si staglia sullo sfondo di questa vicenda, registicamente ben girata e con una fotografia, soprattutto nelle sequenze iniziali, davvero molto apprezzabile,


Purtroppo il non totale funzionamento della seconda parte lo rende un po' una mezza delusione, viste le buonissime premesse che era riuscito a creare nei primi 45/50 minuti.


Voto: 6+

domenica 9 settembre 2012

Eva

Ringrazio sentitissimamente Cannibal Kid per aver segnalato questo film sul suo blog!


Spagna 2011
Titolo Originale: Eva
Regia: Kike Maìllo
Cast: Daniel Brühl, Marta Etura, Lluís Homar, Alberto Ammann, Claudia Vega, Anne Canovas
Genere: Drammatico, Fantascienza



La trama in breve: Nel 2041 il mondo sarà abitato da macchine, che vivranno assieme a noi. Alex, un ingegnere cibernetico, ritorna dopo 10 anni a Santa Irene, con la missione di costruire un robot che sappia riprodurre e provare le emozioni umane. Il robot sarà un bambino, dell'età di circa dieci anni. Mentre lavora a questo conosce Eva, una bambina (che poco dopo scoprirà essere sua nipote) a dir poco originale, che lui vuole usare come modello per il suo nuovo robot.


"Cosa vedi quando chiudi gli occhi?". Per noi esseri umani questa domanda può essere una delle questioni più metaforiche e poetiche che ci possano venire in mente. Ma, se volete sapere un segreto o se avete un robot per casa, questa domanda, per un robot è mortale. Quindi non pronunciatela mai davanti a un robot nè davanti alla sua variante umana, l'ingegnere.


"Cosa vedi quando chiudi gli occhi?". Io non vedo quasi mai nulla di concreto: il più delle volte mi vengono in mente mgliaia e migliaia di pensieri, a formare un turbine incontrollabile che fa fatica a dissolversi. Per questo mi piace sempre stare con gli occhi ben aperti e chiuderli solo per quel che serve a dormire.


"Cosa vedi quando chiudi gli occhi?". Senza aver chiuso gli occhi ho visto quella che è la nuova frontiera della fantascienza, quella già battuta di recente da Another Earth, che ho adorato in maniera pazzesca. La fantascienza umanistica. Quella che si concentra maggiormente sulle persone e sulle loro emozioni piuttosto che sugli effetti speciali dovuti ad ambientazioni future.


"Cosa vedi quando chiudi gli occhi?". Vedo un film, recitato e diretto in maniera ottima, che è capace di emozionare grazie alle storie dei personaggi che lo compongono. Vedo molte discussioni, sul fatto se sia possibile o no riprodurre artificialmente quello che tuttora ci contraddistingue in questo mondo, l'anima (per chi crede), o non so che altro (per chi non crede).


"Cosa vedete quando chiudete gli occhi?". Guardate questo film. E poi chiudete gli occhi.


Voto: 8

sabato 8 settembre 2012

True Blood - Season Finale: "Save Yourself"

Dopo aver sottovalutato questa serie tv per molti e molti anni (le storie d'amore tra umani e vampiri c'erano già in Twilight e non è che mi accattivassero molto), mi sono deciso a recuperare questa serie tv, nella sua interezza, durante questa estate, periodo migliore per effettuare recuperi storici, soprattutto se per buona parte del periodo estivo sei a casa da solo, con i tuoi compari tutti partiti per altre lande.


Avendo recuperato la serie in relativamente poco tempo ho potuto vedere in maniera più nitida il trend dell'intera serie, che è certamente in discesa, per mille motivi. Di contro non ho fatto bene in tempo ad assimilarne i personaggi (troppi) e tutte le storie secondarie (decisamente troppe).


Questa quinta stagione, vuoi per un motivo o vuoi per l'altro, è stata decisamente la peggiore tra le cinque andate finora. A tratti noiosa, a tratti difficile da seguire per le eccessive, veramente eccessive, storie secondarie, che non fanno altro che distrarre lo spettatore da quella che è la storia principale, i cui protagonisti dovrebbero essere Sookie, Eric e Bill.


