martedì 28 febbraio 2017

OSCAR 2017: I RISULTATI

In ritardo rispetto a tutti gli altri blogger - avevo pensato di prendermi la giornata di ferie per poter vedere in diretta la cerimonia della consegna degli Oscar, ma poi il mio senso di responsabilità ha prevalso... - e come di consuetudine ecco anche il commento ai risultati di questa nottata. Ovvio che la cerimonia, che è da tempo uno spettacolo che mi piace abbastanza, me la sono recuperata ieri sera e che le sorprese sono state clamorose - sì, mi sono spoilerato le premiazioni perchè non ce l'avrei potuta fare -.

Cercherò però di seguire questo post seguendo lo schema delle premiazioni e l'ordine di come si è svolta la serata, dato che mentre scrivo mi sto anche godendo lo spettacolo.

Si parte con Justin Timbrelake sulle note di "Can't stop the Feeling" che introduce in maniera decisamente innovativa la serata rispetto alle precedenti edizioni. Spesso e volentieri l'intro era dedicata in toto al mondo del cinema e ancora rimane nelle menti quella spettacolare di Neil Patrick Harris, ma qui ci sta alla grandissima soprattutto per il coinvolgimento che crea in tutte le star presenti alla cerimonia.

Entra finalmente Jimmy Kimmel, che subito lancia una bella frecciatina a Matt Damon e qualche battuta su Donald Trump abbastanza azzeccata. Frecciate anche alla giovane età di Damien Chazelle e alla produzione di "Manchester by the Sea" da parte di Amazon. E se solo la frecciatina a Meryl Streep non fosse volutamente esagerata e ironica, il discorso di apertura sarebbe stato perfetto. Ripeto, bravissima Meryl Streep, ma basta!

E si parte, finalmente, con le prime premiazioni, dedicate agli attori non protagonisti!


Miglior attore non protagonista

Mahershala Ali - Moonlight
Jeff Bridges - Hell or High Water
Lucas Hedges - Manchester by the Sea
Dev Patel - Lion - La strada verso casa
Michael Shannon - Animali notturni

Dopo una carrellata sui discorsi degli scorsi vincitori, a premiare il vincitore è la bellissima Alicia Vikander. Vince, come da pronostico Mahershala Ali per "Moonlight", elegantissimo ed acclamatissimo dal pubblico. Un premio che sicuramente non avrà assecondato quelli che erano i miei favori, ma che sicuramente ci sta alla grande, soprattutto per la capacità di riprendersi dopo una non grandissima prova nella serie "Marvel's Luke Cage".

IL MIO PRONOSTICO: Mahershala Ali - Moonlight
I MIEI PREFERITI: Jeff Bridges - Hell or High Water o Michael Shannon - Animali notturni
HA VINTO: Mahershala Ali - Moonlight


Miglior trucco e acconciatura

Eva Von Bahr e Love Larson - En man som heter Ove
Joel Harlow e Richard Alonzo - Star Trek Beyond
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad

Introdotti con un siparietto a dirla tutta poco divertente da Kate McKinnon e Jason Bateman, arriva l'Oscar per gli italiani truccatori di "Suicide Squad". Il film non è che sia sta gran cosa, ma il trucco e l'acconciatura di Margot Robbie in qualche modo ce la ricordiamo tutti, quindi il premio, del quale effettivamente mi interessa poco, ci sta eccome, rispettando sia il pronostico sia la mia preferenza!

IL MIO PRONOSTICO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad
IL MIO PREFERITO (E ANCHE L'UNICO CHE HO VISTO): Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad
HA VINTO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad


Migliori costumi

Joanna Johnston - Allied - Un'ombra nascosta
Colleen Atwood - Animali fantastici e dove trovarli
Consolata Boyle - Florence
Madeline Funtaine - Jackie
Mary Zophers - La La Land

Sempre introdotti dai due di prima, con un piccolo siparietto ancora meno divertente, a vincere sono i costumi di "Animali fantastici e dove trovarli". Insomma, per me un grande bah, più che altro perchè, da non intenditore di costumi e non essendomi piaciuto il film in questione l'Oscar non glielo avrei dato.

IL MIO PRONOSTICO: Mary Zophers - La La Land
IL MIO PREFERITO: Madeline Funtaine - Jackie
HA VINTO: Colleen Atwood - Animali fantastici e dove trovarli


Miglior documentario

XIII emendamento
Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated
O.J.: Made in America

Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe in onore del ruolo di lavoratrici della NASA da loro interpretato invitano sul palco con loro Katherine Johnson. Vince "O. J.: Made in America", documentario della durata di quasi otto ore e film più lungo mai candidato nella storia degli Oscar. Sull'onda del successo di "American Crime Story: The People vs. O. J. Simpson", un'altra premiazione per una storia dedicata al cosiddetto processo del secolo.

HA VINTO: O. J.: Made in America


Auli'i Carvalho canta la canzone di "Oceania" candidata all'Oscar come miglior canzone "How Far I'll Go", che, per quanto mi riguarda, è anche l'unica cosa un minimo meritevole di un film d'animazione del tutto deludente! A dirla tutta però l'interpretazione non è che sia così emozionante per il pubblico.

Il discorso della presidentessa dell'Academy Cheryl Boone Isaacs per complimentarsi con tutti i candidati e un discorso di elogio all'arte. Subito dopo iniziano a cadere caramelle dal cielo e tutti i partecipanti alla serata sembrano molto più contenti!


Miglior sonoro

Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Rogue One: A Star Wars Story
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - La battaglia di Hacksaw Ridge
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye - Arrival
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth - 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Sophie Boutella e Chris Evans premiano "Arrival", che merita alla grandissima il riconoscimento.

IL MIO PRONOSTICO: Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land
IL MIO PREFERITO: Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land
HA VINTO: Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye - Arrival


Miglior montaggio sonoro

Sylvain Bellemare - Arrival
Wylie Stateman, Renée Tondelli - Deepwater - Inferno sull'oceano
Robert Mackenzie, Andy Wright - La battaglia di Hacksaw Ridge
Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan - La La Land
Alan Robert Murray, Bub Asman - Sully

Sempre i due di prima a premiare "La battaglia di Hacksaw Ridge", con un premio che sembra più un contentino per il film di Mel Gibson e per un Kevin O'Connell che finalmente riesce a vincere un Oscar dopo ben 21 nomination andate a vuoto!

IL MIO PRONOSTICO: Sylvain Bellemare - Arrival
IL MIO PREFERITO: Sylvain Bellemare - Arrival
HA VINTO: Robert Mackenzie, Andy Wright, Kevin O'Connell - La battaglia di Hacksaw Ridge


Vince Vaughn introduce i quattro Oscar alla carriera, tra cui c'è anche quello, discusso moltissimo, a Jackie l'uomocheodiopiùdivascorossi Chan.

Miglior attrice non protagonista

Viola Davis - Barriere
Naomie Harris - Moonlight
Nicole Kidman - Lion - La strada verso casa
Octavia Spencer - Il diritto di contare
Michelle Williams - Manchester by the Sea

Premiata dal vincitore dello scorso anno del premio di miglior attore non protagonista Mark Rylance, Viola Davis vince grazie ad una delle prove più intense tra i film candidati quest'anno. Premio meritatissimo che si accoda sia al mio pronostico, sia alla mia personalissima preferenza!

IL MIO PRONOSTICO: Viola Davis - Barriere
LA MIA PREFERITA: Viola Davis - Barriere
HA VINTO: Viola Davis - Barriere


Miglior film straniero

Land of Mine - Sotto la sabbia (Danimarca)
En man som heter Ove (Svezia)
Il cliente (Iran)
Tanna (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Germania)

Premiato da Charlize Theron e Shirley McLane vince "Il cliente" quello che forse è il premio più politico di queste premiazioni, in seguito alle polemiche per il muslim ban promulgato da Trump. Spero di riuscire a vedere anche questo film al più presto, assieme a quello che avevo pronosticato come vincitore. Farhadi non è presente, ma il suo discorso affidato ad una lettera si scaglia contro la politica di Trump.

IL MIO PRONOSTICO: Vi presento Toni Erdmann
HA VINTO: Il cliente


Miglior cortometraggio animato

Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear and Cider Cigarettes
Pearl
Piper

HA VINTO: Piper


Miglior film d'animazione

Zootropolis
Oceania
Kubo e la spada magica
La tartaruga rossa
La mia vita da Zucchina

Come da pronostico vince "Zootropolis", decisamente più meritevole rispetto all'altro concorrente che avevo visto "Oceania". Ripongo comunque buone speranze su un'eventuale visione di "Una vita da zucchina", "La tartaruga rossa" e "Kubo e la spada magica".

IL MIO PRONOSTICO: Zootropolis
IL MIO PREFERITO: Zootropolis
HA VINTO: Zootropolis


Miglior scenografia

Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
Stuart Craig e Anna Pinnock - Animali fantastici e dove trovarli
Jess Gonchor e Nancy Haigh - Ave, Cesare!
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land
Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena - Passengers

Direttamente dopo una scopata sadomaso a la "Cinquanta sfumature di grigio, di nero e di rosso", Jamie Dornan e Dakota Johnson danno finalmente il primo Oscar della serata al capolavoro, alla meraviglia, al top dei top "La La Land". Sì, ok, questo premio lo avrei dato ad "Arrival", ma la meraviglia merita comunque moltissimo!

