martedì 23 settembre 2014

The Giver - Il mondo di Jonas (2014)

USA 2014
Titolo Originale: The Giver
Regia: Phillip Noyce
Sceneggiatura: Michael Mitnik
Cast: Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Katie Holmes, Odeya Rush, Taylor Swift, Cameron Monaghan, Emma Tremblay, Charlotte Salt
Durata: 97 minuti
Genere: Fantasy

La trama in breve: In un futuro non ben precisato, la società vive in pace ed è estremamente organizzata. Sono state rimosse le emozioni umane da tutte le persone e le famiglie sono composte da un uomo, una donna e due figli, un maschio e una femmina. Nessuno ha ricordi tranne una persona, il donatore, che ha il compito di mantenere i ricordi per utilizzarli se necessario. All'età di dodici anni ad ognuno viene assegnato un lavoro e a Jonas verrà assegnato l'incarico di custodire le memorie dell'umanità.

Ormai i cinema italiani e americani pullulano di saghe fantasy distopiche tratte da saghe di romanzi famosi. E' così che il successo ottenuto dalla saga di "Hunger Games", ora composta da due film tra cui anche "Hunger Games: La ragazza di fuoco" e della quale stiamo attendendo con trepidazione "Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1". E' arrivata al successo anche la saga di "Divergent", del quale ho visto ed apprezzato il primo capitolo della saga, per la quale già è stato confermato il secondo episodio "Insurgent". Mentre tutte queste saghe fantasy sono relativamente recenti, "The Giver" è una saga iniziata nel 1993, apprezzata da molti nella versione cartacea (che io non ho letto), ma comunque ripescata proprio a causa di questa nuova tendenza.

"The Giver" innanzitutto inizia da una premessa, quella della totale soppressione delle emozioni umane in tutta la società umana, che ricorda molto il bellissimo "Pleasantville", collegamento che viene naturale anche grazie al bianco e nero utilizzato nelle prime fasi della storia. Mentre però Pleasantville era una cittadina idealizzatissima dal regista Gary Ross, qui subito si sentono delle sensazioni negative a riguardo. Lo spettatore infatti si accorge subito che l'armonia in cui vive l'intera popolazione grazie alla mancanza di emozioni umane è una serenità controllata, voluta da qualcuno.

Ci son diversi motivi per i quali la pellicola secondo me funziona a metà: ciò che funziona è la prima ora di film, in cui la società ci viene presentata, con tutte le sue regole e i suoi ordinamenti. FUnziona anche abbastanza la recitazione dei protagonisti, a partire dal solito gran Jeff Bridges, passando per l'acerbo ma comunque abbastanza bravo Brenton Thwaites, fino ad arrivare a Meryl Streep (che personalmente non ho mai sopportato, soprattutto nell'ultimo periodo). Queste parti funzionano perchè la presentazione, l'introduzione alla storia è davvero ben costruita, pur non sapendo come sia lo svolgimento del romanzo sono riuscito a capire per bene la situazione in cui si trovano i protagonisti.

Ciò che invece per me non ha funzionato invece è la regia: anonima e abbastanza mestierante, senza quel guizzo necessario a ricevere qualche apprezzamento. Inoltre l'ultima mezz'ora, che risolve la situazione e dovrebbe aprire ad un nuovo capitolo della saga (che non si sa se si farà perchè il film non ha avuto il successo sperato dai produttori) mi è sembrata parecchio sbrigativa ed un pochino banalizzata nella sua realizzazione. SI tratta comunque di un film a cui non riesco a volere male e che anzi, scorre via leggero leggero verso la fine senza inutili fronzoli o appesantimenti.

Voto: 6,5

2 commenti:

  1. Di Divergent avevo apprezzato la prima parte in cui veniva "spiegata" la società, proprio come tu scrivi per questo film. Forse il problema di queste saghe è dato dal fatto che hanno buone premesse, ma non riescono a svilupparle al meglio.

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    Risposte
    1. Secondo me il primo capitolo della saga di Divergent é in tutto e per tutto uno spiegone, per tutta la sua durata. Ed anche il libro (che ho letto dopo aver visto il film) é un po' cosí. Quasi come aver apparecchiato la tavola ed aspettare un anno prima di mangiare. Eppure mi é piaciuto.

      Questo ha una parte di spiegazione migliore secondo me, ma il finale non mi funziona proprio...

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