domenica 31 maggio 2015

SPECIALE SIT-COM - 2 Broke Girls (stagione 4), Community (stagione 1)

Per il secondo speciale sit-com oggi si parla di ben due serie, "2 Broke Girls" andata in onda quest'anno con la sua quarta stagione, mentre la seconda è una serie che ho deciso di recuperare di recente perchè ne parlano tutti come una delle comedy più esilaranti della televisione americana, "Community". La mia idea in realtà era quella di parlare di "Young and Hungry" con la sua seconda stagione, ma ho scoperto dopo il decimo episodio (che pensavo sarebbe stato l'ultimo), che la serie si ferma per il finale di metà stagione e riprende dopo metà Agosto con gli undici episodi rimanenti.


2 Broke Girls

Stagione 4
Episodi: 22
Creatore: Michael Patrick King, Whitney Cummings
Rete Americana: CBS
Rete Italiana: Premium Joi
Cast: Kat Dennings, Beth Behrs, Garrett Morris, Jonathan Kite, Matthew Moy, Jennifer Coolidge
Genere: Sit-com

Dopo l'amore scattato soltanto durante questo inverno con la visione di tutte e tre le stagioni sulle avventure delle "due ragazze rotte" e dopo una terza stagione un po' sottotono rispetto alle altre due, con la quarta si ritorna ai fasti degli inizi: ormai le situazioni in grado di creare la risata nel pubblico sono state esplorate più o meno tutte, ma la decisione di incentrare quasi tutta la stagione sul matrimonio tra Oleg e Sophie ha pagato enormemente, creando, durante tutta la stagione, una grande attesa sul momento in cui sarebbe stato messo in scena il matrimonio. Ed è proprio durante tutti gli episodi in cui ci sono i preparativi, in cui le due protagoniste trovano anche un nuovo lavoro da affiancare a quello di cameriere alla tavola calda, che ci si accorge che in questa stagione si punta moltissimo sul trash, che esplode in un matrimonio, nell'episodio finale, praticamente memorabile per quanto quasi brutto da vedere. Queste due ragazze rotte sanno ancora come far ridere, dunque, ma come spesso capita sono i personaggi di contorno a dare il meglio di loro a lungo andare. Chissà se nella quinta stagione le idee ci saranno ancora.

Voto: 7-


Community

Stagione 1
Episodi: 25
Creatore: Dan Harmon
Rete Americana: NBC
Rete Italiana: Comedy Central, Italia 1
Cast: Joel McHale, Gillian Jacobs, Danny Pudi, Yvette Nicole Brown, Alison Brie, Donald Glover, Chevy Chase, Ken Jeong, Jim Rash
Genere: Comedy

Ci ho messo qualche episodio ad innamorarmi di "Community", anzi, a dire il vero quasi un'intera stagione, dato che per i primi dieci episodi mi sono chiesto come mai la serie fosse così tanto osannata. Nonostante l'aver trovato, per l'appunto, qualche episodio molto interessante agli inizi, non ci ho mai visto quella genialità tanto paventata sulla blogosfera. Chiaro, la serie è piena di citazioni del mondo cinematografico, punta molto sul creare situazioni assurde e ridicole e faceva ridere, ma in maniera moderata, per quanto mi riguarda. Questioni di gusti, sia chiaro, ma con la seconda parte della serie il miglioramento è stato evidente e pazzesco: la serie comincia a premere sull'acceleratore e non lo molla più. Si potrebbero passare ore ad analizzare ogni personaggio ed il perchè questo faccia ridere, si potrebbero scrivere pagine e pagine e su internet c'è chi riesce a scrivere una recensione per ogni singolo episodio di questa serie. Ma l'amore, quello vero, è scattato con la puntata 23, che, con una semplice partita a paint-ball, cita e ridicolizza tutti i film di guerra esistenti e lo fa con una completezza praticamente impossibile da fare in soli 20 minuti di episodio. Eppure ci riesce alla grande, facendo ridere in maniera assurda. E se, come mi è stato detto, il meglio deve ancora arrivare, beh, staremo a vedere, con l'acquolina in bocca.

Voto: 7,5

sabato 30 maggio 2015

Mad Max - Oltre la sfera del tuono (1985)

Australia, USA 1985
Titolo Originale: Mad Max: Thunderdome
Regia: George Miller
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller
Cast: Mel Gibson, Tina Turner, Angry Anderson, Frank Thring, Angelo Rossitto, Paul Larsson, Bruce Spence, Adam Cockburn, Robert Grubb, Edwin Hodgeman, Tom Jennings
Durata: 102 minuti
Genere: Azione

Ora sono pronto, anzi, prontissimo, per la visione di "Mad Max: Fury Road" osannato da ogni parte della blogosfera e piaciuto abbastanza anche alla critica convenzionale. Dopo aver recuperato, sempre perchè sono un pignolo impressionante, "Interceptor" e "Interceptor - Il guerriero della strada", con la visione di "Mad Max - Oltre la sfera del tuono" ho terminato il recupero della saga originale di George Miller, quella che ha lanciato Mel Gibson come attore di livello internazionale. Un film che, ancora una volta, si configura in un modo totalmente diverso rispetto ai precedenti, mantenendo sempre però uno stile unico, che sarà poi la base di quelli che sono stati gli action o i film su futuri distopici post-apocalittici degli ultimi trent'anni.

La civiltà è ormai andata, morta e sepolta, ma questo lo avevamo già visto nell'episodio precedente della saga, ma in questo terzo capitolo c'è ancora chi tenta di riportarla in vita. Nascono piccole comunità governate con un sistema molto primitivo e una di queste è quella in cui si ritrova Max Rockatansky, Bartertown, governata dalla Regina Aunty Entity, anche se in realtà, così come ci veniva accennato nell'episodio precedente, chi realmente governa il paese ed è davvero in grado di farlo è The Master, proprietario di una ditta che produce metano sfruttando migliaia di spalatori di merda di maiale. Ora io mi chiedo come, nel 2015, nessuno abbia mai pensato di raffinare metano dalla merda di maiale: d'altronde i maiali due cose fanno nella loro vita, mangiare e cagare, mi pare strano che nessuno ci abbia mai realmente pensato. Boh, mi sembra un'idea così geniale!!!

La prima parte della pellicola scorre che è un piacere, mostrandoci come funziona la civiltà ormai corrotta di Bartertown e mostrando anche il "Thunderdome", la sfera del tuono a cui fa riferimento il titolo, che in un qualche modo sembra quasi essere un preludio a cose come "Battle Royale" e "Hunger Games", che sicuramente, entrambi, hanno attinto da questa pellicola. Questa parte è molto accurata nel modo in cui ritrae una civiltà ormai andata, in preda ad una sete incredibile di energia, che è diventata ormai il vero motore di tutti i rapporti sociali.

