venerdì 29 marzo 2013

Dead Man Down - Il sapore della vendetta

USA 2013
Titolo Originale: Dead Man Down
Regia: Niels Arden Oplev
Cast: Colin Farrell, Noomi Rapace, Dominic Cooper, Terrence Howard, Armand Assante, Isabelle Huppert, Wade Barrett, F. Murray Abraham
Genere: Thriller, Azione


La trama in breve: Victor è il braccio destro di un capomafia di New York in cerca di vendetta per lo sterminio della sua famiglia. Incontra Beatrice, una donna che conosce molto bene il suo passato e che al contempo nasconde un grosso segreto, che gli chiede di uccidere l'uomo che l'ha coinvolta in un incendio, rovinandole per sempre la vita.


I film interessanti di questo 2013, fino ad ora, li ho quasi visti tutti, mentre degli altri non mi interessava praticamente niente. Questo appartiene alla seconda categoria, ma in maniera moderata, nel senso che comunque lo avevo tenuto in considerazione per una visione, ma non lo ho mai ritenuto una cosa imprescindibile. Se avessi il tempo di guardarmi "Django Unchained", che è l'unica grossa cartuccia che mi manca di questo inizio anno, magari potrei parlare di qualcosa di più serio.



Invece questa storia non è che sia brutta, non è neanche che sia fatta male, anzi il regista, che è la prima volta che lo sento nominare, ma ho scoperto essere il regista di "Uomini che odiano le donne" (l'originale, non il più recente remake americano, che poi è quello che ho visto), sembra che comunque ci sappia fare e sa costruire il clima e la tensione in maniera discreta.


Ciò che non mi dice niente è la completa mancanza di originalità. Ditemi, se riuscirete a contarli, quanti film simili a questo avete visto in vita vostra? Io non riesco a contarli, sono davvero troppi. E alla fine di tutto il rischio è quello di sfociare nella banalità e, soprattutto, nella noia più totale. Ci sono dei titoli che nonostante la trama poco originale riescono a spiccare sopra la media. Questo è un film che fa parte della media. O forse anche un piccolo gradino sotto.


Voto: 5+

giovedì 28 marzo 2013

Promised Land

USA 2012
Titolo Originale: Promised Land
Regia: Gus Van Sant
Cast: Matt Damon, John Krasinski, Frances McDormand, Rosemarie DeWitt, Lucas Black, Titus Welliver, Hal Holbrook, Ken Strunk, Tim Guinee, Scoot McNairy, Terry Kinney
Genere: Drammatico


La trama in breve: Steve Butler è un rivenditore della Global, una potente compagnia operante nel settore energetico, che viene mandato assieme ad una sua collega a McKinley col compito di convincere gli abitanti della piccola cittadina a vendere il loro terreno alla compagnia per poter effettuare le trivellazioni per estrarre gas naturale. Quella che all'inizio sembrava una facile opera di convincimento alla fine si rivela un'impresa piena di ostacoli.



La storia che viene raccontata nel film non è certo un buonissimo spunto per creare una pellicola. Infatti è stato già un floppone in America e anche qui in Italia non se l'è filato praticamente nessuno. Eppure questo film, nonostante l'argomento non proprio accattivante, riesce ad essere un buonissimo intrattenmimento, riesce a non annoiare grazie al buon ritmo impostogli dalla regia di Gus Van Sant e alle comunque buone prove degli attori protagonisti.


Non pochi sono gli spunti di riflessione che ci suggerisce questo film. Dall'ambientalismo duro e puro, uno degli ostacoli che saranno costretti ad affrontare i due rivenditori della Global, fino al potere dei soldi, con il quale all'inizio i due protagonisti sembrano avere vita facile, data anche la condizione di crisi in cui riversa la città.


Non è certo una trama nuova, quella di questo "Promised Land", ma il modo in cui viene raccontata è assolutamente encomiabile ed è un film che mi sento di consigliare a chiunque. Una visione quasi necessaria.


Voto: 7+

mercoledì 27 marzo 2013

Qualche consiglio musicale - Episodio 5

Ministri - Per un passato migliore


Provenienza Milano, Italia
Genere: Alternative Rock
Un disco molto interessante per una band che nell'ultimo periodo sta spopolando abbastanza, ma che mai prima d'ora avevo avuto il piacere di ascoltare. Non fa propriamente parte del genere di musica che sono solito ascoltare, ma mi sono piaciuti particolarmente i testi e il suono di alcune canzoni. Bisognerebbe provare a vedere un loro concerto, sembrano essere molto divertenti.
Canzone Preferita Se si prendono te
Voto: 6,5



Bullet for my Valentine - Temper Temper


Provenienza Bridgend, Galles
Genere: Metalcore
Dopo una canzone di apertura, "Breaking Point", molto interessante e coinvolgente, sono rimasto abbastanza appassionato dalla voce del cantante e dall'energia di tutti gli altri strumenti. Principale pecca dell'album, probabilmente, l'impossibilità di mettersi a cantare le canzoni, oppure proprio il fatto che non ne venga la voglia. Spicca nel disco una cover di "Whole Lotta Rosie" degli AC/DC, eseguita live alla BBC-Radio.
Canzone Preferita Temper Temper
Voto: 7



Funeral For a Friend - Conduit



Provenienza: Bridgend, Galles
Genere: Emo, Screamo
In realtà non so nemmeno di preciso che cosa diavolo voglia dire quello che ho scritto alla voce "genere". L'unica cosa che so è che questo album è stato, finora, uno dei peggiori ascolti di quest'anno. Canzoni veloci e brevi che, probabilmente, prese singolarmente, ascoltate una volta ogni tanto, potrebbero anche essere carine, ma che messe tutte in fila non si riesce a distinguerne una dall'altra. In tal modo non si riesce davvero a trovare qualcosa di salvabile in questo disco.
Voto: 4

martedì 26 marzo 2013

La madre

Spagna, Canada 2013
Titolo Originale: Mama
Regia: Andrés Muschietti
Cast: Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse, Daniel Kash
Genere: Horror


La trama in breve: Victoria e Lily, due sorelline, scompaiono e quando vengono ritrovate, cinque anni dopo, si scopere che hanno vissuto per tutto questo tempo sotto le cure di un'entità, da loro chiamata "Madre". Le bambine vengono affidate alle cure dello zio Lucas e della sua compagna Annabel, ma "Madre non ha intenzione di abbandonarle.


