martedì 24 dicembre 2013

Breaking Bad - Stagione 5

Breaking Bad
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 16
Creatore: Vince Gilligan
Rete Americana: AMC
Rete Italiana: AXN
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Laura Fraser, Jesse Plemons
Genere: Drammatico


La trama in breve: Dopo aver ucciso Gus Fring, Walter White decide di ricominciare l'opera iniziata da Gus, mettendo in piedi una società insieme a Mike e Jesse Pinkman. Il pericolo per lui e la sua famiglia però è dietro l'angolo e l'impero che Walter vuole costruire va incontro ad un inesorabile declino.

Finita. Nel giro di tre mesi sono riuscito per intero a recuperarmi la serie di culto di questi ultimi anni e, devo dire, che non me ne pento affatto. Perchè, fondamentalmente, questa serie è un capolavoro. Perchè entra di diritto a fianco a Lost nel novero delle serie che adoro e adorerò per sempre. Perchè è un'opera ottima sia registicamente sia emozionalmente.

Mi piacerebbe, ad esempio, vedere il bravissimo Vince Gilligan dietro la macchina da presa in un film al cinema prima o poi, perchè questa serie tv è quasi come un grandissimo film, lungo quasi 47 ore (non penso farò mai una maratona guardandomela tutta di seguito), senza alcun cavolo di buco di sceneggiatura. In tutte le serie TV prima o poi arriva quel qualcosa che non ti quadra, quel buco inspiegabile per cui ti dici "perchè è successo ciò??? Vabbeh fa niente, continuiamo a guardare". In questa serie divorata in poco tempo sono pronto a giurare di non essermi mai fatto questa domanda.

Mentre negli USA la quinta stagione è stata divisa in due parti da otto episodi l'uno, io, guardandomela tutta d'un fiato, ho potuto godere di tutto quel crescendo di tensione, del vorticare di emozioni contrastanti nel giro di così poco tempo. Ho potuto godere del declino dell'uomo prima e dell'imperatore della droga poi. E nell'episodio "Ozymandias" si raggiunge il vero culmine della perfezione: così come nel sonetto di Shelley, in cui si parla del declino degli uomini di potere, qui il nostro Walter White vede pian piano sgretolarsi il suo impero, come conseguenza di tutte le sue gesta. E' proprio in questo episodio che la tensione tocca livelli mai raggiunti, per poi disciogliersi e raggiungere la giusta conclusione nei due episodi finali.

Ancora una volta da sottolineare le prove di tutti gli attori del cast: a partire dal Aaron Paul e dal suo personaggio Jesse Pinkman, che riesce a trasmettere il suo senso di inadeguatezza e i suoi sensi di colpa, fino ad arrivare a Dean Norris, nel ruolo di Hank Schrader incorruttibile agente della DEA dai metodi non proprio ortodossi. Passando poi attraverso i due personaggi femminili, Skyler White, interpretata da una bravissima ancora una volta Anna Gunn, impaurita dalle attività del marito, anche lei con grossi conflitti morali nell'animo, e Marie Schrader, interpretata da Betsy Brandt, sorelle e amiche, finchè la verità su Walter non verrà a galla. Menzione anche per il RJ Mitte, il "ragazzo della colazione", fino agli ultimi episodi.

Ma non si può nemmeno passare oltre alla straordinaria interpretazione di Bryan Cranston, che nel cinema ancora non ha sfondato sul serio, ma che in televisione ci sa stare sin dai tempi in cui recitava in "Malcolm" (e il suo era il mio personaggio preferito della serie senza alcun appello!). Io qui esagero, ma in certi frangenti la sua interpretazione mi ha ricordato nientepopodimeno che quella di Jack Nicholson in "Shining". Perfetto per davvero nel suo ruolo.

Voto: 9,5

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