venerdì 16 ottobre 2015

L'uomo di Marte di Andy Weir

La giornata di oggi sarà totalmente dedicata a "The Martian", quindi sappiatelo. Ora vi tocca leggere la recensione del libro, mentre nel pomeriggio qualcosa mi dice che arriverà anche quella del film, che finalmente sono riuscito a vedere. Il percorso per ricominciare a diventare un lettore più o meno serio è ripreso e vedremo se continuerò, nel corso del tempo a trovare la voglia di leggere. Nel frattempo, cuccatevi la recensione di "L'uomo di Marte" di Andy Weir.


Titolo Originale: The Martian
Autore: Andy Weir
I° Edizione Originale: 2011
I° Edizione Italiana: 2014
Genere: Fantascienza

Recensione
La fantascienza e l'horror, cinematograficamente parlando, sono forse i miei generi preferiti. Ciò però non sempre si è verificato anche per quanto riguarda le mie letture: i romanzi horror non li amo particolarmente - da questo punto di vista preferisco vedere - mentre di romanzi di fantascienza ne ho letti proprio pochi pochi nel corso della mia vita. A questo però ci tenevo in maniera molto particolare: innanzitutto è un qualche mese che attendo la pellicola e data l'uscita in questo periodo mi son deciso un mese fa a comprarmi anche il romanzo, per fare, una volta tanto, le cose fatte bene, ovvero leggere il romanzo prima di vedere il film. Che poi in realtà non dovrebbe interessarmi la cosa, dato che ho sempre dichiarato che a me della fedeltà al romanzo frega pochissimo, però va bene così.
Il presupposto fantascientifico di questo romanzo in realtà è solo accennato. O meglio, non è nemmeno così importante come si potrebbe credere: fondamentalmente la storia si svolge in un'epoca in cui i viaggi su Marte sono all'ordine del giorno, ma non ci importa sapere in che periodo sta accadendo, semplicemente perchè di fantascientifico questo romanzo, oltre al pretesto, non ha nulla. Anzi, più che fantascientifico, "L'uomo di Marte" è molto scientifico, tanto che molti nell'ultimo periodo hanno elogiato l'accuratezza scientifica della narrazione, che è spesso condita da disquisizioni di chimica, fisica e matematica molto tecniche e dettagliate, oltre che per quanto mi riguarda interessantissime. Motivo per cui "L'uomo di Marte" è un libro sulla sopravvivenza in un ambiente ostile, solo che mentre nella storia della letteratura c'è Robinson Crusoe, Andy Weir ha deciso di ambientare tutto su un altro pianeta, nulla di più e nulla di meno.
La narrazione, che alterna capitoli scritti sotto forma di diario di bordo a capitoli con una narrazione in terza persona classica, procede in maniera spedita e la lettura non risulta per nulla pesante, nonostante la presenza di tutta una serie di tecnicismi che a chi non è interessato all'aspetto scientifico potrebbero anche non andare giù. Inutile dire che per me sono la cosa più interessante dell'intero romanzo. Interessante poi come tutta la storia sia costellata di battute sarcastiche e ironiche da parte del protagonista Mark Watney, con il quale presto si entra in totale empatia, ad alleggerire una situazione che, in quanto a tensione, non ha nulla da invidiare ai grandi romanzi thriller che tutti conosciamo.

Voto: 8+

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