venerdì 29 aprile 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: Lo chiamavano Jeeg Robot
Regia: Gabriele Mainetti
Sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Menotti
Cast: Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei, Francesco Formichetti, Daniele Trombetti, Antonia Truppo, Gianluca Di Gennaro, Salvatore Esposito
Durata: 116 minuti
Genere: Azione, Supereroi

Dopo aver vinto ben sette premi agli ultimi David di Donatello - i premi che vengono dati ogni anno in questo periodo ai film italiani più importanti della stagione - ecco che "Lo chiamavano Jeeg Robot", che mi ero colpevolmente perso in sala all'epoca della sua uscita, viene riproposto in molte sale cinematografiche in Italia proprio in onore dei sette premi vinti, tra cui spicca l'en-plein per quel che riguarda le performance recitative, con la coppia di protagonisti e non protagonisti a vincere tutti la statuetta. D'altronde si sentiva sin dal primo trailer l'odore di grande film, di quelli che piacciono alla critica e che in qualche modo riescono ad attirare il pubblico in sala, anche se un esperimento del genere coi film sui supereroi non si era mai visto in Italia, salvo per quel che riguarda il carino ma poco riuscito "Il ragazzo invisibile".

"Lo chiamavano Jeeg Robot" però è ben lontano da quelli che sono i classici film sui supereroi: il nostro protagonista, tale Enzo Ceccotti interpretato da Claudio Santamaria, è un criminale di bassa lega di Tor Bella Monaca che, durante una fuga dalla polizia, si ritrova a nuotare in mezzo a del liquame tossico che gli conferisce una forza straordinaria. L'uomo conoscerà dapprima Alessia, figlia di un criminale morto nel tentativo di recuperare un carico di droga dallo stomaco di due immigrati, fissata con i cartoni di Jeeg Robot e per la quale Ceccotti presto inizierà a sentire un certo legame. Farà soprattutto la conoscenza con lo Zingaro, criminale di bassa lega con il sogno di scalare le gerarchie della criminalità di Roma a scapito della camorra per poter ottenere quella celebrità che gli era sfuggita quando aveva partecipato, in giovane età, a Buona Domenica.

Il perchè un film del genere abbia ottenuto il suo meritato successo è presto detto: nel momento in cui in Italia si prova a sperimentare, con un prodotto diverso dalle solite commedie e sicuramente di qualità, il pubblico risponde e il passaparola funziona. Se poi il film mantiene in tutto e per tutto quelle che sono state le promesse fatte con il trailer allora il gioco è fatto. Innanzitutto dal punto di vista della trama il film funziona grazie alla buona idea di mescolare la tematica supereroistica con quella della criminalità di borgata, ma anche per quel che riguarda gli effetti speciali non sembra proprio di essere davanti ad un lavoro italiano. Gabriele Mainetti, inoltre, riesce nella grande impresa di creare una tensione crescente, soprattutto nelle scene di combattimento, che sono girate con maestria e con un livello cinematografico piuttosto elevato.

Infine, i quattro premi recitativi vinti al David di Donatello, risultano più che giustificati - tranne forse quello a Antonia Truppo come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Nunzia, che la si vede forse troppo poco in scena per aggiudicarsi addirittura un premio - soprattutto per quel che riguarda Claudio Santamaria, visibilmente appesantito per interpretare questo ruolo, e Ilenia Pastorelli, brava nell'interpretare un personaggio mentalmente instabile anche a causa di un passato particolarmente doloroso. E sulla Pastorelli voi #TesteDiCazzo che dite che ha fatto schifo portando come unico argomento il fatto che ha partecipato al Grande Fratello, fatevelo dire: ZITTI! L'interpretazione che però è più facile da ricordare è quella di Luca Marinelli nei panni dello Zingaro, un cattivo con dei fini che non contemplano la ricchezza quanto più che altro la notorietà, un criminale squilibrato e instabile, un personaggio in grado, in una sola scena, di rendersi epico e indimenticabile - la scena che non descrivo sicuramente diventerà cult negli anni a venire -, insomma, un cattivo che se lo vedessero quelli della Marvel per i loro film gli consiglierei di prendere due o tre appunti per poter imparare a scrivere i loro.

Voto: 9

8 commenti:

  1. Mitico Jeeg. Io gli avevo dato sette e mezzo, ma i voti potrebbero crescere in una seconda visione.
    Non mi aveva fatto impazzire la chiusa.

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    1. E' un film che pesca da tanti generi, da quello criminale alla Romanzo criminale a quello supereroistico, passando anche per qualche scena trash tipica del poliziottesco all'italiana - che io detesto -. La chiusa ci sta abbastanza e sicuramente con la seconda visione il voto potrebbe salire.

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  2. L'ho amato, davvero alla Marvel e alla DC dovrebbero prendere un po' di appunti per confezionare un "cinecomic" degno di questo nome, degno di venire ricordato!

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    1. Che poi io mi diverto semprem un sacco con i film della Marvel, peccato che poi a tenere insieme tutto - ora che sono diventati anche seriali e con storie da seguire che si incastrano tra i film - ci si perda di brutto. E ricordare anche un solo film prima dell'uscita del successivo è veramente dura...

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  3. Era da tempo che non vedevo un fil in grado di mettere tutti d'accordo come in questo caso.
    Anche a me è piaciuto molto ^^'

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    1. Quando la qualità c'è, spesso i gusti vanno a farsi benedire...

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  4. Sono contento che ti sia piaciuto. Io ci sto ancora in fissa!
    Magnifico!

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    1. Sto già per prenotare il DVD quando uscirà...

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