mercoledì 22 ottobre 2014

Suspiria (1977)

Italia 1977
Titolo Originale: Suspiria
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Daria Nicolodi
Cast: Jessica Harper, Stefania Casini, Flavio Bucci, Miguel Bosé, Barbara Magnolfi, Alida Valli, Eva Axén, Susanna Javicoli, Joan Bennett, Rudolf Schündler, Udo Kier, Franca Scagnetti, Renato Scarpa, Jacopo Mariani, Giuseppe Transocchi, Margherita Horowitz, Fulvio Mingozzi, Serafina Scorceletti, Renata Zamengo, Alessandra Capozzi, Salvatore Capozzi, Diana Ferrara, Cristina Latini, Alfredo Raino, Claudia Zaccari, Giovanni Di Bernardo, Dario Argento
Durata: 95 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Susy Benner è una studentessa di danza classica, che si trasferisce in una scuola a Friburgo per affinare la sua tecnica e le sue capacità. Al suo arrivo incrocia una ragazza, che sembra stia fuggendo dall'edificio urlando parole sconnesse, mentre a Susy viene negato l'ingresso nella scuola, che le sarà concesso solo la mattina dopo. La notte stessa, la ragazza incrociata da Susy, Pat, muore in una maniera misteriosa ed efferata.

Nella recensione de "L'uccello dalle piume di cristallo" avevo esternato l'intenzione di, piano piano, recuperare tutti i film di Dario Argento e di completarne la filmografia qui su questo blog. E' ovvio che siamo ancora in altissimo mare, visto che qui di recensioni ce ne saranno due o tre, ma il progetto rimane ancora apertissimo. Avevo anche scritto che molto probabilmente le avrei fatte in ordine di uscita, ma su quel punto ho cambiato idea, così da "L'uccello dalle piume di cristallo" sono saltato direttamente a "Suspiria", suo quinto film, che tra l'altro avevo già visto qualche anno fa, in compagnia, probabilmente perdendomi delle cose molto importanti, visto che ero con gente che non apprezzava e che rideva ad ogni scena.

"Suspiria" è uno dei pochi film horror esistenti che non ha pagato per nulla il passare del tempo: d'altronde i suoi bei trentasette anni di esistenza li porta ancora benissimo e, se le tecniche usate per gli effetti speciali e per la fotografia possono sembrare un po' antiquate, per quanto riguarda la tensione che viene creata durante tutta la sua durata siamo senza dubbio alcuno su livelli altissimi. Guardandolo per una seconda volta pochi giorni fa è stato interessante notare come, nel suo primo film horror (perchè i precedenti erano dei gialli/thriller) Dario Argento sia riuscito a prendere degli elementi dei suoi film precedenti, appartenenti ad un genere diverso, e ad inserirli in un genere diverso senza che questi perdessero di efficacia.

La sceneggiatura d'altronde è ridotta ai minimi termini, semplicissima, ma quanto mai efficace. Ciò su cui si basa il film infatti sono le tecniche visive utilizzate, a partire dall'utilizzo del procedimento Technicolor, molto affascinante e oramai quasi del tutto abbandonato, che Dario Argento utilizza per dare ai colori delle scene un'importanza capitale: il sangue talvolta infatti non sembra per nulla realistico, è di un rosso troppo acceso e brillante per essere rosso sangue, eppure pur non essendo per nulla realistico, con esso son state create delle scene che hanno creato orrore e disgusto in praticamente chiunque.

In ultima analisi le musiche dei Goblin, destinate ad entrare nella storia dopo il grandissimo successo della colonna sonora di "Profondo rosso", qui si esibiscono con delle musiche incalzanti e soprattutto con una melodia principale letteralmente da brividi ed in grado di rimanere bene fissa nella testa degli spettatori. Ho letto da qualche parte che secondo alcuni la colonna sonora di "Inferno", seguito di "Suspiria", sempre firmata dai Goblin, sarebbe ancora meglio, ma "Inferno" è uno dei pochi film di Argento che mancano alla mia lista, ma che recupererò a brevissimo.

Voto: 8,5

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