giovedì 30 giugno 2016

WEEKEND AL CINEMA

Un altro weekend cinematografico è all'orizzonte e, anche oggi, come ogni Giovedì, si parla dei film che escono al cinema. Giorno di pregiudizi su film mai visti - tranne uno - tre dei quali vengono dall'Iran, forse un record, mentre nessuno viene dall'Italia.


Nahid di Ida Panahandeh

La prima delle tre pellicole iraniane in arrivo in questa settimana nei cinema si preannuncia decisamente troppo pesante per il clima estivo che, finalmente, è arrivato dalle mie parti. Sarebbe interessante vedere un film che parla in qualche modo di un aspetto della cultura iraniana, ma forse non è questo il momento.


A Dragon Arrives! di Mani Haghighi

Secondo film iraniano della settimana e questa volta potrebbe essere qualcosa che si può anche guardare a cuor leggero. Avventura, horror, leggende per un film che potrebbe in qualche modo essere sorprendente, data anche la buona accoglienza ricevuta dalla critica che lo ha visionato all'ultima Berlinale.


Il piano di Maggie di Rebecca Miller

Quella che potrebbe sembrare la solita commedia sentimentale che poco sopporto, potrebbe rivelarsi molto più interessante del previsto sopratutto grazie ad un cast da me particolarmente apprezzato, tra i quali figurano Greta Gerwig, Ethan Hawke e Julianne Moore.


Ratchet & Clank - Il film di Kevin Munroe, Jerrica Cleland

Direi che il film d'animazione tratto dal videogioco della settimana potrei anche evitarmelo, no?


A Girl Walks Home Alone at Night di Ana Lily Amirpour


Terzo e ultimo film iraniano e stavolta però stiamo parlando di un film che ho già visto: un horror che vuole essere molto più di un horror, parlandoci della condizione della donna in Iran in una chiave diversa dai film che arrivano solitamente in Italia. Un film che mi sento di consigliare e, se volete, potete anche leggervi la mia recensione, scritta lo scorso anno.


American Ultra di Nima Nourizadeh

Film d'azione come questo, che tentano di giocare in qualche modo con ironia, sono quelli che preferisco. Anche perchè, solitamente, i film d'azione li salto a piè pari, però questo potrebbe essere davvero qualcosa di diverso, magari senza elevarsi sopra la media, ma sapendo come farsi apprezzare in qualche modo.


Cattivi vicini 2 di Nicholas Stoller

Seguito della commedia brillante uscita lo scorso anno con Seth Rogen e Zach Efron che non sembra essere particolarmente necessario. Magari finirò per vederlo, ma le premesse ci parlano di una possibile minestra riscaldata, per giunta quando fuori ci sono trenta gradi all'ombra. Il rischio clone del primo capitolo è altissimo.


La battaglia degli Imperi - Dragon Blade di Daniel Lee

Anche i film sulle arti marziali, che normalmente non mi attirano moltissimo pur avendo un certo fascino, solitamente li salto a piè pari. In questo c'è pure Jackie Chan, che nella mia personalissima classifica dell'odio batte persino Vasco Rossi, quindi penso proprio che deciderò di non farmi del male ulteriormente.


My Bakery in Brooklyn di Gustavo Ron

Altra commedia sentimentale che potrebbe rivelarsi una sorpresa, ma anche la solita robetta evitabile di quelle che in questa stagione ne escono a bizzeffe. Nel caso gli dovessi concedere una visione, staremo a vedere.


Tokyo Love Hotel di Hiroki Ryuichi

Altro film sentimentale, questa volta in arrivo dal Giappone, che potrebbe essere molto tranquillamente la visione più interessante della settimana. Tutto starà nel vedere se la narrazione si rivelerà davvero originale come la trama e il trailer sembrano promettere o se staremo davanti, più o meno, a robe viste e già viste, trite e ritrite.

mercoledì 29 giugno 2016

Game of Thrones - Stagione 6

Game of Thrones
(serie TV, stagione 6)
Episodi: 10
Creatore: David Benioff, D. B. Weiss
Rete Americana: HBO
Rete Italiana: Sky Atlantic
Cast: Peter Dinklage, Nikolaj Coster-Waldau, Lena Headey, Emilia Clarke, Kit Harington, Aidan Gillen, Liam Cunningham, Carice van Houten, Natalie Dormer, Indira Varma, Sophie Turner, Nathalie Emmanuel, Rory McCann, Maisie Williams, Conleth Hill, Alfie Allen, John Bradley, Tom Wlaschiha, Gwendoline Christie, Hannah Murray, Jonathan Pryce, Kristofer Hivju, Michiel Huisman, Michael McElhatton, Iwan Rheon, Dean-Charles Chapman, Isaac Hempstead Wright, Jerome Flynn, Iain Glen
Genere: Fantasy

Noi fan di "Game of Thrones" che fan non lo siamo mai stati veramente, ma che abbiamo approcciato alla visione di questa serie dietro a grosse pressioni da parte degli amici o convinti dal fatto che tutti guardassero questa serie, ma noi no, noi proprio ci rifiutavamo, ci siamo lamentati spesso della lentezza narrativa, del fatto che in "Game of Thrones" si facesse spesso e volentieri un gran parlare - e che parlare -, ma poi quando si trattava di passare ai fatti non si arrivava mai ad aggiungere quel centesimo per fare l'euro. Eppure nonostante continuassimo a lamentarci, assieme alle nostre lamentele ogni anni si rinnovava l'appuntamento con una serie che, in fin dei conti, non abbiamo mai rinunciato a guardare, attendendo spasmodicamente il nuovo episodio ed aspettando il Lunedì - per noi qua in Italia ovviamente - per poterlo guardare.

Ecco, prendete i ritmi narrativi delle prime cinque stagioni e buttateli nella pattumiera, dimenticateli proprio! In questa sesta stagione accadono le cose! Ne accadono tante e forse addirittura troppe! E tutte con un impatto emotivo particolarmente devastante, sia in senso positivo per quel che riguarda morti di personaggi più che gradite, sia in quello negativo per quel che riguarda morti meno gradite e resurrezioni da me di certo non desiderate. Per non parlare di QUELLA SCENA di cui si rende protagonista Daenerys Targaryen - dai, quella delle tette, ve la ricordate tutti di sicuro, almeno voi maschietti -, di gran lunga il mio personaggio preferito di tutto quel marasma di personaggi e in grado di far inginocchiare davanti alla sua potenza non solo un intero popolo, ma anche un'intera schiera di spettatori, me compreso.

Tutti gli anni per me la recensione della stagione appena conclusa di "Game of Thrones" si rivela la più difficile da scrivere, semplicemente perchè, come già detto, i personaggi sono troppi ed è difficile, almeno per una persona distratta come me, riuscire a stare attenti ad ogni trama, sottotrama e microtrama di questa serie. Eppure, almeno per quanto riguarda le storie più importanti, così come le mie preferite, questa sesta stagione di "Game of Thrones" si è rivelata essere, a tutti gli effetti, la più esaltante dall'inizio della serie, soprattutto a livello emozionale, in grado di far succedere più cose nel giro di dieci puntate che nelle precedenti cinquanta e riuscendo anche a mantenere un certo equilibrio nel momento in cui ha dovuto rallentare un po' i ritmi.

ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER
Se solitamente le puntate da ricordare all'interno di una stagione erano la nona e la decima, qui il numero raddoppia o rischia addirittura di triplicare, se stessimo proprio a fare i conti. Innanzitutto si ricorda molto bene QUELLA SCENA - l'ho già detto, ma lo ripeto: quella delle tette, e scommetto che ve la ricordate bene -, ma anche la da me odiata resurrezione di Jon Snow, così come la morte di Hodor - che si era guadagnato la pagnotta per sei stagioni dicendo una sola parola per poi morire nella maniera più gloriosa e commovente possibile -, fino ad arrivare all'epico scontro tra Snow e Bolton, forse l'unico momento in cui ho davvero apprezzato il personaggio di Jon Snow. E ancora una volta è stato l'episodio finale che, con un innumerevole quantità di morti, anche piuttosto importanti, ed una rivelazione parecchio attesa - almeno da me - sull'identità di Jon Snow - troppi complimenti per un personaggio che fino all'altro ieri avevo odiato -, fino al momento in cui, forse finalmente, forse no, ci viene rivelato il nuovo personaggio che siederà sul Trono di Spade dalla prossima stagione. E sarà un altro re da odiare profondamente.
FINE POSSIBILI SPOILER

Voto: 9

martedì 28 giugno 2016

Marseille - Stagione 1

Marseille
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 8
Creatore: Dan Franck
Rete Francese: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Gérard Depardieu, Benoît Magimel, Géraldine Pailhas, Nadia Farès, Stéphane Caillard, Nassim Si Ahmed, Hippolyte Girardot
Genere: Thriller

La convinzione secondo cui Netflix non stia sbagliando poi così tanti colpi da quando ha iniziato a produrre serie originali porta gli spettatori a fidarsi più o meno di ogni sua produzione, o quanto meno a dargli almeno un'opportunità. Se delle mille milioni di produzioni seriali della rete in streaming più grande del mondo bene o male mi sono sempre fidato, bocciandone un paio o comunque facendo quell'opera di selezione che si rende necessaria dal momento in cui noi comuni mortali non disponiamo del trucco del tempo o dei soldi infiniti, e bene o male mi sono sempre o quasi trovato soddisfatto. Tale fiducia mi ha spinto a guardare "Marseille", serie di produzione francese con Gerard Depardieu come protagonista che veniva un po' annunciata come l'"House of Cards" - con il quale sono indietrissimo e non trovo tempo e voglia di recuperarlo - francese.

Nel caso ci fosse proprio bisogno di un "House of Cards" francese, "Marseille" parla della campagna elettorale per eleggere il nuovo sindaco di Marsiglia - e penso ve lo immaginaste, non è vero - nella quale sono coinvolti Robert Taro, interpretato proprio da Gerard Depardieu, che ricopre da vent'anni la carica di sindaco, e Lucas Barres interpretato da Benoît Magimel, suo ex protetto. Tale scontro, che viene sviluppato nel corso di otto episodi, presto comincerà a diventare un qualcosa di più, portando a galla segreti del sindaco uscente riguardanti lui e la sua famiglia. Ci si potrebbe aspettare dunque una serie dalle grandi qualità, in grado di mettere in scena interpretazioni recitative di grande livello e magari, perchè non guasta mai, una buona regia, perchè le immagini ci piacciono sempre se sono ben messe una dopo l'altra.

Invece... invece no. Pur non essendo una serie noiosa - infatti il più grande pregio di "Marseille" sta nel fatto che non si perda troppo in discorsi che non vanno da nessuna parte ma fa succedere le cose abbastanza in fretta - sembra quasi di essere davanti ad una produzione televisiva di medio-basso livello, quasi peggio di fiction italiane come "Romanzo siciliano" - sì, la sto guardando e sì, qui Fabrizio Bentivoglio recita in una maniera PARECCHIO irritante -... no dai, peggio di quelle forse no. Eppure quella che poteva rivelarsi una grande serie si perde presto all'interno di una sceneggiatura che pare solo abbozzata, con i personaggi, esclusi i due protagonisti, che non assumono un vero e proprio spessore all'interno della storia narrata. Un passo falso dunque per Netflix, uno dei primi forse, ma purtroppo inevitabile: non si può sempre averla vinta con qualsiasi produzione. Ogni tanto tocca anche sbagliare.

Voto: 5

lunedì 27 giugno 2016

Captain America: Civil War di Anthony Russo, Joe Russo (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Captain America: Civil War
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Cast: Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Don Cheadle, Jeremy Renner, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Paul Rudd, Emily VanCamp, Tom Holland, Frank Grillo, William Hurt, Daniel Brühl
Durata: 147 minuti
Genere: Azione, Supereroi

Dopo aver un po' parlato delle serie del Marvel Cinematic Universe Venerdì, con la recensione della terza stagione di "Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.", si torna oggi a parlare, con colpevolissimo ma giusto ritardo, di uno dei film più attesi di questa annata per quel che riguarda i nerd uniti di tutto il mondo. Se lo scontro tra Batman e Superman aveva deluso la maggior parte degli spettatori che hanno visto "Batman v. Superman: Dawn of Justice" c'era dunque da attendere "Captain America: Civil War" per vedere uno scontro degno di nota tra supereroi. Ed è così che l'ultimo film stand-alone dedicato al personaggio di Captain America dopo "Captain America: Il primo vendicatore" e "Captain America: The Winter Soldier", che sarà anche quello conclusivo dato che il contratto di Chris Evans per interpretare il personaggio si è chiuso con questo film nonostante abbia dato la sua disponibilità ad apparire anche in film successivi del Marvel Cinematic Universe, diventa uno dei crocevia più importanti per la casa di produzione cinematografica e per la storia dei supereroi che molti di noi amano e molti altri odiano solo per partito preso.

Tant'è che l'ultimo film stand-alone dedicato al personaggio di Captain America non è che sia stato tanto stand-alone: più che altro con "Captain America: Civil War" siamo davanti ad una specie di proseguimento di "Avengers: Age of Ultron", con tutti o quasi i supereroi che abbiamo conosciuto nei precedenti film a combattere a causa della decisione del governo, con i Trattati di Sokovia, di tenere sotto controllo supereroi, decidendo quando si debba rendere necessario chiamare in soccorso gli Avengers. Mentre Iron Man è d'accordo con la decisione presa con il trattato, Captain America non si vuole sottoporre a questa decisione che limiterebbe la libertà di azione di tutti loro: si vengono così a creare due fazioni contrapposte che daranno vita alla guerra civile cui fa riferimento il titolo.

E' normale che con uno script del genere il personaggio che paga maggiormente questa presenza massiccia di altri supereroi è proprio il nostro protagonista, che a capo di una delle due fazioni risulta un po' messo da parte, soprattutto considerando il fatto che Captain America è il personaggio che tra tutti meno mi piace all'interno dell'Universo cinematografico Marvel. In questo marasma di personaggi, di botte da orbi tra supereroi che si spaccano a vicenda e spaccano tutto l'ambiente circostante - spettacolari, ovviamente, le scene dei combattimenti - è un po' la storia a risentirne: se nei film precedenti si dava la giusta importanza alle scene d'azione cercando di creare comunque una storia che fosse interessante, qui a parte il rapporto di amicizia tra Captain America, Iron Man e il Soldato d'Inverno, un po' il simbolo della guerra tra le due fazioni che si viene a creare, non è che la storia assuma un ruolo preponderante.

In secondo luogo, a rendere il film sicuramente meno interessante rispetto alle altre produzioni della casa cinematografica è un cattivo, tale Helmut Zemo, interpretato da Daniel Brühl, che è anonimo e soprattutto poco presente all'interno del film: ovvio che non era di un cattivo carismatico che avesse bisogno questo film, ma forse sarebbe stato il caso di concentrarsi solo sullo scontro tra le due fazioni, sviluppando meglio i personaggi, piuttosto che mettere un cattivo che sembra quasi messo lì per giustificare ciò che succede nella guerra tra i nostri protagonisti. Insomma, "Captain America: Civil War" è un film che, come chiusura di una trilogia, risulta piuttosto deludente, pur non essendo brutto a livello assoluto. Come tutti i film di questo genere riesce a fare bene il suo compito di intrattenere, ma non riesce ad andare oltre alla sensazione che si tratti di un enorme giocattolone, che però, in questo caso, non si è voluto contraddistinguere con una storia più che solida alle spalle.