E' la seconda parte del film invece a non avermi convinto moltissimo: con Max esiliato nel Gulag, un immenso deserto in cui i trasgressori della legge della sfera del tuono, tutto si rallenta abbastanza. Diciamo che non è una parte del film da buttare via in senso assoluto, ma certamente mi ha convinto molto meno rispetto alla prima, che vede anche una Tina Turner in grande spolvero, con una performance di "We Don't Need Another Hero" valsale anche la nomination come miglior canzone al Golden Globe.

Voto: 7,5

venerdì 29 maggio 2015

Samba (2014)

Francia 2014
Titolo Originale: Samba
Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Sceneggiatura: Olivier Nakache, Eric Toledano
Cast: Omar Sy, Charlotte Gainsbourg, Tahar Rahim, Izïa Higelin, Hélène Vincent, Liya Kebede, Isaka Sawadogo, Jacqueline Jehanneuf, Youngar Fall, Christiane Millet
Durata: 115 minuti
Genere: Commedia, Drammatico

La trama in breve: Samba Cissé è un immigrato senegalese in Francia che lavora come lavapiatti in un ristorante. A causa di un problema burocratico riguardante il suo permesso di soggiorno, gli viene ordinato di lasciare la Francia, ma lui deciderà di rimanere, temporaneamente come clandestino, sperando di ottenere l'aiuto di Alice, impiegata all'ufficio immigrazione.

Dopo il grandissimo successo ottenuto da Olivier Nakache e Eric Toledano, coppia di registi francesi, grazie alla commedia "Quasi amici", che affrontava in maniera spigliata e divertentissima il tema della disabilità e quello dell'amicizia, affrontando anche in maniera un po' più superficiale, ma pur sempre presente, il tema del lavoro, ecco che con "Samba" i due registi tentano un simile approccio con un altro tema che proprio facile non è: l'immigrazione. E vedendo poi anche il loro attore favorito come protagonista, Omar Sy, che le volte che l'ho visto mi ha sempre impressionato positivamente, fa venire subito in mente una sorta di confronto con il loro lavoro ben più noto e di ben più grande successo.

Un confronto che in realtà non ha molto senso di esistere: i due film sono molto diversi, certo, si scorge tra di loro uno stile molto simile e un volersi scansare dalla pesantezza dell'argomento trattato con situazioni divertenti e battute tanto brillanti quanto spontanee, ma i due argomenti trattati sono tanto diversi. "Samba" ci fa vedere abbastanza bene quanto sia difficile la vita dell'immigrato: ma non quegli immigrati che arrivano alle coste di Lampedusa sui barconi e sui quali Salvini costruisce le sue enormi campagne elettorali e sul cui argomento preferisco non parlare perchè sono troppo poco informato per farlo e perchè qui non si parla di politica. "Samba" parla di immigrati cosiddetti "regolari": il protagonista d'altronde vive in Francia da 10 anni, lavora in un posto dignitoso e vive nel rispetto delle leggi. Peccato che però dopo 10 anni il suo permesso di soggiorno venga negato improvvisamente, costringendo Samba a stare in Francia come irregolare, cercando lavori saltuari, barcamenandosi tra uffici per l'immigrazione, tra permessi di soggiorno e carte d'identità false, cambiando addirittura nome ogni tanto.

E' in questo scenario che si configura anche una interessante storia e di amicizia e d'amore. La prima è quella che si viene a creare tra Samba e Wilson (e moltissimi altri nomi che nemmeno mi ricordo), interpretato da Tahar Rahim, altro immigrato come lui, costretto a mentire con tutti sulla sua vera identità e sulla sua nazionalità, tanto da avere talmente tante identità da poterle usare al bisogno a suo piacimento. La seconda è invece quella che si viene a creare tra Samba e Alice, interpretata dalla Charlotte Gainsbourg vista nel primo e nel secondo volume di Nymphomaniac, impiegata dell'ufficio immigrazione che, in barba alle regole sul non provare coinvolgimento emotivo verso gli assistiti, si farà prendere moltissimo dalla situazione del protagonista.

In una pellicola che rispetto al "Quasi amici" che ha portato i registi alla ribalta accentua molto di più il lato drammatico della vicenda rispetto a quello commediale, alla fin fine allo spettatore rimane una storia molto interessante e sulla quale vorrebbe sapere sicuramente di più. Anche perchè a livello prettamente tecnico il film non ha moltissimo da offrire agli amanti dell'estetica, dato che i due registi procedono più che altro seguendo schemi piuttosto classici . Ma è la potenza della storia raccontata a conquistare questa volta, grazie alla capacità di fare immedesimare lo spettatore nel protagonista.

Voto: 7,5

giovedì 28 maggio 2015

SERIE TV ABBANDONATE... A MALINCUORE #3 (2015)

Dopo avervi parlato di serie nuove abbandonate dopo una manciata di episodi o perchè incredibilmente brutte oppure perchè non rientravano tra i miei interessi, pur essendo abbastanza valide, oggi mi tocca parlare di due abbandoni abbastanza sofferti, il secondo molto più del primo, di due serie iniziate da un certo tempo ma che ormai non mi vanno più a genio. Mentre la prima escludo di recuperarla in futuro, per la seconda, il giorno in cui si deciderà quale sarà la stagione finale, potrei farci un pensierino.


Reign


Vista fino a: Stagione 2, Episodio 9
Creatore: Laurie McCarthy, Stephanie Sengupta
Rete Americana: The CW
Rete Italiana: Rai 2
Cast: Adelaide Kane, Toby Regbo, Torrance Coombs, Anna Popplewell, Caitlin Stasey, Celina Sinden, Jenessa Grant, Alan Van Sprang, Megan Follows, Craig Parker, Sean Teale, Rose Williams
Genere: Drama, Storico

Dopo aver visto la prima stagione ed averla anche mediamente apprezzata grazie all'alto grado di trash presente, ma soprattutto all'alto tasso di gnocca presente, in questa seconda stagione, grazie soprattutto ad Adelaide Kane (sempre sia lodata), sono riuscito ad arrivare con discreto interesse fino al nono episodio, per poi stufarmi e non aver più voglia di proseguire. Alla fine sapevo che la visione a cui mi accingevo era una visione inutile, sconclusionata e incongruente, però ammetto senza riserve che la cosa non mi dispiaceva. Quando però poi le serie da seguire sono diventate un po' di più il fatto di perdere tempo con "Reign" si è fatto pesante. Poi, non ci sarà mica bisogno solamente di "Reign" per vedere Adelaide Kane (sempre sia lodata) no?

