martedì 31 dicembre 2013

Non c'è Paragone Awards - I migliori video brutti su Youtube del 2013

Tra la fine di un anno e l'inizio di quello nuovo, è tempo di bilanci sul blog e, per inaugurare questo periodo, si inizia con una decina che saprà soddisfare i cultori di Youtube. Posto che io non lo sono, nel senso che più che altro guardo video che mi propongono i miei amici, non sono uno che se li va a cercare, ecco a voi i migliori video brutti presenti su Youtube. Ovviamente questa è una classifica del TRASH ALLO STATO PURO!


10 - Miley Cyrus Twerk @ VMA 2013

Negli ultimi anni diciamo che i VMA sono stati più che altro una specie di vetrina usata da molti cantanti per far parlare di sè. Qui Miley Cyrus ci è riuscita in pieno. Il video del suo sexy (?) twerk in diretta mondiale ha fatto parlare il mondo intero per settimane! Resta il fatto che per me non è per nulla sexy, almeno in questo video.


9 - Mc Cavallo - Me li presti due chili di culo

Io pensavo che questa canzone fosse molto più vecchia. Un rap non-sense che lascia il tempo che trova, con un video girato al contrario che, anch'esso, lascia il tempo che trova. Eppure mi piace.


8 - Rosario Muniz - Mi spoglio qui in diretta

Questa cosa è lo schifo più totale! Fa ridere tantissimo però, se si riesce a proseguire nella visione del video.


7 - Richard Benson invita i suoi fan al suo matrimonio

Uno degli eventi storici del 2013 è stato il matrimonio di Richard Benson con Ester Esposito, sua spalla e compagna di vita negli ultimi anni. Ovviamente l'invito al matrimonio è in pieno stile Richard Benson, con urla e discorsi sconclusionati annessi!


6 - Giuseppe Simone chiede un chilo di vagina all'Andrea Diprè per il sociale

Che Giuseppe Simone sia uno degli esseri più influenti di Youtube, almeno qui in Italia, è dimostrato anche dalla visita di Andrea Diprè con il suo "Andrea Diprè per il sociale" in non una, ma ben in tre puntate diverse. Questa è sicuramente la mia preferita, in cui Giuseppe Simone sfoggia moltissime espressioni che da ora in poi faranno parte del suo repertorio per gli anni a venire.


5 - Ylvis - The Fox

Non che questo video sia brutto, anzi, è divertentissimo. Ed è anche una canzone che ha avuto un discreto successo in tutto il web, tanto da finire nel meglio del 2013 per Youtube. Non potevo non citarla.


4 - Rutt Mysterio e Papà Gamba presentati da Andrea Diprè

Altro giro, altra presenza di DIprè in questa classifica. Il problema è che i video non sono belli perchè c'è Diprè, ma sono belli per le persone assurde che incontra. Io ho sempre sognato di fare dei rutti così, altro che diventare ingegnere!


3 - Oh my Dayum

Il video è di fine 2012, però ho dovuto fare uno strappo alla regola ed inserirlo nella classifica, avendolo scoperto solo un paio di settimane fa grazie alla segnalazione di un mio amico. Un vero e proprio inno godurioso al cibo spazzatura, mixato basandosi sulla recensione di "Five Guys Burgers & Fries". Un vero e proprio capolavoro!


2 - Wrecking Ball (Chatroulette)

In una classifica del genere che si rispetti non può certo mancare questo video che in pochissimo tempo è riuscito ad ottenere milioni di visite. Più che per il balletto del protagonista, che fa il verso alla famosa canzone di Miley Cyrus, da segnalare sono i volti di chi, per caso, si è trovato davanti questo video, involontariamente divertentissimi.

1 - Giuseppe Simone limona con una gallina 

Premessa. Prima di questo video è avvenuto un evento storico: Giuseppe Simone ha limonato con una ragazza, una ragazza vera. Un evento storico che però non meritava di finire in questa classifica, perchè il video non fa particolarmente ridere. Poco tempo dopo, preso benissimo dal bacio ricevuto, per ricordarsi dell'emozione provata, Giuseppe Simone battezza una gallina "Silvia", come la ragazza che lo ha baciato, e decide di farsi un limone con la gallina.
Il video è qualcosa di epico. Da notare, oltre al limone, anche lo sproloquio di Giuseppe Simone!

lunedì 30 dicembre 2013

Non c'è Paragone Awards - Le migliori canzoni del 2013

Inizia finalmente l'appuntamento con le classifiche di fine anno, che fondamentalmente saranno solo tre: questa dedicata alle canzoni, una dedicata ai film che si protrarrà per qualche giorno e una chicca che non voglio svelarvi che sarà messa sulla rete domani, l'ultimo dell'anno, per chiudere DAVVERO in bellezza.

Siccome il panorama musicale è ancora più variegato ed ampio di quello cinematografico e di quello televisivo messi insieme, ovviamente la mia parola non è legge, quindi più che delle migliori canzoni del 2013, questa classifica tratta delle mie preferite, quelle che ho ascoltato e "mangiato" di più nel corso di quest'anno che sta volgendo al termine. Non avendo ascoltato molti album per intero tra le altre cose potrei essermi perso qualche vera chicca, ma non fa niente, molte cose le evito anche per principio solitamente. Ed ora, via alle danze!


10 - Bullet for My Valentine - Temper Temper

Vi avviso già che in questa classifica ci sarà abbastanza metal e tanto tanto rock, ma io sono decisamente di parte essendo uno dei generi che ascolto di più. Questa canzone è decisamente la migliore tratta dall'album omonimo, non manca quasi mai ai miei ascolti.

 

9 - Airbourne - Ready to Rock

Non poteva certo mancare in questa classifica la canzone di apertura del buonissimo album "Black Dog Barking" degli ASirbourne, band che da qualche anno a questa parte ha ormai saputo prendermi e mai annoiarmi. Molti dicono siano uguali agli AC/DC ma un po' meno bravi. Io dico "E a me che cazzo me ne frega a me" (cit.)! A me piacciono tantissimo!

 

8 - Volbeat - Lola Montez

Dei Volbeat ho sempre ascoltato qualcosina ma mai mi hanno preso per davvero. Mai così tanto da amare una loro canzone come questo brano di quest'anno!

 

7 - Helloween - Burning Sun

Gli Helloween tornano nel 2013 con un album davvero stellare e con una canzone che fa ricordare ai nuovi musicisti quanto, nonostante l'età, il gruppo sia ancora perfettamente sul pezzo

 

6 - Mika - Live your Life

Non sono mai riuscito a nascondere, nonostante non appartenga per nulla al genere di musica che ascolto abitudinalmente, quanto io adori la musica di Mika. Questo brano estivo conferma, una volta di più, quanto Mika faccia veramente fatica a sbagliare una canzone!
 