Quando poche settimane fa vidi il corto a cui questo film si ispira, girato dallo stesso Andrés Muschietti, ne rimasi profondamente affascinato ed anche alquanto inquietato. Dunque la premessa per questa pellicola non poteva che essere buona. Poi sapendo che nel cast c'erano Nicolaj Coster-Waldau, che recita in "Game of Thrones", ma soprattutto Jessica Chastain, che già mi aveva colpito in "The Help", nel recente "Zero Dark Thirty" e nel mio film preferito del 2012 "Take Shelter" e diventata in breve tempo una delle mie attrici preferite se non LA mia attrice preferita.


Ora, va ammesso. Il film non ha molto da dire al genere horror. Il fatto di essere stato tratto da un cortometraggio ha pagato un po' lo scotto in termini di sceneggiatura, che nell'intera durata del film e nel suo insieme, ha degli evidenti punti deboli. Infatti la storia è molto classica e, di fondo anche abbastanza scontata. Non è però del tutto scontato il finale ed ho apprezzato in particolar modo le parti oniriche del film.


Dove il film invece ha un evidentissimo punto di forza è nella costruzione del clima, nel riuscire a farti sentire la tensione e i nervi a fior di pelle. La bellezza di un film horror si misura non dai salti sulla sedia come tutti credono (se arrivo dietro di voi di soppiatto e vi urlo fortissimo nelle orecchie saltate sulla sedia, ma provate a fare un intero film horror in questo modo...), ma da quanto il clima di tensione creato riesce a farti paura. E i salti sulla sedia sono solo un contorno.


Questo film a tratti mi ha fatto moderatamente paura. Non mi ha inquietato, sono riuscito a dormire benissimo e tranquillamente, però durante tutta la sua durata sono rimasto sempre sull'attenti. E poi oh, che cavolo. E' dai tempi di Shining che le coppie di bambine mi fanno sempre una paura tremenda!


Voto: 6,5

lunedì 25 marzo 2013

Pretty Little Liars - Season Finale: "A Dangerous GAme"

Le piccole e belle puttanelle bugiarde accompagnano ormai da tre stagioni il mio divertimento seriale, attraverso un telefilm assolutamente trash allo stato puro, che però è capace di intrattenere e di creare dipendenza, come solo i buoni telefilm sanno fare. In questo telefilm però c'è anche la componente mistery, che in realtà poi è quella che a me interessa maggiormente, componente nel quale nel corso delle stagioni la serie è abbastanza calata.



diciamo che in questa terza stagione si è così tanto insistito sul creare trame composite, gremite di arzigogoli rarissimi, e poi si accorgono che mancava quella nota sola. Ah no, quello lo diceva Elio nella genialissima "Canzone mononota". Scusate l'errore. Beh però nella ricerca degli arzigogoli rarissimi, la trama e la componente mistery si sono un po' perse per strada, creando storie nuove ogni volta e aggiungendo sempre qualche domanda, senza però toglierne nessuna.

Atteggiamento che alla lunga lascia il fianco scoperto alle incongruenze , in una serie in cui, col passare delle puntate, scopriamo che ogni personaggio può essere coinvolto nella morte di Alison, ogni personaggio poi viene scagionato, creando un canovaccio che alla lunga diventa qualcosa di esagerato. Le quattro puttanelle poi, Aria, Spencer, Emily e Hanna iniziano ad avere dissidi interni e le loro storie iniziano a scarseggiare.

Il finale di stagione poi è qualcosa che fa girare abbastanza le scatole. Non tanto per il tipico cliffhanger che ti fa venire voglia di aspettare giusto quei due mesi per vedere che cosa hanno visto quelle quattro, quanto più che altro perchè, secondo me, il fatto che [SPOILER] Alison è molto probabilmente viva [FINE SPOILER] devo dire che me lo aspettavo abbastanza e che prima o poi sarebbe venuto fuori.

Voto alla terza stagione: 6+
Voto al season finale: 5/6

sabato 23 marzo 2013

Bon Jovi - What About Now

Genere: Rock
Provenienza: Sayreville - New Jersey


Io adoro Bon Jovi. Ma che dico, io amo Bon Jovi! E, in quanto amante di Bon Jovi, non sarò al concerto a San Siro del 29 Giugno e mi sto ancora rosicando i gomiti per questo motivo. Detto questo. Io amo Bon Jovi. Ah, l'ho per caso già detto? Beh oh, io amo Bon Jovi, non posso farne a meno di ripeterlo. Sono molto affezionato a moltissime delle sue canzoni, soprattutto quelle un po' più datate come "Runaway", "Livin' on a Prayer", "In these Arms" e tantissime altre che non è il caso di elencare perchè sennò finisco dopodomani.


Detto questo negli ultimi anni Bon Jovi mi aveva un po' deluso con gli ultimi suoi album "Lost Highway" e "The Circle", dalla quale erano uscite sì un paio di piccole perle, ma che dentro al mio tenero cuoricino non erano riuscite ad avere la stessa presa che hanno avuto le canzoni da me citate precedentemente. Comunque, sia chiaro, non amo Bon Jovi di meno di quanto lo ho sempre amato. E' un po' lo stesso concetto di Giovinco con la Juve. Può anche fare una doppietta col Bayern Monaco tra due settimane, ma ciò non me lo farà odiare di meno (e comunque tranquilli, il nano non farà mai una doppietta decisiva).


Devo ammettere però che ci ho messo un pochino a farmi convincere da quest'album. O meglio, ci ho messo un bel po' a farmi convincere dal singolo promozionale "Because We Can", ascoltato la prima volta durante il programma di Fabio Fazio su RaiTre, singolo che non mi aveva convinto proprio per niente. Datagli una seconda opportunità, mi è bastato un solo terzo ascolto per impararmi il testo a memoria e per continuare a cantarmela e suonarmela nella mia testa almeno una o due volte al giorno. Non se ne vuole più andare, diventerà sicuramente un mio nuovo cult bonjoviano.


