martedì 21 aprile 2015

Vizio di forma (2014)

USA 2014
Titolo Originale: Inherent Vice
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Cast: Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon, Benicio del Toro, Martin Short, Jena Malone, Joanna Newsom, Maya Rudolph, Eric Roberts, Serena Scott Thomas, Sasha Pieterse, Michael K. Williams, Jeannie Berlin, Sam Jaeger, Steven Wiig, Jefferson Mays
Durata: 148 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: A Los Angeles, nel 1970, "Doc" Sportello è un investigatore privato tossicodipendente, viene contattato da una sua ex, Shasta. La donna vuole evitare che il suo compagno, un miliardario, venga internato dalla moglie e dall'amante di quest'ultima.

Un momento del genere prima o poi sarebbe dovuto arrivare: sono talmente confuso dalla visione di una pellicola che, probabilmente, ne uscirà una recensione tanto sconclusionata quanto poco chiara o comunicativa. D'altronde ho rimandato la visione di "Vizio di forma", l'ultimo film di Paul Thomas Anderson con Joaquin Phoenix e Josh Brolin, per molto tempo, trovando il coraggio di dargli un'occhiata solo qualche giorno fa. Solamente che, probabilmente, ho scelto il periodo sbagliato per farlo. Sono settimane d'altronde che rimando la visione di quei film un po' più impegnativi perchè non sono particolarmente in forma e, la visione di questa pellicola ha confermato quanto in questo periodo io debba pensare il meno possibile.

Non ho visto moltissimi film di Paul Thomas Anderson: vidi giusto "Magnolia" cinque o sei anni fa, ancora prima di aprire questo blog, e mi piacque parecchio. Vidi poi "The Master", l'ultimo lavoro del regista prima di "Vizio di forma", che vedeva tra i protagonisti lo stesso Joaquin Phoenix e anche il compianto Philip Seymour Hoffman, che offriva una prova recitativa pazzesca. Una cosa che ho notato guardando "The Master" è stato più che altro il fatto che il film godesse di un'ottima forma, un'ottima recitazione, una buona trama, ma che fosse poco comunicativo, difficile da decifrare.

Ora, prendete la considerazione che avete letto sopra e elevatela all'ennesima potenza per quanto riguarda "Vizio di forma", che alla fin fine si rivela come un trip clamoroso all'interno della mente e delle indagini condotte dal detective Doc Sportello, interpretato da un sempre bravo Joaquin Phoenix. Tale caos è da una parte uno dei difetti del film, mentre dall'altra è ciò che gli conferisce tutto il suo fascino. D'altronde Anderson pare essere così, prendere o lasciare. Se della trama si riesce a capire poco o nulla (da questo punto di vista ho ricordi peggiori solo per quanto riguarda "Paura e delirio a Las Vegas") per quanto sia allucinata, da apprezzare è l'ambientazione anni '70 e la sua colonna sonora, che attinge in maniera profonda soprattutto dagli artisti di quel periodo.

Poco presente il rock 'n roll al contrario di quanto si potrebbe pensare, la colonna sonora risulta convincente, per un film che, nel suo lento sviluppo, offre un buon ritratto di ciò che furono gli anni a cavallo tra i '60 e i '70. Forse ecco, due ore e mezza di durata possono sembrare un po' troppo, forse qualche scena è stata allungata e risultava tagliabile, ma alla fine "Vizio di forma" risulta essere una pellicola di ottima fattura, riuscito a confondermi in maniera incredibile e non so se mai più mi riprenderò da questo trip.

Voto: 7,5

6 commenti:

  1. Super trip dell'anno. :)
    Pur nella sua confusione e imperfezione, una discreta bomba di film.

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  2. I trip-film non sono propriamente il mio genere, ma pensandoci io non ho propriamente un mio genere.
    Comunque dalla apertura del mio blog mi ero ripromessa di ampliare i miei orizzonti, potrei tentare, non ho visto nulla di questo regista! è grave? ;)

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    1. Beh, io ho visto solo The Master e Magnolia... non tanto di più di te...

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  3. Io ammetto che "The master" non l'ho proprio capito, mi è sempre sembrato che ci fosse un grosso 'mah' nel mezzo, pur avendo dalla propria due grandi attori. Qui forse a qualcosa sono riuscito ad arrivare, ma non canterei vittoria troppo presto...
    Comunque sì, film confusionario ma che proprio nella sua confusione ha il suo fascino.

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  4. Concordo sostanzialmente con la tua recensione: è ovvio che la trama volutamente complicatissima e farraginosa è fatta ad arte per far assomigliare il film ad un 'viaggio', un trip allucinogeno, e per buona parte ci riesce. Però, effettivamente, due ore e mezza sono un po' troppe per film del genere, che ricalca abbastanza fedelmente il libro senza però permettersi quelle 'pause di riflessione' che la lettura ti permette. Alla fine assistiamo a un buon film, che però risulta troppo compiaciuto e prolisso per poter ergersi a capolavoro

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