venerdì 29 settembre 2017

COMEDY TIME - The Big Bang Theory - Stagione 10 & The Last Man on Earth - Stagione 3

Nella settimana in cui negli Stati Uniti ricomincia "The Big Bang Theory" - con tanto di spin-off "Young Sheldon" a cui penso darò una piccola opportunità, sperando che i produttori non abbiano deciso di suggerirmi quando devo ridere e quando devo stare serio - ecco che arriva, con considerevole ritardo rispetto alla "tabella di marcia" la recensione della decima stagione. E in aggiunta anche quella di "The Last Man on Earth" giusto per buttarcene dentro un'altra e fare un post di una lunghezza soddisfacente. O forse perchè dedicare un'intera giornata al solo "The Big Bang Theory" mi pareva un po' troppo, non so.


The Big Bang Theory - Stagione 10

The Big Bang Theory
(serie TV, stagione 10)
Episodi: 24
Creatore: Chuck Lorre, Bill Prady
Rete Americana: CBS
Rete Italiana: Infinity TV
Cast: Johnny Galecki, Jim Parsons, Kaley Cuoco, Simon Helberg, Kunal Nayyar, Sara Gilbert, Melissa Rauch, Mayim Bialik, Kevin Sussman
Genere: Commedia


Sarebbe dovuta essere in qualche modo la stagione evento di questa serie, che comunque continua ad inanellare un buon successo di pubblico. Il traguardo della decima stagione per una serie è sempre importantissimo perchè denota da una parte un enorme successo e fidelizzazione del suo pubblico e dall'altra dovrebbe anche essere una stagione a cui gli autori dovrebbero porre una grande attenzione - che poi dovrebbero porla in tutte le stagioni, ma diciamo che mi aspetto dalla decima qualcosina di più, soprattutto per una serie che sta andando in calando da qualche stagione a questa parte -. Ed effettivamente questa decima stagione non offre molto - se non nulla - di più rispetto alle precedenti. I protagonisti ormai si sono particolarmente appiattiti e non hanno più la benchè minima evoluzione psicologica che per dire, la scorsa stagione ci aveva dato la scoperta del sesso da parte di Sheldon che è già una gran cosa, questa proprio quasi nulla e tutto si riduce a momenti divertenti - o in cui gli autori ti dicono quando devi ridere - alternati ad altri con un tono decisamente minore. Insomma, a me "The Big Bang Theory" potrebbe aver stufato e d'altronde è l'ultima comedy in cui gli autori ti dicono quando ridere che sto seguendo, tra qualche episodio deciderò se nella mia vita da spettatore non ce ne saranno proprio più in assoluto.

Voto: 5+


The Last Man on Earth - Stagione 3

The Last Man on Earth
(serie TV, stagione 3)
Episodi: 18
Creatore: Will Forte
Rete Americana: FOX
Rete Italiana: Fox Comedy
Cast: Will Forte, Kristen Schaal, January Jones, Mel Rodriguez, Cleopatra Coleman, Mary Steenburgen
Genere: Commedia


"The Last Man on Earth" è stata per ben due stagioni una comedy in grado di divertirmi: la prima era stata davvero geniale, con tredici episodi uno meglio dell'altro, la seconda un po' meno - anche perchè di last man on Earth ce ne sono almeno una quindicina - ma comunque si era rivelata piuttosto godibile e con trovate davvero divertenti. La terza invece è stata la noia totale: fondamentalmente ho passato i primi quattro o cinque episodi a chiedermi quando arrivasse il momento in cui avrebbe fatto ridere, poi quel momento è arrivato in un episodio, poi a sprazzi in qualche altro, ma il tutto è risultato talmente ripetitivo che ho fatto un'enorme fatica a proseguire nella visione e portarla a termine. L'idea dunque di cimentarmi con la visione della quarta stagione è abbastanza remota, anche perchè ormai il tempo scarseggia e bisogna fare qualche taglio!

Voto: 4,5

giovedì 28 settembre 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Dopo una settimana in cui, in effetti, qualcosa di interessante era uscito, eccone un'altra in cui risulta veramente difficile fare una scelta che non sia quella scontata del vedere il film del regista che adoro. Ecco che dunque, come al solito, tutte le uscite di questo Giovedì verranno commentate in base ai miei pregiudizi e non so quante di queste passeranno effettivamente per i miei occhi.


Madre! di Darren Aronofsky


La mia speranza tre anni fa fu che "Noah" fosse solo uno scivolone. Eppure "Madre!", presentato a Venezia meno di un mese fa, ha preso pernacchie, risate e fischi. Pernacchie, risate e fischi di cui non me ne frega assolutamente nulla e mi fionderò al più presto al cinema a vedere questo film perchè Aronofsky, la Lawrence e Bardem li adoro a prescindere. E anche perchè con Aronofsky per i critici è fin troppo facile parlare per partito preso e spero che sia anche questo il caso.

La mia aspettativa: 7,5/10


Jukai - La foresta dei suicidi di Jason Zada

L'anno scorso la rete mi aveva dato l'opportunità di vedere "The Forest", che poi alla fine ho preferito non vedere. In occasione però dell'uscita in Italia con tanto di titolo a prova di idiota che ci racconta già tanto sulla trama del film, non posso perdermi questo horror con protagonista la bellissima Natalie Dormer. Anche se a dir la verità lo vedo più in quanto horror che per un reale interesse.

La mia aspettativa: 6/10


Le altre uscite della settimana

Alibi.com: Commedia francese dal presupposto un po' stupido che però, a sorpresa, potrebbe anche moderatamente divertirmi.
Babylon Sisters: Commedia italiana pseudo autoriale con la quale difficilmente avrò a che fare.
Chi m'ha visto: Altra commedia italiana con protagonisti Pierfrancesco Favino e Giuseppe Fiorello. E' giusto più interessante del film subito sopra, ma meno della mia personalissima soglia di interesse.
Emoji - Accendi le emozioni: Bambinata della settimana dedicata alle (o agli?) emoji. Me la posso tranquillamente evitare.
Il contagio: Dramma tutto italiano con Anna Foglietta e Vinicio Marchioni che potrebbe fare al caso mio, visto il tema criminale. Potrebbe essere una delle sorprese della settimana.
L'incredibile vita di Norman: Io Richard Gere non lo posso proprio vedere. Eppure questo film ha un cast che a parte il protagonista mi ispira abbastanza e una trama che potrebbe essere pure interessante. Potrei dargli un'occasione.
L'intrusa: Altro film italiano autoriale con cui non avrò a che fare.
Una famiglia: Di quest'altro film italiano presentato a Venezia ho letto solo commenti piuttosto negativi. Non penso dunque che gli darò un'occasione, anche se sarebbe meglio toccare con mano.

mercoledì 27 settembre 2017

Saw IV - Il gioco continua di Darren Lynn Bousman (2007)


USA 2007
Titolo Originale: Saw IV
Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: Patrick Melton, Marcus Dunstan, Thomas Fenton
Cast: Tobin Bell, Costas Mandylor, Scott Patterson, Betsy Russell, Lyriq Bent, Athena Karkanis, Justin Louis, Simon Reynolds, Donnie Wahlberg, Angus Macfadyen, Shawnee Smith, Bahar Soomekh, Dina Meyer, Mike Realba, Marty Adams, Sarain Boylan, Billy Otis, James Van Patten, Kevin Rushton, Kelly Jones, Ingrid Hart, Niamh Wilson, Janet Land, Ron Lea, Eric Gores, Devon Bostick, Tony Nappo, Emmanuelle Vaugier, Noam Jenkins, Mike Butters, J. Larose, Oren Koules, Alison Luther, Kim Roberts, David Webster, Sandra Manson, Vincent Rother, Erik Knudsen
Durata: 93 minuti
Genere: Thriller, Horror


A meno di una settimana dalla recensione del terzo capitolo, che fa parte ovviamente dello speciale che sto tenendo a giorni alterni su questo blog in preparazione all'uscita italiana di "Saw: Legacy" ecco che vi tocca leggere subito anche la recensione del quarto capitolo della saga, che per gli autori della stessa consisteva, fondamentalmente, in una doppia missione: la prima era proseguire in maniera degna dopo un terzo episodio che sapeva tanto di conclusivo - e come sostengo da quando sono uno spettatore della saga, ne sarebbe stata la più degna conclusione -, la seconda era invece quella di non snaturare il prodotto originale che, dopo la morte dell'Enigmista si sarebbe dovuto reinventare in modo da attrarre a sè un sempre maggior numero di persone. Non che la seconda missione, soprattutto per quel che riguarda l'attrattiva sul pubblico, fosse proibitiva, dato che alla fin fine fai un seguito di una saga amatissima e il pubblico, pur con qualche pregiudizio, al cinema a vedere il film ci va, ma la prima, effettivamente, era parecchio complicata e se stiamo bene a vedere, è stato proprio lì che si è consumato il mezzo fallimento di questa pellicola, con la saga che poi tornerà ancora a migliorarsi leggermente con i suoi capitoli successivi.
Sappiamo ormai tutti, dopo ben tre film, che la saga di "Saw" si basa su dei punti cardine ben precisi: il primo sono i giochi mentali e le torture fisiche dell'Enigmista, il secondo sono i continui colpi di scena, studiati a puntino per sorprendere lo spettatore, farlo balzare sulla sedia e fargli esclamare "voglio il prossimo capitolo IERI!!!". E il problema di questo quarto capitolo sta in entrambi i punti cardine su cui si è fondata la saga: le torture hanno ormai cominciato a perdere quasi di significato, mentre nei capitoli precedenti ogni personaggio veniva sottoposto ad una tortura ben contestualizzata e che aveva quasi sempre a che fare con il suo vissuto, mentre per quel che riguarda i colpi di scena ci troviamo davanti ad una storia che sviluppa su una linea temporale che è praticamente parallela a quella del terzo capitolo, linea temporale che non è sempre gestita benissimo e gli eventi a cui assistiamo, spesso e volentieri, appaiono mal collegati a livello logico.
Inutile negare che dal punto di vista strettamente visivo, qualche trovata di questo "Saw IV - Il gioco continua" sia piuttosto interessante, ma i difetti elencati sopra contribuiscono clamorosamente a far perdere fascino ad una saga che già dal capitolo precedente iniziava un po' a soffrire dell'effetto "spremuta". A volergli trovare una nota positiva a questo film c'è da dire che risulta essere particolarmente interessante la parte costituita dai flashback in cui viene spiegata la genesi del protagonista e il perchè abbia sviluppato il suo distorto senso di giustizia che lo porta a pensare che la vita non vada mai sprecata. Una parte che funziona nei limiti di un film che però, intorno ad essa, ci mette praticamente tutti i suoi difetti in bella mostra.

