mercoledì 31 ottobre 2012

Alcuni validissimi motivi per scatenare i propri istinti omicidi

Questo post non è un post strettamente cinematografico, anche se nasce dopo la serata di ieri passata al cinema a vedere Ted (per la seconda volta, la prima volta l'ho visto in inglese, ma siccome ieri c'era l'offerta film a 3 euro ho approfittato per portarci i miei amici).


Ora, io non sono un purista del silenzio assoluto nelle sale cinematografiche, tanto che quando guardo anche un film serio un qualche commentino mi scappa sempre, cercando sempre però di mantenermi nei limiti dell'educazione e del buon gusto. Ora, vedendo un film come Ted è normale che dei commenti scappino, è normale che ci sia del rumore fragoroso in sala per le risate.


Poi, sfiga vuole, che quando vai al cinema ti becchi sempre costantemente le peggio persone che ti si possano sedere di fianco, dietro, davanti, dappertutto. Persone per le quali mi chiedo tuttora se ci siano delle eccezioni sulla illegalità dell'omicidio in Italia. Ma son disposto anche a farmi giustizia da solo eh, non c'è problema!


Vi riporto ora alcune frasi dei personaggi pessimi che mi sono trovato di fianco e dietro ieri sera al cinema, con situazione del film in cui si sono presentate. Da qui in poi, se qualcuno non avesse ancora visto Ted ci potrebbero essere degli spoiler, quindi, nel caso, smettete di leggere.


Prima che inizi il film
Commento: "Dopo sto film mi verrà sicuro una voglia matta di farmi una canna"
Beh, detto da una persona che nella sua vita, ne sono quasi sicuro, il massimo della trasgressione sarà stato vedere un film vietato ai minori di 14 anni alla tenera età di 13 anni e undici mesi. In quel momento, avendo già visto in precedenza il film, mi era appena venuta voglia di spoilerargli ogni cazzo di battuta!


John apre il pacco di Natale in cui troverà Ted
Commento: "Gli hanno regalato Ted!"
No, in realtà io pensavo che gli avrebbero regalato un pony o un videogioco e se fosse stato così mi sarei fatto delle domande sull'aver sbagliato o meno la sala del cinema. D'altronde il titolo del film "Ted" non si rifà al nome del protagonista, ma è stato dato a caso perchè sembrava che con un titolo così il film potesse funzionare ed attirare gente.


Entra in scena Mila Kunis, che interpreta la fidanzata di John
Commento: CHE GNOCCA!
Ammetto di averlo fatto anche io questo commento, mantenendo comunque un certo decoro. Ma quando odi così spudoratamente delle persone ti darebbero fastidio anche se ti dessero 20 euro senza motivo.


Mila Kunis sta per ricucire Ted, che si era spezzato a metà
Commento: "Adesso lo cuce!"
Guarda, in una commedia del genere se c'è una cosa che proprio non mi aspetto è che il protagonista muoia, quindi probabilmente l'unico modo che mi verrebbe in mente per far tornare in vita un orsetto di peluche spezzato a metà è quello di ricucirlo. E poi, se non lo hai notato, sto guardando anche io il film, quindi non ho bisogno che tu mi faccia la telecronaca di quello che sta succedendo o sta per succedere. E, tra parentesi, io il film lo avevo già visto, quindi come aggravante hai il fatto che mi stai facendo sapere una cosa che già so e che sto per vedere per la seconda volta.

lunedì 29 ottobre 2012

Arrow

Arrow
(serie tv, stagione 1, ep. 1-3)
Rete Americana: The CW
Creatore Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg
Cast: Stephen Amell, Colin Donnell, Katie Cassidy, David Ramsey, Willa Holland, Jamey Sheridan, Susanna Thompson, Paul Blackthorne
Genere: Azione


La trama in breve: Oliver Quinn è un miliardario che, sopravvissuto ad un naufragio e dopo aver vissuto per cinque anni in un'isola deserta, torna a casa con l'intento di combattere il crimine, nei panni dell'eroe "notturno" Arrow (Freccia Verde in italiano).


E così, anni dopo la fine delle avventure di Superman, che con Smallville ci aveva presentato il personaggio di Arrow come un buon comprimario, ecco una serie interamente dedicata a lui. E' chiaro che un'idea del genere, che arriva dopo una serie che ci aveva abbastanza stracciato i maroni per ben dieci anni, può essere accolta con estremo scetticismo. Ma qui arriva la bella sorpresa. Intanto la decisione di tagliare completamente i ponti con il personaggio presentatoci nella vecchia serie, creandone uno con un volto nuovo e soprattutto presentandolo partendo dall'inizio.



Ed è così che grazie ad un episodio pilota assolutamente ben girato, sopra la media rispetto agli standard della rete su cui viene trasmesso, abbiamo un buonissimo protagonista, interpretato abbastanza bene da Stephen Amell, e dei buoni cattivi da combattere. E' chiaro che l'inizio punti prevalentemente sulla creazione di una trama piuttosto verticale, ma già qualche assaggio di trama orizzontale, che poi è quella che tiene attaccati allo schermo, ci è stato dato.


Come per ogni serie della CW che si rispetti ci vuole il sentimentalismo. Perchè in una rete guardata prevalentemente da un pubblico giovane c'è bisogno di mettere un po' di sentimentalismo a quanto pare (ho da poco compiuto 22 anni, sono giovane, ma non ne sento assolutamente il bisogno, però mi adatto a quello che vogliono i network). Ed è per questo che ci viene in aiuto la bella, secondo la mia opinione bellissima Katie Cassidy (per chi ha seguito "Supernatural", la Ruby bionda vi dice qualcosa?) in versione moretta. Che si, è un'attrice assolutamente anonima, ma mi dà comunque un motivo in più per continuare a guardare la serie (nonostante il guardare qualcosa solo perchè c'è l'attrice gnocca è una pratica che schifo nel profondo).


Nulla di nuovo come serie, ma riesce a coinvolgere fin da subito grazie a buone scene d'azione condite da rivedibili parti sentimentali. Comunque per ora una serie buona.


Voto: 6,5

domenica 28 ottobre 2012

Domenica Cult - "Nightmare - Dal profondo della notte"

Giunti all'ormai consueto appuntamento domenicale con il cinema di culto, ecco che oggi vi presento, oltre che un mio cult personale, un film che è diventato un cult generazionale e che ha saputo far innamorare milioni e milioni di spettatori, grazie soprattutto al suo personaggio principale, quel Freddy Krueger entrato ormai nell'immaginario collettivo come uomo dell'incubo.


USA 1984
Titolo Originale: A Nightmare on Elm Street
Regia: Wes Craven
Cast: Heather Langenkamp, Robert Englund, Amanda Wyss, Johnny Depp, John Saxon, Nick Corri, Charles Fleischer, Ronee Blakley, Joseph Whipp, Lin Shaye, Joe Unger, Mimi Meyer-Craven, Jack Shea, Ed Call, Sandy Lipton
Genere: Horror


La trama in breve: Tina Gray, una studentessa, è da tempo vittima di terribili incubi in cui un uomo con un maglione a strisce rosse e verdi e degli artigli lunghissimi la perseguita. Presto si renderà conto che questi sogni sono fin troppo reali per essere dei comuni e normali sogni.


Nel cinema horror/slasher ci sono tre capisaldi che non possono essere sottovalutati, tre capisaldi in cui il protagonista assoluto è un serial killer che, in un modo o nell'altro, uccide sempre un gruppo di ragazzi tutti più o meno in età da liceo. Il predecessonre Michael Myers, protagonista della saga di "Halloween", e le sue due costole Jason Voorhees della saga di "Venerdì 13" e Freddy Krueger di "Nightmare". Dei tre io preferisco senza ombra di dubbio il terzo.


Mentre i primi due tendono ad essere degli spietati killer, minimamente soprannaturali solo per il fatto che sono praticamente impossibili da uccidere, con il terzo viene inserito l'elemento paranormale sul fatto che Freddy può operare solo nei sogni delle sue vittime. Elemento paranormale che, tra i tre personaggi, è quello che lo rende anche il più terrificante.


