venerdì 31 ottobre 2014

GHOSTS OF HALLOWEEN - "Two Sisters"

Questo film partecipa e ben due iniziative in una botta sola: la prima è quella della settimana di recensioni horror che io sto facendo, con molta originalità sul mio blog, mentre la seconda è quella che la solita combriccola di blogger ha organizzato per celebrare Halloween con tutta la blogosfera. Ovviamente, siccome veniamo dal grande successo di "Notte Horror" organizzato nei mesi estivi (attualmente è il post più visitato di sempre, nella breve vita, in confronto a tutti gli altri, di questo blog), stavolta si è deciso di fare delle recensioni a tema e, come avrete intuito dal titolo e dal banner qui sotto, il tema di quest'anno sono i fantasmi! Io ovviamente, assecondando la mia passione per l'horror orientale, ho scelto il film coreano "Two Sisters", di cui avevo sentito parlare in tutte le salse, ma che ho visto solamente all'inizio di questa settimana.


Corea del Sud 2003
Titolo Originale: Janghwa, Hongryeon
Regia: Ji-woon Kim
Sceneggiatura: Ji-woon Kim
Cast: Kap-su Kim, Jung-ah Yum, Su-jeong Lim, Moon Geun Young, Seung-bi Lee
Durata: 110 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Dopo aver passato un periodo in un istituto mentale, due sorelle tornano a casa, dove ad accoglierle, assieme al padre, trovano anche la sua nuova compagna. Il clima fra le due ragazze e la matrigna però e molto teso. Le due ragazze iniziano ad avere esperienza di una presenza soprannaturale all'interno della casa. Mentre la matrigna tratta entrambe in maniera molto rigida e violenta, il padre sembra vivere nell'indifferenza generale verso tutto ciò che accade intorno a lui.

Eh beh! Eh beh!!! D'altronde me lo aspettavo che gli spaventi che mi avrebbe fatto prendere questo film sarebbero stati qualcosa di epocale. Ciò che ho sempre molto apprezzato dell'horror orientale è che per la maggior parte delle volte è basato su drammi molto pesanti e di fortissimo impatti emozionale sul pubblico. "Two Sisters" conferma ciò che pensavo, raccontandoci una storia piuttosto pesante, con risvolti che vanno a toccare i punti più reconditi della psicologia umana. Qui viene messa in ballo la famiglia, il rapporto tra sorelle e i rapporti con una matrigna che, per lunghi tratti, si rivela crudele ed insensibile, ma che nel finale capiremo essere anche lei vittima degli eventi.

Innanzitutto ciò che ho apprezzato di più della pellicola, che è anche stato uno dei punti più criticati in realtà, è la lentezza nello svolgimento dell'azione: molto spesso infatti vediamo i personaggi riflettere senza dialogare, accompagnati da una musica di sottofondo che per lungo tempo mi sono chiesto dove l'avessi già sentita, ma ho deciso di non scriverlo qui perchè è piuttosto imbarazzante. Vi dico solo che, utilizzata in questo ambito ha decisamente tutto un altro effetto, rispetto a dove l'avevo sentita precedentemente (sotto posto il video delle due colonne sonore). La lentezza dell'azione è dunque un vero e proprio punto di forza, soprattutto nei momenti un po' più spaventosi: volete mettere una scena in cui uno spettro compare all'improvviso con una in cui prima lo si intravede, poi si alza in piedi, ti si avvicina lentamente, ti guarda e poi magari non fa niente? Per me è proprio tutta un'altra cosa.


Se vi state chiedendo se il film faccia paura o meno, beh, sì, la fa eccome. Io per lunghi tratti sono rimasto decisamente terrorizzato, ma non di quel terrore che passa e che va. Era più quel terrore
che ti rimane dentro, che ti fa ricordare le scene alla perfezione. Anche perchè i momenti spaventosi sono effettivamente pochini, ma di grandissimo effetto, soprattutto perchè giustificati da una trama di fondo che te li fa proprio godere in pieno. E' interessante vedere anche come spesso e volentieri a creare orrore non è tanto la strana presenza che sembra infestare la casa in cui abita la famiglia protagonista, quanto più che altro il comportamento della matrigna e del padre delle due sorelle: la prima appare perfida, rigida e di una cattiveria abbastanza insensata, mentre il padre appare fregarsene completamente di tutto ciò che gli accade intorno, dandoci anche dei grandi, enormi indizi su come finirà la storia.

Consigliare questo film appare dunque ovvio, anche perchè non sarà certo un film perfetto sotto ogni punto di vista, ma non ho notato particolari difetti che ne inficiassero la visione in maniera decisiva. Anche perchè la regia è pulita, la colonna sonora davvero coinvolgente e anche avvolgente. Gli interpreti sono di buon livello, ma, soprattutto, il film fa paura. Che poi ad Halloween e per una storia horror, forse, sarebbe anche la cosa più importante.

Voto: 8,5

giovedì 30 ottobre 2014

WEEKEND AL CINEMA!

Settimana cinematografica pregna di uscite, alcune interessanti, altre molto meno. Ovviamente, visto che siamo nella settimana di Halloween i distributori di benzina cinematografici italiani hanno ben pensato che questa settimana non dovesse uscire nemmeno un horror. E poi pretendono di essere considerati degli sveglioni.


#ScrivimiAncora di Christian Ditter


Partiamo subito con una commedia romantica proveniente dal Regno Unito che, per una volta, sembra promettere bene. Sapete quanto il mio rapporto con il genere sia difficile, ma questa volta, forse, qualcosa di buono in una pellicola così lo potrei trovare!


Annie Parker di Steven Bernstein


Il film racconterà, manco a dirlo, la vera storia di Annie Parker e della sua lotta contro il cancro al seno. Il cast è molto molto interessante, il tema è anche molto sentito, ma il film sarà in grado di reggere e di far reggere gli spettatori?


