martedì 21 marzo 2017

Incarnate di Brad Peyton (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Incarnate
Regia: Brad Peyton
Sceneggiatura: Ronnie Christensen
Cast: Aaron Eckhart, Carice van Houten, David Mazouz, Catalina Sandino, Keir O'Donnell, Matthew Nable, Karolina Wydra, Emjay Anthony, Mark Henry
Durata: 91 minuti
Genere: Horror


Saranno mesi che su questo blog non parlo di un film horror. L'ultimo bello che mi è capitato di vedere, seppur magari non proprio eccezionale, è stato "The Autopsy of Jane Doe", mentre sto piano piano preparando una rassegna dedicata a tutti i film realizzati sulla saga di "The Ring", esplorando i film giapponesi originali, i remake americani e i vari spinoff che ne sono stati realizzati, compreso il crossover made in Japan con "The Grudge". Oggi però non parlerò di un film horror bello, ma la cosa non dovrebbe sorprendervi, dato che la maggior parte dei film appartenenti al genere che seguo con più piacere, ultimamente, sono risultati un po' deludenti, tanto per usare un eufemismo. Il film in questione è "Incarnate", diretto da Brad Peyton, già regista di un altro film parecchio discutibile come "San Andreas", salvatosi grazie alla presenza delle tettone di Alexandra Daddario.
In questo film i protagonisti della vicenda sono Cameron Sparrow - interpretato dallo stesso David Mazouz che interpreta il giovane Bruce Wayne nella serie TV "Gotham" -, bambino posseduto da un demone che si rivela presto essere una vecchia conoscenza del dottor Seth Ember, interpretato da Aaron Eckhart, convinto che i suoi metodi non siano assimilabili ad esorcismi, ma a vere e proprie cure per la mente del paziente, che non sarebbe mai veramente posseduto, quanto più che altro affetto da una strana malattia mentale. Benissimo, bella idea per un film horror: abbiamo l'esorcista scettico che dice di non essere un esorcista ma pratica a tutti gli effetti degli esorcismi e abbiamo il bimbo posseduto che è il solito bimbo posseduto che fa cose inspiegabili e rompe i coglioni. Una trama originalissima insomma che però dal trailer visto a più riprese al cinema prima della sua uscita poteva illudere gli spettatori sul fatto di far loro un po' di paura.
Invece no, la conferma del fatto che "Incarnate" sia un gran bel film del cazzo arriva sia dalla trama per nulla originale, sia dal fatto che per tutta la sua durata non ho sentito minimamente nemmeno uno sbalzo di tensione, ma giusto un leggero bruciore di stomaco dovuto al reflusso gastroesofageo di cui soffro saltuariamente da un paio di mesi. Insomma, nemmeno la leggera sensazione di malessere che ho provato durante la visione del film era dovuta al fatto che stessi vedendo un film horror che avrebbe dovuto farmi paura, così come non è nemmeno riuscito a farmi seguire in maniera coinvolgente la sua trama, decisamente troppo articolata e troppo arrovellata per rendersi davvero interessante. E mi sta bene che il bimbo antipatico avesse voglia di mettersi in mostra come attore: certo, David Mazouz è odioso, ma almeno ci prova a farsi piacere. Aaron Eckhart invece recita con uno scazzo addosso che nemmeno io quando qualcuno tenta di spiegarmi la Critica della ragion pura di Kant o La fenomenologia delo Spirito di Hegel... e in tutto questo il mio entusiasmo verso questo film è morto piano piano fino ad arrivare non dico sotto lo zero, ma quasi.

Voto: 4

2 commenti:

  1. Sono giorni che mi dico, devo andare a vederlo prima che sparisca dalla sala, mai il mio “Senso di Ragno” pizzica, a ragione stando al tuo giudizio, quando tu mi bocci un film, so che posso evitare di perdere tempo ;-) Cheers!

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  2. Le premesse valide c'erano e per i primi dieci minuti mi è anche sembrato un film interessante ma poi si ammoscia brutalmente. E quel finale... dio mio, quanto WTF in un paio di sequenze!

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