lunedì 2 dicembre 2013

L'alba dei morti dementi (2004)

Regno Unito Francia 2004
Titolo Originale: Shaun of the Dead
Regia: Edgar Wright
Sceneggiatura: Simon Pegg, Edgar Wright
Cast: Simon Pegg, Nick Frost, Kate Ashfield, Dylan Moran, Lucy Davis, Bill Nighy, Peter Serafinowicz, Penelope Wilton, Jessica Stevenson, Jeremy Thompson, Mark Donovan
Durata: 99 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Shaun è un trentenne inglese, che passa la sua vita tra il lavoro di commesso in un negozio di elettrodomestici e le bevute con gli amici al pub. Lasciato dalla sua ragazza, vive assieme ai suoi coinquilini Ed e Pete e, ascoltando le notizie alla radio che parlano dei morti che risorgono dalle tombe, non se ne curano non dando alla notizia troppa importanza. Intanto però il virus zombie inizia a dilagare per Londra.

Dopo aver visto "La fine del mondo", ultimo capitolo uscito durante quest'anno della cosiddetta "Trilogia del Cornetto", mi sono gettato con un po' di ritardo sul suo primo capitolo, perchè i primi due ancora non li avevo visti. Punti in comune della trilogia? Semplicemente il regista, i protagonisti e il fatto che durante il film in un momento qualsiasi uno dei personaggi ordina un cornetto, sempre diverso nei tre film. In questo primo capitolo della trilogia è il turno del cornetto rosso, a rappresentare la vena horror di questo film, nel secondo sarà il cornetto classico blu, essendo "Hot Fuzz" più improntato al poliziesco, mentre il terzo di "La fine del mondo" è un cornetto verde, per la sua vena fantascientifica.

Fatta questa dovuta introduzione nell'aver visto questo film c'è un piccolo vizio di forma, ovvero quello di dover parlare dello stile del regista e degli attori facendo riferimento all'ultimo capitolo della saga e confrontandolo col primo e non al contrario come la logica vorrebbe suggerire. Sperando che questo vizio di forma non mi condizioni più di quanto dovrebbe, devo dire che tra il primo e il terzo film ci ho visto una certa vena per la comicità e per il cazzeggio.

Wright nelle sue storie vuole rappresentare dei personaggi che apparentemente avrebbero molto, moltissimo da chiedere alla vita, ma che si adagiano su quello che hanno. Il problema è che alcuni dei protagonisti hanno poco, mentre altri non hanno proprio niente. Questi personaggi devono durante un certo periodo della loro vita affrontare delle situazioni che si posizionano a metà tra l'inspiegabile e l'assurdo, talmente assurde da non volergli dare alcun peso. Così come è assurda l'apocalisse zombie del primo capitolo, così è altrettanto assurda la fine del mondo del terzo capitolo: due film slegati dal punto di vista della trama, ma che hanno questo punto comune.

E la comicità si basa sostanzialmente sui personaggi che all'inizio cercano di adattarsi all'assurdità, poi, prendendone coscienza e volendola affrontare, lo fanno in modo goffo ed esilarante. Ma d'altronde come si possono affrontare delle situazioni del genere? Non è che una persona le vive tutti i giorni. Anzi, normalmente chi dice di vivere certe situazioni on una certa serietà viene preso per pazzo o per visionario. E nemmeno tanto ingiustificatamente poi.

Voto: 7,5

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