5 - Daft Punk ft. Pharrell Williams - Get Lucky

Altro brano che, volenti o nolenti, non può certo mancare in una classifica del genere. Anche perchè, anche questa cosa volenti o nolenti, veniva passato in radio una cosa come 25 volte nel giro di 24 ore (e forse anche di più). Comunque un gran bel brano per il ritorno dei Daft Punk con "Random Access Memories"

 

4 - Pearl Jam - Pendulum

E non può essere sottovalutato il ritorno dei Pearl Jam, che con "Pendulum" firmano quasi sicuramente uno dei brani rock più belli dell'intero 2013. Anche dei Pearl Jam non sono nè un grandissimo conoscitore nè tanto meno un grandissimo fan, però quando uno se lo merita se lo merita! Bellissimo! 


3 - Bon Jovi - Because we Can

Sul gradino più basso del podio abbiamo il ritorno della mia band preferita in assoluto. Anzi, forse questa posizione nella classifica è dettata soprattutto dal mio gusto personale, anche perchè questa canzone su di me ha avuto un vero e proprio effetto diesel. La prima volta che la ascoltai mi fece schifo, la seconda volta mi è piaciuta moderatissimamente, la terza volta ho iniziato ad amarla, la quarta volta la conoscevo già a memoria. 



2 - Dropkick Murphys - Rose Tattoo

Quando scopro una band per caso e vengo letteralmente stregato non solo da un singolo brano, ma addirittura da un intero album, allora vuol dire che potrei ascoltare tante loro canzoni a ripetizione. Quando tra le tante mi innamoro particolarmente di una, l'effetto è ancora peggiore. Penso di averla ascoltata milioni, milioni di volte sta canzone. 



Però... Ce ne è stata una che ho ascoltato ancora di più, ma proprio molto molto di più... Ed è:

 

1 - Elio e le Storie Tese - Complesso del primo Maggio

Ad essere onesti, per fare questa classifica, in teoria, avrei dovuto mettere nelle prime sette posizioni le prime sette tracce dell'album "Album Biango" di Elio e le Storie Tese, assieme a questa che è la traccia di chiusura. Però per decoro personale ho deciso di scegliere la più rappresentativa. Elio quest'anno è riuscito a farmi innamorare prima de "La canzone mononota" a Sanremo. Poi pian piano anche di "Dannati Forever", scartata a Sanremo e che ha avuto anche questa un effetto diesel su di me. Poi è uscita questa traccia e pochissimo dopo l'intero album. Che mi sono letteralmente DIVORATO più e più volte! Il primo posto è suo senza nemmeno starci a pensare troppo!



domenica 29 dicembre 2013

Urban Legend (1998)

USA 1998
Titolo Originale: Urban Legend
Regia: Jamie Blanks
Sceneggiatura: Silvio Horta
Cast: Jared Leto, Alicia Witt, Rebecca Gayheart, Michael Rosenbaum, Loretta Devine, Joshua Jackson, Tara Reid, John Neville, Robert Englund
Durata: 95 minuti
Genere: Horror, Slasher

La trama in breve: Il Pendleton College, di norma abbastanza tranquillo, viene scosso dall'omicidio di una studentessa, avvenuto mentre si trovava alla guida della sua auto e compiuto da una persona nascosta sul sedile posteriore. Pian piano la scuola inizierà ad essere scossa da macabri omicidi il cui modus operandi sarà molto simile a vari avvenimenti di famose leggende metropolitane.

Negli anni successivi all'esplosione ed al successo della saga di "Scream" sono fioriti molti film che ne riprendevanoin tutto e per tutto lo spirito, presentandosi al pubblico come dei successori del lavoro di Wes Craven, ma presentandone delle interessanti variazioni sul tema. E' stato il caso di "So cosa hai fatto" così come è stato il caso di "Urban Legend". I denominatori comuni di tutti questi film sono la presenza di un serial killer che uccide brutalmente le sue vittime, un cast molto molto giovane ed abbastanza inesperto e tanti, tanti clichè.

Mentre la forza di Scream sta nel prendere tutti i clichè del cinema horror, facendo il verso soprattutto a film come "Venerdì 13" e "Halloween", e nel ridicolizzarli per creare un film ironico e citazionista, per "Urban Legend" (sull'altro non mi posso esprimere, non avendolo ancora visto) si perde molto la componente ironica perdendo quello che rendeva forte l'unico vero e proprio film originale del filone. 

Nonostante l'aver perso del potenziale (è una scelta che bisogna anche fare, non è che potevano fare un film uguale a "Scream"), l'espediente di utilizzare delle leggende metropolitante come filo conduttore di tutta la trama alla fine si rivela una scelta piuttosto vincente. Si dice che le leggende metropolitane citate nel film siano più o meno conosciute in tutto il mondo con tutta una serie di varianti nate dal fatto che, non essendo delle storie vere, ognuno ne conosce una versione diversa. Proprio per questo il film si può godere per bene conoscendo buona parte delle leggende citate. Si dice appunto che queste leggende le conoscano quasi tutti, eppure ho visto il film con un gruppo di persone in cui molti non ne conoscevano nemmeno una!

Questo primo capitolo della trilogia sulle leggende metropolitane alla fine si è rivelata una visione carina, molto carina. Certo, il film da cui prende ispirazione è inarrivabile, così come è inarrivabile l'ironia con cui è stato creato. Peccato per il finale che, una volta capita la vicenda come si è svolta, diventa abbastanza prevedibile scoprire chi è il killer!

Voto: 7+

sabato 28 dicembre 2013

Silent Night (2012)

USA 2012
Titolo Originale: Silent Night
Regia: Steven C. Miller
Sceneggiatura: Jayson Rothwell
Cast: Malcolm McDowell, Jaime King, Donal Logue, Rick Skene, Ellen Wong, Andrew Cecon, Courtney-Jane White
Durata: 90 minuti
Genere: Horror, Slasher

La trama in breve: Nel Midwest, nel giorno della vigilia di Natale, una cittadina viene terrorizzata da un uomo vestito da Babbo Natale, che si fa chiamare Santa Jim, che uccide persone che secondo lui non si comportano bene.

Poteva mancare un bell'horror natalizio in questo periodo di feste, prima di fiondarci nel ricapitolare le migliori cose successe quest'anno nel mondo dello spettacolo? Ma certo che no! Ed ecco che viene tirato fuori dal cilindro un remake di un discussissimo film di inizio anni '80, tale "Silent Night, Deadly Night", che qui in Italia sarà uscito solamente in DVD, ma che, secondo me, è molto più facile trovare su internet piuttosto che per le vie legali.