Tra i tantissimi altri difetti che ho trovato in questa quinta stagione è la crescita del mio odio verso Sookie e Bill, che già nella prima stagione li trovavo abbastanza insopportabili, portandomi a tifare quasi sempre per Eric, ora, da separati, li trovo ancora peggio.


Ora però, dopo aver parlato un po' dell'intera stagione, è il caso di soffermarsi un po' sul suo finale. Finale che non mi è piaciuto molto a parte una scena, che ho trovato divertentissima, per il semplice motivo che, nonostante la sua totale inutilità, Jason è uno dei miei idoli di questa serie. Uno di quelli che in tutte le cose che affronta si butta con il fare dell'esaltato, atteggiamento che, nella scena in cui è protagonista di questo finale, lo fa risultare assolutamente esilarante.


Per il resto alcune storie sono rimaste in sospeso, come è ovvio per un finale di stagione, mentre altre, secondo me, sono state affrontate in maniera piuttosto superficiale. La storia della Bibbia dei Vampiri non è stata molto accattivante nello sviluppo dell'intera quinta stagione e in me ha fatto molto scemare l'attenzione verso la serie.


Voto alla quinta stagione: 5
Voto al season finale: 5

venerdì 7 settembre 2012

Weekend al Cinema! - 07.09.2012

Eccoci giunti al primo weekend cinematografico di Settembre. Finalmente le uscite al cinema iniziano a riprendere la loro routine, con uscite numerose, ma col rischio di non risultare interessanti. Ormai l'estate sta finendo ("e il tempo se ne va", dicevano i Rigueira) e le uscite cinematografiche rispettano il periodo.


L'intervallo di Leonardo Di Costanzo.
Film presentato nell'ultima mostra del cinema di Venezia, parla di una ragazza che, fatto un torto al capocamorra del quartiere, è costretta a rimanere imprigionata in un edificio con un ragazzo, incaricato di sorvegliarla durante la sua prigionia, in attesa che ella subisca la sua punizione. Un apparente polpettone che però appare interessante, soprattutto per la pesantezza dei temi trattati, che comunque toccano da vicino la popolazione italiana.


Ribelle - The Brave di Mark Andrews.
Nuovo film firmato Disney Pixar, che ha richiesto ben sei anni di lavoro per la sua realizzazione. Dal trailer sembra essere un film abbastanza simpatico e divertente, con protagonista un arciere donna che vuole sfidare i tre potenti Lord del regno, attraverso l'aiuto di una strega, che le concederà di esprimere un desiderio.


Shark 3D di Kimble Rendall.
Io odio i film sugli squali. Compreso il più famoso film sugli squali, "Lo Squalo". Tra parentesi, tutti quelli venuti dopo, sono delle spudorate copie di quel predecessore. Sarà un film splatter allo stato puro che farà sicuramente poca paura, soprattutto in un periodo in cui, fino all'anno prossimo, in ben pochi andranno al mare, e, chi lo vedrà, farà in tempissimo a dimenticarsi di questo film.


Bella Addormentata di Marco Bellocchio.
E' ovvio che questo film non è la riproposizione di una celebre fiaba. Anzi, si parla di una cosa totalmente opposta. Un film corale che vuole parlare dell'eutanasia. Senza sapere nè leggere nè scrivere questo film non mi ispira neanche un po', perchè puzza tanto di moralismo su un argomento troppo difficile da affrontare.


Come non detto di Ivan Silvestrini.
Altro film italiano della settimana che non ispira assolutamente alcuna fiducia. Non saprei assolutamente come commentarlo, solo che di film basati su un ragazzo gay che si vergogna di esserlo e scappa dalla famiglia per non dirlo ai genitori se ne sono già visti fin troppi e questo potevano pure risparmiarselo.


The Bourne Legacy di Tony Gilroy.
Avevo abbastanza mal sopportato "The Bourne Identity", l'unica volta che mi sono addormentato in un cinema in vita mia. Ora dopo due sequel, si tenta questa specie di spin-off, con nuovi protagonisti, ma sempre con lo stesso canovaccio.

giovedì 6 settembre 2012

Music Chart: The Best Tormentons

Nel vecchio post sui peggiori tormentoni dell'estate 2012, che potrete trovare cliccando qui, avevo promesso grosse sorprese. E che grosse sorprese siano, visto che nella lista dei migliori tormentoni estivi non c'è nessuna canzone che appartenga propriamente al mio genere. Ed è anche ovvio, visto che le canzoni che ascolto io non diventano tormentoni (forse per fortuna). Ma ora, godetevi i cinque migliori brani di questa estate!