In un film entrato nel mito appunto per il suo personaggio principale, interpretato da un Robert Englund, in un ruolo che lo rese così famoso da farlo associare direttamente al personaggio che egli interpretò. Nel primo film della saga abbiamo anche uno degli esordi cinematografici di Johnny Depp, protagonista di una delle scene più famose dell'intera saga, la cui fortunatissima carriera successiva è anche figli del ruolo da lui interpretato.


Wes Craven, regista di questo primo episodio della saga, non ha più partecipato a nessun altro capitolo se non al terzo come sceneggiatore e non come regista. Nei sei film che compongono l'intera saga di veri e propri capolavori secondo me non ce ne sono, tanto che dopo il primo, ovviamente il mio preferito, il secondo è abbastanza vergognoso e noioso, il terzo è uno dei più validi sequel, poi si cade nell'aver fatto diventare il personaggio di Freddy una macchietta quasi comica. Se nei primi episodi l'ironia che contraddistingueva il personaggio era un buon diversivo, alla lunga l'esagerazione nel voler ottenere l'effetto comico ha reso il personaggio una macchietta. Per questo, pur consigliando a chi non l'avesse mai fatto di vedersi tutta la saga, se proprio non volete farlo, guardatevi almeno i primi tre.


Voto: 8

venerdì 26 ottobre 2012

Paura

Ero convinto che questo film, horror italiano dei fratelli Manetti, avrebbe potuto soddisfarmi. Invece, a dispetto del titolo, del trailer assolutamente invitante e di moltissime altre cose questo film non fa assolutamente paura. Ma neanche un po', anzi.


Italia 2012
Titolo Originale: Paura
Regia: Manetti Bros
Cast: Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio
Genere: Horror, Thriller


La trama in breve: Marco, Giovanni e Ale sono tre giovani ragazzi di Roma che, venuti in possesso delle chiavi della lussuosa villa del marchese Lanzi, decidono di passare lì il weekend in assenza del padrone di casa. A causa di un guasto all'auto, il marchese è costretto a tornare in anticipo alla villa e, mentre i tre tentano di scappare, uno di loro scopre una inquietante verità: il marchese tiene una ragazza prigioniera in una stanza della villa.


Pochi commenti da fare su questo film, sinceramente. Non fa paura assolutamente, ma questo lo ho già detto, a dispetto di quanto dice il titolo. Anzi, un bel po' di paura ne fa, ma non nel senso che pensate. Fa proprio abbastanza pena come film. Un film che vuole tentare di imitare le atmosfere argentiane nei momenti di pura tensione ma, per un motivo o per l'altro, non ce la fa assolutamente.


Infatti, se la colonna sonora costituisce un contributo abbastanza decente nel creare tensione (non è affatto una colonna sonora buona, ma comunque non è da buttare in toto), quella poca che viene creata viene fatta scemare completamente dalla recitazione letteralmente da cani dei suoi protagonisti.


Gli attori che interpretano i tre ragazzi sono abbastanza sconosciuti, uno solo dei tre, Domenico Diele, che interpreta Ale, avevo già avuto modo di vederlo in "ACAB - All Cops are Bastards" e devo dire che lì si era comportato abbastanza bene. Qui un disastro eppure non è il più irritante della combriccola. Mentre Claudio Di Biagio interpreta un personaggio pressocchè inutile, la peggiore prestazione è quella di Lorenzo Pedrotti, che non fa altro che ripetere ossessivamente le stesse due o tre battute, recitandole anche malissimo.


Voto: 4

giovedì 25 ottobre 2012

Weekend al Cinema! - 25.10.2012

Ormai l'appuntamento del Giovedì con le uscite cinematografiche mi ha preso e sta riuscendo ad entrarmi nel cervello che i film al cinema non escono più di Venerdì, ma di Giovedì. Sono ormai quattro settimane che questo accade e questa è la prima volta che me ne ricordo con largo anticipo e non all'ultimo momento. Settimana piuttosto scialba quella che si prospetta, nonostante l'uscita di un possibile capolavoro.


Amour di Michael Haneke.
Il vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival del cinema di Cannes, arriva oggi in Italia. La trama, che racconta l'amore tra due anziani, potrebbe sembrare molto molto difficile e infatti, proprio per questo motivo ammetto che questa sarà una visione per palati fini che probabilmente non mi entusiasmerà più di tanto. Possibile capolavoro, comunque, che verrà mandato in onda da quattro/cinque sale in tutta Italia e che per noi figli del multisala sarà impossibile godere.


Io e te di Bernardo Bertolucci.
Primo dei due film italiani della settimana proposti, questo "Io e te", firmato da un regista che nella sua carriera ha firmato comunque dei successi di calibro internazionale come "Ultimo tango a Parigi" e "Novecento". Certo, nei suoi grandi capolavori aveva a disposizione attori del calibro di Marlon Brando e Robert De Niro, in questa occasione gli tocca fare i conti con Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco. Vi chiederete: "e chi sono?". Beh, non disperate, me lo sto chiedendo anche io...


Le belve di Oliver Stone.
Non conosco molto la produzione di Oliver Stone. Guardando la sua filmografia vedo però nomi altisonanti, di film che comunque, anche solo per fama, si conoscono pur non avendoli visti. Dunque, a parte il gasante "Ogni maledetta Domenica", non sono molto avvezzo ai suoi film nè tanto meno ferrato sull'argomento. Questo "Le bleve" però mi ispira abbastanza e penso che farò in modo di non perdermelo.


The Possession di Ole Bornedal.
Ormai prima di guardare un horror guardo se tra i produttori, sceneggiatori, addetti alle luci, spazzini del film figura il nome "Oren Peli", dato che LO ODIO. In questo horror il suo nome non figura e comunque non mi ispira. Una visione horrorifica a ridosso di Halloween però ci sta e può attirare molto pubblico, quindi penso che, prima o poi, una visioncina ci scapperà. Nel cast tra l'altro figura quel Jeffrey Dean Morgan che abbiamo già visto nelle prime due stagioni di Supernatural, la cui carriera cinematografica non è mai decollata e probabilmente non decollerà mai.


Viva l'Italia di Massimiliano Bruno.
Ecco la seconda proposta italiana di questa settimana, solita commediola classica e banale con magari anche qualche intento satirico. Dopo aver visto il brillante a metà "Candidato a sorpresa", anche se questo film non c'entra molto con la trama dell'altro, mi verrebbe da dire: "Cosa ci proviamo a fare... Non siamo capaci!".

mercoledì 24 ottobre 2012

Cogan - Killing Them Softly

USA 2012
Titolo Originale: Killing Them Softly
Regia: Andrew Dominik
Cast: Brad Pitt, Richard Jenkins, James Gandolfini, Ray Liotta, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn, Sam Shepard, Vincent Curatola, Slaine, Bella Heathcote, Linara Washington, Garret Dillahunt
Genere: Azione, Thriller


La trama in breve: Jackie Cogan è un malvivente assoldato dalla mafia per trovare i colpevoli di una rapina messa in atto durante una partita segreta di poker a cui partecipavano solo elementi di spicco della malavita, torvando chi ha commesso il furto e riportando la refurtiva all'organizzazione criminale.


Attendendo l'ucita di questo film da un po' di settimane, con l'attesa si fa in tempo a farsi qualche idea sul film e quasi sempre le mie idee, se il film mi ispira molta fiducia, sono abbastanza esaltatrici. E mi dispiace dire che questo film mi ha abbastanza deluso. Deluso non tanto perchè il film non sia fatto bene, anzi, la confezione è abbastanza carina, però non aggiunge niente di nuovo e mi ha alla lunga abbastanza annoiato.


La trama infatti è stata già vista, esplorata e battuta a raffica, anche se tuttora nel genere riescono ad uscire delle perle come il recente "Killer Joe". Questa non lo è, semplicemente per un motivo. Si prende troppo sul serio. Cosa che non faceva "Killer Joe". Inizio a capire il perchè i critici lo abbiano massacrato in patria e all'ultimo festival di Cannes non abbia riscosso tutto questo successo.


Ora, il massacro della critica non è che ci stia completamente. Il film comunque non è da prendere e buttare in toto. Le interpretazioni dei protagonisti mi sono parse abbastanza buone, Brad Pitt è a suo agio in ogni ruolo che interpreta e il cast sembra aiutarlo abbastanza.


