venerdì 9 maggio 2014

Divergent (2014)

USA 2014
Titolo Originale: Divergent
Regia: Neil Burger
Sceneggiatura: Evan Daugherty, Vanessa Taylor
Cast: Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Jai Courtney, Ray Stevenson, Zoë Kravitz, Miles Teller, Tony Goldwyn, Ansel Elgort, Maggie Q, Mekhi Phifer, Kate Winslet, Ben Lloyd-Hughes, Meaghan Martin
Durata: 131 minuti
Genere: Fantasy

La trama in breve: In un futuro distopico l'umanità vive in serenità grazie alla divisione in fazioni. La società è dunque divisa in Candidi, Abneganti, Intrepidi, Eruditi e Pacifici. Beatriz è una ragazza di sedici anni appartenenti alla fazione degli abneganti, giunta al giorno in cui verrà sottoposta ad un test attitudinale per indirizzarla verso la fazione più adatta alla sua personalità. Venuta a conoscenza del risultato inconcludente del test, quindi essendo una Divergente, non adatta a nessuna delle cinque fazioni, deciderà, con la complicità di Tori che nasconderà il risultato, di entrare nella fazione degli Intrepidi.

Dopo la saga di "Hunger Games", che è già praticamente arrivata a metà del suo corso, con l'uscita tra qualche mese della prima metà del terzo capitolo, ecco che agli appassionati del teen fantasy viene dato qualcos'altro con cui arrovellare le loro menti fameliche. Con la saga di "Hunger Games" il mio approccio è stato diverso a questa: ho visto il primo film un po' per caso, l'ho abbastanza odiato, l'ho rivalutato in un secondo periodo ed il secondo capitolo mi è piaciuto molto, considerandolo come il vero e proprio salto di qualità per la saga. Con "Divergent" è un po' diversa la questione: sapevo dell'uscita del film, la trama mi ispirava abbastanza, mi sono procurato il libro (che ho ancora sulla scrivania da finire), ma nell'impazienza ho deciso comunque di vedermi il film.

Fondamentalmente l'unico punto in comune che hanno "Divergent" e "Hunger Games" è il regime dittatoriale a cui sono sottoposti i protagonisti. Per il resto, nonostante i molti proclami, le due storie non hanno moltissimo da spartire, almeno secondo me. Partendo da questo presupposto diciamo che ho trovato il film, così come sto trovando il primo libro, più che altro una lunga, lunghissima introduzione: mentre il primo capitolo di "Hunger Games" può esistere da solo, questo, preso nella sua singolarità, non ha moltissimo da dire. E c'è da gioire soprattutto del fatto che gli spettatori al cinema sono stati abbastanza per ordinare giusto quegli altri tre film che ne completino la saga.

E' interessante vedere come nei futuri distopici che ci vengono proposti dalle autrici in voga in questo periodo, sia sempre preponderante la divisione della popolazione e l'inscatolamento di essa in una particolare categoria. Qui le persone vengono suddivise secondo le proprie attitudini, chi invece ha attitudini che non sono conforme a nessuna fazione è ritenuto pericoloso, semplicemente perchè non è in grado di pensare come il "regime" che ci viene proposto dagli autori vorrebbe. Interessante è infatti il lavoro fatto da regista e sceneggiatore per rappresentare queste fazioni: leggendo il libro non so perchè me le ero immaginate anche con dei particolari segni fisici a contraddistinguerle. Sullo schermo invece tutti gli uomini vengono rappresentati in quanto tali, a testimoniare che è ciò che pensano l'importante, non il loro aspetto.

L'idea che sta alla base sia del primo libro della saga sia di questo primo film è di creare una vera e propria introduzione alla storia, tant'è che per praticamente tutto il film assistiamo alla fase di addestramento della protagonista Tris, mentre solo alla fine veniamo a conoscenza dei risvolti che la storia avrà un futuro. Questa cosa probabilmente non piacerà in maniera particolare agli spettatori occasionali, ma pone le basi per una saga che deve essere seguita fino in fondo. Preso invece come film singolo, la storia non porta da molte parti, proprio perchè l'intento è quello di fungere da lunga introduzione. Ed è proprio qui che ne riscontro il suo piccolo difetto: fare un'ora e mezza o un'ora e quaranta circa di addestramento alla lunga può risultare noioso, tant'è che io una buona mezz'ora della storia l'avrei o tagliata o quanto meno velocizzata.

Voto 6,5

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