martedì 23 dicembre 2014

Il ricco, il povero e il maggiordomo (2014)

Italia 2014
Titolo Originale Il ricco, il povero e il maggiordomo
Regia: Aldo, Giovanni & Giacomo e Morgan Bertacca
Sceneggiatura: Aldo, Giovanni & Giacomo, Morgan Bertacca, Valerio Bariletti, Pasquale Plastino
Cast: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Giuliana Lojodice, Francesca Neri, Sara D'Amario, Massimo Popolizio, Rosalia Porcaro, Guadalupe Lancho, Giovanni Esposito, Christian Ginepro, Chiara Sani
Durata: 100 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Giacomo è un ricco broker finanziario, che decide di investire il suo patrimonio nello stato africano del Burgundi. Un giorno, assieme al suo maggiordomo Giovanni, investe Aldo, un venditore ambulante, e per evitare di passare per vie legali gli offrono un risarcimento di 1000 euro. Purtroppo l'investimento di Giacomo si rivelerà sbagliato, costringendolo sul lastrico.

I primi tre film di Aldo, Giovanni e Giacomo sono qualcosa che porterò nel bene e nel male, ma più nel bene, dentro di me. Mi hanno fatto ridere da bambino con la loro comicità brillante, scanzonata e soprattutto spontanea e non hanno mai pagato il passare del tempo, rimanendo dei film di buonissimo livello comico. Gli ultimi quattro film invece, fatta eccezione per "Tu la conosci Claudia?" che apprezzo moderatamente, non sono mai riuscito a mandarli giù per davvero. Motivo per cui accoglievo con il giusto scetticismo l'arrivo della nuova pellicola "Il ricco, il povero e il maggiordomo", memore dei tempi che furono per il trio, ma soprattutto ben conscio del fatto che non sono più quelli di un tempo.

La visione di questo film, ovviamente arrivato come da tradizione nelle sale nel periodo natalizio, ha confermato tutti quelli che erano i miei dubbi, fugandone però degli altri. Innanzitutto i tre comici sono, forse per la prima volta, per davvero impegnati ad interpretare dei ruoli scenici: mentre tutti i loro personaggi precedenti (facciamo finta che "Il cosmo sul comò" non sia mai esistito) rispecchiano appieno la loro personalità, quelli di questo nuovo film sono, a tutti gli effetti, dei ruoli in cui immedesimarsi. E non si può certo negare il fatto che l'immedesimazione sia ben riuscita, soprattutto per quanto riguarda Aldo e Giovanni. Per Giacomo dovrei aprire un capitolo a parte sulla sua militanza nella nota lobby religiosa CL (Comunione e Liberazione) che io, da credente quale sono, continuerò a vedere con cattivo occhio soprattutto per la presenza di una serie infinita di personaggi arricchiti che, in un modo o nell'altro, hanno le mani in pasta in moltissime istituzioni italiane (basti pensare a Formigoni, tanto per dire un nome). E mi fermo qui per evitare denunce o per evitare di dover uscire di casa "coi piedi davanti". Giacomo, data la sua nota appartenenza a CL, riesce benissimo ad interpretare la persona arricchita che non concepisce il dover trovarsi a vivere in una situazione di ristrettezze economiche, motivo per cui il suo personaggio non riesco, anche tentandoci, ad apprezzarlo.

Dal punto di vista comico purtroppo però vediamo la tendenza al regresso che oramai caratterizza il trio: le scene comiche sono ridotte al lumicino, con i tre attori che puntano più che altro a tentare di dare, con estrema leggerezza, un insegnamento morale allo spettatore. Insegnamento morale che però appare abbastanza scontato e buttato lì, oltre che visto, rivisto, trito e ritrito. Continuerò a respingere l'accusa che loro tre facciano le stesse battute da inizio carriera, perché non penso sia vero, penso solo siano cambiati, purtroppo in peggio. E' un po' ciò con cui devono fare i conti i musicisti quando decidono di cambiare il proprio stile musicale: ci sarà chi apprezzerà il tentativo, mentre i fan più integralisti inizieranno addirittura a considerarlo un qualcosa di "diverso". La cosa carina di Aldo, Giovanni e Giacomo sta più che altro nel fatto che non riescono più a reggere i ritmi comici di un film, secondo la mia opinione, a dimostrarlo sta il fatto che nei loro spettacoli teatrali continuino a farmi ridere a crepapelle.

Rimane dunque il rammarico per una carriera che per il trio comico più famoso d'Italia sta andando abbastanza alla deriva, mantenendo comunque un solido gruppo di fan che continuano a sostenerli. E tra questi ci sarò sempre anche io, perché in un modo o nell'altro, per affetto verso loro tre, il film sono andato a guardarlo nonostante gli infiniti dubbi che avevo su di esso. Mi ha fatto ridere, in qualche frangente, ma non mi posso ritenere completamente soddisfatto.

Voto: 5,5

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