Voto: 5,5

martedì 23 ottobre 2012

Il cavaliere oscuro - Il ritorno

Con considerevole ritardo sono riuscito finalmente a guardarmi il film evento dell'anno, la conclusione della saga de "Il cavaliere oscuro", inaugurata da Chritopher Nolan nel 2005 con "Batman Begins" e proseguita nel 2008 con il capolavoro "Il cavaliere oscuro", con la spettacolare interpretazione del Joker da parte del compianto Heath Ledger. Ora ripercorriamo brevemente i due capitoli precedenti.


Batman Begins
Devo dire che quando lo vidi per la prima volta non mi impressionò particolarmente, ma riguardandolo un paio di volte sono abbastanza riuscito a rivalutarlo. Continuo a ritenerlo, visto anche l'ultimo episodio, il "peggiore" dei tre. Apprezzo moltissimo le atmosfere dark e come Nolan ha saputo rendere i personaggi principali, non mi ha invece particolarmente entusiasmato la trama.
Voto: 7-


Il cavaliere oscuro
Questo è stato decisamente il film che mi ha fatto innamorare della saga. Rimangono le atmosfere, la trama stavolta prende di più, grazie soprattutto alla straordinaria, veramente straordinaria, interpretazione del Joker da parte di Heath Ledger. Un film che è stato, grazie al suo personaggio principale (e guai a chi mi viene a dire che in quel film il personaggio principale fu Batman), l'esaltazione dell'anarchia, dell'imprevedibile, dell'essere fuori da ogni schema, grazie soprattutto ad uno sviluppo della storia e ad un finale fuori dagli schemi.
Voto: 9


USA 2012
Titolo Originale: The Dark Knight Rises
Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Anne Hathaway, Tom Hardy, Michael Caine, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Gary Oldman, Morgan Freeman, Nestor Carbonell, Liam Neeson, Cillian Murphy, Matthew Modine, Alon Aboutboul, Josh Pence, Juno Temple, Ben Mendelsohn, Daniel Sunjata, Burn Gorman, Josh Stewart, Tomas Arana, Tom Conti, William Devane, Christopher Judge
Genere: Azione, Supereroi


La trama in breve: Otto anni dopo gli eventi narrati ne "Il cavaliere oscuro", Gotham City, grazie al decreto Dent, visto dall'intera popolazione come un eroe, sta vivendo un periodo di pace. Batman è scomparso dalla circolazione, e Bruce Wayne assieme a lui. Il commissario Gordon, che si sente in colpa per aver coperto la verità su Harvey Dent, sta preparando un discorso per rivelarla alla popolazione. Durante una missione però viene rapito dallo spietato Bane, che nel giro di poco tempo inizierà a terrorizzare Gotham.


L'atto finale di questa grande saga, che ha raccolto miliono e milioni di spettatori in tutto il mondo è, secondo il mio personalissimo parere, un passo indietro rispetto al suo secondo capitolo. Difficile era confermarsi sui suoi livelli e ancora più difficile trovare un cattivo all'altezza di colui che mi fece letteralmente innamorare. Bane in fondo lo ritengo un buon cattivo, purtroppo a causa del suo volto coperto è difficile valutarne l'interpretazione di Tom Hardy, così come c'è da spararsi (oppure da sparargli) per come Filippo Timi, il suo doppiatore italiano, ha reso la voce del suo personaggio.


Tutto molto convenzionale, seguendo uno schema classico che viene battuto in tutti i più grandi colossal. La confezione, come in ogni film firmato Nolan, è assolutamente perfetta, forse forse il film dura un po' troppo (ed è secondo me uno dei difetti insiti nel regista, anche se in molti film la durata è necessaria, qui probabilmente si poteva farne a meno). La decisione di inserire molti personaggi e di dare un'importanza molto maggiore al detective Blake, interpretato dal perfetto Joseph-Gordon Levitt, può aver pagato da un certo punto di vista, mentre dall'altro può aver creato confusione.


La critica mossa da qualcuno è che il film stravolge la storia del fumetto. Io dico questo: non ho letto il fumetto, ma anche se lo avessi fatto non mi sarei aspettato di certo assoluta fedeltà. Le trasposizioni cinematografiche hanno esigenze ben precise e qualche scelta va compiuta già a livello di sceneggiatura. In ogni caso la storia narrata, pur stravolgendo il fumetto (non so se sia vero o meno), funziona eccome.


Un ultima considerazione sul protagonista Christian Bale. E' un attore che adoro, e lo adoro veramente tanto, mi è piaciuto praticamente in tutti i suoi ruoli precedenti (mi manca American Psycho, che dicono sia il meglio da lui raggiunto). Un'interpretazione ottima in tutti i tre film della saga, che lo consegnerà di certo alla storia.


Voto: 7,5

lunedì 22 ottobre 2012

Killer Joe

USA 2011
Titolo Originale: Killer Joe
Regia: William Friedkin
Cast: Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon, Juno Temple
Genere: Drammatico


La trama in breve: Chris, giovane spacciatore, deve trovare una grossa somma di denaro per saldare un debito, motivo per cui decidere di uccidere la madre e di incassare i soldi della sua assicurazione sulla vita. D'accordo con il padre e la sorella, decide di ingaggiare il poliziotto Joe Cooper, Killer Joe, che arrotonda lo stipendio facendo il sicario. Volendo Joe il pagamento anticipato, Chris e il padre decidono di dargli in custodia come caparra sessuale la sorella Dottie.



In realtà non avevo bene idea di cosa aspettarmi da questo film. Mi sono fidato sulla base della nota bravura del regista William Friedkin, divenuto famoso per l'impressionante "L'esorcista" e "Il braccio violento della legge" e che, successivamente, qualche perla è stato comunque capace di regalarcela, risultando anticonvenzionale rispetto a quello che il cinema gli imponeva rischiando di non soddisfare il botteghino (che poi è il peggior indice per valutare un film per quanto mi riguarda).


Ed è così che fa Friedkin, racimolando un cast di volti noti e meno noti, per altri meriti, come Matthew McConaughey ha scaldato migliaia di ragazzine nell'ultimo periodo grazie al successo di "Magic Mike" e grazie alle sue commedie romantiche, o come Hirsch che invece è molto più versatile dal punto di vista del genere anche se di vere perle ne ha regalate ben poche secondo me, fino a Juno Temple, che oltre ad essere incredibilmente patana riesce a interpretare bene un bel po' di ruoli.


Il film che ne viene fuori è un qualcosa che riesce a trasportarti dall'inizio alla fine. Ci riesce attraverso un ritmo mediamente lento che talvolta si presta ad accelerazioni pazzesche. Ci riesce grazie a buonissime interpretazioni, come quella di McCounaghey, che è riuscita a farmi innamorare del suo personaggio. Un misto di apatia e spietatezza da killer (Joe), valorizzata dalle espressioni quasi monotone del suo viso e perchè no, anche dal doppiatore italiano, Francesco Prando, che gli conferisce la giusta tonalità vocale.


Voto: 8

domenica 21 ottobre 2012

Domenica Cult - "The Truman Show"

Secondo episodio della mia personalissima rubrica domenicale riguardo il cinema "di culto", che parla di quei film che o, nel bene o nel male, hanno fatto la storia del cinema, o che, nel corso degli anni e di ripetute visioni da parte degli appassionati sono riusciti a raccogliere una ampissima schiera di fan al seguito. E' il caso del film che vi voglio proporre questa settimana, un film che fondamentalmente ha il merito, sopra tutti, di non darsi all'eccesso e alla banalità, ma di essere basato su un'idea. Una sola, semplice idea.


USA 1998
Titolo Originale: The Truman Show
Regia: Peter Weir
Cast: Jim Carrey, Laura Linney, Noah Emmerich, Ed Harris, Natascha McElhone, Holland Taylor, Brian Delate, Peter Krause, Blair Slater, Paul Giamatti
Genere: Drammatico


La trama in breve: Truman Burbank è da anni, fin dalla sua nascita praticamente, inconsapevole protagonista di uno show televisivo che tiene incollati allo schermo più di un miliardo di telespettatori in tutto il mondo. Ogni persona che lui incontra nella sua vita è un attore, facente parte di un cast accuratamente selezionato per far sì che la sua vita appaia il più normale possibile. Iniziando a sentirsi controllato, Truman inizia a insospettirsi e cercherà una via d'uscita dalla situazione in cui è immerso.