Confusi e felici di Massimiliano Bruno


E andiamo con la prima italianata della settimana. Se non ci sono gli horror a fare paura nella settimana di Halloween, ci pensano le commedie del nostro Bel Paese, normalmente banali e di dubbio gusto. Si confermerà questa tendenza? Non so se lo vorrò sapere.


Dracula Untold di Gary Shore


L'unica pellicola a tematica horror, ma res ain maniera fantasy, della settimana è questo "Dracula Untold". All'inizio di quest'anno è uscito anche "I, Frankenstein" che faceva la stessa identica operazione e si era rivelato una boiata senza precedenti. Ricalcare lo stile di "Van Helsing" (film che mi vergogno a dirlo, ma mi piace da morire) farà bene ai film sui mostri? Bah, io non ho troppa fiducia.


La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky


L'idea del regista di mettere in scena un'autobiografia immaginaria in stile fantasy potrebbe essere molto interessante, più che altro, per poter vedere questa pellicola, bisognerà fare i conti con la distribuzione: in quante sale si potrà trovare questo film?


La spia - A Most Wanted Man di Anton Corbijn


L'ultimo film con Philip Seymour Hoffman desta interesse, non fosse altro per l'attore protagonista (che rivedremo in versione digitale anche nei due restanti capitoli di "Hunger Games"). Il problema sta nel capire se si tratta di un vero e proprio film sullo spionaggio, che di solito mi ispirano meno di zero, o se andrà a toccare qualche altro tasto, che lo potrebbe rendere più interessante.


Last Summer di Leonardo Guerra Seragnoli


Che tempismo fare uscire un film che si chiama "Last Summer" in un periodo in cui sta iniziando a fare freddo. Non lo vedrò solo perchè è totalmente fuori tempo massimo!


Pelo Malo di Mariana Rondòn


Questo film potrebbe essere la rivelazione della settimana, ma la domanda fondamentale rimane la stessa: a fronte di tutte le altre uscite, quanto spazio avrà questo nelle sale?


Ritorno a l'Avana di Laurent Cantet


Sinceramente non so come esprimermi su questo film, non conoscendo affatto il regista che lo ha diretto. Col beneficio del dubbio, visto che si tratta anche di un film francese, penso gli concederò una visione.


Un fantasma per amico di Alain Gsponer


Bambinata. Estrema bambinata. Ovviamente dovevano farlo uscire ad Halloween per rimanere in tema. Ma porca miseria......


Una folle passione di Susanne Bier


E veniamo finalmente all'uscita veramente interessante della settimana. Il film con Jennifer Lawrence, che ovviamente nella mia testa non ha un titolo, ma solo un nome: JENNIFER LAWRENCE. In realtà bisognerà vedere se questo film, che richiama molto il deludentissimo "I due volti di Gennaio", sarà all'altezza del nome che ho sempre in testa. Va da sè che comunque lo guarderò, c'era anche bisogno di chiederselo?

mercoledì 29 ottobre 2014

MOVIES FOR HALLOWEEN - "Neverlake" (2013)


Italia 2013
Titolo Originale: Neverlake
Regia: Riccardo Paoletti
Sceneggiatura: Riccardo Paoletti
Cast: Daisy Keeping, David Brandon, Joy Tanner, Martin Kashirokov, Anna Dalton
Durata: 86 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Jenny Brook è una ragazza americana che si reca in Toscana per soggiornare dal padre. Non appena arriva ad Arezzo inizia ad essere tormentata da strani incubi, non riuscendo a stare lontana dal lago della zona. Presto farà amicizia con alcuni bambini malati e grazie alla sua amicizia con loro scoprirà che dietro alla sua permanenza nella cittadina c'è un piano molto più grande di quanto si immaginasse.

Il cinema italiano sta andando alla deriva, "Adrift" proprio, come quel film stupidissimo in cui tutti i protagonisti si buttano giù da una barca e uno dopo l'altro muoiono perchè non riescono più a risalire. Se le proposte cinematografiche buone si possono contare con le dita di una mano (compreso anche il premio Oscar "La grande bellezza"), per vedere dei lavori davvero ben fatti ed accattivanti bisogna spostarsi nel circuito indipendente, quello che non avrà mai speranze di essere mandato nelle sale cinematografiche perchè sopraffatto dalla povertà generale in cui il nostro cinema sta vivendo, che porta alla proposta di film che appartengono tutti allo stesso genere e sono anche molto molto simili tra loro.

Con "Neverlake", più che sul circuito indipendente, ci stiamo spostando addirittura sul circuito dei web-movies. Diretto da Riccardo Paoletti, prima regista di spot pubblicitari, la pellicola ha partecipato ad un concorso indetto da Rai Tre e mi sembra che sia anche stata trasmessa recentemente in televisione. Stiamo ovviamente parlando di un thriller-horror (anche perchè non ne parlerei nella rubrica "Movies for Halloween" magari), ambientato in Toscana, precisamente ad Arezzo, città che ho avuto la fortuna di visitare sette anni fa in terza superiore, della quale, anche attraverso lo schermo, si respira tutta la sua storia.

Il film ha parecchie influenze evidenti e si basa soprattutto su una serie di leggende locali che riguardano il suo lago e la civiltà etrusca che ha vissuto anticamente in quelle zone. Il lago di cui parla il film infatti, è realmente disseminato di calchi in bronzo che riproducono organi umani o addirittura statue di persone in miniatura, cosa che vedremo ben presente all'interno della pellicola e che sarà la componente fondamentale su cui si basa l'intera trama. Un'altra grande fonte di ispirazione che ho notato guardando il film è stata quella a Peter Pan, qui rivisitato in maniera abbastanza interessante: la protagonista Jenny Brook, americana appena tornata a casa dal padre, incontra una bambina bendata, che la porta in una specie di casa di cura in cui sono ricoverati soltanto bambini, che hanno paura degli adulti perchè sono cattivi e che, ovviamente, hanno eletto a loro leader un certo Peter. Ovvio che anche questa componente della trama ci verrà rivelata in tutta la sua utilità nel finale, straziante anche se, probabilmente, un po' "malato".

