lunedì 14 luglio 2014

Il mio personalissimo commento sul Mondiale di calcio - Brasile 2014

E' stato certamente l'evento del mese, di cui molti hanno parlato e di cui io non ho avuto il coraggio di parlare sul mio blog, per continuare imperterrito con le mie recensioni. Ma, dopo la finale giocata ieri tra Germania e Argentina, un commento ora è d'obbligo. Forse perchè ho assistito al più bel mondiale di calcio da quando sono nato. Forse perchè è stato quello che ho seguito con più assiduità, mentre nel 2010 avevo visto solo le tre partite dell'Italia e nel 2006 solo le partite dell'Italia poi laureatasi campione del mondo. Non ho voglia però di fare commenti sull'Italia, preferisco concentrarmi solamente sulle quattro semifinaliste.

Per una rappresentativa nazionale "normale", arrivare in semifinale ad un mondiale di calcio è considerato un buon risultato. Non se sei il Brasile e non se esci sconfitto come ne è uscito il Brasile in questo mondiale: di avvisaglie della disfatta brasiliana ce ne sono state lungo tutto il mondiale, dalla prima partita con l'autogol di Marcelo e la vittoria portata a casa anche con qualche aiutino, passando per il pareggio con il Messico e per gli ottavi vinti ai rigori, grazie anche a dei pali colpiti al momento giusto dai cileni, contro il Cile. La partita con la Colombia sembrava ci stesse facendo tornare il mito dei brasiliani, ma alla fine decisive risulteranno la squalifica di Thiago Silva per la semifinale e il grave infortunio a Neymar, che è uscito dal mondiale come non sarebbe dovuto uscire (dolorante in barella) piuttosto che con una sconfitta sonante come si sarebbe meritato. La semifinale con la Germania è stata la disfatta più grande della storia della nazionale brasiliana: sette gol subiti, di cui cinque nei primi trenta minuti, umiliazione continuata poi nella finale per il terzo o quarto posto dall'Olanda, che con un sonante 3-0 ha ancora di più accentuato il dramma brasiliano di questi mondiali. Se la partita con la Germania ha evidenziato la dipendenza dei brasiliani dal duo Thiago Silva-Neymar, quella con gli olandesi ha ancora di più evidenziato quanto il Brasile, senza Neymar in campo, facesse davvero fatica a costruire qualche azione degna di nota.

Sempre parlando del Brasile, ora tutta la col'pa è stata data al tecnico Felipe Scolari e alla prima punta Fred, dimostratosi essere abbastanza una pippetta. Nel calcio, si sa, i tifosi hanno la memoria cortissima: lo stesso Scolari aveva infatti portato alla vittoria del mondiale nel 2002 un Brasile però pregno di campioni, basti solo pensare al trio Ronaldinho-Rivaldo-Ronaldo, mentre qui le vere e proprie stelle della squadra erano solo due, mentre gli altri, senza Thiago Silva e Neymar in campo, si sono dimostrati essere dei giocatori di medio livello.

L'Olanda invece, dal canto suo, era secondo me la squadra che meritava maggiormente la finale, più dell'Argentina che comunque ci è andata con merito, sia per il gioco espresso sia per le genialate tattiche messe in campo da Van Gaal. Alla fine la roboante vittoria con la Spagna all'esordio per 5-1 ha fatto entrare gli Orange tra le mie squadre preferite di questo mondiale, percorso proseguito poi con altre due vittorie nel girone. Sogni di gloria che stavano per infrangersi agli ottavi contro un ottimo Messico, che si arrende solo negli ultimi cinque minuti, grazie ad una rimonta siglata da Sneijder e dal neo-entrato Huntelaar, messo in campo da Van Gaal, proprio al posto dell'idolo Van Persie. L'olanda però decide di sfidare la sua storia di nazionale sfigata per eccellenza, prima vincendo ai rigori contro la Costa Rica (anche qui genialata di Van Gaal che cambia il portiere ad un minuto dalla fine dei supplementari), poi perdendo in una partita rinunciataria da entrambe le parti, sempre ai rigori contro l'Argentina. Se sei l'Olanda non puoi sfidare troppo la tua storia: sai che continuando ad andare ai rigori prima o poi verrai eliminata, come successe nel 1998 in semifinale contro il Brasile, come nel 2000, nella storica partita con cinque rigori sbagliati contro l'Italia, di cui due nell'arco dei novanta minuti, come quest'anno, in cui alla fine una squadra secondo me più forte dell'Argentina, è uscita mestamente. Terzo posto che corona comunque un buonissimo cammino.