Questo film, nato proprio nel periodo in cui iniziavano a fiorire i primi reality show che ora impazzano nelle nostre televisioni e alcuni dei quali (soprattutto quelli lunghi come il "Grande Fratello", "L'Isola dei Famosi" e compagnia cantante) sono sempre meno reality. L'idea che la vita di un uomo possa essere un grandissimo, enorme e di grandissimo successo, show televisivo. Uno show in cui la vita di tutti, ma proprio tutti è controllata, di cui il protagonista è totalmente ignaro e tutte le persone con cui egli è in contatto sono "finte".


Un'idea assolutamente originale, che prende sicuramente le orme da "1984" di Orwell e che, grazie a un'interpretazione assolutamente di livello di Jim Carrey, riesce a diventare una perla del cinema contemporaneo. Jim Carrey, tra l'altro, in quel periodo conosciuto praticamente come attore esclusivamente comico, per la prima volta viene messo alla prova in un ruolo drammatico e i risultati sono stati davvero buoni.


In un film che riesce in poco tempo ad esplorare atmosfere di diversi generi, da quella della commedia, a quella drammatica, fino ad arrivare addirittura al thriller, nei momenti in cui al protagonista iniziano a venire i primi dubbi sulla reale consistenza della sua vita. Una visione amara di quello che da lì a poco sarebbe diventato un fenomeno mondiale, capace addirittura di controllare la vita delle persone.


Le interpretazioni riguardo a questa pellicola possono essere molteplici, le ho lette ieri su wikipedia (beh io la mia interpretazione ve l'ho data, le altre possibili potete anche andarvele a leggere). La più curiosa però secondo me è quella religiosa che vede l'intero cammino di Truman come un cammino verso l'illuminazione. Interpretazione curiosa quanto in realtà possibile, non essendo questo un film "univoco".


Voto: 8,5

sabato 20 ottobre 2012

Chained

Ora, ben due giorni dopo aver visto questo film, mi sto ancora chiedendo cosa mi abbia spinto a vederlo. Forse, come lascia ben intendere il titolo, sono stato incatenato e, così come Alex DeLarge in "Arancia Meccanica", mi hanno tenuto gli occhi aperti con uno di quei cosi che non so neanche come si chiama, costringendomi a guardare questo film? Se è successo tutto questo non me lo ricordo, probabilmente però il motivo è semplice. Non è affatto andata così... Purtroppo questo film l'ho guardato di mia spontanea volontà.


USA 2012
Titolo Originale: Chained
Regia: Jennifer Chambers Lynch
Cast: Vincent D'Onofrio, Eamon Farren, Evan Bird, Julia Ormond, Sarah Fittler, Conor Leslie, Jake Weber, Gina Philips
Genere: Thriller, Drammatico


La trama in breve: Dopo essere stati al cinema, Tim, bambino di nove anni, e la madre, si imbattono in un tassista pazzo, che, portatili nella sua abitazione, uccide la madre di Tim e lo costringe a vivere con lui. Quello della madre non sarà il primo omicidio a cui assisterà Tim, la sua prigionia durerà per anni.



Posto che ho guardato questo film anche con un discreto interesse, nel senso che alla fine della fiera non mi ha neanche annoiato, però dopo poche scene, già ne avevo capito la portata. Sin dalla recitazione altamente odiosa di Vincent D'Onofrio (oh, caro "Palla di Lardo" di Full Metal Jacket, dove diavolo sei finito??? Perchè mi hai fatto un film così???) e quella di Eamon Farren (chi è, vi chiederete. Risposta: non lo so!).


Sin dalla escalation di inutile violenza fino al tentativo di spiegarla con i traumi passati del protagonista, sino al tentativo di portare Tim a compiere le sue stesse malefatte. Questo film non è riuscito proprio per niente a dirmi qualcosa. Vuole mantenere atmosfere horror pur non essendo un horror, vuole diventare qualcosa di psicologico fallendo miseramente. Questo film, di preciso, dove voleva arrivare???


Voto: 4

giovedì 18 ottobre 2012

Weekend al Cinema! - 18.10.2012

Come ogni Venerdì Giovedì (penso sarà difficile per me abituarmi a questa novità), ecco il nostro consueto appuntamento con le uscite cinematografiche della settimana, commentate preventivamente e basate quasi esclusivamente sui miei pregiudizi cinematografici. Settimana assolutamente poco interessante, a parte giusto un paio di uscite, una delle quali massacrata brutalmente dalla critica Americana, ma che comunque non lascerò passare inosservata.


Cogan - Killing them Softly di Andrew Dominik.
Massacrato e bastonato in lungo e in largo dalla critica statunitente, questo film, tratto da una crime novel a fumetti, sembra essere sotto ogni punto di vista l'uscita della settimana. Tutto passa dall'interpretazione che Brad Pitt saprà offrirci nel ruolo del killer maledetto, apparente antagonista di tutta la storia. Brad Pitt è una certezza ai miei occhi, tutto il resto no, ma l'interesse è molto alto.


Gladiatori di Roma di Iginio Straffi.
Sarà, ma io da un film d'animazione di questo tipo, per giunta italiano, per giunta doppiato anche da Belen Rodriguez (che se chiudesse la bocca una volta per tutte mi starebbe simpatica anche solo per le innegabili doti fisiche), non mi ispira nemmeno un minimo di fiducia. Negli ultimi anni non siamo più stati capaci di fare film che rimanessero. Qualche film carino è uscito, ma a memoria d'uomo me ne sono rimasti nel cuore veramente pochi. Ora che ci diamo anche all'animazione, uno dei generi più complicati, sarà la nostra rovina.


Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini.
Secondo film italiano in uscita questa settimana. Il cast è di quelli considerati nel nostro paese, di alto livello. Manca giusto Favino per completare l'opera. Scherzi a parte (Favino mi piace veramente però, tutti gli appartenenti al cast di questo film nemmeno un po'), film evitabile in quanto solita commedia di cui ne vediamo fin troppe nell'ultimo periodo.


Il matrimonio che vorrei di David Frankel.
Il matrimonio che vorrei... non vede Meryl Streep tra gli invitati. Nonostante di film in cui lei è protagonista ne abbia visti veramente pochi, mi sono rotto le palle solo a sentirla nominare. E' dappertutto sta donna, basta, basta, basta!


Le migliori cose del mondo di Laìs Bodanzky.
Questo può essere un film interessante. Una specie di film di formazione in cui viene narrata una storia assolutamente normale e comune. Spesso è da questo che nascono le cose migliori, staremo a vedere.


The Wedding Party di Leslye Headland.
"Una notte da leoni" in salsa femminile? Sarà sicuramente più scialbo, visto che uno dei maggiori luoghi comuni sulle donne è che non abbiano il minimo senso dell'umorismo. Accogliendo nel mio cuore questo immenso pregiudizio dico che comunque, visto il cast, il film si può rivelare molto molto interessante. Posto però che le donne non hanno senso dell'umorismo.


P.S.: l'ultima cosa scritta ha chiaro intento ironico e provocatore, figlio di un'immagine che mi sono costruito nella vita reale per amplificare l'ironia di alcune mie battute ma che tutti sanno essere finta, ovvero quella del maschilista. Commenti di donne/ragazze infuriate per la mia battuta saranno comunque ben accetti. Ma dimostreranno il fatto che le donne non hanno senso dell'umorismo.

mercoledì 17 ottobre 2012

Candidato a sorpresa

USA 2012
Titolo Originale: The Champaign
Regia: Jay Roach
Cast: Will Ferrell, Zach Galifianakis, Jason Sudeikis, Sarah Baker, Dylan McDermott, Dan Aykroyd, John Lithgow
Genere: Commedia


La trama in breve: Cam Brady è un onorevole che, a pochi giorni dall'elezione, commette una gaffe imperdonabile. Per questo motivo una coppia di ultra milionari decide di tramargli contro, spingendo a candidarsi contro di lui l'ingenuo Marty Huggins.