Premettendo che non ho visto il film originale, questo remake già di suo non mi ha detto molto. Infatti, effettivamente, è abbastanza scarsino sia come horror sia come slasher e non è molto in grado di accentuare la tensione dello spettatore. Anzi, più volte mi sono distratto perdendomi qualche pezzettino per poi riprendere la visione come se nulla fosse e riuscire comunque a comprendere per bene tutto ciò che stava succedendo.

Alla fine si tratta fondamentalmente di un B-Movie che però perde tutto il fascino che hanno su di me i B-Movie, ovvero quello di farmi divertire e godere nel vedere quanto i mezzi utilizzati siano inadeguagti per la produzione. Se volessi sparare sulla croce rossa mi metterei a parlare delle interpretazioni degli attori, ma non è che ci goda tanto nel farlo. Solo un piccolo appunto su uno dei protagonisti, Malcolm McDowell, che dopo "Arancia Meccanica" quando era giovane si è letteralmente venduto a stronzate come questa, partecipando in pochi film degni di nota rispetto a quelli in cui non c'è nè capo nè coda.

L'unica cosa che mi è abbastanza piaciuta del film sono le scene un po' più crude, ma soprattutto qualche tetta e culo al vento qua e là (che nei film slasher non possono mai mancare). E' assolutamente memorabile la scena in cui una donna (sottolineiamo FIGA), per scappare dall'assassino, si gira tutta la città con addosso solo le mutande e, dopo che le viene tagliata la gamba riesc e ancora a strisciare e ad urlare mentre scappa. Ora, va bene che è un film, ma, tendenzialmente quando uno perde la gamba all'improvviso la logica mi dice che dovrebbe svenire dal dolore o comunque sentirsi molto molto molto indebolito. Questa a parte il fatto che ovviamente non riusciva a camminare, urlava, sbraitava e aveva quasi una forza incontrollata. Ah cosa fanno le scariche di adrenalina nei film! Sono quasi miracolose!.

Voto: 4

venerdì 27 dicembre 2013

Indovina chi viene a Natale? (2013)

Italia 2013
Titolo Originale: Indovina chi viene a Natale?
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Fabio Bonifacci, Marco Martani
Cast: Claudio Bisio, Claudia Gerini, Raoul Bova, Angela Finocchiaro, Diego Abatantuono, Cristiana Capotondi, Carlo Buccirosso, Rosalia Porcaro, Isa Barzizza, Gigi Proietti, Massimo Ghini
Durata: 95 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Il film racconta la riunione familiare di una famiglia molto allargata per le feste natalizie, accogliendo anche i due nuovi arrivati: il nuovo fidanzato di Chiara, maestro elementare odiato dai due figli di lei, e Francesco, il ragazzo di Valentina senza le braccia, che i genitori di lei faranno di tutto per mandare fuori di casa.

A me solitamente il panettone piace mangiarlo a Natale, non guardarlo al cinema. Eppure sti cinepanettoni vanno così tanto nei cinema a Natale che non se ne può assolutamente rimanere indifferenti. Oddio, forse sì, sarebbe meglio rimanerne indifferenti, però sti film sono come quando Berlusconi vince le elezioni: nessuno lo ha votato eppure è sempre lì (alle prossime si spera vivamente di no). Così succede a questi film: tutti dicono "che schifo, che schifo, non lo vedrò mai!" eppure puntualmente sono sempre i primi classificati per incassi ricevuti. Tranquilli, per quanto mi riguarda questi di soldi da me non ne hanno ricevuti, anche perchè, se il cinepanettone di Neri Parenti ormai lo salto ogni anno a priori, quello di Fausto Brizzi di solito una sbirciatina gliela dò. Non proprio volentieri, non proprio perchè mi uccide dalle risate, ma perchè non ho un cazzo da fare la sera dopo aver mangiato come una fogna e, vedendo un film impegnativo crollerei dopo mezzio minuto.

Che poi, sotto certi aspetti, anche questo film è impegnativo. Molto impegnativo. E' impegnativo riuscire ad arrivare alla fine senza iniziare a praticare dell'autolesionismo. Autolesionismo perchè hai avuto la pessima idea di guardarlo e perchè sai che un certo tipo di comicità non ti soddisfa per nulla ma se così scemo da voler vedere questo tipo di film con quel tipo di comicità. Sai anche che, a parte Bisio e Abatantuono (e la Capotondi ma solo perchè mi piace motlo fisicamente), tutti gli altri protagonisti ti stanno sulle palle e fanno solo del male al cinema e alla televisione e allo spettacolo tutto. Non che Bisio e Abatantuono abbiano sempre fatto del bene al cinema, ma perle come "Mediterraneo" e "Regalo di Natale" il primo e come "Si può fare" il secondo, le hanno sapute regalare.

Per il resto obiettivamente sul film non c'è molto da dire così coem non ha molto da dire nemmeno il film stesso. Tenta di trattare il tema della disabilità e lo fa in maniera piuttosto scialba, superficiale e a volte ridicola. Cerca di fare ironia sulle amate/odiate riunioni di famiglia per le feste natalizie, ma ne esce fuori un qualcosa di poco pungente quasi a livelli di buonismo. Si passa un'ora e mezza a cervello zero senza pensare a nulla, questo bisogna dargliene atto. Se il suo lavoro fosse solo quello sarebbe riuscito alla perfezione.

Voto: 4,5

giovedì 26 dicembre 2013

Coraline e la porta magica (2009)

USA 2009
Titolo Originale: Coraline
Regia: Henry Selick
Sceneggiatura: Henry Selick
Cast: Coraline Jones, Madre di Coraline, Altra madre, Padre di Coraline, Altro padre, Wybie Lovat, Il gatto, Mr. Bobinski, Miss Spi, Miss Forcible, Nonna di Wybie
Durata: 100 minuti
Genere: Animazione

La trama in breve: Coraline è una ragazzina che si è appena trasferita con la sua famiglia. I suoi genitori sono sempre molto occupati e non passano praticamente mai del tempo con lei, vedendola quasi come un peso. Esplorando l'appartamento, Coraline scoprirà per caso una porticina murata, i cui mattoni nel corso delle nottate svaniscono permettendole di entrare in un mondo dall'aspetto praticamente identico al suo, in cui vivono persone identiche ai suoi genitori e ai suoi vicini, solo con dei bottoni al posto degli occhi. 

Nel periodo natalizio si guardano i film d'animazione. E' una cosa risaputa ed è anche inevitabile che accada, anche un po' per lasciare da parte la solita monotonia. Ed ecco allora che quando mancano i film da vedere in famiglia viene in soccorso la televisione, con questa pellicola a cui non avrei dato mezzo centesimo di euro che invece si può tranquillamente ritenere un mezzo gioiellino.