Ora, però, avendo ascoltato per intero il nuovo album, sono assolutamente sicuro che sì, mi è piaciuto, ma che ci sia di meglio nella carriera del buon John Bon Jovi. Non che questo disco sia brutto, affatto. E' che ha un piccolo difetto. A parte la canzone d'apertura "Because We Can", non ci sono altre tracce che ti mettano la voglia di schiacciare sul tasto repeat. Così come non c'è nessun'altra traccia che ti faccia pensare di skippare in avanti.


Punto di forza dell'album sono dunque le canzoni un po' più energiche quali la già troppe volte citata "Because We Can", la title-track "What About Now" e "What's Left of Me", un po' meno riuscite secondo me le ballad quali ad esempio "Amen" e, anche se un po' meglio, "I'm with You".


Canzone Preferita: Because we Can







Voto: 7,5

venerdì 22 marzo 2013

I Croods

USA 2013
Titolo Originale: The Croods
Regia: Kirk De Micco, Chris Sanders
Doppiatori Originali: Nicolas Cage, Ryan Reynolds, Emma Stone, Catherine Keener, Clark Duke, Cloris Leachman, Randy Thom, Chris Sanders
Doppiatori Italiani: Francesco Pannofino, Emiliano Coltorti, Rosalia Misseri, Laura Boccanera, Luigi Morville, Paola Giannetti, Alice Porto
Genere: Animazione


La trama in breve: Grug è il capofamiglia di una famiglia preistorica che, dopo un terremoto, è costretta a lasciare la propria caverna. Durante il viaggio per trovare una nuova abitazione la famiglia incontra Guy, un ragazzo nomade che farà conoscere alla famiglia il "mondo del domani" di cui Grug e gli altri hanno tutti un'immensa paura.


Il nuovo film della Dreamworks, dopo mesi di pubblicizzazione in ogni modo e in ogni dove, dopo molto tempo in cui ero riuscito addirittura, grazie ai trailer, ad impararmi a memoria qualche scena del film, è arrivato il momento in cui ho dovuto proprio guardarlo. Non potevo farne proprio a meno, è stato più forte di me.



Il film, che parte da un'idea assai interessante, ovvero quella di raccontare la vita e la scoperta del mondo che li circonda da parte di una famiglia preistorica, che però ha moltissime cose in comune con noi. Innanzitutto la paura del cambiamento è il messaggio fondamentale che vuole passare il film. La famiglia di Grug ha molta paura di superare i propri limiti, ma nel momento in cui è costretta a farlo per cause che non dipendono da loro, cerca ancora di rifugiarsi nel solito posto, di non andare avanti ma di stare fermi.


Ed è proprio il messaggio che vuole mandare il film il suo punto di forza. Forse un film d'animazione, che di solito è un genere destinato ai più piccini, che vuole parlare a loro facendo riflettere noi un po' più grandi. E forse più che un film per bambini questo film è indirizzato ai più giovani, quelli che muovono verso l'età del lavoro. Non so, io ci ho visto questo, libero di sbagliarmi.


Proprio per questo motivo il film perde quello che è il suo obiettivo. Le poche risate che suscita sono abbastanza risicate e la prima parte del film rischia di risultare abbastanza noiosetta.


Voto: 6/7

giovedì 21 marzo 2013

Banshee - Stagione 1

Banshee
(serie tv, stagione 1)
Rete Americana: Cinemax
Creatore: David Schickler, Jonathan Tropper
Cast: Antony Starr, Ivana Milicevic, Ulrich Thomsen, Frankie Faison, Hoon Lee, Rus Blackwell, Matt Servitto, Demetrius Grosse, Trieste Kelly Dunn, Ryann Shane, Daniel Ross Owens, Lili Simmons, Ben Cross
Genere: Azione


La trama in breve: Un uomo torna in libertà dopo aver scontato quindici anni di prigione. Braccato dagli uomini di Rabbit, l'uomo che aveva tentato di rapinare quindici anni prima, si mette sulle tracce della sua compagna e complice Ana, ritrovandosi a Banshee, cittadina della Pennsylvania. Scoperto che Ana si è rifatta una vita, dopo essersi ritrovato in uno scontro a fuoco in cui rimane ucciso Lucas Hood, il neosceriffo di Banshee, l'uomo decide di rubare la sua identità e di fingersi sceriffo.


Dopo l'episodio pilota, abbastanza esagerato ma comunque godibile, avevo deciso di accantonare la serie per un po'. Eh sì, devo ammetterlo, l'episodio pilota della serie, che introduce praticamente tutta la trama narrata, non mi aveva convinto, complici soprattutto delle scene al limite dell'assurdo. Deciso comunque a recuperare gli episodi successivi mi sono ritrovato ad amare veramente questa serie.


Infatti la serie si presenta da una parte come la classica serie action, abbastanza tamarra, con un personaggio principale, interpretato dall'esordiente Anthony Starr (che ricorda vagamente Stephen Amell, l'interprete di Arrow), all'apparenza sbruffone e sicuro di sè, innamorato di una donna che lo ha tradito e che si è rifatta una vita. Ma Sotto questa copertina la serie nasconde uno spessore e soprattutto una sceneggiatura degna dei grandi lavori.



Da una parte il personaggio di Hood porta dentro di sè, ed anche fuori, tutte le cicatrici e le ferite procuratesi durante gli anni di prigionia, che ci vengono magistralmente mostrati in alcuni flashback per farci capire bene il suo passato. Dall'altra parte il suo cuore andrà sempre in una direzione: Ana, interpretata dalla bellissima Ivana Milicevic.


Inoltre i cattivi della serie, due principalmente, risultano abbastanza credibili. Uno, Kai Proctor, interpretato Ulrich Thomsen, che sta abbastanza nell'ombra, ma è una cattivo per cui comunque si riesce a provare una certa sorta di empatia. L'altro, che inizialmente sta nell'ombra ma che verrà definitivamente allo scoperto nella seconda metà della stagione, Mr. Rabbit, è il tipico cattivo che bisogna odiare, quello che non mostra alcun briciolo di umanità.


