lunedì 11 settembre 2017

Dunkirk di Christopher Nolan

Regno Unito, USA, Paesi Bassi, Francia 2017
Titolo Originale: Dunkirk
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Cast: Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D'Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy
Durata: 106 minuti
Genere: Guerra


Ogni volta che esce un film di Christopher Nolan sembra quasi che sia l'evento del secolo. La gente non capisce che un secolo dura cento anni e che se uno fa film ogni due o tre anni questo non possa, a rigor di logica, essere l'evento del secolo, ma effettivamente è questo il modo in cui viene accolto ogni volta un nuovo lavoro del regista. Da lui ci si aspettano sempre grandissime cose e ci si aspetta sempre che un film sia migliore di quello precedente, essendo il regista in grado di esplorare qualsiasi tipo di genere cinematografico dandone la sua lettura personale, con le case di produzione che sembrano dare al regista carta bianca sui contenuti e sulle modalità di realizzazione di ogni suo film. Non è un caso, infatti, che "Dunkirk", l'ultimo "evento del secolo" targato Nolan fino al suo prossimo film, sia stato girato interamente in pellicola da 70 millimetri e in IMAX, cosa che diciamo non è che venga concessa a tutti, giusto Quentin Tarantino con "The Hateful Eight" se lo è potuto permettere negli ultimi anni. Viene da sè che la maniera migliore possibile - senza però condannare come fatto da molti chi lo ha visto in un cinema normale - per godere del film è quella voluta dal regista e quindi quella di recarsi al cinema Arcadia di Melzo che, fortunatamente, è solo ad una ventina di minuti da casa mia e non ho dovuto farmi viaggioni per tutta Italia per poter vedere il film il meglio possibile.
"Dunkirk" racconta la cosiddetta "Operazione Dynamo", in parole più povere l'evacuazione della città di Dunkerque avvenuta nelle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale nella quale le truppe inglesi rimasero circondate dalle unità tedesche e intrappolate nella cittadina al confine tra Francia e Belgio. L'unica possibilità per evacuare la città era quella di fuggire in Inghilterra utilizzando imbarcazioni navali di qualsiasi tipo, con i civili che misero a disposizione un gran numero di imbarcazioni private per salvare i soldati rimasti nella cittadina. Nolan decide di creare un film di guerra totalmente anticonvenzionale, mantenendo però in tutto e per tutto quella che è la sua personalissima cifra stilistica. Intanto, come in tutti i suoi film, è molto importante una componente tipica dei film thriller, in secondo luogo è importante la decisione di destrutturare la componente temporale del film, raccontandoci tre diverse storie che si svolgono con durate differenti: quella sul molo ha una durata di una settimana, quella in mare dura un giorno, mentre quella relativa alla battaglia aerea dura un'ora. ATTENZIONE: quello che ho appena fatto non è SPOILER perchè il buon Nolan, a scanso di equivoci, decide di sbattercelo in faccia introducendo le diverse linee narrative, facendo anche una scelta giusta perchè altrimenti il tutto sarebbe stato inimmaginabile.
Facilitato dalla giusta sala per vedere la pellicola nella miglior maniera possibile posso tranquillamente dire che anche in questo caso ne sono uscito soddisfattissimo: ho da una parte letteralmente adorato sia l'impatto visivo del film, con una regia davvero magistrale e una fotografia che è una meraviglia per gli occhi, mentre dall'altra anche la colonna sonora, composta dal fido Hans Zimmer crea un'atmosfera di ansia costante favorendo in maniera importantissima l'immedesimazione dello spettatore nella vicenda. Un secondo enorme punto di forza del film sta proprio nell'immersione dello spettatore nella vicenda: appena inizia il film l'evacuazione è già iniziata, i soldati e i cacciatorpedinieri vengono attaccati da un nemico - notare il fatto che nel film non viene mai detto "i tedeschi", ma sempre qualcosa che faccia intendere che il nemico sono loro, anche perchè già lo sappiamo noi, come già lo sapevano i soldati inglesi coinvolti - che è invisibile per tutto il film. Noi spettatori vediamo le bombe che vengono lanciate dagli aerei, i proiettili che colpiscono i protagonisti, ma non vediamo mai e poi mai un tedesco in carne ed ossa. Il terzo punto di forza sta invece nella quasi totale assenza di personalità dei personaggi: quello che per molti potrebbe tranquillamente essere il punto debole del film, che sicuramente non aiuta per quel che riguarda il coinvolgimento emotivo, per me si rivela fondamentale per carpirne il messaggio della pellicola, ovvero che il regista voleva trasmettere non tanto storie di diversi personaggi in un contesto di guerra, ma trasmettere l'orrore della guerra rendendo proprio questa la vera protagonista del film.
Non è un caso infatti il fatto che di pochissimi personaggi conosciamo il nome o che alcuni vengano detti una volta e magari mai più ripetuti, riferendosi ad essi con i gradi militari. Si potrebbe - in malafede - affermare che il cast in tal senso possa risultare sprecato, ma vai a prendere un Cillian Murphy e dai il suo ruolo di soldato traumatizzato - di lui veramente non sapremo mai il nome - a qualcun altro, oppure vai a dare il ruolo del pilota Farrier a uno che non abbia il carisma di Tom Hardy che recita mascherato praticamente per tutto il film e pronuncia davvero poche battute. Sicuramente il risultato non sarebbe stato lo stesso. E c'è anche da spezzare una lancia in favore di Harry Styles, criticato già in partenza perchè non è un attore ma canta nei One Direction e che mi è parso si sia comportato parecchio bene. Apprezzatissimo poi il ruolo di Mark Rylance, nei panni di un civile che, presa la sua barca, decide di recarsi sul luogo per salvare il maggior numero di soldati possibile: a tutti gli effetti lui è tra l'altro l'unico personaggio con cui è più facile empatizzare e di cui conosciamo, anche se tratteggiato senza andare particolarmente a fondo, qualcosa sul suo background.
Insomma, "Dunkirk" a me non è sembrato un semplice film, ma un'esperienza vera e propria: qualcuno potrà dire che il film sia freddissimo o criticare la depersonalizzazione dei personaggi, a me invece sono sembrate scelte ottime a livello sceneggiativo, in un film che fa della componente visiva la sua parte preponderante.

Voto: 9

3 commenti:

  1. Nolan diventa sempre più bravo come regista ma è arroccato sulle sue posizioni come narratore, anche qui non mancano i suoi soliti difetti, solo che si vedono meno. Anche perché che gli dici a uno che per 90 minuti dirige con questa cura per il dettaglio tre timeline in contemporanea così bene? Visivamente è un gran film, da vedere sullo schermo dell’Arcadia, ci ho messo un po’ più di te ad arrivarci ma ne è valsa la pena ;-) Cheers!

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  2. Giunta anche io all'Arcadia per l'occasione, un'altra grande visione. Sono un po' stanca e stordita dalle discussioni su Nolan, per me un bravo regista che ancora non non riesco ad inquadrare perfettamente. Questo film, senza dubbi, è uno spettacolo.

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  3. Purtroppo sono tra coloro che non sono riusciti a recuperarlo nel giusto formato... Resta comunque un'incredibile esperienza per i cinque sensi che si candida a pieni meriti tra i film migliori del 2017 (e siamo solo a settembre!!!)

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