Non saremo sicuramente davanti ad un capolavoro assoluto del genere, anche perchè la recitazione da parte degli attori protagonisti è un bel po' approssimativa, ma è una cosa a cui ci si fa subito l'abitudine, lasciando che gli occhi e le orecchie si abbandonino a guardare un'ambientazione curata nei minimi dettagli, una regia che mi è parsa piuttosto ricercata. "Neverlake" non lo definirei nemmeno un horror in senso stretto, quanto più che altro un dramma-horror molto vicino come stile al film spagnolo "Aparecidos", ma che non si dimentica di fare il suo lavoro ogni tanto, ovvero creare inquietudine e tensione nello spettatore. Anche perchè è impossibile non rimanere rapiti dallo scorrere delle immagini in questo caso.

Voto: 7+

martedì 28 ottobre 2014

MOVIES FOR HALLOWEEN - "7500" (2014)


USA, Giappone 2014
Titolo Originale: 7500
Regia: Takashi Shimizu
Sceneggiatura: Craig Rosenberg
Cast: Jamie Chung, Leslie Bibb, Amy Smart, Nicky Whelan, Ryan Kwanten, Scout Taylor-Compton, Christian Serratos, Johnathon Schaech, Jerry Ferrara
Durata: 79 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Il volo 7500 della Vista Pacific, partito da Los Angeles e diretto a Tokyo, porta con sè 273 passeggeri. Presto il volo diventerà un incubo per tutti loro: dopo la morte di uno dei passeggeri, sull'aereo sembra incombere una forza soprannaturale.

I film horror diretti da registi orientali (in questo caso il regista è giapponese) sono solitamente garanzia di qualità o, quanto meno, di paura, quando questi non vogliono puntare a creare caricature o film volutamente ridicoli. Quando però i registi orientali si trasferiscono ad Hollywood non sempre hanno il successo sperato, vedi ad esempio il recente "Stoker" diretto da Park Chan-wook. Takashi Shimizu è uno degli emblemi di questa situazione: famoso sia in patria sia in Occidente per la terrificante saga di Ju-On, ha diretto, per il mercato americano, i mediocri remake della sua stessa saga, intitolati "The Grudge".

In questa pellicola Shimizu ci trasporta all'interno di un aeroplano in volo, che sarà il set dell'intera pellicola e dell'intera scena horror. Su questo aereo ci sono uno svariato numero di passeggeri e ci vengono presentati molti personaggi, forse troppi per poter esaurire per bene la loro storia nel giro di soli settantacinque minuti di pellicola. Infatti tutti vengono presentati in maniera molto superficiale, ad eccezione di due dei quattro protagonisti che vengono caratterizzati in maniera leggermente più approfondita, ma secondo me non abbastanza esauriente. Su questo aereo abbiamo dunque due paramedici con le loro donne, un passeggero che muore colpito da una strana malattia, un capitano adultero che se la fa con una hostess, un piacione, una donna latina che sta raggiungendo il suo fidanzato in Giappone, una emo/dark che si disinteressa a tutto e fa strani ragionamenti sulla morte. Tutti personaggi molto superficiali, scelta forse anche azzeccata per la storia che si vuole raccontare.

La realizzazione pare invece un qualcosa di abbastanza televisivo: non è eccelsa, non usa mezzi tecnici particolarmente ricercati e tanto meno dal punto di vista registico è una produzione abbastanza standard, senza particolari guizzi stilistici. Siamo dunque lontanissimi dall'ottima trilogia di "Ju-On", ma anche, ad esempio, dal meno riuscito "The Shock Labyrinth". Anche la recitazione appare abbastanza televisiva ed approssimativa, ma per entrambe le cose non me ne faccio certamente un problema, se il film decide di mettermi nell'atmosfera giusta. Secondo me "7500" lo fa per circa sessantacinque minuti della sua durata, riesce a creare, su una location abbastanza ristretta, un'atmosfera che ti mette una certa inquietudine e che talvolta ti fa anche spaventare.

Il problema di questo film è il finale. Dicevo che per circa sessantacinque minuti il film funziona senza particolari infamie e senza nemmeno particolari lodi, poi però decide di buttare tutto all'aria con un finale affrettatissimo e con un colpo di scena abbastanza ingiustificato. Giusto ieri parlavo di "The Others" e dicevo quanto la forza di quel colpo di scena fosse nella presenza di numerosi indizi che se guardati attentamente ti avrebbero fatto capire in anticipo il finale. "7500" no e posso dirlo con certezza anche senza una seconda visione, perchè non è abbastanza articolato da non permetterti di seguire tutto con attenzione. Penso di aver colto praticamente tutto quello che c'era da cogliere da questa pellicola e penso, con una certa convinzione, che il finale sia affrettato e buttato all'aria, quasi fatto in maniera da troncare il film per non allungarlo. Ed è un peccato, perchè con un finale fatto in maniera decente forse saremmo davanti ad un film migliore.

Voto: 5,5

lunedì 27 ottobre 2014

MOVIES FOR HALLOWEEN - "The Others" (2001)

Con oggi incomincia la settimana che ci porterà ad Halloween, la festa horror per eccellenza e, prima dell'evento di Venerdì sul quale non vi anticipo niente, le recensioni saranno ovviamente dedicate al genere che per eccellenza rappresenta questa festa, tutta americana!



