martedì 7 marzo 2017

LATE FOR THE ROAD TO THE OSCARS: Barriere di Denzel Washington (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Fences
regia: Denzel Washington
Sceneggiatura: August Wilson
Cast: Denzel Washington, Viola Davis, Stephen Henderson, Jovan Adepo, Russell Hornsby, Mykelti Williamson, Saniyya Sidney
Durata: 138 minuti
Genere: Drammatico


Quando dicevo nel post dedicato ai pronostici e alle mie preferenze per la notte degli Oscar che avevo visto tutti i film candidati al titolo di miglior film non imbrogliavo, ma per un motivo o per l'altro non ero riuscito, come avevo fatto negli scorsi anni, a recensirli tutti prima della fatidica notte e quindi la rubrica "Late for the Road to the Oscars", iniziata con l'ottimo "Jackie" e proseguita con il bellissimo ed emozionantissimo "Manchester by the Sea", arriva oggi al penultimo capitolo - almeno fino ad ora per quel che riguarda le pellicole che ho visto - con "Barriere", diretto da Denzel Washington e con il quale Viola Davis, dopo essere la protagonista di "How to get Away with Murder" è diventata tutto ad un tratto protagonista di "How to get Away with the Oscar".
Dopo la battutaccia, che immagino non abbia fatto ridere nessuno, veniamo al dunque e tentiamo di parlare del film, per quanto farlo possa essere difficile, dato che "Barriere" si può tranquillamente dire che dica più o meno tutto ciò che c'è da dire. La storia di Trow Mason, interpretato da Denzel Washington, ex promessa del baseball che lavora come netturbino a Pittsburgh e tratta dall'omonima opera teatrale del 1983 vincitrice del premio Pulitzer per la drammaturgia è talmente intrisa di dialoghi - motivo per cui anche a chi non conosce l'origine della pellicola appare chiara l'impostazione molto teatrale che viene data alla vicenda - da risultare ottima soprattutto per chi, come me, ama quei film molto dialogati che magari si svolgono in un'unica location.
Al contrario però "Barriere" non è uno di quei film nello stile di "Carnage" o di "Perfetti sconosciuti", ma vuole avere uno spettro ambientale un bel po' più ampio, con i personaggi che non sono sempre tutti sulla scena come nei film che ho citato, ma che entrano ed escono un po' come nelle sitcom. E gli argomenti che vengono trattati in questi dialoghi, che coinvolgono spesso e volentieri Troy e la moglie Rose, interpretata dall'ottima Viola Davis, ma anche il figlio Lyons, il fratello con probelmi mentali Gabe, sono i più svariati, ma si concentrano prevalentemente su quella che è l'educazione che Troy vuole dare ai suoi figli e il suo rapporto con la moglie in seguito alla relazione extraconiugale intrapresa dal protagonista con Alberta.
Argomenti che vengono tutti affrontati con la massima intensità da parte degli attori in scena, con sia Denzel Washington sia Viola Davis in grandissimo spolvero e che si sono meritati tutti gli elogi ricevuti in questi ultimi mesi per le loro interpretazioni. Diciamo che quasi due ore e mezza di durata, in un certo senso, con un film del genere si fanno sentire eccome. Si fanno sentire senza però quasi mai risultare eccessivamente pesanti e lasciando la sensazione di essere davanti ad un buonissimo film.

Voto: 7,5

4 commenti:

  1. "How to get Away with the Oscar" è bellissima :-D
    Viola Davis è sempre molto intensa in quella serie, questo film è una piece teatrale di stampo molto classico, ma che ho comunque apprezzato, non solo per la prova di Denzel sempre mattatore. La lunghezza del film forse stempera qualche momento intenso, che comunque non manca, in generale ho gradito abbastanza. Cheers!

    RispondiElimina
  2. Film molto bello, lei enorme e meritevolissima di un Oscar. In generale però ho preferito altre pellicole quest'anno :)

    RispondiElimina
  3. Ha tanti difetti, ma mi sono disperato con la Davis (gigantesca).
    Concordo anche sul voto. ;)

    RispondiElimina
  4. Loro enormi, il film decisamente colpisce. Un po' troppo lungo, un po' troppo serrato, ma merita.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...