domenica 7 febbraio 2016

Il treno per il Darjeeling (2007)

USA 2007
Titolo Originale: The Darjeeling Limited
Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson
Cast: Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Amara Karan, Wallace Wolodarsky, Waris Ahluwalia, Irrfan Khan, Barbet Schroeder, Camilla Rutherford, Anjelica Huston, Bill Murray, Natalie Portman
Durata: 97 minuti
Genere: Drammatico

Come ormai ben sapete se mi avete seguito nel corso degli ultimi mesi, l'esperienza del cineforum nel mio paese sta procedendo a gonfie vele, con una buona risposta da parte del pubblico, che, mediamente, apprezza le proposte decise dal comitato di cui faccio parte. Arriva però sempre, prima o poi, il momento della delusione, di una proposta che non raccoglie i favori del pubblico e nemmeno i miei, se devo essere sincero, con una pellicola sicuramente ottima per quello che stiamo facendo, ovvero vedere un film e poi affrontarne le tematiche assieme al pubblico, ma che a livello cinematografico non è comunque stata apprezzata a dovere. E' così che "Il treno per il Darjeeling", film del 2007 di Wes Anderson, regista che negli ultimi anni ho imparato ad apprezzare, ma di cui ancora non avevo visto questo lavoro, non è stato compreso a dovere, suscitando da parte del pubblico, emozioni contrastanti, se non addirittura nessuna emozione.

"Il treno per il Darjeeling" parla del rapporto tra tre fratelli, che un anno dopo la morte del padre decidono di ritrovarsi per un viaggio a bordo di un treno indiano, per ritrovare il proprio rapporto fraterno ormai perduto e riflettere sulla propria vita passata, sugli errori commessi e sul rapporto dei tre con una madre particolarmente assente e libertina. I fratelli Whitman - Francis interpretato da Owen Wilson, Peter interpretato da Adrien Brody e Jack interpretato da Jason Schwartzman - sono molto diversi tra di loro caratterialmente e nel corso del loro lungo viaggio li vediamo man mano cambiare, passando da un inizio in cui le occasioni in cui uno dei tre si assentava diventavano ottime per sparlare di lui, ad un finale in cui li ritroviamo uniti, con l'intento di compiere la parte finale del loro viaggio insieme, senza mai più essere divisi dal silenzio e dai rancori.

I motivi per cui secondo me il film non è arrivato in maniera corretta al pubblico - e sinceramente nemmeno a me - stanno prevalentemente nel fatto che il film non ha una vera e propria trama e non segue uno schema nella narrazione degli eventi ben definito. L'intento di Wes Anderson era chiaramente quello di narrare la storia di tre persone unite da un rapporto di parentela che però partono come tre sconosciuti e si ritrovano alla fine del loro viaggio come tre grandi amici, un po' come accade a noi tutti nella nostra vita. Il problema sta nel fatto che il messaggio del regista sembra in questo caso perdersi abbastanza tra le situazioni che vengono mano a mano messe in scena, non lasciando allo spettatore il tempo di fare i conti con le proprie emozioni. Ciò che ne è risultato, a me e a tutti gli altri in sala che hanno storto il naso, è un film che vuole essere carico di emozioni, ma fallisce clamorosamente nel trasmetterle al pubblico, perdendosi tra un'immagine patinata e dei colori sgargianti.

Al contrario però del solito figuro disfattista presente in sala - quel signore un giorno mi dovrà spiegare che film gli piaccia, perchè c'è una bella differenza tra avere dei gusti particolarmente difficili e il non farsi piacere proprio nulla, lasciandomi nella convinzione che di 14 film proiettati finora non ne abbia capito mezzo, forse giusto il peggiore e più vuoto di questi ("Una famiglia perfetta") - non penso che il film sia totalmente da buttare o "il peggior film che abbia mai visto". Purtroppo spesso e volentieri ci facciamo sopraffare dai criteri di giudizio soggettivi - me compreso - dimenticandoci che ne esistono anche di oggettivi e che ogni regista ha il suo stile. Paragonare questo o quell'altro film ad altri titoli che non c'entrano niente - nè a livello registico nè contenutistico - non serve a nulla, soprattutto se per farti grosso citi capolavori riconosciuti praticamente da chiunque o grandi attori del passato senza capire che negli ultimi anni sono praticamente bolliti - ancora riecheggia nella sala gridando vendetta il paragone totalmente inventato tra George Clooney e Robert De Niro per un film in cui tale paragone non s'aveva proprio da fare... -, serve solo e soltanto parlare del film in questione. Che poi il fatto che non sia piaciuto ci sta anche, il giudizio nel pubblico in sala ha parlato abbastanza chiaro e anche io ho storto il naso più e più volte durante la visione di un film che non mi ha convinto.

Voto: 6-

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