mercoledì 25 maggio 2016

10 Cloverfield Lane di Dan Trachtenberg (2016)

USA 2016
Titolo Originale: 10 Cloverfield Lane
Regia: Dan Trachtenberg
Sceneggiatura: Josh Campbell, Matthew Stuecken, Damien Chazelle
Cast: Mary Elizabeth Winstead, John Goodman, John Gallagher Jr.
Durata: 103 minuti
Genere: Thriller

Ben otto anni fa usciva "Cloverfield", film in stile telecamerina a mano diretto da J. J. Abrams, che ancora stava facendo i conti con il suo più grande successo "Lost" e che quindi era, da me ma anche da molti altri, parecchio stimato. Il risultato, dopo essere andato a vedere questa pellicola al cinema, fu una mezza delusione, un film che non mi era sembrato brutto a livello assoluto quanto più che altro un filo banalotto. Ora i ricordi si sono abbastanza affievoliti, motivo per cui vorrei un giorno provare a rivederlo, sai mai che lo rivaluto come è successo per quel film di cui ho parlato qualche giorno fa. Di "Cloverfield" era stato annunciato un sequel, che però non è arrivato: o meglio, sarebbe anche arrivato con questo "10 Cloverfield Lane" diretto da Dan Trachtenberg, peccato che non sia un sequel quanto più che altro una storia che si svolge in maniera parallela rispetto al suo predecessore, una specie di - come definito dal regista stesso - consanguineo di "Cloverfield" che se ne distacca anche per quel che riguarda il modo in cui si svolge la vicenda.

Non so per caso se avete notato che in questo periodo, tra l'altro, molti sono stati i film o telefilm che hanno parlato di sequestri di persona e di prigionie: tanto per fare due esempi basti pensare al gioiellino "Room", per cui Brie Larson ha vinto l'Oscar come migliore attrice protagonista, o la serie britannica "Thirteen", una delle produzioni televisive più interessanti di questa prima parte del 2016. Non so se l'uscita di questa pellicola proprio in questo periodo sia voluta o meno, sta di fatto che anche "10 Cloverfield Lane" ci parla di un sequestro di persona. Infatti, la protagonista Michelle, interpretata da Mary Elizabeth Winstead, dopo un incidente stradale, si ritrova rinchiusa in una stanza in cui un uomo, tale Howard Stambler interpretato da John Goodman, la rassicura dicendole che fuori dal bunker in cui sono rinchiusi l'aria è contaminata e la gente muore misteriosamente in seguito ad un non ben specificato attacco nucleare.

La bellezza di questa pellicola sta nel fatto che per la prima volta vediamo un rapimento che sembra essere fatto a fin di bene, nonostante l'aguzzino in questione non sembri all'inizio particolarmente a posto con la testa. La bontà dell'idea che sta alla base del film è innegabile, dato che si gioca molto sulla scarsa fiducia che si ha dell'uomo, dando però allo spettatore indizi contrastanti su ciò che accade al di fuori del bunker, portandolo a credere, da una parte, che la spiegazione data per il rapimento sia plausibile, mentre dall'altra in ogni caso l'aguzzino mette inquietudine, essendo ambiguo ed evidentemente spinto da altre motivazioni oltre al solo voler salvare due persone da un disastro che si sta svolgendo nel mondo esterno. Il regista Dan Trachtenberg è risultato dunque molto bravo a giocare con le atmosfere riuscendo a dare allo spettatore la giusta dose di tensione e di inquietudine.

Non sarà probabilmente una pellicola di cui ci ricorderemo in un lontano futuro - d'altronde mi sono dimenticato anche di "Cloverfield" e di quanto mi abbia deluso - ma sicuramente siamo davanti ad uno dei thriller più interessanti usciti in questa prima parte dell'anno: in un genere in cui spesso e volentieri si cade nella banalità e nell'utilizzare spesso e volentieri i soliti espedienti, questo film, pur partendo da un presupposto non certo originalissimo, riesce a portare avanti la storia in maniera tesa e accattivante, senza mai annoiare e senza mai essere troppo prevedibile.

Voto: 7+

6 commenti:

  1. lo recupero, sembra molto interessante anche se il primo CLoverfield non è che mi aveva colpito più di tanto, a questo punto meno male che non sono molto collegati...

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    1. Secondo me parecchio meglio questo, teso al punto giusto fino (quasi) alla fine

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  2. Sei quello che ne ha parlato meglio, finora. In giro ho letto stroncature tali che mi hanno fatto passare la voglia di vederlo.

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    1. Bisogna sempre vederlo per quello che è...

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  3. Piaciuto abbastanza, ma la cosa più figa è quella di aver creato un universo condiviso... vediamo come si svilupperà la cosa

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    1. No ecco, per me si possono fermare pure qua, volendo... Andando avanti rischiano grosso per me...

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