mercoledì 16 aprile 2014

La bambola assassina 3 (1991)

USA 1991
Titolo Originale: Child's Play 3: Look who's Stalking
Regia: Jack Bender
Sceneggiatura: Don Mancini
Cast: Justin Whalin, Perrey Reeves, Jeremy Sylvers, Travis Fine, Dean Jacobson
Durata: 85 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Otto anni dopo gli eventi narrati nel film precedente, Chucky ritorna in vita nella bambola di "Bimbo bello". Andy Barclay si è trasferito all'Accademia Militare dove unsuo giovane compagno, Tyler, trova la bambola posseduta da Chucky che, dopo una serie di omicidi, vuole impossessarsi di un nuovo corpo.

Terzo capitolo e terza recensione. Dopo "La bambola assassina" e "La bambola assassina 2" per cui il mio gusto è rimasto con quasi un nulla di fatto, senza rimanerne particolarmente affascinato e senza dire mai quanto mi facesse schifo, eccoci al terzo capitolo. Andy Barclay è finalmente cresciuto e non è più un bimbettominkia affascinato da un pupazzo che ormai lo ha traumatizzato nel profondo e decide così di iscriversi ad una scuola militare in cui il luogotenente è praticamente un suo coetaneo. Ma quando mai si è vista una cosa del genere? Vabbeh, sorvoliamo su questo piccolo dettaglio.

Ovviamente verrà preso di mira dal capitano e si innamorerà di una ragazza presente nel battaglione e, in mezzo a tutte queste difficoltà, si rifa viva la bambola assassina, pronta a traumatizzarlo di nuovo ed a possedere il corpo di un suo compagno. Ed in tutto questo anche questo terzo capitolo, con zero horror e molta moltissima comedy, riesce ad essere spassoso come i primi due, grazie ad uno humour nero che ho sempre particolarmente apprezzato nel corso di questa saga. Che poi diciamocelo, chiunque abbia visto la saga de "La bambola assassina" dopo un po' ha iniziato a tifare per l'idolissimo Chucky.

La cosa che non ho per nulla apprezzato del film invece è l'ambietazione militaresca: Andy si rifugia nella scuola militare per affrontare i suoi traumi infantili, ma questa scuola sembra prendere moltissimo dall'iconologia creata da Stanley Kubrick in "Full Metal Jacket". Ovviamente il luogotenente è un esaltato di merda, con la differenza che, mentre Hartman risulta essere il miglior personaggio della storia del cinema militare, qui Brett Shelton risulta una delle cose più odiose mai viste, con i suoi insulti banalissimi e le sue angherie molto ma molto scontate. E la goduria quando viene ucciso è massima.

In questo voler mischiare il genere militare al genere horror il film non risulta secondo me particolarmente riuscito: molte persone sul web lo considerano il migliore della saga. Io, a differenza loro, non penso che faccia schifo, ma si rivela essere probabilmente un canto del cigno, capace di far perdere interesse in una saga fin qui non particolarmente esaltante, ma quanto meno interessante.

Voto: 5,5

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