Il tutto è condito da altri personaggi secondari per i quali subito si riesce a sentire una sorta di empatia naturale. Il primo è Sugar Bates, interpretato da Frankie Faison, ex pugile galeotto, ora proprietario di una locanda e miglior consigliere di Hood. Un altro è Job, interpretato da Hoon Lee, un hacker transessuale che riesce oltre a momenti di pura cattiveria a regalare anche momenti di vera e propria ilarità. Ultima, ma non ultima, è Rebecca Bowman, interpretata dalla fantastica Lili Simmons, appartenente alla comunità Hamish di Banshee, ma che nasconde un animo da zoccolona (anzi, non è che lo nasconda proprio bene eh...).


Con un season finale che ha chiuso molte delle storyline presenti e ne ha aperte di nuove, mettendo molta carne al fuoco per la seconda stagione, che, è ufficiale, si farà e andrà in onda ad inizio 2014, la serie è riuscita a ricordare moltissimo lo stile pulp trasportato ai giorni nostri. Sparatorie ai limiti dell'irreale e moltissima azione!


Voto alla prima stagione: 7,5
Voto al season finale: 8+

mercoledì 20 marzo 2013

The Sessions - Gli incontri

USA 2012
Titolo Originale: The Sessions
Regia: Ben Lewin
Cast: John Hawkes, Helen Hunt, William H. Macy, Moon Bloodgood, Annika Marks, W. Earl Brown, Blake Lindsley, Adam Arkin, Robin Weigert, Rusty Schwimmer, Rhea Perlman, Jennifer Kumiyama, Jenni Baird
Genere: Drammatico


la trama in breve: Mark, 38 anni, è costretto sin da bambino a vivere in un polmone d'acciaio, in quanto ammalato di poliomelite. Deciso ad avere una vita normale, decide di perdere la verginità e di iniziare ad amare una donna e, sotto consiglio di un prete, ingaggia una terapista sessuale, Cheryl.



Fin dall'inizio del film capiamo quali siano i problemi di Mark. Oltre agli ovvi problemi creatigli dalla malattia contratta da bambino, egli è sentimentalmente legato ad una voglia matta di innamorarsi di qualcuno e soprattutto di provare l'amore vero. E' un poeta, attività che sicuramente gli fa avere una certa visione dell'amore. Ed è anche molto molto religioso (altrimenti non potrebbe vivere senza "qualcuno con cui prendersela" per ciò che gli è accaduto).


Il punto focale del film è l'ingaggio, da parte di Mark, della terapista sessuale Cheryl, interpretata da un'ottima Helen Hunt, con la quale dopo le prime volte inizia un rapporto non solo atto a fargli perdere la verginità, ma anche un qualcosa di poetico e di sentimentale, che legherà i due in maniera incredibile.


Interessantissimo anche il rapporto che si crea tra Mark e il suo confessore Brendan, interpretato da William H. Macy, che non è un prete convenzionale, anzi, si tratta proprio di un prete "sui generis".


Sfido chiunque ad essere così insensibile da non commuoversi dopo aver guardato questo film, che sicuramente non è un capolavoro (comunque candidato all'Oscar come miglior film e ad altre statuette, quindi una buona impressione deve pure averla fatta...), ma che si fa guardare con un certo trasporto.


Voto: 7

martedì 19 marzo 2013

Il grande e potente Oz

USA 2013
Titolo Originale: Oz the Great and Powerful
Regia: Sam Raimi
Cast: James Franco, Mila Kunis, Michelle Williams, Rachel Weisz, Abigail Spencer, Zach Braff, Ted Raimi, Bill Cobbs, Tony Cox, Stephen R. Hart, Bruce Campbell, Martin Klebba, Joey King, Tim Holmes
Genere: Fantastico


La trama in breve: Oscar Diggs è un illusionista che lavora per un circo in Kansas, nel 1905, con lo pseudonimo di "il grande e potente Oz". Egli è un seduttore e dona a tutte le sue donne un piccolo carillon, "appartenuto alla sua nonna defunta". In realtà però egli ne ha molte copie. Dopo uno spettacolo andato male, Oscar consiglia ad Annie di sposare John Gale e, mentre fugge su una mongolfiera dall'Uomo forzuto, sdi imbatte in una tempesta. Quando si risveglia si ritrova ad Oz, dove incontra Theodora, che lo informa di essere il protagonista di una profezia riguardante quella terra.


Ho ritenuto sin dalla notizia della sua uscita questo film un film molto interessante. Chi non ha mai visto "Il mago di Oz"? Uno dei film più affascinanti della storia del cinema, che se lo rivedessi a questa età probabilmente non so quale effetto otterrebbe su di me, dopo che me ne innamorai quando ero piccolo.


Questo prequel molto ma molto post-datato rispetto all'originale si rivela una storia abbastanza interessante, che però non riesce ad andare oltre il puro e semplice intrattenimento. La regia di Sam Raimi è qualcosa di veramente potente e intrigante a tal modo da fare innalzare abbastanza il livello dell'intera pellicola.


Non si tratta di una pura e semplice bambinata, così come non è un film impegnato (ovviamente). Si resta nel mezzo, tramite degli effetti speciali molto molto suggestivi e dei personaggi a cui viene dato un certo spessore. Su tutti Oz, interpretato dal buonissimo James Franco, un èpersonaggio che nella sua sbruffoneria e sfacciataggine lascia trasparire una certa debolezza.


Interessante, ma a un certo punto diventa abbastanza sprecata, anche Theodora/la strega cattiva dell'Ovest, interpretata dalla sempre splendidamente bella Mila Kunis. Spassosissima anche la scimmietta alata Finley, probabilmente il personaggio più divertente di tutta la storia.


