mercoledì 19 febbraio 2020

Un amico straordinario di Marielle Heller (2019)

USA 2019
Titolo Originale: A Beautiful Day in the Neighborhood
Sceneggiatura: Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster
Durata: 109 minuti
Genere: Drammatico, Biografico


Tra le visioni che hanno preceduto la notte degli Oscar, di cui ancora si fa un gran parlare perchè proprio grazie alla premiazione "Parasite" ha sbancato al botteghino in Italia, ho affrontato anche quella di "Un amico straordinario", film che qui in Italia arriverà nel giro di qualche giorno e che era presente nella lista dei film candidati all'Oscar grazie alla presenza, nel film, di Tom Hanks, candidato come miglior attore non protagonista. Basato su una storia vera e sui personaggi di Fred Rogers e di Lloyd Vogel, interpretato da Matthew Rhys, la pellicola è diretta da una donna, Marielle Heller, al suo terzo lungometraggio dopo "Copia originale" del 2018 e "Diario di una teenager" che ancora non ho visto. Oltre ai due già citati attori, che fondamentalmente sono i due protagonisti tanto che appare forzata la candidatura di Tom Hanks come miglior attore non protagonista, abbiamo in scena anche Susan Kelechi Watson nei panni di Andrea Vogel, la moglie di Lloyd. Non so bene perchè ma avevo la sensazione già dalla lettura delle nomination che il film fosse un po' un underdog e che il suo arrivo in Italia decisamente ritardato - non tanto quanto quello di "Bombshell" - potesse anche essere dovuto al fatto che un film del genere difficilmente può attecchire sul pubblico italiano, dato che la storia è di quelle che più americane non si può, ma è anche dedicata ad un personaggio che qui in Italia è praticamente sconosciuto.
Siamo nel 1998 e Lloyd Vogel, giornalista della rivista Esquire, ha appena avuto una rissa con il padre, con il quale è in pessimi rapporti da molto tempo, durante la festa di matrimonio della sorella. Subito dopo questo evento, ancora malconcio, viene incaricato di scrivere un articolo su Fred Rogers, pastore protestante e famoso personaggio televisivo che cura una trasmissione per bambini chiamata "A Beautiful Day in the Neighborhood", che è anche il titolo in lingua originale del film. Grazie anche alla sua fede in Dio, il rapporto tra Fred Rogers e Lloyd migliora di giorno in giorno e i due iniziano a coltivare una profonda amicizia che sarà utile a Lloyd per provare a comprendere il padre e perdonarlo per il torto che ha commesso verso la madre prima che lei morisse.
Non so bene il perchè ma non sto riuscendo a trovare le parole giuste per parlare di questo film perchè, fondamentalmente, non ho ancora superato quella fase in cui la mia reazione verso il film era stata esclusivamente di pancia. É un film che dopo un paio di settimane non sono ancora riuscito a metabolizzare e mi ricordo però molto bene di aver pensato, al termine della visione, che questo film mi avesse provocato una noia incredibile. Ci sono, ovviamente, dei punti positivi, mi piace ad esempio il modo abbastanza malinconico di narrare la vicenda, che rimane tale anche a fronte della contagiosa felicità di Fred e dei suoi gesti di bene verso una persona appena conosciuta che egli riconosce essere in difficoltà personali. "Un amico straordinario" vuole sicuramente mandare un messaggio positivo e narrare una storia rimasta per molti anni sconosciuta ma che, rimango della mia opinione, penso sia praticamente impossibile che possa attecchire sul pubblico italiano, un po' proprio perchè narra di un personaggio praticamente sconosciuto qui nel nostro paese, un po' perchè, effettivamente, dal punto di visto narrativo l'ho trovato poco coinvolgente. Tralasciando che il fatto che i burattini utilizzati da Fred Rogers mi hanno ricordato la prima stagione di "Channel Zero" - tratta da una delle creepypasta che più mi inquietano - ho trovato un po' insopportabili tutte le scene ambientate all'interno del programma televisivo curato dal nostro coprotagonista, così come la performance di Tom Hanks risulta essere accettabile, ma sicuramente non da candidatura agli Oscar.
Ora, io ho letto altre due o tre opinioni su questo film e effettivamente sono l'unico a cui non è piaciuto, quindi può anche darsi che il problema sia solo mio, d'altronde ne ho già molti, uno in più non fa tanto la differenza, però non so perchè, ma io con questa visione proprio non ce l'ho fatta, l'ho trovato un film faticoso, mi ha stancato abbastanza in fretta e mi sono trascinato verso la fine non so nemmeno come.

Voto: 5

martedì 18 febbraio 2020

Ju-on 2 di Takashi Shimizu (2000)


Giappone 2000
Titolo Originale: 呪怨2
Sceneggiatura: Takashi Shimizu
Durata: 76 minuti
Genere: Horror


In queste ultime settimane ho un po' messo da parte i due speciali che sto portando avanti su questo blog, quello sulla filmografia di Bong Joon-ho per celebrare il successo di "Parasite" e quello sulla saga di "Ju-on", in attesa che esca "The Grudge", reboot della serie di remake americani che non mi ispira grande fiducia, ma mi ha fatto prendere subito la palla al balzo per rivedermi i film della saga che avevo già visto e per recuperare anche quelli che non ho visto, nel limite del possibile - non starò per esempio ad impazzire per trovare i capitoli giapponesi che non sono mai arrivati in Italia, ma recupererò solamente i film principali della saga. Arriva dunque il secondo capitolo di "Ju-on", quello che durante la visione del film precedente della saga avevo notato non essere il film che avevo già visto e ritenevo essere il primo film della saga - "Ju-on: Rancore", che arriverà su questi schermi a breve -, ma che ho scoperto essere un film prodotto per la televisione nel 2000 e che, grazie al successo ottenuto, completamente inaspettato, fu poi portato al cinema nel 2003 a partire dal suo terzo capitolo. Siamo però qui oggi per parlare di quello che è forse l'episodio meno conosciuto della saga di "Ju-on", anch'esso prodotto per la televisione sempre nel 2000, pochi mesi dopo l'uscita del primo capitolo. Rimane il regista Takashi Shimizu, rimane Takako Fuji nei panni dello spirito di Kayako, così come rimane la struttura del film in capitoli, non necessariamente narrati in ordine cronologico.
Questo secondo capitolo in totale dura settantasei minuti, circa trenta dei quali sono un vero e proprio riassunto del capitolo precedente: le prime due storie, dedicate a Kayako e a Kyoko, non sono nient'altro che un recap di ciò che è successo ai due personaggi nel corso del film precedente, le scene sono montate in modo diverso, ma si tratta, fondamentalmente, di cose che abbiamo già visto. Dalla terza storia si comincia a vedere qualcosa di nuovo, si seguono dunque le vicende di Tatsuya, l'agente immobiliare che si stava occupando della casa di Kayako nel capitolo precedente, per poi vedere anche le storie di Kamio, Nobuyuki e di Saori, personaggi che ruotano tutti intorno alla vicenda principale, ma con ruoli diversi: Kamio è un detective che indaga sulle morti delle famiglie dei Murakami e dei Kitada, Nobuyuki è un ragazzino che ha visto la madre venire posseduta dallo spirito di Kayako, mentre Saori è la protagonista della scena finale, in cui un gruppo di studentesse va a vivere nella casa di Kayako.
Difficile dare un giudizio vero e proprio su questo "Ju-on 2", per due semplici motivi: il primo è il fatto di essere praticamente mezzo film, dato che un buon quaranta per cento della sua durata sono scene già viste nel capitolo precedente, il secondo è che non ci troviamo davanti ad un film con una vera e propria trama, quanto più che altro davanti ad una pellicola fatta principalmente seguendo l'onda del successo del capitolo precedente, ma senza le idee che lo avevano contraddistinto, sia a livello di trama sia a livello registico. Laddove infatti "Ju-on", nonostante il budget risicato, dal punto di vista della regia e della fotografia aveva qualche buona idea da offrire e soprattutto sapeva in che modo creare l'atmosfera per creare una vera e propria inquietudine nello spettatore. In questo secondo capitolo invece assistiamo, bene o male, a delle parti di film che vengono messe in scena utilizzando praticamente gli stessi stratagemmi, tanto che come spettatori sappiamo benissimo che cosa aspettarci e sappiamo che quando sentiamo miagolare o quando sentiamo quel suono gutturale sta per succedere qualcosa. Ovviamente sono gli stessi stratagemmi poi usati anche nel capitolo successivo, anche se con un effetto decisamente migliore. Purtroppo poi i capitoli veramente importanti a livello di trama sono solamente il terzo e il quarto, mentre negli ultimi due vediamo semplicemente due modi diversi di manifestarsi dello spirito di Kayako, ma in nessuno dei due c'è una storia dietro, così come non è ben definito il collegamento con gli altri capitoli.
Insomma, con "Ju-on 2" ho come avuto l'impressione che ci trovassimo davanti ad un film fatto un po' tanto per fare, sbrigativo sotto moltissimi punti di vista e prevedibilissimo, con anche quel poco di trama che viene portato avanti a non essere proprio interessantissimo nè tanto meno azzeccato a livello narrativo. Un po' di inquietudine, devo ammetterlo, c'è sempre, quanto meno non si gioca con i jump-scare e si mantiene la stessa linea di mostrare il meno possibile e di coltivare la paura in maniera lenta e progressiva, il problema è che davvero questo film appare come una copia carbone del precedente, soprattutto dal punto di vista stilistico.

