domenica 19 ottobre 2014

Colpa delle stelle (2014)

USA 2014
Titolo Originale: The Fault in Our Stars
Regia: Josh Boone
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Cast: Shailene Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Nat Wolff, Sam Trammell, Willem Dafoe, Lotte Verbeek, Ana Dela Cruz, Mike Birbiglia, Milica Govich, Emily Peachey, David Whalen, Carly Otte, Lily Kenna
Durata: 132 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: Hazel Grace è una adolescente, malata di cancro alla tiroide con metastasi polmonari. La madre, che la crede depressa, la convince a frequentare un gruppo di supporto per malati di cancro. Lì incontrerà Augustus, che ha perso una gamba a causa di un osteosarcoma, con il quale inizierà dapprima un legame di forte amicizia e successivamente un'intensa storia d'amore.

Non è mai facile girare un film che affronti il tema del cancro senza cadere in facili pietismi e senza che esso punti sulla lacrima facile. Ultimamente però un esempio carino lo abbiamo avuto con "50/50", film con Joseph Gordon-Levitt molto carino che consiglio vivamente di vedere. Ce ne sono stati sicuramente altri, però devo essermeli persi, perchè al momento non me ne vengono in mente. Fondamentalmente il motivo per cui ho rimandato al visione di "Colpa delle stelle" per più di un mese era la paura che fosse un film del secondo tipo, di quelli ce ne sono decisamente troppi, la maggioranza forse, ma ora, dopo averlo visto, posso dire che mi sbagliavo, quanto meno su una delle due componenti.

"Colpa delle stelle" non è un film pietoso. E con pietoso non intendo schifoso, ma lo intendo nel senso letterale del termine, ovvero "che suscita sentimenti di pietà". Non è nemmeno un film schifoso, chiaro. Se la tematica del cancro, per giunta contratto in giovane età, viene trattato con una certa freschezza, una buona dose di ironia e anche di cinismo, senza però che venga mai dimenticata la serietà del tema, contemporaneamente assistiamo ad una storia d'amore tra i due protagonisti, Hazel Grace e Augustus, che sono dei protagonisti perfetti da romanzo romantico adolescenziale. Dal punto di vista del romanticismo, se proprio devo trovare un grande difetto a questo film, si punta molto spesso su frasi poetiche, di quelle che puntano volontariamente a commuovere, di quelle che io, personalmente, non ho mai amato. Da un certo punto di vista "Colpa delle stelle" deve molto a "I passi dell'amore", distaccandosene però in maniera determinante nel modo di raccontare la storia: mentre i protagonisti de "I passi dell'amore" sono entrambi perfetti, patinati (e non venitemi a dire che il ragazzo è un "ribelle", perchè ci mette un secondo contato a cambiare modo di essere), qui i personaggi vengono ritratti con le loro paure, anche se, quanto meno dal punto di vista morale, sono anch'essi un po' perfetti, come appunto i protagonisti di un romanzo, non tanto di un film.

Il romanzo da cui questo film è tratto non l'ho letto, non so se ne avrei il coraggio, ma il film bisogna dire che parte abbastanza a rilento, devo dire che l'inizio della pellicola non è dei più promettenti: i protagonisti ci vengono presentati, ma per lunghi tratti non sembrano fare niente di costruttivo per l'economia della pellicola, a parte parlare della loro malattia e iniziare ad intraprendere, in maniera molto lenta, la loro relazione. Il vero punto di svolta lo si ha durante il viaggio ad Amsterdam: da una parte il ritmo del film aumenta in maniera vertigionosa, mentre dall'altra Hazel Grace e Augustus vengono messi davanti alla realtà dei fatti. Nella casa del loro scrittore preferito capiranno che spesso ciò che loro sognano non corrisponde alla realtà, vedendo, in un istante, cadere in basso il loro più grande mito.

I pregiudizi che avevo su questo film sono stati dunque smentiti da una realizzazione fresca ed interessante come poche se ne vedono su questo tema. Anche gli attori protagonisti della vicenda Shailene Woodley e Ansel Elgort, già visti, sempre in coppia, anche in "Divergent", se la cavano davvero bene. rendendo i loro personaggi sfaccettati e a tutto tondo. Se il pregiudizio non è stato confermato è anche merito loro d'altronde.

Voto: 7,5

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