Voto: 5

martedì 26 settembre 2017

Ozark - Stagione 1

Ozark
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Bill Dubuque, Mark Williams
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Jason Bateman, Laura Linney, Sofia Hublitz, Skylar Gaertner, Julia Garner, Jordana Spiro, Jason Butler Harner, Esai Morales, Peter Mullan, Lisa Emery
Genere: Drammatico


La possibilità data da Netflix di scaricare contenuti sul proprio cellulare in modo da non utilizzare traffico dati ha reso molto meno spiacevoli i miei viaggi in metro, nei quali spesso mi guardo una puntata di una serie con un'attenzione che, paradossalmente, a volte è addirittura maggiore di quella che ci metto a casa quando i film e le serie TV me li guardo sul mio bel televisore. Tra le serie viste al ritorno dalle ferie durante i miei viaggi in metro - le ferie sono ormai finite da due settimane e ora ho ripreso a pieno ritmo quindi ogni viaggio in metro una puntata di qualcosa di scappa sempre - spicca "Ozark", presentata su Netflix il 21 Luglio che io sono riuscito a vedere con i miei ormai consueti mesi di ritardo e la cui prima stagione, tra alti e bassi - pochi bassi e qualche alto - mi ha davvero soddisfatto.
Marty Byrde, interpretato da Jason Bateman, è un consulente finanziario che vive con la propria famiglia a Chicago e che ricicla denaro per i cartelli della droga messicani. Quando le cose si mettono male e il suo socio viene ucciso da Del Rio, interpretato da Esai Morales, per un furto subito, Marty riesce a convincere l'aguzzino a lasciarlo in vita, trasferendosi a Ozark insieme alla sua famiglia, luogo in cui è possibile riciclare enormi somme di denaro senza difficoltà. Forse in tono minore, ma guardando questa prima stagione della serie - che è già stata rinnovata per una seconda che arriverà l'anno prossimo - mi è subito venuto alla mente un paragone, secondo me nemmeno troppo forzato, con "Breaking Bad" a cui la serie mostra di ispirarsi con particolare gratitudine. Anche qui d'altronde abbiamo un protagonista che deve pensare alla sua famiglia e a proteggerla ed è disposto a tutto pur di riuscire a farlo. Qui fondamentalmente manca il tema della morte imminente, ma alla fin fine, in fondo, le due serie hanno uno spunto di partenza abbastanza simile.
Poi però lo sviluppo ed anche la qualità sono abbastanza diverse, con una prima stagione che si concentra principalmente sulle difficoltà che incontra il protagonista nel completare la sua missione, costretto a vivere in una città in cui, non tanto perchè fondata su principi di legalità convenzionali, ma più che altro perchè dominata da altri tipi di attività criminali - compreso il traffico di eroina - e da persone che tenteranno di fare di tutto pur di ostacolare Marty nella sua missione. La trama è sviluppata abbastanza bene, così come, per ora, sono anche caratterizzati in maniera soddisfacente tutti i personaggi principali della vicenda, a partire dal protagonista, dalla moglie e dai figli e dal personaggio di Ruth, che spicca clamorosamente nella seconda metà della stagione. Interessanti poi sono le parti legate a Roy Petty, interpretato da Jason Butler Harner, agente dell'FBI insospettito dalle motivazioni che hanno spinto Marty ad un trasferimento così repentino e da tempo sulle tracce di Del Rio.
Non mancano poi momenti in cui la tensione sale in maniera vertiginosa, con gli sceneggiatori bravi a far procedere la trama in maniera non troppo veloce, in modo da empatizzare il più possibile con le sensazioni dei protagonisti. Così come non manca, nell'episodio finale che dura mezz'ora in più del normale, un colpo di scena veramente clamoroso che apre a questioni ancora più grosse per la prossima stagione. Insomma, questa prima stagione di "Ozark" si è rivelata di buonissima fattura e in grado di creare nello spettatore - o per lo meno in me, ovviamente - una certa dipendenza verso i suoi episodi.

Voto: 7+

lunedì 25 settembre 2017

La cura dal benessere di Gore Verbinski (2016)

USA, Germania 2016
Titolo Originale: A Cure for Wellness
Regia: Gore Verbinski
Sceneggiatura: Justin Haythe
Cast: Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Celia Imrie, Ashok Mandanna, Adrian Schiller, Harry Groener, Tomas Norström, Carl Lumbly, Ivo Nandi, David Bishins
Durata: 146 minuti
Genere: Thriller, Horror


Qualche mese fa, quando il film di cui vi parlerò oggi è uscito nelle sale, mi sono perso la visione di questa nuova pellicola di Gore Verbinski, il regista de "La maledizione della prima Luna" e del remake di "The Ring" - sicuramente tra i suoi film più riusciti - forse intimidito dall'eccessiva durata di quasi due ore e mezza o forse semplicemente perchè non era il momento per godersi un film del genere. Deciso dunque a recuperarlo comunque prima della fine dell'anno, mi sono fatto convincere da una video recensione su Youtube che ne consigliava caldamente la visione e ho finalmente dato un'opportunità a questo thriller/horror con protagonisti Dane DeHaan e Jason Isaacs.
"La cura dal benessere" è un thriller che parte dal più semplice dei presupposti, tentando un po' di infilarsi in quel filone di film che narrano una storia fino ad un certo punto lineare per poi piazzare il colpo di scena alla fine e farti pensare di aver ben speso le due ore e mezza della sua durata. Lockhart è un giovane broker di Wall Street che si deve recare in Svizzera per far firmare all'amministratore delegato della sua azienda Rolan Pembroke le liberatorie per la fusione con un'altra azienda. Giunto in un centro benessere sulle Alpi Svizzere a seguito di un incidente scoprirà che al suo interno gli ospiti vengono sottoposti ad una miracolosa cura studiata dal dottor Heinreich Volmer che fa sentire tutti gli ospiti presto in salute. Ci troviamo dunque davanti ad un film che, pur basandosi sull'idea di spiazzare lo spettatore, parte già da un presupposto per il quale lo spettatore, bene o male, un colpo di scena alla fine se lo aspetta, o quanto meno sospetta qualcosa riguardo al centro benessere in cui si trovano i protagonisti.
Pur non ottenendo recensioni particolarmente entusiaste, la pellicola in questione è riuscita a dividere pubblico e critica tra chi lo ritiene un film mediocre con evidenti pregi a livello registico - d'altronde Gore Verbinski pur non avendo mai diretto film particolarmente impegnativi da quel punto di vista sa il fatto suo - e nella costruzione dell'atmosfera e chi invece lo ha ritenuto un buon film con altrettanto evidenti difetti nello sviluppo della trama. Così come molti sono stati quelli che non hanno apprezzato il finale di questa pellicola, mentre ad esempio a me, non ha fatto nè caldo nè freddo. Non ho amato particolarmente questo film, per lo meno non come mi sarei aspettato, con il problema che lo stesso non mi abbia lasciato nulla di particolare. Per quanto dunque lo spunto di partenza sia affascinante poi, alla fin fine, non mi è sembrato che il film potesse essere in grado di attecchire su di me. Essendo poi questo un tipo di film a cui difficilmente do una seconda opportunità temo che alla fine questo finir presto nel dimenticatoio senza lasciare particolarmente il segno nella mia mentalità cinefila.

