mercoledì 7 marzo 2012

Shining

[caption id="" align="alignright" width="296" caption="Locandina del film tratta da una scena famosissima, entrata ormai nell'immaginario comune."][/caption]

Allora. Fare una "recensione" su un film uscito ormai 32 anni fa non è una cosa nè molto facile, nè secondo me particolarmente intelligente, visto che la rete pullula ormai di recensioni su questo film. Quindi in que


sto commento non cercherò di dare un giudizio a un film che per me è ingiudicabile in maniera obiettiva, quanto cercherò di farvi capire cosa è e cosa rappresenta per me questo film.


Intanto Shining è stato il terzo film che ho visto firmato Stanley Kubrick, nell'ordine dopo Full Metal Jacket e Arancia Meccanica. Film che me lo ha fatto amare definitivamente, non fossero bastati i primi due. Inoltre, ormai 6 anni fa, è stato il mio primo approccio serio al cinema horror, ed è forse per questo motivo che quasi tutti i film horror visti successivamente, soprattutto quelli dell'ultimo decennio, mi hanno deluso incredibilmente. Terza cosa, ho letto il libro dopo aver visto il film, il chè generalmente è una cosa che non andrebbe fatta, ma visto l'amore che provavo per il film, il libro dovevo leggerlo per forza. Ecco, diciamo che il libro "Shining" di Steven King (anche da quel punto di vista, primo approccio con Steven King), è stato quello che me lo ha fatto affossare definitvamente. Ebbene si, causa questo libro, non amo, per usare un eufemismo, Steven King. Dopo Shining, finito a fatichissima, ho tentato con "L'Ombra dello Scorpione", abbandonato alla duecentesima pagina, e con "L'ultimo Cavaliere", primo libro della saga de "La Torre Nera", abbandonato dopo 30/40 pagine.


Ma veniamo al film, che per me è e deve rimanere un vero e proprio manifesto del cinema horror. Un cinema horror molto diverso da quello che cercano di farci conoscere oggi, fatto di spaventi improvvisi, urla, sangue, riprese in soggettiva con inquadrature fatte a caso, film fatti in stile amatoriale pseudo-documentario (parlo forse di Paranormal Activity??? O forse di Rec??? Di certo non parlo di The Blair Whitch Project, che devo ancora vedere ma molti dicono sia un autentico capolavoro). Dicevo, un cinema horror che deve essere fatto di tensione, di ottima recitazione, di dialoghi che nascondono qualcosa di subdolo nell'animo del personaggio.




[caption id="" align="alignleft" width="432" caption="Senza ombra di dubbio i personaggi più inquietanti dell'intero film."][/caption]

Il film percorre la storia di un albergo, e della famiglia Torrance, che si trasferisce nell'Overlook Hotel per passare l'inverno, durante il quale il protagonista Jack Torrance ha trovato un impiego come custode. La famiglia vive praticamente da sola nell'albergo e, nonostante gli "avvertimenti" del direttore riguardo il senso di solitudine e ciò che è successo alla famiglia dell'ultimo custode, Jack accetta di buon grado.


Ma appare chiaro che l'hotel abbia insito in se qualcosa di maligno, infatti, come dice bene il cuoco Halloran, quando in un posto succede qualcosa di brutto, ne rimangono inevitabilmente delle tracce. Traccfe visibili in maniera particolare da Danny/Doc, figlio di Jack, che ha il potere dello Shining, che gli permette di prevedere eventi futuri, di leggere nel pensiero delle persone e altre cose.


In tutto questo una raccomandazione per Danny: non entrare mai nella stanza 237.




[caption id="" align="alignright" width="320" caption="I primi segni della pazzia imminente di Jack."][/caption]

Ci sono moltissime scene anche, che sono entrate in maniera inevitabile nella cultura popolare. "Vieni a giocare con noi... Per sempre... E sempre... E sempre...", vi dice qualcosa? Se non vi dice niente vivete fuori dal mondo. "Re-drum... Re-drum... Re-drum...", anche questa non vi dice niente? Male, anzi, malissimo. Ma se non avete sentito nemmeno questa è meglio che andate subito a studiare: "Cappuccetto rosso? Cappuccetto rosso? Su, apri la porta. Su, apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc? Allora vuoi che soffi? Vuoi che faccio puff? Allora devo aprirla io la porta? Sono il lupo cattivo".


Un film con una fotografia al limite del perfetto e dello psichedelico, come da tipico marchio di fabbrica di Kubrick, la ricerca della perfezione scenica rende il film qualcosa di veramente veramente speciale. Jack Nicholson interpreta un ruolo diventato leggenda in una maniera veramente estasiante. Un plauso anche a Giancarlo Giannini, suo doppiatore nella versione italiana, che attraverso la cura della pronuncia, il tentativo di dare un accento americano quando vengono pronunciati nomi di persone, città o altro. E' la perfezione, roba che se i registi che vogliono avere a che fare con l'horror guardassero anche solo un minuto di questo film, il livello delle ultime pellicole del genere sarebbe molto molto più alto.


E se leggete questo articolo e non avete visto il film, vi prego, fatemelo come favore personale anche se non mi conoscete. Davvero, vi scongiuro. Guardate, guardate questo film. Giuro che non ve ne pentirete affatto.


Ultimissima cosa: "All work and no play makes Jack a dull boy"

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