Sull'Argentina in realtà non è che possa particolarmente esprimermi, tra le quattro semifinaliste è stata la squadra di cui ho visto solamente la semifinale e la finale, quindi non so bene come sia stato il loro gioco nel corso del cammino verso la finale del mondiale. A quanto ho letto alla fine si è evidenziata nelle prime partite una certa Messi-dipendenza, peccato che poi nella semifinale Messi si sia visto pochissimo e alla fine l'Argentina l'abbia sfangata ai rigori grazie a delle grandi parate di Romero, in una partita contro l'Olanda totalmente rinunciataria da entrambe le parti.

La Germania era sicuramente la squadra che alla finale di ieri arrivava messa meglio: vittoria roboante all'esordio contro Cristiano Ronaldo (sì perchè è inutile chiamarlo Portogallo) per 4-0, pareggio rischioso col Ghana e vittoria contro gli Stati Uniti in una partita in cui vi era l'estrema certezza di qualificarsi. Partita rischiosissima agli ottavi contro un'Algeria coriacea e lavoratrice, in grado di mettere la Crucchia per davvero in difficoltà, con un Neuer PAZZESCO a salvarli in più di un'occasione. Partita poi vinta per 2-1 ai supplementari. Vittoria ai quarti contro una Francia non irresistibile a livello di nomi (con i soli Pogba e Benzema a fungere da stelle) ma che aveva dimostrato un buon gioco fino ad allora, riuscendo anche a mettere i crucchi un po' in difficoltà. Poi in semifinale hanno deciso di smetterla di cazzeggiare, con l'ormai famosa partita del 7-1 al Brasile.



La finale di ieri in realtà mi ha soddisfatto per il risultato, mentre il gioco mi è piaciuto a sprazzi. Alla fin fine le due squadre pur pareggiando per 0-0 nei novanta minuti, ci hanno probvato entrambe a segnare, con un gol giustamente annullato ad Higuain e con un gol sbagliato a tu per tu con Neuer sempre da Higuain, in un errore davvero sanguinoso. Nell'arco dei novanta minuti la Germania di occasione clamorosa ne ha avuta effettivamente solo una, col palo colpito da Howedes. Il problema è che se contro una Germania così cinica, sbagli tante occasioni da gol (almeno tre), alla fine la paghi. Chissà magari che con un Tevez qualsiasi, non voluto al mondiale proprio dal pessimo Messi di questa finale e anche della semifinale, il pallonetto di Palacio nei supplementari magari non sarebbe finito fuori. Vabbhe, meglio così, sarà bello bello riposato per la mia Juve il buon Carlitos. La decide una vera e propria magia di Mario Götze, fantasma per quasi tutto il mondiale, decisivo nel momento più importante.

Alla fine, come hanno dimostrato gli ultimi due mondiali, a vincere è stato un modello di calcio. Se nel 2010 aveva vinto il gioco tutto possesso palla della Spagna, qui a vincere è il bel gioco condito dal giusto cinismo e voglia di sbattersi dei tedeschi. Sia nel 2010 che nel 2014 poi han vinto due nazioni che in quegli anni hanno lavorato di più sui giovani, riuscendo a creare delle politiche calcistiche che ora tutto il mondo invidia. Ed il mondiale del 2006 è un caso un bel po' diverso, dato che per la nazionale italiana ha praticamente rappresentato il canto del cigno, con dei giocatori praticamente già arrivati, come lo sono stati quelli della Spagna e della Germania negli ultimi due mondiali. Ma se, l'Italia dopo il 2006, complice anche la politica calcistica, non ha prodotto più molti giocatori degni di nota, in Germania la concorrenza per arrivare in nazionale è altissima.

Premi ai singoli
Miglior giocatore: Lionel Messi. Inutile dire che non sono per nulla d'accordo, viste soprattutto la semifinale e la finale.
Miglior portiere: Manuel Neuer e non c'è nemmeno da discuterci troppo.
Miglior marcatore: James Rodriguez. Questo tra qualche anno dominerà in Europa.
Premio Fair Play: Colombia. Solo cinque cartellini gialli in cinque partite!
Miglior giovane: Paul Pogba che spero vivissimamente rimangia nella mia Juve!

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