Voto: 5,5

venerdì 22 settembre 2017

Saw III - L'enigma senza fine di Darren Lynn Bousman (2006)


USA 2006
Titolo Originale: Saw III
Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: James Wan, Leigh Whannell
Cast: Tobin Bell, Shawnee Smith, Angus Macfadyen, Bahar Soomekh, Donnie Wahlberg, Dina Meyer, Leigh Whannell, Mpho Koaho, Lyriq Bent, Barry Flatman, J. LaRose, Debra McCabe, Costas Mandylor, Betsy Russell, Stefan Georgiou, Niamh Wilson, Alan Van Sprang, Kim Roberts, Franky G, Kelly Jones, Vicent Rother, Tim Burd, Elle Downs, Oren Koules, Cary Elwes, Michael Emerson, Danny Glover, Ken Leung, Mike Butters, Emmanuelle Vaugier, Paul Gutrecht, Beverley Mitchell, Noam Jenkins, Glenn Plummer, Erik Knudsen, Tony Nappo
Durata: 104 minuti
Genere: Horror, Thriller


Dopo una giornata particolarmente devastante sotto qualsiasi punto di vista - lavorativo, morale, relazionale e chi più ne ha più ne metta pensando che qualsiasi cosa si possa mettere è andata male - cosa c'è di meglio che scrivere la recensione di "Saw III - L'enigma senza fine" cercando di pensare il meno possibile a ciò che ha reso questa giornata abbastanza terribile? Beh, forse di cose migliori da fare ce ne sarebbero, tipo magari uscire a bersi una birra, o due o tre o quattro o anche cinque. Ma siccome questa cosa non la posso fare, o per lo meno non questa sera, meglio pensare a scrivere questa recensione sfogando qui dentro tutti gli istinti omicidi. Attenzione: per quelli che sono pronti a dire che ero un bravo ragazzo e salutavo sempre, non è vero. Uno, non lo sono, due, non salutavo sempre, anzi quando potevo evitarvi mi sentivo quasi meglio, tre, tutto ciò che ho scritto prima è una chiara esagerazione "romanzata" di ciò che ho per la testa in questo momento, quindi non vi preoccupate, nonostante il nervoso alle stelle non ho intenzione di fare del male a nessuno, tranne a mosche ed eventuali zanzare sopravvissute a questo clima per loro al limite dell'ostilità.
Veniamo al dunque però, con il terzo episodio della saga di "Saw" che corrisponde anche, manco a dirlo, con il terzo episodio del mio speciale, che a tempi alterni vi proporrà tutte le recensioni della saga - magari sperando che le prossime siano scritte in un momento in cui sarò molto meno incazzato - fino ad arrivare all'uscita di "Saw: Legacy", l'ultimo capitolo che arriverà nei nostri cinema, come da tradizione, la sera del 31 Ottobre. Dopo aver dunque apprezzato particolarmente il primo capitolo che, a scanso di equivoci, è chiaramente il migliore dei sette girati fino ad ora, e il forte passo indietro del secondo, devo dire che, per quelli che sono i miei gusti, questo terzo capitolo mi ha sempre preso un po' di più rispetto al precedente. Non è dunque un caso il fatto che io - da spettatore regolare della saga - dopo la visione del terzo, mi sia preso una lunga pausa prima di decidere di vedere i quattro film rimanenti.
Per quel che mi riguarda questo "Saw III - L'enigma senza fine" sarebbe potuta tranquillamente essere la più degna conclusione per la saga, dato che il film finisce come tutti sanno con la morte dell'Enigmista, ma soprattutto risulta essere un buon film soprattutto per quel che riguarda la promozione della mitologia che ruota attorno a questa saga, con la consapevolezza che non è il solo Jigsaw il nemico, ma ce ne sono molti altri pronti a torturare ignare persone ingrate verso la vita. E la costruzione di un terzo capitolo che ha la struttura di un labirinto in cui il protagonista Jeff Reinhart dovrà affrontare varie prove per decidere se vendicarsi definitivamente dell'uomo che ha ucciso il figlio in un incidente stradale mentre era ubriaco o perdonarlo. Ed è anche la prima volta - poi la cosa verrà anche riutilizzata nel corso dei film successivi - che l'enigmista pone la sua vittima nella posizione di decidere se uccidere o lasciar vivere qualcun altro piuttosto che davanti ad un enigma per avere salva la propria vita. E questo terzo film, proprio per via di questa questione morale, funziona abbastanza ed effettivamente sarebbe stata la più degna conclusione per la saga, che poi sarà principalmente basate su torture sempre più elaborate e su una gran sequela di colpi di scena ad effetto.

Voto: 7-

giovedì 21 settembre 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Ed eccoci qui davanti ad un nuovo weekend cinematografico nel quale saranno presentate ben dieci nuove uscite, alcune delle quali poterebbero richiamare il grande pubblico al cinema. Vediamole tutte commentate in base ai miei pregiudizi!


Kingsman: Il cerchio d'oro di Matthew Vaughn

Il primo film "Kingsman: Secret Service" non mi era dispiaciuto, ma nemmeno piaciuto così tanto da sentire il bisogno spasmodico di un seguito, che a dirla tutta, a guardare il trailer, potrebbe anche risultare migliore del suo predecessore. Devo dire che stavolta sono seriamente combattuto.

La mia aspettativa: 6/10


L'inganno di Sofia Coppola


Il nuovo film di Sofia Coppola - se lasciamo perdere lo scivolone di "A Very Murray Christmas" - è sempre una piacevole attesa. Questo film, che sembra ricalcare in pieno quello che è il suo stile registico. La speranza è che anche la sceneggiatura sia veramente all'altezza e di vedere un grande film!

La mia aspettativa: 7/10


Valerian e la città dei mille pianeti di Luc Besson

Ho come idea che questo film sia una grande esperienza divisa che farà tanto di quel fumo ma veramente pochissimo arrosto. Con un Besson che sembra poi essere nella fase calante della sua carriera le aspettative su questa pellicola non è che siano proprio alle stelle.

La mia aspettativa: 5-/10


Le altre uscite della settimana

La musica del silenzio: Film biografico su Andrea Bocelli con protagonista Antonio Banderas che penso mi eviterò più che volentieri.
In questo angolo di mondo: L'animazione giapponese mi piace particolarmente. Spero che anche questo film sia in grado di confermare i miei gusti!
2 biglietti della lotteria: Arrivano i film di Cannes direttamente dalla Romania. Commedia che penso salterò senza problemi.
Glory - Non c'è tempo per gli onesti: Anche il film bulgaro-greco mi sa che me lo salto.
L'equilibrio: Dramma autoriale italiano della settimana.
Noi siamo tutto: Film sentimentale che contro ogni pronostico potrebbe rivelarsi come una delle grandi sorprese di questa settimana.
Tiro libero: Commedia italiana ambientata nel mondo del basket e non può che interessarmi almeno un minimo. Nella speranza che il mio sport preferito non venga visto tramite i soliti triti e ritriti luoghi comuni.

mercoledì 20 settembre 2017

Slam - Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: Slam - Tutto per una ragazza
Regia: Andrea Molaioli
Sceneggiatura: Andrea Molaioli, Francesco Bruni, Ludovica Rampoldi
Cast: Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli, Fiorenza Tessari, Pietro Ragusa, Gianluca Broccatelli
Durata: 100 minuti
Genere: Commedia


Non ho mai letto un libro di Nick Hornby, non so bene perchè ma non mi sono mai svegliato un giorno dicendo a me stesso "dai, leggiamo un libro di Nick Hornby". Non mi ritengo nemmeno un fan di quei pochi film tratti dai suoi libri che ho visto, uno su tutti quel "Non buttiamoci giù" che presentava un cast di altissimo livello, ma lo sprecava con una vicenda decisamente poco avvincente e che alla lunga portava alla noia dello spettatore o almeno questo è l'effetto che ha avuto su di me. Eppure i romanzi di "Nick Hornby" vengono adattati anche dai registi italiani ed è proprio il caso di "Slam - Tutto per una ragazza", pellicola diretta da Andrea Molaioli, di cui prima d'ora non avevo visto nessun film, con protagonisti assoluti i due giovani Ludovico Tersigni e Barbara Ramella, assieme al meno giovane ma sempre da me particolarmente stimato Luca Marinelli sui quali i miei commenti positivi non si sono mai lasciati desiderare.
Da bravo spettatore di film e serie TV dalle tematiche adolescenziali, non so bene perchè ma a quasi ventisette anni rimango ancora particolarmente legato a storie che narrano del periodo che sta tra i quattordici e i diciotto, e contro ogni mio pregiudizio su quanto un film italiano potesse effettivamente rendere la cosa senza scadere in banalità, "Slam - Tutto per una ragazza" si è rivelata una visione decisamente piacevole e leggera, che presentava sì qualche banalità di sorta, ma nel complesso è riuscita ad emozionarmi e a farmi empatizzare praticamente subito con i protagonisti della vicenda. Ovviamente non perchè mi ci sono ritrovato nella situazione narrata dal film, con Sam che mette incinta Alice e i due si trovano a dover fare i conti con l'arrivo di un bambino nonostante la loro giovanissima età, ma perchè, fondamentalmente, i due giovani protagonisti sono delle persone normalissime, con cui è facile identificarsi perchè hanno dei sentimenti altrettanto normali. Provano paura così come amore l'uno per l'altra differentemente dai molti supereroi che ci vengono presentati solitamente nel cinema italiano.
Non sarà certo "Slam - Tutto per una ragazza" la visione cinematografica che vi cambierà la vita, ma sicuramente sarà in grado di far passare un'ora e quaranta più che piacevole e di mostrarci due buoni giovani attori che si comportano davvero in maniera egregia sulla scena, con Luca Marinelli a fare da ciliegina sulla torta, nonostante il personaggio da lui interpretato non sia particolarmente complesso nè dall'elevato spessore, quanto più che altro l'incarnazione di un luogo comune del quale è difficile avere la stessa opinione, ma che comunque provoca una certa simpatia per la sua schiettezza e genuinità. Insomma anche se non vi cambierà la vita, un'opportunità a "Slam - Tutto per una ragazza" dovreste darla, sarà certamente un film in grado di farvi in qualche modo del bene.