lunedì 17 febbraio 2020

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn di Cathy Yan (2020)



USA 2020
Titolo Originale: Birds of Prey and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn
Regia: Cathy Yan
Sceneggiatura: Christina Hodson
Durata: 109 minuti
Genere: Azione


Possiamo da tempo considerare morto e defunto il cosiddetto "DC Extended Universe", non ce ne vogliano i produttori della Warner Bros che avrebbero voluto imitare la Disney quando ormai undici anni fa cominciò il suo Marvel Cinematic Universe, ma da quelle parti, decisamente, non sono stati per nulla bravi, probabilmente non ci hanno creduto fin dall'inizio e i risultati sono stati davanti agli occhi di tutti, soprattutto in seguito al disastro di "Batman V. Superman - Dawn of Justice" e dopo che "Justice League" - che comunque schifo non mi aveva fatto - aveva ottenuto solamente critiche negative il progetto è stato abbandonato in favore di film standalone dedicati ai vari personaggi senza necessariamente dover fare dei collegamenti tra di essi. Ne è stato un buon esempio, in tal senso, "Shazam", un film simpaticissimo che, non dovendo necessariamente essere inserito in un contesto in cui fossero presenti gli altri supereroi, aveva saputo fare breccia sia nella critica sia nel pubblico, limitandosi solamente a qualche piccolo riferimento agli altri film e non a veri e propri collegamenti. Per capire a fondo "Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn bisogna però aver visto "Suicide Squad", altro film attesissimo dal pubblico qualche anno fa che però aveva mediamente deluso, contribuendo però a rendere iconico il personaggio di Harley Quinn, diventato subito uno dei cosplay più inflazionati nelle varie fiere dei fumetti o del cinema. Personaggio fortemente collegato al peggior Joker cinematografico di sempre - non per altro, ma tutti si aspettavano una presenza importante del personaggio in "Suicide Squad", invece è più inutile di un culo senza il buco - questo seguito sarebbe dovuto essere non soltanto il proseguimento della storia di Harley Quinn, ancora una volta interpretata da una sempre magnifica Margot Robbie, ma anche l'introduzione di una nuova squadra di eroine, le Birds of Prey appunto, composta da Harley Quinn, da Cacciatrice - la bellissima Mary Elizabeth Winstead - e Black Canary - altra bellissima come Jurnee Smollett-Bell - su cui magari basare dei film in futuro, eventualmente. Alla regia del film abbiamo Cathy Yan, il cui unico film prima di questo era stato "Dead Pigs" nel 2018, film di cui non ho mai sentito parlare, poi cercherò in qualche modo di non affrontare assolutamente il tema dell'affidare questo film ad una regista donna, scelta che ci sta, ovviamente, ma non costringetemi assolutamente a dire che sia un bel film solo perchè diretto da una donna perchè, beh, "Birds of Prey" non lo è manco per sbaglio.
La relazione tra Joker e Harley Quinn, ripresa dopo la sconfitta dell'Incantatrice, è stata troncata nuovamente, ma Harley Quinn non ha ancora avuto il coraggio di dire a nessuno che la relazione sia finita, anche per usufruire dei vantaggi e del rispetto che la relazione con il criminale più temuto di Gotham comporta. Stufa però di mantenere tale segreto, la donna decide di dire al mondo che la relazione tra i due è finita, facendo esplodere la ACE Chemicals, l'industria chimica dove i due si conobbero. La dichiarazione pubblica però farà sì che tutti i torti compiuti ai vari criminali della città si rivoltino contro di lei e ora molte persone hanno un motivo in più per ucciderla. Tra questi vi è il perfido Roman Sionis, interpretato da Ewan McGregor, che, una volta catturata Harley Quinn e in procinto di ucciderla, stringerà un patto con lei per ritrovare la ragazzina che gli ha rubato un preziosissimo diamante, che contiene la chiave per accedere al tesoro della famiglia mafiosa dei Bettinelli, sterminata anni prima dai suoi scagnozzi che però hanno lasciato in vita la figlia Helena, che da qualche tempo si sta vendicando di tutti gli esecutori della strage. Indagando sugli omicidi commessi da Helena, sempre con una balestra, anche il detective Renee Montoya si ritroverà invischiata in questa storia, dovendo seguire le tracce sia di Harley Quinn, sia della Cacciatrice sia della ragazzina che ha rubato il diamante, esperta borseggiatrice.
Devo ammettere che fino all'uscita al cinema di questo film non è che nutrissi grossissime curiosità a riguardo, il problema è che se sei single a San Valentino e buona parte dei tuoi amici è occupato e non hai voglia di vedere altri film, magari prendi, vai al cinema da solo e dai un'opportunità ad una pellicola che si preannunciava leggera e in qualche modo divertente fin dall'inizio. Ora, non vorrei essere tacciato di maschilismo nella recensione di un film che mette al centro proprio tre antieroine donne, ma, per quanto mi riguarda, una delle poche cose positive del film è la presenza, sullo stesso schermo, di Margot Robbie, Mary Elizabeth Winstead e di Jurnee Smollett-Bell, tant'è che al termine della visione, che sinceramente ho anche trovato un po' pallosa oltre a tutti gli altri difetti, ho pensato che avrebbero potuto girare un film intero su sfondo nero con solo loro tre che si muovono e parlano e sarebbe stata la stessa cosa. Sono tutte e tre bellissime, solo uno dei tre è un personaggio un minimo interessante, la protagonista Harley Quinn, mentre le altre due rimangono abbastanza piatte a livello narrativo, sappiamo non molto di loro e il loro carattere non cambia minimamente rispetto all'inizio della pellicola. Un'altra cosa positiva il fatto che le scene d'azione, comunque, sono girate abbastanza bene, anche se in qualche modo risultano essere un po' ripetitive dato che le quelle presenti in questo film sono, bene o male, girate nella stessa maniera.
Finiti i lati positivi del film passiamo a quelli che mi hanno convinto decisamente di meno: innanzitutto proprio il fatto che l'unico personaggio sviluppato a dovere sia quello di Harley Quinn fa calare l'interesse per Black Canary e per Cacciatrice, che praticamente per quanto mi riguarda lo diventano solo dal punto di vista fisico, dato che sono magnifiche. Non vi è una vera e propria fase di costruzione del gruppo delle Birds of Prey, che vengono costituite solamente alla fine del film al termine di un'azione congiunta, in fondo però, per tutto il film, non si ha mai la sensazione di trovarci davanti ad un gruppo di eroine, ma davanti a tre eroine solitarie che cooperano per un caso, assieme, tra l'altro, anche al detective Montoya. Bassi livelli poi, secondo me, anche per la sceneggiatura e la narrazione, cosa ancora peggiore il fatto che le linee temporali siano trattate in maniera non convenzionale per scelta deliberata dagli sceneggiatori che, affidando il ruolo di voce narrante ad Harley Quinn, le danno libertà di narrare gli eventi non dall'inizio, ma come vuole lei. Una scelta che ci sta, molti film sono narrati senza seguire il tempo linearmente, il problema è che qui, forse per superficialità degli sceneggiatori, è tutto un gran casino e viene messa così tanta carne al fuoco che poi era praticamente impossibile sviluppare tutte le sottotrame che vengono inserite. A ciò aggiungiamo anche che il Black Mask interpretato da Ewan McGregor è uno dei villain più inutili che abbia visto in un cinecomic in questi ultimi anni. C'è molto humour inoltre, mi è sembrato che volesse in qualche modo fare contrasto tra il tono infantile della protagonista e la ricerca di uno humour più adulto, roba che se fosse venuta bene penso mi avrebbe soddisfatto parecchio, invece devo dire che mi ha abbastanza irritato.
Non nego che "Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn" sia un film che possa in qualche modo ottenere anche un buon riscontro, forse qualcuno con dei gusti diversi dai miei ci si potrebbe anche divertire. Io purtroppo invece ho trovato un po' tutta la storia noiosa e ripetitiva, tanto da pensare che la pellicola fosse un po' un'accozzaglia di eventi messi insieme un po' alla carlona e con qualche scena d'azione, ben girata, in mezzo.