IL MIO PRONOSTICO: Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
IL MIO PREFERITO: Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
HA VINTO: Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land


Migliori effetti speciali

Deepwater - Inferno sull'oceano
Doctor Strange
Il libro della giungla
Kubo e la spada magica
Rogue One: A Star Wars Story

Premiati da Felicity Jones e da Riz Ahmed, vincono il titolo gli effettisti del film "Il libro della giunga", pellicola che alla visione ho trovato molto più carina del previsto e in grado comunque, in qualche modo, di meritarsela davvero questa statuetta!

IL MIO PRONOSTICO: Rogue One: A Star Wars Story
IL MIO PREFERITO: Doctor Strange
HA VINTO: Il libro della giungla


Miglior montaggio

Tom Cross - La La Land
Joi McMillon e Nat Sanders - Moonlight
John Gilbert - La battaglia di Hacksaw Ridge
Joe Walker - Arrival
Jake Roberts - Hell or High Water

Michael J. Fox e Seth Rogen salgono sul palco direttamente su una Delorean da "Ritorno al futuro", per premiare, iper ingiustamente, "La battaglia di Hacksaw Ridge". E qui proprio non si può parlare di montaggio migliore rispetto a "La La Land", questo premio non riesco proprio a spiegarmelo.

IL MIO PRONOSTICO: Tom Cross - La La Land
IL MIO PREFERITO: Tom Cross - La La Land
HA VINTO: John Gilbert - La battaglia di Hacksaw Ridge


Miglior cortometraggio documentario

4.1 Miles
Extremis
Joe's Violin
Watani: My Homeland
The White Helmets

HA VINTO: The White Helmets


Miglior cortometraggio

Ennemis intérieurs
La Femme et la TGV
Silent Nights
Sing
Timecode

HA VINTO: Sing


Miglior fotografia

Linus Sandgren - La La Land
Bradford Young - Arrival
Greig Fraser - Lion - La strada verso casa
James Laxton - Moonlight
Rodrigo Prieto - Silence

Meryl Streep e Javier Bardem premiano Linus Sandgren per "La La Land" assecondando pronostico e personale preferenza, con il capolavoro e la meraviglia che si aggiudica il secondo Oscar della serata, con almeno un paio di furti tra l'altro!

IL MIO PRONOSTICO: Linus Sandgren - La La Land
IL MIO PREFERITO: Linus Sandgren - La La Land
HA VINTO: Linus Sandgren - La La Land


Ryan Gosling ed Emma Stone presentano John Legend che canta "City of Stars" direttamente da "La La Land" e la meraviglia prende finalmente forma!


Miglior colonna sonora

Mica Levi - Jackie
Justin Hurwitz - La La Land
Dustin O'Halloran e Hauschka - Lion - La strada verso casa
Britell - Moonlight
Thomas Newman - Passengers

Samuel L. Jackson premia il capolavoro, la meraviglia, nella categoria più rappresentativa. E mi torna la voglia di divorarmi di nuovo il cd della colonna sonora di "La La Land"

IL MIO PRONOSTICO: Justin Hurwitz - La La Land
IL MIO PREFERITO: Justin Hurwitz - La La Land
HA VINTO: Justin Hurwitz - La La Land


Miglior canzone

Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land
Can't Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) - Trolls
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) - Jim: The James Foley Story
How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) - Oceania

Scarlett Johansson, mannaggia che bella anche in questa cerimonia, premia "City of Stars" come da pronostico, nettamente la migliore canzone in gara.

IL MIO PRONOSTICO: City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land
IL MIO PREFERITO: City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land
HA VINTO: City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land


Miglior sceneggiatura originale

Damien Chazelle - La La Land
Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea
Taylor Sheridan - Hell or High Water
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
Mike Mills - 20th Century Women

Presentano Ben Affleck e Matt Damon - protagonista di un simpatico siparietto che vede Jimmy Kimmel tagliare la sua voce dirigendo un'orchestra - e premiano la sceneggiatura di "Manchester by the Sea. Sicuramente un premio meritato per un film validissimo.

IL MIO PRONOSTICO: Damien Chazelle - La La Land
IL MIO PREFERITO: Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
HA VINTO: Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea


Miglior sceneggiatura non originale

Barry Jenkins e Tarell McCraney - Moonlight
Eric Heisserer - Arrival
Luke Davies - Lion - La strada verso casa
August Wilson - Barriere
Allison Schroeder e Theodore Melfi - Il diritto di contare

Presenta Amy Adams e premia "Moonlight". Non so ancora bene se condivido o meno questo premio, la sceneggiatura di "Moonlight" vuole dire troppe cose e non con tutte colpisce nel segno.

IL MIO PRONOSTICO: Luke Davies - Lion - La strada verso casa
IL MIO PREFERITO: Eric Heisserer - Arrival
HA VINTO: Barry Jenkins e Tarell McCraney - Moonlight


Miglior regia

Damien Chazelle - La La Land
Barry Jenkins - Moonlight
Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea
Denis Villeneuve - Arrival
Mel Gibson - La battaglia di Hacksaw Ridge

A presentare il premio per la miglior regia c'è Halle Berry e viene premiato Damien Chazelle, che diventa così il più giovane regista a vincere l'Oscar come miglior regista. E la regia di "La La Land" è seriamente qualcosa di meraviglioso!

IL MIO PRONOSTICO: Damien Chazelle - La La Land
IL MIO PREFERITO: Damien Chazelle - La La Land
HA VINTO: Damien Chazelle - La La Land


Miglior attore protagonista

Casey Affleck - Manchester by the Sea
Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge
Ryan Gosling - La La Land
Viggo Mortensen - Captain Fantastic
Denzel Washington - Barriere

Come al solito a presentare il miglior attore è la miglior attrice dello scorso anno Brie Larson, che premia, più che giustamente, Casey Affleck per la sua intensa performance in "Manchester by the Sea"

IL MIO PRONOSTICO: Denzel Washington - Barriere
IL MIO PREFERITO: Casey Affleck - Manchester by the Sea
HA VINTO: Casey Affleck - Manchester by the Sea


Miglior attrice protagonista

Isabelle Huppert - Elle
Ruth Negga - Loving
Natalie Portman - Jackie
Emma Stone - La La Land
Meryl Streep - Florence

Leonardo DiCaprio, miglior attore lo scorso anno, consegna il premio alla mia preferita Emma Stone. Contentissimo per lei, sul serio.

IL MIO PRONOSTICO: Emma Stone - La La Land
LA MIA PREFERITA: Emma Stone - La La Land
HA VINTO:

Miglior film

Arrival
Barriere
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Il diritto di contare
La La Land
Lion - La strada verso casa
Manchester by the Sea
Moonlight

Dopo una gaffe clamorosa da parte dei due presentatori - una gaffe che sicuramente farà storia e che sa tanto di costruita, ma spero anche di no - a portarsi a casa, a sorpresa, la statuetta come miglior film è "Moonlight" che nella mia personalissima classifica dei candidati di quest'anno sarebbe arrivato al massimo quarto. U peccato per "La La Land" che davvero meritava questo titolo in questa annata.

IL MIO PRONOSTICO: La La Land
IL MIO PREFERITO: La La Land
HA VINTO: Moonlight

lunedì 27 febbraio 2017

LATE FOR THE ROAD TO THE OSCARS: Jackie di Pablo Larraìn (2016)

USA, Cile, Francia 2016
Titolo Originale: Jackie
Regia: Pablo Larraín
Sceneggiatura: Noah Oppenheim
Cast: Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, Billy Crudup, John Hurt, Max Casella, Beth Grant, John Carroll Lynch, Sunnie Pelant, Caspar Phillipson
Durata: 95 minuti
Genere: Drammatico, Biografico


