lunedì 16 maggio 2016

The Boy di William Brent Bell (2016)

USA 2016
Titolo Originale: The Boy
Regia: William Brent Bell
Sceneggiatura: Stacey Menear
Cast: Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, Ben Robson, James Russell, Jett Klyne, Stephanie Lemelin, Lily Pater
Durata: 97 minuti
Genere: Horror

Uno dei più grandi clichè del genere horror, ma anche uno di quelli che funzionano meglio data la quantità di gente, me compreso, che ne è profondamente inquietata, sono le bambole inespressive che popolano, spesso e volentieri essendo anche le protagoniste assolute, molti film horror. Tanto per fare qualche esempio illustre senza scomodare Chucky de "La bambola assassina" che più che altro era una divertente macchietta, si può tranquillamente pensare a film ben riusciti come "Dead Silence" - la cui colonna sonora ancora è nei miei incubi - o a "L'evocazione - The Conjuring", in cui c'era Annabelle, poi resa protagonista dell'omonimo e decisamente molto meno riuscito, film spin-off. A causa dell'inquietudine che mi provocano le bambole di porcellana nei film ho deciso di recarmi all'anteprima di "The Boy", un film che effettivamente dal trailer, che ne annunciava un'idea di partenza abbastanza interessante, non sembrava poi così male. Come sarà andata questa esperienza? Dovete solo continuare a leggermi ovviamente.

Innanzitutto "The Boy" è ben lontano dall'essere un film originale: abbiamo la bambola inquietante, abbiamo una casa abbandonata in mezzo al nulla e abbiamo una gnocca da paura del livello di Lauren Cohan - la Maggie di "The Walking Dead" - che si reca in questa magione per fare da baby-sitter al figlio di una coppia decisamente anziana. Non fosse altro che questa coppia, che ci viene presentata come se fossero due svitati di prima categoria colti da demenza senile decisamente troppo presto, accudisce la già accennata bambola inquietante come se fosse il proprio figlio, seguendo delle regole ferree e imponendo a Greta, il cui passato difficile è comprensibile sin dalle prime battute, di seguirle per filo e per segno con la bambola di porcellana barra il figlio della coppia di vecchietti in preda alla demenza senile. Come potrebbe poi svilupparsi un film del genere? Leggendo la trama vi siete già fatti un'idea di cosa succederà poi?

Ecco, prendete l'idea che vi siete fatti, applicatela a questo film, modificatela leggermente nel finale ed ecco che vi siete scritti la sceneggiatura di "The Boy": una sceneggiatura semplice e a tratti, bisogna ammetterlo, anche efficace, ma che non riesce quasi mai, soprattutto nella prima parte, ad andare a segno. Stessa considerazione vale per la regia della pellicola, particolarmente anonima e soprattutto per le tecniche utilizzate per mettere paura allo spettatore, che quasi mai si discostano dal banale jump-scare che arriva in pochi casi - dato che negli altri ciò che succede è abbastanza prevedibile - e passa in men che non si dica. Se dalle interpretazioni dei protagonisti Lauren Cohan e Rupert Evans non si ottiene moltissimo - e non è che sinceramente mi aspettassi altro, mi sarei invece aspettato di più da un horror che paga tremendamente una prima parte in cui succede poco o niente e tutto in maniera eccessivamente lenta.

Da salvare, rispetto al resto, è invece un finale che, rispetto agli standard dei film di questo tipo, abbandona un paio dei clichè più insopportabili del genere tentando di affrontare il tema in maniera diversa rispetto agli ultimi tempi, anche se sicuramente non nuovissima. L'idea di abbandonare del tutto o quasi il paranormale risolleva anche se solo minimamente, un film che non risulta propriamente riuscito e che nella prima parte si porta avanti in maniera piuttosto lenta e compassata. L'ennesima occasione sprecata per un genere che pare fare dei mezzi disastri quando arriva nei cinema, mentre funziona molto di più quanto i distributori nostrani lo ignorano o lo portano nei cinema con il consueto ritardo di un paio di anni.

Voto: 4,5

4 commenti:

  1. Un poco mi ispirava, ma ne hanno parlato tutti così male che mi sta quasi passando la voglia...

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    1. Si lascia guardare, anche grazie alla protagonista, ma sicuramente non ti perdi nulla.

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  2. Poteva ambire a essere uno dei peggiori film dell'anno, e invece è il solito horrorino mediocre...
    A suo modo deludente.

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    1. Non è nemmeno così brutto da esser bello...

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