venerdì 18 aprile 2014

Death Note

Death Note (Anime)
Episodi: 37
Regia: Toshiki Inoue
Rete Giapponese: Nippon Television
Rete Italiana: MTV
Genere: Thriller

La trama in breve: Un giovane studente giapponese, trova per terra un quaderno con scritto "Death Note" sulla copertina. Presto scopre che scrivendo il nome d una persona sul quaderno ed avendone ben presente il volto, la persona muore nel giro di pochi secondi. Decide di utilizzare questo immenso potere per creare un nuovo mondo, incominciando con l'eliminazione di pericolosi criminali.

E' bello recensire per la prima volta su questo blog un anime partendo con questa frase: io non amo gli anime. Ne ho visti davvero pochi per intero, forse forse solo l'immancabile "Dragon Ball", "Heidi" e "Slam Dunk" (che è uno dei miei cartoni cult in assoluto e che penso recensirò a breve). Tutti gli altri non li seguo semplicemente perchè sono troppo lunghi e non riuscirei a seguirli con la costanza che ci vorrebbe. Eppure, mentre guardavo "Death Note", ho scoperto tutta una produzione di anime sotto i cinquanta episodi tra cui alcuni potrebbero interessarmi e quindi a breve vi sorbirete pure la recensione di quelli se riuscirò a vedermeli.

Death Note mi era stato consigliato più e più volte da più e più persone per la sua figosaggine e per quanto riesca a prenderti e a farti vedere un episodio dietro l'altro senza mai volere smettere. E, ora che ho finito di vederlo, posso dire che tutto ciò si è verificato come predettomi da tutti quelli che me lo consigliavano, tanto da farmelo finire in poco meno di una settimana, guardando minimo sei o sette episodi per volta. Vi avverto anche, per chi fosse tardone come me nel guardare le cose, che se avete intenzione di vedervi l'anime questa recensione sarà piena di spoiler, semplicemente perchè non saprei come parlarne senza fare spoiler. Quindi da questo punto in poi...



Intanto l'anime secondo me può essere diviso in tre parti: nella prima Light Yagami scopre il Death Note e inizia a prendere coscienza con esso, mentre Elle indaga sulle morti che avvengono numerose per mano di Kira, coinvolgendo addirittura il nostro insospettabile protagonista; la seconda parte la si può configurare tra l'ingresso in scena di Misa e del secondo Death Note fino alla morte di Elle; la terza invece dalla morte di Elle e il conseguente ingresso in scena di Near e di Mellow fino alla morte di Light Yagami.

Così come dal punto di vista della trama la storia io la divido in tre parti distinte, anche la qualità dell'anime rispecchia secondo me molto bene la suddivisione che mi sono creato nella mia testa. Mentre tra la prima e la seconda parte si assiste ad un crescendo clamoroso dal punto di vista della tensione e della narrazione, la terza cala abbastanza dal punto di vista narrativo, allentando un po' quella che era stata l'altissima tensione che si era vissuta negli episodi precedenti.

A rendere affascinantissime le prime due parti è lo scontro mentale (e talvolta anche a colpi di Death Note) tra Yagami/Kira e Elle. La meticolosità del primo nel compiere qualsiasi azione in modo da non essere beccato e del secondo nel svolgere le indagini sono la miglior cosa dell'intero anime. Memorabile tra i due è l'incontro di tennis nel campo della scuola, utilizzato come pretesto da Elle per studiare la personalità di Light e viceversa. In un semplice incontro di tennis viene scritta un'importantissima puntata per i risvolti successivi dell'anime.

Quando pensi che però la storia abbia raggiunto il suo apice e si stia avviando verso una semplice risoluzione ecco che entra in gioco Misa Misa, in possesso di un secondo Death Note. Il suo personaggio è stupido, un burattino nelle mani dell'infinita intelligenza di Light, imprevedibile proprio perchè non è dotato di intelligenza. Eppure Light nonostante per lo spettatore sia un personaggio imprevedibile, la capisce sin dall'inizio e sa prevedere la sua reazione ad ogni sua difficoltà. L'anime sale vertiginosamente, raggiungendo il suo apice massimo, nel periodo in cui sia Light sia Misa dimeticano dell'esistenza del Death Note, che finisce nelle mani della Yotsuba, una potente azienda giapponese. Con l'arresto del nuovo proprietario del Death Note e la successiva morte di Elle si chiude la seconda parte, davvero in maniera spettacolare ed inaspettata.

La terza parte cala abbastanza. Non dico in picchiata perchè il fascino rimane lo stesso, con Light che veste i panni sia del secondo Elle sia di Kira, facendo un doppio gioco clamoroso. Ciò che succede in questa terza parte è però che i due personaggi che sostituiscono Elle, ovvero Near e Mello, non hanno nè lo stesso carisma nè lo stesso fascino. Non si viene per nulla a creare quel dualismo Elle/Kira che mi aveva affascinato in maniera inverosimile nelle prime due parti e tutto risulta leggermente insipido, se così si può dire. Almeno fino agli ultimi due episodi, con la degna chiusura della vicenda gestita in maniera davvero ottima, ma soprattutto coerente con le premesse: Light non poteva andare avanti per molto, muore con la convinzione di aver reso il mondo un posto migliore e, forse, è stato veramente così. O forse si è macchiato di qualcosa di ancora più grande di qualsiasi crimine compiuto da un qualsiasi essere umano. E' un giudizio morale che non mi sento in grado di dare e che non è mio compito dare.

Ho già parlato in maniera molto approfondita sia del carattere di Light sia di quello di Elle, ma non del loro aspetto fisico: Light è uno studente, il migliore del suo corso, composto ed elegante. Da come è disegnato ne emergono sicurezza di sè e la sua intelligenza non è un peso per il suo rapporto con gli altri. Da come è disegnato Elle invece emerge secondo me un grande disagio: il personaggio è comunque, a suo modo, molto sicuro di sè, ma appare complessato, con dei tic nervosi che a volte danno anche fastidio. Near è caratterialmente molto simile a Elle, allevato nella stessa scuola in cui Elle è cresciuto, con dei complessi clamorosi, purtroppo però meno carismatico nel suo predecessore a capo delle indagini.

Personaggio interessantissimo è anche lo shinigami Ryuk, Dio della Morte nella mitologia e nella cultura giapponese, proprietario del Death Note del quale nemmeno conosce le regole, drogato di mele (sì sì, proprio di MELE) che risulta simpatico ed imprevedibile allo stesso tempo. Può essere visto solo da chi ha toccato il suo Death Note, quindi per la maggior parte del tempo da Light Yagami, con il quale intrattiene interessantissimi discorsi esistenziali tra una mela e l'altra.

Voto: 9

La mia valutazione sarebbe stato un 9,5/10 comodo comodo se non ci fosse stato il visibilissimo calo nell'ultima parte della storia che non è brutta a livello assoluto, ma è sicuramente una spanna sotto alle splendide prime due parti.

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