Mentre scrivo questo post, ancora non sono stati annunciati i vincitori degli Oscar, mentre, nell'orario in cui il post è programmato, alcune stelle staranno ancora sfilando sul red carpet, facendo la fortuna di tutti gli appassionati di moda quale io non sono, che per quanto riguarda la Notte degli Oscar mi interesso solamente delle premiazioni. Quando però presumibilmente i miei lettori leggeranno questa recensione, una delle tante arrivate sui loro schermi con ritardo rispetto alle premiazioni, queste saranno già state annunciate da qualche tempo, motivo per cui la rubrica temporanea intitolata "Road to the Oscars" che ci ha accompagnato quasi giornalmente in questo ultimo mese, diventa "Late for the road to the Oscars" per ovvi motivi. Ancora molti sono i film finiti tra le candidature che dovrò recuperare, mentre per quel che riguarda le categorie principali da queste parti siamo quasi al completo e qualche recensione ancora arriverà fuori tempo massimo, nonostante le visioni siano state completate. Tra queste c'è ovviamente quella di oggi, dedicata al film "Jackie" diretto da Pablo Larraín, regista che solitamente passa abbastanza in sordina dalle nostre parte e di cui ho visto solamente "No - I giorni dell'arcobaleno" con il grande Gael Garcia Bernal.
"Jackie" parla, dal punto di vista di Jacqueline Bouvier poi diventata Jacqueline Kennedy e poi ancora Jacqueline Kennedy Onassis, dei giorni successivi alla morte di John F. Kennedy in seguito all'attentato di Dallas del 1963. Il film si pone l'obiettivo di fornirci il ritratto di una donna, tra l'altro molto amata dagli americani, che da First Lady una tragedia che pur coinvolgendola in primissima persona come la morte del marito, ha effetti in qualche modo su un intero popolo, che sul Presidente degli Stati Uniti riponeva grandissime speranze. Ed il ritratto che ne viene fuori da questa pellicola, nonostante la tragedia, è quello di una donna fortissima che nei giorni successivi alla morte dell'amato marito, durante le cerimonie funebri, non ha potuto esternare nella giusta maniera il suo dolore, così costretta dal ruolo presidenziale che in quel momento ricopriva.
Il regista Pablo Larraín è qui bravissimo nel concentrare tutta l'attenzione sulla donna, senza dare particolare importanza - o quanto meno evitando totalmente di narrare - il fatto che ha scatenato tanto dolore. Un dolore che non può essere mostrato se non a seguito di una lunga intervista che fa da sfondo a tutto il film, in cui si ripercorrono quei terribili quattro giorni. La missione di Jackie Kennedy fino ad allora era stata quella di essere perfetta, di mostrarsi in pubblico reprimendo qualsiasi tipo di sentimento, di mostrarsi al mondo nel modo più consono per ricoprire un ruolo che, dal giorno della morte del marito, non le appartiene più e per il quale, a questo punto, si trova a non aver più nulla da perdere, in qualche modo libera di mostrare il suo dolore, per quanto possibile.
E qui arriva la candidatura all'Oscar come migliore attrice protagonista per Natalie Portman, una delle mie attrice preferite già da molto tempo, ma per la quale sinceramente pensavo la candidatura fosse arrivata più che altro per la stima da parte dei giurati verso un personaggio importante e molto amato nella storia americana più che per meriti veri e propri. La visione del film mi conferma invece quanto la bontà della Portman nell'interpretare un ruolo così complesso, in un film che tra le altre cose ha un incedere abbastanza lento in modo da amplificarne la sensazione dolorosa, dando al personaggio sia la giusta freddezza, sia tutte quelle sfaccettature che fanno quasi pensare che il ruolo, in qualche modo, fosse tagliato dal sarto per lei, quasi come se entrasse in simbiosi con il personaggio da interpretare.

Voto: 7,5

Candidato a: Miglior attrice protagonista a Natalie Portman, Miglior colonna sonora a Mica Levi, Migliori costumi a Madeline Fontaine

domenica 26 febbraio 2017

OSCAR 2017 - PRONOSTICI E PREFERENZE

Come ogni anno in questo periodo, la blogosfera viene invasa da pronostici e preferenze sulla notte degli Oscar, che quest'anno come forse mai negli anni precedenti appare con pochissima indecisione soprattutto per quel che riguarda le categorie più importanti, dominate da quel bellissimo film che è "La La Land" in grado di accaparrarsi ben quattordici nomination.

Contro ogni pronostico, che nell'ultima settimana mi vedeva annaspare verso la mia personalissima meta di vedere almeno tutti i nove film candidati al premio come miglior film, sono riuscito a completare la lista dei candidati - alcune recensioni arriveranno nei prossimi giorni per evidenti motivi di tempo -, in modo da poter esprimere una preferenza un po' più sensata. Ecco dunque la solita carrellata di pronostici affiancati da quelli che sono i miei desiderata.



Miglior film

Arrival
Barriere
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Il diritto di contare
La La Land
Lion - La strada verso casa
Manchester by the Sea
Moonlight

Poco da dire, purtroppo, sulla categoria principale della notte degli Oscar, il pronostico appare già segnato da moltissimo tempo a questa parte dalla vittoria, ormai scontatissima, di "La La Land". Ci sono comunque proposte di altissima qualità come "Arrival" e "Manchester by the Sea", che probabilmente in un'annata diversa avrebbero potuto accaparrarsi il premio. Forse, però, sono capitati nell'anno sbagliato.

IL MIO PRONOSTICO: La La Land
IL MIO PREFERITO: La La Land


Miglior regia

Damien Chazelle - La La Land
Barry Jenkins - Moonlight
Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea
Denis Villeneuve - Arrival
Mel Gibson - La battaglia di Hacksaw Ridge

Anche qui gli elogi sempre per "La La Land" si sono sprecati, soprattutto per quel che riguarda la regia di Damien Chazelle, che, tra le tantissime coe splendide e dopo il successo di "Whiplash", risulta senza ombra di dubbio una delle cose migliori del film. Al mio personalissimo secondo posto metto "Arrival", mentre non mi sorprende per nulla la candidatura ottenuta da Mel Gibson.

IL MIO PRONOSTICO: Damien Chazelle - La La Land
IL MIO PREFERITO: Damien Chazelle - La La Land


Miglior attore protagonista

Casey Affleck - Manchester by the Sea
Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge
Ryan Gosling - La La Land
Viggo Mortensen - Captain Fantastic
Denzel Washington - Barriere

Qui i pronostici riguardo la vittoria dell'Oscar come miglior attore protagonista sono un po' più discordanti e la mia speranza, anche per dare un po' di vita alla premiazione, è che a vincere non sia Ryan Gosling per "La La Land". Per carità, molto molto bravo, ma ho preferito altre interpretazioni quest'anno.

IL MIO PRONOSTICO: Denzel Washington - Barriere
IL MIO PREFERITO: Casey Affleck - Manchester by the Sea


Miglior attrice protagonista

Isabelle Huppert - Elle
Ruth Negga - Loving
Natalie Portman - Jackie
Emma Stone - La La Land
Meryl Streep - Florence

Dio ti prego fa che la nomination a Meryl Streep sia solo di circostanza per accontentare una vecchietta. Per il resto, in questa categoria mi mancano sia l'interpretazione di Isabelle Huppert in "Elle", sia quella di Ruth Negga in "Loving". Per quel che ho visto, invece, abbiamo una straordinaria Natalie Portman in "Jackie" e un'altrettanto straordinaria Emma Stone in "La La Land". Siccome però la mia preferita di sempre un Oscar per "Il cigno nero" lo ha già vinto, spero proprio che quest'anno se lo porti a casa la carissima Emma Stone"

IL MIO PRONOSTICO: Emma Stone - La La Land
LA MIA PREFERITA: Emma Stone - La La Land


Miglior attore non protagonista

Mahershala Ali - Moonlight
Jeff Bridges - Hell or High Water
Lucas Hedges - Manchester by the Sea
Dev Patel - Lion - La strada verso casa
Michael Shannon - Animali notturni

Viste le polemiche dello scorso anno sulla totale assenza di candidati di colore, per quelli dell'Academy questo potrebbe essere l'anno giusto per, con estremo buonismo, rimediare alle "malefatte" dello scorso anno. Per questo penso che il buon Mahershala Ali - bravo in "Moonlight", per carità - abbia abbastanza la strada spianata. La mia preferenza però va in ex aequo ad altri due candidati.

IL MIO PRONOSTICO: Mahershala Ali - Moonlight
I MIEI PREFERITI: Jeff Bridges - Hell or High Water o Michael Shannon - Animali notturni


Miglior attrice non protagonista

Viola Davis - Barriere
Naomie Harris - Moonlight
Nicole Kidman - Lion - La strada verso casa
Octavia Spencer - Il diritto di contare
Michelle Williams - Manchester by the Sea

In questa categoria non ho una vera e propria preferita, anche perchè le attrici in gioco, a parte Michelle Williams, non mi sono mai piaciute particolarmente. Ho però un'attrice che mi ha impressionato maggiormente e che forse potrebbe anche portarsela a casa questa statuetta.

IL MIO PRONOSTICO: Viola Davis - Barriere
LA MIA PREFERITA: Viola Davis - Barriere


Miglior sceneggiatura originale

Damien Chazelle - La La Land
Kenneth Lonergan - Manchester by the Sea
Taylor Sheridan - Hell or High Water
Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster
Mike Mills - 20th Century Women

Non ho visto "20th Century Women" e quindi il mio giudizio sarà incompleto. Penso che anche in questo caso a portarsi a casa la statuetta potrebbe essere la sceneggiatura di "La La Land", però penso anche che potrebbe essere un premio non meritato, dato che la sceneggiatura non è che sia qualcosa di così rivoluzionario nel mondo cinematografico.

IL MIO PRONOSTICO: Damien Chazelle - La La Land
IL MIO PREFERITO: Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos - The Lobster


Miglior sceneggiatura non originale

Barry Jenkins e Tarell McCraney - Moonlight
Eric Heisserer - Arrival
Luke Davies - Lion - La strada verso casa
August Wilson - Barriere
Allison Schroeder e Theodore Melfi - Il diritto di contare

Quella della miglior sceneggiatura non originale solitamente è la categoria che in sede di premiazione riserva le maggiori sorprese, quanto meno per accontentare quei film magari apprezzati parecchio dall'Academy, ma poco premiati per causa di forza maggiore. Uno degli indiziati in questo senso potrebbe essere "Lion - La strada verso casa", mentre se i giurati non vorranno essere coraggiosi potrebbero premiare "Moonlight" o "Barriere" - sempre per far seguito alle polemiche dello scorso anno, ovviamente -.

