martedì 17 novembre 2015

Io e te (2012)

Italia 2012
Titolo Originale: Io e te
Regia: Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello e Francesca Marciano
Cast: Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Veronica Lazar, Tommaso Ragno, Pippo Delbono, Rodolfo Corsato, Francesca De Martini, Antonio Etzi, Christina Onori, John Paul Rossi, Alessandra Vanzi
Durata: 97 minuti
Genere: Drammatico

Procede a gonfie vele il progetto del Cineforum di Vimodrone che, dopo una prima parte della sua prima stagione in cui abbiamo principalmente proposto film che avevo già visto, tranne "Midnight in Paris", di cui potrete trovare la mia opinione al link correlato, inizia a propormi visioni che ancora non avevo affrontato. Nonostante all'epoca della sua uscita "Io e te" di Bernardo Bertolucci mi ispirasse parecchio, non avevo avuto modo di vederlo, ma ora l'occasione si era fatta troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti vede il ritorno del regista Bertolucci dietro la macchina da presa dopo una pausa quasi decennale - al 2003 risale il suo ultimo film "The Dreamers" - e per la prima volta con un film girato in lingua italiana dal 1981, anno dell'uscita di "La tragedia di un uomo ridicolo". Per "Io e te" la scelta del cast potrebbe apparire semplice, data la necessità di soli due attori protagonisti, ma in realtà il regista ha voluto porre su di essa una scelta oculata, vertendo poi su due attori quasi totalmente esordienti: Jacopo Olmo Antinori, alla sua prima esperienza in assoluto, interpreta il quattordicenne Lorenzo, mentre Tea Falco - che tutti conoscono principalmente per quel video su Youtube in cui sembra sbiascichi ogni singola parola nella serie "1992" -, che all'epoca aveva solamente partecipato solamente a "I vicerè" di Roberto Faenza, interpreta Olivia.

Lorenzo è un ragazzo molto solo che, il giorno della partenza per la settimana bianca con la sua scuola, decide di non partire e di rifugiarsi per una settimana in cantina, preparandosi alla cosa in maniera maniacale, procurandosi sette confezioni per ogni alimento. Olivia invece è la sua sorellastra, eroinomane, che irrompe improvvisamente all'interno del rifugio di Lorenzo perchè non ha un posto dove stare e perchè ha intenzione di disintossicarsi. I due praticamente non si conoscono, perchè non hanno mai avuto un vero e proprio rapporto e la convivenza tra i due, in un luogo così ristretto, appare complicata sin dall'inizio. Interessante però è vedere come, lungo tutta la durata del film, il rapporto tra i due evolva in maniera davvero significativa partendo da una naturale diffidenza iniziale arrivando fino ad una complicità molto forte che porterà i due a scambiarsi una promessa parecchio significativa. D'altronde l'evoluzione della storia di entrambi i personaggi è molto naturale, non una cosa che potrebbe capitare tutti i giorni e nemmeno un presupposto particolarmente plausibile come quello di rinchiudersi in cantina per una settimana, ma l'evoluzione della vicenda è realistica e plausibile e porta con sè riflessioni assolutamente interessanti.

La bellezza della pellicola, che secondo me comunque non è un lavoro eccezionale ed è ovviamente ben lontano dalle precedenti produzioni di Bertolucci, risiede anche nel luogo in cui è ambientata. Un luogo ristretto che può dare una certa sensazione di claustrofobia allo spettatore, ma che in realtà non sempre rispetta alla lettera i canoni spaziali: la cantina in cui i due protagonisti si incontrano e dialogano talvolta sembra allargarsi e talvolta sembra restringersi a piacimento del regista, che riesce a dare allo spettatore un'interessante "illusione ottica" per la quale lo spazio in cui è ambientata la vicenda non è totalmente chiuso.

Un altro punto di forza della pellicola, che poi nel corso degli anni successivi ha aperto un po' al tanto decantato ricambio generazionale, sono gli attori protagonisti. Tralasciando il fatto che sia preoccupante che un regista settantenne come Bertolucci si faccia promotore del ricambio generazionale a livello recitativo - mentre quello a livello registico sembra ben avviato nel frattempo - la scelta degli attori, ricaduta su due volti totalmente ignoti è stata sicuramente azzeccata. Per quanto possano entrambi sembrare acerbi - e sicuramente lo erano e lo hanno anche mostrato nel corso della pellicola - sia Tea Falco, che adesso sono quasi curioso di vedere in "1992" - se solo avessi il tempo! - sia Jacopo Olmo Antinori riescono a reggere a meraviglia la scena e i dialoghi tra i due sono sempre ben strutturati e contestualizzati.

Voto: 7,5

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