Voto: 6,5

domenica 26 giugno 2016

LIBRI METROPOLITANI #15 - L'invasione delle tenebre di Glenn Cooper

E con il quindicesimo episodio della rubrica dedicata ai libri che leggo in metropolitana - lavoro da solo sette mesi e ho già letto quindici libri? Quasi di più che in tutta la mia vita probabilmente! - si arriva alla fine della trilogia scritta da Glenn Cooper dedicata al mondo dei Dannati.


Recensione
Dopo "Dannati", un primo capitolo che non mi era dispiaciuto affatto nonostante mi aspettassi di più da parte di un autore con tutto quel successo, e "La porta delle tenebre", che invece mi aveva abbastanza deluso più che altro per il suo ripetere le stesse situazioni del precedente capitolo soltanto con più personaggi coinvolti, ecco che arriva "L'invasione delle tenebre", capitolo finale della trilogia in cui la misteriosa porta per l'Inferno, creata dalla produzione di strangelet durante un esperimento per la ricerca dei gravitoni, rimane sempre aperta, permettendo ai dannati di entrare nel nostro mondo e ai terrestri di ritrovarsi all'Inferno senza che venga riavviato il sintetizzatore di particelle del MAAC. Nonostante però si sia venuta a creare questa situazione, che cambia un po' le carte in tavola rispetto ai precedenti capitoli, il risultato non è stato altrettanto soddisfacente.
Il fascino dello scoprire le storie di personaggi storici che si sono ritrovati all'Inferno e che cercano di creare un nuovo mondo, rimanendo però fermi in una sorta di Medioevo perenne, qui viene a meno: i dannati non sono più così tanto importanti nell'economia della vicenda e ci si concentra maggiormente sulla missione dei protagonisti di trovare Paul Loomis; l'unico uomo in grado di chiudere le porte per l'Inferno e finito all'Inferno a sua volta dopo aver ucciso la moglie ed essersi suicidato. Un peccato che la conclusione del romanzo sia così tanto nè carne nè pesce, risultando quasi una stanca chiusura delle vicende aperte con il primo capitolo, ma senza mai voler compiere quello sforzo ulteriore per creare qualcosa di originale.

Voto: 5+

venerdì 24 giugno 2016

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. - Stagione 3

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D
(serie TV, stagione 3)
Episodi: 22
Creatore: Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
Rete Americana: ABC
Rete Italiana: Fox
Cast: Clark Gregg, Ming-Na Wen, Brett Dalton, Chloe Bennet, Iain De Caestecker, Elizabeth Henstridge, Nick Blood, Adrianne Palicki
Genere: Azione, Fantasy

Quello della Marvel è un universo cinematografico e televisivo in continua espansione, che riesce ad inanellare film di successo e di buon livello uno dopo l'altro, in grado di accontentare nerd e meno nerd di tutto il mondo, innestando in tale universo anche serie TV, la cui capostipite è tsata proprio "Marvel's Agents of .S.H.I.E.L.D.", che era riuscita a sorprendermi in positivo con la prima stagione - che si era anche guadagnata la top 10 nella classifica delle serie TV di quell'annata - e a mantenersi su livelli abbastanza buoni anche con la seconda, creando un'interessante trama principale che si alternava sapientemente con una serie di trame secondarie comunque di buon livello.

Nel corso degli ultimi tre anni molti sono stati i nuovi ingressi per quel che riguarda il Marvel Cinematic Universe: abbiamo avuto le serie Netflix "Marvel's Daredevil" e "Marvel's Jessica Jones" - e ne avremo delle altre - e abbiamo avuto anche il deludente "Marvel's Agent Carter", del quale ho deciso, forse in maniera lungimirante, di non guardare la seconda stagione, che a conti fatti è stata anche l'ultima. Insomma, dopo l'intento di sfornare almeno due o tre film all'anno, quella di entrare prepotentemente anche nel panorama della serialità televisiva è stata sicuramente una missione riuscita, anche se, proprio questa "Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.", escludendo lo spin off già cancellato, risulta essere quella qualitativamente più bassa e che ottiene consensi minori anche da parte del pubblico.

Di fronte ad una terza stagione che parte bene, ma non benissimo, mettendoci davanti a quello che - interpretando ben due personaggi diversi - sarà il cattivo che ci accompagnerà per tutta la stagione, quel Grant Ward interpretato da Brett Dalton, che nella prima stagione aveva tradito la sua squadra rivelandosi un pezzo grosso dell'HYDRA e che in questa stagione potrebbe, ipoteticamente, aver detto definitivamente addio alla serie. Iniziando con il suo personaggio principale si è trovato, nella seconda parte della stagione, ad interpretare un cattivo ben più spietato quanto, a dirla tutta, anche molto meno interessante rispetto al tormentatissimo Ward, che sembrava più che altro essere convinto di ciò che stava facendo, pur con un minimo di umanità a contraddistinguerlo.

A convincere di meno è stata la parte centrale, con qualche episodio che ha dimostrato più che altro una certa stanchezza creativa e trascinandosi quasi per inerzia verso un finale di buon livello: di fronte a molti personaggi che ci hanno lasciato, per un motivo o per l'altro, ad essere da me meno apprezzata - ma io odio le ship perchè ho firmato un contratto per cui devo affermare che non simpatizzo per nessuna coppia delle serie TV - è stata la storia che ci portiamo dietro da ben tre anni tra Fitz e Simmons, mentre il modo in cui il personaggio di Skye, interpretato dalla sempre bellissima Chloe Bennet, si sta evolvendo potrebbe regalare delle interessanti sorprese per il futuro... che viste le battute finali dell'ultimo episodio sembra essere particolarmente stravolto rispetto a come lo conosciamo.

Voto: 6,5

giovedì 23 giugno 2016

WEEKEND AL CINEMA!

Questa è la settimana dei film che negli Stati Uniti verrebbero definiti "film stranieri", proprio come accade anche qui in Italia, con molti film, di cui addirittura due dal Messico, in uscita, buonissima parte di essi provenienti da paesi i cui film non sono molto inflazionati nel nostro paese, Francia a parte. Vediamo tutte le dodici - tantissime, cazzo! DODICI! - uscite della settimana commentate in base ai miei pregiudizi, come ogni Giovedì!


I miei giorni più belli di Arnaud Desplechin

Sono ben lontano dall'essere un fan dei film drammatici e sentimentali in generale, ma questo, proveniente da quel paese che tanto odiamo, potrebbe tranquillamente essere una delle uscite della settimana, o forse addirittura del mese. Ben accolto dalla critica, una visione sarebbe la giusta ricompensa per un anno fino ad ora - cinema italiano in ripresa a parte - abbastanza deludente.


Cinque tequila di Jack Zagha Kababie

Uno dei due film messicani in uscita questa settimana che ci parla del canto del cigno di un gruppo di anziani che aiutano un amico a realizzare il suo sogno più grande: da una parte può essere un enorme sorpresa per un cinema che conosco meno di zero, dall'altra il rischio banalità e film geriatrico è parecchio alto.


Güeros di Alonso Ruizpalacios

Ed ecco anche il secondo film messicano in uscita questo weekend, che questa volta però sembra essere un po' più leggero rispetto al precedente, almeno per quel che riguarda i contenuti.