Voto: 5

giovedì 13 febbraio 2020

WEEKEND AL CINEMA!

Gli Oscar sono appena passati e le settimane cinematografiche torneranno ad essere normali. In uscita ci sono ben quattro documentari, tra cui il candidato all'Oscar "Alla mia piccola Sama", mentre per quanto riguarda i film tradizionali c'è da segnalare l'uscita nei cinema, per la prima volta in Italia - era uscito solamente in home video doppiato in italiano - di "Memories of Murder" di Bong Joon-ho, dopo il successo di "Parasite". Vediamo però come al solito, commentati in base ai miei pregiudizi, quali sono le pellicole interessanti, o meno, della settimana!


Memorie di un assassino di Bong Joon-ho


Film che ho già visto per poter iniziare il mio speciale dedicato a Bong Joon-ho che ho momentaneamente accantonato per poter recuperare il maggior numero di film possibili in preparazione alla notte degli Oscar. "Memorie di un assassino" è un film magnifico che sicuramente al cinema potrà rendere ancora meglio di quanto non abbia fatto in home video, che finora in Italia era l'unico modo per fruire del film.


Sonic di Jeff Fowler

Aspettative sotto lo zero per il film tratto dal videogioco "Sonic" che quando ero piccolo ho letteralmente consumato. Il primo trailer era un disastro, ma ha avuto l'effetto di far parlare di sè tanto da bloccare momentaneamente la produzione dopo l'insurrezione dei fan del videogioco. Mossa studiata a tavolino? Come siete maliziosi...

La mia aspettativa: 4/10


Gli anni più belli di Gabriele Muccino


Io con i film di Gabriele Muccino ho un problema serissimo: i trailer dei suoi film mi piacciono sempre tantissimo, salvo poi, per quelli che ho avuto modo di vedere, rimanere deluso alla visione del film, anche se l'ultimo mi era discretamente piaciuto, non da strapparmi le vesti, però non mi ha fatto schifo ecco. Questo, anche visto il cast a disposizione, ha tutte le carte in regola per piacermi e il trailer mi è piaciuto talmente tanto che anche la canzone di Baglioni - che detesto - in sottofondo mi pare che ci stia bene.

La mia aspettativa: 6/10


Le altre uscite della settimana

Fantasy Island: Spazio in questo weekend anche per l'horror e ho come l'impressione che ci troveremo davanti ad uno di quegli horror un po' stupidini che però potrebbe piacermi, tra l'altro è una lettura in chiave horror del classico "Fantasilandia". Poi c'è Lucy Hale che trovo sia una ragazza bellissima.
Il lago delle oche selvatiche: Il cinema giapponese e quello coreano mi piacciono, mentre con quello cinese non sono mai riuscito ad entrare veramente in sintonia. Forse questa potrebbe essere l'occasione giusta, se la pellicola non si rivelerà un pippone filosofico come ho paura che sia.

mercoledì 12 febbraio 2020

Judy di Rupert Goold (2019)



Regno Unito 2019
Titolo Originale: Judy
Regia: Rupert Goold
Sceneggiatura: Tom Edge
Durata: 118 minuti
Genere: Biografico


Negli Stati Uniti, soprattutto quando parliamo di Academy Awards, spesso e volentieri non hanno la capacità di distinguere tra performance attoriale e affezione ad un mito, ne è un vero e proprio esempio l'Oscar al migliore attore protagonista dato lo scorso anno a Rami Malek per l'interpretazione di Freddie Mercury in "Bohemian Rhapsody". Nel momento in cui scrivo questo post, ancora le premiazioni non sono avvenute, ma siccome non avrei avuto tempo di scriverlo in un momento successivo ecco qui il mio commento ad un film che molto probabilmente verrà premiato seguendo la stessa situazione per cui è stato premiato lo scorso anno Rami Malek. Protagonista del film e quasi sicura dell'Oscar come miglior attrice protagonista è Renée Zellweger, che avrà probabilmente soffiato il premio alla ben più meritevole Scarlett Johansson per "Storia di un matrimonio", grazie ad un film dedicato ad una parentesi della vita di Judy Garland, attrice amatissima negli Stati Uniti e protagonista di numerosi film tra il 1929 e il 1963, diventando famosa per l'indimenticabile interpretazione di Dorothy ne "Il mago di Oz". Regista della pellicola è Rupert Goold, di cui io ho visto la scorsa estate il suo unico film da regista "True Story", mentre nel cast abbiamo anche Finn Wittrock nei panni di Mickey Deans, l'ultimo marito di Judy Garland.
Siamo nel 1968, la carriera di Judy Garland è ormai irrimediabilmente in declino e la donna vive quasi sempre in viaggio assieme ai suoi figli, facendo esibizioni per la quale è poco retribuita, attanagliata dai debiti. L'attrice verrà però chiamata a Londra per una serie di concerti in un club esclusivo nella città, per i quali si è già registrato il tutto esaurito e gli spettatori nutrono una grande attesa per le sue esibizioni. Nel film verrà raccontato questo spaccato della vita dell'attrice, dai problemi familiari con i suoi precedenti mariti, alla sua nuova storia d'amore con Mickey Deans, fino a passare al suo modo abbastanza eccentrico di affrontare le esibizioni nel club, tenendo molti concerti ubriaca ed evidenziando diversi problemi di abuso di alcool. Inframezzati a questa parentesi della sua vita vediamo anche alcuni flashback in cui Judy Garland, ancora ragazzina, è impegnata nelle riprese de "Il mago di Oz" e nelle registrazioni di "Somewhere over the Rainbow", il brano che l'ha resa un'icona a livello mondiale e che durante il tour a Londra si rifiuterà di eseguire perchè la lega a ricordi non sempre positivi degli inizi della sua carriera.
Non so bene come approcciare a questo commento legato a "Judy" perchè in fin dei conti il film non è che non mi sia piaciuto, ma non ho proprio capito il perchè di così tanto clamore. Innanzitutto è uno di quei tipici biopic che raccontano un episodio particolare della vita del protagonista, agganciando parallelismi con la sua vita passata, in questo sicuramente molto convenzionale, in secondo luogo durante la visione non ho trovato, se non nella scena finale, tutto quel livello emotivo che penso invece il film volesse trasmettere. Ora, io non è che sia un cultore del cinema o della musica di Judy Garland, anzi, ammetto candidamente di conoscere praticamente solo "Il mago di Oz" per quanto riguarda i film a cui ha partecipato l'attrice, quindi forse il fatto di non conoscerla abbastanza a livello artistico e di non essermi appassionato mai dei suoi film - in realtà non ho proprio mai cercato una visione, se devo esserne sincero - deve avere influenzato la fruizione del film dal punto di vista emotivo, ma un biopic deve servire a far appassionare ad un personaggio anche coloro che non lo conoscono a fondo e secondo me questo film non ci è riuscito. Non bastano un paio di canzoni ben assestate, che funzionano nonostante non le conoscessi prima della visione del film, per emozionare, così come non basta una singola scena, effettivamente riuscita, nel finale, per dire che il film abbia funzionato in tutto e per tutto: è ovvio che da spettatore abbia aspettato tutto il tempo di vedere l'esibizione di Renée Zellweger di "Somewhere Over the Rainbow" ed effettivamente l'esecuzione, all'interno del film, mi ha emozionato, peccato che poi, subito dopo, arrivi la fine del film, così, praticamente dal nulla, mi ha dato la sensazione di essere stato troncato brutalmente e la cosa mi ha lasciato spiazzato.
Ai momenti in cui Judy Garland è impegnata nella sua opera di autodistruzione fisica e artistica nel 1968 ho apprezzato decisamente molto di più i flashback legati alle riprese de "Il mago di Oz", avvenute quando era solo una sedicenne che ancora non aveva ben chiaro se volesse vivere una vita normale o una vita da celebrità, con tutte le restrizioni che la cosa comporta, alimentari, relazionali e così via. Più interessanti queste parti perchè si vede abbastanza bene il modo in cui la sua immagine venga sfruttata dai produttori del film, ben consci che sarà quello che consacrerà poi la sua carriera, ma che provocheranno poi nella donna quel disagio che viene mostrato nelle parti del film ambientate nel 1968. Non riesco dunque a capire in tal senso come Renée Zellweger possa aver molto probabilmente scalzato - o forse meglio dire derubato - Scarlett Johansson di un Oscar di cui aveva sicuramente meno diritto, se non per l'innata incapacità degli ammeregani di distinguere il personaggio interpretato - comprensibilmente amatissimo in patria - dalla vera e propria interpretazione dell'attore, che nel caso specifico è la tipica interpretazione da biopic senza particolari guizzi a livello recitativo e con un po' di imitazione qua e là, che personalmente non riesco ad apprezzare. "Judy" non è comunque un film da buttare in tutto e per tutto, ma tutto il clamore che gli è ruotato intorno non lo trovo giustificato, così come l'interpretazione della protagonista non l'ho poi trovata così tanto da Oscar.