5° Posto: Simple Plan ft. Sean Paul - Summer Paradise
La canzone estiva per eccellenza, per ritmo e testo. Da una parte i Simple Plan mi sono sempre moderatamente piaciuti, dall'altra ho sempre mal sopportato la musica di Sean Paul e il suo modo di cantare, questione che fa abbassare le quotazioni di questa canzone, ottima secondo me finchè Sean Paul non apre bocca (non consideriamo valida la presentazione iniziale dai...).





4° Posto: Carly Rae Jepsen - Call Me Maybe
Una canzone molto molto godibile, accompagnata da un video simpaticissimo (che nasconde un mistero che per me è rimasto mistero fino a una settimana fa, visto che non avevo mai visto il video). Tra le altre cose questa cantante mi piace abbastanza, penso che recupererò i suoi album in futuro.





3° Posto: Some Nights - Fun
Dopo il successone di We Are Young (anche quella tra le mie canzoni preferite di questo 2012) questa estate ha visto il secondo singolo dei Some Nights, che non si differenzia molto dalla precedente, ma che contiene tutto ciò che me l'ha fatta apprezzare. Canzone azzeccatissima!





2° Posto: Maroon 5 - Payphone
A sorpresa seconda ma fino a metà Agosto per me è stata la prima. Ascoltata a ripetizione per lunghissimo tempo, ho fatto anche un montaggio di foto mettendo in sottofondo questa canzone, per dire quanto mi sia piaciuta. Purtroppo però, oltre ad essere stata scalzata dalla prima, l'album che la accompagna è davvero deludente e l'unica canzone davvero apprezzabile si rivela essere Payphone.





1° Posto: Cesare Cremonini - Il comico (Sai che risate)
Cesare Cremonini ha finalmente messo alle spalle i suoi inizi da ragazzino e ha raggiunto la piena maturità artistica. In questa estate fa uscire una canzone che in tutto, ma proprio tutto, si rivela essere un vero capolavoro. Mi è arrivata tardi, ma ne sono rimasto davvero folgorato. E io raramente rimango folgorato da qualcosa e il testo, assolutamente poetico, è ciò che ha contribuito maggiormente a farmi apprezzare questo brano.




Lockout

Francia 2012
Titolo Originale: Lockout
Regia: Luc Besson
Cast: Guy Pearce, Maggie Grace, Lennie James, Peter Stormare, Vincent Regan, Joseph Gilgun, Jacky Ido
Genere: Thriller, Azione


La trama in breve: 2079. Snow è vittima di una cospirazione che lo condanna alla prigionia per un crimine mai realmente commesso. Nel momento in cui Emilie, la figlia del presidente degli Stati Uniti, si trova in pericolo, a Snow viene offerta la libertà in cambio del salvataggio di lei. Per questo irromperà nella prigione MS One, presa ormai d'assalto dai detenuti, per salvare Emilie.


Di Luc Besson avevo già potuto ammirare giusto un paio di film, che, in confronto alla sua abbastanza vasta produzione non sono nulla, ma che, comunque, sono de miei cult personali. Il primo di questi è Nikita, inserito nel mio giochino "Un film all'anno dalla mia nascita", mentre il secondo è Leon. Poi, il nulla.


Questo film, che vede tra i protagonisti quel Guy Pearce che ho visto in "Memento" e che mi era piaciuto giusto quel tanto che basta, sa un po' di già visto. Belle le scene d'azione e molto bella anche la scenografia fantascientifica da mondo futuristico, ma dal punto di vista della storia non ci sono grosse novità nè grossi colpi di genio da parte degli autori. La storia è comunque lineare e procede liscia dall'inizio alla fine (se il film non mi fosse piaciuto l'aggettivo che userei sarebbe "banale").