Jem and the Holograms di Jon M. Chu

Film da cui sinceramente non saprei proprio cosa aspettarmi e che sinceramente non sono nemmeno così tanto interessato a guardare. Una visioncina disimpegnata potrebbe pure scapparci nei mesi caldi che ci attendono, ma non ci conterei troppo.


Kiki & i segreti del sesso di Paco Leòn

Commedia spagnola sulla quale non so bene cosa aspettarmi. Molti mi han parlato malino del nuovo film di Almodovar, questo, di un regista che non conosco minimamente, è per me una totale incognita. Nel caso, staremo a vedere.


La canzone del mare di Tomm Moore (III)

Spazio in questo weekend cinematografico anche per film d'animazione di dubbio gusto che salterò a piè pari senza pentirmene minimamente.


Mother's Day di Garry Marshall

Dal titolo, dal trailer e dal cast, sembra essere una delle solite commedie romantiche che tanto mal sopporto. Eppure la presenza di Britt Robertson e una certa voglia di leggerezza in questi mesi estivi potrebbero convincermi a dargli un'occhiata.


Passo falso di Yannick Saillet

Altro film francese in questa settimana di "film stranieri" e altro film che, a dispetto della stagione estiva che normalmente svuota i cinema dalle persone, tende a riempirli di film interessanti. Anche di film come questo con un solo protagonista non ne ho mai apprezzato nessuno particolarmente: non si sa mai che questo possa farmi cambiare idea!


Segreti di famiglia di Joachim Trier

Leggi "Trier" e "Danimarca" e pensi subito a quel genio di Lars Von Trier. Peccato che il regista di questo film non sia figlio o parente d'arte del ben più famoso collega. Anche se però questo film, potrebbe non dico essere all'altezza, ma quanto meno farsi ricordare per un certo periodo.


The Conjuring - Il caso Enfield di James Wan


Il caso Enfield è uno di quei casi di poltergeist - entità a cui personalmente non credo minimamente - di cui ho più letto sulla rete, soprattutto dopo aver visto la miniserie britannica in tre episodi "The Enfield Haunting", davvero ben fatta. Dopo che James Wan ci aveva terrorizzato con il primo "The Conjuring", il secondo potrebbe quasi sembrare non necessario. Eppure il trailer promette davvero scintille, per un film che potrebbe essere all'altezza, o forse addirittura superiore, al suo predecessore.


Un Mercoledì di Maggio di Vahid Jalilvand

Film iraniano che emana pesantezza da tutti i pori. Magari può anche essere interessante eh, ma mi sa che a sto giro, visto il ben di Dio che arriva nelle sale questa settimana, lo salto anche.


Lo scambio di Salvo Cuccia

Spazio anche questa settimana al cinema italiano con un film che però non sembra essere all'altezza delle belle cose viste finora per quel che riguarda il nostro cinema.

mercoledì 22 giugno 2016

They Look Like People di Perry Blackshear (2015)

USA 2015
Titolo Originale: They Look Like People
Regia: Perry Blackshear
Sceneggiatura: Perry Blackshear
Cast: MacLeod Andrews, Evan Dumouchel, Margaret Ying Drake, Mick Casale, Elena Greenlee
Durata: 80 minuti
Genere: Thriller, Horror

Spesso e volentieri il Sundance Film Festival regala ai cinefili di tutto il mondo dei film che normalmente non vedrebbe mai e che la distribuzione cinematografica internazionale ancora più spesso fa di tutto per mantenere nell'ombra, distribuendo tali film con anni di ritardo e talvolta addirittura direttamente in home video. Se "The Witch", per ora il migliore horror di questa annata, è arrivato sulla rete proprio dalla kermesse dedicata al cinema indipendente, ma per un'uscita al cinema sembra ancora non ci si stia pensando, anche il film di cui parlerò oggi, un thriller-horror-psicologico - e chi più ne ha più ne metta -, accolto dalla critica in maniera più che positiva e presentato allo Slamdance Film Festival, non sembra poter arrivare nei nostri cinema in tempi brevi e, anche in questo caso, la rete ci è venuta in soccorso.

"They Look Like People" parla della storia di Wyatt che, dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata, comincia a credere che delle forze aliene o addirittura demoniache si siano infiltrate nell'umanità, apparendo in tutto e per tutto come persone. Una trama non nuova nella storia del cinema - per dire, gli alieni da questo punto di vista hanno sempre dominato la scena, basti pensare al capolavoro di John Carpenter "Essi vivono" o al più recente "Under the Skin" con Scarlett Johansson - che viene affrontata dal regista Perry Blackshear in una maniera altrettanto classica, riempiendo il film di una certa aura di autorialità che si abbina abbastanza bene a delle riprese non sempre pulitissime e a dei ritmi particolarmente lenti.

La pellicola, pur affrontando il tema dai risvolti horror già accennato, vuole in realtà essere una esplorazione della solitudine del protagonista che, tra un momento inquietante e un altro all'interno del film, ci mostra come abbia completamente perso la fiducia nel genere umano e nelle persone che lo circondano. La minacci che egli vede nelle persone è un riflesso delle sue paure e della sua sfiducia. Tutti bei temi da affrontare in un film del genere - sai mai che possa proporlo al Cineforum del mio paese dopo il successo ottenuto con "Another Earth", film dal punto di vista tecnico parecchio simile a questo - che però presto si perdono in una narrazione che difficilmente acquista il mordente necessario per farsi apprezzare del tutto. I ritmi troppo lenti sono decisamente di difficile fruizione e presto rischiano di rendere la visione pesante e difficoltosa. Un peccato, soprattutto per le tematiche potenzialmente importanti che il film voleva sviluppare.

Voto: 6,5

martedì 21 giugno 2016

Friend Request - La morte ha il tuo profilo di Simon Verhoeven (2016)

Germania 2015
Titolo Originale: Friend Request
Regia: Simon Verhoeven
Sceneggiatura: Matthew Ballen, Philip Koch, Simon Verhoeven
Cast: Alycia Debnam-Carey, William Moseley, Connor Paolo, Brit Morgan, Brooke Markham, Sean Marquette, Liesl Ahlers, David Butler
Durata: 92 minuti
Genere: Horror

Si torna a parlare di horror sugli schermi di Non c'è Paragone, uno dei blog più amati odiati... no in realtà nulla proprio. Dunque, ricominciamo...

Si torna a parlare di horror sugli schermi di Non c'è Paragone, uno dei blog più niente - sì, questo penso possa andare bene - della blogosfera e questa settimana lo si farà ben due volte, dato che, con altri blogger, ci stiamo preparando per Luglio, quando comincerà la terza edizione di "Notte Horror on the Blog", della quale a breve avrete più informazioni. Dicevo che si torna, ancora, a parlare di horror e questa settimana lo si farà per ben due volte, la prima con questo film, mentre la seconda con un horror-thriller-psicologico e chi più generi ha più ne metta presentato al Sundance Film Festival nel corso del 2015.

Su "Friend Request - La morte ha il tuo profilo", devo ammettere di aver avuto qualche aspettativa: da una parte mi sarei aspettato il solito film su esorcismi e/o riti satanici, mentre dall'altra il trailer visto al cinema, prima della visione di "Warcraft - L'inizio" - sono forse stato più interessato al trailer che all'intero film visto dopo, anche se poi "Warcraft" non mi è nemmeno dispiaciuto - mi aveva fatto pensare che questo film potesse, in qualche modo, avere qualcosa da dire nel panorama piuttosto disastrato del cinema horror di questi ultimi anni, anche se, ricordo che a metà Luglio dovrebbe uscire "It Follows" che è, secondo me, un fottutissimo capolavoro!

