domenica 14 febbraio 2016

LIBRI METROPOLITANI #4 - La mano di Fatima di Ildefonso Falcones

Torna dopo moltissimo tempo la rubrica in cui parlo dei libri che sto leggendo nel corso del lungo viaggio in metropolitana che mi porta da casa mia al lavoro - da qui il titolo originalissimo "Libri metropolitani" -, letture terapeutiche che mi permettono di isolarmi dalla massa di imbecilli che popolano le M2 di Milano, che è peggio di un carro bestiame, letture che, se non le affrontassi, passerei 45 minuti della mia mattinata e della mia serata ad insultare chiunque mi si pari davanti. Torna dopo moltissimo tempo semplicemente per un motivo: il libro in questione è molto molto lungo, all'incirca novecento pagine, che per un lettore seriale sono un giochetto, mentre per uno che non ha mai letto moltissimo come me sono già un qualcosina di più impegnativo!


Recensione
Quando nel corso degli ultimi mesi della terza superiore - era il lontanissimo 2007 - la professoressa di italiano ci propose di leggere "La cattedrale del mare", primo romanzo dell'ex avvocato spagnolo Ildefonso Falcones, rimasi parecchio soddisfatto di quanto una lettura di fatto obbligata mi fosse piaciuta così tanto. Poi però, in qualche modo, nel corso degli anni universitari, smisi di leggere e mi persi sia il secondo - questo - sia il terzo romanzo - "La regina scalza" che a sto giro non ho trovato in biblioteca ma che recupererò appena possibile - di un autore che con il suo esordio mi era piaciuto così tanto. E se nel suo primo lavoro si era parlato, senza farne riferimenti chiari, della costruzione della cattedrale di Santa Maria del Màr di Barcellona - che ho avuto la fortuna di vedere -, qui si parla di (in)tolleranza religiosa, con una storia d'amore e di guerra ambientata durante il periodo delle persecuzioni religiose ai danni dei musulmani nell'Andalucia del XVI secolo.
Il bello del romanzo in questione, che narra la lunga vita di Hernando, un musulmano nato nelle Alpujarras a causa della violenza perpetrata da un prete cattolico ai danni di sua madre, sta nel fatto di essere riuscito in maniera egregia a contestualizzare per bene la situazione, narrando le difficoltà di una vita che si svolge sotto le persecuzioni perpetrate dai cristiani e sotto la minaccia di una guerra perpetrata dai musulmani. "La mano di Fatima" è in qualche modo un romanzo che vuole parlare di tolleranza e degli orrori di una storia che si è svolta in un clima di profonda intolleranza. Il nostro protagonista riesce però a vivere una vita conciliando la fede musulmana, con l'esigenza di vivere in un mondo in cui deve fingere di essere cristiano, comportandosi da tale. Il suo obiettivo però è un altro, obiettivo che ovviamente non vi svelerò perchè verrà svelato solo nella seconda parte del romanzo!

Voto: 8

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