USA, Spagna, Francia 2001
Titolo Originale: The Others
Regia: Alejandro Amenàbar
Sceneggiatura: Alejandro Amenàbar
Cast: Nicole Kidman, Alakina Mann, James Bentley, Fionnula Flanagan, Elaine Cassidy, Eric Sykes, Christopher Eccleston, Renée Asherson, Alexander Vince, Keith Allen, Michelle Fairley
Durata: 101 minuti
Genere: Horror, Thriller

La trama in breve: 1945. Grace Stewart, moglie di un soldato disperso in guerra, è una donna molto apprensiva verso i due figli che soffrono di una malattia che li rende estremamente fotosensibili. Ella crea dunque delle regole molto rigide per proteggerli, che presto si preoccuperà di spiegare ai tre domestici che ha appena assunto. Presto però la vita della famiglia verrà sconvolta da strane ed inquietanti presenze all'interno della casa.

"The Others" è uno dei primi film horror che ho visto in vita mia e anche uno di quei film che è molto difficile recensire senza fare alcun riferimento alla scena finale e senza fare alcuno spoiler. Io ci sto provando ora, ma non garantisco nulla, quindi, se non abitate su questa Terra e non avete ancora visto "The Others" se non volete incorrere nel rischio di spoiler che, vi assicuro, vi rovinerebbero di brutto la visione del film, non leggete quello che scriverò qui sotto.

Innanzitutto, da sottolineare riguardo questa pellicola, è l'atmosfera che si crea praticamente sin dalla prima scena: la protagonista Grace Stewart, interpretata da un'ottima Nicole Kidman, catechizza una domestica sulle regole da seguire all'interno nella casa. Regole che appaiono molto bizzarre, ma soprattutto sin dall'inizio alquanto inquietanti: chiudere sempre a chiave una porta prima di aprirne un'altra, non aprire mai le tende perchè i due bambini soffrono di una strana malattia che li rende estremamente fotosensibili e tanti altri accorgimenti che subito ci fan capire che non ci troviamo davanti ad una famiglia poi così tanto normale. A complicare le cose ci sono delle presenze inquietanti all'interno della casa, ma soprattutto i ricordi di Nicolas, il figlio maschio di Grace, che teme la madre quando è arrabbiato perchè si ricorda di quando è stato picchiato e quasi ucciso da lei.

Purtroppo però, come detto, è impossibile parlare di questo film senza parlare del finale che lo caratterizza: un colpo di scena estremo, che ribalta completamente la situazione e tutto quello in cui avevamo creduto nell'ora e mezza precedente. Non dirò per filo e per segno ciò che accade proprio per evitare spoiler per quelle persone che non hanno mai vissuto su questa Terra e non hanno mai visto il film, però mi preme giudicarlo questo twist della trama. Il colpo di scena che viene messo in gioco non è affatto casuale e a testimoniarlo, secondo me, ci sono la seconda e la terza e anche magari la quarta visione della pellicola. Durante la prima visione, ingenuamente, uno non ci pensa.

Durante la seconda e durante tutte le visioni successive, quando ormai sappiamo già cosa sta per accadere, ecco che tutti gli indizi ci vengono sotto gli occhi. Una volta che sai come il film andrà a finire, il finale non appare ingiustificato, nè tanto meno buttato lì per fare un certo effetto sul pubblico, ma ti viene messo sotto agli occhi in maniera abbastanza palese. La pellicola infatti è piena, oserei dire disseminata, di indizi che ti potrebbero mettere davanti alla realtà dei fatti. Eppure il film è orchestrato quasi come un numero di magia: lo spettatore è talmente concentrato su ciò che il mago ti vuole far vedere, che non si accorge di quello che non sta facendo vedere.

Voto: 8,5

sabato 25 ottobre 2014

SERIE TV ABBANDONATE... IN FRETTA 2014/2015 #2

Secondo appuntamento stagionale per la rubrica in cui mi occupo di parlare di quelle serie TV che, per un motivo o per l'altro, ho deciso di abbandonare dopo pochi episodi. In questo episodio tocca a due serie per le quali la decisione non è stata per nulla sofferta, anche se, mentre nella prima riconosco un potenziale, piuttosto sprecato, nella seconda è bastato il solo episodio pilota per capire che stavo guardando una ciofeca gigantesca (anche se forse già dalla trama avrei dovuto capirlo).


Bad Judge

Stagione 1; Episodi visti: 2
Episodi Previsti: 13 (22 in caso di promozione a stagione completa)
Creatore: Chad Kultgen, Anna Heche
Rete Americana: NBC
Cast: Kate Walsh, Ryan Hansen, John Ducey, Tone Bell, Miguel Sandoval
Genere: Comedy

La trama in breve: La serie parla della vita di Rebecca Wright, giudice della contea di Los Angeles, mostrandoci più che altro le sue trasgressioni quando toglie la toga che rappresenta il suo mestiere.

Mah. La vita di un giudice donna che non si comporta certo come un modello che la società dovrebbe seguire poteva essere un ottimo pretesto per creare una buona serie comedy. Eppure il primo episodio della serie non mi ha per nulla convinto, cavalcando per venti minuti delle onde che non mi hanno strappato quasi mai una vera e propria risata, mentre il secondo episodio è andato migliorando. Mi sono fatto un paio di risate, ma niente di così esaltante da convincermi ad andare avanti nella visione. La protagonista, interpretata da Kate Walsh, non mi è risultata nemmeno tanto simpatica, niente a che vedere ad esempio con un'altra serie che sto meditando di abbandonare come "Selfie", in cui è la protagonista a convincermi maggiormente a continuare, mentre le storie di contorno non mi stanno prendendo molto.