Film d'animazione in stop-motion, con personaggi che sembrano quasi fatti col pongo, riesce a regalare una trama che sa coinvolgere ed anche emozionare senza lasciarsi andare a colpi ad effetto per inruffianarsi il pubblico. E per un film d'animazione già solo questo è un pregio incredibile. I personaggi principali sono costruiti secondo un dualismo per cui i personaggi "reali" sono all'apparenza brutti, cattivi, vuoti nell'animo, mentre quelli della realtà alternativa sembrano capire a fondo le esigenze della protagonsita, "viziandola" ed accogliendola, ma tramando nell'ombra per lei un futuro inaspettato.

Il film poi, con delle atmosfere cupe e dark quasi in stile Tim Burton, riesce a creare un atmosfera nuova ed accattivante al punto giusto, con anche dei personaggi che sono costruiti molto bene e con moltissima cura. Film consigliatissimo se ancora non lo aveste recuperato, divertente ed accattivante al punto giusto.

Voto: 7,5

mercoledì 25 dicembre 2013

Christmas with the yours

Quest'anno lo spirito Natalizio ha veramente tardato ad arrivare, anzi, contando che oggi è Natale e lo spirito Natalizio ancora non è entrato in me, devo dire che siamo messi bene. Per ovviare a questo problemino ho deciso di scrivere una sfilza di mini-recensioni su film natalizi, film di vario genere, sia quelli per bambini buoni, sia quelli per omaccioni cattivi! (tranquilli, non sto scrivendo questo articolo oggi, ho una vita al di fuori del blog anche io... Sto solo sfruttando la programmazione di "Blogger")

Nativity - La recita di Natale


Titolo Originale: Nativity!
Regia: Debbie Isitt
Cast: Martin Freeman, Marc Wootton, Jason Watkins, Ashley Jensen

Iniziamo subito con una visione piuttosto recente, insieme ai bambini dell'oratorio, spalmata nell'arco di un'intera settimana. Il film parla di una scolaresca impegnata nel creare un grandissimo spettacolo di Natale, con l'obiettivo di risultare migliori della scuola rivale, con tanto di promessa dell'arrivo di Hollywood da parte del regista dello spettacolo.
Visione che, nonostante sprizzi "Natale" da tutti i pori, e io quest'anno, come dicevano gli Articolo 31 quando ancora mi piacevano "E' Natale, è Natale, è Natale, ma io non ci sto dentro", si è rivelata abbastanza sorprendente. Più che altro perchè il nostro hobbit Martin Freeman viene affiancato dal personaggio del signor Poppy, davvero simpaticissimo ed esilarante. Poi la pellicola, essendo britannica, alla fin fine risulta meno buonista di quanto qualsiasi film americano avrebbe potuto fare.

Voto: 7+

 

Miracolo nella 34a strada

Titolo Originale: Miracle on 34th Street 
Regia: Les Mayfield
Cast: Richard Attenborough, Elizabeth Perkins, Mara Wilson, Dylan McDermott, J.T. Walsh

Film che non manca mai, e quando dico mai intendo MAI, nella programmazione Mediaset prenatalizia (tant'è che è stato mandato in onda proprio la scorsa Domenica). Alla fin fine, ricordando la mia infanzia, questo è decisamente uno dei miei film natalizi preferiti, uno dei pochio che, ancora oggi, provo un grande piacere a vederlo. Ancora oggi, l'idea di fare un film su un processo in cui si decide se un uomo sia o meno Babbo Natale risulta una grande idea. Perchè era tutto molto più bello quando credevi in Babbo Natale anche tu (e per questa frase, per favore, ghigliottinatemi appena mi incontrate per strada).

Voto: 7,5

Una poltrona per due

Titolo Originale: Trading Places
Regia: John Landis
Cast: Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Ralph Bellamy, Don Ameche

Eccoci giunti invece ad una visione che ultimamente mi sta facendo venire l'orticaria. Più che altro perchè l'ho visto talmente tante volte che mi ha davvero devastato i testicoli e non riesco a pensare di poterlo vedere una sola volta di più. Considerato che, tra l'altro, già alla prima visione, pur essendo un film piuttosto godibile, non rientrò fin da subito tra i miei film preferiti, il fatto che continuino a mandarlo in onda mi fa semplicemente distruggere le balle molto ma molto di più.

Voto alla prima visione: 6,5
Voto attuale: HAI ROTTO!

A Chrismas Carol


Titolo Originale: A Christmas Carol
Regia: Robert Zemeckis
Cast: Ebenezer Scrooge, Bob Cratchit, Jacob Marley, Fred, Fantasma del Natale Passato, Fantasma del Natale Presente, Fantasma del Natale Futuro

Anche questo film è una visione relativamente recente (anche perchè è uscito soltanto nel 2009) e, tra le mille milioni di adattamenti dell'omonimo grandissimo romanzo di Charles Dickens è secondo me uno dei meglio realizzati. Già io sono un grandissimo estimatore del romanzo originale, decisamente la mia storia natalizia preferita (e sfido chiunque a trovare qualcuno a cui questa storia non piaccia), in più amo abbastanza le animazioni di Zemeckis e questo film lo trovo davvero molto ma molto carino.

Voto: 6/7


Ed ora, dopo una serie di film buoni o buonisti, passiamo ai film brutti o cattivi, sull'argomento!

Fuga dal Natale


Titolo Originale: Christmas with the Kranks
Regia: Joe Roth
Cast: Tim Allen, Jamie Lee Curtis, Dan Aykroyd, Erik Per Sullivan

Per quanto questo film rispecchi quasi perfettamente ciò che sto provando quest'anno verso il Natale, quando lo vidi lo odiai, fondamentalmente per due motivi: per prima cosa non mi ha fatto ridere nemmeno un po', mentre per seconda cosa il finale è la cosa più buonista che si sia mai vista in un film natalizio

Voto: 4,5

Babbo Bastardo

Titolo Originale: Bad Santa
Regia: Terry Zwigoff
Cast: Billy Bob Thornton, Tony Cox, Brett Kelly, Lauren Graham

Questo film mi fa letteralmente impazzire. Una commedia con protagonista Babbo Natale che più cattiva non si può. Il personaggio interpretato da Billy Bob Thornton è letteralmente pazzesco e, nonotante la storia sia una storia di cambiamento per il protagonista, il tutto viene messo in scena senza particolari buonismi, ma solo mostrando una certa affezione tra lui ed un bambino conosciuto per caso. Commedia brillantissima.

