sabato 1 novembre 2014

Maps to the Stars (2014)

Canada, USA 2014
Titolo Originale: Maps to the Stars
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: Bruce Wagner
Cast: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Sarah Gadon, Robert Pattinson, Olivia Williams, Evan Bird, Dawn Greenhalgh, Carrie Fisher
Durata: 111 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: La vicenda ruota intorno alla famiglia Weiss, che vive in California. Stafford è un terapista televisivo, la moglie Christina si occupa della carriera del figlio tredicenne, mentre l'altra figlia, Agatha, è appena uscita da una clinica per piromania criminale. La principale assistita di Stafford, Havana, è ossessionata dal "fantasma" della madre e di un grandissimo ruolo da lei interpretato.

Non ho mai nascosto in questi anni in cui ho iniziato a parlare su questo blog dei film che guardo, quanto i film di David Cronenberg siano per me di difficilissima lettura. E pensare che ho anche partecipato, recensendo "Rabid - Sete di sangue", ad una giornata celebrativa nel giorno del suo compleanno. Nonostante riconosca in lui delle doti oggettive dal punto di vista registico, molto spesso non sono riuscito a cogliere quello che era il messaggio che il regista volesse mandare tramite i suoi film. Dunque, se il suo primo film che ho avuto modo di vedere, "A Dangerous Method", è stato unanimemente riconosciuto come una schifezza pazzesca, ecco che nelle visioni successive a quella non è che mi sia trovato molto bene: "eXistenZ" l'ho particolarmente odiato, "Cosmopolis" non mi è piaciuto e così via.

"Maps to the Stars" dal punto di vista della comprensione del suo messaggio l'ho trovato un film ben diverso dai precedenti che avevo visionato. Alla fine non è che sia stato così difficile capire come Cronenberg, tramite questo film, volesse mettere in scena una critica al mondo dello spettacolo, con tutte le ossessioni che attanagliano da una parte le stelle e dall'altra anche i comuni spettatori. Il problema che ho visto in questa pellicola è stato che la critica mi è sembrata piuttosto piatta e svogliata, con gli attori coinvolti che secondo me non hanno certo offerto la loro prestazione migliore.

I personaggi, d'altro canto, sono tutti abbastanza sopra le righe. La vicenda infatti, ruota tutta intorno alla famiglia Weiss. Stafford Weiss, interpretato da John Cusack, è un terapista televisivo, lo vediamo inizialmente mentre sta svolgendo una seduta molto particolare con Havana Segrand, figlia d'arte che vive nell'ossessione di interpretare lo stesso ruolo di sua madre nel remake di un suo grande successo, ossessione che le provoca ossessioni ed allucinazioni che si presentano in qualsiasi momento. Gli altri appartenenti alla famiglia Weiss sono Benjie Weiss, tredicenne diventato una star di grande successo grazie ad un suo film che ha incassato molti milioni in tutti i botteghini, e Agatha, sfregiata da delle ustioni che ella tiene sempre coperte. Per non parlare dell'inespressivo Pattinson che fa l'autista. Punto. E si fa Julianne Moore.


Rimane dunque il fatto che la critica operata da Cronenberg risulti abbastanza piatta e senza un vero e proprio punto di conclusione. Se da una parte, per una volta, sono riuscito a comprendere a cosa volesse arrivare un film del regista, ecco che ne rimango comunque deluso dal suo risultato finale.

Voto: 5,5

1 commento:

  1. Mi trovo a metà... da una parte amato alla follia, dall'altro profondamente odiato... non so neanche se mi sia piaciuto o meno, alla fine

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