Voto: 6,5

martedì 19 settembre 2017

Atomica bionda di David Leitch (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Atomic Blonde
Regia: David Leitch
Sceneggiatura: Kurt Johnstad
Cast: Charlize Theron, James McAvoy, John Goodman, Til Schweiger, Eddie Marsan, Sofia Boutella, Roland Møller, Toby Jones, Bill Skarsgård, Sam Hargrave, James Faulkner, Jóhannes Haukur Jóhannesson
Durata: 115 minuti
Genere: Azione, Thriller


Non è particolarmente facile, per un film d'azione, comprarmi. E' ancora più difficile che sia io a comprare il biglietto per un film d'azione, dato che è un genere che difficilmente digerisco. Eppure "Atomica bionda", sin dalla prima visione del trailer avvenuta qualche mese fa al cinema non mi ricordo nemmeno prima di vedere quale film - forse "Spider-Man: Homecoming", ma non ne sono sicurissimo -, ci è riuscito alla grande. Un trailer montato benissimo e che ti sbatteva subito nelle orecchie una musica fondamentale per i miei gusti musicali, "Sweet Dreams" degli Eurythmics. Ed alla fine ho deciso: recarmi al cinema a vedere questo film action duro e puro con protagonisti Charlize Theron e James McAvoy, attori che apprezzo particolarmente sperando che le similitudini notate già dal trailer con "John Wick" non si rivelassero anche nel mio apprezzamento finale verso la pellicola.
Bisogna premettere che "Atomica bionda" e "John Wick" hanno parecchie cose in comune. Innanzitutto "John Wick" - che a me non è che fosse particolarmente piaciuto - aveva rappresentato un nuovo-vecchio modo di fare del cinema d'azione, sparatorie e pestaggi violenti e soprattutto dal ritmo forsennato e il ritorno alla ribalta della figura dell'action hero, un po' caduta in disuso e che difficilmente ha avuto negli ultimi anni un gran successo al cinema. Al contrario, quel film fu particolarmente apprezzato da buona parte del pubblico e i due registi ricevettero critiche generalmente positive. I registi Chad Stahelski e David Leitch dopo il buon successo decidono di dividere le loro strade: il primo dirigerà "John Wick - Capitolo 2", uscito all'inizio di quest'anno e che alcuni dicono sia addirittura meglio del capitolo precedente - io ancora non ho trovato la voglia di vederlo - mentre il secondo si occuperà di una specie di versione al femminile, che è proprio "Atomica bionda" di cui vi sto parlando in questo post.
Ambientato nel 1989, poco prima del crollo del Muro di Berlino, "Atomica bionda" ha come protagonista Lorraine Broughton, interpretata appunto da Charlize Theron, una spia del massimo livello dell'MI6, invitata a Berlino per smantellare un'agenzia di spionaggio che si è appena macchiata dell'omicidio di un agente sotto copertura in possesso dei nomi delle spie russe infiltrate nel blocco occidentale dell'MI6. Si alleerà con il direttore della sede di Berlino David Percival, interpretato da James McAvoy, con l'intento di smantellare definitivamente l'organizzazione. Confermo subito, a scanso di equivoci, che le buonissime sensazioni avute con la visione del trailer si sono confermate anche durante la visione della pellicola. Uno poi può tentare in tutti i modi di tenersi lontano dal paragone con "John Wick", con cui il regista ha esordito pochi anni fa, ma è impossibile non farlo: per quanto riguarda lo stile registico infatti non siamo poi così tanto lontani, con combattimenti dal ritmo forsennato, sparatorie particolarmente avvincenti e un arsenale di battute ironiche e autoironiche che devono aver reso felici molti spettatori.
Dove però "Atomica bionda" batte il suo "cugino" è nella sceneggiatura, che funziona dall'inizio alla fine e mostra una buona dose di idee da sviluppare, riuscendo, in un tempo anche abbastanza ristretto, a far affezionare gli spettatori alla protagonista, grazie anche ad una Charlize Theron che dimostra anche di avere il phisique du role per interpretare il ruolo a lei assegnato. "Atomica bionda" si infila dunque in quel filone di pellicole che vogliono tentare di riscrivere i canoni del genere action, non disdegnando affatto la vecchia maniera di fare questo tipo di cinema e tentando di riportare in auge, molti anni dopo, la figura dell'action hero che stava pian piano venendo affossata per rimanere nell'oblio. E' ovvio poi che si possa ancora migliorare e duro sarà il lavoro da parte di chi vorrà tentare, ancora una volta, di guadagnarsi i miei soldi dirigendo un film d'azione: e sappiate che per un action puro difficilmente dò i miei soldi.

Voto: 7+

lunedì 18 settembre 2017

CINEMA IN PILLOLE #20 - Open Water di Chris Kentis (2003), Adrift - Alla deriva di Hans Horn (2006) & Open Water 3 - Cage Dive di Gerald Rascionato (2017)

Sarebbe stato praticamente impossibile scrivere un'unica recensione esaustiva per "Open Water 3 - Cage Dive" - sulla sua qualità ci ritorniamo più avanti - quindi visto che inconsapevolmente avevo visto anche i due predecessori anche più di una volta, ho deciso di riunire le recensioni della trilogia in un unico post. Una trilogia un po' atipica dato che sono tre film che seguono lo stesso tema, quello di ritrovarsi isolati in acqua senza possibilità di raggiungere la terraferma, ma che non sono effettivamente uno il seguito dell'altro ma tre storie completamente separate. Poi aggiungiamoci il fatto che in Italia i titolisti hanno fatto di tutto per confonderci, chiamando "Open Water" il primo film, "Adrift - Alla deriva" il secondo e "Open Water 3 - Cage Dive" il terzo facendomi pensare "ma Open Water 2 quando c'è stato?"?


Open Water

USA 2003
Titolo Originale: Open Water
Regia: Chris Kentis
Sceneggiatura: Chris Kentis
Cast: Blanchard Ryan, Daniel Travis, Saul Stein, Michael E. Williamson, Estelle Lau, Cristina Zenarro, John Charles, Steve Lemme
Durata: 76 minuti
Genere: Thriller, Drammatico


Una coppia di sub americani partono per i Caraibi per le vacanze e approfittano per fare un'escursione sott'acqua. La barca che li trasportava, assieme ad altri sub, a causa di un errore nel conteggio delle persone risalite a bordo, li abbandona inavvertitamente in mare aperto, lasciandoli in balia delle onde e facile preda di attacchi di squali e barracuda. Tutto qui in realtà e non è che tutta la trilogia di "Open Water" si fondi su delle basi particolarmente solide, ma per lo meno, questo primo capitolo, con tutti i difetti del caso, riesce a risultare un'interessante esperimento di sopravvivenza e farà in qualche modo da precursore a lavori successivi come "Buried: Sepolto" o "Mine" o addirittura il da me detestato "Monolith", arrivato a ben quattordici anni di distanza.

Voto: 6


Adrift - Alla deriva

Germania 2006
Titolo Originale: Open Water 2: Adrift
Regia: Hans Horn
Sceneggiatura: Adam Kreutner, Collin McMahon, David Mitchell, Richard Speight Jr.
Cast: Susan May Pratt, Richard Speight Jr., Niklaus Lange, Ali Hillis, Cameron Richardson, Eric Dane, Wolfgang Raach, Alexandra Raach, Kelly Wagner
Durata: 95 minuti
Genere: Thriller, Drammatico


Un gruppo di amici decidono di ritrovarsi per festeggiare il compleanno di uno di loro su una lussuosa barca. Una volta in mare aperto, a barca ferma, il gruppo decide di fare un bagno, giustamente, solo che un idiota, presa la componente del gruppo che ha da sempre la fobia del mare, si butta con lei in acqua per ultimo dimenticandosi di calare la scaletta per risalire sulla barca. E da questo pretesto, completamente idiota, ma anche quasi plausibile a dire la verità dato che la stupidità umana non ha limiti, parte una sequela di eventi che sterminerà uno dopo l'altro i componenti del gruppo. In questo secondo capitolo della trilogia non c'è tanto la tensione del dover sopravvivere in un ambiente ostile, quanto più che altro il gusto di vedere i protagonisti morire uno dietro l'altro a causa della loro incommensurabile idiozia. Il gusto poi in realtà è pochissimo, dato che praticamente tutti i personaggi muoiono per mancanze personali piuttosto che per attacchi da parte di creature ostili.

Voto: 4


Open Water 3 - Cage Dive

USA 2017
Titolo Originale: Open Water 3 - Cage Dive
Regia: Gerald Rascionato
Sceneggiatura: Gerald Rascionato
Cast: Joel Hogan, Josh Potthoff, Megan Peta Hill, Pete Valley, Mark Fell, Christopher Callen, Tara Wraith
Durata: 80 minuti
Genere: Thriller


E veniamo finalmente al film uscito quest'anno, che parte da un presupposto simile al buon film che era stato "47 metri": un gruppo di amici rinchiuso in una gabbia anti-squali immersa nell'oceano, per poterli vedere da vicino, filmarli e girare un video da inviare alle selezioni per un reality show. Se non fosse che la barca che sostiene la gabbia si ribalta e il gruppo si ritrova isolato in mezzo al mare in una zona infestata da bestie feroci e fameliche. E anche questo film è il festival della stupidità umana, con i protagonisti che innanzitutto continuano a girare il loro cazzo di video anche nelle situazioni peggiori, ma soprattutto ti portano, già dal primo minuto, a tifare per gli squali che ATTENZIONE SPOILER alla fine, grazie a Dio, vinceranno. FINE SPOILER La cosa brutta è che non si prova la minima tensione nel vedere questi protagonisti tentare di sopravvivere e il film è particolarmente brutto e poco coinvolgente.