Ormai il tema dei social network al cinema è talmente inflazionato che rischia, a breve, di passare di moda senza che nemmeno ce ne accorgiamo e "Friend Request" - da ora in poi non lo scrivo più il titolo completo, eh che palle! - gioca proprio su questo, basandosi un po' sul successo di quel disastro, nonostante partisse da un'idea carinissima, di "Unfriended". Nonostante qui il film prediliga sviluppi più classici e lineari rimane sempre l'idea di questa forza paranormale e maligna che colpisce i giovani di un college attraverso i social network. Viene narrata infatti la storia di Laura, interpretata dalla pessima Alycia Debnam-Carey, anche se meno pessima che in "Fear the Walking Dead", che accetta la richiesta di amicizia di una certa Ma Rina - che ovviamente ha un nome da bimbaminkia - che presto inizierà a diventare invadente, sui social e nella sua vita privata, fino ad arrivare ad una specie di suicidio rituale con il quale maledirà la stessa Laura perseguitando lei e i suoi amici anche dopo morta.

Niente di nuovo sotto il Sole, insomma, anche se, bene o male, nonostante la pellicola proceda in maniera molto molto rozza ed approssimativa fino a un finale che è l'essenza pura del clichè dei film horror, per tutta la sua durata "Friend Request" riesce comunque a coinvolgere, giocando un po' sui tanto odiati jump-scare e un altro po' su dei momenti in cui la tensione appare essere costruita dal nostro regista quasi con un criterio. Il regista Simon Verhoeven, con un tema del genere, avrebbe potuto fare un horror simpatico, magari un po' in stile "Scream", peccato che il problema di questo film stia proprio nel fatto che non ci tenti nemmeno a giocare con un po' di ironia e si prende decisamente troppo sul serio: da una parte gli va dato atto, il regista ci credeva molto nel film, mentre dall'altra il risultato non si può certo dire sia stato soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Certo, si è visto di peggio e questo è chiaro - e non sono d'accordo con chi boccia il film su tutta la linea - ma sicuramente quel poco che si vede in questa pellicola non basta per farla apprezzare del tutto.

Voto: 5,5

lunedì 20 giugno 2016

Gomorra: La serie - Stagione 2

Gomorra: La serie
(serie TV, stagione 2)
Episodi: 12
Creatore: Stefano Sollima
Rete Italiana: Sky Atlantic, Sky Cinema 1
Cast: Marco D'Amore, Salvatore Esposito, Marco Palvetti, Fortunato Cerlino, Cristiana Dell'Anna, Cristina Donadio
Genere: Drammatico

Prima di vedere la seconda stagione di "Gomorra: La serie" abbiamo dovuto attendere due anni, due lunghi anni. D'altronde qui in Italia non abbiamo una produzione di serie televisive a livello industriale come negli Stati Uniti - dove saltare un anno di programmazione pare una cosa tra l'impossibile e il totalmente inaudito -, ma le fiction e le stronzate dei canali Mediaset con Gabriel Garko paiono non mancare mai e arrivano, ogni anno, come l'influenza o forse anche peggio. Per una produzione di altissima qualità come "Gomorra, però, abbiamo dovuto aspettare due anni, un po' come accadde tempo addietro con "Romanzo criminale: La serie" e, in entrambi i casi, ne è sicuramente valsa la pena.

Questa seconda stagione di "Game of Gomorra", se si può, è risultata, almeno per quanto mi riguarda, ancora meglio della precedente: si sono esplorate, nel corso dei dodici episodi, più in profondità le storie di altri personaggi che nella prima stagione erano apparsi quasi come secondari e soprattutto è stata messa in atto una mattanza che nemmeno nei momenti d'oro - o addirittura anche in questa ultima stagione - di "Game of Thrones", motivo per cui "Gomorra" si è in qualche modo meritata l'appellativo, dato da pochi, ma che sta prendendo abbastanza piede, di "Game of Gomorra". Anche se in effetti dopo tre o quattro episodi il giochino si era capito: dedichiamo un episodio ad un personaggio minore, magari te lo facciamo anche piacere e alla fine... BAM. Un colpo in testa o un taglio sulla carotide e via, morto. Una cosa che comunque, per quanto magari pesante per lo spettatore, risulta essere molto realistica: nel mondo criminale, nel momento in cui emergi, qualcuno è già pronto a farti fuori.

Per questo motivo e per la sua totale freddezza narrativa la seconda stagione di "Gomorra è riuscita a mantenere intatto il suo fascino: la narrazione risulta realistica, quasi apatica, tanto che la scelta stilistica del regista e sceneggiatore Stefano Sollima - che ha diretto uno degli ultimi successi del cinema italiano "Suburra", per il quale si sta preparando anche una serie - è quella di presentare allo spettatore solamente personaggi negativi, con i quali è totalmente impossibile empatizzare, scelta che si manifesta anche nella volontà di non inserire, all'interno della storia, nessun personaggio "buono", così come nessun appartenente alle forze dell'ordine. Sì, perchè, immagino ve ne siate accorti, in "Gomorra" la polizia non esiste e quando si vede qualcuno in divisa d'ordinanza all'interno di un episodio, questo è solo una comparsa che nulla ha a che fare con la storia.

E siccome nel Game of Gomorra o vinci o muori, siamo arrivati alla fine di una seconda stagione che in realtà ci ha dato un vincitore abbastanza conclamato e tanti, tantissimi morti. Una seconda stagione, con una terza e una quarta già annunciate per chissà quando, che è stata mantenuta in maniera ottima, senza farci rimpiangere la lunga attesa, ma che, almeno per quanto mi riguarda, solleva dei dubbi per il suo proseguimento: in un episodio finale che sembra essere un'ottima chiusura di praticamente tutti i conti in sospeso, mi pare difficile riuscire a costruire una terza e addirittura una quarta stagione partendo di nuovo da zero, o quasi. Starà alla bravura di Sollima e alla produzione targata Sky tentare di smentire questi miei dubbi.

Voto: 9

venerdì 17 giugno 2016

Money Monster - L'altra faccia del denaro di Jodie Foster (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Money Monster
Regia: Jodie Foster
Sceneggiatura: Alan DiFiore, Jim Kouf, Jamie Linden
Cast: George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell, Dominic West, Caitriona Balfe, Giancarlo Esposito, Christopher Denham, Emily Meade, Lenny Venito, Grant Rosenmeyer, Chris Bauer, Dennis Boutsikaris, Condola Rashad, Aaron Yoo, Carsey Walker Jr.
Durata: 100 minuti
Genere: Thriller

In un periodo storico in cui non si fa altro che parlare di economia e di Donald Trump - ma poi questa crisi economica è avvenuta veramente o è stata solamente un complotto organizzato grazie ai vaccini che fanno diventare tuo figlio un autista e alle scie chimiche con cui il gruppo di Bilderberg ci controlla? - un film come "Money Monster", diretto da una Jodie Foster che è la prima volta che riesco ad ammirare dietro la macchina da presa dopo le ottime prove che l'hanno fatta conoscere dal mondo come attrice, è una naturale conseguenza di ciò che è successo intorno a noi negli ultimi anni e arriva, tra l'altro, nella stessa annata de "La grande scommessa", gran film in cui si parla di come qualcuno, grazie alla crisi, è riuscito pure a guadagnarci una mare - UNA MAREA - di pippi!