Tra gli altri componenti del cast troviamo Maggie Grace, ex Shannon di Lost, che già nella serie tv che l'ha consegnata agli annali non aveva fatto niente se non mettersi con Sahid e morire poche puntate dopo, qui il suo ruolo di figlia del Presidente degli Stati Uniti lo interpreta senza infamia e senza lode. Ruolo secondario invece per Peter Stormare, uno dei miei personaggi preferiti di Prison Break.


Voto: 6+

mercoledì 5 settembre 2012

L'arte di vincere

USA 2011
Titolo Originale: Moneyball
Regia: Bennett Miller
Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt
Genere: Drammatico, Sportivo, Biografico


La trama in breve: Alla fine della Major League del 2001, gli Oakland Athletics, dopo l'eliminazione contro i New York Yankees, hanno perso per scadenza di contratto le loro tre stelle più splendenti. Il General Manager della squadra, Billy Beane, con l'aiuto di Peter Brand, giovane laureato in economia a Yale, che propone alla squadra un modo totalmente rivoluzionario di valutare i giocatori. In questo modo la squadra sarà composta da giocatori sottovalutati da tutti gli altri, a basso costo e con ottime probabilità di ottenere risultati soddisfacenti.



I film sullo sport sono sempre portatori di grandi emozioni. Sarà che lo sport in generale è una cosa che amo, ma le pellicole che riguardano l'argomento non mi hanno mai lasciato totalmente indifferente. E ovviamente parlo di tutti gli sport. E' il caso di questo film, che pur parlando di uno sport che ritengo pallosissimo (da guardare, da giocare penso sia tutta un'altra storia) è riuscito a tenermi attaccato alle vicende dei suoi protagonisti e a farmi provare una certa partecipazione e un certo trasporto.


L'idea che sta alla base di tutta la pellicola è semplice: far vedere agli spettatori che una squadra composta da gente comunemente considerata come "di scarto", possa raggiungere risultati davvero ottimi nel campionato che sta disputando. Ecco che in questo film mi è venuta in mente una sorta di analogia con la mia squadra di calcio del cuore, la Juventus. Una squadra composta da giocatori non comunemente considerati al top nel ruolo (tranne Pirlo e Buffon), che riesce a vincere il campionato contro una squadra attrezzatissima come il Milan.


Analogia che non si può applicare in toto, perchè, differentemente dalla squadra di Baseball degli Oakland Athletics i dirigenti della Juventus ci hanno speso un sacco di soldi per ottenere l'obiettivo. Ma comunque, non siamo qui per parlare di calcio, ma per parlare di un film sul baseball.


Il film oltre a farci vedere quanto detto, ci vuole fare entrare nelle emozioni provate dal GM Billy Beane nel vedere la sua squadra ottenere risultati assolutamente sorprendenti ed apparentemente fuori da ogni logica. E in questo Brad Pitt nel ruolo di protagonista è perfetto. Ora, in un modo o nell'altro ogni ragazzo invidia Brad Pitt, perchè, sempre in un modo o nell'altro, per un certo periodo è stato un termine di paragone per motivi extracinematografici. Superato lo scoglio del "Brad Pitt è l'uomo più figo al mondo uuuhhhh (mani nei capelli and so on)" in cui ti viene voglia di uccidere qualunque esemplare di sesso femminile che ti si para davanti, bisogna ammettere senza alcuna riserva, che Brad Pitt è un grandissimo cazzo di attore. A parte Troy che non mi era piaciuto per niente non riesco a ricordare un suo film in cui la sua prova non sia assolutamente ed inconfutabilmente sopra le righe.


La sua spalla, Jonah Hill, che nell'ultimo periodo si è fatto vedere in un bel po' di ruoli comici, riesce ad addentrarsi in un genere che poche volte, o forse mai, prima d'ora aveva esplorato. Nel ruolo è perfetto, un quasi-nerd che sa tutto sui giocatori più sconosciuti del Baseball, che instaura un grandissimo rapporto, di amicizia oltre che professionale, con il General Manager che lo ha assunto.