"...e tu, avrai una bella montagna di banane, va bene?"
"Banane? Oh, capisco, poichè sono una scimmia dovrei amare le banane, giusto? Questo è un falso stereotipo!"
"Non ti piacciono?"
"Certo che mi piacciono, sono una scimmia, non sia ridicolo, ma non mi piace che me lo dica"


Voto: 7+

lunedì 18 marzo 2013

The Master

USA 2012
Titolo Originale: The Master
Regia: Paul Thomas Anderson
Cast: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern, Rami Malek, Jesse Plemons, Kevin J. O'Connor, Lena Endre, Ambyr Childers
Genere: Drammatico


La trama in breve: Dopo aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale, Freddie torna nel 1949 in America con grossi problemi al sistema nervoso, soprattutto problemi di natura sessuale e nel controllo della rabbia. Alcolizzato, si ritrova su una nave, non una comune nave, abitata dai membri di una setta chiamata "La Causa", guidata dall'enigmatico Lancaster Dodd.



The Master è un film che ha creato in me un certo contrasto. Da un certo punto di vista lo ho trovato piuttosto prolisso e probabilmente troppo denso, nonostante la durata di più di due ore. Da un altro punto di vista ho apprezzato molto il modo di Paul Thomas Anderson di farci entrare in toto nei problemi del protagnonista.


A partire appunto dal dualismo tra Freddie e Lancaster Dodd, si percepisce subito tra i due con chi il pubblico andrà a patteggiare. Mentre Lancaster, interpretato da un bravissimo Philip Seymour Hofmann, pare conoscere tutto riguardo Freddie, o comunque dimostra fin dall'inizio di comprenderlo, in modo da porsi ad un livello superiore, Freddie, interpretato da Joaquin Phoenix, è quello insicuro, la persona che deve riprendere il controllo della propria vita. Non a caso infatti il motto della "Causa" è "Prendete il controllo della vostra vita".


Molto interessante è anche la colonna sonora del film. Una colonna sonora molto avvolgente, in grado di coinvolgere e far vivere al meglio le situazioni che vive il nostro protagonista. Complici anche i continui cambi di ritmo.


Voto: 8

venerdì 15 marzo 2013

Broadchurch

Broadchurch
(serie tv, stagione 1, ep. 1-2)
Rete Inglese: ITV
Creatore: Chris Chibnall
Cast: David Tennant, Olivia Colman, Andrew Buchan, Jodie Whittaker, Vicky McClure, Arthur Darvill, Pauline Quirke, Jonathan Bailey, Will Mellor, Carolyn Pickles, Matthew Gravelle, Charlotte Beaumont, Susan Brown, Tracey Childs, David Bradley, Joe Sims
Genere: Thriller, Drammatico


La trama in breve: Broadchurch, una piccola e tranquillissima cittadina inglese, viene sconvolta dall'omicidio di un ragazzino di 11 anni, Danny Latimer. Partendo dalla famiglia e dagli amici, l'ispettore della polizia Alec Hardy indagherà sulla sua morte, facendo venire a galla molti segreti riguardo agli abitanti del paesino.


Non sono mai stato un grandissimo fan delle serie inglesi, tanto che, tra tutte le serie che sto seguendo, questa è la prima della lista e tra le altrem ho in programma di recuperare solamente "Utopia". Le altre, persino i tanto osannati "Misfits", mi hanno sempre e subito stancato. Eh si che gli inglesi, soprattutto dal punto di vista registico em della caratterizzazione dei personaggi, sono dei perfezionisti e si sanno far apprezzare quasi sempre, anche cinematograficamente.


Approcciando a questa serie con una certa curiosità, nonostante la trama per nulla originale, ma comunque un canovaccio che ha creato grandissimi successi nella storia della televisione, non ho potuto fare a meno di notare, nonostante questo piccolo difetto di originalità, i commenti entusiasti di alcuni spettatori.


E allora ecco che mi ritrovo a guardare una serie in cui il protagonista assoluto David Tennant (che già aveva una grossa schiera di fan grazie all'interpretazione in "Doctor Who", altra serie inglese che non sono mai riuscito a seguire) se la cava egregiamente, coadiuvato da un resto del cast che lo circonda molto bene e interpreta ognuno al meglio la propria parte.


La resa di alcuni dei personaggi e del modo in cui man mano vengono a galla alcuni segreti riguardo ad essi è fatta in maniera egregia, unico rischio futuro è forse l'ampiezza del cast regolare, che potrebbe diventare un problema nel caso la produzione decidesse di svelare troppi segreti. E poi noi spettatori dove dovremmo andare ad appenderci per ritrovare il filo del discorso?


Dunque una serie assolutamente, come si dice, "addictive", che sì, lo devo ammettere, mi ha tenuto incollato allo schermo senza alcuna distrazione per tutta la durata dei primi due episodi.


Voto: 7+

giovedì 14 marzo 2013

Hitchcock

USA 2012
Titolo Originale: Hitchcock
Regia: Sacha Gervasi
Cast: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel, James D'Arcy, Michael Stuhlbarg, Ralph Macchio, Kurtwood Smith, Toni Collette, Michael Wincott, Danny Huston, Richard Portnow, Wallace Langham
Genere: Biografico


La trama in breve: Il film racconta la lavorazione da parte del regista Alfred Hitchcock del suo famosissimo film "Psycho", concentrandosi soprattutto sul suo rapporto in quel periodo con la moglie Alma Reville e sulla simpatia verso Janet Leigh, protagonista del suo film.


Alfred Hitchcock lo conoscono tutti, anche solo per il nome. Anzi, soprattutto per il nome e per il suo grandissimo film "Psycho", oltre che film enorme anche enorme successo commerciale. Io di Hitchcock non conosco moltissimo, anzi, ho visto giusto i suoi film imprescindibili quali appunto "Psycho", "Intrigo internazionale" e "Vertigo" (in italiano, "La donna che visse due volte", ma preferisco il titolo originale, simpatia). "Gli uccelli" non posso vederlo purtroppo. Sono ornitofobico. Penso sarebbe il peggior film horror che potrei vedere.


Detto questo, la mia conoscenza del regista non è affatto una conoscenza approfondita, ma quei film che ho visto mi sono rimasti nel cuore, soprattutto il mio preferito di quelli citati "Intrigo internazionale". Ma "Psycho" non è che mi faccia schifo eh. Anzi, adoro pure quello!


