martedì 28 ottobre 2014

MOVIES FOR HALLOWEEN - "7500" (2014)


USA, Giappone 2014
Titolo Originale: 7500
Regia: Takashi Shimizu
Sceneggiatura: Craig Rosenberg
Cast: Jamie Chung, Leslie Bibb, Amy Smart, Nicky Whelan, Ryan Kwanten, Scout Taylor-Compton, Christian Serratos, Johnathon Schaech, Jerry Ferrara
Durata: 79 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Il volo 7500 della Vista Pacific, partito da Los Angeles e diretto a Tokyo, porta con sè 273 passeggeri. Presto il volo diventerà un incubo per tutti loro: dopo la morte di uno dei passeggeri, sull'aereo sembra incombere una forza soprannaturale.

I film horror diretti da registi orientali (in questo caso il regista è giapponese) sono solitamente garanzia di qualità o, quanto meno, di paura, quando questi non vogliono puntare a creare caricature o film volutamente ridicoli. Quando però i registi orientali si trasferiscono ad Hollywood non sempre hanno il successo sperato, vedi ad esempio il recente "Stoker" diretto da Park Chan-wook. Takashi Shimizu è uno degli emblemi di questa situazione: famoso sia in patria sia in Occidente per la terrificante saga di Ju-On, ha diretto, per il mercato americano, i mediocri remake della sua stessa saga, intitolati "The Grudge".

In questa pellicola Shimizu ci trasporta all'interno di un aeroplano in volo, che sarà il set dell'intera pellicola e dell'intera scena horror. Su questo aereo ci sono uno svariato numero di passeggeri e ci vengono presentati molti personaggi, forse troppi per poter esaurire per bene la loro storia nel giro di soli settantacinque minuti di pellicola. Infatti tutti vengono presentati in maniera molto superficiale, ad eccezione di due dei quattro protagonisti che vengono caratterizzati in maniera leggermente più approfondita, ma secondo me non abbastanza esauriente. Su questo aereo abbiamo dunque due paramedici con le loro donne, un passeggero che muore colpito da una strana malattia, un capitano adultero che se la fa con una hostess, un piacione, una donna latina che sta raggiungendo il suo fidanzato in Giappone, una emo/dark che si disinteressa a tutto e fa strani ragionamenti sulla morte. Tutti personaggi molto superficiali, scelta forse anche azzeccata per la storia che si vuole raccontare.

La realizzazione pare invece un qualcosa di abbastanza televisivo: non è eccelsa, non usa mezzi tecnici particolarmente ricercati e tanto meno dal punto di vista registico è una produzione abbastanza standard, senza particolari guizzi stilistici. Siamo dunque lontanissimi dall'ottima trilogia di "Ju-On", ma anche, ad esempio, dal meno riuscito "The Shock Labyrinth". Anche la recitazione appare abbastanza televisiva ed approssimativa, ma per entrambe le cose non me ne faccio certamente un problema, se il film decide di mettermi nell'atmosfera giusta. Secondo me "7500" lo fa per circa sessantacinque minuti della sua durata, riesce a creare, su una location abbastanza ristretta, un'atmosfera che ti mette una certa inquietudine e che talvolta ti fa anche spaventare.

Il problema di questo film è il finale. Dicevo che per circa sessantacinque minuti il film funziona senza particolari infamie e senza nemmeno particolari lodi, poi però decide di buttare tutto all'aria con un finale affrettatissimo e con un colpo di scena abbastanza ingiustificato. Giusto ieri parlavo di "The Others" e dicevo quanto la forza di quel colpo di scena fosse nella presenza di numerosi indizi che se guardati attentamente ti avrebbero fatto capire in anticipo il finale. "7500" no e posso dirlo con certezza anche senza una seconda visione, perchè non è abbastanza articolato da non permetterti di seguire tutto con attenzione. Penso di aver colto praticamente tutto quello che c'era da cogliere da questa pellicola e penso, con una certa convinzione, che il finale sia affrettato e buttato all'aria, quasi fatto in maniera da troncare il film per non allungarlo. Ed è un peccato, perchè con un finale fatto in maniera decente forse saremmo davanti ad un film migliore.

Voto: 5,5

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