Sulla trama di questo film c'è poco da dire, vista la sua semplicità. Spesso dalle cose che si presentano semplicissime e lineari ne escono le cose migliori e, vista la presentazione di cui godeva questo film era il caso di dargli una possibilità. La presentazione di cui parlo si basa soprattutto sui due protagonisti, assoluti accentratori dello spettacolo, due uomini che nel giro di poco tempo sono diventati degli attori comici quasi di culto.



Il primo, Will Ferrel, purtroppo non ho mai avuto occasione di conoscerlo e di approfondirlo bene, mentre il secondo, Zach Galifianakis, sulle scene da molto meno tempo del collega, è riuscito, con poche ma riuscitissime e spassosissime interpretazioni, a diventare uno dei miei attori comici preferiti, grazie soprattutto alla saga di "Una notte da leoni" e a "Parto col folle".


In questo film i due per la prima volta si trovano assieme e il risultato, dal punto di vista della risata, è assolutamente buono. Entrambi marciano sui loro personaggi più riusciti, soprattutto Galifianakis, col suo personaggio goffo, strambo e impacciato, riuscendo a creare inequivocabili situazioni comiche. L'inizio è scoppiettante. Satira politica a manetta, luoghi comuni sulla politica statunitense lanciati con assoluta ironia e schiettezza.


Peccato che in seguito il film si perda un po' troppo nella ricerca della risata facile e nella demenzialità, proprio nel momento in cui il regista e gli sceneggiatori avrebbero potuto osare qualcosina di più. Un film riuscito a metà ma che comunque riesce nell'intento di far ridere il suo pubblico.


Voto: 6,5

martedì 16 ottobre 2012

Contraband

Dopo essermi preso tre giorni di pausa, non tanto per un motivo particolare, ma più che altro perchè in questi ultimi tre giorni non ho avuto proprio il tempo materiale di guardarmi nemmeno un film, torno a scrivere per voi lettori su una delle uscite estive che vagamente mi sono interessate.


USA, Regno Unito 2012
Titolo Originale: Contraband
Regia: Baltasar Kormàkur
Cast: Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi, J. K. Simmons, Lukas Haas, Caleb Landry Jones, Diego Luna, William Lucking, Robert Wahlberg, Jaqueline Fleming, David O'Hara
Genere: Thriller, Azione


La trama in breve: Chris Farraday è un ex marinaio, licenziato dalla nave in cui lavorava perchè invischiato nel contrabban do di merci illegali a New Orleans. Per proteggere la moglie, i figli e il cognato, è costretto a ritornare alla criminalità, dopo che il cognato per evitare l'arresto ha buttato in mare della merce molto preziosa.


Non sono mai stato e forse non sarò mai un amante dei film di questo genere. Fondamentalmente per un motivo: sono fatti tutti con lo stampino e non offrono quasi mai niente di nuovo. Ed è proprio questo il problema forte di questa pellicola. E' stata fatta anche questa con lo stampino. D'altronde la storia dell'ex criminale, che ormai ha cambiato vita, ma che ritorna in attività per proteggere moglie, figli o altri parenti è una storia già vista.


Già vista la storia, già visto il modo in cui essa viene raccontata. Una storia che cerca di prendere da molti suoi predecessori senza aggiungere niente. Una storia che comunque, in un modo o nell'altro, senza andare tanto oltre il muro del "bello" è riuscita ad intrattenermi. Attraverso una cast in cui figurano Mark Wahlberg, protagonista del recente successo "Ted", Giovanni Ribisi, anche lui alle prese con "Ted", che offrono comunque una buona prestazione e sembrano entrambi tagliati dal sarto per il ruolo che occupano.


Diverso il discorso per Kate Beckinsale. Non l'ho mai ritenuta una brava attrice e qui, come non mai, conferma le mie impressioni su di lei. Il suo ruolo è quanto di più anonimo e piatto ci possa essere. Mentre Ben Foster, il cattivone del film, ci offre una bella prestazione, ma rimango convinto che sia un attore abbastanza sprecato in questo ruolo e possa sicuramente fare di meglio.


Voto: 5,5

venerdì 12 ottobre 2012

La faida

USA, Albania, Danimarca, Italia 2011
Titolo Originale: The Forgiveness of Blood
Regia: Joshua Marston
Cast: Refet Abazi, Tristan Halilaj, Sindi Lacej, Ilire Vinca Celaj
Genere: Drammatico


La trama in breve: Nik è un diciassettenne che frequenta l'ultimo anno delle superiori in Albania col sogno di aprire un Internet Point. La sorella Rudina ha 15 anni e sogna di andare un giorno all'università. Il padre viene a conflitto con un'altra famiglia per questioni di passaggio di proprietà. Ne nasce una lite in cui un uomo viene ucciso, il padre di Nik fugge. Per un'antico codice balcanico, la famiglia del defunto può rivalersi uccidendo un maschio della famiglia rivale. Per tale motivo Nik è costretto in casa tutto il giorno, mentre Rudina sarà costretta ad abbandonare la scuola per occuparsi della famiglia.


Film presentato al Festival del Cinema di Berlino nel 2011 durante il quale ha vinto un Leone d'Argento per la migliore scneggiatura, arrivato in Italia con considerevole ritardo durante la scorsa estate. Il film è molto basato sui dialoghi tra i protagonisti e sulle emozioni che essi provano. La partenza abbastanza a rilento, alleggerita dall'età e dai dialoghi che ne scaturiscono tra i protagonisti più giovani, ci spiega brevemente quale sarà il problema di cui parlerà il film.


Certamente un film di qualità sia dal punto di vista registico sia dal punto di vista degli interpreti. Nella regia regna la semplicità, i movimenti della macchina non sono assurdi e il film comunque non ne ha bisogno. La narrazione scorre abbastanza liscia e gli interpreti si calano tutti alla perfezione nella loro parte.


Si riesce quasi, guardando il film, a sentire il peso della situazione, che più di tutti ricade su Nik e su Rudina, il primo costretto in casa, la seconda costretta a rinunciare ai propri sogni. La ricerca di una scappatoia è quanto a Nik sta più a cuore. Il film è comunque un bel modo per scoprire questa usanza balcanica, basata su un certo campanilismo familiare, che a noi potrebbe sembrare esagerato e quasi crudele (e lo è).


Voto: 7

giovedì 11 ottobre 2012

Weekend al Cinema! - 11.10.2012

Eccoci pronti ad un altro, abbastanza interessante, weekend cinematografico, il secondo dopo il passaggio di tutte le uscite di cartello al Giovedì. Questo weekend ci riserverà un paio di film interessanti, un film molto interessante ma con un'attrice cagna, un filmettino d'azione da non sottovalutare però dal punto di vista della satira politica. Insomma, ce ne è per tutti i gusti!


The Art of Rap di Ice-T.
Ecco che subito si parte con un documentario sul rap. Il rap è un genere che disprezzo abbastanza, quindi non vedo come questo documentario, diretto da un rapper, con un cast di megasuper rapper di spicco, possa interessarmi. Film che tanto, comunque vada, il mio cinema non trasmetterà (ne sono quasi certo), quindi va tutto molto bene!


Iron Sky - Saranno Nazi vostri di Timo Vuorensola.
Film che ho già avuto modo di vedere questa estate. Una action comedy dalla abbastanza brillante ironia riguardo il nazismo e la politica contemporanea. Non mi impressionò particolarmente nel momento in cui lo vidi, soprattutto perchè la trama, a parte i pregi dal punto di vista comico e da film d'azione, faceva acqua da tutte le parti. Comunque un film che può riservare delle perle assolute. Stendiamo un velo pietoso sul vergognoso sottotitolo italiano.
Leggi la mia recensione.


Killer Joe di William Friedkin.
Un film drammatico firmato William Friedkin, il regista di "L'esorcista", film horror che ha terrorizzato mezzo mondo. Non foss'altro per la firma che si porta dietro, questo film è abbastanza interessante, nonostante la trama mi sappia un po' di già visto. Il cast non ho avuto modo di apprezzarlo in film precedenti, non li conosco abbastanza e quindi non posso esprimermi molto su di loro.