Voto alla parte di stagione vista: 5,5


Supernatural


Vista fino a: Stagione 10, Episodio 12
Creatore: Eric Kripke
Rete Americana: The CW
Rete Italiana: In Italia sono indietro con la programmazione di qualche stagione, nemmeno so quante di preciso
Cast: Jensen Ackles, Jared Padalecki, Misha Collins, Mark Sheppard
Genere: Horror

Per quanto riguarda "Supernatural" la questione, rispetto a "Reign", è un po' diversa: agli inizi la amavo abbastanza, poi dopo la quinta stagione ha viss
uto di alti e bassi, con un bassissimo durante la settima stagione, per poi riprendersi, anche se leggermente durante l'ottava e la nona. Questa decima sarebbe dovuta essere una stagione evento, dato che la decima, per una serie TV, dovrebbe essere una stagione importante, un traguardo a cui in poche riescono ad arrivare. Invece ciò che ne è uscito è stata un'accozzaglia di episodi senza che mai fosse chiara quale fosse la direzione da seguire. Ora, io non so se negli episodi successivi il tutto sia migliorato, e sinceramente non mi interessa nemmeno, però dopo metà stagione praticamente buttata è normale che qualcuno si stanchi. Che poi in moltissimi hanno abbandonato dopo la quinta, che doveva essere la chiusura originale, altrettanti hanno mollato dopo la settima, perchè terribile. Io ho deciso di mollare qua. Vedrò, il giorno in cui sarà dichiarata la fine della serie, di dargli un recupero. Per ora, tronco...

Voto alla parte di stagione che ho visto: 4,5

WEEKEND AL CINEMA!

Nuovo weekend cinematografico che, documentari a parte, ci regala ben otto uscite al cinema, alcune interessanti, alcune che sembrano roba d'essai e altre che sono, per quanto mi riguarda, da evitare. Analizziamole una per una basandoci, come al solito, sui pregiudizi dell'autore di questo blog!


Hybris di Giuseppe Francesco Maione


E si parte subito con i film italiani questa settimana, nella fattispecie un thriller/horror italiano. Sarà difficile trovare una proiezione nei cinema vicino a dove abito, quindi sarà anche difficile riuscire a vederlo, se volessi. Il problema, dato il mio amore per il genere horror, sta nel decidere se volerlo vedere o meno, a questo punto...


Il fascino indiscreto dell'amore di Stefan Liberski


Un film che potrebbe sembrare una commediola sentimentale innocua, ma che, dopo la visione del trailer, mi ha lasciato una certa sensazione di curiosità. Penso che, se dovesse capitarmi, lo vedrò, dato che ne sono rimasto abbastanza attratto.


Il libro della vita di Jorge R. Gutierrez


Quest'anno di film di animazione ne ho visti davvero pochi, ma non penso che questo sia uno di quelli che vedrò. Il trailer non mi ha detto nulla di buono, tanto che sembra essere una specie di bambinata innocua.


Lo straordinario viaggio di T. S. Spivet di Jean-Pierre Jeunet


Dal regista de "Il favoloso mondo di Amelie", film molto apprezzato da un sacco di gente che ancora non ho visto (e potrebbe essere un'ottima occasione per recuperarlo), questa pellicola dal titolo lunghissimo mi ispira moltissimo e il trailer sembra di quelli giusti per un film che potrebbe essere la sorpresa della settimana.


Pitch Perfect 2 di Elizabeth Banks


Dopo un primo capitolo abbastanza divertente, devo dire, quiesto secondo poteva sembrare una scelta commerciale abbastanza inutile. Invece la pellicola negli Stati Uniti ha perso di un niente la gara degli incassi al botteghino contro Tomorrowland e soprattutto sembra essere abbastanza apprezzato, anche più del primo capitolo. La presenza di Anna Kendrick poi è un ottimo motivo per gustarselo!


Pitza e datteri di Fariborz Kamkari


Altra pellicola italiana di questa settimana, che penso che mi salterò senza alcun problema, visto anche che il trailer, piuttosto che migliorare le mie sensazioni, le ha notevolmente peggiorate.


San Andreas di Brad Peyton


Secondo me l'industria di Hollywood non ha ancora capito che dopo il 21 Dicembre del 2012 la gente non ha più paura della fine del mondo e che i film catastrofici sono passati di moda. In questo film ci si gioca, ovviamente, la carta The Rock + Faglia di Sant'Andrea, tanto per non essere banali e scontati. Potrei vederlo solo per distruggerlo.


The Tribe di Miroslav Slaboshpitsky


Un film in lingua dei segni, presentato alla Settimana della Critica al Festival di Cannes. Senza sottotitoli, senza narrazione, solo lingua dei segni. L'idea che mi dà è quella di una certa pesantezza se devo essere sincero, eppure l'idea mi pare molto interessante. Da una parte potrebbe essere il film più interessante della settimana, mentre dall'altra uno dei grandi polpettoni della settimana. Bisogna solo stare a vedere.

mercoledì 27 maggio 2015

The Vampire Diaries - Stagione 6

The Vampire Diaries
(serie TV, stagione 6)
Episodi: 22
Creatore: Julie Plec
Rete Americana: The CW
Rete Italiana: Premium Mya
Cast: Nina Dobrev, Paul Wesley, Ian Somerhalder, Steven R. McQueen, Katerina Graham, Candice Accola, Zach Roerig, Michael Trevino, Matthew Davis, Michael Malarkey
Genere: Drama, Horror

Che negli anni "The Vampire Diaries" sia diventato una porcheria senza precedenti era sotto gli occhi di tutti. Eppure lo scorso anno, dopo la stagione più deludente, aleggiava nell'aria la notizia che questa sesta stagione sarebbe stata l'ultima in assoluto, motivo per cui, ad una sola annata dal traguardo, ho pensato di continuare, giusto per chiudere il cerchio. Peccato che però, a metà stagione, sia uscita la notizia del rinnovo di buona parte delle serie targate The CW e che, a qualche puntata dalla fine, anche quella dell'uscita di scena da parte di Nina Dobrev, che nel corso della serie ha interpretato Elena, Katherine e tutta una serie di doppelganger improbabili.

Questa sesta stagione ha avuto un inizio che non ho propriamente sopportato: nella prima parte infatti vediamo Elena impegnatissima a tentare di dimenticare Damon utilizzando le vie magiche. Alaric sarà per lei un grande aiuto, in un momento in cui Damon, insieme a Bonnie, è imprigionato in una specie di prigione temporale (che dopo 22 episodi ancora non ho capito come funzionasse) e la lagnosissima Elena, la cui lagnosità è direttamente proporzionale a quanto mi farei Nina Dobrev, non può vivere senza il suo cagnolino di fiducia, nemmeno sapendo che prima o poi si sarebbe liberato dal mondo prigione, perchè in "The Vampire Diaries" chiunque muoia non è mai veramente morto, così come qualunque prigione, magica o reale essa sia, sono solo altre quatgtro mura da cui chiunque può scappare.