Detto questo, il biopic in questione, con Hitchcock interpretato da un ottimo e molto ben truccato Anthony Hopkins, assolutamente credibile nella parte del regista e anche molto somigliante nelle sue fattezze in questa pellicola, non sarà certo uno di quei film che si farà ricordare nella storia del cinema presente e futuro, ma si tratta comunque di una visione, non dico godibile, quanto più che altro assolutamente interessante.


Interessante perchè è una produzione che riesce a far vedere abbastanza bene tutto ciò che stava ed è stato all'interno di quella testa geniale, perfezionista e maniacale quale fu Alfred Hitchcock. Molto interessante la sua personalità e molto interessante il suo rapporto con la moglie. Apparentemente distaccato, indifferente, quasi abitudinario, ma che all'occorrenza sa rivelarsi una sorta di mutua dipendenza, nonostante le apparenze.


Voto: 7

mercoledì 13 marzo 2013

Beautiful Creatures - La sedicesima Luna

USA 2013
Titolo Originale: Beautiful Creatures
Regia: Richard LaGravenese
Cast: Alden Ehrenreich, Alice Englert, Viola Davis, Emmy Rossum, Emma Thompson, Jeremy Irons, Thomas Mann, Kyle Gallner, Zoey Deutch, Tiffany Boone, Margo Martindale, Eileen Atkins, Rachel Brosnahan, Pruitt Taylor Vince, Robin Skye
Genere: Fantastico


la trama in breve: Ethan Wate è un ragazzo che vive a Gatlin, nella Carolina del Sud.Arrivata in città una misteriosa ragazza chiamata Lena Duchaness, egli si sente subito fortemente legato a lei. Si scopre che però Lena è tormentata da anni da una maledizione, che si compirà durante il suo sedicesimo anno d'età. La maledizione consiste in una trasformazione in strega, non si sa se sarà una strega buona o una strega cattiva.



Partendo da presupposti come "un altro film che non ci farà rimpiangere la saga di Twilight" o cose del genere, è facile non voler bene ad un film già in partenza. Nonostante comunque fossi scettico riguardo a quanto e che cosa potesse regalarmi questa pellicola posso certo affermare che, rispetto ai vampirelli di Twilight, siamo ad un livello abbastanza superiore.


Intanto, ad una prima parte piuttosto interessante che si rifa alle commedie adolescenziali e ai loro classici canovacci, ci viene subito contrapposta una componente magica alquanto intrigante. Sarà che io, da adoratore dei film e telefilm sul vampirismo, Twilight non lo posso vedere, ma questo film qui, che parla alla fin fine di streghe, riesce a intrattenere.


Non è certo un capolavoro, ma, essendo tutta la pellicola una sorta di lunga introduzione al proseguimento della saga, questa può essere il giusto preludio ad una saga dio successo e che si può rivelare molto molto interessante. Twilight fu una saga di successo. Ma... Interessante? Beh, si. Se sei un uomo e ritieni Bella una bella ragazza e se sei donna e ritieni Pattinson uno che sa far trasparire in maniera encomiabile le sue emozioni.


Qui anche il cast si comporta piuttosto bene. A partire dal protagonista Alden Ehrenreich che ho già visto nel validissimo "Twixt" e quest'anno vedremo anche in "Stoker", fino alla valida ed esordiente Alice Englert, per poi arrivare alla "chioccia" del cast Jeremy Irons in un ruolo piuttosto accattivante.


Voto: 6,5

martedì 12 marzo 2013

Looper - In fuga dal passato

USA 2012
Titolo Originale: Looper
Regia: Rian Johnson
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Pierce Gagnon, Paul Dano, Piper Perabo, Jeff Daniels, Garret Dillahunt, Tracie Thoms, Nick Gomez
Genere: Fantascienza, Azione


La trama in breve: Joe, nel 2044 è un Looper, ovvero un killer che si occupa di uccidere persone sgradite venute dal futuro, precisamente dal 2074, anno in cui il viaggio nel tempo è stato da poco inventato e viene usato come unico modo dalla criminalità organizzata per liberarsi di persone sgradite senza lasciare alcuna traccia. Il loro ultimo compito è quello di uccidere se stessi, invecchiati di 30 anni.



Come primissima cosa: io auguro con tutto il cuore a Joseph Gordon-Levitt, attore che mi piace abbastanza, di non invecchiare diventando Bruce Willis, uno dei peggiori attori attualmente, che fa il paio con Nicholas Cage. Non mi piacciono non ci posso fare niente. Se vi chiedete se mi sono drogato vi state sbagliando. Sì, perchè, in questo film Joseph Gordon-Levitt, che interpreta Joe, quando invecchia diventa, magicamente Bruce Willis, che interpreta Joe. Che sfiga no?


Detto questo, il film parte da un presupposto molto interessante quale l'introspezione sui viaggi nel tempo e ciò che comporta filosoficamente e "mentalmente" la cosa. Ora però, dopo un inizio molto interessante, il film si perde in una marea di discorsi e in molta molta noia nella seconda parte.


Dicesi "salto dello squalo", quel momento in cui una serie tv ha sparato tutte le sue cartucce e va inevitabilmente verso il suo declino (deriva dal famoso episodio di Happy Days in cui Fonzie salta uno squalo bianco praticando sci nautico). Questo film fa un qualcosa di simile. Il suo "salto dello squalo" è, secondo me, il preciso momento in cui Bruce Willis (Joe vecchio) dice a Joseph Gordon-Levitt (Joe giovane) in un bar "Non farmi parlare di viaggi nel tempo".


Peccato che un discorso del genere si sarebbe potuto rivelare molto interessante ed io, da quel momento, non sono più riuscito a guardare il film con il dovuto interesse e la dovuta attenzione. Anche perchè, come detto, nella seconda parte il film rallenta tantissimo, diventando molto molto noioso e prevedibile. Un'occasione sprecata.


Voto: 5,5

lunedì 11 marzo 2013

Zero Dark Thirty

USA 2012
Titolo Originale: Zero Dark Thirty
Regia: Kathryn Bigelow
Cast: Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton, Jennifer Ehle, Mark Strong, Kyle Chandler, Édgar Ramírez, Scott Adkins, Chris Pratt, Taylor Kinney, Frank Grillo, Jeremy Strong, James Gandolfini, Harold Perrineau Jr., Mark Duplass, Fredric Lehne, Nash Edgerton, Ricky Sekhon
Genere: Thriller, Storico


La trama in breve: Il film segue le vicende e le indagini che hanno seguito l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 e che hanno portato, il primo Maggio di 10 anni dopo, al ritrovamento e all'uccisione di Osama Bin Laden. Protagonista della vicenda è l'agente dei servizi segreti Maya.