IL MIO PRONOSTICO: Luke Davies - Lion - La strada verso casa
IL MIO PREFERITO: Eric Heisserer - Arrival


Miglior film straniero

Land of Mine - Sotto la sabbia (Danimarca)
En man som heter Ove (Svezia)
Il cliente (Iran)
Tanna (Australia)
Vi presento Toni Erdmann (Germania)

Purtroppo in questa categoria, come praticamente accade ogni anno, arrivo impreparatissimo, non avendo visto nessuno dei film in gara. Il pronostico, accodandomi alla vittoria del Golden Globe come miglior film straniero, va tutto per "Vi presento Toni Erdmann".

IL MIO PRONOSTICO: Vi presento Toni Erdmann


Miglior film d'animazione

Zootropolis
Oceania
Kubo e la spada magica
La tartaruga rossa
La mia vita da Zucchina

Anche in questa categoria arrivo quasi totalmente impreparato, avendo visto solamente le due proposte della Disney in concorrenza. Anche questa volta il mio pronostico coincide con il mio preferito e prego che quella mezza cazzatona di "Oceania" non strappi l'Oscar a "Zootropolis".

IL MIO PRONOSTICO: Zootropolis
IL MIO PREFERITO: Zootropolis


Miglior fotografia

Linus Sandgren - La La Land
Bradford Young - Arrival
Greig Fraser - Lion - La strada verso casa
James Laxton - Moonlight
Rodrigo Prieto - Silence

Non sono particolarmente ferrato per quel che riguarda i premi tecnici, che spesso e volentieri vanno alla proposta di fantascienza dell'anno e quindi potrebbero andare ad "Arrival". Ma in questo caso la fotografia di "La La Land" è talmente la meraviglia che non può altro che essere il mio preferito.

IL MIO PRONOSTICO: Linus Sandgren - La La Land
IL MIO PREFERITO: Linus Sandgren - La La Land


Miglior scenografia

Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
Stuart Craig e Anna Pinnock - Animali fantastici e dove trovarli
Jess Gonchor e Nancy Haigh - Ave, Cesare!
Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco - La La Land
Guy Hendrix Dyas e Gene Serdena - Passengers

Anche sui premi alla miglior scenografia non sono particolarmente ferrato, ma penso che in questo caso, nonostante sia quelle di "La La Land" sia quelle di "Passengers" siano davvero magnifiche, quella di "Arrival" abbia quel qualcosa in più per portarsi a casa la statuetta.

IL MIO PRONOSTICO: Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival
IL MIO PREFERITO: Patrice Vermette e Paul Hotte - Arrival


Miglior montaggio

Tom Cross - La La Land
Joi McMillon e Nat Sanders - Moonlight
John Gilbert - La battaglia di Hacksaw Ridge
Joe Walker - Arrival
Jake Roberts - Hell or High Water

Il montaggio di "La La Land" è obiettivamente qualcosa di straordinario, che riesce a vedere anche un occhio non allenato a questi tecnicismi come il mio. Non vedo dunque un motivo per non dare il premio a questa meraviglia di film.

IL MIO PRONOSTICO: Tom Cross - La La Land
IL MIO PREFERITO: Tom Cross - La La Land


Miglior colonna sonora

Mica Levi - Jackie
Justin Hurwitz - La La Land
Dustin O'Halloran e Hauschka - Lion - La strada verso casa
Britell - Moonlight
Thomas Newman - Passengers

Ci sono dubbi per caso su questa categoria? Se premi un musical come miglior film, come puoi non dargli anche l'Oscar per la migliore colonna sonora? Sarebbe una cosa del tutto incoerente no?

IL MIO PRONOSTICO: Justin Hurwitz - La La Land
IL MIO PREFERITO: Justin Hurwitz - La La Land


Miglior canzone

Audition (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land
Can't Stop the Feeling! (Justin Timberlake, Max Martin e Karl Johan Schuster) - Trolls
City of Stars (Justin Hurwitz, Benj Pasek, Justin Paul) - La La Land
The Empty Chair (J. Ralph e Sting) - Jim: The James Foley Story
How Far I'll Go (Lin-Manuel Miranda) - Oceania

Due nomination nella stessa categoria per "La La Land" e un altro premio particolarmente telefonato. Personalmente preferisco e spero più in "City of Stars" piuttosto che in "Audition" e penso che anche i giurati dell'Academy siano sulla mia stessa lunghezza d'onda.

IL MIO PRONOSTICO: City of Stars (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land
IL MIO PREFERITO: City of Stars (The Fools Who Dream) (Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul) - La La Land


Migliori effetti speciali

Deepwater - Inferno sull'oceano
Doctor Strange
Il libro della giungla
Kubo e la spada magica
Rogue One: A Star Wars Story

Quelli di Doctor Strange sono davvero spettacolari e mi sorprende un po' che non ci sia "Arrival" tra i candidati. I giurati dell'Academy potrebbero aver dato il premio a "Rogue One: A Star Wars Story" e la cosa in effetti non mi dispiacerebbe affatto. Sta di fatto che questa ahimè è la categoria più incerta dell'anno.

IL MIO PRONOSTICO: Rogue One: A Star Wars Story
IL MIO PREFERITO: Doctor Strange


Miglior sonoro

Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land
David Parker, Christopher Scarabosio e Stuart Wilson - Rogue One: A Star Wars Story
Kevin O'Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace - La battaglia di Hacksaw Ridge
Bernard Gariépy Strobl e Claude La Haye - Arrival
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Mac Ruth - 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

IL MIO PRONOSTICO: Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land
IL MIO PREFERITO: Andy Nelson, Ai-Ling Lee e Steve A. Morrow - La La Land


Miglior montaggio sonoro

Sylvain Bellemare - Arrival
Wylie Stateman, Renée Tondelli - Deepwater - Inferno sull'oceano
Robert Mackenzie, Andy Wright - La battaglia di Hacksaw Ridge
Ai-Ling Lee, Mildred Iatrou Morgan - La La Land
Alan Robert Murray, Bub Asman - Sully

IL MIO PRONOSTICO: Sylvain Bellemare - Arrival
IL MIO PREFERITO: Sylvain Bellemare - Arrival


Migliori costumi

Joanna Johnston - Allied - Un'ombra nascosta
Colleen Atwood - Animali fantastici e dove trovarli
Consolata Boyle - Florence
Madeline Funtaine - Jackie
Mary Zophers - La La Land

IL MIO PRONOSTICO: Mary Zophers - La La Land
IL MIO PREFERITO: Madeline Funtaine - Jackie


Miglior trucco e acconciatura

Eva Von Bahr e Love Larson - En man som heter Ove
Joel Harlow e Richard Alonzo - Star Trek Beyond
Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad

IL MIO PRONOSTICO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad
IL MIO PREFERITO (E ANCHE L'UNICO CHE HO VISTO): Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson - Suicide Squad



In conclusione una serie di premi per i quali non mi sento in grado nè di fare un pronostico nè di dare una preferenza e che verranno riportati comunque per dovere di cronaca.


Miglior documentario

XIII emendamento
Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated
O.J.: Made in America


Miglior cortometraggio documentario

4.1 Miles
Extremis
Joe's Violin
Watani: My Homeland
The White Helmets


Miglior cortometraggio

Ennemis intérieurs
La Femme et la TGV
Silent Nights
Sing
Timecode


Miglior cortometraggio animato

Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear and Cider Cigarettes
Pearl
Piper

venerdì 24 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson (2016)

USA, Australia 2016
Titolo Originale: Hacksaw Ridge
Regia: Mel Gibson
Sceneggiatura: Andrew Knight, Robert Schenkkan
Cast: Andrew Garfield, Vince Vaughn, Sam Worthington, Luke Bracey, Hugo Weaving, Ryan Corr, Teresa Palmer, Rachel Griffiths, Richard Roxburgh, Luke Pegler, Ben Mingay, Richard Pyros, Firass Dirani, Damien Thomlinson, Robert Morgan, Nathaniel Buzolic
Durata: 139 minuti
Genere: Guerra, Biografico, Drammatico