Voto: 7,5

martedì 4 settembre 2012

Music Chart: The Worst Tormentons

L'estate è praticamente finita e si è portata con sè un grandissimo numero di tormentoni musicali, alcuni belli, altri incredibilmente brutti, altri non necessariamente e non univocamente brutti ma che a lungo andare sono riusciti a sfracellarmi le palle così tanto da farmeli odiare. Ecco a voi ora la classifica dei tormentoni più brutti dell'estate 2012! E non fatevi ingannare dai miei gusti musicali, cercherò di non essere influenzato dal fatto che la maggior parte della musica in questa classifica non fa proprio parte del mio "genere" (e comunque, fidatevi, avrete grosse sorprese anche dai migliori tormentoni di questa estate!).


5° Posto: Giorgia - Tu mi porti su
Allora, Giorgia secondo me è una grandissima cantante, che apprezzo anche in maniera particolare. E' infatti tra le poche cantanti italiane nel mio iPod e questo vuol dire molto visto quanto io conosca poco la musica italiana (sono una pippa assoluta, lo ammetto). Detto questo, io sta canzone non la digerisco proprio. Non riesco proprio ad ascoltarla senza incazzarmi per quanto una cantante che adoro sia riuscita a scrivere e cantare una canzone che da me riesce soltanto a farsi odiare.





4° Posto: Club Dogo - P.E.S.
Beh oh, questa canzone manco ho voglia di commentarla. Durante le vacanze per andare dal campeggio a Gallipoli o per muoversi per Lecce bisognava prendere un pullman che, puntualmente, ad ogni viaggio, passava sta canzone. Se l'avessi ascoltata una sola volta di più avrei sfasciato la PlayStation all'istante appena tornato a casa. Sono quasi riusciti a rovinarmi PES...





3° Posto: Tacabro - Tacatà
Questa canzone mi sarebbe totalmente passata inosservata se non fosse stata messa dappertutto durante questa estate, anche perchè ormai su certe cose ho messo il filtro. Una melodia talmente ripetitiva da creare noia, basta un ascolto per bollarla subito tra il peggio del peggio di questa estate. Gradino più basso del podio perchè ai primi due posti ci sono due chicche talmente più brutte di questa (e ce ne vuole...)





2° Posto: Gustavo Lima - Balada
"Tche-tche-re-re-tche tche-tche-re-re-tche tche-tche-tche, Gustavo Lima y voce". Come cazzo si fa a non odiare una canzone in cui il testo del ritornello sono dei versi inconsulti, il nome del cantante y voce (che vuol dire "e tu che canti assieme a me"). L'anno prossimo la scrivo io una canzone così e vediamo che cosa ne viene fuori. Anche questa, mandata da ogni parte così tante volte da scatenare istinti omicidi verso CHIUNQUE.





1° Posto: Radio Globo - Pulcino Pio
E vince questa classifica del disonore, scalzando in extremis "Gustavo Lima y Voce". Non bisogna commentare, se non l'avete ancora fatto (beati voi) e proprio volete farlo, ascoltatela e capirete.




Anger Management - Season FInale: "Charlie Gets Romantic"

Ed ecco che alcune delle serie tv che hanno accompagnato questa estate stanno per finire. Tra le tante, dopo il finale di "The Newsroom", che ho già avuto modo di commentare, è arrivato anche il momento per questa sit-com, "capitanata" da un Charlie Sheen non proprio in formissima.


Se dai primi episodi avevo notato che la serie non stava esprimendo tutto il suo potenziale, che se i riferimenti al film da cui si ispira fossero stati più chiari si sarebbe riso molto di più, l'impressione che ho avuto con gli ultimi episodi non è del tutto cambiata.



Siamo andati in crescendo, le migliori cartucce della serie sono state sparate negli ultimi due episodi, in cui la relazione solo "sesso-e-niente-sentimenti" tra Charlie e Kate (entrambi terapisti) inizia a prendere una piega ben precisa e le battute, per lo più fondate sul sarcasmo e sull'ironia, si sprecano ed effettivamente fanno davvero ridere.


La serie ha ed aveva un ottimo potenziale, purtroppo però temo che il livello si sia assestato su queste ultime due puntate e temo non riuscirà a salire più di tanto. Il rischio è solo quello di calare nelle prossime 90 puntate che FX ha già pensato di commissionare.


Un ultima puntata godibile, come l'intera serie, ottima per un periodo di totale svaccamento, ma che non sfrutta appieno tutto il suo potenziale.