Dopo una prima parte del film molto dura, caratterizzata da ritmi piuttosto lenti e quasi documentaristici, ma mai noiosi, in cui vediamo come alcuni agenti americani torturavano i prigionieri per ottenere informazioni, veniamo catapultati subito in un ambiente duro, in cui le ossessioni lavorative delle persone che hanno preso parte alle indagini si fanno vedere con tutta la loro forza.


Lo stile di tutta la pellicola è, appunto, molto documentaristico, volendo appunto quasi essere una cronaca di tutto ciò che avviene nell'arco degli otto anni attraverso cui si svolge tutta la vicenda del film. Inoltre tutta la storia è stata divisa in capitoli, col chiaro intento di concentrare l'attenzione dello spettatore su alcuni particolari aspetti o avvenimenti della vicenda.



Proseguento con un certo didascalismo, mai noioso, il film raggiunge livelli di tensione inimmaginabili, soprattutto nella sua parte finale in cui prima vediamo una decisissima Maya fare la conta dei giorni che passano senza che nessuno intervenga dopo la scoperta del nascondiglio di Bin Laden e dopo vediamo come è stata condotta l'intera operazione, non senza difficoltà.


Oltre a tutto questo grandissimo punto di forza sono i personaggi e gli attori che li interpretano. Oltre all'immediata empatia che si prova per Maya, interpretata da una maestosissima Jessica Chastain (il suo modo di recitare è adorabile, c'è poco da fare), tutti gli altri personaggi e attori del cast sono messi al punto giusto, con una cura nei dettagli e nella sceneggiatura che è da consegnare agli annali.


Non avrà vinto nessun Premio Oscar tra quelli più importanti (vince come Miglior montaggio sonoro, non me ne intendo abbastanza per commentare, ma comunque un Oscar minore), ma si è rivelato sicuramente come uno dei più validi candidati. Premiata Jessica Chastain come miglior attrice in un film drammatico.


Voto: 9

venerdì 8 marzo 2013

Cloud Atlas

USA, Germania, Hong Kong 2012
Titolo Originale: Cloud Atlas
Regia: Lana Wachowski, Andy Wachowski, Tom Tykwer
Cast: Tom Hanks, Hugh Grant, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, James D'Arcy, Ben Whishaw, Bae Doona, Susan Sarandon, Keith David, David Gyasi, Zhou Xun
Genere: Fantascienza


La trama in breve: Il film segue l'evolversi di sei differenti storie in sei epoche profondamente diverse, ma gli eventi e alcuni punti in comune sembrano essere collegati tra di loro.


Avevo molto hype per questa produzione, figlia dei genitori di Matrix (i fratelli, ora fratello e sorella Wachowski) e che si presentava come un film evento, di quelli da mal di testa ma che alla fine ti lasciano con la voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Ora, io non riesco proprio a sopportare i film a episodi, ma questo, non è un film a episodi in quanto le storie si svolgono quasi in parallelo.



E quello che poteva essere un punto a favore, alla fine è, secondo me, risultato il più grosso difetto del film. I continui cambi di scena, o forse sarebbe meglio dire i continui cambi di storia, rendono tutta la vicenda spezzettata e di difficile coinvolgimento. Probabilmente prese singolarmente le sei storie, a parte quella futuristica intitolata "Sloosha Crossing e tutto il resto" (veramente terribile secondo me) sarebbero state anche valide.


Del cast non ho per niente apprezzato la presenza di Halle Berry. Già di per sè non l'ho mai sopportata, essendo una delle tante attrici che ha costruito la sua carriera sul fatto di essere sexy, in questo film i suoi ruolinon mi sono per niente piaciuti. Anche quelli interpretati da Tom Hanks, non malissimo, ma ha saputo fare di molto meglio.


Voto: 5

mercoledì 6 marzo 2013

The Americans

The Americans
(serie tv, stagione 1, ep. 1-5)
Rete Americana: FX
Creatore: Joe Weisberg
Cast: Keri Russell, Matthew Rhys, Maximiliano Hernández, Holly Taylor, Keidrich Sellati, Noah Emmerich
Genere: Drammatico, Thriller


La trama in breve: Una normalissima coppia americna, con una normalissima famiglia americana formata dalla coppia e da due figli. E invece no! I due genitori sono due spie russe, che vivono la loro vita spacciandosi per Americani e lavorando per il KGB, in piena Guerra Fredda.


Non che il canale FX mi abbia mai regalato grosse soddisfazioni in ambito di serie televisive, ma nell'ultimo periodo, soprattutto con la maestosa "American Horror Story" e, in minor parte, con la mediocre ma comunque godibile "Anger Management", sta iniziando a diventare un canale da seguire per le sue produzioni seriali. E appena capiterà l'occasione magari darò anche una sbirciatina a "Sons of Anarchy", che ne parlano tutti un gran bene.


Con questa serie FX ha centrato in pieno. Grazie ad un episodio pilota assolutamente al limite dell'adrenalina, capace di tenerti incollato allo schermo per tutta la sua ora di durata, e grazie agli episodi successivi che, seppur calando un po' (soprattutto il secondo) dal punto di vista del ritmo narrativo, riescono a mantenere alta la tensione.


Qualità registica assicurata, così come la qualità recitativa. Bravissima Keri Russel, ad ora per moltissimi motivi mio personaggio preferito nella serie. Molto bravo anche Matthew Rhys, che però secondo me è ben trascinato dalla sua compagna. Noah Emmerich mi è sempre stato sulle palle in una maniera incredibile. Qui, interpretando il ruolo del "cattivo" (ma poi ancora non si è capito chi è buono e chi è cattivo in questa serie), riesce comunque nel suo intento.