Voto: 8-

Santa's Slay


Titolo Originale: Santa's Slay
Regia: David Steiman
Cast: Bill Goldberg, Emily de Ravin, Douglas Smith, Robert Culp, James Caan

E per chiudere in bellezza ecco una trashata assurda, un horror con protagonista l'ex wrestler Bill Goldberg ad interpretare un Babbo Natale/Satana (all'inizio il film gioca sul fatto che Santa è l'anagramma di Satan) assolutamente cattivissimo e macabro come pochi! Il film ha poco da dire dal punto di vista della storia, ma diciamo che è il film perfetto da far vedere a chi vuole essere buono per forza.


Voto: 6/7

martedì 24 dicembre 2013

Breaking Bad - Stagione 5

Breaking Bad
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 16
Creatore: Vince Gilligan
Rete Americana: AMC
Rete Italiana: AXN
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Laura Fraser, Jesse Plemons
Genere: Drammatico


La trama in breve: Dopo aver ucciso Gus Fring, Walter White decide di ricominciare l'opera iniziata da Gus, mettendo in piedi una società insieme a Mike e Jesse Pinkman. Il pericolo per lui e la sua famiglia però è dietro l'angolo e l'impero che Walter vuole costruire va incontro ad un inesorabile declino.

Finita. Nel giro di tre mesi sono riuscito per intero a recuperarmi la serie di culto di questi ultimi anni e, devo dire, che non me ne pento affatto. Perchè, fondamentalmente, questa serie è un capolavoro. Perchè entra di diritto a fianco a Lost nel novero delle serie che adoro e adorerò per sempre. Perchè è un'opera ottima sia registicamente sia emozionalmente.

Mi piacerebbe, ad esempio, vedere il bravissimo Vince Gilligan dietro la macchina da presa in un film al cinema prima o poi, perchè questa serie tv è quasi come un grandissimo film, lungo quasi 47 ore (non penso farò mai una maratona guardandomela tutta di seguito), senza alcun cavolo di buco di sceneggiatura. In tutte le serie TV prima o poi arriva quel qualcosa che non ti quadra, quel buco inspiegabile per cui ti dici "perchè è successo ciò??? Vabbeh fa niente, continuiamo a guardare". In questa serie divorata in poco tempo sono pronto a giurare di non essermi mai fatto questa domanda.

Mentre negli USA la quinta stagione è stata divisa in due parti da otto episodi l'uno, io, guardandomela tutta d'un fiato, ho potuto godere di tutto quel crescendo di tensione, del vorticare di emozioni contrastanti nel giro di così poco tempo. Ho potuto godere del declino dell'uomo prima e dell'imperatore della droga poi. E nell'episodio "Ozymandias" si raggiunge il vero culmine della perfezione: così come nel sonetto di Shelley, in cui si parla del declino degli uomini di potere, qui il nostro Walter White vede pian piano sgretolarsi il suo impero, come conseguenza di tutte le sue gesta. E' proprio in questo episodio che la tensione tocca livelli mai raggiunti, per poi disciogliersi e raggiungere la giusta conclusione nei due episodi finali.

Ancora una volta da sottolineare le prove di tutti gli attori del cast: a partire dal Aaron Paul e dal suo personaggio Jesse Pinkman, che riesce a trasmettere il suo senso di inadeguatezza e i suoi sensi di colpa, fino ad arrivare a Dean Norris, nel ruolo di Hank Schrader incorruttibile agente della DEA dai metodi non proprio ortodossi. Passando poi attraverso i due personaggi femminili, Skyler White, interpretata da una bravissima ancora una volta Anna Gunn, impaurita dalle attività del marito, anche lei con grossi conflitti morali nell'animo, e Marie Schrader, interpretata da Betsy Brandt, sorelle e amiche, finchè la verità su Walter non verrà a galla. Menzione anche per il RJ Mitte, il "ragazzo della colazione", fino agli ultimi episodi.

Ma non si può nemmeno passare oltre alla straordinaria interpretazione di Bryan Cranston, che nel cinema ancora non ha sfondato sul serio, ma che in televisione ci sa stare sin dai tempi in cui recitava in "Malcolm" (e il suo era il mio personaggio preferito della serie senza alcun appello!). Io qui esagero, ma in certi frangenti la sua interpretazione mi ha ricordato nientepopodimeno che quella di Jack Nicholson in "Shining". Perfetto per davvero nel suo ruolo.

Voto: 9,5

lunedì 23 dicembre 2013

Il giorno degli zombi (1985)

USA 1985
Titolo Originale: Day of the Dead
Regia: George A. Romero
Sceneggiatura: George A. Romero
Cast: Lori Cardille, Terry Alexander, Joseph Pilato, Jarlath Conroy, Anthony Dileo Jr., Richard Liberty, Sherman Howard, Gary Howard Klar, Ralph Marrero, John Amplas, Phillip G. Kellams, Taso N. Stavrakis, Gregory Nicotero
Durata: 104 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Dopo il loro risveglio, i morti stanno dominando il mondo intero, costringendo le poche persone rimaste in vita a rifuagiarsi in bunker sotterranei. In uno di questi bunker, il dottor Logan sta conducendo esperimenti sui non morti per identificare il centro nevralgico da cui è partito il loro risveglio.

E pian piano la saga degli zombie di Romero sta prendendo forma nella lista delle mie visioni e, con il terzo capitolo, raggiunge in me un certo rispetto. La saga originaria finisce e a breve incomincerà la seconda trilogia, quella del nuovo millennio, quella di cui ho visto recentemente "Diary of the Dead" e ne sono decisamente rimasto abbastanza deluso.

Un film forse in tono minore rispetto ai due precedenti, ma meritevole comunque di un certo rispetto. Così, dopo aver criticato la Guerra nel Vietnam con "La notte dei morti viventi" e l'era del consumismo con "Zombi", ecco che la critica di Romero si sposta verso la politica di Reagan e verso le sue follie in ambito economico.

Nella trilogia originale vi è anche un interessante escalation del fenomeno dei morti viventi, mentre ne "La notte dei morti viventi" il fenomeno è abbastanza isolato, in "Zombi" si ha generale confusione, ne "Il giorno degli zombi" la situazione si è letteralmente capolvolta rispetto alle origini, con gli zombie a dominare il mondo e gli uomini ad essere rimasti un'esigua minoranza.

Il tono preso da questo film, leggermente minore rispetto ai due precedenti lavori, è comunque di tutto rispetto. Viene leggermente abbandonata la tensione palpitante, comunque presente, per presentarci le cose sotto una forma molto più razionale. Sempre se razionale può essere studiare il cervello dei morti. I protagonisti vivono praticamente assieme a loro, alcuni con l'incubo che i morti si possano liberare e uccidere tutti da un momento all'altro. Abbandonando leggermente la tensione, il film si lascia però andare a scene di violenza notevole, risultando tra quelli della prima trilogia il più sanguinoso di tutti.

