sabato 27 agosto 2016

Conspiracy - La cospirazione di Shintaro Shimosawa (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Misconduct
Regia: Shintaro Shimosawa
Sceneggiatura: Adam Mason, Simon Boyes
Cast: Josh Duhamel, Alice Eve, Al Pacino, Anthony Hopkins, Malin Åkerman, Julia Stiles, Glen Powell, Byung-hun Lee, Skye P. Marshall, Gregory Alan Williams, Jason Gibson, Chris Marquette
Durata: 106 minuti
Genere: Thriller

Il fatto che gli attori invecchino fa parte della vita di ogni appassionato di cinema. Contrariamente infatti a quanto siamo abituati a pensare, anche gli attori sono normali e hanno a che fare, come noi, con tutte le funzioni biologiche che vengono svolte dal loro corpo,, tra cui anche l'invecchiamento e la morte, come la recente scomparsa di Bud Spencer, che quelli della mia generazione hanno sempre ritenuto invincibile e immortale, ci dimostra. Con l'invecchiamento di quei grandi nomi della storia del cinema ad alcuni di questi parte l'embolo, decidendo di propria spontanea volontà di accettare qualsiasi merda venga passata dall'industria cinematografica - vedi, tanto per tirare un nome a casaccio, Robert De Niro e i suoi ultimi disastrosi film -, mentre altri, forse giustamente, forse un po' meno per il pubblico, decidono di ritirarsi dalle scene - vedi, sempre per sparare un nome a casaccio, un Jack Nicholson che manca dalle scene dal lontanissimo 2010 -. Altri invece, come ad esempio Al Pacino e Anthony Hopkins, si vedono forse un po' di meno nei cinema, magari per una consapevole scelta di non accettare qualsiasi cose e di dedicarsi principalmente ad un cinema di un certo tipo, magari di livello non altissimo, ma comunque dignitoso.

Con "Conspiracy - La cospirazione" i nostri due attori interpretano i due fuochi in un intrigo di grandissima portata, nella quale si trova coinvolto l'avvocato Ben Cahill, interpretato da Josh Duhamel, il quale dovrà scoprire la verità su tale cospirazione prima di finire per perdere la causa che sta seguendo in tribunale, a rischio anche della propria vita. A dimostrazione del fatto che sia Al Pacino si Anthony Hopkins non vogliano lasciare di loro un brutto ricordo che non offuschi quelle che sono state le loro enormi gesta nel loro passato cinematografico, i due attori si ritrovano a lavorare fianco a fianco in un film che quanto meno non è una stronzata colossale come le commediacce a cui partecipa il loro collega Robert De Niro. La cosa però può star bene fino ad un certo punto.

Se il film in questione sembra essere piuttosto solido, ad uno sguardo più attento si nota quanto, in realtà, la trama sia tra le cose più banali, trite e ritrite che si siano viste negli ultimi anni. Una trama iper-inflazionata alla quale solo due grandi del calibro dei due protagonisti del film possono riuscire a dare un motivo di interesse, ovvero il valutare se le loro interpretazioni meritino attenzione o meno. E siccome il talento, se c'è, non è che se ne vada così all'improvviso - così come per il buon De Niro che non è diventato una pippa, ma si è solo rincoglionito, a quanto ho potuto vedere negli ultimi suoi lavori -, le loro interpretazioni sono una delle note positive del film, che sono poche, pochissime.

Voto: 4,5

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