On The Road di Walter Salles.
Devo dire che il trailer e le varie pubblicizzazioni mi hanno reso abbastanza interessante questo film, però continuo ad avere grosse, grossissime riserve, quasi enormi, sull'attrice protagonista, una cagna di proporzioni bibliche tale è Kristen Stewart, che a stento è in grado di far spiccicare al suo volto due espressioni facciali diverse.


ParaNorman di Chris Butler, Sam Fell.
Interessantissimo film d'animazione realizzato in stop motion, anche questo pubblicizzato a manetta su tutte le televisioni nazionali e che ha suscitato in me, praticamente da subito, un grandissimo interesse. Sarà sicuramente una visione molto divertente che non mi farò scappare.


Taken: La vendetta di Olivier Megaton.
Ovviamente non ho visto il primo episodio e non penso proprio che vedrò il secondo. Film non evitabile, ma addirittura tralasciabile, da mollare nella più bestiale indifferenza.


Total Recall - Atto di forza di Len Wiseman.
Remake dell'omonimo film, forse uno dei migliori del buon Arnold Schwarzenegger, stavolta con protagonista Colin Farrel, attore che apprezzo moderatamente. La controparte femminile invece non mi fa impazzire: Kate Beckinsale che faticherà a slegarsi dal ruolo di Selene in Underworld e Jessica Biel che non mi ha mai particolarmente convinto delle sue capacità recitative, nonostante il buon film "I bambini di Cold Rock", uscito recentemente.


Tutti i santi giorni di Paolo Virzì.
Nonostante conosca pochissimo sia regista che cast e nonostante il film sia italiano (ultimamente li sto abbastanza bollando quasi esclusivamente per la nazione da cui provengono), questo film mi ispira abbastanza fiducia. Sono certo dedicherò del tempo per visionarlo questa settimana se mi sarà possibile.

mercoledì 10 ottobre 2012

4:44 Last Day on Earth

USA 2011
Titolo Originale: 4:44 Last Day on Earth
Regia: Abel Ferrara
Cast: Willem Dafoe, Shanyn Leigh, Natasha Lyonne, Paul Hipp, Anita Pallenberg, Paz de la Huerta, Pat Kiernan
Genere: Drammatico, Fantascienza


La trama in breve: Una coppia vive l'ultimo giorno di vita sulla Terra in un appartamento. Si, perchè in un giorno ben preciso, ad un ora ben precisa, le 4 e 44, il mondo scomparirà a seguito di una catastrofe tanto improvvisa quanto istantanea e veloce.


Superata la prima scena, una lunghissima scena di sesso, il film inizia a scorrere su dei binari abbastanza interessanti e diventa carino. Ma resta il fatto che volevo smettere di guardarlo durante la prima, lunghissima, scena.


Per il resto il film appartiene a quel filone di fantascienza "umanistica" esplorato in lungo e in largo negli ultimi anni grazie a capolavori come "Melancholia", "Another Earth", "Take Shelter" e "Eva", e ci vuole fare vedere non tanto la catastrofe, che in questo caso non si può evitare e quindi non c'è bisogno di nessun eroe alla Bruce Willis che ci salvi.


Ognuno fa i conti con il destino già scritto a proprio modo. Chi cerca di vivere un ultimo momento con la sua famiglia, chi per non doverci nemmeno pensare si suicida, chi, ancora, spera in un miracolo, o, quanto meno, in una proroga della scadenza. Attraverso inquadrature molto belle ci viene fatto capire tutto tramite anche alcuni flashback e "immagini dal mondo".


Voto: 6,5

martedì 9 ottobre 2012

666 Park Avenue

Attirato dalla trama, abbastanza intrigante per i miei gusti, ma soprattutto attirato dalla presenza di Terry O'Quinn (ex John Locke di Lost) ho atteso questa serie per tutta l'estate e tutto settembre compreso. A quanto pare non vale la stessa cosa per il popolo americano, che non la sta seguendo e questo secondo me è proprio un peccato. La cosa è stranissima perchè la serie viene anticipata da due mega successoni della scorsa stagione come "Once Upon a Time" e "Revenge", non sfruttandone affatto il traino.


666 Park Avenue
(serie tv, stagione 1, ep. 1-2)
Rete Americana: ABC
Creatore: David WIlcox
Cast: Dave Annable, Rachael Taylor, Robert Buckley, Mercedes Masohn, Erik Palladino, Helena Mattsson, Samantha Jade Logan, Vanessa L. Williams, Terry O'Quinn
Genere: Drama, Horror


La trama in breve: Una giovane coppia, appena trasferitasi a New York, viene assunta dall'ambiguo Gavin Loran come responsabile della gestione di un condominio in cui tutti gli abitanti hanno stipulato un patto col Diavolo per soddisfare ogni propria ambizione.


Cosa mi sta piacendo di più di questo show dopo le prime due puntate e cosa invece mi è piaciuto un po' di meno. Mi è piaciuto tanto il fatto che si sappia subito chi è il cattivo della storia, senza girarci troppo intorno. Mi sta piacendo tanto l'alone di mistero che c'è dietro tutta la vicenda. Mi piace abbastanza l'alternanza, soprattutto nel primo episodio, tra le atmosfere da serie horror e quelle da serie trash in stile "Pretty Little Liars" (trash che però, obiettivamente, si è abbastanza nascosto nel secondo episodio). Terry O'Quinn, che nel ruolo del Diavolo secondo me ci sguazza. E anche alla grande!


Cosa invece mi sta piacendo di meno: la tendenza ad esagerare, che per quanto possa essere capace di farti arrivare in alto, può anche essere capace di farti cadere da un momento all'altro. Alcuni elementi del cast, in particolare il protagonista maschile Dave Annable, che mi pare abbastanza anonimo e in balia di tutti gli altri suoi componenti. La scena dell'invasione degli uccelli nella seconda puntata. Sono ornitofobico, mi ha fatto una paura terribile.


Peccato, davvero peccato per gli ascolti, che fanno rischiare la caduta della serie, che secondo me in questi due primi episodi si è rivelata e andando avanti si rivelerà abbastanza solida, ma soprattutto intrigante.


Voto: 7

lunedì 8 ottobre 2012

Big Fish - Le storie di una vita incredibile

USA 2003
Titolo Originale: Big Fish
Regia: Tim Burton
Cast: Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman, Helena Bonham Carter, Robert Guillaume, Marion Cotillard, Matthew McGrory, Miley Cyrus, David Denman, Steve Buscemi, Danny DeVito, Deep Roy, Missi Pyle
Genere: Fantastico, Drammatico


La trama in breve: Edward Bloom è un uomo che ama narrare spesso storie fantastiche e spesso assurde sulla sua vita. Per tale motivo ha perso il rapporto con il figlio, che non apprezza la sua poca sincerità. Tre anni dopo Edward si è ammalato gravemente e il figlio William torna alla casa dei genitori e durante il soggiorno ripercorre tutta la vita del padre, attraverso i suoi racconti.


Il film di Tim Burton, uno dei pochi suoi lavori dalle atmosfere abbastanza felici e spensierate, riesce attraverso una favolistica semplicità a coinvolgere ogni spettatore all'interno della storia raccontata. La storia che viene raccontata, il cui protagonista è un bravissimo Ewan McGregor, è una storia che cerca anche di incoraggiare a seguire le proprie ambizioni.


Ma alla fine, è più bello raccontare fatti reali della propria vita o cercare, anche fosse solo per intrattenere, di romanzarli, in modo da renderli più piacevoli. Probabilmente è proprio questa la domanda che ci viene posta alla fine del film attraverso un finale che è nient'altro che l'apoteosi di questa domanda.


Tra i protagonisti spicca anche una bravissima Jessica Lange, in un ruolo che appare poco sulla scena, ma che si rivelerà fondamentale, in un film assolutamente emozionante dall'inizio alla fine. Sinceramente non saprei che altro dire, se non che questo è un film che consiglierei assolutamente.