Voto: 7,5

domenica 22 dicembre 2013

Un fantastico via vai (2013)

Italia 2013
Titolo Originale: Un fantastico via vai
Regia: Leonardo Pieraccioni
Sceneggiatura: Leonardo Pieraccioni, Paolo Genovese
Cast: Leonardo Pieraccioni, Serena Autieri, Maurizio Battista, Marco Marzocca, Marianna Di Martino, Chiara Mastalli, Giuseppe Maggio, David Sef, Alice Bellagamba, Massimo Ceccherini, Giorgio Panariello, Daria Mazzoni, Sofia Mazzoni
Durata: 95 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Arnaldo è un quarantenne che, a causa di un equivoco, viene cacciato di casa dalla moglie. Non perdendosi d'animo, l'uomo decide di andare a vivere in un appartemento assieme a quattro universitari e restando con loro imparerà a conoscere e capire i loro problemi.

Non sono un fan di Pieraccioni, partiamo da questa premessa. Eppure, ho visto qualche suo film ed alcuni, soprattutto "Il ciclone" e "Il Paradiso all'improvviso", devo dire che mi piacciono abbastanza. Poi ne ho visti altri che, per vari motivi (soprattutto per il successo ottenuto dal regista e attore toscano), sono praticamente tutti uguali, con poche idee innovative e con le battute che dovrebbero fare ridere che pian piano si appiattiscono sempre di più.

E' proprio il caso del suo recente lavoro "Un fantastico via vai", un film che vuole essere una sorta di ripresa del suo primo lavoro "I laureati", con la piccola variante che qui Pieraccioni interpreta un uomo che non ha mai saputo prendere una decisione chiara e decisa in vita sua e, vivendo con dei giovani, inizierà a prendere coscienza della sua situazione, in primis aiutando loro, fino ad arrivare ad aiutare anche se stesso.ù

In tutto questo i reali problemi del film sono fondamentalmente due: la regia è molto piatta, così come la trama e la sceneggiatura, seguendo delle riprese abbastanza classiche e degli sviluppi di trama che non lasciano affatto spazio all'immaginazione. Il secondo problema del film è che ci sta bene la leggerezza, la spensieratezza, anche se in un modo o nell'altro il film un pochino riesce a fare riflettere, ma un pochino ci si aspetta di ridere da un film del genere, invece le poche risate che ne scaturiscono risultano piuttosto forzate, come a dire "rido solo perchè è un film comico, ma normalmente non avrei riso".

Per ora il film è al secondo posto come incassi in Italia, al momento davanti anche al cinepanettone, che a me piace chiamare cinemmerda, stando davanti per ora a robe come "Indovina chi viene a Natale" e "Colpi di fortuna". La cosa, per ora, è positiva, ma aspettate domani e vedrete che i cinemmerda supereranno sto film.

Voto: 5

sabato 21 dicembre 2013

Witches of East End - Stagione 1

Witches of East End
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Maggie Friedman
Rete Americana: Lifetime
Cast: Julia Ormond, Jenna Dewan, Rachel Boston, Mädchen Amick, Eric Winter, Daniel DiTomasso
Genere: Fantasy


La trama in breve: Joanna Beauchamp è una strega che vive nella cittadina di East Haven con Freya e Ingrid, le sue due figlie, che non sanno di essere delle streghe a loro volta. Joanna è immortale, mentre le sue due figlie muoiono sempre prima dei trent'anni, rinascendo di nuovo poco tempo dopo. Quando Wendy, sorella di Joanna, arriva in città per avvisarla di un imminente pericolo per la sua vita, Joanna sarà costretta a svelare alle figlie la loro vera identità.

Ho dovuto farmi una bella pera di sopportazione per riuscire a guardare tutta, per intero, questa prima stagione della nuova serie TV firmata Lifetime, un canale statunitense che è dichiaratamente a contenuto femminile (anche se la femminilissima "The Client List" poteva tranquillamente soddisfare anche un uomo). Questa serie l'ho presa, iniziando a seguirla settimana per settimana, poi pian piano mi sono stancato recuperando due o tre puntate per volta, fino all'ultimo episodio andato in onda la scorsa Domenica.

Semplicemente perchè questa non appartiene, decisamente, a quella schiera di serie tv che guarderei volentieri, ma, comunque, ho voluto provare. Ed anche perchè affiancata alla componente soprannaturale, vi è una vera e propria componente amorosa che, alla lunga, rischia di dare fastidio. Sì perchè questa serie tv la si può ascrivere al genere Harmony (soprattutto nelle prime puntate), genere in cui la storia principale è un mezzo per farti vedere la o le protagoniste che si spupazzano i bei maschioni di turno che le si parano davanti.

I personaggi principali sono delle vere e proprie macchiette, non sono costruite con profondità, non ne acquistano nemmeno nel corso delle puntate. Eppure, nel loro essere macchiette, qualche volta riescono anche a divertire. La stagione ci sta, è un piccolo diversivo per chi cerca serie TV di qualità, ma ama anche il guilty pleasure. Qui di guilty pleasure ce n'è decisamente troppo, quindi è difficile per uno come me riuscire ad affezionarsi in maniera totale alla serie.

Anche perchè è una serie prodotta quasi esclusivamente per un pubblico femminile, meglio ancora se ha superato i 25/30 anni e si sta avvicinando alla soglia dei quaranta, io che sono un uomo di 23 anni, sarebbe una bella contraddizione se ne fossi rimasto pienamente soddisfatto. Rimane comunque un decente (non buono dai) diversivo per combattere la noia, ma non pensate di trovarvi davanti ad una serie enorme, ma nemmeno ad una serie buona.

Voto: 5+

venerdì 20 dicembre 2013

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013)

Nuova Zelanda, USA 2013
Titolo Originale: The Hobbit: The Desolation of Smaug
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens, Guillermo del Toro
Cast: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Evangeline Lilly, Lee Pace, Orlando Bloom, Luke Evans, Ken Stott, Graham McTavish, Aidan Turner, Dean O'Gorman, Mark Hadlow, Jed Brophy, Adam Brown, John Callen, Peter Hambleton, William Kircher, James Nesbitt, Stephen Hunter, Mikael Persbrandt, Manu Bennett, Lawrence Makoare, Sylvester McCoy, Stephen Fry, Ryan Gage, John Bell, Peggy Nesbitt, Mary Nesbitt, Cate Blanchett
Durata: 161 minuti
Genere: Fantasy

La trama in breve: Thorin Scudodiquesrcia è giunto nel villaggio di Brea per indagare sulla scomparsa del padre Thràin. Qui viene avvicinato da Gandalf il Grigio, che tenta di convincere Thorin a liberare il villaggio di Erebor dalle grinfie del malvagio drago Smaug. Assieme ai nani, Gandalf suggerisce a Thorin di ingaggiare anche uno hobbit che funga da scassinatore. Lo hobbit sarà proprio Bilbo Baggins.