Voto al finale di stagione: 6,5

Michael Clarke Duncan



1957 - 2012

lunedì 3 settembre 2012

Dream House

USA, Canada 2011
Titolo Originale: Dream House
Regia: Jim Sheridan
Cast: Daniel Craig, Rachel Weisz, Naomi Watts, Marton Csokas, Claire Geare, Taylor Geare, Rachel G. Fox, Mark Wilson, Jonathan Potts, Lynne Griffin, Elias Koteas, Gregory Smith, Chris Owens, Jane Alexander, Sarah Gadon
Genere: Thriller


La trama in breve: Will Attenton, per fuggire dalla frenesia di New York, decide di trasferirsi in una casa a Morgan Creek, con la moglie e le due figlie. La casa, che all'apparenza sembrava la casa dei loro sogni, ben presto si rivelerà per quello che è, attraverso misteriosi rumori. Presto Will scopre che anni fa è avvenuto un omicidio, in cui un uomo uccise la moglie e le due figlie e, pur proclamatosi innocente, venne ricoverato per cinque anni in un manicomio.


Adoro in maniera molto particolare i thriller psicologici. Perchè? Perchè tendenzialmente sono imprevedibili, ti tengono incollato ai deliri mentali dei protagonisti perchè è l'unico modo per capire qualcosa di quello che sta accadendo o accadrà nel corso della pellicola. Questo... Tutto questo... Non accade in questo film. Il film è prevedibilissimo, è noioso (almeno il titolo è azzeccato, c'è da rendergliene atto) e non ti tiene incollato allo schermo.


Il fatto che si capisca tutto del film solo dopo venti minuti non è comunque l'unico metro di giudizio di cui bisognerebbe tenere conto. Vediamo un po' come si comportano gli interpreti. Daniel Craig non ha mai spiccato in espressività e qui si vedono tutti i suoi difetti recitativi: appare completamente apatico, mentre tutto intorno a lui sta succedendo il finimondo. Non è certo l'emozione più naturale, non credete?


Si comporta bene invece Rachel Weisz, nel ruolo della moglie, così come le due bambine riescono a rendere bene l'atmosfera del film (che io comunque avevo già bollato perchè nella locandina c'è un chiarissimo riferimento a "Shining" e non bisogna mai permettersi di fare riferimenti a "Shining" senza passare sotto la mia ascia).


Però il film è terribilmente noioso, ti fa finire nella "Dream House" già dopo pochissimi minuti.


Voto: 4/5

Recensione Doppia: I Mercenari & I Mercenari 2




In occasione dell'uscita del secondo capitolo della saga dei "I Mercenari" ecco che, eccezionalmente, offro ai miei lettori la possibilità di leggere una recensione doppia, pratica che non mi affascina moltissimo ma che ho deciso di sperimentare. D'altronde, davanti a questo tipo di film, altro non si può fare che SPERIMENTARE, SPERIMENTARE e SPERIMENTARE!!! Il primo capitolo lo vidi nel periodo in cui uscì, mentre per il secondo ho dovuto aspettare di tornare dalle vacanze, perchè usciva proprio il giorno prima che sarei partito e per un motivo o per l'altro non sarei riuscito a vederlo.


Tra le altre cose, durante il viaggio in treno verso la meta delle mie agognate vacanze, col mio gruppetto di amici ci siamo imbattuti in un interessante articolo su "Vanity Fair" (la rivista non era mia, lo giuro!!!) in cui venivano elencati a mo' di statistica tutti i film d'azione a cui hanno preso parte i membri del cast del secondo capitolo, con tanto di conta dei morti e delle esplosioni provocate nei loro film. Se una pellicola, che chiaramente si pone come obiettivo non quello di essere seria, ma quello di esagerare e di farlo assolutamente in maniera voluta, viene sponsorizzata così non ce la si può proprio perdere.


