lunedì 21 marzo 2016

The Orphanage di Juan Antonio Bayona (2007)

Messico, Spagna 2007
Titolo Originale: El Orfanato
Regia: Juan Antonio Bayona
Sceneggiatura: Sergio G. Sánchez
Cast: Belén Rueda, Fernando Cayo, Roger Prìncep, Geraldine Chaplin, Montserrat Carulla, Mabel Rivera, Andrés Gertrùdix, Edgar Vivar, Alejandro Campos
Durata: 105 minuti
Genere: Horror

L'acquisto dell'abbonamento di Netflix, in cooperazione con altri tre amici per rendere una spesa già di per sè sostenibile, ancora più affrontabile in quanto l'abbonamento costa circa tre euro al mese con questa tecnica, ti porta a sfogliare il catalogo in maniera quasi compulsiva. Se questo è fornitissimo per quel che riguarda le serie TV e un po' meno per quel che riguarda, in generale, i film, dal punto di vista dei film horror siamo messi proprio malino ad essere sinceri. Forse si contano una ventina di titoli, alcuni parecchio inflazionati e che quindi è improbabile non aver visto, per un appassionato del genere, mentre altri di dubbia qualità, sanno subito di marcio. Nell'attesa che il catalogo horrorifico venga ampliato, magari con qualche bel titolo in arrivo dall'oriente, ho deciso di recuperare una pellicola spagnola di cui si fa sempre un gran bel parlare, ma che io, colpevolmente, non ero ancora riuscito a vedere: si parla dunque oggi di "The Orphanage" di Juan Antonio Bayona, un horror molto umano, che sicuramente sarà in grado di toccare delle corde molto diverse rispetto a quelle che siamo abituati a toccare con il genere in questione.

"The Orphanage" parla di Laura, che dopo un'infanzia felice vissuta in un orfanotrofio, decide, trent'anni dopo, di ritornarvi, assieme al marito Carlos e al figlio adottivo Simon, malato di HIV, per poterlo riaprire come casa famiglia. L'orfanotrofio sembra svegliare in Simon grandi fantasie e grandi amicizie immaginarie, che da una parte lasciano scettico Carlos, mentre Laura, pur mantenendo le distanze, sembra lasciarsi affascinare da queste storie. Quando però, durante l'inaugurazione della casa famiglia, Simon scompare misteriosamente, per Carlos e Laura comincerà un vero e proprio incubo, alla ricerca di quel figlio tanto amato che però, misteriosamente scomparso e dopo la cui scomparsa le presenze all'interno dell'orfanotrofio si sono fatte più insistenti e terrificanti.

La pellicola in questione riesce, nella sua durata, a creare da una parte un'atmosfera molto inquietante, grazie soprattutto ad uno di quegli "strumenti" che negli horror moderni mi inquietano sempre in maniera particolare, ovvero le presenze dei bambini. Presenze che in realtà non sembrano voler terrorizzare i nostri protagonisti, quanto più che altro metterli in guardia di ciò che successe in un tempo passato e di ciò che sta succedendo nel presente. E' per questo che queste presenze sembrano non tanto fare qualcosa di cattivo verso gli abitanti della casa, quanto più che altro giocare con loro, memori di un amore non ricevuto quando erano in vita e memori di una vecchia compagna di giochi in quel breve periodo felice vissuto all'interno dell'orfanotrofio.

E se il film procede tra indagini sul paranormale nella prima parte, ecco che nel finale si rivela, in tutta la sua potenza narrativa, in maniera quasi prepotente, come un dramma familiare di grande effetto e soprattutto di grande tristezza. E' proprio nel finale che viene rivelato il mistero sulla scomparsa di Simon, mistero che riesce a colpire in maniera forte e terribile lo spettatore, come un pugno dritto nel cuore. E' grazie a queste due componenti, mescolate in maniera ottima dal regista, che questo horror funziona particolarmente: riesce a fare paura grazie più che altro a dei giochetti registici che non hanno nulla di veramente particolare, ma funzionano, e riesce a colpire lo spettatore con un dramma che si consuma in maniera inesorabile nelle battute finali.

Voto: 7,5

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1 commento:

  1. Concordo, crea ansia con poco e sviscera bene le tematiche di base. Ricordo che lo vidi durante il volo per l'America e mi piacque davvero parecchio!

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