Voto: 5,5

martedì 11 febbraio 2020

OSCAR 2020 - I risultati

Dopo un paio di annate in cui avevo indovinato buona parte dei pronostici, ecco che, forse per la prima volta da anni a questa parte, a venire premiati sono i miei film preferiti e non quelli che mi sarei aspettato che sarebbero stati premiati. Mai come ieri mattina, quando mi sono svegliato e sono andato a leggere i premi, sono stato contento di essermi sbagliato e le vittorie di "Parasite" di ben quattro Oscar tra cui il premio grosso, quello per la miglior regia e quello per la migliore sceneggiatura originale, oltre a quello per il miglior film internazionale che era abbastanza scontato.
Insomma per la prima volta da qualche anno a questa parte vince, effettivamente, la meritocrazia e quello che era, molto probabilmente il miglior film in gara, per quanto mi riguarda non solo di quest'anno, ma anche da anni a questa parte. Mezza delusione per "1917", mentre "Joker" si è preso i due Oscar che sicuramente si sarebbe meritato.
Andiamo però nel dettaglio e ripercorriamo quali sono stati i miei pronostici di Domenica mattina e quali i risultati!

Hanno vinto i miei preferiti in 8 categorie su 20.
Ho azzeccato il vincitore in 10 categorie su 20.

(Dove sarà possibile, cliccando sul titolo del film, potrete leggere la mia personalissima recensione)



Miglior film

1917
C'era una volta a... Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit
Joker
Le Mans '66 - La grande sfida
Parasite
Piccole donne
Storia di un matrimonio

IL MIO PREFERITO: Parasite
AVEVO PRONOSTICATO: C'era una volta a... Hollywood
HA VINTO: Parasite


Migliore regia

Bong Joon-ho - Parasite
Sam Mendes - 1917
Todd Phillips - Joker
Martin Scorsese - The Irishman
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood

IL MIO PREFERITO: Bong Joon-ho
AVEVO PRONOSTICATO: Sam Mendes
HA VINTO: Bong Joon-ho


Migliore attore protagonista

Antonio Banderas - Dolor y gloria
Leonardo DiCaprio - C'era una volta a... Hollywood
Adam Driver - Storia di un matrimonio
Joaquin Phoenix - Joker
Jonathan Pryce - I due papi

IL MIO PREFERITO: Joaquin Phoenix
AVEVO PRONOSTICATO: Joaquin Phoenix
HA VINTO: Joaquin Phoenix


Migliore attrice protagonista

Cynthia Erivo - Harriet
Scarlett Johansson - Storia di un matrimonio
Saoirse Ronan - Piccole donne
Charlize Theron - Bombshell - La voce dello scandalo
Renée Zellweger - Judy

LA MIA PREFERITA: Scarlett Johansson
AVEVO PRONOSTICATO: Renée Zellweger
HA VINTO: Renée Zellweger


Migliore attore non protagonista

Tom Hanks - Un amico straordinario
Anthony Hopkins - I due papi
Al Pacino - The Irishman
Joe Pesci - The Irishman
Brad Pitt - C'era una volta a... Hollywood

IL MIO PREFERITO: Brad Pitt
AVEVO PRONOSTICATO: Brad Pitt
HA VINTO: Brad Pitt


Migliore attrice non protagonista

Kathy Bates - Richard Jewell
Laura Dern - Storia di un matrimonio
Scarlett Johansson - Jojo Rabbit
Florence Pugh - Piccole donne
Margot Robbie - Bombshell - La voce dello scandalo

LA MIA PREFERITA: Scarlett Johansson
SECONDO ME VINCERA': Laura Dern
HA VINTO: Laura Dern


Migliore sceneggiatura originale

Noah Baumbach - Storia di un matrimonio
Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite
Rian Johnson - Cena con delitto - Knives Out
Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns - 1917
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood

IL MIO PREFERITO: Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite
AVEVO PRONOSTICATO: Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood
HA VINTO: Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite


Migliore sceneggiatura non originale

Greta Gerwig - Piccole donne
Anthony McCarten - I due papi
Todd Phillips e Scott Silver - Joker
Taika Waititi - Jojo Rabbit
Steven Zaillian - The Irishman

IL MIO PREFERITO: Todd Phillips e Scott Silver - Joker
AVEVO PRONOSTICATO: Greta Gerwig - Piccole donne
HA VINTO: Taika Waititi - Jojo Rabbit


Miglior film internazionale

Boże Ciało, regia di Jan Komasa (Polonia)
Dolor y gloria, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord)
I miserabili (Les Misérables), regia di Ladj Ly (Francia)
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)

IL MIO PREFERITO: Parasite
AVEVO PRONOSTICATO: Parasite
HA VINTO: Parasite


Miglior film d'animazione

Dov'è il mio corpo?, regia di Jérémy Clapin
Dragon Trainer - Il mondo nascosto, regia di Dean DeBlois
Klaus - I segreti del Natale, regia di Sergio Pablos
Missing Link, regia di Chris Butler
Toy Story 4, regia di Josh Cooley

IL MIO PREFERITO: Klaus - I segreti del Natale
AVEVO PRONOSTICATO: Klaus - I segreti del Natale
HA VINTO: Toy Story 4


Migliore fotografia

Jarin Blaschke - The Lighthouse
Roger Deakins - 1917
Rodrigo Prieto - The Irishman
Robert Richardson - C'era una volta a... Hollywood
Lawrence Sher - Joker

IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': 1917
NON MI ANDREBBE GIU': 1917


Migliore scenografia

Dennis Gassner e Lee Sandales - 1917
Lee Ha-jun e Cho Won-woo - Parasite
Barbara Ling e Nancy Haigh - C'era una volta a... Hollywood
Bob Shaw e Regina Graves - The Irishman
Ra Vincent e Nora Sopková - Jojo Rabbit

IL MIO PREFERITO: 1917
AVEVO PRONOSTICATO: 1917
HA VINTO: C'era una volta a... Hollywood


Miglior montaggio

Andrew Buckland e Michael McCusker - Le Mans '66 - La grande sfida
Tom Eagles - Jojo Rabbit
Jeff Groth - Joker
Thelma Schoonmaker - The Irishman
Yang Jin-mo - Parasite

IL MIO PREFERITO: Parasite
AVEVO PRONOSTICATO: Joker
HA VINTO: Le Mans '66 - La grande sfida


Migliore colonna sonora

Alexandre Desplat – Piccole donne
Hildur Guðnadóttir – Joker
Randy Newman – Storia di un matrimonio
Thomas Newman – 1917
John Williams – Star Wars: L'ascesa di Skywalker

IL MIO PREFERITO: Joker
AVEVO PRONOSTICATO: Joker
HA VINTO: Joker


Migliore canzone

I Can’t Let You Throw Yourself Away (Randy Newman) - Toy Story 4
(I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
I'm Standing With You (Diane Warren) - Atto di fede
Into the Unknown (Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) - Frozen II - Il segreto di Arendelle
Stand Up (Joshuah Brian Campbell, Cynthia Erivo) - Harriet

IL MIO PREFERITO: (I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
AVEVO PRONOSTICATO: (I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
HA VINTO: (I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman


Migliori effetti speciali

Matt Aitken, Dan DeLeeuw, Russell Earl e Daniel Sudick - Avengers: Endgame
Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron - 1917
Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda-Fauser e Stephane Grabli e Pablo Helman - The Irishman
Roger Guyett, Neal Scanlan, Patrick Tubach e Dominic Tuohy – Star Wars: L'ascesa di Skywalker
Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman e Adam Valdez - Il re leone

IL MIO PREFERITO: The Irishman
AVEVO PRONOSTICATO: The Irishman
HA VINTO: 1917


Miglior sonoro

David Giammarco, Paul Massey e Steven A. Morrow - Le Mans '66 - La grande sfida
Tom Johnson, Gary Rydstrom e Mark Ulano - Ad Astra
Todd Maitland, Tom Ozanich e Dean Zupancic - Joker
Christian P. Minkler, Michael Minkler e Mark Ulano - C'era una volta a... Hollywood
Mark Taylor e Stuart Wilson - 1917