Voto: 3

venerdì 15 settembre 2017

Pretty Little Liars - Stagione 7

Pretty Little Liars
(serie TV, stagione 7)
Episodi: 20
Creatore: Marlene King
Rete Americana: Freeform
Rete Italiana: Premium Stories
Cast: Troian Bellisario, Lucy Hale, Shay Mitchell, Ashley Benson, Sasha Pieterse, Holly Marie Combs, Ian Harding, Laura Leighton, Tyler Blackburn, Janel Parrish, Andrea Parker
Genere: Thriller


E' giunto il momento, ahimè e ahivoi o miei lettori, di scrivere questa recensione. Una recensione che quasi mi vergogno a scrivere e a chiamare "recensione", quindi da ora in poi la chiamerò commento. Un commento che probabilmente non era necessario, così come non era necessario mettersi nei mesi estivi a recuperare l'intera settima stagione di questa serie andata in onda per sette anni e in grado di creare una schiera di fan pronti a guardare ogni puntata di settimana in settimana un po' per scoprire chi fosse questa benedettissima -A che perseguitava le protagoniste - ci è stato poi detto a metà della sesta stagione ed infatti la seconda metà non ha avuto ragione di esistere - ma soprattutto per deriderne le evidenti incongruenze, la presenza quasi invadente di situazioni una più trash dell'altra e il modo di vestirsi di Aria, che quello sì che grida vendetta più della serie stessa. Avevo quasi deciso di non guardarla, questa ultima stagione della serie, ma poi la notizia - scoperta il giorno dopo la messa in onda dell'ultimo episodio - che saremmo stati davanti all'ultimissima stagione di "Pretty Little Liars" - non come quando avevano detto la stessa cosa di "The Vampire Diaries" e poi è durato altri tre anni, e quello sì che l'ho mollato! - mi ha convinto a fare uno sforzo, a guardare gli episodi chiudendo il mio terzo occhio, regolatore della razionalità - tranquilli, oh voi scintoisti o cosa siete, non so a cosa serva il terzo occhio, me lo sono bellamente inventato adattandolo a me stesso - e soprattutto a guardare quella bella figliola di Troian Bellisario che oh, io davvero non ce la faccio a non adorare lei e il suo personaggio Spencer.
Non penso che questo commento sarà particolarmente lungo, dopo ciò che ho già scritto, ma il motivo è molto semplice: come al solito su questa serie trovo poco poco da dire. E' stato uno dei miei guilty-pleasure preferiti negli ultimi anni e la settima stagione, pur con una trama che quasi non ha senso di esistere visto che la questione principale era già stata risolta un mese e mezzo fa, mi ha comunque tenuto incollato allo schermo dall'inizio alla fine, soprattutto in quell'ultimo episodio in cui di Spencer ce ne sono addirittura due. Ed è proprio in quell'ultimo episodio che quella bella figliola - che poi compie trentadue anni cinque giorni dopo di me e io ne faccio giusto ventisette - ci offre una scena di buon livello recitativo, forse l'unica dell'intera serie e di tutto il cast di attori, gestendo in maniera abbastanza dignitosa la doppia presenza sullo schermo. Non so quanto "Pretty Little Liars", ora che è giunta alla sua conclusione, mi potrà mancare, sicuramente potrebbe mancarmi per davvero Troian Bellisario, per questo la stalkero seguo su Instagram per vedere cosa fa della sua vita... nella speranza di poterla vedere di nuovo in una serie un po' meno trash e con un po' più di coerenza negli eventi.

Voto alla settima stagione: 4
Voto al series finale: 6,5
Voto alla serie: 5

Potete recuperare le recensioni delle precedenti stagioni ai seguenti link

giovedì 14 settembre 2017

WEEKEND AL CINEMA!

I cinema ci dicono che siamo a Settembre e dopo la moria di Agosto ben sette sono i film in uscita questa settimana. Ci si sarebbe potuti aspettare anche qualcosina direttamente da Venezia 74 ma per quello temo che ci sarà da attendere ancora un po'. Il problema di questa settimana, purtroppo, è che i film non è che siano poi così interessanti ed è particolarmente difficile sceglierne un paio a cui dare risalto. Vediamo un po' quali pregiudizi posso esprimere.


Barry Seal - Una storia americana di Doug Liman


Tom Cruise interpreta un grande criminale americano in un film che sembra dal trailer voler tentare la strada del film d'azione con toni un po' da commedia. Sarebbe stata una scelta interessante vent'anni fa, ma a me i personaggi che fanno troppo i simpaticoni non sono mai stati particolarmente a cuore. La pubblicità marca molto sul rapporto tra il protagonista e Pablo Escobar per sfruttare l'uscita della terza stagione di "Narcos", ma secondo me di questo nel film ci sarà poco o nulla.

La mia aspettativa: 5,5/10


Leatherface di Alexandre Bustillo, Julien Maury

Non sapendo a quali film dare risalto, decido per questo prequel sulle origini di Leatherface, mostro creato da Tobe Hooper nella saga di "Non aprite quella porta" della quale, sinceramente, non sono per nulla fan. Forse potrebbe essere interessante per conoscere le storie di personaggi di cui nei film già fatti non sappiamo praticamente nulla, però non è che ne sentissi particolarmente il bisogno. Sicuramente però avrà un buon seguito di pubblico e potrei anche dargli un'opportunità - niente speciali però questa volta, che io a recuperarmi tutti i film della saga non ce la posso proprio fare! -.

La mia aspettativa: 5/10


Le altre uscite della settimana

Appuntamento al parco: Potrebbe essere la solita commedia romantica all'inglese, per questo nonostante due bei nomi me ne terrò alla larga.
Cars 3: Non riesco più a reggerli i film d'animazione. Non ho mai retto "Cars" nè mai visto "Cars 2". Quindi completate voi il sillogismo.
Fuori c'è un mondo: Dramma all'italiana che non so bene perchè ma mi ispira un pochettino. Potrebbe rivelarsi una delle sorprese della settimana, se mai dovessi riuscire a vederlo.
Gatta Cenerentola: Non reggo i film d'animazione, figurarsi quelli italiani.
Veleno: Film autoriale italiano di cui si trova poco o nulla persino in rete.

mercoledì 13 settembre 2017

Saw II - La soluzione dell'enigma di Darren Lynn Bousman (2005)


USA 2005
Titolo Originale: Saw II
Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: Darren Lynn Bousman, Leigh Whannell

Cast: Tobin Bell, Shawnee Smith, Donnie Wahlberg, Erik Knudsen, Franky G, Glenn Plummer, Emmanuelle Vaugier, Beverley Mitchell, Tim Burd, Dina Meyer, Lyriq Bent, 
Noam Jenkins, Tony Nappo, Kelly Jones, Vincent Rother, Leigh Whannell, Cary Elwes, Michael Emerson

Durata: 95 minuti
Genere: Horror, Thriller


Dopo mille settimane dall'inaugurazione dello speciale sulla saga di "Saw" in occasione dell'imminente uscita dell'ottavo capitolo che sarà intitolato "Jigsaw" o se preferite la versione originale del titolo "Saw: Legacy", ritorno per parlare di "Saw II - La soluzione dell'enigma" anche se, a dirla tutta, non è che ci sia un enigma principale da risolvere in tutta la saga e pare abbastanza strano dare un sottotitolo del genere a quello che a tutti gli effetti è solamente il secondo film della stessa. Dopo il bellissimo "Saw - L'enigmista" che è, a scanso di equivoci, di gran lunga il miglior film della saga a costo di risultare banali dicendo che il primo capitolo è sempre il migliore, ecco che arriva un secondo capitolo, girato in soli venticinque giorni e praticamente su commissione, che fa un enorme passo indietro rispetto al precedente. Alla regia non c'è più James Wan, ma un certo Darren Lynn Bousmann senza particolari esperienze precedenti e che dirigerà anche i due capitoli successivi. Lo stesso regista collabora alla sceneggiatura con Leigh Wannell che già aveva partecipato alla stesura di quella del primo capitolo, oltre ad esserne uno dei due protagonisti.
Come già accennato precedentemente, "Saw II - La soluzione dell'enigma" rappresenta un enorme passo indietro per la saga, soprattutto per la sua natura piuttosto evidente di film su commissione, girato senza particolare voglia e recitato con ancora meno verve. Nonostante ciò in qualche modo non riesco a voler davvero male a questo film, che mi è stato regalato in DVD al compimento dei sedici anni - se non ricordo male - e che vidi addirittura prima del primo capitolo della saga - sì, all'epoca soprattutto in questi ambiti non ero così pignolo e non era scandaloso che guardassi secondi o terzi capitoli senza aver mai guardato il primo - ed al quale sono anche particolarmente legato perchè in grado di farmi scoprire appunto il primo film della saga, che ho recuperato successivamente. Non riesco nemmeno a volergli tanto male perchè pur nella sua semplicità di realizzazione regista e sceneggiatore scelgono, memori del successo della trilogia di "Scream" e del suo buon secondo capitolo, di seguire per filo e per segno quelle che sono le regole che vengono enunciate in esso, ovvero l'aumento del numero di morti, omicidi sempre più sanguinosi ed elaborati e non viene seguita l'ultima - "mai pensare che il killer sia morto" - semplicemente perchè i protagonisti non sembrano essere ben consapevoli di ciò cui stanno andando incontro.
Se in "Saw - L'enigmista" ad affascinarmi era stato l'intreccio della trama, il colpo di scena finale e la genialità dell'antagonista, qui queste cose vengono un po' a mancare - come poi succederà in buona parte dei capitoli successivi - per lasciare maggiore spazio a torture sempre più elaborate e togliendolo alla caratterizzazione dei personaggi, che qui tra l'altro sono ben otto rinchiusi nello stesso luogo rispetto ai due del capitolo precedente. Ed è proprio in questo capitolo che si fa largo il personaggio di Amanda, interpretata da Shawnee Smith, che non riesce mai a mostrare lo stesso carisma del suo maestro, ma è in grado di mostrare alcune caratteristiche - come un'intrinseca fragilità morale - che contribuiscono a caratterizzarla nemmeno così male. Per il resto però non c'è da dimenticare il fatto che "Saw II - La soluzione dell'enigma" si riveli essere più che altro un'accozzaglia di morti collegate da un filo logico non particolarmente robusto.