Non avendo mai avuto un grandissimo rapporto con i film di guerra - del genere adoro giusto un paio di film, mentre gli altri, anche quelli che mi piacciono, non riesco ad inserirli tra i miei cult personali - ho approcciato alla visione de "La battaglia di Hacksaw Ridge" con un certo sospetto: da una parte la speranza che Mel Gibson confermasse quanto di buono fattomi vedere nei suoi due film precedenti da regista, a partire da un "La Passione di Cristo" che stranamente non mi ha annoiato, arrivando fino ad un validissimo "Apocalypto", dall'altra la paura di trovarsi davanti ad una pellicola retorica in cui venisse celebrato un personaggio a suo modo storico come Desmond T. Doss interpretato dall'Andrew Garfield candidato all'Oscar come miglior attore protagonista proprio per questo ruolo, il primo obiettore di coscienza ad ottenere una medaglia al valore dall'esercito americano per non aver mai voluto portare un arma e per aver salvato ben settantacinque soldati durante la battaglia di Okinawa.
"La battaglia di Hacksaw Ridge" fortunatamente, almeno per quel che mi riguarda ed il mio gusto verso i film di guerra, non parte subito come un film di guerra: anzi, ci tiene ad introdurre il personaggio di Desmond T. Doss partendo dalla sua infanzia, narrandoci la sua appartenenza alla Chiesa avventista del settimo giorno e anche il suo rapporto parecchio altalenante con il padre. Bene, ma non proprio benissimo: come molti hanno sostenuto, questa parte di pellicola è quella più ricca di retorica, con Mel Gibson che ci tiene a mostrare a tutti le sue idee religiose, opinioni di cui avremmo potuto tranquillamente fare a meno. Le cose iniziano a diventare un po' più interessanti nel momento in cui il protagonista si arruola e in cui si delinea anche il suo rapporto con il sergente Howell, interpretato da Vince Vaughn, il tutto sempre condito da una grande retorica religiosa. Poi, finalmente, arriva la guerra: e lì il film, dal punto di vista registico, dà il meglio di sè. Le scene sono girate davvero benissimo, Mel Gibson dimostra ancora una volta di essere davvero un buon regista condendo però il tutto da una gran retorica religiosa.
Insomma, non benissimo per un agnostico bastardo come me, che non ne può più di sentire retorica religiosa in ogni luogo e buonismo dilagante, ma nemmeno malissimo come mi sarei aspettato leggendo alcune recensioni di questa pellicola in giro: per quel che mi riguarda buona parte dei giudizi negativi sono dovuti a Mel Gibson che sinceramente non mi spiego bene per quale motivo sia così odiato, così tanto da non permettere ad alcune persone di provare a guardare i suoi film in maniera obiettiva senza bollarli già in partenza. Probabilmente se "La battaglia di Hacksaw Ridge" fosse stato diretto allo stesso modo da un Gary Ross o da un Harold Fostrossenberger - tranquilli, il secondo, che io sappia, non è un regista e non so nemmeno se esiste - qualsiasi forse avrebbe raccolto più consensi in giro per la rete.

Voto: 6,5

Candidature: Miglior film, Miglior regia a Mel Gibson, Miglior attore protagonista a Andrew Garfield, Miglior montaggio a John Gilbert, Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro

giovedì 23 febbraio 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Mancano due film all'appello nei cinema italiani per quel che riguarda le nomination all'Oscar come miglior film e uno di questi esce oggi, mentre per l'altro, inspiegabilmente ma nemmeno tanto - anche se la cosa mi dà fastidio - dovremo aspettare l'8 Marzo. Altri sono però i film in uscita che verranno come al solito commentati in base ai miei pregiudizi e alle mie aspettative!


Bandidos e Balentes - Il codice non scritto di Fabio Manuel Mulas

Si parte subito con un film italiano ambientato in Sardegna negli anni '50. Un thriller dalle tinte un po' noir sul quale sinceramente non so benissimo cosa aspettarmi, ma purtroppo, la cosa di cui sono abbastanza sicuro, è che le sale che lo proietteranno saranno giusto una manciata.

La mia aspettativa: 6/10


Barriere di Denzel Washington


Eccola qui la pellicola nominata all'Oscar come miglior film, diretta dallo stesso Denzel Washington che non amo particolarmente come attore e che non ho mai visto all'opera come regista. Recensioni lette su questa pellicola non mi fanno ben sperare, soprattutto a livello di coinvolgimento, però la visione è praticamente obbligatoria.

La mia aspettativa: 7/10


Beata ignoranza di Massimiliano Bruno

La coppia Alessandro Gasmann e Marco Giallini mi ha quasi sempre dato grosse soddisfazioni, motivo per cui da una parte penso che questa commedia sul'abisso tra il mondo social e il mondo non social potrebbe anche interessarmi. Il trailer però non mi fa pensare benissimo di questo film, di cui temo l'effetto banalità più di ogni altra cosa.

La mia aspettativa: 6,5/10


Jackie di Pablo Larraín

Film che ho già visto e sul quale non faccio spoiler riguardo alla mia opinione. Da vedere comunque anche fosse solo per l'interpretazione di Natalie Portman. Poi se fosse un bel film o meno è tutto da decidere!


The Great Wall di Zhang Yimou

Così, a pelle, mi sa tanto di stronzatona. Però per una serata ignorantissima forse potrebbe anche andare bene.

La mia aspettativa: 5/10


Trainspotting 2 di Danny Boyle

Uno dei seguiti più attesi di questa annata e anche uno dei più discussi per via dell'utilità di farne un seguito a quasi vent'anni di distanza. DI sicuro, prima di vederlo, dovrò recuperare anche il primo film, sul quale i ricordi della visione avvenuta tanti anni fa si stanno affievolendo.

La mia aspettativa: 7/10

martedì 21 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: Moonlight di Barry Jenkins (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Moonlight
Regia: Barry Jenkins
Sceneggiatura: Barry Jenkins, Tarell Alvin McCraney
Cast: Trevante Rhodes, Janelle Monáe, Naomie Harris, André Holland, Mahershala Ali, Patrick Decile, Ashton Sanders, Alex Hibbert, Jharrel Jerome, Jaden Piner
Durata: 111 minuti
Genere: Drammatico


Ormai pochissimi giorni mancano alla consegna delle statuette più importanti per il cinema commerciale mondiale - e prego voi che "tanto gli Oscar sono premi del cazzo commerciali SCHIFOMERDA" di reprimere il vostro istinto a scrivere boiate perchè lo sanno tutti che il cinema di Hollywood è di per sè cinema commerciale, ma i film che vengono premiati sono comunque quasi sempre di buona qualità - e qualche recensione da scrivere su questo blog ancora manca e temo che verrà recuperata dopo le premiazioni. Oggi però si parla di un altro film che ha ottenuto tante candidature, ben otto tra cui quella al miglior film successiva al Golden Globe ricevuto per il miglior film drammatico. Uscito solo pochi giorni fa assieme ad un'altra pellicola candidata all'Oscar come miglior film che mi ispirava molto di più, "Moonlight" portava con sè il peso di essere un film di un regista pressochè sconosciuto e con il dovere di farsi apprezzare da qualsiasi tipo di pubblico.
Il progetto di "Moonlight" è di quelli ambiziosi, ovvero quello di parlare di un sacco di cose, a partire dal personaggio di Chiron, un giovane afroamericano interpretato da Trevante Rhodes, che vive in un quartiere povero di Miami segnato da droga ed estrema violenza. Attraversando i tre periodi fondamentali della sua vita, infanzia, adolescenza ed età adulta, vengono affrontati i temi più variegati e importanti che si possano immaginare nella società attuale: la crescita in un ambiente violento e povero, il razzismo, l'omosessualità, il non avere una figura paterna di riferimento e quella che gli si avvicina di più è uno degli spacciatori più influenti della zona, interpretato tra l'altro dal candidato all'Oscar come miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il rischio che si prende il regista Barry Jenkins è di quelli enormi, tra cui il peggior è proprio quello di creare un minestrone in cui si voglia dire al pubblico tutto, finendo poi per non dire nulla di concreto.
Nonostante "Moonlight" qualche difetto qua e là ce l'abbia - tra cui un ritmo difficilmente gestibile da spettatore se si torna a casa dopo una dura giornata di lavoro e se si è pure sotto antibiotici - alla fine i peggiori rischi cui andava incontro questo film vengono quasi tutti scongiurati: "Moonlight" nonostante parli con durezza di tutti i temi che si propone di affrontare, risulta nella sua realizzazione delicata e in alcune sequenze anche altamente poetica, tanto che penso che il regista Barry Jenkins sarà da tenere d'occhio in futuro data la sua padronanza dietro la macchina da presa, nonostante questo sia solamente il suo secondo lungometraggio.
Non credo sinceramente che la pellicola in questione sia il capolavoro tanto decantato, soprattutto da parte dei critici dell'Academy che gli hanno assegnato ben otto nomination, ma sicuramente un buon film che, anche se imperfetto nella sua realizzazione, riesce a comunicare qualcosa al suo pubblico, magari non sempre nel modo più efficace possibile. La candidatura come miglior attore non protagonista a Mahershala Ali sembra essere invece abbastanza giustificata, anche se a vedere gli altri concorrenti non so se possa seriamente avere qualche possibilità di vittoria.