IL MIO PREFERITO: Joker
AVEVO PRONOSTICATO: 1917
HA VINTO: 1917


Miglior montaggio sonoro

David Acord e Matthew Wood - Star Wars: L'ascesa di Skywalker
Alan Robert Murray - Joker
Wylie Stateman - C'era una volta a... Hollywood
Donald Sylvester - Le Mans '66 - La grande sfida
Oliver Tarney e Rachael Tate - 1917

IL MIO PREFERITO: Joker
AVEVO PRONOSTICATO: 1917
HA VINTO: Le Mans '66 - La grande sfida


Migliori costumi

Mark Bridges – Joker
Jacqueline Durran – Piccole donne
Arianne Phillips – C'era una volta a... Hollywood
Sandy Powell e Christopher Peterson – The Irishman
Mayes C. Rubeo – Jojo Rabbit


IL MIO PREFERITO: Jojo Rabbit
AVEVO PRONOSTICATO: Piccole donne
HA VINTO: Piccole donne


Miglior trucco e acconciatura

Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji - Bombshell - La voce dello scandalo
Rebecca Cole, Naomi Donne e Tristan Versluis - 1917
Kay Georgiou e Nicki Ledermann - Joker
Paul Gooch, Arjen Tuiten e David White - Maleficent - Signora del male
Jeremy Woodhead - Judy


IL MIO PREFERITO: Joker
AVEVO PRONOSTICATO: Joker
HA VINTO: Bombshell


Miglior documentario

Alla mia piccola Sama, regia di Waad al-Kateab ed Edward Watts
The Cave, regia di Feras Fayyad
Edge of Democracy - Democrazia al limite, regia di Petra Costa
Made in USA - Una fabbrica in Ohio, regia di Steven Bognar e Julia Reichert
Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov


HA VINTO: Made in USA - Una fabbrica in Ohio


Miglior cortometraggio documentario

In the Absence, regia di Yi Seung-jun
Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl), regia di Carol Dysinger
Life Overtakes Me, regia di Kristine Samuelson e John Haptas
St. Louis Superman, regia di Smriti Mundhra e Sami Khan
Walk Run Cha-Cha, regia di Laura Nix


HA VINTO: Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl)


Miglior cortometraggio

Ikhwène, regia di Meryam Joobeur
Nefta Football Club, regia di Yves Piat
The Neighbors' Window, regia di Marshall Curry
Saria, regia di Bryan Buckley
Une sœur, regia di Delphine Girard


HA VINTO: The Neighbors' Window


Miglior cortometraggio d'animazione

Dcera, regia di Daria Kashcheeva
Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.
Kitbull, regia di Rosana Sullivan
Mémorable, regia di Bruno Collet
Sister, regia di Siqi Song


HA VINTO: Hair Love

lunedì 10 febbraio 2020

Richard Jewell di Clint Eastwood (2019)



USA 2019
Titolo Originale: Richard Jewell
Sceneggiatura: Billy Ray
Durata: 129 minuti
Genere: Drammatico, Biografico


Soprattutto negli ultimi cinque anni il cinema di Clint Eastwood è stato dedicato alla celebrazione degli eroi sconosciuti degli Stati Uniti d'America, nazione a cui il nostro repubblicano convinto preferito è decisamente molto legato e lo ha dimostrato praticamente con tutti i film che sono seguiti ad "American Sniper", che a me, personalmente, non è che avesse proprio impressionato. Da lì è stata una vera e propria sequela di celebrazione di quegli eroi che, per un motivo o per l'altro, sono innanzitutto passati in sordina - più che altro per quanto riguarda le altre nazioni, immagino che negli Stati Uniti sappiano un po' di più cosa succede nel loro quotidiano - e in secondo luogo sono anche stati in qualche modo perseguiti dalla legge. Ne è un esempio perfetto "Sully", forse il film di Clint Eastwood con più cuore girato da lui negli ultimi anni, così come ne è un esempio perfetto "Richard Jewell", mentre fa un po' eccezione, in quanto a tematiche trattate, "The Mule - Il corriere", dove dopo molti anni il regista si è anche rimesso in gioco come attore, facendo comunque la sua bella figura. Ad interpretare il protagonista Richard Jewell, colui che sventò il famoso attentato durante le Olimpiadi di Atlanta nel 1996, abbiamo Paul Walter Houser, che di recente abbiamo visto anche in "BlacKkKlansman" e in "Tonya", mentre nel cast sono presenti anche Kathy Bates nei panni della madre, candidata all'Oscar come miglior attrice non protagonista, Sam Rockwell nei panni del suo avvocato, John Hamm nei panni dell'agente dell'FBI che cominciò ad indagare su di lui e Olivia Wilde nei panni della giornalista che per prima pubblicò la soffiata sulla possibile colpevolezza dell'uomo per l'attentato, dando di fatto il via ad un processo mediatico, ancora prima che giuridico, all'uomo.
Siamo nel 1996 e Richard Jewell è una guardia di sicurezza che lavora per l'AT&T dopo aver svolto diverse mansioni nel corso della sua vita e dopo aver sognato, senza successo, di diventare un poliziotto. Durante un concerto alle Olimpiadi di Atlanta egli nota che uno zaino sospetto è stato abbandonato sotto ad una panchina, dando subito l'allarme. Una telefonata alla polizia anonima conferma i sospetti della guardia, che così inizierà ad essere ascoltata e creduta: verranno chiamati gli artificieri e gli spettatori del concerto fatti allontanare dal luogo in cui è stato rinvenuto lo zaino, che si rivelerà essere veramente una bomba che di lì a poco esploderà, facendo perdere la vita a un uomo e ferendone un centinaio. Senza l'intervento di Richard Jewell il bilancio sarebbe potuto essere ben più grave, ma colui che all'inizio viene identificato come un vero e proprio eroe per aver sventato un attentato, diventa a tutti gli effetti un sospettato da un agente dell'FBI che si trovava sul posto, rimanendo anch'egli ferito in maniera lieve. Il rapporto dell'agente con una giornalista, cui rivelerà l'identità del sospettato di aver messo in atto l'attentato, farà partire un processo mediatico che renderà la vita di Richard un vero e proprio inferno, mettendo in difficoltà il suo rapporto con la madre, che comunque crederà sempre in lui fino alla fine, e costringendolo a rivolgersi all'avvocato Watson Bryant che lo difenderà strenuamente dagli attacchi dell'autorità federale.
Come un po' per tutti i film più recenti diretti da Clint Eastwood la sensazione è sempre la stessa, ovvero quella di trovarsi davanti ad un buon film che, con qualche accorgimento tecnico e narrativo, sarebbe potuto essere un grandissimo film. Soprattutto negli ultimi anni la narrazione di Clint Eastwood mi sembra essere diventata meno emozionale e un po' più ragionata, il che mi ha dato la sensazione di trovarmi davanti ad un film che, a parte i pochi momenti di rabbia dovuti al fatto che lo spettatore sa fin dall'inizio dell'innocenza dell'uomo, anche perchè viene ritratto come uno non propriamente a posto mentalmente, molto legato a sua madre e quindi, di suo, naturalmente identificabile come un buono, non mi ha dato grosse emozioni. Funziona invece a meraviglia la componente tecnica, Clint Eastwood dimostra di essersi sempre più perfezionato nel corso degli anni, rendendo le sue inquadrature sempre più ricercate e vengono messe in scena in un modo che contribuisce a creare grande tensione e dal punto di vista dell'atmosfera che si crea, la scena del concerto e dell'attentato sventato è un vero e proprio gioiello dal punto di vista tecnico, vi è l'atmosfera di festa generale di tutte le persone che contrasta con la tensione che si crea tra i poliziotti, che però fanno di tutto per non trasmetterla alle persone comuni. Degli ultimi lavori del regista questo è appunto il più vicino al già citato "Sully", anch'esso dedicato ad un personaggio che di fatto è stato un eroe perseguitato dalla legge per il suo atto eroico, la differenza sta nel fatto che mentre per "Sully" la popolazione lo ha riconosciuto da subito in quanto tale, "Richard Jewell" non è solo stato affossato dalle comunque comprensibili indagini condotte su di lui, ma anche dalla stampa che, per cavalcare l'onda dell'attentato, ha reso l'uomo inviso anche al resto della popolazione statunitense.
"Richard Jewell" è un film che convince dal punto di vista tecnico, un po' meno dal punto di vista emotivo, mentre non ci si può certo lamentare dal punto di vista recitativo: il protagonista è ottimamente interpretato da Paul Walter Hauser, che dà bene l'idea del carattere del personaggio, forse un po' troppo caricato di ingenuità per dare ancora di più l'impressione di trovarsi davanti ad una persona naturalmente buona. Bene anche per quanto riguarda Sam Rockwell, anche lui al cinema da poco con Jojo Rabbit che regala anche qui un interpretazione abbastanza convincente, così come lo sono anche John Hamm, ormai una vera e propria garanzia e Olivia Wilde. Forse esagerata la candidatura per Kathy Bates come miglior attrice non protagonista, la sua mi è sembrata una recitazione piuttosto convenzionale, buona, sì, ma non da candidatura all'Oscar come miglior attrice non protagonista. Il consiglio dunque, in fin dei conti, è quello di dare un'opportunità al nuovo film di Clint Eastwood, perchè comunque ci troviamo davanti ad un film solido sotto diversi punti di vista ed importante per la storia che viene raccontata, nonostante ciò, per quanto riguarda la mia opinione, siamo sempre su quei livelli buoni, ma lontani dall'eccellenza, che contraddistinguono il cinema di Clint Eastwood degli ultimi anni, quelli per cui si ha la sensazione che si sarebbe potuto fare di meglio, insomma.