Voto: 6-

martedì 12 settembre 2017

Death Note - Il quaderno della morte di Adam Wingard (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Death Note
Regia: Adam Wingard
Sceneggiatura: Charley Parlapanides, Vlas Parlapanides, Jeremy Slater
Cast: Nat Wolff, Margaret Qualley, Keith Stanfield, Paul Nakauchi, Shea Whigham, Michael Shamus Wiles, Matthew Kevin Anderson, Masi Oka, Jason Liles, Willem Dafoe
Durata: 101 minuti
Genere: Thriller


E' sempre particolarmente difficile ridurre una storia lunga in un film che dura poco più di un'ora e mezza. E' ancora più difficile trasporre una storia come quella di "Death Note" che poggia su una complessità di fondo della trama e su diversi giochi psicologici di cui sono protagonisti tutti i suoi personaggi - nella fattispecie due - senza snaturarla. Ho però sempre affermato, nel corso dei post che ho scritto su questo blog che a me la fedeltà di un film all'opera originale frega poco o nulla, ciò che mi importa è che questa innanzitutto non venga snaturata - ovviamente nel caso io la conosca -, ma soprattutto mi importa di trovarmi davanti ad un buon film. Cosa che con questo "Death Note - Il quaderno della morte" non è successa. Le questioni fondamentalmente sono due, e verranno ovviamente approfondite più avanti: se si guarda il film pensando all'anime o al manga di "Death Note" questo è un film pessimo; se lo si guarda o non conoscendo l'opera originale oppure tentando di scindere le due cose, questo rimane comunque un film pessimo.
Vorrei in questo post esaminare entrambe le casistiche, per poter scrivere la mia recensione di questo film. Se prendiamo in esame "Death Note - Il quaderno della morte" come trasposizione del quasi omonimo manga e anime, vediamo come il regista e gli sceneggiatori si siano impegnati a fondo per stuprare l'opera originale senza alcuna pietà. Tutto è diverso - ma ripeto poco mi importa della fedeltà negli eventi -, ma soprattutto tutti i personaggi sono completamente diversi. Light Turner, interpretato da Nat Wolff e omologo ovviamente di Light Yagami, è un ragazzo del liceo con una presunta intelligenza superiore. Trova il death note per strada e comincia a uccidere assieme alla sua amica Mia Sutton, omologa di Misa Misa, principalmente per conquistarla e farla innamorare di sè. Si perde dunque tutta la questione riguardante gli ideali di Light e le motivazioni che lo spingono ad uccidere, così come si perde - ed era la cosa più sublime di tutto l'anime - la lotta psicologica con L, qui interpretato da Keith Stanfield, che più che essere il miglior detective del mondo sembra essere la persona più isterica del mondo, che non ha alcuno spessore psicologico e che soprattutto non dimostra praticamente mai tutta l'intelligenza di cui dovrebbe essere dotato se si pensa al personaggio dell'anime. Per non parlare poi del fatto che Ryuk, nell'anime quasi sempre spettatore super partes delle gesta di Light, si diverta ad interferire nelle vicende senza un'apparente motivazione e soprattutto risulta parecchio ininfluente come personaggio.
Dimentichiamo però per un attimo il confronto con l'anime - ah, se non lo aveste capito, io non ho mai letto il manga e ho visto solamente l'anime che però mi dicono esserne una trasposizione parecchio fedele - e pensiamo a "Death Note - Il quaderno della morte" come un film a sè stante: ci si accorge presto di quanto la sceneggiatura sia piena di buchi e faccia acqua da tutte le parti, non si rileva particolare coerenza nelle azioni dei protagonisti - e diciamo che per un thriller la totale mancanza di coerenza è giusto un problemino di poco conto eh... -, ma soprattutto tutti quelli che li circondano sembrano essere dei decerebrati patentati. Mi sta bene che noi spettatori sappiamo già chi sia Kira e che quindi possa sembrare facile dirlo, ma appare abbastanza improbabile che Light non venga mai beccato nè da suo padre nè da nessun poliziotto della polizia di Seattle. O a Seattle ci sono i peggiori poliziotti del mondo oppure qualcosa nella sceneggiatura non va, dato che le azioni di Kira vengono praticamente sbattute in faccia alla polizia senza preoccuparsi di farsi beccare o meno.
In definitiva, come già detto poco sopra, "Death Note - Il quaderno della morte" è un vero e proprio delitto: non c'entra nulla con l'opera originale - e lì quanto meno sarebbe costato poco caratterizzare i personaggi in maniera simile dato che i punti di forza dell'anime sono principalmente in quello e nel gioco psicologico tra Light e L - ed è un aborto totale se considerato come film a sè stante.

Voto: 0,5 (come ho già fatto più volte, non mi sento di dare 0 o 1, sono concetti matematici, filosofici e teologici troppo importanti per essere associati a questo schifo di film, che fa talmente schifo che non riuscirebbe ad arrivare primo nemmeno nella classifica degli ultimi)

lunedì 11 settembre 2017

Dunkirk di Christopher Nolan

Regno Unito, USA, Paesi Bassi, Francia 2017
Titolo Originale: Dunkirk
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Cast: Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D'Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy
Durata: 106 minuti
Genere: Guerra


Ogni volta che esce un film di Christopher Nolan sembra quasi che sia l'evento del secolo. La gente non capisce che un secolo dura cento anni e che se uno fa film ogni due o tre anni questo non possa, a rigor di logica, essere l'evento del secolo, ma effettivamente è questo il modo in cui viene accolto ogni volta un nuovo lavoro del regista. Da lui ci si aspettano sempre grandissime cose e ci si aspetta sempre che un film sia migliore di quello precedente, essendo il regista in grado di esplorare qualsiasi tipo di genere cinematografico dandone la sua lettura personale, con le case di produzione che sembrano dare al regista carta bianca sui contenuti e sulle modalità di realizzazione di ogni suo film. Non è un caso, infatti, che "Dunkirk", l'ultimo "evento del secolo" targato Nolan fino al suo prossimo film, sia stato girato interamente in pellicola da 70 millimetri e in IMAX, cosa che diciamo non è che venga concessa a tutti, giusto Quentin Tarantino con "The Hateful Eight" se lo è potuto permettere negli ultimi anni. Viene da sè che la maniera migliore possibile - senza però condannare come fatto da molti chi lo ha visto in un cinema normale - per godere del film è quella voluta dal regista e quindi quella di recarsi al cinema Arcadia di Melzo che, fortunatamente, è solo ad una ventina di minuti da casa mia e non ho dovuto farmi viaggioni per tutta Italia per poter vedere il film il meglio possibile.
"Dunkirk" racconta la cosiddetta "Operazione Dynamo", in parole più povere l'evacuazione della città di Dunkerque avvenuta nelle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale nella quale le truppe inglesi rimasero circondate dalle unità tedesche e intrappolate nella cittadina al confine tra Francia e Belgio. L'unica possibilità per evacuare la città era quella di fuggire in Inghilterra utilizzando imbarcazioni navali di qualsiasi tipo, con i civili che misero a disposizione un gran numero di imbarcazioni private per salvare i soldati rimasti nella cittadina. Nolan decide di creare un film di guerra totalmente anticonvenzionale, mantenendo però in tutto e per tutto quella che è la sua personalissima cifra stilistica. Intanto, come in tutti i suoi film, è molto importante una componente tipica dei film thriller, in secondo luogo è importante la decisione di destrutturare la componente temporale del film, raccontandoci tre diverse storie che si svolgono con durate differenti: quella sul molo ha una durata di una settimana, quella in mare dura un giorno, mentre quella relativa alla battaglia aerea dura un'ora. ATTENZIONE: quello che ho appena fatto non è SPOILER perchè il buon Nolan, a scanso di equivoci, decide di sbattercelo in faccia introducendo le diverse linee narrative, facendo anche una scelta giusta perchè altrimenti il tutto sarebbe stato inimmaginabile.
Facilitato dalla giusta sala per vedere la pellicola nella miglior maniera possibile posso tranquillamente dire che anche in questo caso ne sono uscito soddisfattissimo: ho da una parte letteralmente adorato sia l'impatto visivo del film, con una regia davvero magistrale e una fotografia che è una meraviglia per gli occhi, mentre dall'altra anche la colonna sonora, composta dal fido Hans Zimmer crea un'atmosfera di ansia costante favorendo in maniera importantissima l'immedesimazione dello spettatore nella vicenda. Un secondo enorme punto di forza del film sta proprio nell'immersione dello spettatore nella vicenda: appena inizia il film l'evacuazione è già iniziata, i soldati e i cacciatorpedinieri vengono attaccati da un nemico - notare il fatto che nel film non viene mai detto "i tedeschi", ma sempre qualcosa che faccia intendere che il nemico sono loro, anche perchè già lo sappiamo noi, come già lo sapevano i soldati inglesi coinvolti - che è invisibile per tutto il film. Noi spettatori vediamo le bombe che vengono lanciate dagli aerei, i proiettili che colpiscono i protagonisti, ma non vediamo mai e poi mai un tedesco in carne ed ossa. Il terzo punto di forza sta invece nella quasi totale assenza di personalità dei personaggi: quello che per molti potrebbe tranquillamente essere il punto debole del film, che sicuramente non aiuta per quel che riguarda il coinvolgimento emotivo, per me si rivela fondamentale per carpirne il messaggio della pellicola, ovvero che il regista voleva trasmettere non tanto storie di diversi personaggi in un contesto di guerra, ma trasmettere l'orrore della guerra rendendo proprio questa la vera protagonista del film.
Non è un caso infatti il fatto che di pochissimi personaggi conosciamo il nome o che alcuni vengano detti una volta e magari mai più ripetuti, riferendosi ad essi con i gradi militari. Si potrebbe - in malafede - affermare che il cast in tal senso possa risultare sprecato, ma vai a prendere un Cillian Murphy e dai il suo ruolo di soldato traumatizzato - di lui veramente non sapremo mai il nome - a qualcun altro, oppure vai a dare il ruolo del pilota Farrier a uno che non abbia il carisma di Tom Hardy che recita mascherato praticamente per tutto il film e pronuncia davvero poche battute. Sicuramente il risultato non sarebbe stato lo stesso. E c'è anche da spezzare una lancia in favore di Harry Styles, criticato già in partenza perchè non è un attore ma canta nei One Direction e che mi è parso si sia comportato parecchio bene. Apprezzatissimo poi il ruolo di Mark Rylance, nei panni di un civile che, presa la sua barca, decide di recarsi sul luogo per salvare il maggior numero di soldati possibile: a tutti gli effetti lui è tra l'altro l'unico personaggio con cui è più facile empatizzare e di cui conosciamo, anche se tratteggiato senza andare particolarmente a fondo, qualcosa sul suo background.
Insomma, "Dunkirk" a me non è sembrato un semplice film, ma un'esperienza vera e propria: qualcuno potrà dire che il film sia freddissimo o criticare la depersonalizzazione dei personaggi, a me invece sono sembrate scelte ottime a livello sceneggiativo, in un film che fa della componente visiva la sua parte preponderante.