"Money Monster", rispetto al già citato film di successo di Adam McKay, ci parla però di economia dal punto di vista dell'uomo disperato che, a causa di un investimento sbagliato, ha perso tutti i suoi soldi. A consigliare l'investimento - e quindi agli occhi dell'uomo colpevole del suo fallimento - è stato Lee Gates, interpretato da un solido George Clooney, soprannominato proprio Money Monster e conduttore di un notiziario a ad argomento economico. Il suo studio verrà presto invaso da un pazzo disperato che prenderà tutta la troupe giornalistica, tra cui la produttrice Patty Fenn, interpretata da una sembra brava Julia Roberts, che ha un rapporto particolare con il presentatore.

Preso la pellicola si rivela essere un'interessante riflessione su un mondo che ai più risulta essere particolarmente estraneo e gli argomenti vengono affrontati in maniera accattivante ed interessante. In fin dei conti "Money Monster" è un normalissimo thriller che da una parte sa costruire nello spettatore un buon livello di adrenalina, mentre dall'altra ha uno svolgimento sin troppo classico e lineare per farsi ricordare e per entrare nella storia del cinema. Sicuramente sono solide le performance recitative dei protagonisti, così come solida è anche la regia di Jodie Foster, che non si fa certo notare elevandosi al di sopra di altri suoi colleghi, ma comunque dimostra di saper stare, abbastanza bene, anche se senza particolari guizzi, anche dietro la macchina da presa.

Voto: 6

giovedì 16 giugno 2016

WEEKEND AL CINEMA!

Ci siamo ancora, anche questa settimana il Giovedì è arrivato, le bevute tipiche del Venerdì sera si fanno sempre più vicine e noi siamo qui a parlare di cinema, o meglio delle uscite che arriveranno nel weekend, che sono ben dieci: un paio interessanti, altre meno, altre da registi che adoro. C'è solo da commentarle in base ai miei pregiudizi!


Angry Birds di Clay Kaytis, Fergal Reilly

Ultimamente il cinema mondiale ha un tale fermento di idee che anche le app per gli smartphone diventano un soggetto per alcuni interessante per farci sopra un film. A dispetto dell'ispirazione da cui è uscita questa pellicola, ho però idea che potremmo trovarci davanti ad un film d'animazione con un discreto potenziale, motivo per cui non mi sento di bocciarlo ancora prima di averlo visto: aspetterò dopo per lanciare i miei insulti


Conspiracy - La cospirazione di Shintaro Shimosawa

Al Pacino e Anthony Hopkins insieme in un film che potrebbe essere il più "normale" della loro intera carriera. Ammetto che lo guarderei più che altro per la loro presenza piuttosto che per un vero e proprio interesse.


Gli invisibili di Oren Moverman

Io ho un serissimo problema con Richard Gere e con buonissima parte dei suoi film buonisti. Questo film, in cui l'attore preferito dalle donne negli anni '90 dopo Leonardo DiCaprio interpreta un clochard penso potrebbe essere la quinta, sesta o settima essenza del buonismo, motivo per cui penso proprio me ne terrò alla larga senza problemi.


Calcolo infinitesimale di Roberto Minini-Meròt

In un periodo di fermento per il cinema italiano, in cui sono molte le buone uscite, questo sembra invece confermare il trend negativo che ci aveva fatto gridare alla crisi del nostro cinema. Forse il mio pregiudizio potrebbe sembrare un filo esagerato. Oppure, forse, ho semplicemente ragione.


Il nostro ultimo di Ludovico Di Martino

Per un film che si preannuncia deludente, ne arriva un altro sempre dal nostro bel paese che potrebbe tranquillamente essere una bomba o comunque andarci molto vicino. Una delle sorprese della settimana potrebbe essere rappresentata proprio da questo film, che mi interessa davvero parecchio.


La casa delle estati lontane di Shirel Amitay

Arriva nei nostri cinema anche un film franco-israeliano, che nonostante sia in odore di impegno eccessivo potrebbe anche questo rivelarsi, a sorpresa, come una delle visioni più interessanti della settimana.


Laurence Anyways di Xavier Dolan

A ben quattro anni di distanza dalla sua uscita in patria arriva, fuori tempo massimo, dopo il grandissimo successo di "Mommy" questo film di Xavier Dolan che non ho visto e che quindi, visto il ritardo nella programmazione italiana, penso sia giunto il momento di recuperare!


Ma Ma - Tutto andrà bene di Julio Medem

Dopo l'uscita dell'ultimo film di Almodovar, arriva nei cinema un altro film spagnolo, con protagonista Penelope Cruz; per il quale sinceramente non saprei cosa aspettarmi. Nel dubbio sparo quando avrò voglia di cimentarmi, potrei vederlo.


The Boss di Ben Falcone

Commedia statunitense che potrebbe essere giusta giusta per questo periodo finto-estivo che ci sta accompagnando in questo Giugno piovoso. Staremo a vedere se e quando avrò l'occasione di vederlo.


Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater


Dal regista di uno dei miei cult personali "School of Rock" e del bellissimo "Boyhood" in arrivo una commedia adolescenziale che si preannuncia davvero parecchio interessante. Tra le uscite da non perdere assolutamente questa settimana, senza pensarci due volte!

mercoledì 15 giugno 2016

COMEDY TIME: New Girl - Stagione 5, The Big Bang Theory - Stagione 9, Akward - Stagione 5, Faking It - Stagione 3, The Last Man on Earth - Stagione 2, 2 Broke Girls - Stagione 5

Tantissime recensioni brevi per voi che mi leggete oggi: ben sei sono le serie di cui vi voglio parlare, tutte appartenenti al genere della commedia e i cui episodi durano tutti all'incirca venti minuti. Serie che sono già iniziate da tempo e per le quali sarebbe praticamente impossibile scrivere una recensione esaustiva come di solito faccio per i film o per le grosse serie TV. Tocca dunque che ve le becchiate tutte oggi!


New Girl - Stagione 5

New Girl
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 22
Creatore: Elizabeth Meriwether
Rete Americana: FOX
Rete Italiana: FOX, MTV
Cast: Zooey Deschanel, Jake Johnson, Max Greenfield, Lamorne Morris, Hannah Simone, Megan Fox
Genere: Comedy

Sarebbe potuta tranquillamente essere la stagione peggiore di "New Girl", comedy che ha vissuto negli ultimi anni tra alti e bassi senza mai snaturarsi, a causa della gravidanza della protagonista Zooey Deschanel e invece, a sorpresa, si è rivelata essere una delle migliori. Particolarmente azzeccato l'inserimento di Megan Fox nei primi episodi per sopperire all'assenza della protagonista, così come azzeccate sono state le diverse storie d'amore vissute dai diversi personaggi, tra le quali spicca quella di Winston - sempre più macchietta comica dello show, ma anche capace di dare dei momenti di saggezza filosofica di alto livello - con Aly, ma soprattutto il matrimonio del secolo tra Schmidt e Cece. E tra guest star come la già citata Megan Fox e Peter Gallagher nei panni del padre di Schmidt direttamente da "The O.C." la quinta stagione di "New Girl" è stata in grado di divertire ed a tratti emozionare anche di più rispetto alle precedenti stagioni. Se con il terzo ciclo di episodi sembrava che la serie stesse vivendo un momento di stanchezza, con la quarta e la quinta ha saputo risollevarsi, senza cambiare ma aumentando i livelli di divertimento.

