martedì 10 novembre 2015

Hand of God - Stagione 1

Hand of God
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Ben Watkins
Rete Americana: AMazon Instant Video
Rete Italiana: Inedita
Cast: Ron Perlman, Dana Delany, Andre Royo, Garret Dillahunt, Alona Tall, Julian Morris, Emayatzy Corinealdi, Johnny Ferro
Genere: Drama

Con buona approssimazione, a parte qualche passo falso, le serie lanciate da Netflix mi stanno piacendo quasi tutte: qualità alta, storie che sono fatte apposta per creare un grande seguito, modalità di rilascio fino a qualche anno fa rivoluzionaria. Poi, a un certo punto, ci si è messa anche Amazon, rilasciando innanzitutto due comedy di alto livello come "Transparent" e "Mozart in the Jungle", mentre adesso pian piano si stanno facendo strada anche i drama griffati dalla più famosa azienda e-commerce nel mondo. Le serie di Amazon che finora ho visto però hanno avuto un po' tutte quel qualcosa che non era in grado di convincermi appieno: vuoi per le tecniche, vuoi per il fatto di puntare su qualcosa che fosse un po' più di classe, i lavori sono sì di buona qualità ma spesso la trama viene piuttosto complicata anche solo per questioni estetiche. "Hand of God" è il mio primo drama targato Amazon - "Bosch" lo avevo mollato dopo due episodi per noia - e sin dal primo episodio mi aveva, mediamente convinto. Ora che la visione è terminata la convinzione è rimasta intatta o forse addirittura migliorata se possibile.

Il problema di "Hand of God" è stato fondamentalmente uno, per quanto mi riguarda, sin dall'inizio: la volontà di voler narrare molte storie, alcune anche piuttosto secondarie e forse meno interessanti. Il mio secondo problema, che è sopraggiunto a metà visione in realtà, sta nel fatto che io, personalmente, non sopporto le baracconate che fanno gli americani in chiesa, con delle prediche che sono più che altro degli spettacoli teatrali e che non sono sobrie nemmeno per scherzo. Lungi da me il criticare la modalità dei preti protestanti di coinvolgere la propria schiera di fedeli, ma io quando la vedo, anche in televisione, mi irrita moltissimo. Sono anche, spesso e volentieri, molto restio a vedere opere che parlano della fede in generale, soprattutto considerando il fatto che qui la fede viene vista in maniera abbastanza creativa diciamo.

Il protagonista della vicenda è Pernell Harris, un giudice corrotto con un figlio ridotto in stato vegetativo dopo aver tentato il suicidio, la cui moglie vorrebbe staccare la spina in quanto non ci sarebbero più speranze per lui. Peccato che il figlio del giudice abbia tentato il suicidio dopo che la moglie è stata violentata e vuole mantenere la promessa di trovare chi ha ridotto la coppia in quello stato. Per questo si convince del fatto che il figlio stia tentando di parlargli, convincendosi, dopo essere entrato nella chiesa Hand of God appunto, di essere un eletto da Dio, di poter parlare con lui e di poter utilizzare altri fedeli per il suo scopo. Alla sua storia si incastreranno quella della moglie Crystal Harris, interpretata da una bravissima Dana Delany, e soprattutto del pastore della chiesa.

Come detto le storie da seguire sono molte e non è sempre facile la lettura di tutte quelle che ci vengono narrate, ma dal punto di vista strutturale, la serie è narrata nella maniera più solida possibile, magari non sempre riuscendo ad accattivarsi i gusti del pubblico, ma riuscendo bene o male a recuperare anche nei momenti in cui sembra ci sia una flessione. Inoltre, il personaggio principale, interpretato da un bravo Ron Perlman, è interessante studiarlo in tutte le sue sfaccettature: sembra essere un esempio totalmente negativo e senza scrupoli, ma, soprattutto nel finale, tirerà fuori un'umanità quasi inaspettata riuscendo, chissà, anche a redimersi.

Voto: 7,5

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