Resta da capire quanto gli Americani (quelli veri, non i finti americani di questa serie) apprezzeranno una produzione in cui i protagonisti siano quelli che storicamente vengono da loro considerati come i cattivi.


Voto: 8

martedì 5 marzo 2013

Gangster Squad

USA 2013
Titolo Originale: Gangster Squad
Regia: Ruben Fleischer
Cast: Ryan Gosling, Josh Brolin, Sean Penn, Nick Nolte, Emma Stone, Robert Patrick, Michael Peña, Giovanni Ribisi, Anthony Mackie, Mireille Enos, Josh Pence, Frank Grillo, Holt McCallany, Brandon Molale, Jon Polito, Troy Garity, James Carpinello, Sullivan Stapleton
Genere: Azione, Gangster



La trama in breve: Los Angeles, 1949. Il sergente John O'Mara viene incaricato di formare una task force speciale per tentare di catturare Mickey Cohen, uno dei criminali più potenti della città.


Non amo i film sui gangster. Non ho mai amato il genere noir e mai mi ha affascinato. Eppure la visione di questo film, visto il cast di cui era infarcito, pareva imprescindibile.


Il risultato alla fine della fiera è stato quello che prevedevo, anzi, rispetto a come prevedevo, questo film se la è cavata pure bene. Non si può dire che mi sia piaciuto, così come non si può nemmeno dire che mi abbia fatto schifo, grazie soprattutto al fatto di vantare un ritmo nella narrazione al di sopra della media degli altri film del genere. Risultato ovvio è che la pellicola non annoia.


D'altro canto, molti personaggi, tra cui soprattutto il Micket Cohen interpretato da uno Sean Penn mai visto truccato così male (fa ridere, non fa affatto paura in quanto cattivo), appaiono esagerati a tal punto da sembrare delle macchiette. Cohen è cattivo, cattivissimo. Probabilmente non crede nemmeno lui di essere così cattivo. Spara delle battute che obiettivamente (a parte qualche rarissima eccezione) non si possono sentire, rischiando di rendere il personaggio ridicolo.


Un film che non si stacca dalla mediocrità dei film di genere dell'ultimo periodo ma che comunque sono riuscito ad apprezzare, grazie al suo ritmo abbastanza serrato, più di altri. Comunque un bellissimo niente di che.


Voto: 5/6

lunedì 4 marzo 2013

Gambit - Una truffa a regola d'arte

USA, Regno Unito 2012
Titolo Originale: Gambit
Regia: Michael Hoffman
Cast: Colin Firth, Cameron Diaz, Alan Rickman, Tom Courtenay, Stanley Tucci, Cloris Leachman
Genere: Commedia


La trama in breve: Harry Deane, curatore d'aste, escogita un piano per truffare un miliardario vendendogli un falso d'autore. Per fare ciò arruola la texana PJ, per farle fingere di possedere un famoso e preziosissimo quadro di Monet.


Attendevo abbastanza questo film. Non che fosse l'attesa dell'anno, ma comunque era un film che mi interessava moderatamente. Dico subito, ne sono rimasto abbastanza deluso. Me lo ero immaginato come una commedia scoppiettante, piena di gag veramente divertenti e invece tutto ciò si è rivelata un'aspettativa quasi completamente disattesa.



Ok, sì, ci sono delle scene che ti strappano qualche sorriso ed una scena che fa effettivamente ridere, ma ciò non paga comunque l'ora e venti di noia vissuta con questo film. La sceneggiatura, firmata dai fratelli Cohen (che registicamente adoro), non si è prestata particolarmente al ritmo in cui si cala tutto il film.


Colin Firth, il protagonista, si sa, è un bravo attore. Eppure in nessuno dei suoi film che sono riuscito a recuperare mi ha mai impressionato particolarmente. Un po' troppo compassato. Cameron Diaz l'ho sempre disprezzata nel profondo (in quanto attrice, in quanto patana non mi fa nè caldo nè freddo, ma chi guarda un film solo per vedere la sua patana preferita merita di pagare una tassa per la stupidità, una delle poche tasse che mancano ancora in questo paese. Ci sarà pure un motivo no?).


Voto: 5

venerdì 1 marzo 2013

Warm Bodies

USA 2013
Titolo Originale: Warm Bodies
Regia: Jonathan Levine
Cast: Nicholas Hoult, Teresa Palmer, Dave Franco, John Malkovich, Analeigh Tipton, Rob Corddry, Cory Hardrict, Tod Fennell, Quinn O'Neil
Genere: Romantico, Commedia, Horror


La trama inn breve: R è uno zombie, che si aggira in un aeroporto e brama una vita da umano, nutrendosi di cervelli attraverso i quali può assorbire i pensieri e sentirsi di nuovo vivo. Julie Grigio e una squadra di suoi amici, mentre sono in città per recuperare dei rifornimenti medici, si imbattono in un gruppo di zombie, tra cui R. R, riesce ad uccidere il ragazzo di Julie e a nutrirsi del suo cervello, assorbendo i suoi pensieri ed innamorandosi di Julie.


Per vedere questo film bisognava levarsi dalla testa qualche spauracchio, tra cui, il più importante di tutti, il rischio che questo fosse davvero un nuovo Twilight. Anche perchè all'apparenza la trama può sembrare molto simile, con la variante che al posto di vampiri e licantroci ci sono gli zombie. Ora, questo film non è certo il nuovo Twiligh, ma non è nemmeno, a sua volta, un film memorabile.



Se da un certo punto di vista la regia di Jonathan Levine già mi era piaciuta in "50 e 50", qui il suo lavoro come regista non mi ha entusiasmato, soprattutto per l'inserimento di alcune scene riempitivo (quelle scene musicali in cui i protagonisti fanno "stupidate") che alla fine della fiera sono risultate quasi di troppo e per allungare il brodo.


Dall'altro lato ho apprezzato abbastanza l'ironia con cui si prende il film. Ci sono molte battute spiritose ed alcune scene, complice la goffaggine di R zombie, riescono a portare un sorrisone. Bravo soprattutto in questo il protagonista Nicholas Hoult, mentre la protagonista femminile Teresa Palmer non mi è piaciuta per niente.


Voto: 5+

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