Voto: 7-


The Big Bang Theory - Stagione 9

The Big Bang Theory
(serie TV, stagione 9)
Episodi: 24
Creatore: Chuck Lorre, Bill Prady
Rete Americana: CBS
Rete Italiana: Premium Joy, Mediaset Infinity

Cast: Johnny Galecki, Jim Parsons, Kaley Cuoco, Simon Helberg, Kunal Nayyar, Sara Gilbert, Melissa Rauch, Mayim Bialik, Fowler
Kevin Sussman, Laura Spencer

Genere: Comedy

Sarà calato vertiginosamente dopo un po', sarà che i protagonisti - soprattutto Sheldon dopo il fidanzamento con Amy - sono stati abbastanza snaturati, ma "The Big Bang Theory" è sicuramente un appuntamento che, ogni anno, mi tiene per quei venti minuti a settimana incollato allo schermo e il più delle volte, anche se meno rispetto ai primi episodi, mi fa abbastanza divertire. Nonostante alcune puntate sembrino passare un po' a vuoto, alternandosi ad alcune decisamente molto divertenti - vedi, in questa stagione, la puntata andata in onda il giorno dell'uscita mondiale di "Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza" che potrebbe tranquillamente entrare in una top 10 dei migliori episodi dell'intera serie - la stagione passa abbastanza bene e finisce forse in modo addirittura troppo anonimo rispetto a quella che, nel complesso è stata una buona stagione, che rappresenta forse un passo avanti rispetto alla precedente. Ora però, è il momento di decidere quando chiudere, perchè prima o poi le idee finiranno... o sono forse già finite?

Voto: 6+


Awkward - Stagione 5

Awkward
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 24
Creatore: Lauren Iungerich
Rete Americana: MTV
Rete Italiana: MTV Next
Cast: Ashley Rickards, Beau Mirchoff, Nikki DeLoach, Jillian Rose Reed, Brett Davern, Molly Tarlov, Desi Lydic, Greer Grammer, Mike Faiola
Genere: Comedy

Lo scorso anno avevo recuperato praticamente tutte le quattro stagioni di "Awkward" - qua in Italia conosciuto con il vergognoso titolo di "Diario di una nerd superstar", che non ci azzecca un cazzo nè con l'intera serie nè con il titolo originale - e avevo notato quanto già dalla quarta il calo fosse evidente, convincendomi quasi a mollarla. L'annuncio che la quinta stagione sarebbe però stata quella conclusiva, mi ha convinto a fare uno sforzo ulteriore che, alla fine dell'ultimo ciclo di episodi, si è rivelato per essere un po' come sospettavo, ovvero anonimo e piuttosto ripetitivo, con le situazioni tra i protagonisti che si ripetono continuamente da stagioni e stagioni e che, sinceramente, mi hanno anche un po' stancato. Se poi anche Sadie, decisamente il miglior personaggio dell'intera serie, diventa un essere patetico in cerca di approvazione, perdendo quel fare da stronza che tanto ci piaceva, è chiaro come il finale non sia stato, per nulla, soddisfacente, alla luce delle precedenti stagioni che avevo comunque guardato con piacere e leggerezza.

Voto: 5-


Faking It - Stagione 3

Faking It
(serie TV, stagione 3)
Episodi: 10
Creatore: Dana Min Goodman, Julia Wolov
Rete Americana: MTV
Rete Italiana: MTV Next
Cast: Rita Volk, Katie Stevens, Gregg Sulkin, Bailey De Young, Michael J. Willett
Genere: Comedy

Si chiude dopo sole tre stagioni la serie TV di MTV tratta da una storia vera che si è svolta molto molto vicino a casa mia per moltissimi anni e che ora, a quanto ne so io dato che non sono più in contatto con nessuna delle persone interessate, potrebbe anche essere terminata definitivamente. Una terza stagione che ha vissuto su una narrazione parecchio altalenante, in grado di alternare episodi di medio livello ad altri decisamente al di sotto delle possibilità di una serie che, quando ha voluto cominciare ad esagerare agli inizi della seconda stagione, è calata parecchio. Alla fine del rapporto tra Karma e Amy agli spettatori non rimane poi molto e il finale, che pare piuttosto incompleto e sbrigativo, lascia una sensazione sicuramente negativa sulla volontà di chiudere la serie in questo modo.

Voto: 5,5


The Last Man on Earth - Stagione 2

The Last Man on Earth
(serie TV, stagione 2)
Episodi: 18
Creatore: Will Forte
Rete Americana: FOX
Rete Italiana: Fox Comedy
Cast: Will Forte, Kristen Schaal, January Jones, Mel Rodriguez, Cleopatra Coleman, Mary Steenburgen
Genere: Comedy

Purtroppo la legge delle comedy quest'anno ha colpito più o meno tutte le serie di questo genere che ho deciso di seguire e anche "The Last Man on Earth", la cui prima stagione mi aveva parecchio sorpreso e divertito, non ne è esente. La seconda stagione di questa serie non delude sicuramente le aspettative, ma sicuramente fa registrare un calo rispetto ai brillanti primi episodi: rimaniamo dunque davanti ad una serie che da una parte sa come divertire basandosi su un'idea interessante, mentre dall'altra vive purtroppo di un sensibile calo, soprattutto per quel che riguarda la scarsa differenziazione delle situazioni in cui si trovano i nostri protagonisti.

Voto: 6,5


2 Broke Girls - Stagione 5

2 Broke Girls
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 22
Creatore: Michael Patrick King, Whitney Cummings
Rete Americana: CBS
Rete Italiana: Premium Joy
Cast: Kat Dennings, Beth Behrs, Garrett Morris, Jonathan Kite, Matthew Moy, Jennifer Coolidge
Genere: Comedy

Un'altra comedy di cui non riesco proprio a fare a meno è "2 Broke Girls", recuperata interamente nel corso dello scorso anno e che mi ha fatto divertire come poche cose avevano saputo fare, facendomi affezionare alle due protagoniste - che tra l'altro sono l'unica coppia al mondo che shippo, mentre per tutte le altre serie le ship sono un'idiozia -. Questa quinta stagione si conferma sui livelli più o meno buoni delle quattro precedenti, riuscendo a far ridere di gusto in più occasioni senza che i personaggi principali venissero modificati nel loro carattere rispetto al passato.

Voto: 6,5

martedì 14 giugno 2016

TRASH MOVIES #24 - Mega Shark vs. Kolossus di Christopher Ray (2015) & Sharktopus vs Whalewolf di Kevin O'Neill (2015)

Sono state molte le recensioni di film volutamente brutti che avete visto su questo blog, alcune di queste sono state raccolte sotto il tag "TRASH MOVIES" - l'ultima è stata proprio quella di "Sharknado 3 - Oh Hell No!" se non ricordo male - mentre altre sono finite mescolate nei vari episodi della rubrica "CINEMA IN PILLOLE" magari anche assieme a dei film di livello decisamente superiore. Oggi no, oggi si torna ai trash movies, con due film di altissimo bassissimo livello cinematografico: il primo è "Mega Shark vs. Kolossus" firmato dalla Asylum, mentre il secondo è "Sharktopus vs. Whalewolf" mandato in onda su Syfy la scorsa estate nello stesso periodo in cui fu mandato in onda "Sharknado 3 - Oh Hell No!".


