domenica 13 settembre 2015

Città di carta (2015)

USA 2015
Titolo Originale: Paper Towns
Regia: Jake Schreier
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Cast: Nat Wolff, Cara Delevingne, Austin Abrams, Justice Smith, Halston Sage, Jaz Sinclair, Cara Buono, Caitlin Carver, Hannah Alligood, Josiah Cerio, Griffin Freeman, Meg Crosbie, Susan Macke Miller, Tom Hillmann, Ansel Elgort
Durata: 91 minuti
Genere: Commedia

Come molto probabilmente già avrete capito dai miei mille e passa post su questo blog, non sono un gran lettore. Mi sto riavvicinando in questo periodo alla lettura e, molto lentamente, concludo libri che altre persone ci mettono due o tre giorni a finire. E quindi è anche ovvio che, prima di vedere questa pellicola, non ho avuto modo di leggere il romanzo da cui è tratto, scritto dallo stesso John Green già autore di "Colpa delle stelle" - che, manco a dirlo, non ho mai avuto il coraggio di leggere -, il cui film omonimo aveva fatto piangere generazioni e generazioni, me compreso. "Città di carta" è dunque un film che si rivolge ad un pubblico di età simile a quello di "Colpa delle stelle", un pubblico che normalmente ha qualche anno in meno di me, ma che comunque può essere tranquillamente visto anche da persone della mia età.

La pellicola vede la partecipazione di un cast giovanissimo, tra cui spicca il giovane talentuoso Nat Wolff, nei panni del protagonista Quentin, detto "Q", che in futuro potrebbe dare grosse soddisfazioni, e la supermodella Cara Delevigne, nei panni di Margo Roth Spiegelman, la ragazza di cui Q è innamorato praticamente da tutta la vita. "Supermodella" è una definizione data da Wikipedia che nemmeno so bene cosa voglia dire, sta di fatto che in quanto a bellezza di super non ci ho trovato molto, sta ragazza mi dice poco o nulla e anche per quanto riguarda il punto di vista recitativo mi è parsa un po' troppo monoespressiva. A questi si vanno ad aggiungere Austin Abrams, Justice Smith e Halston Sage, a formare un gruppo di ragazzetti abbastanza variegato.

La sceneggiatura - e a questo punto penso anche il romanzo - parte da un presupposto abbastanza assurdo, che nella vita reale non esiste mai al mondo: Margo, dopo essere stata amica di infanzia di Q, smette completamente di cagarlo una volta arrivati alle medie, non si parlano per nove anni e passa e l'innamoramento di Q per lei è qualcosa destinato a rimanere impossibile. Poi però, come appunto mai succede nella vita reale, a un certo punto si accorge della sua esistenza e gli fa passare la notte più bella della sua vita, per poi sparire nel nulla. Beh, grazie, non poteva non illuderlo senza poi mollarlo alla grandissima no?

In fin dei conti "Città di carta" risulta essere un film che magari non manda un messaggio particolarmente elaborato e magari lo manda anche in maniera abbastanza superficiale, eppure, nella sua quasi vuotezza, riesce ad intrattenere. L'idea del messaggio da mandare è quella di non rimanere legati alla vita del liceo per tutta la vita, di provare sempre cose nuove, cosa che Margo aveva fatto ogni giorno della sua vita, mentre Q e i suoi amici mai, quella di vivere insieme dei momenti indimenticabili, perchè poi, finito il liceo, è difficile trovare di nuovo l'occasione. Pur essendo quel che è "Città di carta" si appoggia anche a qualche momento piuttosto divertente, anche se ritengo che si sarebbe potuto certamente fare di meglio con il materiale a disposizione. Sarebbe potuto essere un cult generazionale, invece rimane solo un filmetto godibilissimo senza infamia e senza lode.

Voto: 6

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