E' nella seconda parte però che la serie si dedica maggiormente alla stregoneria, con la storia dedicata a Kai, per me peggior cattivo di sempre di tutte le stagioni di questa serie, costruito in  una maniera molto classica e banale, il tipico pazzo spostato mentalmente, che però sulle ragazzine infoiate che guardano la serie ha avuto l'effetto contrario, ovvero... beh avete capito. Tutto ciò lo rende poco credibile, fino alla fine in cui, addirittura, ricompare dopo secoli la madre di Damon e Stefan assieme a dei vampiri-strega. Prossimo anno mancano giusto gli zombie e i Leviatani e siamo a posto. Uniche puntate che mi sono moderatamente piaciute sono state quelle in cui sia Caroline sia Stefan spengono la loro umanità, anche se la prima, pur senza umanità, risulta abbastanza tediosa e petulante, proprio come è sempre stata.

Poi beh, due paroline sul finale vanno proprio sprecate. Ignobile, con la puntata di addio ad Elena che è stata di un melenso oltre che evitabilissimo, anche abbastanza fastidioso. Per non parlare poi del balletto d'addio tra lei e Damon, che è stata, oltre che la roba meno sensuale mai vista in televisione, anche una scelta talmente antiquata che pure le risate registrate nelle sit-com risultano più moderne al confronto.

Voto: 3

martedì 26 maggio 2015

Interceptor - Il guerriero della strada (1981)

Australia 1981
Titolo originale: Mad Max 2
Regia: George Miller
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller, Brian Hannant
Cast: Mel Gibson, Mike Preston, Bruce Spence, Virginia Hey, Emil Minty, Kjell Nilsson, Max Phipps, Vernon Wells, William Zappa, Arkie Whiteley, Harold Baigent
Durata: 92 minuti
Genere: Azione, Fantascienza

La trama in breve: A seguito della guerra globale, le risorse di carburante sono ormai praticamente terminate e le bande criminali si dedicano alla razzia della poca benzina rimasta. Max Rockatansky, a seguito di uno scontro con una di queste bande di criminali, fa un patto con il Capitano Gyro, unico superstite dell'inseguimento, che lo condurrà alla fortezza della Tribù del Nord, costruita per proteggere una enorme pompa petrolifera.

Dopo aver visto il primo capitolo della saga di "Mad Max", in attesa di riuscire a vedere il film appena uscito nelle sale, ecco che si prosegue la carrellata di recensioni dedicate alla saga con quella del secondo capitolo, "Interceptor - Il guerriero della strada", che vede ancora il ben noto George Miller alla regia, cosí come Mel Gibson nel ruolo del protagonista Max Rockatansky. Dopo essere rimasto in qualche modo abbastanza interdetto dalla visione di "Interceptor", che si rivelava un buon film, senza però riuscire a toccare altissimi livelli, eccoci davanti ad un secondo capitolo con cui, ufficialmente, si entra nella saga  come tutti la conoscono e che poi è diventata un vero e proprio cult.

Se nel primo capitolo ancora vi era una parvenza di civiltà, con alcune forze dell'ordine ancora attive a combattere la criminalità ormai dilagante e dominante sul territorio australiano, ecco che con il secondo capitolo veniamo subito messi davanti alla questione fondamentale su cui si basa l'universo distopico costruito da Miller: l'energia scarseggia, anzi, è praticamente terminata e le poche forme di essa rimaste, su tutte la benzina, diventano la cosa piú preziosa al mondo. Diciamo che in qualche modo il buon George Miller risultava abbastanza allarmista, ma ci aveva visto non lungo, ma lunghissimo proprio. In un mondo come quello odierno dominato dalla ricerca del petrolio e dal fatto che le automobili ibride probabilmente non sfonderanno mai sul mercato, ecco che "Interceptor - Il guerriero della strada" ritorna prepotentemente attuale, soprattutto alla luce degli eventi dell'ultimo decennio.

Ciò che stupisce positivamente nella visione di questo secondo capitolo della saga è il ritratto che viene dato del personaggio protagonista: la carneficina compiuta dallo stesso Max per vendicare l'assassinio della moglie e del suo figlio neonato metteva in luce quello che era il lato oscuro del protagonista, fino ad allora ossequioso nei confronti delle leggi e del voler mantenere quel poco di civiltà rimasta, ma che nel finale prendeva consapevolezza del fatto che il mondo ormai fosse molto vicino alla rovina. In questo secondo capitolo il mondo come tutti lo conoscono è andato, morto e defunto, sopravvivono piccolissime civiltà che sembrano quasi ritornare ad un età della pietra in quanto ad organizzazione, ma a dominare tutto sono i criminali, coloro che cercano la benzina. In questo senso Max, pur rimanendo un personaggio fondamentalmente positivo, dimostra una certa indifferenza verso ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Le sue azioni sono dettate da una situazione insostenibile, quasi dal puro istinto di sopravvivenza, in un mondo ormai dominato dai folli.

Le scene d'azione sono poi quelle entrate in qualche modo nell'immaginario collettivo: stupiscono per la realizzazione e per l'impatto visivo, anche se a 34 anni di distanza risentono un po' del tempo passato, soprattutto per quanto riguarda il ritmo narrativo. Interessante poi è l'introduzione del personaggio di Kid, un bambino appartenente ad una tribù selvaggia, abilissimo nel destreggiarsi con il boomerang e che ora è tornato di attualità grazie a delle interessanti quanto fantasiose teorie riguardo il protagonista di "Mad Max: Fury Road" interpretato da Tom Hardy, prontamente smentite dal regista George Miller.

Voto: 8-

lunedì 25 maggio 2015

The Royals - Stagione 1

The Royals
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Mark Schwahn
Rete Americana: E!
Rete Italiana: Fox Life
Cast: William Moseley, Alexandra Park, Merritt Patterson, Jake Maskall, Tom Austen, Oliver Milburn, Vincent Regan, Elizabeth Hurley
Genere: Drama

In un'annata in cui fino ad ora ho avuto una certa carenza di trash televisivo, con le sole ormai diventate pessime "Pretty Little Liars" a farla da padrone in questo ambito e con un'altra serie mollata a metà perchè mi aveva abbastanza stufato, ecco che mi viene incontro, per diminuire la mia sete di trash, "The Royals", serie dell'emittente televisiva E!, che si occupa prevalentemente di gossip e pettegolezzi sulle star. Non è un caso che la rete americana, per la sua prima produzione televisiva originale, abbia deciso di occuparsi di una delle famiglie più importanti del mondo: la famiglia dei reali d'Inghilterra!

