sabato 19 dicembre 2015

LIBRI METROPOLITANI #1 - L'esecuzione di C. J. Lyons

Si torna, dopo "La svastica sul sole", a parlare di libri su questo blog inaugurando anche la nuova rubrica che ho deciso di chiamare "Libri metropolitani" perchè... li leggo in metropolitana mentre vado o torno dal lavoro. In qualche modo i quasi tre quarti d'ora di viaggio in mezzo a gente che la metropolitana non la sa usare in maniera educata li devo spendere e non c'è di meglio che isolarsi dalla massa di idioti che popolano il carro bestiame leggendo un libro (oh, la metropolitana di Milano è una delle cose più odiose del mondo, statece). Oggi si inaugura dunque la rubrica con un romanzo thriller che ha avuto un discreto successo e che ha avuto anche dei paragoni importanti e degli elogi addirittura da Jeffery Deaver - di cui vado fiero di non aver letto mai nemmeno un libro, d'altronde ho sempre pensato che ci sia poco da fidarsi di uno che sforna 234879 libri in un anno -.

Titolo Originale: Blind Faith
Autore: C. J. Lyons
I Edizione Originale: 2011
I Edizione Italiana: 2013
Genere: Thriller


Recensione
Il romanzo "L'esecuzione" di C. J. Lyons parte da un presupposto parecchio semplice: Sarah, moglie e madre di famiglia, sta assistendo all'esecuzione capitale di Damia Wright, l'uomo che, oltre ad altri omicidi commessi, ha confessato di essere colpevole dell'omicidio di suo marito Sam e del figlio Josh. Non essendo mai stati ritrovati i due corpi, Sarah non riesce ancora a darsi pace e comincia a prospettarsi l'idea che in realtà il colpevole di quelle due morti non fosse colui che tutti pensavano.
Lo stile narrativo dell'autrice è piuttosto scorrevole, tanto che a lunghi tratti mi ha ricordato molto la narrazione tipica dei romanzi di Dan Brown, con capitoli molto corti, con diversi punti di vista da esplorare - tanto che qui abbiamo quello di Sarah, quello di Caytlin, l'agente dell'FBI che indaga sul caso, il capo della polizia Hal Waverley e Alan che dalla morte di Sam e Josh è sempre stato molto vicino alla donna - e con una serie infinita di colpi di scena che molto spesso danno la sensazione di essere messi lì solo per non far staccare il lettore dal libro.
E se in questo intento l'autrice riesce piuttosto bene, non si può dire che la storia scorra via liscia come l'olio: ho notato, ad esempio, qualche piccolo buco, dovuto agli infiniti colpi di scena presenti, che non sembrerebbe essere molto coerente con la narrazione. Soprattutto nel finale del romanzo, poi, le cose si ingigantiscono a dismisura in una maniera che non viene proprio giustificata a dovere. Non tutto funziona dunque alla perfezione, a parte, per l'appunto l'additività che il romanzo riesce a creare sul lettore. Anche perchè, per il resto, la storia non è che abbia molto da dire e sa molto di già letto, un romanzo come tantissimi altri insomma.

Voto: 5+

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