venerdì 24 aprile 2015

Black Sea (2014)

Regno Unito 2014
Titolo Originale: Black Sea
Regia: Kevin MacDonald
Sceneggiatura: Dennis Kelly
Cast: Jude Law, Ben Mendelsohn, Grigoriy Dobrygin, Scoot McNairy, David Threlfall, Michael Smiley, Tobias Menzies, Karl Davies, Konstantin Khabenskiy, Sergey Puskepalis, Sergey Kolesnikov, Sergey Veksler, Bobby Schofield, Jodie Whittaker, Branwell Donaghey, Daniel Ryan
Durata: 114 minuti
Genere Thriller

La trama in breve: Robinson, divorziato e con un figlio, viene licenziato dal suo incarico di capitano di sommergibili. Attirato però da una grossa occasione, decide di mettersi nelle mani di un miliardario per recuperare un ricchissimo carico d'oro, contenuto in un sommergibile tedesco che giace sul fondale del Mar Nero sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Spesso e volentieri, quando si guarda un film, bisogna fare i conti con le aspettative: talvolta queste vengono confermate, talvolta invece vengono disilluse. Poi però ci sono anche quei casi in cui le aspettative non vengono confermate, ma in senso positivo. Per quanto, dopo aver visto il trailer di "Black Sea" al cinema, ne fossi abbastanza ispirato, le aspettative alla fin fine non erano altissime: fondamentalmente avevo paura che il film si trasformasse ben presto nella tipica azionata senz'anima che tanto mal sopporto come genere cinematografico.

"Black Sea" in realtà sta un po' più dalle parti di "La tempesta perfetta", soprattutto per il modo di evolversi della trama nel corso delle sue quasi due ore di durata, ma è soprattutto un thriller ben orchestrato e sul quale il regista inglese Kevin MacDonald è riuscito a fare un buon lavoro per quanto riguarda la costruzione della tensione. Tensione che alla fine sarà uno dei punti fondamentali della pellicola: il film non cala quasi mai, non ha particolari passaggi a vuoto e questo è sicuramente uno dei meriti da elogiare. E' la tensione e non l'azione a farla veramente da padrone in questo film.

In secondo luogo bisogna evidenziare come il regista sia riuscito, attraverso i personaggi del film, a ritrarre in maniera buona la situazione in cui si trovano tutti i membri dell'equipaggio del sottomarino: non si conoscono, alcuni parlano addirittura lingue diverse, non hanno un'enorme esperienza, ma sono accomunati da quello che è l'obiettivo della missione, ovvero l'oro, i soldi. Tantissimi soldi, una cosa come due milioni di sterline a testa. Sarà però l'ambiente molto chiuso e claustrofobico del sottomarino a far venire strane idee ad alcuni di loro, tra queste la più ovvia, ovvero il fatto di, per un motivo o per l'altro, meritare più soldi di un qualsiasi altro membro dell'equipaggio.

Se i personaggi, presi singolarmente, non mi sono sembrati molto approfonditi, lo sono come gruppo variegato: capiamo subito che queste persone non sono unite e non lo saranno mai, così come capiamo bene le ragioni di una e dell'altra parte, che sono per forza di cose, destinate a collidere. Diventa un gioco alla morte, in cui il sottomarino è solo un'ambientazione qualsiasi. Probabilmente si sarebbe potuto ottenere lo stesso effetto in un qualsiasi altro mezzo di trasporto, ma il sottomarino conferisce fascino alla cosa: d'altronde sei costretto a convivere in uno spazio molto ristretto con persone che odi e che non conosci e con le quali, soprattutto devi spartire dei soldi. Un bravo va dunque al regista Kevin MacDonald, in grado di tirare fuori il massimo da una pellicola di certo non trascendentale e che sarà ben lontana dall'essere un capolavoro, ma che il suo lavoro lo sa fare davvero bene. Ma un bravo va anche a Jude Law, in grado grazie al suo ruolo da protagonista, di tirare le redini del cast, risultando il personaggio che rappresenta l'emblema di tutto ciò di cui il film ci vuole parlare.

Voto: 7+

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Se dovessi guardarlo ti piacerà ancora di più, secondo me...

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  2. Film che intriga molto poco pure me, ma tutti ne stanno parlando molto bene.

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    1. Chiaro che non sia sto mostro di thriller, però ad avercene di cose così...

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