martedì 16 febbraio 2016

Joy (2015)

USA 2015
Titolo Originale: Joy
Regia: David O. Russell
Sceneggiatura: David O. Russell
Cast: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Édgar Ramírez, Diane Ladd, Virginia Madsen, Isabella Rossellini, Isabella Crovetti-Cramp, Elisabeth Röhm, Madison Wolfe, Dascha Polanco, Emily Nunez, Melissa Rivers, Jimmy Jean-Louis, Drena De Niro, Bates Wilder, Ken Cheeseman, Johnny Lee Davenport, Christy Scott Cashman, Damien Di Paola, Marianne Leone
Durata: 124 minuti
Genere: Commedia, Biografico

E' ormai qualche anno che le attrici della mia generazione - quelle nate nel '90, tanto per intenderci - regalano grosse soddisfazioni, sia a livello di bellezza - vedi ad esempio Britt Robertson, Emma Watson e Margot Robbie - sia a livello recitativo in cui le tre che ho citato se la stanno cavando più che bene tra un buon film e qualcosa di meno interessante ma comunque apprezzabile. Tra queste però c'è da inserire Jennifer Lawrence: lei non è la più gnocca di tutte - le preferisco di gran lunga la magnifica Margot -, ma sicuramente è la più brava e quella che più di ogni altra ha saputo cavalcare il successo, alternando film impegnati, simpatiche commedie e film più commerciali, destreggiandosi sui set della saga di Hunger Games, su quelli de "Il lato positivo" - che le ha consegnato il suo finora unico Oscar -, in "American Hustle", ma anche nella nuova saga degli X-Men e in qualche passaggio a vuoto come "House at the End of the Street" e "Una folle passione". Ancora una volta, in questo 2016, la vediamo diretta da David O. Russell, in compagnia di Bradley Cooper e Robert De Niro e ancora una volta la vediamo candidata all'Oscar, come miglior attrice protagonista, per il film di cui vi vado a parlare oggi.

"Joy" parla della vita di Joy Mangano, ragazza modello con una vita difficile, in preda ai debiti e in qualche modo succube di un padre che da tempo ha abbandonato la famiglia per lavorare con Peggy, la sorellastra di lei, con cui ha un pessimo rapporto. L'unica persona nella sua vita ad aver sempre voluto stimolare la sua creatività è stata la nonna Mimi, l'unica a comprendere il suo estro creativo in grado di creare qualcosa di veramente utile per la vita di tutti i giorni. Accantonata da anni la sua creatività, Joy si ritrova finalmente con un'idea geniale e rivoluzionaria che vuole assolutamente far conoscere al mondo, vendendola e con i ricavi mettere a posto tutte quelle questioni irrisolte che la accompagnano ormai da tempo. L'invenzione in questione è un mocho, poi ribattezzato Miracle Mop, creato per impedire alle persone che fanno pulizie di dover strizzare lo straccio con le mani e in modo che la matassa di cotono con cui è fatto potesse essere lavata potenzialmente infinite volte.

Ci sono sicuramente dei buoni motivi che potrebbero far apprezzare un film del genere e, prima della visione del film, sembravano anche piuttosto difficili da trovare. D'altronde come fa un film sul mocho ad essere davvero interessante? Ci vogliono dei bravi interpreti e soprattutto una buona sceneggiatura. Se il primo elemento certo non manca, per quel che riguarda il secondo non siamo certo su livelli eccelsi. "Joy" è una pellicola che vuole celebrare la figura della donna, una donna coraggiosa e caparbia, in grado di sostenere all'infinito la propria idea geniale ed in grado di crederci fino alla fine, fino al meritato successo, nonostante nessuno - a parte appunto la nonna Mimi - intorno a lei vi credesse. Interessante come sia la sorellastra Peggy sia il padre Rudy, non credano minimamente in ciò su cui hanno investito i loro soldi, preoccupandosi molto spesso di come riottenerli, piuttosto che credere che l'idea vada effettivamente in porto. A parte questo spunto interessante però "Joy" non ci offre molto di più a livello di contenuti e tutto sembra fermarsi in una storia che alla fine appare incompleta, anzi, quasi incompiuta. Ora non so bene cosa manchi con precisione, ma la sensazione che ho avuto alla fine del film è stata una certa non convinzione riguardo a ciò che avevo appena visto.

A parte lo spunto e il fatto che la commedia proceda in maniera piacevolmente leggera verso il giusto finale, da elogiare sono le interpretazioni dei due protagonisti. E voglio consciamente non soffermarmi su Robert De Niro che continua a non convincermi e a darmi la sensazione che sia un po' ora che si ritiri. Jennifer Lawrence è al solito davvero magnifica: il suo personaggio riusciamo in qualche modo a sentircelo vicino e non riesco a comprendere chi sostiene che questa ragazza non sia brava a far esprimere le emozioni ai suoi personaggi. Nel suo volto si vede tutto e lo si vede anche molto bene: frustrazione, gioia, dolore, incredulità, rabbia... è pure brava quando deve risultare totalmente apatica. Io non so cos'altro si possa volere da un'attrice, anche se posso capire che magari a qualcuno possa stare antipatica per le continue nomination all'Oscar e per il fatto che negli anni a venire potrebbe fare la fine di Meryl Streep, tassa che stranamente quest'anno non dovremo pagare per quel che riguarda le nomination agli Oscar. Bradley Cooper invece, nei panni del pubblicitario Neil Walker se la cava abbastanza bene, anche se la sua carriera rimane sempre molto in bilico tra un'interpretazione buona e un'altra meno convincente e ancora, nonostante tutto, non è stato protagonista di nessuna interpretazione particolarmente memorabile.

Voto: 6,5

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