Voto: 5,5


Jane the Virgin

Stagione 1; Episodi visti: 1
Episodi Previsti: 22
Creatore: Jennie Snyder Urman
Rete Americana: The CW
Cast: Gina Rodriguez, Andrea Navedo, Yael Grobglas, Justin Baldoni, Ivonne Coll, Brett Dier, Jaime Camil
Genere: Drama

La trama in breve: Jane è stata educata da sua nonna al valore della verginità, essendo molto religiosa. Jane la conserva gelosamente, ma un giorno, per un errore della sua ginecologa, si ritrova incinta del suo capo.

Una serie prodotta da "The CW" che vuole fare il verso alle soap-opera prendendo addirittura protagonisti di origine latino-americana? Ho dovuto per forza di cose vedere il pilot. Anche perchè la trama si basava su una di quelle boiate che solo un imbecille avrebbe potuto partorire. Ed infatti, alla visione dell'episodio pilota, la serie si rivela per quello che mi aspettavo che fosse: un qualcosa che esagera e lo fa ovviamente in senso negativo. E' tutto trash allo stato puro, che di solito non disdegno, ma che qui è abbastanza insopportabile.

Voto: 3

venerdì 24 ottobre 2014

Tutte contro lui (2014)

USA 2014
Titolo originale: The Other Woman
Regia: Nick Cassavetes
Sceneggiatura: Melissa Stack
Cast: Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster-Waldau, Nicki Minaj, Taylor Kinney, Olivia Culpo, Don Johnson, David Thornton
Durata: 109 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Carly Whitten ha una relazione con Mark King e, dopo un litigio, decide di presentarsi a casa sua per farsi perdonare. Con questo stratagemma scoprirà suo malgrado che lui ha una moglie, Kate, che il giorno dopo, insospettita, costringe Carly a confessare la relazione con suo marito. Le due conoscendosi scopriranno di avere molte cose in comune.

A me le Camerondiazzate (ovvero, nella maggior parte dei casi, delle gran cazzate di film) hanno sempre poco ispirato, così come non ho mai particolarmente adorato il genere della commedia romantica in generale, che, a parte rarissimi casi, si basa spessissimo sugli stessi stereotipi e su una serie infinita di clichè dai quali raramente, nell'ultimo periodo, qualche film è riuscito ad uscirne. Mi viene in mente ad esempio "Il lato positivo", anche se molto aiutato dalla presenza di Jennifer Lawrence, che dava un enorme valore aggiunto alla pellicola.

"Tutte contro lui" è una Camerondiazzata per due motivi: il primo è che, ovviamente, c'è Cameron Diaz nel ruolo della protagonista; il secondo è che il film è una cazzatona. Poi ce ne sarebbero altri di motivi per cui mi dilungherei troppo a spiegarli nel dettaglio. Vi basti pensare al fatto che si tratta, fondamentalmente, della solita commedia in cui vi è quella che io chiamo la "lotta tra generi", ovvero lo schieramento "Donne Vs Uomini" che si è già visto in tutte le salse ed in una vera e propria di marea di film, ma soprattutto sempre affrontato allo stesso modo. Qui no, non abbiamo un "Donne vs Uomini", ma un "Tre donne contro un uomo". Ed i risvolti che il film va ad esplorare, ovviamente, sono prevedibilissimi.

Se della trama non si può parlare troppo perchè appunto prevedibile, parliamo dei protagonisti, partendo dalle tre protagoniste femminili. La prima, Cameron Diaz, è forse quella più ragionevole delle tre e anche, la più gnocca delle tre, una di quelle che se hai la fortuna di averla non ti passerebbe mai di mente di tradirla. La seconda, Leslie Mann, già vista in "Questi sono i 40", nonostante appunto i 40 anni mantiene ancora un grande fascino. Peccato che il suo personaggio sia antipatico, insopportabile, pressante e fastidioso. Conosco una persona con un carattere molto simile al suo, è anche una mia amica, però vederla anche in un film diventa una cosa insopportabile ai massimi livelli. Kate Upton invece c'è poco da dire, tranne riguardo alle sue tette, che bucano letteralmente lo schermo.

Il protagonista maschile invece, Nikolaj Coster-Waldau, il Jamie Lannister incestuoso di "Game of Thrones", in tutti i ruoli in cui l'ho visto protagonista al di fuori di quello per cui è molto famoso, non mi è mai piaciuto, sembra proprio fuori parte. Però ha il merito, nell'economia del film e soprattutto per uno spettatore maschio, di farsele tutte e tre. E questo è grande, grandissimo motivo di invidia per lui.

Voto: 4,5

giovedì 23 ottobre 2014

Weekend al Cinema!

Nel giorno del mio ventiquattresimo compleanno i distributori cinematografici si sono finalmente decisi a far uscire non tantissimi film, di cui tra l'altro due che attendevo con impazienza e curiosità: un mega blockbusterone supereroistico ed un'epopea che si candida come uno dei più grandi favoriti per gli Academy Awards 2014. In aggiunta una terza pellicola che mi ha incuriosito abbastanza guardando il trailer anche se l'hype non raggiunge quello per le due uscite principali della settimana.


Guardiani della Galassia di James Gunn


A me i film sui supereroi firmati Marvel sono sempre mediamente piaciuti, a parte qualche erroreda parte della casa di produzione cinefumettosa che riconosco. Questo "Guardiani della Galassia", appartenente alla seconda fase che ci porterà a "The Avengers - Age of Ultron", mi ispira veramente molto e sembra anche avere quella buona dose di ironia che in questo genere di film mi piace sempre moltissimo.


Boyhood di Richard Linklater


Boyhood invece è il film impegnato della settimana: un film molto particolare perchè realizzato in ben dodici anni, seguendo l'attore protagonista dall'età di otto anni, fino al compimento dei venti. Pellicola interessantissima soprattutto per le recensioni entusiastiche ottenute oltreoceano, ma, ancora di più, proprio per i tempi che ha occupato nella realizzazione.


Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio


"Buoni a nulla" è un film italiano che parla dei registi e degli sceneggiatori italiani, o almeno della maggior parte di loro negli ultimi due o tre anni: buoni a nulla. Il discorso rimane sempre molto duro da affrontare: è colpa dei registi che non sono più capaci, del pubblico italiano che è "sbagliato" o dei produttori che battono da anni sempre lo stesso chiodo? Penso che passerò senza farmi troppi problemi.


Il sale della Terra di Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado


I film documentario come saprete non mi fanno affatto impazzire, quindi gli concederò una visione soltanto in caso di mancanza di altro. E quindi la vedo molto molto dura la faccenda!


Soap Opera di Alessandro Genovesi


Dal regista di "La peggior settimana della mia vita" e "Il peggior Natale della mia vita" (e uno già pensa "sai che grandissima garanzia di qualità!") ecco a voi "Soap Opera". Film che, ovviamente, salterò. O almeno penso, magari un'opportunità per poterlo spernacchiare sul mio blog gliela dò pure. Deciderò.


The Judge di David Dobkin


The Judge è il terzo film interessante della settimana, con protagonista Robert Downey Jr., un legal drama che sicuramente si lascerà guardare, anche per la bravura del suo protagonista, ma che difficilmente sarà un film indimenticabile.


The Third Person di Paul Haggis


A me i film sentimentali non fanno proprio impazzire. I film sentimentali con Liam Neeson invece sono un genere totalmente inesplorato, con un attore che non ho nemmeno voglia di provare ad esplorare nella sua filmografia, nè quanto meno in questa ultima pellicola.

mercoledì 22 ottobre 2014

Suspiria (1977)

Italia 1977
Titolo Originale: Suspiria
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Daria Nicolodi
Cast: Jessica Harper, Stefania Casini, Flavio Bucci, Miguel Bosé, Barbara Magnolfi, Alida Valli, Eva Axén, Susanna Javicoli, Joan Bennett, Rudolf Schündler, Udo Kier, Franca Scagnetti, Renato Scarpa, Jacopo Mariani, Giuseppe Transocchi, Margherita Horowitz, Fulvio Mingozzi, Serafina Scorceletti, Renata Zamengo, Alessandra Capozzi, Salvatore Capozzi, Diana Ferrara, Cristina Latini, Alfredo Raino, Claudia Zaccari, Giovanni Di Bernardo, Dario Argento
Durata: 95 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Susy Benner è una studentessa di danza classica, che si trasferisce in una scuola a Friburgo per affinare la sua tecnica e le sue capacità. Al suo arrivo incrocia una ragazza, che sembra stia fuggendo dall'edificio urlando parole sconnesse, mentre a Susy viene negato l'ingresso nella scuola, che le sarà concesso solo la mattina dopo. La notte stessa, la ragazza incrociata da Susy, Pat, muore in una maniera misteriosa ed efferata.

Nella recensione de "L'uccello dalle piume di cristallo" avevo esternato l'intenzione di, piano piano, recuperare tutti i film di Dario Argento e di completarne la filmografia qui su questo blog. E' ovvio che siamo ancora in altissimo mare, visto che qui di recensioni ce ne saranno due o tre, ma il progetto rimane ancora apertissimo. Avevo anche scritto che molto probabilmente le avrei fatte in ordine di uscita, ma su quel punto ho cambiato idea, così da "L'uccello dalle piume di cristallo" sono saltato direttamente a "Suspiria", suo quinto film, che tra l'altro avevo già visto qualche anno fa, in compagnia, probabilmente perdendomi delle cose molto importanti, visto che ero con gente che non apprezzava e che rideva ad ogni scena.

"Suspiria" è uno dei pochi film horror esistenti che non ha pagato per nulla il passare del tempo: d'altronde i suoi bei trentasette anni di esistenza li porta ancora benissimo e, se le tecniche usate per gli effetti speciali e per la fotografia possono sembrare un po' antiquate, per quanto riguarda la tensione che viene creata durante tutta la sua durata siamo senza dubbio alcuno su livelli altissimi. Guardandolo per una seconda volta pochi giorni fa è stato interessante notare come, nel suo primo film horror (perchè i precedenti erano dei gialli/thriller) Dario Argento sia riuscito a prendere degli elementi dei suoi film precedenti, appartenenti ad un genere diverso, e ad inserirli in un genere diverso senza che questi perdessero di efficacia.

La sceneggiatura d'altronde è ridotta ai minimi termini, semplicissima, ma quanto mai efficace. Ciò su cui si basa il film infatti sono le tecniche visive utilizzate, a partire dall'utilizzo del procedimento Technicolor, molto affascinante e oramai quasi del tutto abbandonato, che Dario Argento utilizza per dare ai colori delle scene un'importanza capitale: il sangue talvolta infatti non sembra per nulla realistico, è di un rosso troppo acceso e brillante per essere rosso sangue, eppure pur non essendo per nulla realistico, con esso son state create delle scene che hanno creato orrore e disgusto in praticamente chiunque.

In ultima analisi le musiche dei Goblin, destinate ad entrare nella storia dopo il grandissimo successo della colonna sonora di "Profondo rosso", qui si esibiscono con delle musiche incalzanti e soprattutto con una melodia principale letteralmente da brividi ed in grado di rimanere bene fissa nella testa degli spettatori. Ho letto da qualche parte che secondo alcuni la colonna sonora di "Inferno", seguito di "Suspiria", sempre firmata dai Goblin, sarebbe ancora meglio, ma "Inferno" è uno dei pochi film di Argento che mancano alla mia lista, ma che recupererò a brevissimo.