Voto: 7

Candidato a: Miglior film, Miglior regista a Barry Jenkins, Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali, Miglior attrice non protagonista a Naomie Harris, Migliore sceneggiatura non originale a Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney, Miglior montaggio a Joi McMillon e Nat Sanders, Migliore fotografia a James Laxton, Migliore colonna sonora a Nicholas Britell

lunedì 20 febbraio 2017

Allied - Un'ombra nascosta di Robert Zemeckis (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Allied
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Steven Knight
Cast: Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Matthew Goode, Lizzy Caplan, Anton Lesser, Daniel Betts, Simon McBurney, Thierry Frémont, August Diehl, Camille Cottin, Charlotte Hope, Marion Bailey
Durata: 124 minuti
Genere: Drammatico, Thriller


Non so bene per quale motivo, ma io da un regista come Robert Zemeckis, di cui sono fan di lunga data, sin dalla scoperta della trilogia di "Ritorno al futuro", passando per il pluripremiato - e anche abbastanza bistrattato nel mondo cinefilo - "Forrest Gump", sino ad arrivare ai suoi lavori di animazione e terminando con gli ultimi "Flight" e "The Walk" - soprattutto il secondo poi l'ho davvero adorato -, mi aspetto sempre qualcosa che mi sappia sorprendere, un tocco che sappia dare al film quel qualcosa in più che me lo possa far ricordare negli anni a venire, possibilmente con piacere. Avevo però il sospetto che la cosa non sarebbe accaduta con "Allied - Un'ombra nascosta", un po' perchè le storie di spionaggio raramente fanno davvero al caso mio e un po' per la presenza nel cast di un Brad Pitt in fase calante della sua carriera, mentre se dovevamo guardare ai lati positivi, almeno per quel che riguarda ciò che sospettavo riguardo a questo film, ci avrei messo la sola presenza di Marion Cotillard, attrice da sempre in grado di entrare al cuore degli spettatori ed in grado di risultare incredibilmente sexy in qualsiasi abito ella indossi.
Purtroppo, nel bene e nel male, il film ha confermato, sin dall'inizio della visione, quelli che erano i miei sospetti iniziali, risultando una visione che per buona parte mi ha deluso, soprattutto per via della realizzazione del film caratterizzata principalmente da una confezione fatta con i fiocchi, patinata nel modo giusto e tutto il resto, ma senza che assumesse un po' di sostanza, insomma, quel qualcosa che io cerco per potermi ricordare di un film tempo dopo la sua visione. Tutti quelli che sono i miei pregiudizi sulle storie di spionaggio che difficilmente digerisco, qui si sono confermati, a partire da un ritmo piuttosto lento in partenza che si risolleva principalmente nel momento in cui viene rivelata la vera identità di uno dei componenti della coppia di protagonisti. Sì perchè i due sono due spie che si conoscono a Casablanca e sono costretti a fingersi marito e moglie, ma presto tra di loro sboccerà l'ammmore e faranno figli che vivranno poco felici e poco contenti, soprattutto alla luce del finale del film. E paradossalmente per un cinico bastardo refrattario all'ammmore come me è proprio la parte in cui i due sono insieme ad avermi soddisfatto maggiormente, mentre sia la parte iniziale, sia quella finale - con una risoluzione del tutto inaspettata, lo devo dire - non mi hanno particolarmente impressionato.
"Allied - Un'ombra nascosta" è risultato dunque essere una mezza delusione per quel che riguarda l'operato di un regista che mi è sempre piaciuto particolarmente, confermando i miei sospetti sulla fase calante in ambito recitativo da parte di Brad Pitt, che mi è parso di vedere non tanto fuori parte, quanto più che altro svogliato nell'interpretarla. Bene invece Marion Cotillard che conferma ancora una volta, se ce ne fosse davvero ancora bisogno, quello che è il suo reale talento, in grado di interpretare qualsiasi tipo di personaggio e di dare diverse sfaccettature ad esso anche in corso d'opera, modificando il suo essere anche all'interno della stessa pellicola.

Voto: 5,5

domenica 19 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: Lion - La strada verso casa di Garth Davis (2016)

Australia, USA, Regno Unito 2016
Titolo Originale: Lion
Regia: Garth Davis
Sceneggiatura: Luke Davies
Cast: Dev Patel, Rooney Mara, Nicole Kidman, David Wenham, Sachin Joab, Pallavi Sharda, Emilie Cocquerel, Arka Das, Abhishek Bharate, Sunny Pawar, Divian Ladwa, Priyanka Bose, Deepti Naval, Tannishtha Chatterjee, Rita Boy, Nawazuddin Siddiqui
Durata: 119 minuti
Genere: Drammatico


Si ritorna a parlare di corsa agli Oscar in questa settimana che precede la notte delle premiazioni, parecchio attese dal sottoscritto soprattutto per veder trionfare quel diamante brillante che è "La La Land", sperando però anche in alcune sorprese. Mi mancano da recensire ancora un bel po' dei film che sono candidati al premio come miglior film - e immagino di non farcela a parlare di tutti prima di Domenica, ma spero quanto meno di riuscire a vedere i film che mi mancano ancora - e oggi si parla di una pellicola uscita nelle nostre sale sul finire della scorsa annata e per la quale, sinceramente, non nutrivo particolari speranze, tant'è che la sua nomination come miglior film un po' mi ha sorpreso. Sorpresa che però è completamente calata nel momento in cui sono effettivamente riuscito a vedere il film in questione capendo perfettamente quali fossero le motivazioni di tale scelta da parte dei critici dell'Academy.
"Lion - La strada verso casa" odorava di buonismo fin dal trailer, dalla lettura della trama e dalla presenza di due attori che con i film buonisti ci sguazzano che è una meraviglia, ovvero Dev Patel e Nicole Kidman. Se il film buonista però è anche abbastanza ruffiano da farsi piacere, non è detto che la sua caratteristica principale mi venga a noia con il passare dei minuti della visione. Se non altro mi ha dato un po' di noia il fatto di trovarmi davanti ad un film recitato per metà della sua durata in lingua indiana. Ci sta, ovvio, d'altronde il protagonista della vicenda è un bambino che, per errore, si ritrova a Calcutta, a 1600 chilometri da casa, disperato assieme ad altri bambini, cosa per nulla rara in quel di Calcutta. E' già strano di per sè vedere un film ambientato in India in cui i protagonisti parlano la lingua e dunque va premiato il realismo che si è voluto dare alla vicenda, però mi è risultato davvero difficile cercare ogni volta di decifrare una lingua che non conosco per nulla grazie ai sottotitoli, diversamente da quanto mi accade con l'inglese che un riesco a capire - che poi è lo stesso motivo per cui raramente guardo film in una lingua originale diversa dall'inglese o dallo spagnolo, o per cui mi è difficile guardare anime giapponesi -.
Dopo una prima parte forse eccessivamente pesante e anche un bel po' lenta, la pellicola si riprende e si riprende proprio nel momento in cui vengono superate le mie barriere linguistiche, che fino ad allora avevano reso estremamente difficoltosa la visione. "Lion - La strada verso casa", diventa all'improvviso un film in grado di emozionare, grazie soprattutto all'intensa performance recitativa di un Dev Patel forse mai così in forma, risvegliata anche dall'avere a fianco un pezzo da novanta come Rooney Mara, sempre elegante e delicatissima nelle sue interpretazioni. Rimane sempre quell'aurea di buonismo che permea un po' tutto il film, ma alla fine il tutto non risulta eccessivamente melenso nè tanto meno, passatemi il termine, diabetico. Ci troviamo davanti ad una storia in cui i sentimenti la fanno da padrone, ma in cui spesso e volentieri la durezza di un mondo totalmente diverso dal nostro viene messa a nudo con estremo realismo, senza patinature di sorta.
Non sarà forse stato il film eccezionale in grado da meritarsi effettivamente una candidatura all'Oscar, così come la prima parte di questa pellicola ho fatto davvero fatica a mandarla giù nonostante dal punto di vista visivo fosse curata davvero in ogni minimo dettaglio e di questo al regista Garth Davis va dato atto, però sicuramente è un film che, se visto con il mood giusto, potrebbe riuscire a fare breccia nei cuori, cosa che con me purtroppo non è riuscito, del tutto, a fare.

Voto: 6,5

Candidature: Miglior film, Miglior attore non protagonista a Dev Patel, Miglior attrice non protagonista a Nicole Kidman, Miglior sceneggiatura non originale a Luke Davies, Miglior fotografia a Greig Fraser, Miglior colonna sonora a Dustin O'Halloran e Hauschka

giovedì 16 febbraio 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Solito appuntamento del Giovedì con le uscite cinematografiche del weekend e solito appuntamento con i miei pregiudizi e le mie aspettative su di esse. Escono anche ben due film candidati all'Oscar come miglior film, che sono quelli su cui punterei maggiormente la mia attenzione!


Mamma o papà di Riccardo Milani

Commedia italiana con Antonio Albanese e Paola Cortellesi che cercano di sbolognare la custodia dei propri figli a seguito del loro divorzio. Un interessante ribaltamento di ruoli in questa commedia che potrei vedere soprattutto per via dei due protagonisti, che mi sono sempre piaciuti molto, ma dalla quale non è che mi aspetti grandi cose.

La mia aspettativa: 6/10


Absolutely Fabolous: Il film di Mandie Fletcher

Non ho assolutamente mai visto la sitcom da cui è tratto questo film, ma qualcosa mi dice che potrei tranquillamente vivere allo stesso modo se non lo facessi, così come vivrò allo stesso modo anche senza vedere questo film.

La mia aspettativa: 2/10


Autobahn - Fuori controllo di Eran Creevy

Sapete ormai quanto sia alta la mia malsopportazione verso i film d'azione e questo non mi pare essere quel film in grado di cambiare la mia prospettiva verso il genere. Anche se la presenza di Felicity Jones potrebbe anche convincermi a dargli un'opportunità, senza magari stare troppo attento alla quasi sicura assenza di una trama.