Sì ok, diciamo che bisogna spiegarsi un po' meglio a riguardo. "The Royals" non parla dell'attuale famiglia reale d'Inghilterra, non parla della Regina Elisabetta, destinata a morire dopo tutti noi, così come non parla di suo figlio Carlo che aspetta di salire al trono da decenni, così come non parla di William e Kate. La famiglia reale qui ritratta non è noiosa come quella vera, ecco. Innanzitutto il monarca è un uomo, Re Simon Henstridge, interpretato dal bravo Vincent Regan, ma soprattutto la moglie non è nè vecchia nè brutta, ma una milfona da paura e a darle volto c'è proprio Elizabeth Hurley. Dettaglio da non sottovalutare in questa famiglia per nulla noiosa come quella dei veri reali d'Inghilterra è il fatto che il re voglia in qualche modo abolire la monarchia, dopo la morte in guerra del suo primogenito.

Tutto parte da questo presupposto dunque: muore il primogenito dei reali Henry e Simon decide di indire un referendum per l'abolizione della monarchia. Ovviamente qualcuno, soprattutto sua moglie e suo fratello Cyrus, interpretato da Jake Maskall, personaggio dei più negativi dell'intera serie, ma anche da me più apprezzati, fino al finale in cui diventa un po' troppo stronzo per i miei gusti, non sarà d'accordo con la decisione del re. E da ciò partiranno intrighi di palazzo e giochi di potere che manco in "Game of Thrones", che per ora in questa quinta stagione devo dire che mi ha annoiato parecchio.

In questo gioco dei troni contemporaneo e anche totalmente irrealistico, emergono però i due personaggi più interessanti della serie, che sarebbero poi i figli di Simon: il primo è il Principe Liam, diventato primo erede al trono dopo la morte del suo fratello maggiore. Inizialmente un po' noiosetto come personaggio, acquisterà valore grazie alla sua ragazza, anche lei ovviamente gnocchissima perchè in sta serie di donne brutte non ce ne sono, ma anche nel finale, in cui tirerà fuori per davvero tutta la sua grinta. Non posso anticiparvi il motivo perchè sarebbe uno spoiler sanguinoso. Ma la vera regina della serie, è lei, la Principessa Eleanor, interpretata dalla bellissima Alexandra Park (che si candida prepotentemente per il Gnocca Award di questo secondo trimestre del 2015), ubriacona e drogata, impegnata costantemente a trovare un modo per ribellarsi e deludere la sua famiglia, vivendo una rivalità potente con la sua stessa madre. Nonostante questi piccoli difetti risulta comunque essere uno, se non IL, personaggio più positivo dell'intera prima stagione, essendo anche quella la cui personalità emerge maggiormente.

Trash sì, dunque, ma trash a mio parere davvero ben fatto: gli interpreti non mi sono per nulla sembrati buttati lì e anzi, mi è sembrato sapessero reggere molto bene il loro ruolo, così come anche a livello di scrittura la serie non ha nulla da invidiare ad altre produzioni passate meno in sordina rispetto a questa (agli inizi, perchè dopo qualche puntata il successo della serie è diventato abbastanza evidente).Una serie trash finalmente degna del suo nome, dunque, ma anche uno dei piaceri più goduriosi provati in questa prima parte del 2015, per quanto riguarda la serialità televisiva.

Voto: 7

domenica 24 maggio 2015

A Beautiful Mind (2001)

USA 2001
Titolo Originale: A Beautiful Mind
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Akiva Goldsman
Cast: Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Paul Bettany, Vivien Cardone, Christopher Plummer, Adam Goldberg, Josh Lucas, Anthony Rapp, Jason Gray-Stanford, Judd Hirsch, Austin Pendleton, Jesse Doran, Alex Toma
Durata: 130 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: Il film ripercorre la vita e la carriera universitaria, sia come studente sia in qualità di professore, del matematico John Nash, premio Nobel per l'economia nel 1994, e della malattia con cui ha convissuto per una vita intera, la schizofrenia.

Dopo la notizia della morte di John Nash, assieme alla moglie, in un incidente stradale avvenuto la scorsa notte e dopo aver ritardato clamorosamente con la pubblicazione di oggi sul blog (cosa che non succedeva da una vita), mi sembrava quasi doveroso dedicare un post al famosissimo matematico, premio Nobel per l'economia nel 1994. Ora, sia chiaro che come qualcuno insinuerà, non mi sono accorto della sua esistenza solo ora che è morto, così come non conosco lo studioso solamente grazie al famoso film a lui dedicato da Ron Howard. E' indubbio che la sua genialità abbia contribuito a creare interessantissime teorie matematiche, con alcune delle quali ho avuto a che fare nel corso dei miei studi ingegneristici, come ad esempio i suoi studi riguardo le equazioni differenziali, mentre con altre non riesco nemmeno a leggere le pagine di Wikipedia senza essere colpito da fortissime emicranie.

"A Beautiful Mind", film del 2001 dedicato proprio agli studi del famoso matematico, ripercorre la carriera universitaria di John Nash, concentrandosi sia sui suoi studi, agevolati da una mente geniale e visionaria, sia sulla sua ben nota malattia, la schizofrenia, con cui ha convissuto praticamente per tutta la vita. Il personaggio qui interpretato da Russell Crowe è stato capace di entrare per bene nella mente degli spettatori riuscendo ad alternare bene momenti in cui veniva alla luce il suo genio con i momenti legati alle difficoltà dovute alla sua malattia, scoperta dopo molti anni e che nel film risulta essere un vero e proprio colpo di scena, soprattutto se non si conosce la storia del protagonista, cosa che quando vidi il film all'età di 16/17 anni successe esattamente a me.

E' nel rapporto con la moglie che John  Nash troverà la sua forza, il suo vero sostegno. La moglie Alicia, interpretata da Jennifer Connelly, lo sostiene per tutta la sua vita, aiutandolo soprattutto nel momento della scoperta della sua malattia. Risulterà dunque un personaggio fondamentale per l'economia del film, dapprima come coprotagonista di una delicata storia d'amore, per poi diventare decisiva nei momenti in cui il nostro protagonista fa la tragica scoperta.