Voto: 8,5

martedì 21 ottobre 2014

Tutto può cambiare (2013)

USA 2013
Titolo originale: Begin Again
Regia: John Carney
Sceneggiatura: John Carney
Cast: Keira Knightley, Mark Ruffalo, Hailee Steinfeld, Adam Levine, James Corden, Catherine Keener, Mos Def, Cee Lo Green
Durata: 104 minuti
Genere: Commedia, Musicale

La trama in breve: Dan Mulligan è un produttore discografico, divorziato con la moglie e con un rapporto non semplicissimo con la figlia, che viene licenziato dopo l'ennesimo fallimento. Greta invece ha appena lasciato il fidanzato, reo di averla tradita e di averglielo fatto capire tramite una canzone. I due si incontreranno in un locale, dove lei viene invitata a salire sul palco per cantare una sua canzone, mentre lui, ascoltandola, capisce che insieme possono produrre un disco di successo.

"Tutto può cambiare" è un film molto semplice. Eppure dalla sua estrema semplicità riesce a tirar fuori una sequela di interessantissimi insegnamenti e considerazioni morali che è difficile rimanerne indifferenti. Per lo meno questa è stata l'impressione che ho avuto guardando questa pellicola, diretta e sceneggiata da John Carney, regista con soli sei film alle spalle dei quali nessuno sembra essersi ritagliato un posticino nella storia del cinema. Nemmeno questo film lo avrà quel posto, questo è certo, ma quanto meno avrà un posto nel cuore di chi lo guarda.

La storia parte da una semplicissima considerazione, che ci viene mostrata in maniera alternata attraverso gli occhi dei due protagonisti: una canzone può dare una svolta alla propria vita? Da una parte abbiamo Dan Mulligan, interpretato da Mark Ruffalo, discografico fallito, divorziato dalla moglie e con un rapporto apparentemente difficile con la figlia: lui è l'ascoltatore della canzone fondamentale del film. Lui, mentre ascolta una canzone cantata da Greta, riesce a risollevarsi dopo un bruciante licenziamento, durante una serata in cui aveva praticamente deciso di buttare via la sua intera vita nell'alcool. Dall'altra invece abbiamo proprio Greta, interpretata da Keira Knightley: lei è la donna che canta la canzone, in maniera quasi ingenua e senza pensare che quello che sta cantando possa essere un buon pezzo. Eppure lì ad ascoltarla c'è Dan, forse l'unico che in questo pezzo vede qualcosa.

Nel corso della pellicola assistiamo anche a quelle che sono le vite private dei due protagonisti, con il regista che alterna sapientemente immagini dal loro passato con immagini presenti: viene spesso messa in gioco l'importanza della famiglia, soprattutto nei momenti in cui viene mostrata la vita di Dan, mentre per quanto riguarda Greta sarà di capitale importanza il rapporto con il suo ex fidanzato, Dave Kohl, interpretato daAdam Levine. Tra le altre cose Levine, cantante dei Maroon 5, ci regala anche un paio di pezzi interessantissimi, interpretando in maniera oserei dire buona (in "American Horror Story - Asylum" non mi era piaciuto per nulla) il ruolo del cantante piuttosto affermato. Sarà che sta interpretando se stesso?

"Tutto può cambiare" alla fine si rivelerà essere una buonissima riflessione sul potere salvifico della musica, ma non solo. Grazie alla sua semplicità e alla sua leggerezza riesce a trattare, senza risultare mai retorico, anche temi importanti come la famiglia e l'importanza del lavoro. E' anche piuttosto difficile non rimanere colpito dai due protagonisti, che sono più che mai umani e costruiti in maniera che non vengano idealizzati (e non è una cosa per nulla scontata), ma soprattutto dalle canzoni che vengono cantate in questa pellicola, alcune delle quali mi ronzano ancora nella testa!

Voto: 7,5

lunedì 20 ottobre 2014

CINEMA IN PILLOLE #8 - Saw III - L'enigma senza fine & The Final Destination 3D

Torna l'appuntamento con la rubrica delle recensioni brevi, per quei film in cui ho trovato ci fosse poco da dire o per i quali non è necessaria una recensione completa, che parli di tutte le componenti più importanti dei film. In questo episodio colgo la palla al balzo per parlare di due seguiti di saghe che avevo incominciato a recensire tempo fa e che, per completezza, ci tengo a completare (anche se in sospeso ho ancora l'infinita saga di "Hellraiser" e anche due capitoli de "La bambola assassina", che prometto recupererò).


Saw III - L'enigma senza fine

USA 2006
Titolo Originale: Saw III
Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: James Wan, Leigh Wannell
Cast: Tobin Bell, Shawnee Smith, Angus Macfadyen, Bahar Soomekh, Donnie Wahlberg, Dina Meyer, Leigh Whannell, Mpho Koaho, Barry Flatman, Lyriq Bent, J. LaRose, Debra McCabe, Costas Mandylor, Betsy Russell
Durata: 104 minuti
Genere: Horror

La trama come la scriverei su Twitter: L'enigmista sta per morire ma vuole fare un ultimo gioco prima di lasciare questo mondo.


Già il secondo capitolo della saga non penso che sia stato granchè a livello qualitativo: si era perso completamente il colpo di genio che aveva caratterizzato il capostipite della saga e si era puntato più che altro su un aumento delle vittime e della crudezza delle scene che facessero esaltare lo spettatore, abbassando però notevolmente la qualità. Questo terzo capitolo, secondo me, è un leggero miglioramento rispetto al secondo, ma al contempo il vero e proprio crocevia della saga: se la scelta giusta sarebbe stata finirla con la fine di questo episodio, Hollywood, che non sa mai quando è ora di smettere, ha deciso di continuare la serie di film con altri quattro lavori, di qualità discutibile (e di cui vi parlerò in futuro). E' chiaro che arrivati a questo punto le situazioni sanno praticamente tutte di già visto, ci si interessa solo alla psicologia dei personaggi, qui ancora ritratti in maniera abbastanza decenti, e alla maniera creativa in cui l'enigmista uccide le sue vittime, tra le quali ne segnalo una che ancora mi è rimasta impressa e che mi ha fatto veramente ribrezzo all'epoca, ovvero quella del bagno nelle budella di maiale.

