venerdì 9 gennaio 2015

The Imitation Game (2014)

USA, Regno Unito 2014
Titolo Originale: The Imitation Game
Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Graham Moore
Cast: Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Charles Dance, Mark Strong, Rory Kinnear, Allen Leech, Matthew Beard
Durata: 113 minuti
Genere: Drammatico, Biografico

La trama in breve: Il film racconta la vita di Alan Turing, famoso matematico britannico, pioniere dell'informatica. Partendo dalla sua collaborazione alla decrittazione del codice Enigma e dalla costruzione della sua macchina, esplorando gli studi nella sua adolescenza e il suo rapporto con Joan Clarke.

Il giorno di Capodanno al cinema è uscito il mondo. O meglio, sono usciti solamente cinque film, di cui ben tre molto interessanti. Tra tutti spiccava "The Imitation Game", biopic dedicato alla figura di Alan Turing e al suo contributo nella decrittazione del codice Enigma, utilizzato dai nazisti per le comunicazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Sì, proprio Alan Turing, quell'uomo che all'università ho tanto odiato durante il corso di informatica teorica, soprattutto a causa della sua Macchina di Turing, fondamentale per tutta la teoria della computazione, che è una roba che se stessi a spiegarvela sarebbero cazzi amarissimi, sia per me sia per voi... e poi non sono nemmeno sicuro di averla ancora capita del tutto. Alan Turing, nonostante tutto questo, rimane, per un ingegnere informatico (e penso per qualunque tipo di informatico) una specie di divinità, essendo praticamente considerato uno dei pionieri della disciplina come la conosciamo oggi. I rischi che portava con sè il film però erano almeno due, abbastanza grossi: il primo era quello di risultare un marchettone contro l'omofobia, perfetto per i critici dell'Academy, che sui marchettoni ci marciano da anni; il secondo invece era quello di parlare una lingua non comprensibile a chiunque.

Il secondo rischio viene scongiurato: il film parla una lingua comprensibilissima a tutti e, se non lo avesse fatto, probabilmente non avrebbe avuto lo stesso successo. Non ci sono tecnicismi informatici o matematici che avrebbero potuto mettere in difficoltà chiunque, ma ci si concentra maggiormente sull'impresa compiuta da Turing e dalla sua squadra, narrando la vicenda su ben tre piani temporali che si incastrano molto bene tra di loro. La vicenda veramente importante è quella che sta in mezzo, appunto, quella che riguarda la decrittazione del codice Enigma, ma sono le altre due, quelle che riguardano la giovinezza di Turing e l'ultima che riguarda le indagini fatte nell'ultimo periodo della sua vita a farci capire per davvero la sua personalità e il suo rapporto con il mondo che lo circondava. Anche per quanto riguarda la creazione della sua macchina, vengono esplorate una serie di questioni interessanti, come la creazione di una macchina Universale, che fosse quanto più vicina possibile al pensiero umano.

E' invece il primo rischio che la pellicola in fondo non mi è completamente riuscita ad evitare. Non nel senso che il film faccia particolarmente pesare la questione dell'omosessualità di Turing, quanto più che altro determinate situazioni, presenti nelle battute finali della pellicola, mi hanno fatto abbastanza storcere il naso. L'omosessualità di Turing viene esplorata in maniera molto delicata, accennando al fatto che all'epoca essere gay fosse illegale in Inghilterra, ma non fondando tutto il film su questo. La delicatezza nell'affrontare il tema è stata una cosa che ho apprezzato per tutta la durata del film, tranne nel finale in cui una scritta in sovraimpressione mi ha rovinato tutta la magia. Per un film che non vuole essere un film di denuncia la scritta sulla conta delle persone sottoposte alla stessa cura ormonale di Turing mi è sembrata un bel po' forzata e quanto mai fuori luogo.

Per quanto la cosa mi abbia dato fastidio, ovviamente non ha inficiato quella che è stata una visione in tutto e per tutto convincente: "The Imitation Game" è un biopic giusto e ben realizzato, addirittura in grado di creare una certa tensione, soprattutto nel momento in cui la storia comincia ad esplorare le fasi calde della guerra e della decrittazione del codice Enigma. Benedict Cumberbatch mi ha particolarmente convinto nel ruolo di protagonista (tra l'altro ho scoperto che l'attore è anche un parente alla lontana di Alan Turing... così, giusto per cronaca), sia dal punto di vista della somiglianza fisica sia per quanto riguarda la resa della sua personalità. Anche Keira Knightley, molto apprezzata da queste parti quando non esagera con le sue smorfiette, interpreta uno dei ruoli fondamentali del film senza sfigurare affatto.

Però, c'è un però, purtroppo: sia chiaro che il film in questione mi è piaciuto, ma non l'ho trovato così eccezionale come lo dipingono molti esponenti della critica "ufficiale" e sinceramente non trovo sia un film davvero meritevole di vincere l'Oscar, ragionando a livello assoluto ovviamente, visto che in questi tre mesi è proprio degli Oscar che si parlerà e che "The Imitation Game" ha, quanto meno, la nomination in tasca. D'altro canto trovo però sia un film perfettamente in grado di vincerla l'ambita statuetta, visti i temi trattati dalla pellicola. Staremo a vedere!

Voto: 7,5

2 commenti:

  1. Per me ha buone speranze di vincere il premio come miglio attore, se non altro.
    La sua è stata una prova più che buona!

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    Risposte
    1. Lui sì che ha più di qualche speranza, anche se personalmente faccio il tifo per Gyllenhaal

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