Voto: 8

domenica 7 ottobre 2012

Domenica Cult - "The Rocky Horror Picture Show"

Visto che nell'ultimo periodo sto guardando quasi sempre film nuovi o appena usciti, ho deciso di iniziare un nuovo filone, ovvero quello dei film cult. Quindi, una volta a settimana, visto che molti dei film nuovi mi stanno deludendo, cercherò di ritornare alle origini, proponendo o dei miei cult personali, o dei film universalmente riconosciuti come cult ma che ancora non erano passati sui miei schermi. E oggi è proprio il turno di un film, "The Rocky Horror Picture Show", che nel 2003 si è posizionato al primo posto nella classifica dei migliori 50 cult movie di sempre e che nel 2011 ha compiuto 30 anni consecutivi di proiezione al cinema "Mexico" di Milano.


Regno Unito, USA 1975
Titolo Originale: The Rocky Horror Picture Show
Regia: Jim Sharman
Cast: Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O'Brien, Patricia Quinn, Nell Campbell, Jonathan Adams, Peter Hinwood, Meat Loaf, Charles Gray, Jeremy Newson, Hilary Labow
Genere: Musical


La trama in breve: Il film ruota intorno alla figura di Frank-N-Further, uno scienziato transessuale che ha da poco creato Rocky, a suo dire l'amante perfetto. La vicenda viene vista con gli occhi di Janet e Brad, una coppia di fidanzati che, a causa di una foratura alle gomme dell'automobile, sono costretti a fermarsi a chiedere aiuto in un castello, nel quale vengono accolti da ambigue figure.


Non è assolutamente facile scrivere di un film che nel bene o nel male (vorrei tanto sapere, nel caso ci fosse, quale sarebbe il male) è entrato nella storia del cinema. Lo è ancora di meno se tu questo film te lo vedi a quasi 22 anni dopo averlo sottovalutato o nemmeno considerato per molto molto tempo. E lo è ancora di meno se quando lo guardi ne rimani completamente rapito e affascinato.


Tutto in questo musical ha contribuito a farlo entrare nella storia del cinema. I suoi personaggi, che comunque si rifanno alla quasi omonima opera teatrale (che se un giorno ricapiterà non me la farò scappare), riescono a farti entrare in modo assolutamente creativo nel loro mondo. Tra tutti il personaggio che mi ha affascinato di più è quello di Riff Raff, ma è più che altro questione di gusti.


Le canzoni, che sono capaci di risuonarti nella testa per tanto tanto tempo. Dico solo che continuo a canticchiarmi quasi ininterrottamente "Time Warp" da Venerdì pomeriggio. Il modo assolutamente irriverente di approcciare alla storia, tramite spinti ed espliciti riferimenti sessuali, che, se riescono a scandalizzare in qualche modo ancora oggi, figurarsi quale effetto fecero 37 anni fa.







Gli interpreti, di primo livello ed alcuni destinati ad entrare, in qualche modo, nella storia del cinema. E' il caso, ad esempio, di Susan Sarandon, la protagonista femminile della storia, che ci fa anche sentire le sue inequivocabili doti canore, soprattutto nella canzone "Touch Me", o di Tim Curry, qui all'esordio in cui interpreta in una maniera perfetta il travestito Frank-N-Further, che negli anni a venire vedremo impegnato in altri film come "Mamma ho perso l'aereo" o in "Caccia a Ottobre rosso"


Voto: 9

sabato 6 ottobre 2012

Cosmopolis

Sono mesi che lo cerco. Da quando è uscito in sala e non ho avuto la possibilità di vederlo sono passati ben cinque mesi, e neanche uno straccio della copia di Cosmopolis su internet. Nemmeno uno. E dopo cinque mesi dalla sua uscita ed essere finalmente riuscito a vederlo posso dire solo una cosa: che grossissima palla delusione.


Canada, Francia, Italia, Portogallo 2012
Titolo Originale: Cosmopolis
Regia: David Cronenberg
Cast: Robert Pattinson, Samantha Morton, Jay Baruchel, Paul Giamatti, Kevin Durand, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric
Genere: Drammatico


La trama in breve: Erick Packer è un giovane rampollo di New York che decide, il giorno della visita del presidente degli Stati Uniti in città, di attraversare l'intera Manhattan per farsi tagliare i capelli dal suo barbiere di fiducia. Durante l'interminabile viaggio i consulenti della sua azienda saliranno a bordo della sua limousine per anticipargli una gravissima crisi finanziaria, mentre in città stanno avvenendo grosse proteste anticapitaliste, durante le quali una persona lo minaccia di morte.


Questo film è stato il mio secondo approccio al cinema firmato Cronenberg. Il mio primo approccio è stato "eXistenz", un film che ho odiato oltre ogni immaginazione, il che mi dava nella testa non pochi pregiudizi. Un giorno o l'altro mi guarderò i suoi due unanimi capolavori come "Videodrome" e "La mosca" e vedremo se il mio odio per lui sarà veramente viscerale.


Per quanto io apprezzi particolarmente il suo modo di costruire la fotografia e le scenografie di questo film, l'ho trovato assolutamente un film senza anima. Capace di annoiarmi a tal punto da voler smettere di vederlo, anche se è una cosa che coi film non andrebbe mai fatta. Per questo, stoico, sono riuscito a farmi forza e a continuare fino alla fine, per vedere che comunque, verso la fine, la vicenda diventa due dita più interessanti. Ma senza esagerare troppo. Soltanto due dita.


Il protagonista della storia, che passa praticamente un'intera giornata in automobile, è Robert Pattinson, il "vampirello-bello-bello" (ma dove obiettivamente?) di "Twilight" che qui una volta di più fa valere la sua totale inespressività. Ok, il suo personaggio è cinico e quasi apatico, pur nascondendo grossissime paure esistenziali, quindi l'inespressività può essere una dote, ma la faccia di cazzo non te la leva comunque nessuno.


Voto: 5

venerdì 5 ottobre 2012

Revolution

Per molte serie che inizio a guardare da zero ritengo che il terzo episodio sia una specie di crocevia. Se al terzo episodio la serie non è riuscita a convincermi anche solo un minimo la mollo. E siccome quest'anno seguo molte nuove serie, voi con me seguirete le mie peripezie telefilmiche, piano piano, man mano che mi viene l'ispirazione per scrivere qualcosa su di esse.


Revolution
(serie tv, stagione 1, ep. 1-3)
Rete Americana: NBC
Creatore: Erik Kripke
Cast: Tracy Spiridakos, Graham Rogers, Billy Burke, Zak Orth, Anna Lise Phillips, Daniella Alonso, J. D. Pardo, Giancarlo Esposito, David Lyons, Tim Guinee, Elizabeth Mitchell
Genere: Fantascienza, Post-apocalittico


La trama in breve: A seguito di un blackout, l'intera Terra si ritrova senza elettricità nè dispositivi elettronici. Quindici anni dopo il blackout il mondo è radicalmente cambiato. I governi sono irrimediabilmente caduti e le persone devono fare affidamento alle proprie abilità per sopravvivere, anche solo per trovare del cibo.


Diciamo che io da questa serie mi aspettavo molto. Per lo meno un qualcosa di accattivante, visto l'argomento che tratta e come sia stata sponsorizzata la serie. Anche perchè il suo ideatore, Erik Kripke, è quel genio che mi ha creato Supernatural, il cui declino è proprio iniziato nel momento del suo abbandono. Dietro ci sta anche un grande nome delle serie tv, tale JJ Abrams, che a capolavori come Lost, Alias e Fringe ha saputo alternare anche irresistibili ciofeche. D'altronde, quando cerchi di mettere il tuo nome dappertutto il rischio di essere incostante c'è.


Dunque, dopo un primo episodio che mi aveva fortemente deluso perchè la serie appariva banale e, soprattutto, non parlava di quello di cui avrebbe dovuto parlare, nel secondo episodio ai miei occhi c'è stata una leggera ripresa. Intanto non mi è venuto sonno guardandolo, ma poi, quanto meno, si è iniziato a parlare in maniera leggermente più seria di questa benedetta elettricità.