La mia aspettativa: 4,5/10


Ballerina di Eric Summer, Éric Warin

Film d'animazione franco canadese parecchio piaciuto alla critica, ma per il quale, come ormai mi capita spesso con i film d'animazione, non nutro particolari aspettative. Forse, però, potrebbe anche essere una visione diversa dal solito e che potrebbe meritare una certa attenzione.

La mia aspettativa: 5,5/10


Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan


Uno dei potenziali crack per quel che riguarda i nove candidati all'Oscar come Miglior film, forse uno dei film da me più attesi dopo il grande successo - e il grande amore che ho provato - di "La La Land". Curiosissimo soprattutto per la performance di Casey Affleck.

La mia aspettativa: 8,5/10


Moonlight di Barry Jenkins

Il vincitore del Golden Globe per il miglior film drammatico arriva finalmente anche nei nostri cinema, ma a me ispira un po' di meno di "Manchester by the Sea. Leggermente di meno eh.

La mia aspettativa: 8/10


Resident Evil 6 - The Final Chapter di Paul W. S. Anderson

E speriamo che sia davvero il final chapter.

La mia aspettativa: 3/10

mercoledì 15 febbraio 2017

Una serie di sfortunati eventi - Stagione 1

Una serie di sfortunati eventi
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 8
Creatore: Mark Hudis
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Neil Patrick Harris, Patrick Warburton, Malina Weissman, Louis Hynes, K. Todd Freeman, Presley Smith
Genere: Commedia, Avventura


Come ormai saprete, seguo con molta attenzione quella che è la programmazione seriale di Netflix, in grado di regalarci, nel corso del suo ormai anno e mezzo di vita qui in Italia, produzioni originali di altissimo livello, cercando di espandersi sia su molti argomenti sia in molti paesi con produzioni originali per ogni nazione. Attendevo dunque con una certa curiosità la trasposizione seriale di "Una serie di sfortunati eventi", di cui ammetto di non aver mai letto la serie di romanzi di Lemony Snicket, ma di cui ho visto il film con Jim Carrey, basato sui primi tre romanzi della saga, davvero carino e per il quale ancora non mi spiego il perchè non abbiano proseguito la saga. L'idea però di vedere Neil Patrick Harris alle prese con l'interpretazione del Conte Olaf mi attirava parecchio, anche perchè pensavo fosse un ruolo tagliato dal sarto per lui e per il quale avrebbe dato il meglio di sè.
A dirla tutta sono state proprio la sua interpretazione e la leggerezza generale delle trame degli episodi, che a due a due traspongono rispettivamente un libro e dunque la prima stagione, composta da otto episodi, risulta essere la trasposizione dei primi quattro romanzi della saga, a convincermi a proseguire nella visione, che seppur carina, simpatica e quante altre cose volete, bisogna dire che è parecchio ripetitiva. D'altronde stiamo parlando di "Una serie di sfortunati eventi", motivo per cui aspettarsi una gioia ogni tanto per i due protagonisti Violet e Klaus Baudelaire, interpretati rispettivamente da Malina Weissman e Louis Hynes, sarebbe stato parecchio pretenzioso, ma già dal secondo episodio si capisce quale sarà lo schema generale di ogni coppia di puntate: i due riescono a fuggire da Olaf che in qualche modo e con qualche improbabile travestimento li ritrova e per loro inizieranno le sfighe.
Insomma, bene, ma non proprio benissimo per quel che riguarda questa prima stagione di "Una serie di sfortunati eventi", che vive eccessivamente sulla sponsorizzazione ottenuta sia dalla produzione da parte di Netflix sia dalla presenza di Nei Patrick Harris come protagonista/antagonista della vicenda, ma che alla fine può davvero piacere ed essere adorata solo dai fan di vecchia data dei romanzi di Lemony Snicket e per la quale, presto, la ripetitività delle trame comincia a dare abbastanza noia.

Voto: 5,5

martedì 14 febbraio 2017

The Autopsy of Jane Doe di André Øvredal (2016)

USA 2016
Titolo Originale: The Autopsy of Jane Doe
Regia: André Øvredal
Sceneggiatura: Ian Goldberg, Richard Naing
Cast: Emile Hirsch, Brian Cox, Ophelia Lovibond, Michael McElhatton, Olwen Kelly
Durata: 86 minuti
Genere: Horror


Alcune volte affidarsi all'istinto quando si sceglie il film da guardare è la mossa giusta: spesso e volentieri ci si lascia ingannare magari da un titolo non troppo intrigante, da una trama che, scritta in quattro righe, potrebbe non sembrare proprio eccezionale se portata su schermo e dall'assenza di attori particolarmente noti. Questo era proprio il caso di "The Autopsy of Jane Doe", pellicola che avevo adocchiato con poco interesse su qualche sito e che mi sono convinto a vedere solamente dopo il consiglio di una collega e ancora di più dopo averne letto una dettagliatissima recensione da parte di Cassidy de "La bara volante". D'altronde il mio feticismo per il genere horror, dei quali sono ormai a digiuno da un paio di mesi se si esclude questo film, andava prima o poi assecondato e, a dirla tutta, il risultato mi ha pienamente soddisfatto, anche se ovviamente senza esagerare.
Il film uscirà nelle sale italiane fra qualche settimana e già qualche testata giornalistica lo definisce come l'horror più inquietante dell'anno: ovvio che spesso e volentieri questo tipo di pubblicità faccia più male che bene ai film horror, così come è ovvio che, da un certo punto di vista, io non mi ritrovi d'accordo con questa frase, soprattutto dopo la visione del film: "The Autopsy of Jane Doe" è un horror di grande, forse grandissima classe, diretto da un André Øvredal a me pressochè sconosciuto se non per la direzione del film "Trollhunter" - un capolavoro del trash moderno - e per la produzione del suo seguito "Troll Hunter" - di cui si denota la geniale operazione di divisione tra le due parole che compongono il titolo - ed in grado di utilizzare degli espedienti tecnici particolarmente efficaci soprattutto per quel che riguarda la costruzione della tensione nello spettatore.
Uno di questi espedienti, tra l'altro, è semplicissimo: solo due personaggi in scena che eseguono un'autopsia su un cadavere ritrovato sepolto nel seminterrato di una casa dove si è svolto un efferato omicidio. Il cadavere però versa in condizioni molto molto strane e durante tutto l'arco dell'autopsia iniziano ad accadere cose molto strane ai due protagonisti. All'inizio qualche scherzone tipo il cambiare i canali alla radio - roba che se non mi fosse stato consigliato così caldamente avrei anche spento subito, commettendo un grave errore! - poi diventando sempre più inquietante ad ogni minuto che passa e sopratutto tenendo lo spettatore sempre ben concentrato sull'autopsia in corso, quasi come se stessimo assistendo ad un'autopsia il più possibile realistica e dettagliata. E' quando però si svela il segreto del film che "The Autopsy of Jane Doe", almeno per quanto mi riguarda, cala abbastanza vistosamente, semplicemente perchè il colpo di scena arriva non tanto nel momento sbagliato, quanto più che altro nel modo sbagliato, non impressionando più di tanto e lasciando scorrere gli ultimi minuti in maniera quasi ininfluente.

Voto: 6,5

lunedì 13 febbraio 2017

Split di M. Night Shyamalan (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Split
Regia: M. Night Shyamalan
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan
Cast: James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Betty Buckley, Haley Lu Richardson, Jessica Sula, Brad William Henke, Sebastian Arcelus, Neal Huff
Durata: 116 minuti
Genere: Thriller