Voto: 7

domenica 9 febbraio 2020

OSCAR 2020 - Pronostici e preferenze

Sono ormai un bel po' di anni che seguo con particolare interesse la cerimonia degli Oscar, a volte l'ho guardata in diretta, soprattutto nel periodo universitario, ma da quando lavoro la guardo in differita solamente il giorno dopo, perchè prendermi una giornata di ferie per stare la notte alzato a guardare la cerimonia mi sembra un po' troppo di cattivo gusto. Dopo lo scorso anno che, per quanto mi riguarda, era stato un po' così così a livello di film candidati e anche di vincitori, questa risulta essere, almeno per quanto riguarda i miei gusti, una delle migliori annate da quando seguo la cerimonia: tra i nove candidati a miglior film solo uno trovo che sia totalmente fuori luogo, tra i film stranieri ne ho visti due che mi hanno proprio impressionato, ho anche apprezzato ben due film d'animazione, il che per me è roba non da poco, mentre per quanto riguarda le categorie degli attori e delle attrici solamente per un film non sono particolarmente d'accordo con la candidatura.
Come oramai tradizione e come penso faranno anche molti altri blogger della blogosfera, è tempo di fare il solito giochino dei pronostici, con le solite tre categorie: il mio preferito, chi secondo me prenderà il premio e chi spero proprio che non lo prenda. Se ne indovino tanti cosa vinco? Nulla, nè la mia giornata sarà migliore quando vedrò i premiati, però è un giochino che mi piace fare ed ecco qui quali sono le mie preferenze per la kermesse di quest'anno!

(Dove sarà possibile, cliccando sul titolo del film, potrete leggere la mia personalissima recensione)



Miglior film

1917
C'era una volta a... Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit
Joker
Le Mans '66 - La grande sfida
Parasite
Piccole donne
Storia di un matrimonio

Come cerco di fare ogni anno, ho visto tutti i film candidati e, chi più chi meno, li ho apprezzati tutti. Certo, uno di questi, "Le Mans '66 - La grande sfida" mi è sembrato quello meno in diritto di stare qui dentro. Ce ne sono due, come "Jojo Rabbit" e "Piccole donne" che ho apprezzato relativamente di meno rispetto agli altri, tra i quali, se non ci fosse "Parasite" non saprei nemmeno quale preferire. Ho un preferito da diverso tempo ormai per questa categoria, ho un film che spero che non vinca e ho anche un pronostico. Stranamente quest'anno, non mi scandalizzerei per nessuna vittoria.

I MIEI PREFERITI: Parasite
PER ME VINCERA': C'era una volta a... Hollywood
NON MI ANDREBBE GIU': Le Mans '66 - La grande sfida


Migliore regia

Bong Joon-ho - Parasite
Sam Mendes - 1917
Todd Phillips - Joker
Martin Scorsese - The Irishman
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood

Per quanto riguarda la miglior regia qui forse il premio è un po' più scontato: Sam Mendes ha fatto una di quelle operazioni, un finto piano sequenza lungo tutto un film, che notoriamente fa bagnare i giurati dell'Academy e dubito che non la possa spuntare in questa categoria, visto anche che è stato premiato in tutte le altre grandi premiazioni che si sono tenute in queste ultime settimane.

IL MIO PREFERITO: Bong Joon-ho
PER ME VINCERA': Sam Mendes
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Migliore attore protagonista

Antonio Banderas - Dolor y gloria
Leonardo DiCaprio - C'era una volta a... Hollywood
Adam Driver - Storia di un matrimonio
Joaquin Phoenix - Joker
Jonathan Pryce - I due papi

Altra categoria in cui veramente sono uno meglio dell'altro, peccato che gli altri quattro siano capitati nell'annata sbagliata per essere candidati, dato che il premio andrà sicuramente a Joaquin Phoenix per la straordinaria interpretazione che ha dato in "Joker", film che voglio tra l'altro al più presto rivedere, dato che mi è piaciuto moltissimo.

IL MIO PREFERITO: Joaquin Phoenix
PER ME VINCERA': Joaquin Phoenix
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Migliore attrice protagonista

Cynthia Erivo - Harriet
Scarlett Johansson - Storia di un matrimonio
Saoirse Ronan - Piccole donne
Charlize Theron - Bombshell - La voce dello scandalo
Renée Zellweger - Judy

Purtroppo, siccome non sono arrivati in Italia, non ho avuto modo di vedere "Harriet" e "Bombshell" quindi non posso esprimere una preferenza sulle interpretazioni di Cynthia Erivo e di Charlize Theron, mi dovrò limitare alle altre tre: benissimo Scarlett Johansson in "Storia di un matrimonio", molto bene Saoirse Ronan in "Piccole donne" mentre non capisco tutto questo entusiasmo per Renée Zellweger in "Judy", che tra l'altro soffierà molto probabilmente, ma una piccola speranza che non succeda ce l'ho, il premio alla Johansson che è stata straordinaria.

LA MIA PREFERITA: Scarlett Johansson
SECONDO ME VINCERA': Renée Zellweger
NON MI ANDREBBE GIU': Renée Zellweger


Migliore attore non protagonista

Tom Hanks - Un amico straordinario
Anthony Hopkins - I due papi
Al Pacino - The Irishman
Joe Pesci - The Irishman
Brad Pitt - C'era una volta a... Hollywood

Anche qui il premio appare quanto mai scontato, dato che è stato premiato in tutte le kermesse che precedono gli Oscar e la cosa non mi scandalizza per nulla, dato che in "C'era una volta a... Hollywood" Brad Pitt è ad una delle migliori interpretazioni in carriera. Anche Al Pacino e Joe Pesci straordinari in "The Irishman", così come Anthony Hopkins ne "I due papi". Persino Tom Hanks è una delle poche cose che ho apprezzato del film "Un amico straordinario"

IL MIO PREFERITO: Brad Pitt
PER ME VINCERA': Brad Pitt
NON MI ANDREBBE GIU': Tom Hanks


Migliore attrice non protagonista

Kathy Bates - Richard Jewell
Laura Dern - Storia di un matrimonio
Scarlett Johansson - Jojo Rabbit
Florence Pugh - Piccole donne
Margot Robbie - Bombshell - La voce dello scandalo

Anche in questo caso non posso giudicare Margot Robbie perchè il film "Bombshell" non è arrivato in Italia. Per quanto riguarda le altre quattro Scarlett Johansson conferma la sua annata straordinaria con la doppia candidatura, peccato che se le sue possibilità di Oscar come miglior attrice son poche, qui siano ancora di meno. Florence Pugh l'ho adorata davvero in "Piccole donne", mentre Kathy Bates quella che tra le quattro mi ha convinto di meno. Laura Dern vincerà molto probabilmente il premio per "Storia di un matrimonio" e devo dire che se lo merita eccome.

LA MIA PREFERITA: Scarlett Johansson
SECONDO ME VINCERA': Laura Dern
NON MI ANDREBBE GIU': Kathy Bates


Migliore sceneggiatura originale

Noah Baumbach - Storia di un matrimonio
Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite
Rian Johnson - Cena con delitto - Knives Out
Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns - 1917
Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood

Anche in questo caso, a parte "Cena con delitto - Knives Out" che non sono ancora riuscito a vedere, un bel quintetto di sceneggiature originali. Di certo "1917" non colpisce sotto questo aspetto, ma è memorabile per altri, mentre sia "Storia di un matrimonio", sia "C'era una volta a... Hollywood" sia "Parasite" sono sceneggiature di altissimo livello. Per quanto mi riguarda "Parasite" è un capolavoro anche sotto questo punto di vista, ma forse questo potrebbe essere proprio il premio di Tarantino.