La pellicola, premiata con l'Oscar come miglior film nell'edizione degli Academy Awards del 2002, così come anche il premio alla miglior regia di Ron Howard, per non parlare del premio a miglior attrice non protagonista a Jennifer Connelly e quello come miglior sceneggiatura originale, magari non sarà stata la migliore tra le candidate in quell'anno, eppure, in tempi successivi, è riuscita ad entrarmi per davvero nel cuore. Molti accusano Ron Howard di creare film che hanno una presa facile sul pubblico, accattivandoselo e accattivandosi con esso anche la critica. Eppure io quando guardo uno dei suoi film non riesco a non sentirmene emotivamente coinvolto: tanto per fare un esempio, qui la scena della consegna delle penne è qualcosa per cui piangere per qualche oretta, per quanto mi riguarda.

Voto: 8


John Nash
13/06/1928 - 23/05/2015

sabato 23 maggio 2015

The Lazarus Effect (2015)

USA 2015
Titolo Originale: The Lazarus Effect
Regia: David Gelb
Sceneggiatura: Luke Dawson, Jeremy Slater
Cast: Mark Duplass, Olivia Wilde, Sarah Bolger, Evan Peters, Donald Glover, Ray Wise, Amy Aquino
Durata: 79 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Grazie ad un siero sperimentale nominato "Lazarus", gli scienziati di un team, capitanati da Frank e dalla sua fidanzata Zoe, hanno ottenuto enormi risultati riportando in vita un cane precedentemente soppresso. Pronti a rivelare le proprie ricerche, il direttore scopre i loro esperimenti, costringendoli a continuare a lavorare in clandestinità. Durante l'ultimo esperimento, a causa di un incidente elettrico, muore Zoe e il siero viene usato su di lei, riportandola in vita.

Il dubbio, il sospetto, la pulce nell'orecchio, il solletichio che sentivo riguardo al fatto che sto film fosse una stronzata epocale alla fine un po' era fondato. Lo dicevo giusto nel post dedicato alle uscite settimanali e, per fortuna, sono riuscito a vedere abbastanza in fretta la pellicola, per parlarne quando il chiodo è ancora caldo. Purtroppo, dopo aver visto un horror validissimo come "It Follows" con una stragnoccona come Maika Monroe, il paragone con questo "The Lazarus Effect" è anche inutile porselo. Ecco, giusto forse un paragone, Olivia Wilde, qui in compagnia con Sarah Bolger, vista nella prima e unica stagione di "Mixology" che me la ricordavo peggio di come l'ho vista in questa pellicola.

"The Lazarus Effect" è un film che vuole provare a riflettere sulla morte, sul giocare a fare Dio, cosa che i protagonisti fanno prima resuscitando un povero cane soppresso dai suoi padroni e poi, a seguito di un incidente elettrico, la stessa Olivia Wilde, morta fulminata da una scarica che non sembrava nemmeno del tutto casuale. Peccato che tutte queste riflessioni, che se ben sviluppate potrebbero dare alla luce un capolavoro, vengano sprecate e soprattutto rese vane dalla stupidità dei protagonisti. Sì perchè i nostri cari dottorini, dopo aver resuscitato il cane, si accorgono ben presto che questo sta reagendo tipo "Cujo", horror del 1983 tratto da un romanzo di Stephen King di cui vi parlerò nelle prossime settimane, ma ovviamente decidono di mandare avanti l'esperimento e di resuscitare una donna. Che ovviamente, tornata dal mondo dei morti, si porta dietro un demone, comportandosi come.... "Lucy", l'ultimo pessimo film di Luc Bessòn (vi ricordate la storia che usiamo solo il 20% del nostro cervello, ecco, con il siero "Lazarus" lo usate solo il 2%).

Ovviamente, assecondando tutti i clichè del genere horror demoniaco, questo nuovo demone, che possiede Olivia Wilde, inizia a uccidere impunemente, una volta accortosi che non è ben voluto. Che poi, possedere Olivia Wilde è un po' il sogno di moltissimi uomini, ma nessuno si immaginava che potesse essere posseduta da un demone. MALEDETTI DEMONI!!! Alla fine la risoluzione della vicenda risulta molto prevedibile, tanto che la pellicola, dopo circa mezz'ora, non ha quasi più senso di esistere. Ovvio anche che la brevissima durata, solo 79 minuti, favorisce la fruizione, scorrendo in maniera abbastanza veloce e a tratti anche leggermente piacevole. Peccato che tutto sia molto banale e scontato, oltre che molto sprecato.

Voto: 4,5

venerdì 22 maggio 2015

It Follows (2014)

USA 2014
Titolo Originale: It Follows
Regia: David Robert Mitchell
Sceneggiatura: David Robert Mitchell
Cast: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Daniel Zovatto, Jake Weary, Olivia Luccardi, Lili Sepe
Durata: 100 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Dopo un rapporto sessuale Jay viene colpita da una maledizione: una presenza che la seguirà in ogni suo movimento con l'intenzione di ucciderla. L'unico modo per liberarsene e passarla a qualcun altro è fare sesso.

L'horror è quel genere di cui, nel tempo, si è più volte dichiarata la morte. Ormai sembra che i modi per fare paura al pubblico siano stati esplorati, più o meno, tutti, ma, ogni tanto, interviene qualcuno, o forse è meglio dire qualche film, che ti fa ancora essere ottimista sul genere. Se nell'ultimo decennio gli horror di maggiore successo sono stati principalmente dei film dallo scarso valore artistico che si copiavano l'un l'altro, ecco che ad esempio Ti West, con i suoi non originalissimi "The Innkeepers" e "The House of the Devil", riusciva a dare, a livello di regia, ciò che è mancato al genere nell'ultimo periodo. Ed è proprio sul ritmo e sulla regia che si costruisce "It Follows", horror del 2014 che chissà quando arriverà in Italia.

Diciamo che per giudicare per bene questo film bisogna partire da un presupposto: la pellicola è volutamente abbastanza ironica, tanto da giocarti degli scherzi non indifferenti. Uno di questi è il punto di partenza da cui inizia la vicenda: un ragazzo, Jeff interpretato da Jake Weary, e una ragazza, Jay, interpretata dalla supergnocca Maika Monroe, dopo una serie di appuntamenti si ritrovano al fatidico momento in cui consumano la loro relazione. L'incontro tra i due però era tutta una macchinazione per far si che Jeff potesse passare la sua maledizione a Jay, maledizione che potrebbe assumere qualsiasi forma umana, che si muove molto lentamente e che, fondamentalmente, ti segue. Non fa altro, ti segue e vuole ucciderti.

Normalmente avrei bollato una trama del genere come una cagata pazzesca, ma ciò che ne viene fuori a livello realizzativo è uno dei migliori film horror degli ultimi anni: innanzitutto, cosa molto strana per un horror di questi ultimi tempi (ed è proprio per questo che il genere sta passando a miglior vita), mi ha fatto una paura fottuta. Il fatto che la maledizione, il demone, o come diavolo lo vogliate chiamare, cammini lentamente e ti segua per ucciderti, sarà pure una delle idee più semplici della storia del cinema, ma è efficacissima. In secondo luogo la costruzione della tensione è magistrale, quasi d'altri tempi.