Nella mia vita da spettatore cinematografico, intensificatasi parecchio dopo l'apertura di questo blog, ho sempre pensato che il buon M. Night Shambalaya Shyamalan fosse un gran paraculo, in grado di fare buoni film come "Il sesto senso" o "The Village", ma, fondamentalmente, un gran paraculo. Sfido chiunque di voi a riconsiderare la carriera del buon Shibboleth Shyamalan senza i suoi ben noti colpi di scena, in grado di ribaltare la concezione che fino ad allora avevamo avuto del film che stavamo vedendo e di dargli, in ogni caso, quel qualcosa in più che ce li facesse ricordare. Anche il suo ultimo lavoro "The Visit", nonostante fosse lontano decenni luce dai suoi capolavori, acquisiva valore proprio nel momento in cui veniva rivelata la vera natura di quei due simpatici vecchietti affetti da demenza senile di cui i nipoti non avevano mai visto nemmeno una foto - dai, il presupposto è talmente ridicolo... - e sono proprio i suoi colpi di scena a denotare il modo di fare cinema del regista.
Con "Split", Shallallelo Shallallà Shyamalan vuole provare ad affrontare un tema particolarmente strano, ispirandosi alla vita di Billy Milligan, criminale statunitense diventato noto per il suo disturbo che faceva vivere, nella sua mente, ben ventiquattro personalità diverse, che si manifestavano nei momenti più inaspettati e senza un apparente motivazione. La stessa storia che tra l'altro verrà narrata nel film di prossima uscita "The Crowded Room" con Leonardo DiCaprio per il quale da una parte mi sto già sfregando le mani per l'hype, mentre dall'altra tremo al pensiero della regia di Joel Shumacher che non mi dà particolari garanzie di qualità. Mentre la pellicola di prossima uscita parlerà realmente della vita di Billy Milligan, questo "Split" se ne ispira solamente, portando in scena un personaggio che ne ricalcasse le caratteristiche senza però fare riferimenti chiari agli episodi della sua vita.
Ad interpretare la versione shambalayana shyamalaniana di Billy Milligan, che nel film si chiama Kevin Wendell Crumb, abbiamo James McAvoy, che all'inizio del film, senza un particolare motivo apparente - ma ciò accade in tutti i film in realtà - rapisce tre ragazzine e le porta in uno scantinato. Qui le tre ragazze, interpretate da una sempre più talentuosa Anya Taylor-Joy, da Haley Lu Richardson e da Jessica Sula - tra l'altro belline tutte e tre 'ste ragazzine, facciamo che prima di finire in manette controllo la loro età... benissimo, sono tutte e tre oltre i 20 anni! -, inizieranno ad avere esperienza dello squilibrio mentale di Kevin, che a volte si presenta come se fosse un bambino di nove anni, altre addirittura come se fosse una donna ed altre volte ancora come uno spietato criminale, la stessa personalità che le ha rapite. La storia è anche inframezzata da interessanti dialoghi tra Kevin e la sua psicanalista Karen Fletcher, interpretata da Betty Buckley che tra l'altro era la vecchietta simpaticissima di "The Visit"!
La pellicola procede in maniera piuttosto intrigante, non senza qualche difettuccio qua e là, denotando come, in un certo qual senso, il regista sia tornato in qualche modo ai livelli delle sue prime pellicole. Dà valore al tutto l'ottima interpretazione di James McAvoy, bravo a calarsi in tutte le personalità che vivono all'interno del corpo di Kevin, ma soprattutto il vero colpo di scena di questo film è che... non c'è un colpo di scena! non c'è un colpo di scena nell'ultimo film di Syamalan, a parte una scena dopo i titoli di coda in grado di aprire ad un possibile seguito per questa vicenda, seguito che non so bene come potrei accogliere, dato l'elevatissimo rischio dell'effetto minestra riscaldata.

Voto: 7

domenica 12 febbraio 2017

The Man in the High Castle - Stagione 2

The Man in the High Castle
(serie TV, stagione 2)
Episodi: 10
Creatore: Frank Spotnitz
Rete Americana: Amazon Prime Video
Rete Italiana: Amazon Prime Video
Cast: Alexa Davalos, Rupert Evans, Luke Kleintank, DJ Qualls, Joel de la Fuente, Cary-Hiroyuki Tagawa, Rufus Sewell, Brennan Brown, Callum Keith Rennie, Bella Heathcote
Genere: Ucronia


Ormai più di un anno fa, complice l'imminente uscita della prima stagione di "The Man in the High Castle" su Amazon Prime Video, mi lessi, nel giro di poco tempo - anche perchè è un librettino abbastanza piccolo - "La svastica sul Sole" di Philip K. Dick e devo dire che, nonostante la difficoltà dovuta ad un ritmo della narrazione che non è proprio nelle mie corde, mi piacque abbastanza. La visione della prima stagione di questa serie dunque avrebbe dovuto confermare delle aspettative che, salvo poi qualche cambiamento minimale a livello della storia, alla fine sono state abbastanza confermate. Nonostante alcuni non abbiano aprrezzato l'eccessiva lentezza nella narrazione della prima stagione e l'impaccio di alcuni attori in scena, ho trovato la prima stagione - tranne che per il finale e appunto per qualche accorgimento "tecnologico" - abbastanza fedele al romanzo. Ora, il problema è che Philip K. Dick di romanzo de "La svastica sul Sole" ne abbia scritto solamente uno, se escludiamo qualche capitolo di un eventuale seguito poi mai uscito a causa della morte dell'autore, quindi la seconda stagione aveva l'ingrato compito di prendere quel poco che l'autore ha lasciato scritto e poi di inventare di sana pianta, con il rischio di risultare una ciofeca senza precedenti.
Nonostante un avvio particolarmente a rilento - mi è risultato particolarmente difficile seguire le prime puntate di questa seconda stagione - alla fine il rischio, almeno per quel che riguarda i miei personalissimi gusti, è stato scongiurato: è secondo me abbastanza chiaro che sia ingiusto osannare questa serie come una delle migliori in circolazione. Non lo è, ma gli autori si impegnano per renderla al meglio possibile con i mezzi che hanno e, a parte qualche momento che procede un po' troppo a rilento, alla fine devo dire che ce l'hanno fatto. Ma non lo è nemmeno per quel che riguarda la regia e la sceneggiatura, nè tanto meno per la recitazione degli attori, alcuni dei quali sono migliorati rispetto alla scorsa stagione, mentre altri sono rimasti più o meno sullo stesso livello, sia quelli che si erano comportati bene, sia quelli che si erano comportati male.
Questa seconda stagione di "The Man in the High Castle" dà però il meglio di sè negli episodi finali, in cui gli eventi prendono una piega totalmente inaspettata e le tensioni tra la Germania e il Giappone sembrano sul punto di sfociare in una terza guerra mondiale, a causa di un evento che non si riteneva possibile ma che, per via della natura umana che è per definizione mortale - un po' come quando gli spettatori si stupiscono che in una serie TV storica un personaggio storico muoia seguendo il corso della storia... ma siete scemi o cosa? - , prima o poi si sarebbe dovuto verificare: ecco, diciamo che non mi sarei aspettato che sarebbe accaduto in quel modo e penso anche che ormai abbiate capito di che cosa sto parlando, ma è proprio dopo quell'evento che questa seconda stagione dà il meglio di sè, portandoci ad un colpo di scena dopo l'altro che rendono questa seconda stagione alla pari, o forse anche leggermente meglio, della prima.

Voto: 7,5

giovedì 9 febbraio 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Settimana di stallo per quel che riguarda le uscite cinematografiche in preparazione alla notte degli Oscar, ma settimana che potrebbe comunque offrire qualche cosa di abbastanza interessante. Sette sono i film in uscita oggi e verranno, come al solito, commentati in base ai miei pregiudizi e alle mie aspettative.


150 milligrammi di Emmanuelle Bercot

Pellicola francese alla "Erin Brockovich" che da una parte potrebbe essere una buona sorpresa - anche se non in maniera eccessiva - mentre dall'altra potrebbe anche rivelarsi un polpettone senza ritegno. Quale delle due alternative? Beh, per saperlo bisognerebbe provare a guardarlo!

La mia aspettativa: 5,5/10


Incarnate di Brad Peyton

Non so bene cosa aspettarmi da questo nuovo horror in uscita nelle sale. Da una parte è un horror e di conseguenza so già che me lo guarderò, mentre dall'altra so che l'horror non vive una condizione di particolare forma, soprattutto se il film in questione viene eccessivamente sponsorizzato. Mezzo flop in patria, potrebbe comunque rivelarsi più interessante del previsto, ma solo a sorpresa ovviamente.

La mia aspettativa: 5,5/10


Le spie della porta accanto di Greg Mottola

Io ho un debole per i film con Zach Galifianakis, non perchè sia un bell'uomo, ma perchè mi fa sempre o quasi ridere un sacco. Poi ho anche un debole per John Hamm; che è un attore straordinario. Poi ho anche un debole per Isla Fisher e per Gal Gadot che sono due gran gnocche! Lo vedrò? Probabilmente sì. Mi farà ridere? Lo spero.

a mia aspettativa: 6+/10


4021 di Viviana Lentini

Unica pellicola italiana di questa settimana che, non fosse la sua uscita in pochissime sale - o almeno immagino - potrei anche vedere per dare un'opportunità al nostro cinema anche in questa annata.

La mia aspettativa: 6/10


Cinquanta sfumature di nero di James Foley

Un paio di anni fa vidi "Cinquanta sfumature di grigio" perchè ero curioso. Sì, lo ammetto, ero curioso e non mi è piaciuto per nulla. Quest'anno sono ancora curioso, se proprio devo ammetterlo. Curioso di sapere se hanno fatto una merda peggiore, ma non so se ho la forza di vederlo anche quest'anno.

La mia aspettativa: 0/10


LEGO Batman - Il film di Chris McKay


Buone aspettative invece per questo film, dopo che "The LEGO Movie" mi era piaciuto davvero parecchio. Uno spin off forse non necessario, anche se sul personaggio rivelazione della pellicola principale, che spero sia leggero e divertente dall'inizio alla fine!

La mia aspettativa: 7/10


Un re allo sbando di Peter Brosens, Jessica Woodworth

Nemmeno Coming Soon riesce a riassumere la trama di questo film, quindi figuriamoci se riesco a farlo io in due o tre righe. Sta di fatto che da quel che ho letto sul sito da cui prendo le soffiate informazioni sulle uscite cinematografiche questa pellicola potrebbe ispirarmi molto di più del previsto e rivelarsi tranquillamente una delle visioni più sorprendenti della settimana.

La mia aspettativa: 7/10
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