Dio Santissimo quanto è difficile recensire questo film. Non tanto perchè mi sia piaciuto, non mi sia piaciuto, mi aspettavo tanto e invece mi ha deluso o cose del genere, quanto più che altro perchè è un film di grosse dimensioni, con molti personaggi e delle storie che si sviluppano parallelamente alla trama principale. Siccome, appunto non voglio deturpare il film citando alcune cose e dimenticandomene altre, non farò riferimenti alla trama e non proverò ad essere obiettivo, anche perchè un film del genere o piace o non piace, l'obiettività c'entra poco o nulla.

Il primo capitolo di questa nuova saga di Peter Jackson mi era piaciuto abbastanza e devo dire che attendevo decisamente il secondo. Non sono un grande conoscitore dell'universo di Tolkien, tanto che non ho letto nessuno dei suoi libri, ma mi sono solamente limitato a guardare la trilogia capolavoro de "Il signore degli anelli" e, appunto, la prima parte di questa nuova produzione. Voci informate mi dicono che fare una trilogia su "Lo Hobbit" sarebbe stato praticamente un infinito allungamento del brodo, perchè il libro da cui è tratto è un librettino da nemmeno trecento pagine. 

Dunque visto che la storia viene allungata e modificata il rischio di cadere nella noia e nell'aggiungere cose di cui in realtà si potrebbe fare a meno non è poi così remoto. Ed è così che con questa seconda parte della storia non ne è certo uscita una storia perfetta, certamente inferiore al predecessore "Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato", ma comunque assolutamente godibile e ben costruita, pur avendo delle parti che effettivamente, ti lasciano un po' lì tra l'indifferenza e il domandarsi a cosa precisamente serva una scena del genere.

L'aggiunta del personaggio di Tauriel, che nella storia non è presente, non è del tutto inutile e non si tratta di una deturpazione del libro da cui il film è tratto. Se l'aggiunta diventa funzionale alla buona riuscita di un film e non lo fa stonare con il resto della produzione, allora ci sta e ci sta anche bene. Poi io ho una certa predilezione per Evangeline Lilly, sin dai tempi di Lost. Non che sia una grandissima della recitazione, ma se la sa cavare abbastanza bene.

Voto: 7+

giovedì 19 dicembre 2013

Homeland - Stagione 3

Homeland
(serie TV, stagione 3)
Episodi: 12
Creatore: Gideon Raff
Rete Americana: Showtime
Rete Italiana: FOX
Cast: Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Morena Baccarin, Diego Klattenhoff, David Marciano, Jackson Pace, Morgan Saylor, Rupert Friend, Sarita Choudhury, F. Murray Abraham, Tracy Letts
Genere: Drammatico, Spionaggio

La trama in breve: Dopo essere stato accusato di aver messo la bomba alla sede della CIA a Langley, Brody è fuggito, con la complicità di Carrie. Nel frattempo negli Stati Uniti si sta tenendo il processo per identificare oltre ai responsabili della tragedia, anche alcuni fantasmi passati dell'agenzia. Sotto pressione, Saul smaschera la malattia di Carrie davanti ai piani alti della CIA.

Negli ultimi due anni vi è stata una vera e propria certezza in ambiente televisivo. La serie targata Showtime, "Homeland", ha saputo catturare il pubblico, sia americano sia internazionale, con la sua trama imprevedibile, con interpretazioni ottime dei protagonisti e con una Carrie Mathison che, in coppia con Nicholas Brody, riuscivano a far alzare impressionantemente il livello di tutta la produzione.

Con gli eventi del finale della seconda stagione, per la terza si è dovuta fare una scelta di sceneggiatura che ha rischiato un vero e proprio abbassamento della qualità della serie. E se l'abbassamento doveva essere per forza scongiurato, comunque qualche ombra su questa terza stagione, purtroppo c'è. D'altronde una serie che per ben due anni di fila è stata perfetta, anzi, PERFETTA, tutto maiuscolo, un calo è comprensibile. L'importante è che il calo non diventi un tracollo nè un'abitudine per il futuro.

Ciò che ha fatto funzionare di meno la serie in questa terza stagione è stata la divisione sulla scena dei due protagonisti, che li vedremo insieme solo in una puntata, mentre per il resto rimarranno da soli a fare andare avanti le loro storie. E diciamo che per una serie del genere, avere un'introduzione alla vicenda della durata di ben sette puntate è decisamente un po' troppo. Queste sette puntate di introduzione (in cui Brody si vede davvero pochissimo) mi sono comunque piaciute parecchio, ma non mi sorprendo del fatto che molti spettatori si sano disaffezionati.

E, proprio nel momento in cui Carrie e Brody si rincontrano, ecco che vengono di nuovo divisi, da una missione praticamente suicida di cui però non vorrei anticiparvi niente. La parte finale è davvero molto bella, probabilmente viene tirata una riga sulla serie che dalla quarta stagione riprenderà da in una maniera totalmente diversa. Sono sicuro che quest'anno +Marco Goi  non la metterà al primo posto nelle serie tv dell'anno. Anche perchè, secondo me, quest'anno non se lo merita. Anche se comunque la terza stagione merita tantissimo.

Voto: 8

mercoledì 18 dicembre 2013

Steven Spielberg Day - "Duel"

In occasione del compleanno di Steven Spielberg, uno dei registi più influenti dell'ultimo periodo, con alcuni blogger amici si è deciso di celebrare il suo estro creativo parlando ognuno di un suo film. In questa rassegna cinematografica sono riuscito ad accaparrarmi il suo primo lavoro, "Duel"! E ora, che partano le celebrazioni!

USA 1971
Titolo Originale: Duel
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Richard Matheson
Cast: Dennis Weaver, Jacqueline Scott, Eddie Firestone, Lou Frizzell, Gene Dynarski, Lucille Benson, Tim Herbert, Charles Seel, Shirley O'Hara, Dick Whittington, Carey Loftin, Dale Van Sickel
Durata: 85 minuti
Genere: Thriller

La trama in breve: David Mann, mentre sta compiendo un lungo viaggio per recarsi ad un appuntamento di lavoro, decide di sorpassare una grossa autocisterna. L'autista dell'autocisterna però non la prende bene e per David inizierà un viaggio da incubo, ingaggiando un vero e proprio duello, con l'autista dell'autocisterna pronto ad ucciderlo in ogni maniera.
Fortunatamente, riuscendomi ad accaparrere "Duel", sono riuscito in un colpo solo a recuperare la prima opera cinematografica di Spielberg e un film che possedevo da molto tempo e su cui ho sempre nutrito una certa curiosità, ma che ancora non avevo trovato modo di gustarmi. E' curioso, soprattutto, come questa sua prima opera fosse nata come film per la televisione e, successivamente, visto l'incredibile successo, riadattata per il cinema con l'aggiunta di alcune scene.