Voto: 9

venerdì 8 settembre 2017

Marvel's The Defenders - Stagione 1


Marvel's The Defenders
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 8
Creatore: Douglas Petrie, Marco Ramirez
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Charlie Cox, Krysten Ritter, Mike Colter, Finn Jones, Eka Darville, Elden Henson, Jessica Henwick, Simone Missick, Ramón Rodríguez, Rachael Taylor, Deborah Ann Woll, Élodie Yung, Rosario Dawson, Scott Glenn, Sigourney Weaver
Genere: Azione, Supereroi


Una delle serie più attese da qualche anno a questa parte è stata "Marvel's The Defenders" prodotta da Netflix. La serie in questione, annunciata ormai un paio di anni fa in concomitanza con l'uscita della prima stagione di "Marvel's Daredevil", era attesa da un po' tutti i fan del Marvel Cinematic Universe soprattutto per il fatto di esplorare una componente dei fumetti che difficilmente avrebbe trovato spazio nelle opere cinematografiche. Ed è così che, similmente a quanto fatto per "The Avengers" al cinema, si sono susseguite la prima stagione di "Marvel's Daredevil", la prima di "Marvel's Jessica Jones", la seconda di "Marvel's Daredevil", la prima di "Marvel's Luke Cage" e la prima di "Marvel's Iron Fist" con "Marvel's The Defenders" a fare da serie cross-over per tutti i quattro personaggi che erano stati esplorati nelle stagioni già andate in onda delle serie singole. IL rapporto con queste stagioni è stato abbastanza altalenante a dire il vero, dato che ho apprezzato molto le due stagioni di "Daredevil" e quella di "Jessica Jones", un bel po' di meno quella di "Luke Cage" e invece non mi è particolarmente piaciuta quella di "Iron Fist".
Un po' come qualche anno fa aveva funzionato parecchio "The Avengers", anche questo cross-over tra i quattro personaggi delle serie televisive è riuscito a soddisfarmi parecchio, iniziando con un paio di episodi in cui i quattro non sono ancora riuniti per poi, una volta trovatisi, sprigionare ognuno la propria potenza utilizzando a proprio vantaggio le diversità tra i componenti del gruppo per combattere la Mano, nemico millenario che era già stato esplorato nella seconda stagione di "Daredevil" e nella prima di "Iron Fist". Oltre ai quattro supereroi riuniti ritroviamo anche Madame Gao, Elektra interpretata da Elodie Yung, ma soprattutto anche i quattro amici dei protagonisti, Foggy l'amico di Matt Murdock, Colleen Wing l'alleata di Iron Fist, Misty Night la poliziotta che avevamo visto assieme a Luke Cage e Trish Walker la sorellastra di Jessica Jones che raramente interagiscono con l'intero gruppo di eroi ma continuano nel ruolo ruolo di amici fidati dei singoli personaggi che compongono il gruppo. Ottimo soprattutto l'inserimento nel cast di Sigourney Weaver per interpretare Alexandra Reid, presentata come nemico principale di questi episodi e in grado di sfoderare una performance davvero di alto livello.
L'impressione che ho avuto guardando "The Defenders" è stata poi, più o meno, quella avuta nelle singole serie dedicate ai singoli personaggi: le parti dedicate a Daredevil mi sono piaciute tantissimo, d'altronde Charlie Cox ha carisma da vendere nelle vesti di quel personaggio e risulta, di gran lunga, il più interessante e pare chiara la volontà degli autori di renderlo centrale per l'universo Marvel su Netflix, le parti dedicate a Jessica Jones mi sono piaciute da matti, quelle dedicate a Luke Cage sono rimasto particolarmente indifferente mentre quelle dedicate ad Iron Fist in realtà non mi sono nemmeno poi tanto dispiaciute. E' interessante poi la scelta registica per cui nei momenti in cui i nostri protagonisti sono divisi la fotografia prenda la colorazione tipica dei diversi personaggi, cosa che poi si perde quando sono insieme per ovvi motivi logistici.
Sembra tutto benissimo, ma a dir la verità qualcosa che non va c'è: innanzitutto la da me ben accolta presenza di solamente otto episodi invece dei consueti tredici non si è tramutata in una vera e propria accelerata negli sviluppi della trama. Nei primi due episodi, quando gli eroi sono divisi, si fa piuttosto fatica ad ingranare e non ho particolarmente apprezzato la scelta degli sceneggiatori di presentare inizialmente un antagonista che poi si rivelerà, in fin dei conti, anche piuttosto inutile ed ininfluente per l'economia della storia. Questa serie è poi registrata come miniserie, ma visto il finale - che in realtà vuole aprire ad una nuova stagione di "Daredevil", piuttosto che ad una seconda di "The Defenders" - non penso che i produttori si lascino sfuggire l'occasione per farne un'eventuale seconda stagione, magari non con cadenza annuale, ma biennale o comunque quando la preparazione delle serie sui singoli personaggi è pronta sono convinto che rivedremo il gruppo riunito sicuramente per una seconda volta.

Voto: 7,5

giovedì 7 settembre 2017

WEEKEND AL CINEMA!

I cinema ritornano a popolarsi di film dopo i numeri particolarmente esigui dei mesi passati ed ecco che in questo primo weekend cinematografico di Settembre, come per magia, escono ben otto film e come al solito ne selezionerò qualcuno a cui dare maggior risalto, ma li commenterò tutti in base ai miei pregiudizi!


Baby Driver - Il genio della fuga di Edgar Wright


Uno dei film da me più attesi in questa annata, arriva nei cinema una settimana dopo "Dunkirk" - di cui parlerò a brevissimo, dato che vado a vederlo questa sera nella Sala Energia del cinema Arcadia di Melzo a vederlo nel formato 70mm - l'ultimo lavoro di Edgar Wright, che qualche fortunato era già riuscito a vedere in anteprima nei primi giorni di Agosto. L'attesa e la curiosità sono altissime, così come la stima che ho per il regista inglese. Vedremo come avrà saputo reinterpretare il genere action alla sua maniera!

La mia aspettativa: 8/10


Miss Sloane - Giochi di potere di John Madden

Film di cui qualcuno già parla da tempo, visto che sul web è uscito ormai qualche mesetto fa. Io ancora non ho avuto nè il modo nè l'occasione di vederlo, ma l'uscita al cinema di questo thriller con Jessica Chastain di cui si parla discretamente bene un po' dappertutto mi darà sicuramente modo di dargli un'opportunità. Anche perchè a Jessica Chastain non si può proprio rinunciare.

La mia aspettativa: 7/10


The Devil's Candy di Sean Byrne

L'horror della settimana è stato accolto con critiche particolarmente positive, forse come uno dei migliori horror che sono usciti al cinema in questa annata. Inutile dire che, complice una colonna sonora metal, sarà un film da me attenzionato in maniera particolare. Sperando veramente che questo horror del 2015, arrivato da noi solo oggi, possa soddisfarmi.