I Mercenari, USA 2010
Titolo Originale: The Expendables
Regia: Sylvester Stallone
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts, Randy Couture, Steve Austin, David Zayas, Terry Crews, Giselle Itié, Charisma Carpenter, Mickey Rourke, Lauren Jones, Gary Daniels, Hank Amos, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger
Genere: Azione


La trama in breve: Barney Ross è il capo di un piccolo gruppo di mercenari, che vivono nell'ombra, eseguendo compiti che nemmeno i servizi segreti ed uccidendo su commissione, nel rispetto dei patti e degli accordi stipulati. La loro missione sarà quella di destituire il dittatore dell'isola di Vilena, un piccolo paesino al largo del Messico, ormai comandato da un ex agente della CIA che intratteneva da tempo loschi traffici nell'isola, appoggiato dal capo dell'esercito locale.


Se siete degli appassionati di cinema e guardate film solo per ricavarne un qualche messaggio, vi prego, non guardate questo film. Finireste per disprezzarlo solamente per il cast ormai composto da qualche vecchietto (Stallone non ce la fa quasi più, Dolph Lundgren è l'ombra di quell'Ivan "io ti spiezzo in due" Drago) e per la totale assenza di qualcosa di simile ad un messaggio. Questo film non deve mandare messaggi. Per dirlo in maniera forse un po' rude, è il capriccio di un vecchietto (Stallone) che non accetta di starsene seduto nella sua villa da 50 mila milioni di dollari a sorseggiare del buon vino (ma secondo me lui beve un sacco di birra, perchè l'uomo vero beve birra) e che decide di fare un film con dei suoi compari, alcuni vecchietti come lui, per ricordare quanto spaccavano i suoi vecchi film.



Ed è proprio con questo spirito che il film va guardato. Le esplosioni, le uccisioni, volutamente esagerate e al limite dello splatter, le scene d'azione assolutamente irrealistiche, che nessuno saprebbe fare se avesse l'età dei protagonisti di questo film, sono lo specchio del volere di Stallone. Esagerare, esagerare e ancora esagerare. Con ironia, assolutamente, senza prendersi sul serio. Perchè va bene tutto, questo film è divertentissimo, ma anche i partecipanti, e si vede, non si prendono affatto sul serio. Deve essere una sorta di festival dell'assurdo, condito da frasi epiche che rinfrancherebbero il morale di chiunque. E questo stesso spirito, di divertimento puro, lo si vedrà anche nel seguito.


E nonostante questo essere volutamente un film fuori dalle righe, lo rende un film assolutamente piacevole, che non subisce momenti di stanchezza o di noia. Ovviamente, se vi piacciono i morti ammazzati e le esplosioni.


Voto: 7+


I Mercenari 2, USA 2012
Titolo Originale: The Expendables 2
Regia: Simon West
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Jean-Claude Van Damme, Chuck Norris, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Terry Crews, Randy Couture, Liam Hemsworth, Charisma Carpenter, Scott Adkins, Yu Nan, Amanda Ooms
Genere: Azione


La trama in breve: SU richiesta di Mr. CHurch, il gruppo di mercenari capitanado da Barney Ross torna in azione, con due nuovi membri al seguito, per eseguire un compito apparentemente facile e poco rischioso. Quando però le cose si complicano e un membro della squadra viene ucciso, i mercenari cercheranno vendetta, tentando di eseguire il loro compito.


Non ho mai trovato facilissime le "maratone". Anche se questa saga ha solo due capitoli, vederli comunque di seguito e tutti di un fiato non mi sembrava, all'inizio, una cosa facile. Devo dire che sono rimasto molto sorpreso dalle mie capacità e, soprattutto, dalla capacità di questo film di intrattenere, dal primo minuto del primo capitolo, all'ultimo del secondo.



Mai un momento di stanchezza o di noia pervade lo spettatore, complice anche l'assoluta amplificazione di tutto ciò che ha reso il primo film assolutamente godibile. Le frasi epiche vengono sparate a raffica, Chuck Norris fa una comparsata in cui narra uno dei suoi "facts", che lo hanno reso celebre in tutto il globo, Stallone talvolta sembra parlare al pubblico.


Esagerazione è la parola chiave di questo film. Nient'altro, non c'è niente da trasmettere, se non il voler ancora da parte dei protagonisti, alcuni dei quali ormai tra la cinquantina e la sessantina, provare il brivido dell'adrenalina. Divertirsi esplorando un genere cinematografico per il quale di certo non saranno mai dimenticati.


Voto: 7,5


 

 

 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...