venerdì 1 agosto 2014

The Red Shoes (2005)

Corea del Sud 2005
Titolo Originale: Bunhongsin
Regia: Yong-gyun Kim
Sceneggiatura: Sang-Ryeol Ma
Cast: Kim Hye-su, Kim Sung-su, Park Yeon-ah, Go Soo-hee, Lee Eol
Durata: 98 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Sun-jae, nella metropolitana di Seul, trova delle scarpette rosa shocking (perchè non sono rosse come farebbe intendere il titolo), che portano con sè una maledizione: chi le indossa è destinato a morire in maniera atroce.

Nelle ultime settimane, come ho tenuto a ripetere più volte ed in quasi ogni post, mi sono pesantemente appassionato alle produzioni horror orientali, che avevo volontariamente accantonato dopo la visione di "Ju-On" che mi aveva letteralmente terrorizzato. Ora che sono cresciuto però ne sto recuperando molti, sono partito giusto da due film thailandesi, "The Eye" e "Shutter", un film di Singapore, "The Maid - La morte cammina tra i vivi", mentre oggi tocca ad un esponente della Corea Del Sud, "The Red Shoes". Tra i quattro che ho visto recentemente questo probabilmente è il più deboluccio di tutti, ma ha comunque dei punti fascinosi su cui concentrarsi.

Innanzitutto il film è un adattamento in chiave horror della fiaba di Hans Christian Handersen "Le scarpette rosse", adattamento forse non proprio necessario per la storia del cinema, ma quanto meno un'idea che sembra da tempo mancare ai film horror provenienti dall'occidente. Mentre infatti l'horror occidentale degli ultimi tempi è stagnante sugli stessi temi, possessioni, evocazioni, James Wan e chi più ne ha più ne metta, quello orientale riesce a creare la paura basandosi talvolta anche su oggetti di uso comune. In "Shutter" c'erano le fotografie, in "Ringu" ci sono le videocassette, qui ci sono delle scarpette rosse (che poi sono rosa shocking, non ho capito perchè nel titolo sono rosse).

C'è da dire però, come contro di questo film, che c'è un po' di fatica nell'ingranare, diciamo che su un'ora e quaranta di durata del film, la prima oretta passa abbastanza indenne ed anche con scarso interesse. La tensione si inizia a costruire pian piano, ma nella prima parte non tocca mai livelli accettabili. Cosa che poi succede quando si supera la metà del film, dopo la quale assistiamo ad un completo cambiamento sia da parte della protagonista, sia da parte della figlia. Infatti le scarpette rosa shocking (perchè ripeto, non sono rosse) nascondono all'interno di esse una brama di possesso totale da parte di chiunque le veda, brama tale da portare alla pazzia le due protagoniste.

Alla fine il film procede via liscio senza particolari picchi ma senza neanche raggiungere livelli di bruttezza, portando con sè il fascino dell'ambientazione e del mistero che è nascosto dietro alle scarpette rosa shocking. I veri spaventi si hanno nella parte finale, quando ormai la tensione creata dal regista nella mezz'ora precedente ha fatto il suo corso, culminando in una risoluzione della faccenda leggermente sbrigativa ma quanto mai coerente.

Voto: 6/7

2 commenti:

  1. Bello! Questo lo avevo recensito anch’io un paio di anni fa. La cosa interessante è che poi (e lo si vede benissimo anche nella locandina) le scarpe nel film sono fucsia e non rosse (salvo poi diventare metaforicamente rosso sangue con lo svolgersi degli eventi). La scelta di censurare il colore rosso non è affatto casuale: solo un anno dopo la fine della guerra di Corea (1950-1953), fu infatti distribuito nel paese asiatico un famoso film inglese del 1948, vincitore di due premi Oscar, in cui una ballerina, divisa fra l’amore e la danza, identifica la sua arte e il suo successo con le scarpette e finisce per danzare fino a morirne (un dramma morale chiaramente ispirato ad Andersen, quindi). Il titolo del film, allo scopo di evitare eventuali ripercussioni socio-politiche, fu localmente cambiato in “Pink Shoes”. Le scarpe fucsia in questo film sono evidentemente nient’altro che la piccola citazione di un passato meno sereno.

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  2. ho appena finito di vedere il film! qualcuno potrebbe spiegarmi il finale? cosa accade alla bambina alla fine? perché danza sola nella stanza? e il sorrisetto finale per cos'era?? grazie!!!

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