La mia aspettativa: 7/10


Le altre uscite della settimana

Dove cadono le ombre: Pellicola italiana dal sapore autoriale che appena tornato dalle vacanze non mi posso certo concedere.
All Eyez on Me: La biografia di Tupac, uno dei pochi rapper che stimo per davvero, potrebbe rivelarsi una visione interessantissima. Si spera anche un bel film e non solo una bella biografia.
Fottute: Jonathan Levine come regista di commedie mi piace abbastanza, non mi ha mai particolarmente deluso. Questa, tutta al femminile e con Amy Schumer come protagonista, potrebbe guadagnarsi una visioncina risicata!
In Dubious Battle - Il coraggio degli ultimi: Film per la regia di James Franco e con anche Selena Gomez tra i protagonisti. La tematica mi interessa pochissimo, il film in sè, soprattutto per via del regista, invece mi incuriosisce giusto un pochino.
La fratellanza: Pellicola carceraria con Nicolaj Coster-Waldau il cui trailer mi ha messo una certa curiosità. Potrebbe essere il guilty pleasure di questa settimana se solo avesse ventuno giorni invece che solamente sette.
L'ordine delle cose: Altro film autoriale italiano cui faccio a meno di dedicarmi.

mercoledì 6 settembre 2017

La Torre Nera di Nikolaj Arcel (2017)

USA 2017
Titolo Originale: The Dark Tower
Regia: Nikolaj Arcel
Sceneggiatura: Nikolaj Arcel, Anders Thomas Jensen, Akiva Goldsman, Jeff Pinkner
Cast: Idris Elba, Matthew McConaughey, Tom Taylor, Claudia Kim, Katheryn Winnick, Fran Kranz, Abbey Lee Kershaw, Jackie Earle Haley, Dennis Haysbert, Deschain
Michael Barbieri, Jose Zuniga
Durata: 95 minuti
Genere: Fantasy


Di ritorno dalle vacanze in Olanda, è tempo di riprendere in mano il blog che in questa ultima settimana è andato con il pilota automatico e grazie ai post programmati e ai commenti dei miei lettori che ho letto tutti oggi prima di scrivere questa recensione "frettolosa" per non lasciare questa giornata senza un post. Ho sempre detto in lungo e in largo e anche su molti post di questo blog che a me non piace Stephen King: ho provato a leggere qualcuno dei suoi romanzi - ad esempio "L'ombra dello scorpione" e "L'ultimo cavaliere" che è anche il primo romanzo della saga da cui è tratto questo film -, ma li ho dovuti tutti mollare a metà perchè non mi prendevano per nulla. L'unico che sono riuscito a terminare, ma perchè proprio adoro il film che ci hanno tratto, è stato "Shining", che tra l'altro non mi è piaciuto e dai fan dello scrittore è considerato uno dei suoi romanzi più deboli. Al contrario di quanto mi accade con i romanzi, per quel che riguarda le relative trasposizioni cinematografiche sono rimasto alcune volte soddisfattissimo, mentre altre di meno. D'altronde sono talmente tante che è improbabile siano tutte buone. E quella de "La Torre Nera" è una trasposizione talmente attesa dai fan dello scrittore - che ritengono la saga come la sua opera più importante e più bella - che persino io che non lo sono ne ero rimasto abbastanza incuriosito. Ebbene, alla fin fine, "La Torre Nera" di Nikolaj Arcel va a finire nel novero delle trasposizioni brutte.
Premetto che a parte la porzione che ne ho letto del primo romanzo della saga - sulla quale ho anche pochissimi ricordi - non conosco minimamente la saga letteraria cui questo film si ispira, quindi mi tocca giudicare il film per quello che è e senza fare rimandi alla versione cartacea della storia. Se dunque si vede questo "La Torre Nera" come un film a sè stante e nella quasi totale ignoranza relativa alla saga letteraria, il film non è che sia proprio riuscito. Mi è capitato di leggere commenti da lettori dei libri che criticano il fatto che questa sia una delle peggiori trasposizioni di un'opera di King, ma anche lì, io sono una di quelle "brutte" persone che non si fida minimamente dei fan di una saga letteraria perchè si attaccheranno sempre, quando guardano un film, alla frase "non è fedele al libro" e ti risponderanno sempre in questo modo provocandoti i peggiori istinti omicidi e la voglia di dar loro un sacco di pugni sulla nuca. Per me il "non è fedele al libro" non conta assolutamente nulla, chiaro che non se ne debba perdere lo spirito e il fascino, ma ciò che conta è il fatto di trovarsi o meno davanti ad un buon film e questo da qualsiasi lato lo si prenda, non lo è.
Non lo è perchè la trama per tutta la prima parte fa una fatica clamorosa a decollare. Non lo è nemmeno perchè il regista, andato tra l'altro incontro a una serie di difficoltà produttive che ne hanno rimaneggiato clamorosamente il prodotto finito, si limita a fare il compitino e non lo è perchè la sceneggiatura decide di caratterizzare ben poco i personaggi. Non lo è nemmeno perchè non basta metterci il solito bravo Matthew McConaughey tra i protagonisti della vicenda per fare un buon film e nemmeno Idris Elba se la cava particolarmente bene. Insomma, già di per sè, da quel poco che conosco della saga, la trama non è per niente semplice, qui le semplificazioni però non vengono fatte a livello di trama ma a livello di caratterizzazione dei personaggi, che è una cosa che non mi piace mai particolarmente. Alla fin fine questo "La Torre Nera" non fa altro che allontanarmi dall'idea - già di per sè parecchio remota - di recuperare la saga, ma nemmeno da quella di proseguire nella visione in caso ne vengano fatti altri capitoli cinematografici.

Voto: 4,5

martedì 5 settembre 2017

BLOG OF THE DEAD: GEORGE ROMERO DAY - La città verrà distrutta all'alba di George A. Romero (1973)

USA 1973
Titolo Originale: The Crazies
Regia: George A. Romero
Sceneggiatura: Paul McCollough, George A. Romero
Cast: Lane Carroll, Will MacMillan, Harold Wayne Jones, Leland Starnes, Lynn Lowry, Richard Liberty, Richard France, Lloyd Hollar, Edith Bell, Robert Karlowsky, Will Disney, A.C. McDonald, Bill Thunhurst, Harry Spillman, Robert J. McCully, Ned Schmidtke, Tony Scott, Roy Cheverie, Jack Zaharia
Durata: 106 minuti
Genere: Drammatico, Horror


Luglio è stato un mese particolarmente funesto per il cinema italiano e internazionale. Nel giro di pochi giorni ci hanno lasciato personaggi del calibro di Paolo Villaggio, George Romero - a cui è dedicata questa giornata celebrativa organizzata dalla solita cricca di blogger - e nello stesso giorno anche Martin Landau - a cui sarà dedicata una giornata intorno alla fine del mese -. Essendo la produzione cinematografica di George Romero legata a doppio filo con la sua saga dedicata ai morti viventi ed avendo già parlato di quasi tutti i capitoli della suddetta saga s questo blog, ho deciso di affrontare per la prima volta la visione de "La città verrà distrutta all'alba", di cui avevo visto abbastanza distrattamente il remake del 2010 di Breck Eisner del quale ho pochi ricordi e non particolarmente positivi.
Il progetto di Romero e del produttore Lee Hessel era quello, con questo film, di creare un film di culto per le generazioni a venire, ma purtroppo le cose non andarono come sperato: distribuito in pochissime sale il risultato fu un immenso flop, sia al botteghino sia, successivamente, nel mercato home video. Ben prima che la sua saga dei morti viventi prendesse definitivamente corpo con i sei film che la compongono - allora era stato realizzato solamente "La notte dei morti viventi" - "La città verrà distrutta all'alba" non ha niente da invidiare ai lavori più famosi del regista, ma soprattutto ne risulta particolarmente simile, con l'umanità che viene man mano contagiata da un misterioso virus denominato Trixie che rende gli umani completamente folli e dediti alla violenza.
Districandosi sapientemente tra una parte che narra il dilagare della follia tra la gente e i tentativi dei non contagiati di sopravvivere alla follia omicida e un'altra in cui vengono narrati gli interventi militari volti a fermare questa minaccia, Romero ci mostra tutto il suo talento in un film che ricalca in maniera impressionante quello che è il suo stile e quelli che sono i messaggi di critica sociale che si celano all'interno dei suoi lavori. La regia è particolarmente sporca, in linea con molti lavori del periodo, ma affascina soprattutto l'idea per cui allo spettatore non vengano fornite introduzioni alla vicenda, ma ci si trovi già completamente catapultato al suo interno, a contagio praticamente già avvenuto.
Stupisce poi sicuramente il modo in cui la follia umana viene ritratta, con il regista che da una parte manda critiche nemmeno troppo velate all'estremo militarismo americano del periodo, pronto a risolvere qualsiasi minaccia con l'intervento dell'esercito. Esercito che, tra l'altro, non a caso sembra peggiorare e non di poco la situazione all'interno della cittadina coinvolta, Evans City in Pennsylvania. Per quanto dunque "La città verrà distrutta all'alba" non venga quasi mai ricordato complice il successo venuto pochi anni dopo con i suoi film dedicati ai morti viventi, il suo lavoro forse di minor successo risulta un validissimo film per comprendere appieno la poetica del regista e vederne i tratti distintivi che poi daranno vita ai suoi lavori successivi.

Hanno partecipato alla commemorazione anche i seguenti blog

Mari's Red Room - Il giorno degli zombi
Delicatamente Perfido - La notte dei morti viventi
White Russian - La terra dei morti viventi
Combinazione casuale - Martin
Una mela al gusto pesce - Bruiser
Pietro Saba World - Monkey Shines - Esperimento nel terrore
The Obsidian Mirror - George of the dead
Bollalmanacco - La metà oscura