E nella sua prima opera, Spielberg, sceglie di farci vedere un thriller a metà tra il geniale e lo sperimentale, in cui la tensione rimane palpabile per tutta la sua durata, pur non utilizzando particolari espedienti atti a creare il colpo ad effetto. La trama, infatti è abbastanza lineare, a parte poche sequenze, la scena si svolge quasi interamente in auto, facendoci vedere un vero e proprio duello, quasi d'altri tempi. 

Le riprese sono assolutamente geniali, la sequenza iniziale segue alla perfezione i movimenti dell'automobile sulla strada e, se un film che si svolge in auto, riesce a far venire il mal d'auto a chi di mal d'auto soffre un po' (sì, sto parlando di me), vuol dire che le riprese sono perfette e quanto mai realistiche. Ma il duello che si svolge sulla strada alla fine si rivelerà molto di più che una semplice scaramuccia con un camionista incazzato. Diventerà una sorta di storia della vita del protagonista, interpretato da un magistrale Dennis Weaver. Un protagonista che la sera prima aveva litigato con la moglie perchè, mentre un uomo le metteva le mani addosso, lui non aveva fatto niente per difenderla e che il giorno dopo si ritrova a rischiare la vita sulla strada. La decisione diventa fatale: fuggire come al solito dai suoi problemi o affrontare il pericolo come mai aveva fatto in vita sua. 

Questo film risulta geniale anche nel fatto che il nemico di cui ci vuole parlare il film è una persona che da una parte non vedremo mai, quasi fosse totalmente depersonalizzata e si identificasse con l'autocisterna che guida, dall'altra non sappiamo le motivazioni che lo spingono ad inseguire David così a lungo. E' una lotta tra un qualcosa di gigantesco, l'autocisterna, ed un moscerino, la macchina guidata da David. Il camion rappresenta secondo me tutti i problemi che David non è riuscito ad affrontare nella sua vita, problemi che ora dovrà affrontare tutti in una volta. Problemi anche piccoli che però sono diventati giganteschi. Nella mia interpretazione personale il camion rappresenta questo. Magari mi sbaglio, ma qualcosa in sto film dovevo pur leggerlo.

Tra le poche scene che non si svolgono sulla strada memorabile quella del locale nell'area di sosta, in cui viene messa in gioco ogni possibile paranoia del protagonista. A mangiare nello stesso locale assieme a lui infatti c'è anche l'autista dell'autocisterna. Ma lui non sa chi è e nemmeno noi lo sapremo mai. Ed è molto interessante come in questa scena la tensione venga costruita in maniera assolutamente magistrale, con David che riflette e ci rende partecipe dei suoi pensieri e con gli altri personaggi in scena, ignari delle sue paranoie, tranne uno.

Voto: 9

Partecipano allo "Steven Spielberg Day" anche

martedì 17 dicembre 2013

Zombi (1978)

USA 1978
Titolo Originale: Dawn of the Dead
Regia: George A. Romero
Sceneggiatura: George A. Romero
Cast: Gaylen Ross, David Emge, Scott H. Reiniger, Ken Foree, David Crawford, David Early, Richard France, Howard Smith, Daniel Dietrich, Fred Baker, James A. Baffico, Rod Stouffer, Tom Savini, Jesse Del Gre
Durata: 114 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Da qualche settimana i morti più recenti hanno cominciato a risvegliarsi, affamati di carne umana e conquistando interamente gli Stati Uniti. Francine, assistente di studio in una televisione di Philadelphia, viene convinta dal marito Steven a fuggire in elicottero verso il Canada, luogo in cui l'epidemia appare più contenuta. Nel tentatuivo di fuggire, sono costretti, insieme a Roger e a Peter, due agenti SWAT, ad atterrare sul tetto di un centro commerciale.

Proseguo nella visione della saga firmata George Romero sui morti viventi e, dopo "La notte dei morti viventi" e il balzo temporale fatto con "Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi", eccomi a parlare di "Zombi", ribattezzato così in Italia facendo quasi totalmente perdere il senso delle intenzioni di Romero. Infatti il film, il secondo della trilogia iniziale, nel titolo originale recita "Dawn of the Dead" che significherebbe "L'alba dei morti viventi". Inutile dire che il titolo italiano fa leggermente perdere la continuità col precedente episodio "La notte dei morti viventi" e non sembra essere un film di raccordo tra il primo capitolo ed il terzo, che verrà intitolato "Il giorno dei morti viventi".

Per l'occasione Romero si è avvalso della collaborazione del grande regista italiano Dario Argento, che all'epoca era certamente nel suo periodo di maggiore attività, ma soprattutto di maggiore ispirazione, mentre adesso mi sembra essersi un po' perso per strada. Oltre alla collaborazione di Dario Argento, si avvale delle magnifiche colonne sonore firmate dai Goblin, che già tre anni prima avevano collaborato con Dario Argento nella colonna sonora di "Profondo rosso" e un anno prima per "Suspiria". Inutile dire che in questo film ho particolarmente amato la colonna sonora ed il modo in cui si integra con la narrazione, conferendole una tensione inverosimile, soprattutto per un film che più che fare paura, vuole mettere angoscia e disgusto.

La trama del film procede spedita, con un Romero che ha voglia di sperimentare sia con la macchina da presa e con una tensione crescente che riesce bene a farti rimanere incollato alla visione del film, che, di suo, non stanca mai, seppure il canovaccio sia molto classico. L'ho addirittura preferito al suo predecessore, mentre per ora non oso esprimermi prima di vedere i tre capitoli rimanenti, ma penso che con "Diary of the Dead" di essere stato particolarmente sfortunato.

Interessanti sono poi le considerazioni che fanno tutti i personaggi riguardo gli zombie nel supermercato. A quanto pare gli zombie di Romero non sono solo degli stupidi non uomini che hanno solo voglia di mangiare cervello, ma mantengono ricordi e abitudini di quando erano in vita. Interessante appunto come i morti, una volta resuscitati, si dirigano verso il supermercato, proprio perchè in vita la maggior parte del tempo la passavano lì dentro. Ed è anche in questo che il film horror non crea un orrore fine a se stesso, ma vuole essere un mezzo per trarre un ritratto della società del periodo in cui il film fu girato. Ed effettivamente è abbastanza sconvolgente.

Voto: 8,5
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