Mega Shark vs. Kolossus

USA 2015
Titolo Originale: Mega Shark vs Kolossus
Regia: Christopher Ray
Cast: Illeana Douglas, Amy Rider, Brody Hutzler, Adam Dunnells, Edward DeRuiter
Durata: 80 minuti
Genere: Monster Movie

La saga del megalodonte è una delle più redditizie per quel che riguarda la produzione di film della Asylum, tanto redditizia e numerosa che molto probabilmente non ho nemmeno visto tutti i film che ne fanno parte. Il fatto che però quelli della casa di produzione più sgangherata - e soprattutto più furba - della storia del cinema stiano esagerando è dimostrato, spesso e volentieri, dalla ripetitività delle situazioni all'interno dei vari film che fanno parte di questa saga. Il canovaccio è sempre più o meno lo stesso: arriva il megalodonte, ammazza un po' di gente, il governo dei qualche stato a caso costruisce qualche robot o crea qualche essere che possa ucciderlo, questo essere si ribella e uccide e così il governo è costretto ad eliminare anche lui. Ed è così che succede anche con il Kolossus a cui fa riferimento il titolo. E' ovvio che parlare in maniera seria di un film del genere sia praticamente impossibile, così come non apprezzo particolarmente chi tenti di farlo, per questo motivo cerco di apprezzare più o meno il film nell'ottica dell'esagerazione, del "più è brutto e più mi diverto". Il problema di questo film nello specifico è che, semplicemente, è solo brutto: non presentando sequenze particolarmente memorabili o trash, il tutto si riduce ad una serie di improbabili lotte in cui alla fine a vincere, è solamente la noia.

Voto al trash: 4


Sharktopus vs. Whalewolf

USA 2015
Titolo Originale: Sharktopus vs. Whalewolf
Regia: Kevin O'Neill
Cast: Casper Van Dien, Iggy Pop, Catherine Oxenberg, Jennifer Wenger, Akari Endo, Bruna Rubio
Durata: 81 minuti
Genere: Monster Movie

Inutile dire che, nonostante il film in questione non sia prodotto dalla Asylum, lo stile sia, bene o male, lo stesso dei film appartenenti alla casa produttrice di film brutti. Il canovaccio, inoltre, è assolutamente simile a quello del film di cui ho parlato subito sopra e il film è il terzo capitolo della saga dello Sharktopus, che dopo essersi scontrato contro gli umani e contro uno Pteracuda - cos'è uno Pteracuda??? - ora si scontra contro un Whalewolf - che verrebbe chiaramente da tradurre come "lupo mannaro balena" - e i risultati sono, decisamente, più esaltanti rispetto a "Mega Shark vs. Kolossus" e soprattutto più divertenti. Se possibile, gli effetti grafici sono ancora peggiori rispetto a quelli dei film della Asylum; ma il tutto è reso ancora più spettacolare dalla presenza, all'interno del film, di uno spiccato senso dello humour votato per lo più al cattivo gusto, alle battute che non farebbero ridere in nessun contesto sociale, ma che in questo caso fanno ridere semplicemente perchè va dato atto agli sceneggiatori del film di aver avuto coraggio a farle pronunciare agli attori in scena. "Sharktopus vs. Whalewolf" risulta dunque essere uno di quei film "brutti che rasentano il bello" ed è proprio quello che cerco quando guardo questo tipo di film!

Voto al trash: 7+

lunedì 13 giugno 2016

La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi (2015)

Italia 2015
Titolo Originale: La felicità è un sistema complesso
Regia: Gianni Zanasi
Sceneggiatura: Gianni Zanasi
Cast: Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Filippo De Carli, Camilla Martini, Maurizio Donadoni, Teco Celio, Daniele De Angelis, Maurizio Lastrico, Paolo Briguglia, Domenico Diele, Matteo Martari
Durata: 117 minuti
Genere: Commedia

Le mie solite lunghe introduzioni quando si va a parlare di cinema italiano stanno ormai diventando dei clichè piuttosto evitabili, anche perchè, dopo il periodo parecchio buio vissuto dal cinema italiano, pare che ci siamo definitivamente risollevati, anche per quel che riguarda le commedie: se dal punto di vista del cinema drammatico stiamo ricominciando a dire la nostra quasi con prepotenza, la commedia rimaneva sin troppo relegata a macchiette come Checco Zalone - che tra l'altro nemmeno mi dispiace, a dispetto di coloro che lo criticano solo perchè un tamarro senza cultura, dimostrando di vivere in un mondo fatto di unicorni, dato che il tamarro senza cultura è il suo personaggio, mentre il buon Luca Medici ha dimostrato a più riprese di essere, in ogni caso, una persona intelligente -, o agli immancabili cine-panettoni, che sono una piaga sociale che prima o poi andrà estirpata - anche se, a discolpa del cinema italiano, da questo punto di vista anche la tanto amata America ha da proporci spesso e volentieri film di dubbio gusto, per lo più parodie dalla comicità parecchio dozzinale -, anche con la violenza, se necessario. Dicevamo che la commedia italiana sembra essere in ripresa, con una serie di proposte che vanno dall'ottimo "Smetto quando voglio" sino all'amarissimo "Perfetti sconosciuti", con in mezzo un mondo di commedie di medio livello che comunque hanno saputo far riflettere o ridere il pubblico nel corso degli ultimi anni.

"La felicità è un sistema complesso" è il quinto film da regista di Gianni Zanasi, regista che, ammetto candidamente la mia ignoranza, non conoscevo nemmeno di nome e che, alla fine della visione della pellicola devo dire che mi abbia particolarmente sorpreso. Il film parla di Enrico Giusti, interpretato da Valerio Mastandrea, che di lavoro convince gli imprenditori disinteressati alle sorti della propria azienda a vendere per evitare il fallimento e il licenziamento dei propri dipendenti. Insomma, il suo lavoro è un qualcosa che praticamente non esiste, tanto che nemmeno lui sa ben spiegare in che cosa consista. La sua vita cambia quando incontra Avinoam, interpretata da Hadas Yaron, fidanzata del fratello che a causa del suo abbandono si rifugia in casa del protagonista, fingendo addirittura il suicidio, e i due adolescenti Filippo Lievi e Camilla Lievi, interpretati rispettivamente da Filippo De Carli e Camilla Martini, rimasti orfani dopo la morte dei genitori imprenditori e trovatisi a capo della loro azienda da un momento all'altro.

La pellicola risulta essere una commedia piuttosto amara, che spinge sicuramente lo spettatore a riflettere sul mondo imprenditoriale e sui reali valori della nostra vita, cose che sembreranno banali, trite e ritrite, ma probabilmente non se ne parla mai abbastanza. Molti, guardando questo film, potrebbero aver storto un po' il naso proprio a causa di una narrazione che, seppur lineare a livello temporale, presenta uno stile parecchio strano, mostrandoci il susseguirsi degli eventi quasi come fossero concettualmente distanti l'uno dall'altro, senza dare troppe spiegazioni e senza preoccuparsi particolarmente di far comprendere tutto al pubblico. Non sono normalmente un amante di questo stile narrativo, ma qui la cosa assume grande significato e soprattutto, a differenza di tanti altri casi, è gestita davvero molto bene.

In secondo luogo la regia e la sceneggiatura di Gianni Zanasi funzionano particolarmente bene, mostrandoci tra le altre cose delle sequenze cinematografiche di alto livello - come ad esempio la scena appena prima del finale che ho letteralmente adorato -, giocando in maniera magistrale con una colonna sonora che spazia tra grandi classici firmati dai Rolling Stones, passando attraverso brani originali e arrivando alla già citata scena finale con il brano Victim dei Win Win che è spettacolare e mi ha fatto chiedere dove fossi nel 2012 quando uscì. Particolarmente apprezzata la performance recitativa di Valerio Mastandrea, che è praticamente diventato una garanzia, mentre, e qui viene uno dei difetti più grandi del film, almeno a mio parere, ho trovato agghiacciante quella del giovane Filippo De Carli, troppo impostato e per nulla spontaneo. "La felicità è un sistema complesso" non risulta dunque essere un film di facilissimo approccio, ma dimostra ancora una volta quella voglia del cinema italiano di sperimentare, di provare qualcosa di nuovo. Dire che "stiamo tornando" ormai è fuori tempo massimo: il cinema italiano è tornato assolutamente!

Voto: 7,5
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