Voto: 6+


The Final Destination 3D

USA 2009
Titolo Originale: The Final Destination
Regia: David R. Ellis
Sceneggiatura: Eric Bress
Cast: Bobby Campo, Shantel VanSanten, Mykelti Williamson, Haley Webb, Nick Zano, Krista Allen, Andrew Fiscella, Justin Welborn, Stephanie Honoré, Lara Grice
Durata: 82 minuti
Genere: Horror

La trama come la scriverei con due post su Twitter: Nick ha una premonizione in cui un'arena sarebbe crollata facendo morire molte persone. Alcune vengono salvate, ma moriranno in seguito uno dopo l'altro.


Che questo quarto capitolo della saga di "Final Destination" sia praticamente inguardabile è un fatto assodato e riconosciuto ovunque. Che sia il peggiore dell'intera saga è invece tutto da vedere, visto che c'è un quinto episodio che riesce nell'impresa di fare un bel po' più schifo di questo. Anche qui si perde completamente il senso dei primi episodi, in cui comunque una trama leggermente abbozzata era presente, per mostrare allo spettatore una sequela di morti ignobili e che, sinceramente, non mi sono sembrate nemmeno tanto creative ed articolate come nel terzo capitolo, che ancora manteneva una parvenza di decenza. Inutile dire che per chi non lo ha mai visto non consiglio affatto la visione.

Voto: 3

domenica 19 ottobre 2014

Colpa delle stelle (2014)

USA 2014
Titolo Originale: The Fault in Our Stars
Regia: Josh Boone
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Cast: Shailene Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Nat Wolff, Sam Trammell, Willem Dafoe, Lotte Verbeek, Ana Dela Cruz, Mike Birbiglia, Milica Govich, Emily Peachey, David Whalen, Carly Otte, Lily Kenna
Durata: 132 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: Hazel Grace è una adolescente, malata di cancro alla tiroide con metastasi polmonari. La madre, che la crede depressa, la convince a frequentare un gruppo di supporto per malati di cancro. Lì incontrerà Augustus, che ha perso una gamba a causa di un osteosarcoma, con il quale inizierà dapprima un legame di forte amicizia e successivamente un'intensa storia d'amore.

Non è mai facile girare un film che affronti il tema del cancro senza cadere in facili pietismi e senza che esso punti sulla lacrima facile. Ultimamente però un esempio carino lo abbiamo avuto con "50/50", film con Joseph Gordon-Levitt molto carino che consiglio vivamente di vedere. Ce ne sono stati sicuramente altri, però devo essermeli persi, perchè al momento non me ne vengono in mente. Fondamentalmente il motivo per cui ho rimandato al visione di "Colpa delle stelle" per più di un mese era la paura che fosse un film del secondo tipo, di quelli ce ne sono decisamente troppi, la maggioranza forse, ma ora, dopo averlo visto, posso dire che mi sbagliavo, quanto meno su una delle due componenti.

"Colpa delle stelle" non è un film pietoso. E con pietoso non intendo schifoso, ma lo intendo nel senso letterale del termine, ovvero "che suscita sentimenti di pietà". Non è nemmeno un film schifoso, chiaro. Se la tematica del cancro, per giunta contratto in giovane età, viene trattato con una certa freschezza, una buona dose di ironia e anche di cinismo, senza però che venga mai dimenticata la serietà del tema, contemporaneamente assistiamo ad una storia d'amore tra i due protagonisti, Hazel Grace e Augustus, che sono dei protagonisti perfetti da romanzo romantico adolescenziale. Dal punto di vista del romanticismo, se proprio devo trovare un grande difetto a questo film, si punta molto spesso su frasi poetiche, di quelle che puntano volontariamente a commuovere, di quelle che io, personalmente, non ho mai amato. Da un certo punto di vista "Colpa delle stelle" deve molto a "I passi dell'amore", distaccandosene però in maniera determinante nel modo di raccontare la storia: mentre i protagonisti de "I passi dell'amore" sono entrambi perfetti, patinati (e non venitemi a dire che il ragazzo è un "ribelle", perchè ci mette un secondo contato a cambiare modo di essere), qui i personaggi vengono ritratti con le loro paure, anche se, quanto meno dal punto di vista morale, sono anch'essi un po' perfetti, come appunto i protagonisti di un romanzo, non tanto di un film.

Il romanzo da cui questo film è tratto non l'ho letto, non so se ne avrei il coraggio, ma il film bisogna dire che parte abbastanza a rilento, devo dire che l'inizio della pellicola non è dei più promettenti: i protagonisti ci vengono presentati, ma per lunghi tratti non sembrano fare niente di costruttivo per l'economia della pellicola, a parte parlare della loro malattia e iniziare ad intraprendere, in maniera molto lenta, la loro relazione. Il vero punto di svolta lo si ha durante il viaggio ad Amsterdam: da una parte il ritmo del film aumenta in maniera vertigionosa, mentre dall'altra Hazel Grace e Augustus vengono messi davanti alla realtà dei fatti. Nella casa del loro scrittore preferito capiranno che spesso ciò che loro sognano non corrisponde alla realtà, vedendo, in un istante, cadere in basso il loro più grande mito.

I pregiudizi che avevo su questo film sono stati dunque smentiti da una realizzazione fresca ed interessante come poche se ne vedono su questo tema. Anche gli attori protagonisti della vicenda Shailene Woodley e Ansel Elgort, già visti, sempre in coppia, anche in "Divergent", se la cavano davvero bene. rendendo i loro personaggi sfaccettati e a tutto tondo. Se il pregiudizio non è stato confermato è anche merito loro d'altronde.

Voto: 7,5
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