A contribuire a questo effetto vi è una colonna sonora abbastanza simile a ciò che avevamo sentito in un altro film sorprendentissimo come "The Guest". Il sound è molto anni '80 e ti accompagna per tutta la durata della pellicola in un crescendo di tensione che culmina in un finale piuttosto strano, se devo ammetterlo. Per quanto riguarda il cast, a parte la show-stealer Maika Monroe, che oltre a brillare di luce propria potrebbe diventare di una bravura disarmante in futuro, anche tutti gli altri sin comportano abbastanza bene, compreso quel Keir Gilchrist che avevo già visto in Dark Summer, che mi era piaciuto meno di zero. Le speranze che l'horror si risvegli dal torpore dunque ci sono e "It Follows" potrebbe essere una delle risposte!

Voto: 8,5

giovedì 21 maggio 2015

WEEKEND AL CINEMA!

Gli appuntamenti fissi vanno mantenuti e anche questa settimana eccoci con il consueto appuntamento in cui si parla dei film che escono in questo weekend. Pochi, come quantità, ma due di questi sono effettivamente molto interessanti. Vediamoli e analizziamoli secondo i miei pregiudizi!


Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino


Dopo l'Oscar per "La grande bellezza" nel 2014 ecco il ritorno alla regia di Paolo Sorrentino, questa volta con un cast di alto livello internazionale. La presentazione al Festival di Cannes come uno dei film più attesi dei "magnifici tre" italiani in gara potrebbe aprire al film le porte per il successo, mentre per il resto dal film non so benissimo cosa aspettarmi anche se Sorrentino è comunque garanzia di qualità.


Survivor di James McTeigue


Filmetto action-thriller che sembra non poter offrire molto di nuovo al genere. La presenza nel cast poi dell'insopportabile Pierce Brosnan è motivo buono per me per evitarlo e per dedicarmi ai recuperi di ciò che ho tralasciato in questi mesi (e di cose interessanti ce ne sarebbero...).


The Lazarus Effect di David Gelb


Il protocollo cinematografico vuole che appena inizia a fare un po' caldo esca nei cinema il tipico horrorino estivo, che poi è anche quel tipo di film che io denigro sempre sia prima, sia dopo averlo visto, ma che comunque non scappa mai ad una mia visione. Dal trailer sembra essere una stronzatina. Ma ehi!!! Che importa?!? C'è Olivia Wilde!


Tomorrowland - Il mondo di domani di Brad Bird


Il film precedente si chiudeva con il commento "Ma ehi!!! Che importa?!? C'è Olivia Wilde", mentre questo si apre con "Col cazzo che mi perdo un film con Britt Robertson". Questa attricetta piccolissima (fisicamente) classe '90 mi ha abbastanza stregato, soprattutto in quanto a gnoccheria. Come attrice so che può e darà qualcosa di meglio e prima o poi il ruolo che la consacrerà definitivamente arriverà. Intanto vediamo come si comporterà in uno dei fantasy più attesi di questa prima metà dell'annata cinematografica, anche se mi interessa più per Britt che per il film in sè a dir la verità.

mercoledì 20 maggio 2015

GUARDA LA SETTIMA STAGIONE DI MAD MEN IN ESCLUSIVA SU TIM-VISION!

Come tutti ormai saprete, l'approdo delle televisioni online e di servizi di streaming a pagamento, che offrano contenuti esclusivi, è già da tempo in uso in tutto il mondo. Tra i tanti servizi disponibili, oggi c'è da segnalare l'offerta di Tim Vision, che tra i fiori all'occhiello per il lancio della sua offerta vede la settima stagione della serie TV targata AMC, Mad Men, doppiata in italiano a partire dal 19 Maggio 2015.

Questo si va aggiungere ai già molti contenuti esclusivi di cui la piattaforma dispone e che col tempo sono destinati a crescere a livello di n

umero. L'offerta lancio è però indubbiamente molto ghiotta: il costo è limitato a soli 5 euro al mese, con il primo mese che, per chi siglerà l'abbonamento online, costerà solamente 1 euro, senza bisogno di decoder di sorta: il servizio sarà infatti fruibile online tramite PC, tramite le app dedicate agli smartphone e per le Smart TV.

Oltre ai più di 6000 contenuti già presenti sulla piattaforma e alla possibilità di vedere gli ultimi 7 giorni di trasmissioni delle TV nazionali, la vera chicca dell'offerta rimane però l'esclusiva assoluta della seconda parte della settima e conclusiva stagione di Mad Men, serie pluripremiata che conta un totale di 66 premiazioni, compresi 4 Emmy Awards e 3 Golden Globe.

Per maggiori informazioni sull'offerta vi consigli odi consultare la pagina dedicata a TimVision... e magari di farci anche un pensierino!

Buzzoole

Atlantis - Stagione 2

Atlantis
(serie TV, stagione 2)
Episodi:12
Creatore: Howard Overman, Johnny Capps, Julian Murphy
Rete Inglese: BBC One
Rete Italiana: Sta andando in onda su Rai 4 la prima stagione
Cast: Jack Donnelly, Mark Addy, Robert Emms, Jemima Rooper, Sarah Parish, Juliet Stevenson, Alexander Siddig
Genere: Fantasy

Eccoci, dopo una carrellata di serie televisive che con il passare degli anni sono un po' migliorate, a parlare della seconda stagione di "Atlantis", serie andata in onda con la sua prima stagione sul finire del 2013, mentre la seconda è stata divisa a metà tra la fine del 2014 e questi ultimi due mesi. Tappandosi occhi, naso e bocca sulle innumerevoli incongruenze letterarie, sul fatto che la trama non andasse avanti nemmeno se spinta da un autotreno e sul fatto che la recitazione la trovassi abbastanza approssimativa, la prima stagione mi era piaciucchiata. L'avevo trovata guardabile e anche, a tratti, abbastanza divertente.

Questa seconda stagione no. Purtroppo il difetto principale di questa serie è che è basata su dei presupposti abbastanza stupidi, il che mi può anche stare bene normalmente, ma arriva un punto in cui possono accadere due cose diametralmente opposta: o la stupidità stufa lo spettatore, oppure la serie decide di sollevare un po' l'asticella della qualità. A quanto pare, vista la cancellazione della serie, con un finale che è più aperto delle gambe di una prostituta, è successa la prima cosa: il pubblico si è stancato e gli spettatori sono inesorabilmente calati sotto la soglia utile per far proseguire una produzione televisiva.