Questo, fondamentalmente, è uno dei motivi per cui mi trovo ancora nel limbo nel giudicare questa serie, che è interessante abbastanza ma che rischia, ed il rischio è veramente altissimo, di fare la fine di Alcatraz e Terra Nova (in termini di ascolti invece sembra stia viaggiando decentemente). Non mi ha ancora preso completamente.


Voto: 5 (per ora, avrete mie notizie)

giovedì 4 ottobre 2012

Weekend al Cinema! - 04.10.2012

Come pochi sapranno da questo mese in avanti in Weekend cinematografici saranno più lunghi! Tutte le uscite infatti sono state spostate al giovedì, invece del consueto appuntamento del Venerdì, fondamentalmente per amplificare l'effetto "primo weekend di proiezione" sui film di cartello. Ad ogni modo, seppure ci sia lo spostamento, il film che concentrerà tutta la massa di gente che andrà al cinema è uno e uno solo. Ed anche a ragione, visto che fa veramente pisciarsi addosso dal ridere! In realtà ce ne potrebbe essere un altro, ma io lo odio, pur non avendolo mai visto.


All'ultima spiaggia di Gianluca Ansanelli.
Filmettino italiano basato su un fittizio nuovo reality in cui vincerebbe la persona più disperata d'Italia. Con un cast che fa venire i brividi (e chi li conosce?) e un regista al suo esordio di cui mi fido veramente poco, le premesse per la buona riuscita di questo film non sono assolutamente buone. Se poi bisogna parlare della crisi anche al cinema mi viene la nausea al solo pensiero.


Padroni di casa di Edoardo Gabriellini.
Altra proposta italiana in questo weekend in cui, il sito di Comingsoon per spiegare la trama usa mezza pagina e da lì ancora non ho capito di cosa parla il film. Qui il cast, almeno nei due componenti principali, è già un po' più affidabile (Valerio Mastrandrea ed Elio Germano), mentre il regista ha avuto una piccola carriera da attore in film che non ho proprio mai visto ed è al secondo impegno alla regia.


Un giorno speciale di Francesca Comencini.
Non so cosa dire su questo film, terza ed ultima proposta italiana per questo weekend cinematografico, firmata da una Francesca Comencini che è un nome che mi risuona molto nella testa, ma andando bene a controllare non conosco nessuna delle sue opere precedenti. Nel cast figurano due illustri sconosciuti come Filippo Scicchitano e Giulia Valentini (un momento... Io conosco una Giulia Valentini, ma sono assolutamente certo non sia lei...).


Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard.
Uscita molto interessante della settimana, questo dramma thriller potrebbe rivelarsi davvero una bella visione. Il regista del film, Audiard, che non è al suo esordio in carriera, non lo conosco comunque, così come il cast, non essendo assolutamente ferrato sul cinema francese, anzi. Visione che comunque non mi precluderò.


Step Up 4 Revolution di Scott Speer.
Basta, vi prego, basta fare i film sulla gente che balla l'hip hop, un genere che sono anni che è confinato nelle sue solite quattro mossette e nei suoi soliti luoghi comuni. Basta. Rinnovatevi! Vabbeh, inutile dire che non ho visto il primo, il secondo e il terzo, non trovo nemmeno un motivo valido per vedere il quarto.


Ted di Seth McFarlane.
"Quando arriva il temporale, io lo aspetto qui. Ripeto le parole del mio rimbombamico: vaffanculo! Fammi un bel pippon. Tuono io lo so sei una scoreggia del ciel!"
Oh! Eccoci qua. Dopo mesi e mesi di sponsorizzazione è finalmente arrivato il giorno in cui esce uno dei film più divertenti dell'anno. E non lo dico perchè è stato megasponsorizzato e perchè è del regista dei Griffin, che io adoro. Lo dico perchè questo film l'ho già visto in inglese e, anche se in italiano, dovrete vedervelo pure voi. Risate di gusto assolutamente assicurate con Ted, un orsetto di peluche che... (ma che vi sto a dire la trama che tanto la sapete ormai a memoria). Guardatelo! E me lo riguarderò anche io!
Leggi la mia recensione


mercoledì 3 ottobre 2012

Killer Elite

Gran Bretagna, Australia 2011
Titolo Originale: Killer Elite
Regia: Gary McKendry
Cast: Jason Statham, Clive Owen, Robert De Niro, Dominic Purcell, Aden Young, Yvonne Strahovski, Ben Mendelsohn, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Grant Bowler
Genere: Thriller, Azione


La trama in breve: Danny è un killer che uccide su commissione assieme a Hunter, suo mentore. Stanco della sua professione, Danny si ritira, ma viene richiamato in azione quando scopre che Hunter è tenuto prigioniero dal sultano dell'Oman. Per liberarlo dovrà vendicare la morte dei figli del sultano, uccisi da specialisti della SAS.


Nonostante la trama, la presentazione del film, i protagonisti in gioco, invogliassero davvero molto a guardare con interesse questo action-trhiller, il risultato finale è stato abbastanza deludente. Semplicemente per un motivo: il film non dice assolutamente nulla di nuovo e tutto ciò di cui disponeva McKendry, al suo esordio alla regia, viene mescolato e usato in maniera alquanto discutibile.


In questa storia c'è lo spionaggio, c'è il mistero e c'è l'azione, ma non è capace di coinvolgere nel modo in cui dovrebbe. Ad esempio. Per me una delle più grandi indicazioni di quanto mi piaccia un film è quante volte guardo quanto tempo manca alla fine. Ecco, io l'ho fatto tre volte nei primi quaranta minuti.


Ed è un peccato che un cast così valido, Jason Statham che ormai sta diventando la nuova icona del cinema d'azione, un Robert De Niro che generalmente quando non fa commedie non delude, Dominic Purcell (Burrows in Prison Break), Clive Owen che anche lui generalmente ci sa fare con l'action e la comparsata di Adewale Akinnuoye-Agbaje che tengo a sottolineare in quanto ex Mr. Eko di "Lost".



Per quanto il film riesca a riprendersi un po' nella parte finale, accelerando leggermente i suoi ritmi, il risultato è abbastanza anonimo e deludente. Peccato perchè comunque, nonostante tutto, il film è ben girato. Ma è il modo in cui vengono mischiate le carte a disposizione del regista (attori, trama) che non riesce a prendere.


Voto: 5

martedì 2 ottobre 2012

L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva

USA 2012
Titolo originale: Ice Age 4: Continental Drift
Regia: Steve Martino, Mike Thurmeier
Doppiatori Originali: Ray Romano, John Leguizamo, Denis Leary, Queen Latifah, Seann William Scott, Josh Peck, Chris Wedge, Keke Palmer, Wanda Sykes, Peter Dinklage, Jennifer Lopez, Aziz Ansari
Doppiatori Italiani: Filippo Timi, Claudio Bisio, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, Francesco Pezzulli, Lee Ryan, Isabelle Adriani, Cristina Noci, Francesco Pannofino, Hong-hu Ada Perotti, Riccardo Scarafoni
Genere: Animazione


La trama in breve: Scrat, cercando la sua ghianda, come al solito causa un disastro di proporzioni epiche. A causa di questo disastro, Manny, Sid e Diego vengono separati dalle loro famiglie e dovranno trovare un modo di ricongiungersi, ostacolati dal pericoloso pirata Capitan Sbudella.



Uno dei pregi che è sempre appartenuto alla saga de "L'era Glaciale" è quello che i suoi film partono a razzo, cercando di fare subito molte gag per far divertire il pubblico ed introdurlo nel migliore dei modi alla trama dell'"episodio". In questo caso la partenza è abbastanza a rilento. Subito ci viene spiegato qual è il problema ma non viene fatto con la consueta comicità.


Spenderei due parole sul personaggio della "nonnina" di Sid. Secondo me è stato un personaggio geniale, a tratti veramente esilarante nelle prime battute in cui è presente. Successivamente si perde anche il suo personaggio e viene secondo me sprecato malamente. Cosa che invece non accade per il cattivo "Capitan Sbudella" che funziona abbastanza bene.


Le risate sono però assicurate nelle battute finali del film. Tra una scena di Scrat che è un vero capolavoro a chiudere il film e le parti finali in cui sono impegnati i nostri protagonisti si ride davvero molto.


Voto: 6

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