lunedì 10 ottobre 2016

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn (2016)

Francia, USA, Danimarca 2016
Titolo Originale: The Neon Demon
Regia: Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn, Mary Laws, Polly Stenham
Cast: Elle Fanning, Abbey Lee, Desmond Harrington, Christina Hendricks, Jena Malone, Bella Heathcote, Karl Glusman, Keanu Reeves, Alessandro Nivola
Durata: 118 minuti
Genere: Horror, Thriller

Spesso e volentieri mi sono ritrovato ad adorare film di cui alla fine non è che abbia poi capito un granchè. Un esempio è "Donnie Darko" detestato in tenera età, ma poi rivalutato anche se non si possa certo dire che l'ho ben compreso. Altrettante volte invece mi sono ritrovato a detestare questi film, pur non capendo bene nemmeno quale fosse la discriminante: mediamente i film che mi fanno venire il mal di testa perchè troppo enigmatici o incasinati mi piacciono, ma ci sono delle volte in cui non mi arriva nemmeno uno dei messaggi del film o addirittura non ne riesco proprio a trovare nemmeno uno. Per quanto riguarda "The Neon Demon", ultima fatica di Nicolas Winding Refn dopo il grande successo di "Drive" e il complicatissimo - quanto lento - "Solo Dio perdona", le critiche sono piovute da ogni parte dopo la presentazione del film all'ultimo Festival di Cannes, con il film accolto da fischi, sassaiole e ingiurie. Certo, sembra parecchio facile criticare uno come Refn che comunque, in ogni suo film, ha mostrato di avere un'idea ben precisa di cinema che molto si discosta da quella convenzionale che tanto va di moda attualmente.

"The Neon Demon" ci parla di Jesse, interpretata da una splendida Elle Fanning, una modella che si trasferisce a Los Angeles, dove viene reclutata da un grande nome della moda di cui diventa la musa ispiratrice. Presto la sua vita comincerà ad essere divorata - anche in senso letterale ahimè - dalla conoscenza con tre donne appartenenti al suo stesso mondo, ossessionate dalla bellezza e da ciò che possiede la protagonista. L'impressione che si ha subito al termine della visione è quella di essere davanti ad un film davvero davvero complesso, che però sicuramente non meritava il boato assordante di fischi che ha ricevuto subito dopo la sua prima proiezione. Fischi che sono, ovviamente, giustificati da quella che è l'accoglienza tipica che si dà a determinati film nell'ultimo periodo: è facile applaudire un film dai temi molto importanti come "Il caso Spotlight" nonostante sia a tutti gli effetti un film non proprio eccelso, così come è altrettanto facile fischiare e volere il regista appeso per il collo per un film che parla del mondo della moda in una chiave mai vista, condendolo con scene di cannibalismo e necrofilia.

E' evidente che "The Neon Demon" vada dunque visto sotto una chiave diversa da quelli che sono i canoni del cinema contemporaneo: le immagini hanno una potenza espressiva devastante, così come la colonna sonora, composta prevalentemente da motivi elettronici, riesce a contestualizzare in maniera splendida la situazione. Sono proprio le immagini e il modo in cui vengono messe in scena a colpire maggiormente lo spettatore, immagini che però non sono accompagnate da una trama altrettanto solida o quanto meno non sono accompagnate da una trama di facile lettura. Per comprendere un film come questo bisogna fare uno sforzo quasi sovrumano, sforzo che ancora non ho avuto la forza di compiere, motivo per cui per scrivere questo commento mi avvalgo della bellezza di ciò che ho visto e di quel poco della storia che ho compreso, una storia che tra le altre cose, non viene certo aiutata dalla presenza di dialoghi fulminanti, tant'è che i dialoghi sono davvero pochissimi.

"The Neon Demon" risulta dunque essere un film bellissimo, magnifico se ci si limita alla sola componente visiva, cosa che ormai, grazie alla presenza dei dialoghi e di trame costruite in maniera chiara, non siamo più abituati a fare. Un film bellissimo a livello visivo che però senza una trama ben definita perde un bel po' della sua potenza dando addirittura l'impressione, a qualcuno, che in fin dei conti non sia successo proprio nulla, impressione che ci sta tutta, ma che mi sembra un filino esagerata. Ridurre il film ad un laconico "non è successo nulla" è decisamente riduttivo, così come riduttivi - per usare un eufemismo - sono stati i fischi che si è preso a Cannes.

Voto: 7-

6 commenti:

  1. Alla fine tutti ne hanno parlato così tanto che, forse, qualcosa da dire in merito c'era.
    Personalmente io non lo fischio, ma non posso dirmi molto soddisfatto del film. Non cala la ia stia per Refn, perché lui ha una sua idea di cinema precisa, ma mi è sembrato un j'accuse abbastanza vuoto e pretenzioso, anche se bellissimo da vedere. Un po' come le modelle che rappresenta.

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  2. Io i film enigmatici e incasinati li adoro sempre e comunque, o quasi...

    La sceneggiatura del film in questo caso in effetti è purtroppo un po' troppo esile, però nel fotografare il mondo della moda, e in generale dell'immagine, è perfetto proprio nella sua superficialità, quindi a suo modo è riuscito così.

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  3. Nel momento in cui ho rinunciato a capirlo, mi è piaciuto tantissimo :) Refn ha un talento visivo straordinario

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  4. Devo ancora vederlo, ma sono davvero, davvero curioso.

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  5. Io non ho potuto non amarlo, dalla prima immagine all'ultima. Mi piace Refn, tanto tanto, e questo secondo me per il momento va ad incorniciare i suoi lavori. Concordo con ogni parola che hai detto.

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