Se nella prima stagione, pur con tutti i difetti del caso, si assistiva a puntate che basavano buona parte della loro riuscita sull'ironia e su interessanti siparietti comici, il difetto principale di questa seconda stagione è stato proprio la perdita di questo elemento. Tutto si fa più serio, persino l'Ercole ubriacone spassosissimo nella prima stagione diventa quasi una persona seria in questa seconda stagione, e il risultato è un po' quello che è. Ovvero il fatto che la stagione non sia riuscita proprio ad attrarmi. Ed è un peccato visto il bisogno estremo di guilty pleasure che ho. Ah no, tranquilli, da quel punto di vista tra un paio di giorni vi parlerò di una vera e propria chicca, un gioiello vero e proprio del trash televisivo, quindi per quanto riguarda i guilty pleasure, quest'anno ho avuto comunque la mia dose. Non certo grazie ad Atlantis.

Voto 5

martedì 19 maggio 2015

RICARICABILE ALL-IN 300 PAYBACK E GRANDE CINEMA 3

Oggi è il momento di fare un po' di pubblicità, in questo modo ci guadagno un po' io così come le aziende che pubblicizzo.

Non so se conoscete bene il funzionamento della carta PAYBACK, in poche parole si tratta di una carta fedeltà multi partner che permette di accumulare punti con i partner aderenti al programma e poi riscuotere vari premi. Questo mese però PYABACK aggiunge un'altra offerta, per chi intende passare al gestore mobile 3.

L'offerta, denominata ALL-IN 300 PAYBACK, permette di avere, con soli 5 euro al mese invece che 10, che offre ogni mese


  • 300 minuti di chiamate (75 a settimana)
  • 300 sms (75 a settimana)
  • 2GB di internet (500 MB a settimana)
Usufruire dell'offerta è molto facile, vi basterà infatti recarvi in un 3 Store muniti della vostra carta PAYBACK chiedendo di attivare l'offerta ALL-IN 300 PAYBACK. Una volta ottenuta una nuova sim oppure una volta fatto il passaggio di utenza da un altro operatore, basterà abbinare il vostro numero di telefono alla vostra carta PAYBACK entro 15 giorni per poter usufruire dell'offerta. Occhio perchè, se non lo fate, l'offertà verrà revocata e vi costerà 10 euro anzichè i 5 della promozione.

Per abbinare il vostro numero alla carta PAYBACK vi basterà connettervi all'Area Clienti di tre.it, oppure direttamente dall'applicazione per smartphone "Area Clienti 3" oppure ancora chiamando il numero 408522 (totalmente gratuito).

Inoltre, usufruendo dell'offerta, in quanto clienti 3, avrete diritto anche alla carta Grande Cinema 3, che vi offre due ingressi al cinema al prezzo di uno nei giorni della settimana dal lunedì al giovedì, per qualsiasi film vogliate vedere.

Per ulteriori informazioni sull'offerta potete consultare il sito dedicato ALL-IN 300 PAYBACK



Buzzoole

Interceptor (1979)

Australia 1979
Titolo Originale: Mad Max
Regia: George Miller
Sceneggiatura: James McCausland, George Miller
Cast: Mel Gibson, Joanne Samuel, Hugh Keays-Byrne, Steve Bisley, Tim Burns, Roger Ward, Steve Millichamp
Durata: 93 minuti
Genere: Azione, Fantascienza

La trama in breve: In un Australia distopica, in un futuro comunque non troppo lontano, stanno cominciando a scarseggiare le riserve di energia. Esistono ancora le metropoli e le periferie sono popolate da comunità che vivono relativamente in pace. Le strade però sono in balia di criminali psicopatici, che vivono una lotta continua e durissima contro i pochi tutori della legge ancora rimasti. Tra questi c'è Max Rotackansky, appartenente alla Main Force Patrol, una forza di polizia speciale che si occupa dei crimini più gravi.

Alla fine una decisione l'ho presa: come vi avevo anticipato Giovedì, il giorno dell'uscita di "Mad Max: Fury Road" ero indeciso se recuperarmi l'intera saga, che non avevo mai visto, prima di vedere la nuova pellicola, oppure se guardare il film appena uscito e poi recuperare la saga originale. Siccome, come già in qualche modo saprete, sono un pignolo impressionante, ho preferito optare per la prima opzione, per arrivare ben preparato alla visione del nuovo capitolo/reboot appena uscito. Primo capitolo di una trilogia action australiana uscita nei cinema tra la fine degli anni '70 e la prima metà degli anni '80, il film è diventato presto un cult tra gli appassionati del genere sia per i temi trattati, che sono solo un antipasto rispetto alle altre due pellicole della trilogia, sia per il modo in cui vengono trattati, ma soprattutto perchè rappresenta il secondo film che vede Mel Gibson nel cast, quello che lo ha fatto salire alla ribalta internazionale dandogli grande successo soprattutto di pubblico.

Per quanto riguarda "Interceptor" è l'ambientazione a farla davvero da padrone: ci troviamo in futuro non ben precisato, ma non lontanissimo, in cui la società si sta pian piano sgretolando, con l'ordine civile che pian piano sta per essere distrutto da bande di criminali che devastano le strade. Eppure una certa parvenza di ordine c'è ancora, i poliziotti sono ancora operativo, così come sono presenti delle forze speciali, che si occupano dei casi più gravi, da risolvere anche con la forza. Una di queste è il protagonista Max Rockatansky, che si muove principalmente su auto potenziate che egli talvolta usa anche come armi. Nel finale di questo primo capitolo lo si vede anche a bordo della V8 Interceptor, automobile che dà il titolo al film.

Lo stile registico è più che altro quello che ci si potrebbe aspettare da un film per il quale si sono spese due lire, ma che per un motivo o per l'altro è diventato un cult, tale da essere tuttora il miglior film australiano di sempre a livello di incassi. George Miller, regista dell'intera tetralogia, dà ad Interceptor uno stile che sembra molto vicino a quello dei B-Movie a basso budget, ma questo lo si vede principalmente nei mezzi tecnici utilizzati: la regia, che notoriamente anche senza soldi riesce a dare il meglio di sè se valida, è comunque tirata abbastanza a lucido, avvalendosi di inquadrature che talvolta sono da rimanerci a bocca aperta.

Ciò in cui questo primo capitolo non mi ha convinto particolarmente è nello sviluppo della trama, che però penso vada valutata nell'interezza della trilogia a cui appartiene. "Interceptor" sembra più che altro un lavoro non dico casuale, ma sicuramente dal successo inaspettato, che dal punto di vista della storia non risulta essere sempre curatissimo.Sarà il successo commerciale della seconda pellicola a spianare la strada alla carriera registica di George Miller.

Voto: 7+
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...