IL MIO PREFERITO: Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite
PER ME VINCERA': Quentin Tarantino - C'era una volta a... Hollywood
NON MI ANDREBBE GIU': Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns - 1917


Migliore sceneggiatura non originale

Greta Gerwig - Piccole donne
Anthony McCarten - I due papi
Todd Phillips e Scott Silver - Joker
Taika Waititi - Jojo Rabbit
Steven Zaillian - The Irishman

Anche in questo caso ho visto tutti e cinque i film in gara e mi sono piaciuti molto praticamente tutti. Non riesco effettivamente a entrare nella testa di quelli dell'Academy per fare un pronostico sensato, penso che in qualche modo la vittoria possa andare a Greta Gerwig per "Piccole donne" anche solo per la questione delle quote rosa, sennò la gente si lamenta - che poi nessuno ha mai pensato che fosse un messaggio sbagliato questo?

IL MIO PREFERITO: Todd Phillips e Scott Silver - Joker
PER ME VINCERA': Greta Gerwig - Piccole donne
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Miglior film internazionale

Boże Ciało, regia di Jan Komasa (Polonia)
Dolor y gloria, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord)
I miserabili (Les Misérables), regia di Ladj Ly (Francia)
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)

Questa solitamente è la categoria in cui rimango più indietro e quest'anno sono riuscito a vedere solamente due film, tra l'altro entrambi splendidi ed amati, uno più dell'altro ovviamente. La vittoria qui appare scontata, ma, se dovesse vincere "Dolor y gloria" innanzitutto non mi scandalizzerei, in secondo luogo si aprirebbero infinitamente le possibilità di vittoria del premio grosso per quel capolavoro assoluto che è "Parasite" e io ne sarei molto più che contento. Ho una certa curiosità tra l'altro per "I miserabili", che dai trailer che ho visto sembra essere qualcosa di pazzesco.

IL MIO PREFERITO: Parasite
PER ME VINCERA': Parasite


Miglior film d'animazione

Dov'è il mio corpo?, regia di Jérémy Clapin
Dragon Trainer - Il mondo nascosto, regia di Dean DeBlois
Klaus - I segreti del Natale, regia di Sergio Pablos
Missing Link, regia di Chris Butler
Toy Story 4, regia di Josh Cooley

Annata strana questa, semplicemente per il fatto che ho visto ben due dei cinque film in gara, dato che ho da tempo litigato con il cinema d'animazione e non ci sono candidati che arrivano dal Giappone. "Dov'è il mio corpo?" è un gioiellino molto maturo a livello di animazione e di contenuti, "Klaus - I segreti del Natale" è un film magico sotto tutti i punti di vista. Un film d'animazione, per giunta legato al Natale, che mi piacesse così tanto non lo vedevo da anni a questa parte!

IL MIO PREFERITO: Klaus - I segreti del Natale
SECONDO ME VINCERA': Klaus - I segreti del Natale


Migliore fotografia

Jarin Blaschke - The Lighthouse
Roger Deakins - 1917
Rodrigo Prieto - The Irishman
Robert Richardson - C'era una volta a... Hollywood
Lawrence Sher - Joker

Si è fatto un gran parlare nella blogosfera di quanto fosse bella la fotografia di "The Lighthouse", secondo film di Robert Eggers che probabilmente arriverà nelle sale italiane intorno ad Aprile. Dei cinque in gara però è l'unico che non ho visto, proprio perchè questa bellissima fotografia preferirei vederla al cinema, spero anche di essere fortunato a trovare una proiezione in lingua originale. Tra i quattro che ho visto sicuramente mi hanno affascinato sia la fotografia di "Joker" sia quella di "1917", quella di "The Irishman" è pazzesca, mentre quella di "C'era una volta a... Hollywood" mi è parsa la più normale delle quattro, anche se questo è un aspetto su cui di solito non ci capisco moltissimo.

IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': 1917
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Migliore scenografia

Dennis Gassner e Lee Sandales - 1917
Lee Ha-jun e Cho Won-woo - Parasite
Barbara Ling e Nancy Haigh - C'era una volta a... Hollywood
Bob Shaw e Regina Graves - The Irishman
Ra Vincent e Nora Sopková - Jojo Rabbit

Anche in questa categoria solo grandissimi film. Ammetto di essere rimasto molto affascinato da tutte, su tutte la scenografia di "Parasite" e quella di "1917" sono qualcosa di assurdo. Stavolta però non dò la mia preferenza al film coreano, in favore della maggiore spettacolarità a livello scenografico di "1917".

IL MIO PREFERITO: 1917
PER ME VINCERA': 1917
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Miglior montaggio

Andrew Buckland e Michael McCusker - Le Mans '66 - La grande sfida
Tom Eagles - Jojo Rabbit
Jeff Groth - Joker
Thelma Schoonmaker - The Irishman
Yang Jin-mo - Parasite

Anche qui poco da dire, da quanto sono belli praticamente tutti i film, persino "Le Mans '66 - La grande sfida" che è quello che mi ha convinto di meno tra i candidati al titolo di miglior film, sotto l'aspetto del montaggio si trova davvero su livelli altissimi. Ancora una volta, il preferito è "Parasite", penso lo porterà a casa "Joker" però.

IL MIO PREFERITO: Parasite
PER ME VINCERA': Joker
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Migliore colonna sonora

Alexandre Desplat – Piccole donne
Hildur Guðnadóttir – Joker
Randy Newman – Storia di un matrimonio
Thomas Newman – 1917
John Williams – Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Candidatura contentino per "Star Wars: L'ascesa di Skywalker" quando, per quanto mi riguarda, tutte le altre colonne sonore gli mangiano in testa. Quella di Star Wars l'abbiamo già sentita in altri otto film, al netto delle poche composizioni originali. Mi è piaciuta molto quella di "Storia di un matrimonio", ma anche quella delicatissima di "Piccole donne", composta tra l'altro da Alexandre Desplat - un altro che, come Meryl Streep, verrebbe candidato anche per una colonna sonora di soli rutti, essendosi beccato 11 candidature negli ultimi tredici anni, di cui una doppia nel 2015, peccato che le sue colonne sonore siano quasi sempre bellissime. La mia preferenza va però a quella di "Joker", che alterna benissimo pezzi originali ad altri non originali e mi è parsa la più immersiva di tutte.

IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': Joker
NON MI ANDREBBE GIU': Star Wars: L'ascesa di Skywalker


Migliore canzone

I Can’t Let You Throw Yourself Away (Randy Newman) - Toy Story 4
(I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
I'm Standing With You (Diane Warren) - Atto di fede
Into the Unknown (Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) - Frozen II - Il segreto di Arendelle
Stand Up (Joshuah Brian Campbell, Cynthia Erivo) - Harriet

Pur non avendo visto ben quattro dei cinque film candidati, sono riuscito ad ascoltare tutte le canzoni in gara. Quella di "Frozen II - Il segreto di Arendelle" l'ho trovata inascoltabile - per i miei gusti musicali ovviamente -, carine quelle di "Atto di fede" e di "Toy Story 4", assolutamente non male quella di "Harriet". Sono però convinto che la canzone vada contestualizzata con il film per cui è stata composta, motivo per cui magari una canzone che ho detestato, potrebbe essere bella se vista all'interno del suo film - cosa che per quanto riguarda "Frozen II - Il segreto di Arendelle" non potrò mai sapere perchè mi rifiuto di guardarlo - quindi, andando con il cuore, vado per quella di "Rocketman"

IL MIO PREFERITO: (I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
PER ME VINCERA': (I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman
NON MI ANDREBBE GIU': Frozen II - Il segreto di Arendelle (per principio)


Migliori effetti speciali

Matt Aitken, Dan DeLeeuw, Russell Earl e Daniel Sudick - Avengers: Endgame
Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron - 1917
Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda-Fauser e Stephane Grabli e Pablo Helman - The Irishman
Roger Guyett, Neal Scanlan, Patrick Tubach e Dominic Tuohy – Star Wars: L'ascesa di Skywalker
Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman e Adam Valdez - Il re leone

IL MIO PREFERITO: The Irishman
PER ME VINCERA': The Irishman
NON MI ANDREBBE GIU': Il re leone


Miglior sonoro

David Giammarco, Paul Massey e Steven A. Morrow - Le Mans '66 - La grande sfida
Tom Johnson, Gary Rydstrom e Mark Ulano - Ad Astra
Todd Maitland, Tom Ozanich e Dean Zupancic - Joker
Christian P. Minkler, Michael Minkler e Mark Ulano - C'era una volta a... Hollywood
Mark Taylor e Stuart Wilson - 1917

IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': 1917
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Miglior montaggio sonoro

David Acord e Matthew Wood - Star Wars: L'ascesa di Skywalker
Alan Robert Murray - Joker
Wylie Stateman - C'era una volta a... Hollywood
Donald Sylvester - Le Mans '66 - La grande sfida
Oliver Tarney e Rachael Tate - 1917

IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': 1917
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Migliori costumi

Mark Bridges – Joker
Jacqueline Durran – Piccole donne
Arianne Phillips – C'era una volta a... Hollywood
Sandy Powell e Christopher Peterson – The Irishman
Mayes C. Rubeo – Jojo Rabbit


IL MIO PREFERITO: Jojo Rabbit
PER ME VINCERA': Piccole donne
NON MI ANDREBBE GIU': Nessuno in particolare


Miglior trucco e acconciatura

Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji - Bombshell - La voce dello scandalo
Rebecca Cole, Naomi Donne e Tristan Versluis - 1917
Kay Georgiou e Nicki Ledermann - Joker
Paul Gooch, Arjen Tuiten e David White - Maleficent - Signora del male
Jeremy Woodhead - Judy


IL MIO PREFERITO: Joker
PER ME VINCERA': Joker
NON MI ANDREBBE GIU': Maleficent - Signora del male


E come al solito riporto, per dovere di cronaca, le candidature alla categoria corti e documentari, sulle quali non posso esprimere una preferenza perchè non ne ho visto mezzo.

Miglior documentario

Alla mia piccola Sama, regia di Waad al-Kateab ed Edward Watts
The Cave, regia di Feras Fayyad
Edge of Democracy - Democrazia al limite, regia di Petra Costa
Made in USA - Una fabbrica in Ohio, regia di Steven Bognar e Julia Reichert
Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov



Miglior cortometraggio documentario

In the Absence, regia di Yi Seung-jun
Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl), regia di Carol Dysinger
Life Overtakes Me, regia di Kristine Samuelson e John Haptas
St. Louis Superman, regia di Smriti Mundhra e Sami Khan
Walk Run Cha-Cha, regia di Laura Nix



Miglior cortometraggio

Ikhwène, regia di Meryam Joobeur
Nefta Football Club, regia di Yves Piat
The Neighbors' Window, regia di Marshall Curry
Saria, regia di Bryan Buckley
Une sœur, regia di Delphine Girard



Miglior cortometraggio d'animazione

Dcera, regia di Daria Kashcheeva
Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.
Kitbull, regia di Rosana Sullivan
Mémorable, regia di Bruno Collet
Sister, regia di Siqi Song

venerdì 7 febbraio 2020

Dolor y gloria di Pedro Almodovar (2019)



Spagna 2019
Titolo Originale: Dolor y gloria
Sceneggiatura: Pedro Almodovar
Durata: 108 minuti
Genere: Drammatico


Non ho un rapporto di particolare affetto per il regista Pedro Almodovar, è sì un regista che mi piace e che mi è piaciuto abbastanza con alcuni dei suoi film, ma non sono riuscito ad amarlo per nessuno dei suoi lavori e anzi, con gli ultimi, che ho guardato a spizzichi e bocconi, diciamo che non mi aveva per nulla colpito: "Gli amanti passeggeri" mi aveva abbastanza deluso, "Julieta" ancora non ho avuto la voglia di vederlo, mentre di questo "Dolor y Gloria" ho rimandato la visione per qualche mese, prima di convincermi definitivamente nel momento in cui il film è stato nominato a ben due premi Oscar, quello per il miglior attore protagonista ad Antonio Banderas e quello per il miglior film internazionale - che ora è il nuovo nome dell'Oscar per il miglior film straniero -, categoria che negli anni ho sempre un po' trascurato, anche per via della distribuzione italiana, ma per la quale quest'anno, stranamente, ho avuto la possibilità di vedere ben due dei cinque candidati, che per me è un record, visto che negli scorsi anni capitava addirittura che non avessi visto nemmeno il favoritissimo vincitore. Oltre al già citato Banderas, nel cast abbiamo anche la sempreverde Penelope Cruz - sempre più bona man mano che gli anni passano, non c'è proprio nulla da dire -, Asier Etxeandía e Leonardo Sbaraglia.
Salvador Mallo è il protagonista del film, un affermato regista che ha raggiunto la fama da diversi anni, ma da tempo sta vivendo un declino lavorativo e fisico: soffre di un gran numero di malattie, buona parte di esse psicosomatiche, che gli causano un grande dolore fisico che gli impedisce di lavorare, vivendo una vita all'insegna del ricordo della gloria passata. La sua routine quasi distruttiva cambia quando viene chiamato a presenziare ad un cineforum durante il quale sarà proiettato "Sabor", il film che gli diede la notorietà diversi anni prima, ma che causò anche la separazione tra lui e Alberto, un tempo suo amante e attore protagonista del film, che non si parlano dall'uscita del film, a causa di dissapori lavorativi e personali nati proprio sul set del film. L'invito al cineforum sarà per i due l'occasione di reincontrarsi e durante l'incontro tra i due Alberto inizierà Salvador all'eroina, che diventerà per lui un palliativo per i dolori di cui soffre. Alla storia, ambientata nei giorni nostri, si alternano diversi flashback in cui viene raccontata, attraverso i suoi ricordi, l'infanzia di Salvador, che con i genitori viveva in povertà all'interno di una grotta, senza però che i suoi genitori gli facessero mai mancare nulla, facendolo diventare insegnante privato di un ragazzo praticamente analfabeta e cercando in tutti i modi di farlo entrare in seminario per studiare.
É oramai superfluo stare qui a dire quanto la qualità cinematografica ai prossimi Oscar sia veramente altissima: abbiamo nove candidati al titolo di miglior film di cui solamente uno non avrei messo nella lista, abbiamo buonissimi film anche tra coloro che sono candidati in solo una o due categorie, come ad esempio "I due papi", candidato solo per i migliori attori, abbiamo ben due film stranieri che, sinceramente, non mi sarei scandalizzato se li avessimo visti entrambi in corsa per il premio grosso - e per uno dei due, "Parasite", faccio anche spudoratamente il tifo - con questo "Dolor y gloria" che si sa difendere più che bene anche davanti a tutti gli altri candidati. Presentato all'ultimo Festival di Cannes, "Dolor y gloria" mi ha colpito sin dai primi minuti, a partire dalla malinconia che traspare subito dal protagonista oppure nel vedere il modo in cui viene ritratto il rapporto tra Salvador e Alberto, un rapporto che nonostante gli anni e i rancori passati mostra la complicità rimasta tra i due sia nei dialoghi pacati sia nelle discussioni più accese, sia nei lunghi silenzi che i due si scambiano reciprocamente. Mi hanno colpito in maniera estremamente positiva anche i flashback in cui il protagonista ricorda la sua infanzia, dei ricordi che spesso sono legati all'utilizzo della droga cui Salvador viene iniziato da Alberto, con un ottima Penelope Cruz ad interpretare la madre Jacinta, nei quali vediamo il modo in cui si sviluppa il carattere del personaggio, con tanto di rivelazione finale che mi ha ricordato un sacco "La montagna sacra" di Alejandro Jodorowsky e che non mi sarei aspettato, ma che rappresenta un vero e proprio coronamento per ciò che vediamo del protagonista nel corso del film, la chiusura del cerchio perfetta.
Dopo qualche anno, dunque, Pedro Almodovar ritorna a convincermi appieno con un suo film, il ritmo della narrazione non è certo forsennato, ma non annoia mai e ti invoglia a scoprire sempre di più sui personaggi che troviamo sullo schermo, la sua regia e la sua narrazione sono molto delicate e nel corso della pellicola coinvolgono in maniera incredibile. Troviamo ancora una volta temi a lui cari come l'omosessualità, il rapporto con i genitori e con le proprie difficoltà personali. Antonio Banderas è, come non capitava da moltissimo tempo, pazzesco a livello recitativo, forse una delle sue migliori interpretazioni in carriera e non è un caso probabilmente che i film che preferisco da lui interpretati siano diretti proprio da Almodovar, vedi anche "La pelle che abito", film che adoro con tutto me stesso. Ho rimandato dunque molto la visione di "Dolor y gloria" per paura di trovarmi davanti ad un film deludente come gli altri film più recenti del regista, invece mi sono trovato davanti ad uno che entrerà di diritto tra i miei preferiti diretti dal regista, che questa volta non riesce soltanto a farsi apprezzare, ma addirittura a farsi adorare!

Voto: 8