domenica 6 marzo 2016

LIBRI METROPOLITANI #5 - Suburra di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo

Torna la rubrica dei libri metropolitani, ovvero quei libri che io leggo durante il tragitto che in metropolitana mi porta da casa al lavoro, come principale mezzo che mi impedisca di insultare chiunque mi si pari davanti e faccia qualcosa di incivile sul più famoso mezzo pubblico di Milano. Stavolta tocca a un romanzo da cui è stato tratto uno dei film da me preferiti nel corso del 2015, quel "Suburra" con cui Stefano Sollima ci aveva portato in una Roma sporca, brutta e cattiva, nella quale non erano coinvolti solo i criminali comuni!


Recensione
Il romanzo, scritto a quattro mani dal giornalista Carlo Bonini e dal giudice Giancarlo De Cataldo - già autore di "Romanzo Criminale, dal quale sono stati tratti un film e una splendida serie TV, stesso destino che toccherà a questo "Suburra" - letto dopo aver visto il film e senza far passare sufficiente tempo tra una cosa e l'altra, probabilmente non ha ottenuto lo stesso effetto che avrebbe avuto se avessi fatto le cose per bene. Anche se qualcuno mi dovrà spiegare cosa voglia dire, in questo ambito, fare le cose "per bene", ma tant'è. Mentre è più facile fruire di un film dopo averne letto il romanzo, il passaggio contrario è un po' diverso, perchè leggendo il libro dopo la visione del film hai già una panoramica ben definita degli eventi e del loro susseguirsi, cosa che accade anche se si fanno le cose nella maniera opposta, anche se il tutto ha un effetto un bel po' diverso, non so bene spiegarvi il perchè.
Sta di fatto che il romanzo di "Suburra", riesce, tra una frase scritta in dialetto romanesco e una narrazione piuttosto accattivante, ad attrarre il lettore nelle sue grinfie, anche se, come me, ha svolto il procedimento opposto rispetto al normale. Personaggi ben delineati come li si sono visti nel film, qualche ovvia differenza rispetto alla trasposizione cinematografica - sì, lo so che in realtà sarebbe il contrario -, ma ad accomunare entrambe le opere c'è una tensione palpabile e una volontà nell'evidenziare una situazione marcia immedesimandosi però il più possibile con gli stessi personaggi negativi che la hanno causata.

Voto: 7,5

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